Giulio Regeni, o della verità

giulio[di Tullia Bartolini] Voci ben più autorevoli della mia hanno scritto a proposito di questo efferato omicidio.
E’stato ucciso un ragazzo che, a detta di chi lo conosceva bene, era intelligente. motivato, preparato, serio. Il nostro Paese, spesso, questi ragazzi li manda a lavorare altrove.
Giulio avrebbe potuto essere mio figlio. Era, dunque, uno dei tanti cervelli in fuga e certamente intuiva tutti i rischi che, sempre, la passione per la conoscenza comporta. Ma lui era un coraggioso. E, d’altronde, la storia e i miti non cambiano e non insegnano.
E’ così anche nel privato, pensateci: soprattutto nel privato. Essere Achille o Ulisse, é l’eterno dilemma. Ma nessuno – o quasi – sceglie l’assoluto. I furbi rimestano sempre nei rimasugli della vita, pensando di averla compresa meglio di altri e vivendo tranquilli nel loro ‘puramente personale’. Ma c’è chi non è così. E, io dico, per fortuna.

Peggio di ogni altra cosa  è, però, l’indifferenza. E’ questo che rende davvero banale il male, inutili i morti, tremendo il futuro. Giulio indifferente non era, e non era certamente un Ulisse. La sua ricerca di verità e giustizia sociale va celebrata. E’ l’indifferenza a uccidere davvero la speranza.
Perciò bisogna ricordare Giulio, rifiutando le versioni di comodo che i governi hanno messo in campo e, dunque, pretendendo verità e giustizia.

Ho lottato; ed è già tanto;
ho creduto di poter vincere…
invece la natura e la sorte
hanno represso l’impegno e lo sforzo

Tuttavia ho fatto quel che potevo:
non aver temuto la morte,
non aver ceduto a nessun mio simile,
aver anteposto una morte coraggiosa
a una vita imbelle”.
Giordano Bruno

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