Incontro matrimoniale

recensione

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[di Lorenzo Canzanella e Mariapaola Bianchini]

Incontro Matrimoniale è l’espressione italiana di Worldwide Marriage Encounter. Si tratta di un’organizzazione o rete di persone che, a titolo di volontariato e di ispirazione cattolica, si attiva allo scopo di preparare le persone ad una vita matrimoniale o di coppia basata sui valori. Valori che sono assolutamente universali, come il rispetto, l’ascolto di sé e dell’altro. Valori che in linea generale saremmo chiamati a conoscere e praticare tutti ben prima della scelta di matrimonio. Per rispondere a questa potenziale lacuna, la stessa organizzazione organizza anche delle esperienze per giovani e single.

Mi ci sono imbattuto perché la mia compagna è cattolica e perché la chiesa senza un attestato di corso pre-matrimoniale non procederebbe al suo rito celebrativo, da effettuarsi tra l’altro obbligatoriamente presso un luogo di culto.

Le premesse del corso sono indubbiamente valide. La conduzione dello stesso è per opera di 2 coppie di coniugi e di una figura della chiesa (es.: un parroco) che attraverso i loro vissuti coprono tutti gli argomenti, uno alla volta, secondo una sequenza ben precisa. Tra un argomento ed il successivo, i presenti vengono invitati a rispondere, su carta e in privato, a domande a tema.

E’ da subito chiaro che da parte dei conduttori ci sia un grande lavoro di preparazione, e questo è lodevole. Così come è lodevole lo sforzo di aprirsi ai corsisti esplorando alti e bassi della loro esperienza matrimoniale. Traspare molto coraggio e spirito di dedizione.

Trattare però argomenti delicati come la consapevolezza emotiva, le dinamiche relazionali, le modalità di comunicazione e la gestione delle differenze richiede qualcosa di più delle sole buone intenzioni e del coraggio; richiede professionalità, e questa nel corso che ho frequentato sono mancate del tutto.

L’evento ha un costo suggerito (il pagamento viene chiesto poi come contributo anonimo) che viene comunicato solo su richiesta esplicita, e al suo termine. Ha un programma non chiaro di cui viene comunicato solo l’impegno in termini di tempi, tra l’altro fin troppo esigenti: circa 20 ore in 2 giorni e mezzo (escludendo le pause e i pasti). Gli organizzatori danno per scontato che i corsisti accettino il vitto e l’alloggio presso la struttura ospitante, anche se si abita a soli 4Km di distanza come nel nostro caso. Alla nostra lecita richiesta di dettagli organizzativi hanno risposto con frasi quali “non ti preoccupare, sarà un’esperienza meravigliosa che ti cambierà la vita”.

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Infatti è stata così “meravigliosa” che la maggioranza dei corsisti non hanno rispettato i tempi arrivando fino anche a 1 ora di ritardo (a danno di chi è stato puntuale), chiedendo frequenti pause con la scusa della sigaretta, e giocando a tris sui quaderni per gli esercizi, gli stessi che i conduttori invitavano a riaprire e rileggere molti anni più in là dopo il matrimonio.

Non può essere mai “meraviglioso” ascoltare delle persone in lunghe letture dove i loro occhi sono più presenti su un foglio di carta che sui nostri. Per quanto illuminanti ed intense possano essere le loro esperienze, non arriveranno mai se non incrociando i nostri occhi e parlando schiettamente, anche col rischio di saltare qualche passaggio. Trovo incredibile che un simile dettaglio possa sfuggire proprio a chi, leggendo dietro ad un tavolo separato da noi, ci spiega che durante la comunicazione tra persone la parola ha un ruolo del solo 5%. Trovo incredibile che chi si circonda di pannelli con su scritto “ascoltare è alla base del dialogo” poi imponga il proprio punto di vista senza mai chiedere un parere (feedback) da parte dei partecipanti, né alla fine di ogni sessione di lavoro, né al termine del corso stesso. Trovo incredibile che si usino degli espedienti come la “modalità del cerchio” senza spiegarne bene le regole e soprattutto senza rispettarle.

Alla fine: l’attestato. Per noi e per tutte le altre coppie sarà possibile sposarsi in chiesa come programmato: per chi ci crede, per chi in fondo non ci crede veramente ma decide di farlo lo stesso, per chi come me è di un’altra fede e avrebbe desiderato farlo lontano da un luogo di culto.

Questa è la mia esperienza. La mia compagna (cattolica) la pensa come me. Veniamo entrambi da percorsi individuali e di coppia che ci hanno portato ad affrontare tutte le tematiche che il corso propone di approfondire. Per noi è stata un’ulteriore verifica, e questo è piacevole. In definitiva, apprezziamo molto l’obiettivo e il cuore degli organizzatori ma non ne condividiamo le modalità di gestione e la mancanza di “messa in discussione”. Solo attraverso il proposito di auto-migliorarsi il percorso proposto risulterebbe più efficace.

Source: Lorenzo Canzanella

Una risposta a Incontro matrimoniale

  1. Rita 29 aprile 2016 a 7:54

    Concordo! Qui a Monza il corso è di 10 incontri serali in parrocchia, lo ha seguito Alessio al quale invierò il tuo scritto e ti darà il suo contributo. ciao zia Rita

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