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	<title>Commenti a: André Gorz, Ecologica, Edizioni Jaca Book</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Di: Antonio Cémbrola</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/30/andre-gorz-ecologica-edizioni-jaca-book/#comment-59</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Cémbrola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 10:55:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rinvio il testo perchè i simboli &lt;&gt; hanno ingoiato le citazioni



PER RIMEDIARE
Nel commento precedente &quot;ASPETTANDO... L&#039;EPIGONO volevo parlare di A. Gorz ed &quot;Ecologica&quot; e mi sono ritrovato in un mancato &quot;coccodrillo&quot; al capitalismo.

 I temi affrontati da Gorz durante tutto un quarantennio risultano di struggente attualità . Cosa vuol dire tutto questo che è cambiato poco nel frattempo o che piuttosto i cicli congiunturali ci ripropongono temi che danno vita a speranze utopiche che puntualmente irrealizzate si ripresenteranno al prossimo ciclo? 
La crisi energetica del 75 (Ecologia e politica) ha dato fiducia a tanti (da Illich, Attali, Guillame, Glotz ) oltre a Gorz di reinventare il futuro, una speranza di riscatto socialista purtroppo disattesa. Oggi la frenata della crescita è tout-court crisi del capitalismo ma i limiti fisici-ecologici non saranno la sua fine ancora una volta sotto l&#039;ala dell&#039;imperialismo esso sopravviverà.
In &quot;Addio al proletariato&quot;1980 è sancita la perdita di una coscienza proletaria, il capitale si rimpossessa dell&#039;industrialismo, il toyotismo si fa largo e la fabbrica integrata della qualità totale, libera dal lavoro lo schiavo della &quot;catena di montaggio&quot;. Il proletario che cercava la sua liberazione nel lavoro passa ad una nuova schiavitù quella del consumo da bisogno indotto. Il dominio e perpetrato, è necessario lavorare per il consumo per la crescita, 
L&#039;utopia allora diventa...la maggiore produttività restringe sempre più i tempi della produzione, il tempo liberato per le attività autonome utili all&#039;individuo e non al mercato devono portare verso una ristrutturazione ecologica (Capitalismo,socialismo,ecologia) l&#039;utopia dell&#039;80 è riproposta oggi ,come allora per una realizzazione nel senso di un&#039;ecologia che non sia mero ambientalismo ma produzione di beni per valore d&#039;uso &quot;bisogna che decresca o che scompaia ciò che che minaccia le basi naturali della vita&quot;,una razionalità ecologica deve subentrare alla razionalità economica, &quot;meno, ma meglio&quot; è lo slogan. (mi sembra di parlare di cronaca odierna) 
Gorz ecologista a pieno titolo, ritiene non sussistere una morale dell&#039;ecologia, ma dalla sua critica alla teoria e prassi capitalistica non dobbiamo escludere l&#039;istanza di un atteggiamento etico-comportamentale pro-uomo. 
Ringraziamo Gorz, e ci fa piacere pensare ad una  riconciliazione eterna con la sua Dorin e noi ancora miseri mortali troveremo mai &quot;La strada del paradiso&quot;?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rinvio il testo perchè i simboli &lt;&gt; hanno ingoiato le citazioni</p>
<p>PER RIMEDIARE<br />
Nel commento precedente &#8220;ASPETTANDO&#8230; L&#8217;EPIGONO volevo parlare di A. Gorz ed &#8220;Ecologica&#8221; e mi sono ritrovato in un mancato &#8220;coccodrillo&#8221; al capitalismo.</p>
<p> I temi affrontati da Gorz durante tutto un quarantennio risultano di struggente attualità . Cosa vuol dire tutto questo che è cambiato poco nel frattempo o che piuttosto i cicli congiunturali ci ripropongono temi che danno vita a speranze utopiche che puntualmente irrealizzate si ripresenteranno al prossimo ciclo?<br />
La crisi energetica del 75 (Ecologia e politica) ha dato fiducia a tanti (da Illich, Attali, Guillame, Glotz ) oltre a Gorz di reinventare il futuro, una speranza di riscatto socialista purtroppo disattesa. Oggi la frenata della crescita è tout-court crisi del capitalismo ma i limiti fisici-ecologici non saranno la sua fine ancora una volta sotto l&#8217;ala dell&#8217;imperialismo esso sopravviverà.<br />
In &#8220;Addio al proletariato&#8221;1980 è sancita la perdita di una coscienza proletaria, il capitale si rimpossessa dell&#8217;industrialismo, il toyotismo si fa largo e la fabbrica integrata della qualità totale, libera dal lavoro lo schiavo della &#8220;catena di montaggio&#8221;. Il proletario che cercava la sua liberazione nel lavoro passa ad una nuova schiavitù quella del consumo da bisogno indotto. Il dominio e perpetrato, è necessario lavorare per il consumo per la crescita,<br />
L&#8217;utopia allora diventa&#8230;la maggiore produttività restringe sempre più i tempi della produzione, il tempo liberato per le attività autonome utili all&#8217;individuo e non al mercato devono portare verso una ristrutturazione ecologica (Capitalismo,socialismo,ecologia) l&#8217;utopia dell&#8217;80 è riproposta oggi ,come allora per una realizzazione nel senso di un&#8217;ecologia che non sia mero ambientalismo ma produzione di beni per valore d&#8217;uso &#8220;bisogna che decresca o che scompaia ciò che che minaccia le basi naturali della vita&#8221;,una razionalità ecologica deve subentrare alla razionalità economica, &#8220;meno, ma meglio&#8221; è lo slogan. (mi sembra di parlare di cronaca odierna)<br />
Gorz ecologista a pieno titolo, ritiene non sussistere una morale dell&#8217;ecologia, ma dalla sua critica alla teoria e prassi capitalistica non dobbiamo escludere l&#8217;istanza di un atteggiamento etico-comportamentale pro-uomo.<br />
Ringraziamo Gorz, e ci fa piacere pensare ad una  riconciliazione eterna con la sua Dorin e noi ancora miseri mortali troveremo mai &#8220;La strada del paradiso&#8221;?</p>
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		<title>Di: Antonio Cémbrola</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/30/andre-gorz-ecologica-edizioni-jaca-book/#comment-58</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Cémbrola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 10:42:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PER RIMEDIARE
Volevo parlare di A. Gorz ed &quot;Ecologica&quot; e mi sono ritrovato in un mancato &quot;coccodrillo&quot; al capitalismo.

 I temi affrontati da Gorz durante tutto un quarantennio risultano di struggente attualità. Cosa vuol dire tutto questo che è cambiato poco nel frattempo o che piuttosto i cicli congiunturali economici ci ripropongono temi che danno vita a speranze utopiche che puntualmente irrealizzate si ripresenteranno al prossimo ciclo? 
La crisi energetica del 75 (Ecologia e politica) ha dato fiducia a tanti (da Illich, Attali, Guillame, Glotz ) oltre a Gorz di reinventare il futuro, una speranza di riscatto socialista purtroppo disattesa. Oggi la frenata della crescita è tout-court crisi del capitalismo ma i limiti fisici-ecologici non saranno la sua fine ancora una volta sotto l&#039;ala dell&#039;imperialismo esso sopravvivrà.
In &quot;Addio al proletariato&quot;1980 è sancita la perdita di una coscienza proletaria, il capitale si rimpossessa dell&#039;industrialismo, il toyotismo si fa largo e la fabbrica integrata della qualità totale, libera dal lavoro lo schiavo della &quot;catena di montaggio&quot;. Il proletario che cercava la sua liberazione nel lavoro passa ad una nuova schiavitù quella del consumo da bisogno indotto. Il dominio e perpetrato, è necessario lavorare per il consumo per la crescita, 
L&#039;utopia allora diventa: la maggiore produttività restringe sempre più i tempi della produzione, il tempo liberato per le attività autonome utili all&#039;individuo e non al mercato devono portare verso una ristrutturazione ecologica (Capitalismo,socialismo,ecologia) l&#039;utopia dell&#039;80 è riproposta oggi ,come allora per una realizzazione nel senso di un&#039;ecologia che non sia mero ambientalismo ma produzione di beni per valore d&#039;uso &lt;&gt;,una razionalità ecologica deve subentrare alla razionalità economia, &lt;&gt; è lo slogan. (mi sembra di parlare di cronaca odierna) 
Gorz ecologista a pieno titolo, ritiene non sussistere una morale dell&#039;ecologia, ma dalla sua critica alla teoria e prassi capitalistica non dobbiamo escludere l&#039;istanza di un atteggiamento etico-comportamentale pro-uomo. 
Ringraziamo Gorz, e ci fa piacere pensare ad una  riconciliazione eterna con la sua Dorin e noi ancora miseri mortali troveremo mai &quot;La strada del paradiso&quot;?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PER RIMEDIARE<br />
Volevo parlare di A. Gorz ed &#8220;Ecologica&#8221; e mi sono ritrovato in un mancato &#8220;coccodrillo&#8221; al capitalismo.</p>
<p> I temi affrontati da Gorz durante tutto un quarantennio risultano di struggente attualità. Cosa vuol dire tutto questo che è cambiato poco nel frattempo o che piuttosto i cicli congiunturali economici ci ripropongono temi che danno vita a speranze utopiche che puntualmente irrealizzate si ripresenteranno al prossimo ciclo?<br />
La crisi energetica del 75 (Ecologia e politica) ha dato fiducia a tanti (da Illich, Attali, Guillame, Glotz ) oltre a Gorz di reinventare il futuro, una speranza di riscatto socialista purtroppo disattesa. Oggi la frenata della crescita è tout-court crisi del capitalismo ma i limiti fisici-ecologici non saranno la sua fine ancora una volta sotto l&#8217;ala dell&#8217;imperialismo esso sopravvivrà.<br />
In &#8220;Addio al proletariato&#8221;1980 è sancita la perdita di una coscienza proletaria, il capitale si rimpossessa dell&#8217;industrialismo, il toyotismo si fa largo e la fabbrica integrata della qualità totale, libera dal lavoro lo schiavo della &#8220;catena di montaggio&#8221;. Il proletario che cercava la sua liberazione nel lavoro passa ad una nuova schiavitù quella del consumo da bisogno indotto. Il dominio e perpetrato, è necessario lavorare per il consumo per la crescita,<br />
L&#8217;utopia allora diventa: la maggiore produttività restringe sempre più i tempi della produzione, il tempo liberato per le attività autonome utili all&#8217;individuo e non al mercato devono portare verso una ristrutturazione ecologica (Capitalismo,socialismo,ecologia) l&#8217;utopia dell&#8217;80 è riproposta oggi ,come allora per una realizzazione nel senso di un&#8217;ecologia che non sia mero ambientalismo ma produzione di beni per valore d&#8217;uso &lt;&gt;,una razionalità ecologica deve subentrare alla razionalità economia, &lt;&gt; è lo slogan. (mi sembra di parlare di cronaca odierna)<br />
Gorz ecologista a pieno titolo, ritiene non sussistere una morale dell&#8217;ecologia, ma dalla sua critica alla teoria e prassi capitalistica non dobbiamo escludere l&#8217;istanza di un atteggiamento etico-comportamentale pro-uomo.<br />
Ringraziamo Gorz, e ci fa piacere pensare ad una  riconciliazione eterna con la sua Dorin e noi ancora miseri mortali troveremo mai &#8220;La strada del paradiso&#8221;?</p>
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		<title>Di: Antonio</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/30/andre-gorz-ecologica-edizioni-jaca-book/#comment-57</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 06:05:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ASPETTANDO...L&#039;EPIGONO
Una reale alternativa al sistema capitalistico, non si vede all&#039;orizzonte economico, tentativi culturali sulla vecchia dialettica marxista della rivoluzione di classe e dell&#039;appropriazione dei mezzi di produzione hanno perso anche la forza dialettica originaria rimanendo &quot;doxa&quot; di vecchi salottieri in pensione. (come me)
Il &quot;tempo liberato&quot; dall&#039;automazione ha peggiorato l&#039;alienazione del cittadino spossesato anche della &quot;praxi&quot; non solo del valore della sua attività. Ciò che doveva servire a recuperare &quot;convivialità&quot; tempo per la &quot;riproduzione&quot; si è rilevato solo un gran bacino di disoccupati che premono alle porte del mondo del lavoro facendo anche teorizzare (P.Ichino) una normativa giuridica legittimante un &quot;turn over&quot; (come lo chiama lui, io direi lotta) tra lavoratori &quot;outsider e &quot;insider&quot;.
Ma non ci meravigliamo di questo signor ex sindacalista, poichè è tutta la sinistra che sententosi tradita dalla  classe che rappresentava non ha saputo scorgerne l&#039;evoluzione  e l&#039;ha trattata con la stessa moneta.
La sua spinta significativa alle liberalizzazioni in in un  sistema del &quot;laissez faire&quot; globalizzante ha liberato una miriade di cani sciolti, anime in delirio di onnipotenza, una svolta drastica verso una destra tolizzante rappresentativa esclusiva della banalità dell&#039;Essere, ciò ha decretato forse la  fine di una culturale socialista su base storica .
&quot;Lavorar meno, per lavorare tutti&quot;, non è possibile, non lo vuole il sistema per una questione di potere che nasce dalla manipolazione non equa delle ricchezze prodotte, e dall&#039;utilità dell&#039;esercito di disoccupati. Non lo vuole il singolo individuo che indotto in confusione tra ben-essere e ben-avere non trova la realtà di se stesso.
Cari amici di centro-sinistra  non illudetevi che la crisi attuale economica possa essere l&#039;inizio dell&#039;autodistruzione del capitalismo, che tanti studiosi di Marx leggono nei suoi scritti, il capitalismo ha proprietà camaleontiche inimmaginabili.
Avete notato come la contestazione di assenza etica rivolta al sistema liberal-brigantesco, l&#039;istanza di una moralizzazione del sistema finanziario e produttivo, viene  sfruttato propagandisticamente dai vecchi apparati.Con la retorica dei farisei blaterano dal tempio contro ignoti, altri da sé, con l&#039;unico scopo di nuovi profitti.
Il capitalismo elargisce bisogni da soddisfare con consumi, esporta libertà e democrazia armata, elargisce ricchezza con le risorse degli altri,... è sbarcato a Pechino nel regno del comunismo!
Credete ad una possibilità di un neo-umanesimo? Credete ad una cultura filo-antropica che rifugga lo hybris consumistico per una politica-ecologica che non si dissolva nella razionalità economica?
Il capitalismo è un sistema che alletta concede l&#039;idea prometica all&#039;uomo che cerca il mito, al mitomane  dà possibilità di compromessi e concussioni, egli può cedere anche l&#039;anima.
E&#039; l&#039;inaccettabilità  della finitudine dell&#039;uomo darwiniano che gli fà sciegliere di vivere una vita inautentica, ciò che poi consente il perpetuarsi di sistemi economici accumulativi teleologicamente vuoti.
Ahime, il capitalismo vivrà ancora a lungo!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ASPETTANDO&#8230;L&#8217;EPIGONO<br />
Una reale alternativa al sistema capitalistico, non si vede all&#8217;orizzonte economico, tentativi culturali sulla vecchia dialettica marxista della rivoluzione di classe e dell&#8217;appropriazione dei mezzi di produzione hanno perso anche la forza dialettica originaria rimanendo &#8220;doxa&#8221; di vecchi salottieri in pensione. (come me)<br />
Il &#8220;tempo liberato&#8221; dall&#8217;automazione ha peggiorato l&#8217;alienazione del cittadino spossesato anche della &#8220;praxi&#8221; non solo del valore della sua attività. Ciò che doveva servire a recuperare &#8220;convivialità&#8221; tempo per la &#8220;riproduzione&#8221; si è rilevato solo un gran bacino di disoccupati che premono alle porte del mondo del lavoro facendo anche teorizzare (P.Ichino) una normativa giuridica legittimante un &#8220;turn over&#8221; (come lo chiama lui, io direi lotta) tra lavoratori &#8220;outsider e &#8220;insider&#8221;.<br />
Ma non ci meravigliamo di questo signor ex sindacalista, poichè è tutta la sinistra che sententosi tradita dalla  classe che rappresentava non ha saputo scorgerne l&#8217;evoluzione  e l&#8217;ha trattata con la stessa moneta.<br />
La sua spinta significativa alle liberalizzazioni in in un  sistema del &#8220;laissez faire&#8221; globalizzante ha liberato una miriade di cani sciolti, anime in delirio di onnipotenza, una svolta drastica verso una destra tolizzante rappresentativa esclusiva della banalità dell&#8217;Essere, ciò ha decretato forse la  fine di una culturale socialista su base storica .<br />
&#8220;Lavorar meno, per lavorare tutti&#8221;, non è possibile, non lo vuole il sistema per una questione di potere che nasce dalla manipolazione non equa delle ricchezze prodotte, e dall&#8217;utilità dell&#8217;esercito di disoccupati. Non lo vuole il singolo individuo che indotto in confusione tra ben-essere e ben-avere non trova la realtà di se stesso.<br />
Cari amici di centro-sinistra  non illudetevi che la crisi attuale economica possa essere l&#8217;inizio dell&#8217;autodistruzione del capitalismo, che tanti studiosi di Marx leggono nei suoi scritti, il capitalismo ha proprietà camaleontiche inimmaginabili.<br />
Avete notato come la contestazione di assenza etica rivolta al sistema liberal-brigantesco, l&#8217;istanza di una moralizzazione del sistema finanziario e produttivo, viene  sfruttato propagandisticamente dai vecchi apparati.Con la retorica dei farisei blaterano dal tempio contro ignoti, altri da sé, con l&#8217;unico scopo di nuovi profitti.<br />
Il capitalismo elargisce bisogni da soddisfare con consumi, esporta libertà e democrazia armata, elargisce ricchezza con le risorse degli altri,&#8230; è sbarcato a Pechino nel regno del comunismo!<br />
Credete ad una possibilità di un neo-umanesimo? Credete ad una cultura filo-antropica che rifugga lo hybris consumistico per una politica-ecologica che non si dissolva nella razionalità economica?<br />
Il capitalismo è un sistema che alletta concede l&#8217;idea prometica all&#8217;uomo che cerca il mito, al mitomane  dà possibilità di compromessi e concussioni, egli può cedere anche l&#8217;anima.<br />
E&#8217; l&#8217;inaccettabilità  della finitudine dell&#8217;uomo darwiniano che gli fà sciegliere di vivere una vita inautentica, ciò che poi consente il perpetuarsi di sistemi economici accumulativi teleologicamente vuoti.<br />
Ahime, il capitalismo vivrà ancora a lungo!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luigi di donato</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/30/andre-gorz-ecologica-edizioni-jaca-book/#comment-56</link>
		<dc:creator><![CDATA[luigi di donato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 08:47:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Condivido l&#039;analisi e le speranze di Gorz, essendo convinto che le utopie restino tali solo se in noi non c&#039;è abbastanza volontà di trasformarle in realtà. La tecnologia può aiutarci a rendere il mondo migliore a patto che noi ne  facciamo un uso consapevole e motivato da valori importanti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido l&#8217;analisi e le speranze di Gorz, essendo convinto che le utopie restino tali solo se in noi non c&#8217;è abbastanza volontà di trasformarle in realtà. La tecnologia può aiutarci a rendere il mondo migliore a patto che noi ne  facciamo un uso consapevole e motivato da valori importanti.</p>
]]></content:encoded>
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