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	<title>Commenti a: Auguri d&#8217;Arte: Nicola Sguera con René Char</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Di: Nicola Sguera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Sguera]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 07:42:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Paul Celan - Argumentum e silentio

In catene
tra oro e oblio: 
la notte.
Entrambi bramarono afferrarla.
A entrambi concesse tempo.

Posa, 
posa anche tu là, quanto
accanto ai giorni vuol nascere col crepuscolo:
la parola seguita dagli astri,
inondata dai mari.

A ciascuno la parola.
A ciascuno la parola che gli cantò,
quando la muta gli piombò addosso -
a ciascuno la parola che a lui cantò e impietrì.
 
Ad essa, alla notte, la parola
che gli astri accompagnano e i mari inondano,
ad essa la parola avvinta dal silenzio,
cui il sangue non gelò, quando trafisse
le sillabe quel dente avvelenato.

Alla notte la parola guadagnata al silenzio.

Contro quelle altre che presto
- sedotte e violentate da orecchie prostituite -
anche sul tempo e i tempi s’ergeranno,
essa infine sarà testimone,
infine, quando solo catene risuonano,

testimone della notte, che lì giace
tra oro e oblio,
sorella di entrambi, da sempre -

Poiché, dimmi, dove mai
vi sarà crepuscolo, se non in lei,
dove scorre la sua lacrima, che mostra
ai soli che s’immergono, la semina,
ma di volta in volta?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Paul Celan &#8211; Argumentum e silentio</p>
<p>In catene<br />
tra oro e oblio:<br />
la notte.<br />
Entrambi bramarono afferrarla.<br />
A entrambi concesse tempo.</p>
<p>Posa,<br />
posa anche tu là, quanto<br />
accanto ai giorni vuol nascere col crepuscolo:<br />
la parola seguita dagli astri,<br />
inondata dai mari.</p>
<p>A ciascuno la parola.<br />
A ciascuno la parola che gli cantò,<br />
quando la muta gli piombò addosso -<br />
a ciascuno la parola che a lui cantò e impietrì.</p>
<p>Ad essa, alla notte, la parola<br />
che gli astri accompagnano e i mari inondano,<br />
ad essa la parola avvinta dal silenzio,<br />
cui il sangue non gelò, quando trafisse<br />
le sillabe quel dente avvelenato.</p>
<p>Alla notte la parola guadagnata al silenzio.</p>
<p>Contro quelle altre che presto<br />
- sedotte e violentate da orecchie prostituite -<br />
anche sul tempo e i tempi s’ergeranno,<br />
essa infine sarà testimone,<br />
infine, quando solo catene risuonano,</p>
<p>testimone della notte, che lì giace<br />
tra oro e oblio,<br />
sorella di entrambi, da sempre -</p>
<p>Poiché, dimmi, dove mai<br />
vi sarà crepuscolo, se non in lei,<br />
dove scorre la sua lacrima, che mostra<br />
ai soli che s’immergono, la semina,<br />
ma di volta in volta?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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