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	<title>Commenti a: Giffoni, festival dell&#8217;esclusione e dell&#8217;omologazione giovanile?</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Di: Mariapaola Bianchini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2013 10:56:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie ad Alessandro Paolo Lombardo per la denuncia di un&#039;incoerenza che, al di là di ogni comprensibile riflessione etica circa il cambiamento e l&#039;inclusione, lascia l&#039;amaro innanzitutto per le sensazioni di esclusione e frustrazione lasciate nei ragazzi e nei bambini. 
Pensare ad un&#039;iniziativa artistico-culturale per i giovani e con i giovani e farla crescere nel tempo è qualcosa di nobile, pur che si passi il concetto che partecipare è più importante che vincere e i contributi di ognuno sono meritevoli di discussione, stimolo, confronto e valorizzazione. Il festival era appunto nato con questo spirito di apertura e crescita. 
Toccare con mano episodi che al contrario rinforzano concetti di esclusione, casta, privilegi indigna più che rattristisce. 
Noi  adulti a volte perdiamo  di vista il caposaldo esistenziale che siamo sempre noi per primi i modelli di apprendimento per i giovani e sottrarsi a questa responsabilità o praticarla in modo negativo è eticamente scorretto e paralizza il futuro. A maggior ragione se si è promotori di esperienze ed iniziative di apprendimento significative non si possono creare le condizioni ambientali, organizzative e culturali di esclusione e competizione. Un imperativo che a partire dall&#039;episodio denunciato da Alessandro dovremmo portare nel nostro piccolo e agirlo  ogni volta  ci offriamo, volontariamente o involontariamente, come modello  di apprendimento.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ad Alessandro Paolo Lombardo per la denuncia di un&#8217;incoerenza che, al di là di ogni comprensibile riflessione etica circa il cambiamento e l&#8217;inclusione, lascia l&#8217;amaro innanzitutto per le sensazioni di esclusione e frustrazione lasciate nei ragazzi e nei bambini.<br />
Pensare ad un&#8217;iniziativa artistico-culturale per i giovani e con i giovani e farla crescere nel tempo è qualcosa di nobile, pur che si passi il concetto che partecipare è più importante che vincere e i contributi di ognuno sono meritevoli di discussione, stimolo, confronto e valorizzazione. Il festival era appunto nato con questo spirito di apertura e crescita.<br />
Toccare con mano episodi che al contrario rinforzano concetti di esclusione, casta, privilegi indigna più che rattristisce.<br />
Noi  adulti a volte perdiamo  di vista il caposaldo esistenziale che siamo sempre noi per primi i modelli di apprendimento per i giovani e sottrarsi a questa responsabilità o praticarla in modo negativo è eticamente scorretto e paralizza il futuro. A maggior ragione se si è promotori di esperienze ed iniziative di apprendimento significative non si possono creare le condizioni ambientali, organizzative e culturali di esclusione e competizione. Un imperativo che a partire dall&#8217;episodio denunciato da Alessandro dovremmo portare nel nostro piccolo e agirlo  ogni volta  ci offriamo, volontariamente o involontariamente, come modello  di apprendimento.</p>
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