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	<title>Commenti a: Contro il cattivo uso della memoria (e della Shoa&#8217;)</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Di: Nina Iadanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nina Iadanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 18:36:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo leggerò sicuramente ai miei alunni.
Critico e profondo come sempre, nonostante l&#039;ovvia necessità dei soli accenni. La lezione, tenuta agli alunni del liceo di Montella, non era certo il momento né il luogo per una più dettagliata e approfondita analisi storica del fenomeno, che però potresti sempre farne oggetto di un libro, alla luce dei tuoi accurati &lt;a href=&quot;http://opac.sicilia.metavista.it/opac_sicilia/opaclib?db=solr_sicilia&amp;resultForward=opac/sicilia/brief.jsp&amp;from=1&amp;nentries=50&amp;searchForm=opac/sicilia/error.jsp&amp;do_cmd=search_show_cmd&amp;item:1003:Nomi::@frase@=%20Imbriani,%20Angelo%20Michele&quot; title=&quot;studi&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;studi&lt;/a&gt;.

E ce ne sarebbe un gran bisogno, in mezzo a tanta vuota retorica.
Se ci fossi stato tu tra i dieci saggi, anche Sodoma si sarebbe salvata...

Nina Iadanza

]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo leggerò sicuramente ai miei alunni.<br />
Critico e profondo come sempre, nonostante l&#8217;ovvia necessità dei soli accenni. La lezione, tenuta agli alunni del liceo di Montella, non era certo il momento né il luogo per una più dettagliata e approfondita analisi storica del fenomeno, che però potresti sempre farne oggetto di un libro, alla luce dei tuoi accurati <a href="http://opac.sicilia.metavista.it/opac_sicilia/opaclib?db=solr_sicilia&#038;resultForward=opac/sicilia/brief.jsp&#038;from=1&#038;nentries=50&#038;searchForm=opac/sicilia/error.jsp&#038;do_cmd=search_show_cmd&#038;item:1003:Nomi::@frase@=%20Imbriani,%20Angelo%20Michele" title="studi" target="_blank" rel="nofollow">studi</a>.</p>
<p>E ce ne sarebbe un gran bisogno, in mezzo a tanta vuota retorica.<br />
Se ci fossi stato tu tra i dieci saggi, anche Sodoma si sarebbe salvata&#8230;</p>
<p>Nina Iadanza</p>
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		<title>Di: Douglas</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/01/30/contro-il-cattivo-uso-della-memoria-e-della-shoa/#comment-594</link>
		<dc:creator><![CDATA[Douglas]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2014 10:09:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non so se l&#039;estensore dell&#039;articolo, che cerca di far professione di obiettività, si sia reso conto che da qualche tempo la &quot;democrazia italiana&quot; è radicalmente cambiata. La democrazia dovrebbe avere un significato laico, avulso da motivi fideistici. L&#039;ex Premier Giuliano Amato ha affermato che: &quot;l&#039;esecrecrazione e la negazione dell&#039;Olocausto, sono un discrimine per la democrazia. La democrazia, dunque,  si basa sull&#039;unicità dell&#039;Olocausto. La strage degli armeni, il massacro dei Kulakimì, le vittime del maoismo, ecc. non sono come la Shoah.  Per costui la Shoah necessita di atti pubblici di fede. a ragionarci meglio si intravede una teologia sottesa a tutto questo. Nessuno di noi è personalmente responsabile, eppure tutti dobbiamo riconoscerne l&#039;unicità dellì&#039;Olocausto. Anche gli Iraniani che non hanno avuto nemmeno storicamente alcuna parte in merito devono piegarsi a questo ignobile diktat. E noi invece di ribellarci accosentiamo a questo scempio.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se l&#8217;estensore dell&#8217;articolo, che cerca di far professione di obiettività, si sia reso conto che da qualche tempo la &#8220;democrazia italiana&#8221; è radicalmente cambiata. La democrazia dovrebbe avere un significato laico, avulso da motivi fideistici. L&#8217;ex Premier Giuliano Amato ha affermato che: &#8220;l&#8217;esecrecrazione e la negazione dell&#8217;Olocausto, sono un discrimine per la democrazia. La democrazia, dunque,  si basa sull&#8217;unicità dell&#8217;Olocausto. La strage degli armeni, il massacro dei Kulakimì, le vittime del maoismo, ecc. non sono come la Shoah.  Per costui la Shoah necessita di atti pubblici di fede. a ragionarci meglio si intravede una teologia sottesa a tutto questo. Nessuno di noi è personalmente responsabile, eppure tutti dobbiamo riconoscerne l&#8217;unicità dellì&#8217;Olocausto. Anche gli Iraniani che non hanno avuto nemmeno storicamente alcuna parte in merito devono piegarsi a questo ignobile diktat. E noi invece di ribellarci accosentiamo a questo scempio.</p>
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		<title>Di: Pierluigi Caravella</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/01/30/contro-il-cattivo-uso-della-memoria-e-della-shoa/#comment-593</link>
		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Caravella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 17:51:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=10482#comment-593</guid>
		<description><![CDATA[L&#039;articolo è assai vasto e necessiterebbe un altro approccio... Anzitutto, non ho letto il libro di cui parli, per cui il mio giudizio verterà unicamente su alcune delle questioni che hai posto alla nostra attenzione. Effettivamente la Shoah è stata ultimamente molto amplificata dai mass-media, ragion per cui a volte appare come un rito stanco, noioso e cmq. non sentito dalla maggior parte della popolazione. Conosco il periodico &quot;La Vita Italiana&quot; e anche chi vi prese parte. Effettivamente, Preziosi e i suoi collaboratori avevano un&#039;idea diversa di antisemitismo. E non erano affatto comportamente dettati dalla particolare congiuntura che allora l&#039;Italia stava attraversando. Ma anche fra di loro esistevano visioni diverse. Mi riferisco soprattutto a Julius Evola che non credeva in un razzismo materiale... Questo filone non è stato indagato abbastanza, vuoi per pigrizia culturale, vuoi anche per una sorta di divieto istituzionale verso certi autori, giudicati come &quot;proibiti&quot;. Per quanto riguarda l&#039;ultimo aspetto della cosiddetta responsabilità individuale, sono molto scettico, non tanto sotto il profilo giuridico, ma quanto sotto quello spirituale. Ad ogni buon conto ringrazio la mia amica per avermi fatto notare questo sito. 
Pierluigi Caravella]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo è assai vasto e necessiterebbe un altro approccio&#8230; Anzitutto, non ho letto il libro di cui parli, per cui il mio giudizio verterà unicamente su alcune delle questioni che hai posto alla nostra attenzione. Effettivamente la Shoah è stata ultimamente molto amplificata dai mass-media, ragion per cui a volte appare come un rito stanco, noioso e cmq. non sentito dalla maggior parte della popolazione. Conosco il periodico &#8220;La Vita Italiana&#8221; e anche chi vi prese parte. Effettivamente, Preziosi e i suoi collaboratori avevano un&#8217;idea diversa di antisemitismo. E non erano affatto comportamente dettati dalla particolare congiuntura che allora l&#8217;Italia stava attraversando. Ma anche fra di loro esistevano visioni diverse. Mi riferisco soprattutto a Julius Evola che non credeva in un razzismo materiale&#8230; Questo filone non è stato indagato abbastanza, vuoi per pigrizia culturale, vuoi anche per una sorta di divieto istituzionale verso certi autori, giudicati come &#8220;proibiti&#8221;. Per quanto riguarda l&#8217;ultimo aspetto della cosiddetta responsabilità individuale, sono molto scettico, non tanto sotto il profilo giuridico, ma quanto sotto quello spirituale. Ad ogni buon conto ringrazio la mia amica per avermi fatto notare questo sito.<br />
Pierluigi Caravella</p>
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	<item>
		<title>Di: Angelo Imbriani</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/01/30/contro-il-cattivo-uso-della-memoria-e-della-shoa/#comment-590</link>
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Imbriani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 13:27:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cara Tullia, ti ringrazio per il tuo apprezzamento, ma soprattutto per aver ricordato che Auschwitz è stata &quot;liberata&quot; dall&#039;Armata rossa e che cosa sia poi seguito a quella &quot;liberazione&quot;, e non solo ai danni dei dissidenti in genere, ma anche specificamente in termini di persecuzioni antisemite nell&#039;URSS staliniana. L&#039;anno scorso, lo feci notare ad alcuni che approfittavano della Giornata della memoria, tra l&#039;altro anche con molto cattivo gusto e poca sensibilità, per inneggiare all&#039;Armata rossa e al comunismo sovietico...

                                                                       Angelo Imbriani]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Tullia, ti ringrazio per il tuo apprezzamento, ma soprattutto per aver ricordato che Auschwitz è stata &#8220;liberata&#8221; dall&#8217;Armata rossa e che cosa sia poi seguito a quella &#8220;liberazione&#8221;, e non solo ai danni dei dissidenti in genere, ma anche specificamente in termini di persecuzioni antisemite nell&#8217;URSS staliniana. L&#8217;anno scorso, lo feci notare ad alcuni che approfittavano della Giornata della memoria, tra l&#8217;altro anche con molto cattivo gusto e poca sensibilità, per inneggiare all&#8217;Armata rossa e al comunismo sovietico&#8230;</p>
<p>                                                                       Angelo Imbriani</p>
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		<title>Di: Tullia Bartolini</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/01/30/contro-il-cattivo-uso-della-memoria-e-della-shoa/#comment-589</link>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 06:00:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=10482#comment-589</guid>
		<description><![CDATA[Davvero molto interessante. Sarebbe bello leggerlo durante una delle nostre cenebaratto.
Voglio solo aggiungere che Auschwitz fu liberata dai russi che iniziarono, con quella liberazione, un altro lunghissimo periodo (cinquant&#039;anni) di segregazioni nei gulag e di dittatura.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero molto interessante. Sarebbe bello leggerlo durante una delle nostre cenebaratto.<br />
Voglio solo aggiungere che Auschwitz fu liberata dai russi che iniziarono, con quella liberazione, un altro lunghissimo periodo (cinquant&#8217;anni) di segregazioni nei gulag e di dittatura.</p>
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