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	<title>Commenti a: Streghe, janare e fattucchiere attraverso le nebbie dei secoli</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Di: Nina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2014 23:34:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Franco, tutto molto interessante.
 È sempre con gran piacere che ti leggo, ma  devo dirti che trovo alquanto positivista, molto razionale, la tua posizione. 
Non lasci  spazio ad un&#039;eventuale irruzione di elementi d&#039;irrazionalità che pure ci appartengono.
È , dunque, quella delle streghe di Benevento,   una faccenda che ci fa poco onore e mi sembra di aver compreso la tua prospettiva: nn è una cosa di cui certo vantarsi in un  panorama culturale più ampio e moderno. 
Mentre ,invece , viene passato come elemento di distinzione, quasi aspetto identitario di cui fregiarsi.
 È solo folklore che nn certo ci fa onore. 
Ma, a costo di sembrare ripetitiva,    t&#039;assicuro  che molte donne ancora oggi ne vanno fiere. 
Come si spiega?
Forse perché , come ha fatto la Muraro, attraverso una sorta di anacronistica identificazione, in quel lbro , che a me piace tanto,  &quot;La signora del gioco&quot;, si cerca di riabilitare le donne che in Italia e in Europa furono processate per stregoneria.
O fors&#039;anche perché  ci si riconosce in certe pratiche passate per subcultura , ma da cui sono nati studi di tutto rispetto.
O vuoi forse per una diversa idea di comunanza, che si riconosce ancora un pensiero magico. E anche qui potrei farti degli esempi.
Per non parlare della cultura popolare o materiale che conserva ancora retaggi paganeggianti,ma non per questo da liquidare.
Nina]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco, tutto molto interessante.<br />
 È sempre con gran piacere che ti leggo, ma  devo dirti che trovo alquanto positivista, molto razionale, la tua posizione.<br />
Non lasci  spazio ad un&#8217;eventuale irruzione di elementi d&#8217;irrazionalità che pure ci appartengono.<br />
È , dunque, quella delle streghe di Benevento,   una faccenda che ci fa poco onore e mi sembra di aver compreso la tua prospettiva: nn è una cosa di cui certo vantarsi in un  panorama culturale più ampio e moderno.<br />
Mentre ,invece , viene passato come elemento di distinzione, quasi aspetto identitario di cui fregiarsi.<br />
 È solo folklore che nn certo ci fa onore.<br />
Ma, a costo di sembrare ripetitiva,    t&#8217;assicuro  che molte donne ancora oggi ne vanno fiere.<br />
Come si spiega?<br />
Forse perché , come ha fatto la Muraro, attraverso una sorta di anacronistica identificazione, in quel lbro , che a me piace tanto,  &#8220;La signora del gioco&#8221;, si cerca di riabilitare le donne che in Italia e in Europa furono processate per stregoneria.<br />
O fors&#8217;anche perché  ci si riconosce in certe pratiche passate per subcultura , ma da cui sono nati studi di tutto rispetto.<br />
O vuoi forse per una diversa idea di comunanza, che si riconosce ancora un pensiero magico. E anche qui potrei farti degli esempi.<br />
Per non parlare della cultura popolare o materiale che conserva ancora retaggi paganeggianti,ma non per questo da liquidare.<br />
Nina</p>
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