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	<title>Commenti a: Esercizi spirituali per navigatori di Facebook</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Di: Michelangelo Viscione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michelangelo Viscione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 11:59:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non amo Facebook e percio&#039; non lo frequento, ma la tua filippica (come e&#039; nel tuo stile)  se e&#039; condivisibile nello spirito generale (arricchisce infatti la multinazionale), mi sembra piuttosto esasperata nei toni.
Parole come &quot;percorso canalizzato&quot;  e &quot;verifica &quot; che i contenuti siano &quot;inclusivi delle esigenze&quot; possono essere fraintesi e sfociare in limitazione della liberta&#039; di espressione e censura rispettivamente.
Inoltre bisogna distinguere il bisogno di comunicare da quello di apparire  (egocentrismo). Non tutti quelli che sono su Fb sono spinti dal bisogno di mettersi in mostra.
Siamo tutti in qualche misura &quot;egocentrici&quot; se si intende il bisogno di esserci e di non essere trasparente per il mondo.
Sulla pagina culturale di Repubblica di oggi e&#039; recensito il libro di Pierre Zaoui &quot;L&#039;arte di scomparire. Vivere con discrezione&quot;, ma non vorrei che si intenda l&#039;arte del saper ascoltare con lo stare sempre zitto ed essere indifferente a tutto.
Preferisco la logorrea anche se prevaricante e monocorde all&#039;indifferenza.
Anche il bisogno di amicizia, sia pure solo mediatica ed il piu&#039; delle volte formale, non vuol dire necessariamente interessata ed addirittura &quot;protomafiosa&quot;. Puo&#039; essere espressione di  disagio  sociale e di carenza affettiva.
Bisogna considerare le cose sempre da piu&#039; punti di vista ed allargare il proprio orizzonte altrimenti si e&#039; prigionieri di cio&#039; che si afferma.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non amo Facebook e percio&#8217; non lo frequento, ma la tua filippica (come e&#8217; nel tuo stile)  se e&#8217; condivisibile nello spirito generale (arricchisce infatti la multinazionale), mi sembra piuttosto esasperata nei toni.<br />
Parole come &#8220;percorso canalizzato&#8221;  e &#8220;verifica &#8221; che i contenuti siano &#8220;inclusivi delle esigenze&#8221; possono essere fraintesi e sfociare in limitazione della liberta&#8217; di espressione e censura rispettivamente.<br />
Inoltre bisogna distinguere il bisogno di comunicare da quello di apparire  (egocentrismo). Non tutti quelli che sono su Fb sono spinti dal bisogno di mettersi in mostra.<br />
Siamo tutti in qualche misura &#8220;egocentrici&#8221; se si intende il bisogno di esserci e di non essere trasparente per il mondo.<br />
Sulla pagina culturale di Repubblica di oggi e&#8217; recensito il libro di Pierre Zaoui &#8220;L&#8217;arte di scomparire. Vivere con discrezione&#8221;, ma non vorrei che si intenda l&#8217;arte del saper ascoltare con lo stare sempre zitto ed essere indifferente a tutto.<br />
Preferisco la logorrea anche se prevaricante e monocorde all&#8217;indifferenza.<br />
Anche il bisogno di amicizia, sia pure solo mediatica ed il piu&#8217; delle volte formale, non vuol dire necessariamente interessata ed addirittura &#8220;protomafiosa&#8221;. Puo&#8217; essere espressione di  disagio  sociale e di carenza affettiva.<br />
Bisogna considerare le cose sempre da piu&#8217; punti di vista ed allargare il proprio orizzonte altrimenti si e&#8217; prigionieri di cio&#8217; che si afferma.</p>
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