<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Art&#039;Empori &#187; Cortometraggi</title>
	<atom:link href="https://www.artempori.it/artempori/category/antologia-artistica/cortometraggi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.artempori.it/artempori</link>
	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 21:41:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.41</generator>
	<item>
		<title>QUANDO IL CINEMA Dà VOLTO E VOCE ALLE MALATTIE RARE: IL CONTRIBUTO DEL REGISTA ROMANO MAURIZIO RIGATTI</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/06/08/quando-il-cinema-da-volto-e-voce-alle-malattie-rare-il-contributo-del-regista-romano-maurizio-rigatti/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2013/06/08/quando-il-cinema-da-volto-e-voce-alle-malattie-rare-il-contributo-del-regista-romano-maurizio-rigatti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Jun 2013 06:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Antologia artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[Presentazione film]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=7333</guid>
		<description><![CDATA[Le malattie rare sono patologie che si manifestano su una persona ogni 2000. Come ogni malattia comportano dolore e sofferenza, con in più il peso dello scontrarsi con terapie limitate e spesso poco efficaci, data la bassa conoscenza scientifica e sociale. Parlare di malattie rare è difficile perchè richiede estrema delicatezza e rispetto per la sofferenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le malattie rare sono patologie che si manifestano su una persona ogni 2000. Come ogni malattia comportano dolore e sofferenza, con in più il peso dello scontrarsi con terapie limitate e spesso poco efficaci, data la bassa conoscenza scientifica e sociale. Parlare di malattie rare è difficile perchè richiede estrema delicatezza e rispetto per la sofferenza della persona, a volte invisibile. Ma parlare di malattie rare è anche doveroso trattandosi di una questione del  nostro sistema di  welfare sociale, tristemente messa da parte da questioni economiche. Le malattie rare, allo stato attuale, trovano ascolto, accoglienza e speranza per il futuro nelle associazioni di persone stanche di lottare sole, che nel gruppo trovano la forza per dar voce ad emozioni e coraggio. Sono tantissime e ognuna meriterebbe  attenzione e sostegno.</p>
<p>E poi c&#8217;è il cinema, strumento di comunicazione immediato ed emotivo.</p>
<p>Ecco cosa ho imparato con l&#8217;esperienza del regista romano <b>Maurizio Rigatti</b>, che il 2 giugno ha presentato alla casa del cinema di Villa Borghese, Roma, il suo secondo cortometraggio &#8211; <strong>L&#8217;AMANTE SJOGREN</strong>-  sul tema malattie rare.</p>
<p>Il primo era stato <strong>&#8220;L&#8217;agnellino con le trecce&#8221;</strong>, una storia sulla sclerosi tuberosi e sull&#8217;importanza dell&#8217;inclusione scolastica e sociale, dal momento che la malattia si manifesta già in età evolutiva. Avevo apprezzato il prodotto per l&#8217;immediatezza con cui arrivava a comunicare il disagio dei bambini e delle famiglie. Ed anche per la capacità, non cumene, di usare il non semplice linguaggio dei bambini, fatto di disegni e scarabocchi carichi di emozioni, di sguardi e comportamenti carichi di significato. Il cortometraggio, nel 2012, aveva vinto il premio miglior film al ArtTelesia Festival.</p>
<p>Il secondo invece riguarda la sindrome di Sjogren, malattia rara che si manifesta negli adulti, sopratutto nelle donne dai 20 anni in poi. E&#8217; una malattia cronica e sistemica su base autoimmune, puo&#8217; colpire qualsiasi organo ed essere molto dolorosa. Come le altre malattie rare è poco conosciuta e poco approfondita, ma l&#8217; A.N.I.Ma.S.S., associazione nazionale italiana malati sindrome di Sjogran, offre la possibilità ai malati di trovare nella condivisione della sofferenza la forza necessaria ad affrontare   dolore  fisico e psicologico e nell&#8217;unione il coraggio di battersi per nuove conquiste mediche, scientifiche e sociali.</p>
<p>&#8220;L&#8217;amante Sjogren&#8221; parla della malattia attraverso la relazione tra una madre, interpretata dall&#8217;attrice Daniela Poggi, e un figlio, interpretato dall&#8217;attore Gabriele Rossi.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/06/lamante-sjogren.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7334" alt="l'amante sjogren" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/06/lamante-sjogren.jpg" width="470" height="167" /></a></p>
<p>La malattia si insinua nella relazione perchè la mamma, che come tutte le mamma mette il figlio prima di se stessa, la nasconde, la tace.  Allora il figlio pensa che lei abbia un amante per poi  scoprirne nome e significato. Sjogren è proprio così, come un amante, invisibile e totalizzante.</p>
<p>Per chi era in sala alla presentazione del &#8220;L&#8217;amante Sjogren&#8221; i 25 minuti di fruizione sono stati 25 minuti di emozione, un applauso forte e sentito: io penso che  la forza del cinema sta tutta qui, comunicare attraverso l&#8217;essenziale, emozione che supera tutta la corteccia per arrivare al cuore dei problemi. E penso anche che un prodotto cinematografico, come ogni prodotto che si può fruire, diventa un dialogo intimo in cui ognuno ritrova un pezzettino di sè: un momento della sua vita, un ricordo, delle emozioni nascoste o messe a tacere. Io nel &#8220;L&#8217;amante Sjogren&#8221; ho ritrovato tanto perchè fare esperienza di malattia rare è qualcosa che resta dentro e insegna a vedere la vita da una diversa angolazione. L&#8217;ultima volta che ho pianto lacrime così vere con un film non la ricordo, ma forse non c&#8217;è mai stata.</p>
<p>Fare cinema su questo &#8211; qualcosa di cui nessuno parla &#8211; è un gesto nobile che merita attenzione e riconoscimento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2013/06/08/quando-il-cinema-da-volto-e-voce-alle-malattie-rare-il-contributo-del-regista-romano-maurizio-rigatti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista al regista del corto &#8220;Papà&#8221;</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/11/14/papa-di-emanuele-palamara/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2012/11/14/papa-di-emanuele-palamara/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 14:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Antologia artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Iannella]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=5903</guid>
		<description><![CDATA[Intervista a Emanuele Palamara di Stefania Iannella Abbiamo aspettato un anno prima di pubblicare quest’intervista, realizzata in seguito al Cort’Ap del 1° dicembre 2011, per non svelare la trama del corto che nel frattempo ha partecipato a 70 festival (per citarne alcuni: Arcipelago, Cinefort, Napoli Film Festival, Overlook e Sedicicorto). -  Innanzitutto complimenti per il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista a Emanuele Palamara di Stefania Iannella</em></p>
<div id="attachment_5915" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/emanuele-palamara_foto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-5915" title="Emanuele Palamara_foto" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/emanuele-palamara_foto.jpg?w=150" width="150" height="112" /></a><p class="wp-caption-text">Emanuele Palamara</p></div>
<p>Abbiamo aspettato un anno prima di pubblicare quest’intervista, realizzata in seguito al Cort’Ap del 1° dicembre 2011, per non svelare la trama del corto che nel frattempo ha partecipato a 70 festival (per citarne alcuni: Arcipelago, Cinefort, Napoli Film Festival, Overlook e Sedicicorto).</p>
<p><strong>-  Innanzitutto complimenti per il finale a sorpresa. È bastato un solo istante per invertire i ruoli: lo squilibrato non è più l’indigente, ma l’insospettabile protagonista.</strong></p>
<p><i>Sì. Il rischio che qualcuno potesse affezionarsi alla favola del giovane ricco e solo che ritrova il padre e rimanere male alla fine era alto. Ho cercato, quindi, di seminare lungo il percorso la follia del Dottor Rocca.</i></p>
<p><strong>- A questo punto sembrerebbe messa in discussione &#8211; e ribaltata &#8211; la tendenza ad attribuire più credibilità a persone in giacca e cravatta rispetto a chi per la società “non conta niente”. Il senza tetto sin dall’inizio aveva dato del pazzo, dell’assassino e del perverso all’imprenditore della multinazionale, ma è stato come se anche le sue parole non contassero niente. Chi ha dubitato dell’imprenditore? Chi ha creduto al mendicante?<br />
</strong></p>
<p><i>Infatti c’è una battuta del barbone che racchiude il senso di questa tua affermazione, mentre chiede aiuto dalla macchina del Dottor Rocca (una macchina lussuosa). Qualcuno che dall’esterno lo sta osservando: ride. A quel punto il barbone dice: ”Io sto gridando aiuto e quello ride … volevo vedere se questa era una Fiat uno”.</i></p>
<p>- <strong>Si potrebbe interpretare il bisogno del protagonista di trovare un padre nei senzatetto, come il sintomo di un latente rifiuto di tanta ricchezza e della ricerca dell’opposto?</strong></p>
<p><i> Più che barboni sono personaggi assurdi ed estremi. Persone facilmente circuibili.</i></p>
<p>- <strong>A proposito di ricchezza e povertà, mi è sembrato che il bisognoso, durante la cena, iniziasse ad assecondare il presunto “figlio” per puro opportunismo. O forse gli inizia davvero a credere?</strong></p>
<p><i>È lì il gioco. Chi crede alla storiella del padre ritrovato pensa che il barbone stia recuperando la memoria. Chi invece ha sospettato fin dall’inizio che il dottore stesse nascondendo qualcosa si diverte grazie all’opportunismo del barbone.</i></p>
<p>- <strong>L’album fotografico contiene soltanto le foto che si vedono nei titoli di coda, o qualcos’altro di molto più inquietante? L’imprenditore è soltanto un tipo strambo o un vero e proprio serial killer? </strong></p>
<p><i> Soltanto le foto che vediamo. L’album deve essere riempito. Ho preferito lasciare il finale aperto e non dichiarare chi fosse Rocca e cosa ne facesse dei papà. Mi interessa solo che il dubbio del barbone &#8211; ovvero:  dove vanno a finire tutti quegli uomini?- che suscita in lui quel sentimento di terrore e che lo spinge a scappar via, sia lo stesso dello spettatore.</i></p>
<p style="text-align:center;"><i><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/papacc803.png"><img class="size-medium wp-image-5913 aligncenter" title="Papà3" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/papacc803.png?w=300" width="300" height="168" /></a></i></p>
<p><strong>- Vado/vedo troppo lontano se interpreto questo corto anche come un attacco alla società, che emargina da essa “pazzi” e “barboni”, soli e sconsolati perfino nel giorno di Natale?</strong></p>
<p><i>Torna indietro Stefania! Non vorrei risultare troppo presuntuoso cercando di analizzare la nostra società, ma sono contento se il corto suscita dubbi e riflessioni di questo genere. </i></p>
<p><strong>- Ammetterai almeno che ad accomunarli è la solitudine&#8230; Credi che anch’essa possa essere la causa dei “miraggi” di cui è preda il protagonista?</strong></p>
<p><i> Assolutamente sì. Ogni follia, a mio avviso, ha una sua logica interna e scaturisce da qualcosa. La solitudine potrebbe essere una delle cause che spingono Rocca a trovare papà ovunque.</i></p>
<p><strong>- Com&#8217;è nata l&#8217;idea di questo cortometraggio?</strong></p>
<p>L&#8217;idea è nata per caso: ero in macchina con l&#8217;altro sceneggiatore, fermi al semaforo. Un barbone si chinò a pulire i fari e Pietro mi chiese: &#8220;immagini se si ferma uno ricco e lo chiama &#8216;papà&#8217;?&#8221;. Corremmo a casa per scrivere la sceneggiatura.</p>
<p><strong>- Attribuisci qualche significato in particolare alla parola “fusione” su cui sosta la telecamera all’inizio del corto</strong>?</p>
<p><i>Sì. Rocca si trova ad affrontare un momento particolare anche dal punto di vista lavorativo. Ho cercato di dare questo messaggio grazie alla scena iniziale in ufficio, ma mi piaceva che il termine “fusione” racchiudesse un senso più ampio.</i></p>
<p><strong>Per finire, una piccola curiosità: come mai, invece del panettone, il protagonista sceglie di festeggiare il Natale proprio con una torta con le candeline?</strong></p>
<p><i>Mi piaceva. E poi odio i cliché.</i><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/1-273-1703201212252locandina.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5904" title="1-273-1703201212252locandina" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/1-273-1703201212252locandina.jpg?w=211" width="211" height="300" /></a></p>
<p>Regia: Emanuele Palamara<br />
Sceneggiatura: Pietro Albino di Pasquale,  Emanuele Palamara<br />
Fotografia: Gianni Chiarini<br />
Montaggio: Donatella Ruggiero<br />
Interpreti principali: Luciano Scarpa, Remo Remotti, Simonetta Solder<br />
Musica: Enrico Melozzi<br />
Suono: Maricetta Lombardo<br />
Produzione e distribuzione: Ascent Film<br />
Origine: Italia, 2011<br />
Durata: 10&#8242;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2012/11/14/papa-di-emanuele-palamara/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cultura resiliente per persone resilienti. Diario di bordo.</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/10/23/cultura-resiliente-per-persone-resilienti-diario-di-bordo/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2012/10/23/cultura-resiliente-per-persone-resilienti-diario-di-bordo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 17:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Notte di resistenza libraria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=5812</guid>
		<description><![CDATA[&#8221; La mamma tenne Ben stretto a sè e mentre lo abbracciava Ben pensò &#8211; adesso non sono più solo- .  - Vedi &#8211; gli sussurrò la mamma &#8211; proprio per questo hanno inventato l&#8217;abbraccio. -  E&#8217; cominciata con un abbraccio, simbolico e reale, la notte di resistenza libraria su impegno sociale e volontariato. A [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8221; La mamma tenne Ben stretto a sè e mentre lo abbracciava Ben pensò &#8211; adesso non sono più solo- .  - Vedi &#8211; gli sussurrò la mamma &#8211; proprio per questo hanno inventato l&#8217;abbraccio. - </em></p>
<div id="attachment_5813" style="width: 256px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/labbraccio.jpg"><img class="size-medium wp-image-5813" title="l'abbraccio" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/labbraccio.jpg?w=246" height="300" width="246" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;abbraccio, David Grossman. Illustrazione di Michal Roven</p></div>
<p>E&#8217; cominciata con un abbraccio, simbolico e reale, la notte di resistenza libraria su impegno sociale e volontariato. A condurre la serata è stato ancora una volta <strong>Nunzio Castaldi</strong>, incuriosito dai singoli interventi e preparato a fare domande sulle scelte proposte. Evidentemente  più emozionato rispetto all&#8217;evento precedente:  questa volta la cultura che parte dal libro si è intrecciata con il delicato tema  della diversità e della solidarietà. Parte del volontariato nasce da qui, da bisogni spesso non riconosciuti e da servizi  troppo poco funzionali.</p>
<p>Sarebbero bastate probabilmente già solo le parole di <strong>David Grossman</strong>, (scrittore mondialmente apprezzato per l&#8217;impegno sociale e culturale) a  sensibilizzare sulla valorizzazione delle differenze individuali : &#8220;<em>ognuno di noi è unico e speciale&#8221;</em>. Nel dubbio, meglio rinforzare il messaggio con <strong>fotografie di Steve McCurry</strong>, bimbi da tutte le parti del mondo:  tratti somatici, colori, risorse economiche diverse per un unico speciale sorriso che è quello dell&#8217;infanzia. E meglio lasciarle scorrere  con una musica adatta &#8211; dolce -<strong> Massimo Varchione</strong> per l&#8217;occasione ne ha creata una perfetta, ma ancora senza nome.</p>
<p>La serata, fruita soprattutto da persone attive nel volontariato,  chiedeva di più. Spazio allora a <strong>Maurizio Rigatti</strong> che ha presentato il suo cortometraggio vincitore  del &#8220;ArTelesia Festival &#8221; nella sezione DiVabili.</p>
<div id="attachment_5814" style="width: 224px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/53_lagnellinoconletrecce.jpg"><img class="size-medium wp-image-5814" title="53_LagnellinoConLeTrecce" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/53_lagnellinoconletrecce.jpg?w=214" height="300" width="214" /></a><p class="wp-caption-text">Locandina del cortometraggio &#8220;L&#8217;agnellino con le trecce&#8221;. Regia di Maurizio Rigatti</p></div>
<p><strong>&#8220;L&#8217;agnellino con le trecce&#8221;</strong> ci ha  raccontato di Luca, quattordicenne con la sclerosi tuberosa, malattia rara che determina difficoltà neuronali di intensità variabile. Ed anche dell&#8217;ignoranza e del pregiudizio che spesso aggiunge difficoltà e chiusure a situazioni già di per sè difficili. Il regista è piaciuto molto: applausi dal pubblico e una targa di riconoscimento da parte del  cesvob. In Italia sembra  che il cinema si interessi poco o quasi per nulla di malattie rare, Maurizio Rigatti  ha condiviso con il pubblico il suo obiettivo di andare controcorrente  fin quando le cose non cominceranno a cambiare. IMBOCCA AL LUPO Maurizio, cultura e arte  servono anche a questo. Con lui a presentare &#8220;l&#8217;agnellino con le trecce&#8221; c&#8217;era anche <strong>Gabriele Rossi</strong>, noto attore televisivo che la fama intende usarla anche per cause nobili. Grazie Gabriele per esserci stato.</p>
<p><strong>Massimo Micco</strong>, referente locale dell&#8217;AIFA (associazione italiana famiglie adhd) ha prestato la voce ad un adolescente con difficoltà attentive e sintomi iperattivi: leggendo una poesia da <strong>un libro sull&#8217;ADHD</strong> in adolescenza Massimo ha condiviso le difficoltà che un bambino o un ragazzo adhd incontra solitamente nel suo percorso scolastico e nella formazione dell&#8217;immagine di sè. Il pubblico sembrava ascoltasse incuriosito, in pochi conoscevano l&#8217;argomento e Nunzio Castaldi l&#8217;ha anche verbalizzato :<em> &#8220;è la prima volto che sento di questa problematica&#8221;</em>. Dunque l&#8217;intervento di Massimo Micco è stato un successo, se non altro adesso qualcuno ci penserà un po&#8217; su prima di giudicare o rimproverare un bimbo troppo iperattivo. Se nel pubblico ci fossero stati degli insegnati ancora meglio.</p>
<p>C&#8217;è stato spazio per riflettere anche sugli adolescenti  e sui delicati passaggi che vivono nell&#8217;affascinante e complicato percorso di formazione di sè. <strong>Mariagrazia Nazzaro</strong>, leggendo un passo  da &#8220;<strong>l&#8217;amore quando c&#8217;era</strong>&#8221;  di<strong> Chiara Gamberale</strong> ha lanciato una provocazione sull&#8217;amore, sentimento intenso e disarmante che è tale ad ogni età. L&#8217;amore , quella cosa che puo&#8217; farci mettere in  discussione sempre, senza confini temporali .  Gli adolescenti sono stati anche protagonisti attivi della serata. Gli <strong>studenti del liceo scientifico Virgilio di Foglianise</strong> hanno provato a dire : &#8220;<em>ci siamo anche noi</em>&#8221; , e contiamo ancora qualcosa e speriamo di contare anche domani. Attraverso la cultura, le passioni, la partecipazione attiva agli eventi del proprio contesto di appartenenza, sia una serata come questa (una ragazza ha letto la poesia<strong> &#8220;Lentamente muore&#8221;</strong> accompagnata dalla musica di Fabrizio De Andrè ), sia il catechismo ai bambini (testimonianza fatta da un gruppo di ragazze), sia una manifestazione studentesca fatta per richiamare dei diritti o pretendere delle risposte (immagini di un video realizzato dai ragazzi). Grazie agli <strong>alunni della VA</strong>, la serata aveva bisogno anche di loro per fare della cultura una forma di resilienza.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/immagine-iniziale.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5825" title="immagine iniziale" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/immagine-iniziale.jpg?w=300" height="200" width="300" /></a></p>
<p>Resilienza è un termine dell&#8217;ingegneria usato per indicare la proprietà di alcuni metalli di mantenere le proprie strutture e di riacquisirle dopo essere stati sottoposti a schiacciamento o deformazione. Gli psicologi hanno preso questa parola per spiegare come e perchè riusciamo ad adattarci e ad andare meravigliosamente avanti quando la vita ci da una botta, o quando si tratta di raggiungere qualcosa a cui teniamo molto anche se è tosta. <b><br />
</b></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/resilienza.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5827" title="resilienza" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/resilienza.jpg" height="199" width="254" /></a></p>
<p>Ne sanno qualcosa le donne, che ogni piccola conquista personale, in famiglia e in società, ancora spesso devono guadagnarsela se non sudarsela. <strong>Elide Apice</strong> ha condiviso con il pubblico gli ultimi dati dell&#8217;Unicef sulla condizione della donna nel mondo; nulla di positivo nel percorso dell&#8217; emancipazione femminile ma tutto sommato ancora si prova ad essere resilienti. Infatti ha lasciato il pubblico con un tocco di positività  leggendo la poesia &#8220;<strong>Dammi una cosa che non sia mia</strong>&#8221; di <strong>Arundhati Subramaniam</strong>: aggiungere leggerezza alla vita per affrontare le piccole e grandi cose che ci richiede. Per restare in tema di femminile da valorizzare e curare,  <strong>Brunella Severino</strong> ha letto una poesia da &#8220;<b>“Forte è la donna”</b>di <strong>Clarissa Pinkola Estes</strong>, consigliando alle ragazze rimaste tra il pubblico di provvedere a tenere nella propria biblioteca personale almeno un testo di questa psicanalista junghiana che tanto ha scritto sulla forza spirituale delle donne, capace di resistere agli stereotipi e ai condizionamenti. Sui condizionamenti che possono intrappolare o ferire lo spirito , femminile come maschile,  qualcosa è arrivato anche dal premio nobel<strong> Wislawa Szymborska </strong>attrraverso la condivisione della poesia &#8220;<strong>Scrivere un curriculum</strong>&#8220;.</p>
<p>La conclusione della serata è toccata alle fotografie di <strong>Alessandro Caporaso</strong>. Due contributi. Il primo, noto alla maggiorparte dei presenti: <strong>scatti dai &#8220;Music Up&#8221;</strong>,  &#8221;<em> dedicato ad Alessio Masone&#8221;, </em>ha specificato Alessandro<em>. </em>Ma le fotografie, rigorosamete in bianco e nero dato l&#8217;animo malinconico del fotografo, erano sicuramente qualcosa di più del ricordare eventi gli eventi musicali in libreria: un incontrare diversi animi musicali o un incontrare pezzettini di sè attraverso pezzettini degli altri; potenzialità della fotografia. Il secondo contributo  <strong>&#8220;Rorschach&#8221;</strong>, qualcosa di nuovo e di più intimo. Scatti che sono scrittura di luce, per esplorarsi nel profondo.</p>
<p>Cultura per conoscersi meglio e fare di più. Seconda serata  di resistenza libraria conclusa, dunque. Ne aspetteremo una terza forse, nel frattempo qualcuno si è portato a casa semini da coltivare.</p>
<p>[slideshow]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2012/10/23/cultura-resiliente-per-persone-resilienti-diario-di-bordo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Notte di resistenza libraria su impegno sociale e volontariato</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/10/18/notte-di-resistenza-libraria-su-impegno-sociale-e-volontariato/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2012/10/18/notte-di-resistenza-libraria-su-impegno-sociale-e-volontariato/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 18:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Notte di resistenza libraria]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[librerie indipendenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=5804</guid>
		<description><![CDATA[Durante la festa del volontariato che si terrà a Benevento nelle giornate 19-20-21 ottobre le associazioni del territorio si incontreranno per confrontarsi sui temi dell&#8217;impegno sociale e civile. Art&#8217;Empori ha proposto di riproporre in questo contesto la notte di resistenza libraria;  la cultura che parte dal libro può essere un ponte per avvicinarsi e conoscersi. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la festa del volontariato che si terrà a Benevento nelle giornate 19-20-21 ottobre le associazioni del territorio si incontreranno per confrontarsi sui temi dell&#8217;impegno sociale e civile. Art&#8217;Empori ha proposto di riproporre in questo contesto la notte di resistenza libraria;  la cultura che parte dal libro può essere un ponte per avvicinarsi e conoscersi. Domani venerdì 19 ottobre, alle ore 20,30 comincerà la serata, che intende essere un evento artistico inclusivo di cittadini e associazioni che fruiscono gli uni degli altri, in quanto tutti protagonisti delle arti con letture di poesie e riflessioni, proiezioni di foto e video, esecuzioni di musica e danza.</p>
<p>L&#8217;evento sarà condotto da Nunzio Castaldi: ecco il programma. E&#8217; un programma flessibile, chiunque può aggiungersi per  proporsi.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/libreria-masone-notte-resistenza-libraria-29-06-12.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5809" title="libreria-masone-notte-resistenza-libraria-29-06-12" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/libreria-masone-notte-resistenza-libraria-29-06-12.jpg?w=300" width="300" height="200" /></a></p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td>20,30</td>
<td>Mariapaola Bianchini legge <b>“L’abbraccio”</b>di David Grossman.  Uno stimolo per riflettere sulle differenze individuali e sull’importanza di incontrarsi e sostenersi reciprocamente.</td>
</tr>
<tr>
<td>20,45</td>
<td>Mariagrazia Nazzaro legge un estratto dal <b>“L’amore quando c’era”</b>di Chiara Gamberale.  Uno stimolo per riflettere sul senso e le ragioni della felicità.</td>
</tr>
<tr>
<td>21,00</td>
<td>L’associazione Libero Teatro proietta per la manifestazione “L’AMORE INSEGNA AGLI UOMINI” il cortometraggio <b>“L&#8217;agnellino con le trecce&#8221;</b>, vincitore della V edizione del’ ArTelesia nella sezione DiVabili. Intervengo il regista Maurizio Rigatti e l’attore Gabriele Rossi.  Uno stimolo per riflettere sulle difficoltà e sul coraggio nell’affrontare una malattia e nel difendersi dall’ignoranza e dal pregiudizio .</td>
</tr>
<tr>
<td>21,40</td>
<td>Gli studenti della VA dell’istituto “Virgilio”,  liceo scientifico di Foglianise,  proiettano un video sull’<b>impegno civile </b>e un video sull’<b>impegno sociale</b>. Uno stimolo per riflettere sulla creatività e le risorse dei giovani protagonisti attivi nelle tematiche sociali e civili.</td>
</tr>
<tr>
<td>21,50</td>
<td>Massimo Micco, referente dell’AIFA Campania, Associazione Italiana Famiglie ADHD, presenta il libro <b>“Prendersi cura dell&#8217;ADHD&#8221; </b>.  Uno stimolo per riflettere su come i genitori di  bambini con difficoltà attentive e sintomi iperattivi possono gestire al meglio la quotidianità familiare, scolastica e sociale.</td>
</tr>
<tr>
<td>22,10</td>
<td>Giovanna Manganiello legge un estratto da  <b>“La paura della lince”</b>di Antonella Cilento.  Uno stimolo per riflettere sul coraggio nello scoprire le verità più profonde dell’animo umano.</td>
</tr>
<tr>
<td>22,20</td>
<td>Elide D’Apice presenta il report <b>“Testimonianze dalla giornata Unicef. “Donne nel mondo”</b>.  Uno stimolo per riflettere sulla solidarietà femminile nel sostenersi reciprocamente , nonostante le distanze economiche e socio-culturali.</td>
</tr>
<tr>
<td>22,30</td>
<td>Brunella Severino legge un estratto dal libro <b>“Forte è la donna”</b>di Clarissa Pinkola Estes.  Uno stimolo per riflettere sulla spiritualità della donna, espressa nelle diramazioni simboliche della compassione e dell’accoglienza, che impregnano tutte le culture.</td>
</tr>
<tr>
<td>22,40</td>
<td>Il Club ruote storiche di Benevento presenta il video <b>“La donna e l’automobile”.   </b>Uno stimolo per riflettere sulle conquiste che le donne hanno fatto nel loro percorso di emancipazione.</td>
</tr>
<tr>
<td>22,50</td>
<td>Alessandro Caporaso presenta <b>“ Foto dai Music’Up</b>”Incontri con differenti animi musicali.  Uno stimolo per riflettere sulla fotografia come racconto di sé attraverso gli altri  e  racconto degli altri attraverso di sé.</td>
</tr>
<tr>
<td>23,00</td>
<td>L’associazione  Libero Teatro proietta il cortometraggio  <b>“Mokhatar”</b>, regia di Halima Ouardiri.  Uno stimolo per riflettere sul coraggio, nel percorso evolutivo di crescita, di pretendere libertà e autonomia da imposizioni e condizionamenti.</td>
</tr>
<tr>
<td>23,20</td>
<td>Mariapaola Bianchini legge <b>“Scrivere il curriculum</b>” di Wislawa Szymborska.  Uno stimolo per riflettere sulle trappole in cui possono spingerci  i condizionamenti sociali e culturali.</td>
</tr>
<tr>
<td>23,30</td>
<td>Elide Apice legge la poesia <b>“Dammi una cosa che non si mia”</b>della poetessa indiana Arundhati Subramaniam.  Uno stimolo per riflettere sulla leggerezza che serve nell’affrontare piccole e grandi cose della vita.</td>
</tr>
<tr>
<td>23,40</td>
<td> Alessandro Caporaso presenta <b>“Rorschach fotografico”.  </b>Uno stimolo per riflettere sulla fotografia come incontro ed esplorazione delle zone più profonde di sé.</td>
</tr>
<tr>
<td>23,50</td>
<td>L’ASPIT, Associazione sofferenti psichici in trattamento, presenta  <b>“Testimonianza di ex alcolisti”.   </b>Uno stimolo per riflettere sull’impegno individuale e collettivo nel affrontare e superare disagi psicologici.</td>
</tr>
<tr>
<td>00,00</td>
<td>L’associazione  Libero Teatro proietta il cortometraggio <b>“Il segreto di Pius”</b>, regia di Gioacchino D’Amico e Alessia Capoccini.  Uno stimolo per riflettere sulla fragilità che si nasconde nei dubbi e nelle esitazioni delle scelte.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2012/10/18/notte-di-resistenza-libraria-su-impegno-sociale-e-volontariato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Dagli occhi di un padre” di Davide Pannullo</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/03/06/cortometraggio-2/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2012/03/06/cortometraggio-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 10:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cortometraggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=4797</guid>
		<description><![CDATA[Giovedì 8 marzo, alle ore 19:30 presso il Caff’Emporio della libreria Masone verrà proiettato il trailer del cortometraggio “Dagli occhi di un padre”, (11&#8217;20&#8221;, colore. HDV 1440/1080i, widescreen), preceduto dalla presentazione tenuta da Davide Pannullo, Enrico Falbo (compositore delle musiche) e dagli attori: Carlo Verre e Giuseppe Ariano. Prima visione: cinema San Marco, venerdì 16 marzo, ore [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/03/corto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4813" title="corto" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/03/corto.jpg?w=214" alt="" width="214" height="300" /></a></strong>Giovedì<strong> 8 marzo</strong>, alle ore 19:30 presso il Caff’Emporio della libreria Masone verrà proiettato il trailer del cortometraggio “Dagli occhi di un padre”, (11&#8217;20&#8221;, colore. HDV 1440/1080i, widescreen), preceduto dalla presentazione tenuta da Davide Pannullo, Enrico Falbo (compositore delle musiche) e dagli attori: Carlo Verre e Giuseppe Ariano.</p>
<p>Prima visione: cinema San Marco, venerdì <strong>16 marzo</strong>, ore 20.</p>
<p>Sarà inoltre proiettato il primo cortometraggio di Davide Pannullo: “Un cappello di speranze”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2012/03/06/cortometraggio-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rassegna cinematografica ArTelesia</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/02/28/rassegna-cinematografica-artelesia/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2012/02/28/rassegna-cinematografica-artelesia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 06:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cortometraggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=4723</guid>
		<description><![CDATA[Il 29 febbraio 2012, nell&#8217;ambito dei mercoledì culturali della Fondazione Gerardino Romano di Telese Terme, si svolgerà il primo incontro di formazione cinematografica promosso dall&#8217;Associazione Culturale Libero Teatro organizzatrice dell&#8217;ArTelesia Festival, Concorso internazionale del corto cinematografico, teatrale e del lungometraggio, giunto alla sua V edizione. Il primo cortometraggio in proiezione sarà “La colpa” per la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 29 febbraio 2012, nell&#8217;ambito dei mercoledì culturali della Fondazione Gerardino Romano di Telese Terme, si svolgerà il primo incontro di formazione cinematografica promosso dall&#8217;Associazione Culturale Libero Teatro organizzatrice dell&#8217;<a href="http://www.artelesiafestival.it/" title="ArTelesia" target="_blank">ArTelesia Festival</a>, Concorso internazionale del corto cinematografico, teatrale e del lungometraggio, giunto alla sua V edizione. <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/02/artelesia2.jpg"><img src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/02/artelesia2.jpg?w=150" alt="" title="ArTelesia" width="150" height="85" class="alignright size-thumbnail wp-image-4727" /></a><br />
Il primo cortometraggio in proiezione sarà “La colpa” per la regia di Francesco Prisco, con protagonista Gianmarco Tognazzi, premiato all’ArTelesia Festival 2011 “per la capacità sferzante di analizzare le contraddizioni e le ipocrisie della attuale civiltà occidentale, mettendone in discussione le apparenti sicurezze”. Durante gli incontri successivi, che si terranno ogni ultimo mercoledì del mese, saranno proiettati e votati i cortometraggi della sezione filmaker, italiani e stranieri, per la selezione delle pellicole finaliste che parteciperanno alle serate conclusive di ArTelesia Festival 2012.<br />
L&#8217;iniziativa rimarca lo spirito di collaborazione tra l&#8217;Associazione Libero Teatro e la Fondazione Gerardino Romano nell&#8217;ottica di una cultura partecipata nel nostro territorio.<br />
Al termine della proiezione del cortometraggio, il prof. Felice Casucci, presidente della giuria d&#8217;onore dell&#8217;ArTelesia Festival 2011, proporrà ai presenti spunti di didattica sulla tematica e la diegesi del film.                 </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2012/02/28/rassegna-cinematografica-artelesia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
