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	<title>Art&#039;Empori &#187; .Antologia artistica</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Le pupe di Quaraesima</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 07:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale. Se vi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18355" alt="IMG_4363" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale.</p>
<p>Se vi capita fermatevi a S. Giorgio la Molara e mentre passeggiate tra i vicoli che profumano di pane, alzate gli occhi al cielo ed osservate forse uno degli ultimi strascichi di antichi riti in cui la cristianità ed il paganesimo si trovano intrecciati.</p>
<p>Sono le bambole di Quaraesima. Appese ai quadrivi, nelle strade, nei quartieri.</p>
<p>Ricordano un periodo di digiuni e penitenze dopo le baldorie del carnevalesche, non a caso, secondo le usanze locali la pupa quaresimale sarebbe la moglie di Carnevale. Per questo viene issata nelle vie del paese il Mercoledì della Ceneri, vestita con gli abiti della tradizione locale e  con il tipico “maccaturo” , il fazzoletto con cui le contadine si coprivano la testa.</p>
<p>I colori del suo abito sono scuri, in ricordo di un periodo di lutto e di purificazione.</p>
<p>Tra le mani un fuso ed un rocchetto con un cespuglio di lana da tessere: sembrano ricordare le  Parche (figure mitologiche) della cultura greca, le quali usavano tessere il filo del fato di ogni essere umano.</p>
<p>Sotto di loro una patata in cui vengono infilzate sette penne, sette come il numero delle domeniche che mancano alla Pasqua.</p>
<p>Di domenica all’imbrunire il vicinato si incontra, e come un rito, scende dall’alto la pupa di Quaraesima.  Un’occasione per fare festa, per concedersi un momento di convivialità per tutti. Ed è interessante sapere che nella tradizione cristiano-orientale, per raggiungere uno stato di purezza totale, era uso digiunare tutti i quaranta giorni che precedevano la Pasqua, escluse le domeniche.</p>
<p>Così, insieme, si toglie la penna che rappresenta la settimana che si è appena conclusa, continuando a fare il conto alla rovescia rispetto al giorno della Resurrezione per i cristiani. La Pasqua religiosa coincide in effetti con il capodanno stagionale della primavera,  che risveglia la Grande Madre dal torpore invernale.</p>
<p>Questa ritualità per qualche anno si era persa a  S. Giorgio la Molara, ma grazie alla volontà di Luigi Biasco, un semplice grande uomo, con la passione per la storia e per le tradizioni locali, che non ha voluto rinunciare ad un suo ricordo di infanzia, è tornata in auge. E’ stato facile risvegliare l’entusiasmo in chi aveva vissuto l’usanza del tempo e che ancora poteva far appello alla memoria e alla nostalgia.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-18354" alt="IMG_4367" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a></p>
<p>Il destino ha voluto che pochi giorni dopo  aver conosciuto, insieme ad i miei alunni, la storia della pupa di Quaraesima, appesa al quadrivia poco lontano dalla nostra scuola, venissi a conoscenza di un articolo di  Maria Ivana Tanga, e delle attenzioni antropologiche di Franca Molinaro per scoprire che vari paesi irpini avevano usanze simili.</p>
<p>Mi piace questo aspetto antico, pagano, dalle radici profonde e sacre dei nostri territori e credo sia fondamentale recuperare la memoria di quanto ci era caro. Diventa intrigante scoprirne i significati.</p>
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		<title>Laura Lombardi e l&#8217;Arte del vagabonding</title>
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		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2017/05/23/laura-lombardi-e-larte-del-vagabonding/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 May 2017 10:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Chi ha scelto il cambiamento]]></category>
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		<category><![CDATA[artempori]]></category>

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		<description><![CDATA[Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco Laura Lombardi, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere [&#8230;]]]></description>
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<div id="post-body-7149586525084008968">Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco <b>Laura Lombardi</b>, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere il mondo, nell&#8217;esplorare e nel meravigliarsi.<br />
Non riesco a darle torto e un pò invidio il suo lavoro (Laura è consulente di viaggi on line per Evolution Travel), che la porta in giro per il globo, alla scoperta di luoghi e di mete da consigliare a turisti e viaggiatori.</div>
<div></div>
<div><strong>Laura, raccontami, come nasce, in te, la passione per il Viaggio?</strong></div>
<div></div>
<div>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18255" alt="Una bella immagine di Laura" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;Il primo viaggio senza genitori è stata la classica settimana con le amiche in un resort pugliese (parliamo del 1991, avevo 20 anni e allora anche prendere un treno da sole &#8211; eravamo in sette, tutte donne &#8211; era quasi un miracolo!). Ho capito subito che quelle vacanze non facevano per me: sono andata in giro tutta la settimana alla scoperta della Puglia, terra straordinaria e bellissima e &#8230; vacanze così &#8220;stanziali&#8221; non ne ho più fatte!&#8221;.</p>
<p><strong>Quando hai iniziato a considerare il viaggiare (anche) come un lavoro?</strong></p>
<p>&#8220;Tutto è nato davvero per caso&#8230;da studentessa modello ho avuto la classica crisi esistenziale con partenza improvvisa per una stagione estiva in un villaggio turistico come istruttrice di fitness. Non mi sono più fermata: ho scoperto un mondo, anzi il mondo che si muove e quanto può essere facile far le cose anche da sole&#8230;il paese in cui nasci e cresci a volte è determinante nella tua vita, almeno finché non riesci a far emergere la tua vera indole. Il Paese ti coccola e ti nutre, facendoti sentire sempre al sicuro. E può andare bene per tutta la vita, se non hai mai uno slancio verso l&#8217;esterno. A 30 anni, dopo tre anni di lavoro in villaggio, con una laurea in bilico, ho deciso che il mio futuro lavorativo sarebbe stato nel turismo e ho cominciato piano piano a trovare la mia strada&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s1600/Laura%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s320/Laura%2B1.jpg" width="320" height="213" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Alba al Bromo, Java, Indonesia &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rolf Potts e &#8216;Vagabonding&#8217;&#8230;ho poi letto questo libro, che mi ha affascinata dalla prima all&#8217;ultima pagina. Credi sia possibile vivere come ha fatto (e fa) il suo autore?</strong></p>
<p>&#8220;Credo sia possibile se si è realmente disposti a lasciare a casa tutta la &#8220;forma mentis&#8221; che accompagna la nostra quotidianità, se si è disposti a fare davvero un viaggio innanzitutto dentro se stessi, così da poter interfacciare il mondo senza filtri e senza pregiudizi&#8230;&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s1600/Laura%2B2.jpg"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s320/Laura%2B2.jpg" width="320" height="179" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Jaama El Fnaa &#8211; Marrakech, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s1600/Laura%2B3.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s320/Laura%2B3.jpg" width="166" height="320" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Dune di Merzouga, Sahara, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In questo &#8216;non saper stare&#8217;, quanto c&#8217;è di genetico? Secondo la psicanalisi, si viaggia per sfuggire innanzitutto al crepitìo dei valori familiari, così rassicuranti ma anche tanto castranti. Quanto c&#8217;è di vero, in questo, secondo te?</strong></p>
<p>&#8220;C&#8217;è forse qualcosa di vero, ma solo in una prima fase&#8230; Poi, o torni sui tuoi passi definitivamente o non torni affatto, non c&#8217;è via di mezzo&#8230; Oggi vedo, nel mio essere zingara, nel rinunciare a radici ovunque, una specie di legge del contrappasso: ho avuto una famiglia splendida e amici nell&#8217;adolescenza con cui ho condiviso tante cose, tutti con la convinzione che io fossi paurosa, con poche spinte verso il nuovo e il diverso e sempre bisognosa di aiuto e di una guida per procedere. Poi ti accorgi che tu sei semplicemente lo specchio in cui loro si riflettono: tagliare quei cordoni ombelicali è stata dura, gli affetti rimangono sempre ma, ad un certo punto, io avevo bisogno di altro e non ho trovato più nessuno intorno a me con cui condividere la necessità di nuova aria, di fame di mondo. Pago la colpa di aver mostrato solo un lato di me per troppo tempo, ma l&#8217;ho fatto inconsapevolmente e sapevo che quel lato piaceva a chi cercava una conferma delle proprie scelte&#8230;vagherò senza sosta nel Mondo!&#8221;.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s1600/Laura%2B6.jpg"><img alt="" src="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s320/Laura%2B6.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Varanasi, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s1600/Laura%2B7.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s320/Laura%2B7.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Calcutta, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s1600/Laura%2B8.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s320/Laura%2B8.jpg" width="320" height="180" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Sri Lanka, Costa Sud &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ultima meta visitata?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;Indonesia&#8221;.</p>
<p><strong>E il luogo che più ti è rimasto nel cuore, quello &#8216;dell&#8217;anima&#8217;?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;India, sicuramente&#8221;.</p>
<p><strong>Il viaggio ancora da fare, che rappresenta il tuo sogno?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;America Latina. Il mio sogno è partire dai paesi dell&#8217;america centrale come il Guatemala, El Salvador, il Nicaragua e arrivare alla terra del fuoco, passando per la Colombia, il Perù, il Cile e l&#8217;Argentina&#8230;.un sogno, appunto&#8221;.</p>
<p>Chi volesse partire e farsi consigliare da Laura mete ideali, esotiche o meno, questi sono i suoi riferimenti:</p>
<p><b>Mobile: +39 3397912676 </b><br />
<b>Email: laura.lombardi@evolutiontravel.it </b><br />
<b>Website: www.lauraviaggi.net </b><br />
<b>Skype: laura.lombardi2013 </b><br />
<b>http://www.iviaggidilaura.info/ </b><br />
<b>https://www.facebook.com/lauraviagginet?ref=hl</b><br />
<b>https://twitter.com/Lauraviagginet </b><br />
<b>https://plus.google.com/u/1/+LauraLombardi71</b></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Verehia, l&#8217;associazione che promuove bellezza e cultura nel Sannio</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 11:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono realtà in cammino che sorprendono. Nel corso della manifestazione &#8220;Benevento longobarda&#8221;, all&#8217;inizio della scorsa estate, mi sono imbattuta in ragazzi competenti, preparati, seri, che mi hanno guidata  alla scoperta di una Benevento inusitata e arcana. Un viaggio che mi ha davvero stupita e che consiglio a chiunque ritenga di voler approfondire la storia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/01/verehia.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-18196" alt="verehia" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/01/verehia.png" width="225" height="225" /></a></p>
<p>Ci sono realtà in cammino che sorprendono. Nel corso della manifestazione &#8220;Benevento longobarda&#8221;, all&#8217;inizio della scorsa estate, mi sono imbattuta in ragazzi competenti, preparati, seri, che mi hanno guidata  alla scoperta di una Benevento inusitata e arcana. Un viaggio che mi ha davvero stupita e che consiglio a chiunque ritenga di voler approfondire la storia di una città tanto antica e fascinosa come la nostra.<br />
&#8220;Verehia&#8221; (<a href="http://www.verehia.it/" target="_blank">www.verehia.it</a>) è un&#8217;associazione che lascia ben sperare sul futuro di Benevento, dopo tanta stasi culturale.<br />
Ho rivolto qualche domanda ad Anthonyla Bosco, membro dell&#8217; associazione, figura sensibile, bella.</p>
<p>Il futuro non è così oscuro, mi sono detta&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a style="margin-left: auto; margin-right: auto;" href="https://3.bp.blogspot.com/-cACjIZr0ftA/WHtDkmyoEJI/AAAAAAAADyg/RJQgGbeivZkHqBmHSBzStnIznqKwKS1PgCLcB/s1600/AAEAAQAAAAAAAAgAAAAAJDk2YWE2NzNhLWMyNTktNDU4NC04Nzg0LTNiYWNjOTcxOTlhZQ.jpg"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-cACjIZr0ftA/WHtDkmyoEJI/AAAAAAAADyg/RJQgGbeivZkHqBmHSBzStnIznqKwKS1PgCLcB/s400/AAEAAQAAAAAAAAgAAAAAJDk2YWE2NzNhLWMyNTktNDU4NC04Nzg0LTNiYWNjOTcxOTlhZQ.jpg" width="400" height="400" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Nella foto, Anthonyla Bosco</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Quando nasce Verehia e da dove questo nome<b><b></b></b></b>?</p>
<p>Verehia nasce ufficialmente nel maggio del 2012 dalla volontà di alcuni giovani beneventani di mettere a disposizione le proprie competenze per favorire la rinascita e lo sviluppo della città, da un punto di vista culturale e turistico.<br />
Il termine deriva dall&#8217;osco vero, tradotto in latino con porta, e significa &#8220;i Guardiani della Porta&#8221;. Essa, in età sannitica, era una istituzione prettamente sociale, composta dai giovani cosiddetti sacrati, che si occupava del bene comune della propria città.</p>
<p><b>Qual è lo scopo e la finalità dell&#8217;Associazione</b>?</p>
<p>Essere parte di Verehia significa amare Benevento e il Sannio, le nostre origini, la nostra storia, la nostra arte, la nostra cultura, condividendone le emozioni attraverso il turismo e gli eventi.</p>
<p><b>Le vostre iniziative più importanti?</b><br />
Abbiamo racchiuso le nostre iniziative sotto un&#8217;unica definizione, quella di #scopriamobenevento, progetto di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale del Sannio. Esso prevede l&#8217;ideazione e la realizzazione sia di percorsi emozionali, in cui narriamo tracce, miti e personaggi che hanno fatto la storia di Benevento e dei suoi monumenti, sia di eventi culturali, in cui fondiamo arte, teatro e gastronomia. Per il primo settore voglio ricordare i successi ottenuti con All&#8217;ombra di Manfredi (per i 750 anni della battaglia di Benevento), Incantesimi e Realtà e Janara. Per il secondo l&#8217;Aperitivo Archeologico, presso il complesso archeologico dei Santi Quaranta (un unicum in tutta la Campania) e la cena-racconto Dalla terra alla Terra, presso la fattoria didattica La Cinta. Inoltre, vantiamo altre due importanti collaborazioni: la prima con l&#8217; ASL di Benevento, per il laboratorio di teatro/arte terapia Folletti lunatici e la seconda con il tour operator Word of South, per la realizzazione di un&#8217;agenzia per la promozione del territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://4.bp.blogspot.com/-xqePv9gcC7c/WHtFbrzXpmI/AAAAAAAADyo/u7FNow_n3JMWyZ62DQ1oekqiSBGf1YTcQCLcB/s1600/contesasanteliano-750x400.jpg"><img alt="" src="https://4.bp.blogspot.com/-xqePv9gcC7c/WHtFbrzXpmI/AAAAAAAADyo/u7FNow_n3JMWyZ62DQ1oekqiSBGf1YTcQCLcB/s320/contesasanteliano-750x400.jpg" width="320" height="170" border="0" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Di quale rivoluzione ha bisogno la &#8220;cultura&#8221;, oggi?</b></p>
<p>Nel mondo di oggi la cultura ha bisogno di essere sentita come una esigenza, come qualcosa di necessario, perché così è, anche se purtroppo soffre di un quasi totale disinteresse da parte di molti. Mi spiego meglio. Se abbiamo bisogno di qualcosa, se dunque necessitiamo di qualcosa, facciamo di tutto per ottenerla, ma un tale bisogno non viene avvertito in ambito culturale, perché la cultura viene vista come un elemento superfluo, di cui fare a meno. Eppure non dovrebbe essere così, e noi giovani siamo le vittime e i carnefici di questo disinteresse, mentre dovremmo essere i fautori di una rinascita vera. Se chiedessimo a un giovane di rinunciare ad una serata passata a bere con gli amici, per investire quel tempo in una serata culturale, la risposta, per molti ma non per tutti, sarebbe &#8216;no&#8217;. Oggi siamo fortunati perché la cultura si sta mettendo al passo con la tecnologia e soprattutto se ne sta servendo e, questo, è già un miracolo. Oggi la cultura si sta affidando alle più disparate forme di divulgazione e fruizione e anche questo è un miracolo&#8230;! La cultura è fruibile sui social e questo è ancora un miracolo&#8230; Insomma, il mondo della cultura si sta rivoluzionando, ma la vera rivoluzione spetta all&#8217; uomo e alla sua sensibilità!</p>
<p><b>Cosa sta a significare, per voi, il termine &#8220;dal basso&#8221;?</b></p>
<p>Per noi di Verehia significa ripartire insieme. Ovvero, e questo potrebbe essere anche un appello, sediamoci tutti attorno ad un tavolo, istituzioni e operatori culturali, senza simpatie o antipatie varie, e progettiamo insieme la rinascita della nostra città. Le istituzioni sono le entità che muovono i fili, ma devono essere gli operatori e le loro competenze a dettarne le regole. Un politico non vive di cultura e turismo, mentre chi si adopera per realizzare anche un solo prodotto culturale e renderlo accattivante sì, e sa precisamente quali sono le vere esigenze e problematiche del settore o del territorio. Dunque ripartiamo dal basso, ripartiamo da chi già si adopera per la rinascita, senza imposizioni dall alto.</p>
<p><b>Progetti futuri?</b></p>
<p>Il 2017, per Verehia, potrebbe essere un anno molto ricco ed interessante. Continuate a seguirci sui nostri social e lo scoprirete.<br />
( <a href="http://www.facebook.com/Verehia" target="_blank">www.facebook.com/Verehia </a>www.twitter.com/verehia &#8211; www.instagram.com/verehia )</p>
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		<title>Libri poveri in mostra presso la Libreria Masone</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 11:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il &#8216;livre pauvre&#8217;, ossia il &#8216;libro povero&#8217;, è un piccolo libro prodotto in autonomia, secondo i dettami del &#8216;Leporello&#8217;, su carta ripiegata.  Esso può contenere in sè un &#8216;unicum&#8217;, un&#8217;opera d&#8217;arte non riproducibile, che ha bypassato il circuito dell&#8217;editoria e che, anche per questo, è poco costosa. Il prossimo 18 novembre, presso la Libreria Masone, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/Livre-pauvre.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-18155" alt="livre-pauvre" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/Livre-pauvre.png" width="284" height="177" /></a></p>
<p>Il &#8216;livre pauvre&#8217;, ossia il &#8216;libro povero&#8217;, è un piccolo libro prodotto in autonomia, secondo i dettami del &#8216;Leporello&#8217;, su carta ripiegata.  Esso può contenere in sè un &#8216;unicum&#8217;, un&#8217;opera d&#8217;arte non riproducibile, che ha bypassato il circuito dell&#8217;editoria e che, anche per questo, è poco costosa. Il prossimo 18 novembre, presso la Libreria Masone, in Benevento, si esporrano i libri poveri di quattro artisti: Lello Agretti, poeta casertano, promotore da anni di eventi culturali; Alfonso Marino, artista multiforme, appassionato di poesia visiva; Mauro Valsangiacomo, artista residente a Lugano e autore di dipinti, incisioni, fotografie e manufatti tridimensionali; Anna Ciufo, salernitana di adozione, poetessa, dirige la rivista &#8216;Lettere, arti e scienze&#8217;. La mostra, intitolata &#8216;Poveri ma&#8230;.&#8221;,  sarà inaugurata alle ore 19,30.</p>
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		<title>Non con i miei soldi &#8211; Altreconomia Edizioni</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 09:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qual è la funzione della Finanza? Il denaro &#8211; e il suo uso &#8211; permea ogni aspetto della nostra vita. Più che di funzione finanziaria, oggi, è bene parlare di &#8216;potere finanziario&#8217;. Un potere esercitato su chi, e perchè? L&#8217;incontro con Claudia Vago, nell&#8217;ambito della giornata dedicata alla Finanza Etica (Finanza in festa), organizzata a Benevento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è la funzione della Finanza? Il denaro &#8211; e il suo uso &#8211; permea ogni aspetto della nostra vita. Più che di funzione finanziaria, oggi, è bene parlare di &#8216;potere finanziario&#8217;. Un potere esercitato su chi, e perchè? L&#8217;incontro con Claudia Vago, nell&#8217;ambito della giornata dedicata alla Finanza Etica (Finanza in festa), organizzata a Benevento sabato 5 novembre scorso, è stato partecipato e vivace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://1.bp.blogspot.com/-SZw3IRVDMDM/WCBAFWbQsBI/AAAAAAAADlU/kbvmmY-DhVYiQmLntb0LCC8oGEx52lL8ACLcB/s1600/n.c.%2Bi%2Bmiei%2Bsoldi.png"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-SZw3IRVDMDM/WCBAFWbQsBI/AAAAAAAADlU/kbvmmY-DhVYiQmLntb0LCC8oGEx52lL8ACLcB/s320/n.c.%2Bi%2Bmiei%2Bsoldi.png" width="208" height="320" border="0" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Claudia Vago è una social media manager che cura da tempo il progetto &#8216;Non con i miei soldi&#8217;, sorto come movimento nel 2011 dalla collaborazione tra Banca Etica e Fondazione culturale responsabilità etica, con lo scopo di porre in atto una vera e propria rieducazione finanziaria. Il libro che ne è nato, edito da &#8216;Altraeconomia&#8217;, è quel che si dice un &#8217;pugno nello stomaco&#8217;. Scritto a più mani, pubblicato a giugno di quest&#8217;anno, ci dice che la Finanza è ovunque e condiziona le nostre scelte di vita, la nostra salute, il futuro delle persone a cui teniamo. La rete offre strumenti per informarsi e per sapere che, in banca, i nostri soldi non &#8216;dormono&#8217; ma che, anzi, vengono spesso reimpiegati per scopi diversi dalla nostra etica personale. Molti di noi hanno votato contro il nucleare, alcuni anni fa; pochi di noi sanno, però, che alcune banche c.d. &#8216;sistemiche&#8217;, dove vengono accreditati stipendi e pensioni, <b>il nucleare lo finanziano</b>. Il testo è di facile lettura e non è solo per &#8216;addetti ai lavori&#8217;; si sviluppa per capitoli ed esempi, conducendo per mano il lettore nella giungla dei &#8216;subprime&#8217;, del rapporto &#8216;deficit-PIL&#8217;, dell&#8217;intermediazione finanziaria. E ci ricorda, soprattutto, il grande potere del cittadino, che si basa sulla consapevolezza, sulla conoscenza, sulla capacità di non delegare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a style="margin-left: auto; margin-right: auto;" href="https://3.bp.blogspot.com/-ISlnC5K-VBA/WCBAKj1oMJI/AAAAAAAADlY/E4yI4D--uJcwAzxMv8GYlWfIgUkyOOLrACLcB/s1600/claudia%2Bvago.png"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-ISlnC5K-VBA/WCBAKj1oMJI/AAAAAAAADlY/E4yI4D--uJcwAzxMv8GYlWfIgUkyOOLrACLcB/s320/claudia%2Bvago.png" width="320" height="215" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">(Nella foto, un bel primo piano di Claudia Vago, coautrice del testo)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;L’attuale sistema finanziario si è dimostrato inefficiente e insostenibile, molto simile a un casinò dove pochi si arricchiscono, scommettendo sul fallimento di interi Paesi, investendo in progetti nocivi per l’ambiente e le persone o speculando sul cibo, fino all’esplosione della prossima bolla”, ci dice Claudia. &#8220;L&#8217;obbiettivo del libro è educare (criticamente) alla finanza, per non essere più complici del sistema. E poter dire a voce alta “non con i miei soldi”.<br />
Le “lezioni” per imparare a leggere la Finanza sono impartite da alcuni tra i maggiori esperti di finanza etica in Italia: Andrea Baranes (presidente della Fondazio­ne culturale responsabilità etica), Ugo Biggeri (presidente di Banca popolare Etica), Andrea Tracanzan (responsabile dell’Ufficio comunicazione di Banca popolare Etica) e, naturalmente, da Claudia Vago.<br />
Un testo da non perdere, per capire e scegliere.</p>
<p><b>“Non con i miei soldi! Sussidiario per un’educazione critica alla finanza”, di Andrea Baranes, Ugo Biggeri, Andrea Tracanzan, Claudia Vago, 144 pagine, 13,00 euro (Altreconomia edizioni).</b></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lello Agretti, il senza nome (a proposito di una futura mostra e della Poesia)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 08:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Lello Agretti è un poeta, un artista e, come ama definirsi,  un &#8216;pensionato metalmeccanico&#8217;. E&#8217; nato a Torre del Greco nel 1949, ma vive a Caserta da anni. Tra le ultime pubblicazioni, ricordiamo le raccolte &#8220;Obrigado&#8221; e &#8220;Via Piscopia 96&#8243;. Gli ho rivolto due domande in vista della mostra di &#8216;Libri poveri&#8217; che terrà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/L.A..png"><img class="alignright size-full wp-image-18140" alt="l-a" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/L.A..png" width="184" height="275" /></a>Lello Agretti è un poeta, un artista e, come ama definirsi,  un &#8216;pensionato metalmeccanico&#8217;.</p>
<p>E&#8217; nato a Torre del Greco nel 1949, ma vive a Caserta da anni. Tra le ultime pubblicazioni, ricordiamo le raccolte &#8220;Obrigado&#8221; e &#8220;Via Piscopia 96&#8243;.</p>
<p>Gli ho rivolto due domande in vista della mostra di &#8216;Libri poveri&#8217; che terrà a Benevento, insieme ad altri artisti, mostra sulla quale vi aggiornerò a breve.</p>
<p>Ha deciso di rispondermi in versi, e mai riscontro fu più giusto e, a mio avviso, esatto.</p>
<p>- <strong>Cos&#8217;è la poesia oggi, secondo te? Una forma di resistenza?<br />
</strong><br />
&#8220;Soldato&#8221;</p>
<p>Avanti è la sera sparsa fin dove giunge sguardo. Chiara e lucida è la sera ma tu diresti annotta.</p>
<p>Non increspa tra i rami. Per via nessuno nessuno alle finestre buio al lume quotidiano. Taciturno silenzio.</p>
<p>Eloquente.</p>
<p>Odi? Di là dai palazzi. Non odi? A metro a metro avanza. A strada a strada.</p>
<p>È tempo. Insorta è la parola. Sta la parola come soldato serrati piedi occhi negli occhi contro ogni petto il petto.</p>
<p>Mai così prima mai così giusto il tempo. Sorgi che alta è già la sera. E le stelle.</p>
<p>&#8220;Questo è il luogo&#8221;</p>
<p>Sulla barricata il cuore mio il disobbediente canto. Alla voce che resiste l&#8217;accento forte della mia parola la mia mano d&#8217;uomo. Questo è il luogo qui il calendario. Qui capitano di me.</p>
<p>- <strong>Che parte hanno , la poesia, l&#8217;Arte,  nel tuo percorso evolutivo?</strong></p>
<p>&#8220;Accadde per via&#8221;</p>
<p>Alla pozza soltanto un cerchio levare  mandarlo innanzi più largo di braccia.   (E il cerchio venne sull&#8217;altr&#8217;acque avanzando  a quel dio solo ubbidiente.  Pure un murmure veniva  un nulla appena&#8230;)</p>
<p>Accadde per via che le vie erano mille  ai rabdomanti anni   ma il tempo vedi non l&#8217;ha sciupato.  A un disegno salivo. Inconsapevole.  A un&#8217;idea solo agli eletti chiara  e lei volle toccarmi  una piccola grazia  esatta per le mie mani.    Porto discreto  i segni mai più cancellabili  soltanto a un amico confido i dettagli  che a volta a volta intendevo  ma posso qui significare  a una a una   le cose  chiamarle per nome.</p>
<p>- <strong>&#8220;Che senza nome io giunga/non sconcerti/s&#8217;apre il sentiero/cammino per cammino&#8221;. Sono tuoi versi. Dov&#8217;è la meta?<br />
</strong><br />
&#8220;L’Aperto&#8221;</p>
<p>C&#8217;è stato un tempo in cui m&#8217;era compagno dove?</p>
<p>Poi poi e non per stanchezza il punto di domanda svaporò</p>
<p>dinanzi a dove.</p>
<p>-  <strong>Parlaci dei tuoi progetti futuri.<br />
</strong><br />
&#8220;La vita&#8221;</p>
<p>Quantunque da mesi risulti inutile fatica ancora sono qui a modellare.</p>
<p>E se non sarà capolavoro se sarà tutto fuorché un’opera d’arte</p>
<p>- la vita che pure a te chiedo d’amare -</p>
<p>almeno sia una forma d’essere.</p>
<p>&#8220;Èmporos&#8221;</p>
<p>A colpi di memoria tiro questo viaggio innanzi nato con me come l&#8217;istinto di cercare nemmeno sapevo cosa.</p>
<p>Poi il peccato bianco della giovinezza innalzò quel bisogno di scavare a compito superbo.</p>
<p>Ora sto seduto al bar e mi giro intorno. E guardo avanti. E indietro guardo e vedo come l’ufficio venga via via facendosi destino.</p>
<p>Per paesi vado vado per mercati ma non sono quel che si dice un commerciante. Non vendo stoffe non traffico in perle o spezie il piacere mio è barattare il poco con poco e quando ho fortuna parola con parola.</p>
<p>- <strong>Cosa mi dici del tuo progetto &#8220;poesie che piovono dal cielo&#8221;? Piovverò poesie, nel vero senso del termine, sulla Reggia di Caserta e il pubblico &#8211; stupito &#8211; ha gradito moltissimo&#8230;<br />
</strong><br />
Nella poesia &#8216;Tra i cieli di Chagall&#8217; , ad un certo punto scrivo: “…Se almeno piovesse/ se il cielo s&#8217;avvicinasse potrebbe germogliare un esito diverso/ se solo cadesse una parola e restasse&#8230;&#8221;. Ecco: il piovere della parola come abluzione, purificazione, disincrostazione dell’abitudine o, se vuoi, della globalizzazione al fine di far rinascere (germogliare) l’uomo nel suo essere libero, autonomo, capace di discernimento, di sottrarsi al nulla-pensiero, quell’uomo che sceglie anche un cammino di solitudine pur di rompere il giogo che lo tiene incatenato al dio Io. Guardare oltre il proprio naso, per non ridurre il nostro cammino soltanto a un passaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_18141" style="width: 250px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/poesie-che-piovono.png"><img class="size-full wp-image-18141 " alt="Poesie che piovono dal cielo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/poesie-che-piovono.png" width="240" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">Poesie che piovono dal cielo</p></div>
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		<title>Delphine De Vigan &#8211; &#8220;Da una storia vera&#8221; &#8211; una recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 11:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
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		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>

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		<description><![CDATA[Delphine De Vigan ha dato alle stampe il suo nuovo romanzo, &#8216;Da una storia vera&#8217; (Mondadori, 302 pagg.), centrando ancora una volta il bersaglio. La trama del libro verte su un blocco creativo e su un incontro inquietante, alla stregua di quello narrato da Stephen King nel suo &#8216;Misery&#8217;. Ma l&#8217;incontro di cui dicevamo, e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/da-una-storia-vera.png"><img class="alignright size-full wp-image-18134" alt="Da-una-storia-vera" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/da-una-storia-vera.png" width="181" height="279" /></a>Delphine De Vigan ha dato alle stampe il suo nuovo romanzo, &#8216;Da una storia vera&#8217; (Mondadori, 302 pagg.), centrando ancora una volta il bersaglio. La trama del libro verte su un blocco creativo e su un incontro inquietante, alla stregua di quello narrato da Stephen King nel suo &#8216;Misery&#8217;. Ma l&#8217;incontro di cui dicevamo, e il susseguirsi di eventi, affidati a uno stile incalzante e mirabile, è solo un pretesto &#8211; il lettore se ne accorgerà in corso d&#8217;opera &#8211; per raccontare la fatica di scrivere e di narrare la verità.<br />
Hemingway diceva che un bravo scrittore deve raccontare solo &#8216;la cosa più vera che sa&#8217;. Partendo da qui, Delphine racconta se stessa, la sua vita, i suoi inciampi, il suo rapporto col compagno Francois, la sua timidezza patologica. Mentre racconta, però, inizia l&#8217;inversione del vero, nonostante (o forse proprio) secondo le intenzioni dell&#8217;autrice. Ma questo il lettore non lo sa, nè può saperlo. Egli è, in fondo, solo un avventore distratto, che cerca indizi ma non vere risposte, poiché sente che una luce troppo netta toglierebbe incanto alle cose.<br />
E, dunque, nello snodarsi della vicenda &#8211; che è avvincente , ottimamente narrata e tiene col fiato sospeso &#8211; chi legge si perde, smarrisce il filo, crede a ciò che viene descritto, fino all&#8217;epilogo, che è un capolavoro di inganno, auto-inganno e redenzione attraverso il narrato.<br />
Cosa voleva dire la De Vigan, si chiede il lettore a testo finito, quale messaggio sul busillis della letteratura ha voluto lanciare, servendosi di me? Fino a che punto, infatti, uno scrittore può essere autobiografico, nell&#8217;era del Grande Fratello, del privato rivelato e svilito sui social network e perfino nelle fiction?<br />
Grande opera, &#8216;Da una storia vera&#8217; analizza la scrittura al tempo di facebook, le difficoltà di chi si cimenta col romanzo e l&#8217;incapacità di dirsi che la realtà non esiste, che, come diceva il fisico Heisenberg, l&#8217;osservazione modifica il suo stesso oggetto e lo distorce.<br />
&#8220;Il reale, ammesso che esista e che sia possibile restituirlo&#8221;, scrive la nostra autrice, &#8220;ha bisogno di essere incarnato, trasformato, interpretato. E questo lavoro, qualunque sia il materiale di partenza, è sempre una forma di fiction&#8221;.<br />
L&#8217;inganno, la rivisitazione, la riparazione fanno parte dell&#8217;attività dello scrivere.<br />
E gli scrittori sono figli della vergogna, del dolore, del segreto,della disperazione.<br />
&#8220;Venite da terre misteriose (&#8230;), siete dei sopravvissuti, ecco cosa siete, ognuno a modo suo e tutti allo stesso modo&#8221;.</p>
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		<title>Per le vie delle nostre terre (II puntata)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2016 06:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri il meteo ci ha spaventati e ci ha protetti! Dato i temporali previsti lungo le nostre tappe abbiamo deciso di evitare una possibile doccia fredda in moto. Interrompere il viaggio sembrava un po’ come spezzare un incantesimo e così abbiamo deciso di dirigerci verso Ariano Irpino in auto. &#160; Questo paese che oggi si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri il meteo ci ha spaventati e ci ha protetti!</p>
<p>Dato i temporali previsti lungo le nostre tappe abbiamo deciso di evitare una possibile doccia fredda in moto. Interrompere il viaggio sembrava un po’ come spezzare un incantesimo e così abbiamo deciso di dirigerci verso Ariano Irpino in auto.</p>
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<p><img class="alignleft  wp-image-18105" alt="IMG_1751" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1751-300x200.jpg" width="180" height="120" /></p>
<p>Questo paese che oggi si presenta su tre colli  non è attraversato dalla via Traiana che invece era stata fatta nella parte bassa, cioè in prossima di contrada Starza. Una contrada in cui sono stati rinvenuti scavi archeologici di capanne preistoriche in realtà molto più a valle dall’attuale centro storico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aequum Tuticum ( così è denominata questa località) divenne anche una probabile stazione di sosta sul trattuto Pescasseroli- Candela durante il periodo sannita.  Fu un’importante via di  comunicazione e di commercio del passato, soprattutto quando divenne incrocio tra la via Herculea e quella Traiana.</p>
<p>Venne man mano abbandonata nel medio evo a causa delle invasioni barbariche e  dopo che i normanni costruirono un castello militare in cima al colle.</p>
<p>Raccolte  queste informazioni, presi gli ombrelli,  ci siamo diretti alla volta di Ariano Irpino.  Come di tradizione arianese non potevamo non onorare uno dei tanti ristoranti della zona mentre fuori l’acqua veniva giù a catinelle.</p>
<p>Passato il temporale nel pomeriggio ci siamo imbattuti in una cittadina deliziosa, in piena rievocazione storico medievale.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1723.jpg"><img class=" wp-image-18112 alignright" alt="IMG_1723" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1723-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
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<p>Ad accoglierci il gruppo del forum dei giovani che davano indicazioni sul territorio.</p>
<p>L’altitudine di Ariano ci ha regalato un grande freddo. All’inizio abbiamo trovato un po’ di riparo nel  museo delle ceramiche.</p>
<p>La fortuna ha voluto che mentre eravano intenti ad esplorare le torri una voce dall’alto ha attirato la nostra attenzione.</p>
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<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1732.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18111" alt="IMG_1732" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1732-264x300.jpg" width="158" height="180" /></a>Eravamo capitati difronte alla finestra di Carmen e Francesco che ci hanno protetti dal freddo, coccolato, fatto da cicerone per le torri, il museo medievale e la villa di Ariano e con loro abbiamo concluso la serata guardando la rievocazione storica dell’incendio di Ariano Irpino commissionato da Manfredi, figliastro di Federico II, per punire gli Arianesi che più volte si erano opposti al suo assalto alla cittadina.</p>
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<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1812.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18106" alt="IMG_1812" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1812-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1719.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18110" alt="IMG_1719" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1719-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1769.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18108" alt="IMG_1769" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1769-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
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<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1789.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18107" alt="IMG_1789" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1789-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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<p>Vi salutiamo tutti insieme</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per le vie delle nostre Terre ( 1 puntata)</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 09:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo semplicemente noi.. Carmela e Giuseppe che hanno deciso di provare a dare delle risposte a qualche punto interrogativo che si affacciava alla mente ogni volta che incontravamo dei pellegrini incamminati sulla via traiana/ francigena del sud/ micaelica che attraversa le nostre zone. In questi giorni abbiamo capito che sono tre strade che per un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1617.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18089" alt="IMG_1617" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1617-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1626.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18090" alt="IMG_1626" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1626-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
<p>Siamo semplicemente noi.. Carmela e Giuseppe che hanno deciso di provare a dare delle risposte a qualche punto interrogativo che si affacciava alla mente ogni volta che incontravamo dei pellegrini incamminati sulla via traiana/ francigena del sud/ micaelica che attraversa le nostre zone. In questi giorni abbiamo capito che sono tre strade che per un tratto diventano una.</p>
<p>La via Traiana è la strada fatta dall’imperatore Traiano nel 110 d.C. su unpreesistente tracciato che secondo alcuni risale al periodo delle prime guerre romane ( forse durante le guerre Puniche, nel dover raggiungere Cartagine si accorse che i Sanniti avevano già strada/ tratturi facilmente percorribili? ).</p>
<p>Durante il periodo longobardo, una parte della via traiana è diventata Via Francigena, che univa diversi luoghi religiosi longobardi e veniva attraversata soprattutto dai pellegrini diretti al santuario di san Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo sul Gargano.<br />
Nel periodo delle crociate la via fu percorsa da eserciti e fedeli in viaggio verso la Terra Santa e per tutto il medioevo fece parte del sistema delle grandi vie di pellegrinaggio oltre ad essere un importante sbocco commerciale sul mar mediterraneo orientale.<br />
Si dice che i cavalieri Templari edificarono lungo il suo percorso alberghi ed ospizi per i viandanti e ne assicuravano la sicurezza del cammino.<br />
La via francigena del Sud sembra congiungersi a Roma con quella famosa di Santiago de Campostela<br />
Noi vogliamo provare ad attraversare, in moto, i centri che si affacciano su questa triplice strada per scoprirne la storia o almeno diventare più consapevoli dei tesori che abbiamo intorno casa nostra.<br />
Un viaggio deciso in un giorno e nella piena incertezza di tante cose da fare che alla fine magicamente si sono risolte.<br />
Riducendo il bagaglio all’essenziale abbiamo pensato di incamminarci partendo da casa, cioè da Apice e rivolgerci al territorio con un nuovo sguardo, non certo quello superficiale di chi lo attraversa tutti i giorni ma non lo osserva affatto.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1559.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18091" alt="IMG_1559" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1559-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a><br />
Una fonte d’acqua ed un vecchio convento Francescano celano, nei pressi di Apice Vecchia, un misterioso miracolo del Santo di Assisi. Noi ci siamo lasciati affascinare dal silenzio della vecchia Apice dove il tempo sembra essersi fermato congelando la vita di un paese, tranne per i ladruncoli che ne hanno stuprato i ricordi distruggendo l’interno delle case abbandonate.<br />
Giocando con i paesaggi ed i balloni trovati per strada ci siamo diretti a Buonalbergo dove siamo stati ospiti del museo di Bruno Smith che ci ha incantanti con racconti, fossili, farfalle ed orchidee.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1682.jpg"><img class=" wp-image-18096 alignright" alt="IMG_1682" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1682-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
<p>Un lavoro certosino ed un occhio attento ai cambiamenti ambientali del nostro territorio che, purtroppo, si modificano sempre più spesso e non sempre in bene, come lo stesso Bruno ha potuto notare e sperimentare.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1683.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18099" alt="IMG_1683" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1683-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
<p>A Buonalbergo c’è il ponte delle Chianghe, un ponte costruito all’epoca traiana che purtroppo dopo l’alluvione dello scorso ottobre è diventato difficile da raggiunge. Ma noi ci siamo promessi che appena possibile lo andremo a visitare.</p>
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<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1639.jpg"><img class=" wp-image-18097 alignright" alt="IMG_1639" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1639-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a>A pochi chilometri da Buonalbergo la strada conduce verso Casalbore dove la torre Normanna fa da padrona al piccolo centro storico divenuto ormai un ibrido di ricostruzioni nuove e vecchie o somiglianti a quelle vecchie.</p>
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<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1659.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18095" alt="IMG_1659" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1659-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1668.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18094" alt="IMG_1668" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1668-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a>Il fascino della Bolle di Contrada Malvizza ha rapito anche noi. Piccoli crateri di fango, dove l’acqua bolle anche se è fredda. Magia della terra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vista la vicinanza a casa siamo tornati a dormire nel nostro letto per poi spingerci oltre domani.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1687.jpg"><img class=" wp-image-18101 aligncenter" alt="IMG_1687" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1687-269x300.jpg" width="161" height="180" /></a></p>
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		<title>So-stare a Bucciano</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 22:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna. I volontari ci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-18057 alignleft" alt="IMG_1351 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna.</p>
<p>I volontari ci hanno accolto all’ingresso del paese, quel bivio che solitamente ho attraversato con distrazione, senza soffermarmi ad osservare la specificità del luogo. Un posto che dopo quest’esperienza è diventato una narrazione fatta di sentieri, persone, sorrisi, racconti, esperienze, storia intrisa di valorizzazione del territorio, di segni che raccontano di Medio Evo e Longobardi, di natura e vivacità.<br />
Un territorio fatto di persone e relazioni, di piccoli eroi che quotidianamente scelgono di non abbandonare il proprio paese ma di promuoverlo attraverso escursioni, teatro, giochi, eventi culturali e tutto quanto è possibile fare per migliorare le possibilità di fruizione dei quei posti speciali che il tempo ha conservato nella boscaglia della montagna.</p>
<p>Così ho conosciuto Giuseppe un pastore che percorre i sentieri del Taburno tutti i giorni con i suoi animali. Sicuro e orgoglioso della sua esperienza si incamminava tranquillo manco avesse un tom tom incorporato. <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18055" alt="IMG_1314" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314-200x300.jpg" width="180" height="270" /></a></p>
<p>Giuseppe sembra il re della montagna, padrone degli spazi e del tempo, sapeva dirmi l’ora senza guardare l’orologio. Osservare questa persona immersa nella natura mi ha fatto pensare a quante competenze l’uomo ha rinunciato per delegarle alle macchine, a quanto si stia impoverendo affidando le proprie capacità al cosiddetto “progresso”.</p>
<p>A pensarci bene ho conosciuto diversi Giuseppe, ciascuno con una storia speciale fatta di amore e dedizione per il proprio territorio, piccoli partigiani di beni relazionali, custodi di frutti antichi, pionieri di sapere condiviso, assetati di bellezza.<br />
Con loro e con tanti altri ancora ci siamo messi in cammino, siamo andati in cerca delle testimonianze impresse nella storia vissuta da quei luoghi, tra le foglie dei boschi quando la montagna era l’unico sostentamento per la popolazione locale.</p>
<p>Un cammino semplice ma pur sempre ricco di quel movimento che ti libera dal futile e ti accompagna all’essenziale.<br />
Nella boscaglia si apre una suggestiva cavità naturale, un luogo di culto forse risalente al primo cristianesimo. Ancora arredata di iconografie sacre ( San Simeone e S. Michele Arcangelo, ecc. ) dipinte direttamente sulle pareti, alcune delle quali chiaramente risalenti al periodo Longobardo.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18060" alt="IMG_1323" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a><br />
Fa uno strano effetto incontrare tanta bellezza nel bel mezzo di un bosco, una grotta che si offre al pubblico senza protezione specifica, che quotidianamente sembra essere il rifugio preferito di ovini e caprini.<br />
Esplorare un nuovo percorso è un processo tra il dentro ed il fuori, tra il sé e l’altro, tra una via ed un bosco, tra un sentiero impervio ed un Cristo che ti accoglie nel bel mezzo di un monte così come una grotta, in cui i fedeli un tempo ed i soldati in guerra poi, si rifugiavano per ripararsi dalle intemperie della vita o per pregare.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1.jpg"><img class="alignright  wp-image-18058" alt="IMG_1384 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a></p>
<p>Il nostro cammino ha trovato riposo nel santuario eretto sulla cima della collinetta testimone di miracoli, di feudatari, di vita religiosa e laica, di tempi e spazi di condivisione.<br />
Oggi ho incontrato una comunità resiliente che non si addormenta al sole facendosi cullare da una disperata rassegnazione ma che cerca di fare cultura accrescendo la consapevolezza dell’importanza di un piccolo paesino, la sua storia e le sue risorse, trasformandolo in un luogo magico se si ci offre l’opportunità di poterci so-stare.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18059" alt="IMG_1427" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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