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	<title>Art&#039;Empori &#187; Pittura</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Libri poveri in mostra presso la Libreria Masone</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 11:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il &#8216;livre pauvre&#8217;, ossia il &#8216;libro povero&#8217;, è un piccolo libro prodotto in autonomia, secondo i dettami del &#8216;Leporello&#8217;, su carta ripiegata.  Esso può contenere in sè un &#8216;unicum&#8217;, un&#8217;opera d&#8217;arte non riproducibile, che ha bypassato il circuito dell&#8217;editoria e che, anche per questo, è poco costosa. Il prossimo 18 novembre, presso la Libreria Masone, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/Livre-pauvre.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-18155" alt="livre-pauvre" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/Livre-pauvre.png" width="284" height="177" /></a></p>
<p>Il &#8216;livre pauvre&#8217;, ossia il &#8216;libro povero&#8217;, è un piccolo libro prodotto in autonomia, secondo i dettami del &#8216;Leporello&#8217;, su carta ripiegata.  Esso può contenere in sè un &#8216;unicum&#8217;, un&#8217;opera d&#8217;arte non riproducibile, che ha bypassato il circuito dell&#8217;editoria e che, anche per questo, è poco costosa. Il prossimo 18 novembre, presso la Libreria Masone, in Benevento, si esporrano i libri poveri di quattro artisti: Lello Agretti, poeta casertano, promotore da anni di eventi culturali; Alfonso Marino, artista multiforme, appassionato di poesia visiva; Mauro Valsangiacomo, artista residente a Lugano e autore di dipinti, incisioni, fotografie e manufatti tridimensionali; Anna Ciufo, salernitana di adozione, poetessa, dirige la rivista &#8216;Lettere, arti e scienze&#8217;. La mostra, intitolata &#8216;Poveri ma&#8230;.&#8221;,  sarà inaugurata alle ore 19,30.</p>
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		<title>&#8220;Sguardi&#8221;. Mostra di Sofia Maglione con fruitori creativi. 27 settembre, al N.I.N.A. (No Inclusione No Arte), CasaGalleriaFiera.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2015 16:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sguardi&#8221; è la mostra di Sofia Maglione che si inaugura domenica 27 settembre 2015, ore 18.00, presso il N.I.N.A. (No Inclusione No Arte), CasaGalleriaFiera di Cautano, in collaborazione con Art&#8217;Empori, GASb Arcobaleno, Distretto di EcoVicinanza Sannio, OfficinaDonne. . L&#8217;evento, che sceglie la prospettiva della differenza di genere per leggere la realtà che ci circonda, prende [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/sofia-maglione.jpg"><img class="alignleft  wp-image-17435" alt="sofia maglione" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/sofia-maglione.jpg" width="330" height="512" /></a></b><strong>&#8220;Sguardi&#8221; è la mostra di Sofia Maglione che si inaugura domenica 27 settembre 2015, ore 18.00, presso il N.I.N.A.</strong> (No Inclusione No Arte), CasaGalleriaFiera di Cautano, in collaborazione con Art&#8217;Empori, GASb Arcobaleno, Distretto di EcoVicinanza Sannio, OfficinaDonne.<br />
.<br />
L&#8217;evento, che sceglie la prospettiva della differenza di genere per leggere la realtà che ci circonda, prende spunto dalle opere di Sofia Maglione, artista santagatese, che ha incentrato il suo lavoro sugli occhi e la funzione del vedere femminile.<br />
.<br />
<strong>Durante la serata, Sofia ritrarrà gli sguardi di coloro che lo vorranno:</strong> i fruitori saranno coinvolti nella creazione dell&#8217;opera, prestandosi alla posa, che consentirà all&#8217;artista di ritrarre un singolo, significativo frammento della figura. &#8220;Per lo più raccolgo sguardi, resi profondi dalla curiosità della mia osservazione e al contempo dalla generosità del modello, invitato a raccontarsi, anche verbalmente&#8221;. (Sofia Maglione)<br />
.<br />
<strong>Insieme alle opere della pittrice, si avranno tutta una serie di altri interventi da parte di alcuni fruitori creativi dell&#8217;evento.</strong> Negli spazi interni ed esterni dell&#8217;abitazione, che ospitando l&#8217;evento assume il ruolo di Casa/Galleria/Fiera, accade che, insieme alla mostra dell&#8217;artista, in modo rappresentativo, anche alcuni fruitori esperienziali condividano una propria competenza artistica o artigianale o che propongano un cibo, una bevanda per il buffet dell&#8217;evento. Pertanto, insieme alla performance artistica sono previsti micro laboratori gratuiti e banchetti per esporre autoproduzioni, come cosmetici naturali, monili, ceramiche&#8230;</p>
<p><strong>Tra i fruitori creativi della mostra:</strong><br />
<strong>- Caramella, Split e Mecala</strong> con &#8220;Uno sguardo clown: parere filosoFICO di Clown Dottori sFusi&#8221;;<br />
<strong>- Alessandro Paolo Lombardo</strong> (giornalista e critico d&#8217;arte) con le interviste surrealiste ai presenti;<br />
<strong>- Brunella Severino</strong> (attivista del GASb Arcobaleno. Gruppo d&#8217;Acquisto Solidale e Barattario) con un banchetto del baratto;<br />
<strong>- Carmine Di Fronzo</strong> (scultore) e <strong>Lucia Nogara</strong> (bioarchitetto), in quanto autoproduttori di cibo, con note informative sulle proprietà dei grani antichi utilizzati per pane, pizza e freselle;<br />
<strong>- Angela Maria Zeoli</strong> (agronoma) con note pittorico-botaniche delle piante tintorie e utilizzo delle piante officinali: dalla tradizione dimenticata alla riscoperta. Banchetto cosmetici naturali e lana colorata con le piante;<br />
<strong>- Mariapaola Bianchini</strong> (psicologa e psicoterapeuta) che proporrà il &#8220;coloring book&#8221;, il colorare come antistress. Il laboratorio Rilassamento Creativo intende sensibilizzare sulla mindfulness, l&#8217;arte dell&#8217;essere presenti a sé stessi qui ed ora, e sulla creatività che si avvale delle proprietà della cromoterapia. Ci saranno disegni e mandala da colorare, uno spazio di associazioni cromatiche. Il laboratorio è aperto a grandi e piccini;<br />
<strong>- Gianpaolo Iannace e Flavia Iori</strong> con atmosfere di arte di strada (Scuola di Circo di Benevento).<br />
.<br />
Gli altri visitatori della mostra possono essere anche essi fruitori esperienziali proponendo <strong>un cibo o un vino da condividere durante l&#8217;evento</strong>.</p>
<p><strong>La mostra resta visitabile, su appuntamento, fino a domenica 4 ottobre 2015. </strong></p>
<p>N.I.N.A. &#8211; No Inclusione No Arte &#8211; CasaGalleriaFiera<br />
Via Saverio Zarrelli n 3/A (nei pressi del ristorante Machia), Cacciano (Cautano), Benevento. Telef. 333 8712 027.<br />
&#8212;</p>
<p><strong>Appendice 1. &#8220;SGUARDI&#8221; di Sofia Maglione. </strong></p>
<p>Guardare e vedere non sono la stessa cosa, è diversa la tensione emotiva, le due azioni sono uguali nella forma, ma non nella sostanza.<br />
Vedere presuppone una posizione, una presa di coscienza capace di trasformare chi osserva in chi comprende.<br />
Guardare, invece, sebbene possa presupporre sforzo, attenzione, non è risolutivo poiché non ha effetto se ciò che viene osservato non è realmente visto, compreso.<br />
Vedere con gli occhi di una donna, che s&#8217;interroga ed capace di andare in profondità alla ricerca di significato per poi riemergerne più viva e nuova con le parole per dirlo , è la scommessa di ogni giorno.<br />
Sofia Maglione è presente con una decina di sue opere inedite e non ed una performance sugli sguardi ritratti dal vivo.</p>
<p>&#8220;Non solo uno sguardo: un mondo! Entrare negli sguardi delle persone è accettare di spostare la comunicazione sul piano dell&#8217;intimità, dell&#8217;autenticità. Ritrarre uno sguardo, solo uno sguardo, è cercare, tra le linee, le luci e le ombre, la storia che c&#8217;è dietro, quella traccia di unicità, che ogni sguardo conserva, malgrado ogni possibile artificio!&#8221;. (Sofia Maglione)</p>
<p><strong>Appendice 2. NOTE BIOGRAFICHE dei fruitori creativi presenti alla mostra.</strong></p>
<p>L&#8217;Associazione di <strong>Clown Dottori sFusi</strong> è una tribù dei nasi rossi che, attraverso la semplicità, la comicità e l&#8217;ironia, prova ad avere a cuore il mondo promuovendo benessere personale e sociale.</p>
<p><strong>Alessandro Paolo Lombardo</strong>, ignoto poeta e seminoto scrittore, nasce nell’ottobre del 1986 a Benevento. La furente surrealista prof. Maria Gabriella Guglielmi dà un senso al suo percorso universitario tra i beni culturali. Per coerenza con gli studi compiuti si dà al giornalismo, ad oggi la più grande fabbrica di surrealtà in Italia. Disperde i suoi scritti e qualche documentario tra mensili, quotidiani e portali.</p>
<p><strong>Brunella Severino</strong> lavora nel volontariato ed è inarrestabile attivista in numerose realtà associative, come il GASb Arcobaleno, Giornate P&#8217;Artigianali, Distretto di EcoVicinanza Sannio e altre.</p>
<p><strong>Carmine Di Fronzo </strong>(scultore) e<strong> Lucia Nogaro </strong>(bioarchitetto), intraprendendo un difficile percorso, hanno lasciato l&#8217;area metropolitana napoletana per vivere, prevalentemente di autoproduzione, nelle campagne di Castelcampagnano, nel casertano a confine con Amorosi e la provincia di Benevento. Hanno acquisito competenze soprattutto nella trasformazione di grani antichi.</p>
<p><strong>Angela Maria Zeoli</strong>, è titolare dell&#8217;azienda agroerboristica Oro del Sannio di Santa Croce del Sannio. Qui coltiva frutti autoctoni, ortaggi e piante officinali che trasforma in confetture e cosmetici naturali nel proprio laboratorio aziendale. E&#8217; socia dell&#8217;Arca Sannita, associazione che preserva le varietà autoctone, socia e fornitrice del GASb Arcobaleno, con la sua azienda è aderente alla rete del SoldoCorto.</p>
<p><strong>Mariapaola Bianchini</strong>, psicologa e psicoterapeuta, è nata a Benevento, adottata da Roma e rimpatriata dopo un decennio (e passa) di esperienze professionali e approfondimenti artistico-culturali. Lavora privatamente soprattutto nella clinica dell&#8217;età evolutiva con bambini, adolescenti e famiglie, e nella promozione del benessere psicologico attraverso esperienze di educazione emotiva che si basano sulla Terapia Razionale Emotiva e di mindfulness che si basano suo principi dell&#8217;ACT, Terapia dell&#8217;accettazione e dell&#8217;azione impegnata.</p>
<p><strong>Gianpaolo Iannace</strong> (specializzato in teatro al DAMS) e <strong>Flavia Iori</strong> (specializzata in scenografia all&#8217;Accademia di Belle Arti), tramite l&#8217;associazione culturale &#8220;Nuova destinazione d&#8217;uso&#8221; (nota come Scuola di Circo Benevento), diffondono l&#8217;amore per le arti di strada e la giocoleria attraverso la conduzione di laboratori, la messa in scena di spettacoli, la creazione di animazioni per tutte le età.<br />
.<br />
Leggi anche:<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/2015/09/24/nasce-il-n-i-n-a-no-inclusione-no-arte-casagalleriafiera-di-cautano-luogo-per-il-fruitore-creativo/" target="_blank"><strong>Nasce il N.I.N.A. &#8211; No Inclusione No Arte &#8211; CasaGalleriaFiera di Cautano. Luogo per il fruitore creativo.</strong></a></p>
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		<item>
		<title>A proposito di Caravaggio</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/04/07/a-proposito-di-caravaggio/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 08:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Franco Bove] Michelangelo Merisi da Caravaggio è una delle personalità artistiche più celebrate della pittura occidentale soprattutto perché le sue opere sembrano non risentire del tempo passato, mantenendo una drammatica attualità, e non essere inquadrabili in una precisa corrente di pensiero o in uno stile ben codificato. La loro forza espressiva e l’eccezionale qualità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/22di-Luciano-Ferrara-Brunch-baratto-16.03.14.jpg"><img class="alignleft  wp-image-11621" alt="22di Luciano Ferrara Brunch baratto 16.03.14" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/22di-Luciano-Ferrara-Brunch-baratto-16.03.14.jpg" width="332" height="518" /></a>[di Franco Bove] Michelangelo Merisi da Caravaggio è una delle personalità artistiche più celebrate della pittura occidentale soprattutto perché le sue opere sembrano non risentire del tempo passato, mantenendo una drammatica attualità, e non essere inquadrabili in una precisa corrente di pensiero o in uno stile ben codificato. La loro forza espressiva e l’eccezionale qualità dei dettagli colpiscono ancora profondamente l’osservatore odierno. Ma, in verità, non sono solo tali aspetti a costituire la peculiarità di questo artista lombardo la cui vita si consumò in soli trentanove anni, chiudendosi misteriosamente su una spiaggia laziale. Nei suoi quadri c’è ancora altro, anche se non è immediata la comprensione delle ulteriori valenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Roberto Longhi, che a partire dai primi decenni del Novecento ne fece oggetto di approfonditi studi, attribuì a Caravaggio anche il ruolo di caposcuola di un notevole gruppo di artisti, i cosiddetti caravaggeschi, e, pur evidenziando la sua derivazione dagli orientamenti nordici verso il naturalismo, presenti nell’ambiente bergamasco di origine (era stato allievo del Petersano e aveva verosimilmente conosciuto i ritratti accuratissimi del Moroni, qualche notturno del Savoldo, oltre alle raffinate raffigurazioni di Lorenzo Lotto), lo giudicò un radicale modernizzatore dell’iconografia cristiana e l’inventore di un nuovo modo di intendere la realtà. Altri critici lo hanno perfino considerato un anticipatore del realismo novecentesco e, in genere, hanno messo in relazione il profilo inquieto e ribelle della sua vita con la singolarità della sua produzione artistica. Federico Zeri lo ha ritenuto l’iniziatore del naturalismo, distinguendo con sottili argomentazioni tale definizione dal verismo di marca germanica e dal realismo classicista.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia l’immagine di geniale<i> maudit</i> e di precursore della sensibilità moderna sembra più dovuta all’eccessiva attenzione che la critica contemporanea  ha dedicato alla dimensione esistenziale degli artisti, quasi fosse possibile stabilire un rapporto di causa ed effetto tra le loro condizioni di vita e l’attività compositiva. E’, dunque, in parte un’eredità del romanticismo e, insieme della visione marxista dell’arte. Entrambi interpretano la produzione artistica come esclusiva manifestazione di individualità che assume significato nella caratterizzazione della Weltangshauung di un’epoca o dell’ideologia di un intero sistema politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricerche più recenti tendono ad abbandonare questo metodo controverso di classificazione e a porre in maggiore evidenza l’appartenenza dell’artista a ristretti circoli culturali, a una limitata cerchia di committenti, che lo condizionano, e a modelli linguistici ben definiti, tenendo comunque, conto che egli intrattiene con la realtà un rapporto per lo più indiretto, anche quanto tutto sembra dimostrare il contrario. L’artista, in fondo, è destinato a comunicare attraverso le sue opere e per ognuna di esse attinge alla profondità del suo essere. Attraverso questo inevitabile processo di introversione viene prodotta l’immagine della realtà o quello che noi accettiamo come tale, anche quando, come nel caso di Caravaggio, sembra scaturire da una cosciente intenzione mimetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa distingue, in tal senso, il nostro Michelangelo Merisi?</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto il suo netto superamento di quella visione scientifica dello spazio di rappresentazione, che aveva influenzato tra gli altri Piero della Francesca, Antonello da Messina, Paolo Veronese, Raffaello e Giovanni Bellini e che li aveva indotti a collocare ogni elemento della composizione in uno spazio virtuale ben delimitato, perfettamente leggibile e costruito mediante l’applicazione rigorosa delle regole della prospettiva, fino a costruire virtuosistici, stupefacenti scenari e sfondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Caravaggio, invece, tende progressivamente a collocare i suoi personaggi in uno spazio quasi indeterminato, ad evocarli dall’ombra come se stessero su un palcoscenico di un ridotto teatro, privo anche della illusoria profondità dei fondali, e a farli intercettare da una pluralità di luci radenti non identificabili. I suoi quadri danno quell’effetto di sorpresa che si ha quando si alza il palcoscenico e al buio d’improvviso le facce degli attori si illuminano, insieme ai loro studiati gesti.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è, pertanto, nel suo modo di raffigurare il recupero dell’esperienza teatrale e l’accorgimento di lasciar vedere solo ciò che serve a comunicare la sostanza dell’evento cruciale di una storia. La realtà si riduce così all’emozione del momento, all’apparenza del fatto rappresentato che, soprattutto negli ultimi anni della sua vita,  viene depurato da ogni componente allegorica e simbolica superflua, da ogni connotazione colta, la cui lettura comporti una conoscenza esoterica o, comunque, sofisticata.</p>
<p style="text-align: justify;">Per dare maggiore efficacia a tale scelta Caravaggio si avvalse di figuranti presi dalla strada o dagli ambienti popolari che amava frequentare. Di questi soggetti sottolineò la rustica fisicità, le fisionomie sofferenti e l’ordinaria gestualità. In ciò portò alle estreme conseguenze l’eredità di alcuni grandi artisti che lo avevano preceduto, i quali come Hieronymus Bosch, Bruegel il Vecchio,  Antonio Moro e lo stesso Albrecht Durer (di quest’ultimo si veda l’impietoso ritratto della madre) non avevano esitato a riprodurre sulla tela gente dall’aspetto decisamente comune e perfino deforme. Ma sarebbe il caso di chiedersi perché i committenti di Caravaggio, che furono, è bene ricordarlo, cardinali, alti aristocratici e importanti istituzioni religiose, accettarono di acquistare quadri in cui si riconoscevano cortigiane, prostitute, una di queste raffigurata perfino con la pancia gonfia per morte da annegamento, oltre a turpi ubriaconi, rugosi contadini e feroci masnadieri. A Roma egli fu ospite del cardinale Dal Monte e frequentò Ferdinando de’ Medici, Pietro Aldobrandini e Alessandro Montalto. La risposta non si può trovare solo nel talento elevatissimo del Merisi che sublimava ogni cosa, anche particolari allusivi alla sua ambivalente sessualità. Bisogna cercarla, necessariamente, anche nel particolare clima culturale e religioso instauratosi a seguito della conclusione del Concilio di Trento. Come dimenticare le <i>Istruzioni</i> del card. Carlo Borromeo che accoglieva la scelta nordica e protestante del naturalismo, opposta alla tradizione celebrativa del ritratto italiano e raccomandava una pittura aderente al vero, semplice, devozionale, didascalica ed efficace nella comunicazione del messaggio cristiano? Come ignorare l’eclisse del platonismo che aveva innervato gran parte della pittura rinascimentale e le stesse opere di Michelangelo? Neppure si può sottovalutare l’azione concreta di vescovi e alti prelati nell’orientare le scelte artistiche, come nel caso del cardinale Paleotti, il quale nel suo <i>Discorso intorno alle immagini sacre e profane</i> del 1582 aveva prescritto: &#8220;&#8230;<i>si dovrà curare che la faccia od altra parte del corpo non fosse fatta più bella o più grave da quella che la natura in quell&#8217;età ha conceduto, anzi, se vi fossero anco difetti, o naturali o accidentali che molto la deformassero, né questi s&#8217;avriano a tralasciare</i>&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A tale orientamento si attenne palesemente Caravaggio che, dunque, rientra, nel novero degli osservanti della riforma tridentina ma con una sua particolare cifra stilistica e capacità di rimeditazione dei temi religiosi in chiave popolare che non si può ricondurre meccanicamente alla sua inquietudine temperamentale, alle pericolose vicende affettive, all’oscuro impulso ad esporsi ai rischi sfidando tutto e tutti. Caravaggio ha tratto sicuramente ispirazione dalla sue scelte di vita, dalla sua solitaria e temeraria esistenza, ma per derivarne una personale idea del male e della sofferenza. Un raggelante pessimismo matura in lui e per noi assume il senso di un’anticipazione dell’esperienza moderna. Lo si riscontra soprattutto in alcune opere quali il Martirio di San Matteo, la crocifissione di San Pietro, la morte della Madonna e la decollazione del Battista. In esse il male vi appare nella sua cruda ordinarietà, come se la morte che viene osservata in quelle scene fosse una faccenda quasi banale. Il carnefice di san Matteo è addirittura rappresentato con sembianze atletiche, di un’equivoca bellezza, quasi anticipatrice delle trafitture estatiche delle vergini barocche. Il boia del Battista sembra un macellaio concentrato su un taglio particolarmente difficile che intende effettuare col dovuto mestiere indifferente ai tormenti della vittima. La medesima ossessiva attenzione agli aspetti pratici dell’esecuzione si intravede nella crocifissione di san Pietro che guarda annichilito quel gelido affaccendarsi  intorno al suo corpo sospeso. Infine i personaggi che circondano la Madonna defunta sembrano più che altro disorientati come se si stessero interrogando sulle cause di quella fine.</p>
<p style="text-align: justify;">Ca<b>r</b>avaggio non è il solo pittore dalla vita turbolenta. Lo fu anche il Cerano suo contemporaneo. Ma in Michelangelo Merisi la violenza che lo tormentò senza tregua si trasformò in uno straordinario riscatto estetico del negativo e non in una sorta di esibito grandguignol.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La foto è stata scattata da Luciano Ferrara durante una visita al Pio Monte della Misericordia di Napoli, in occasione del <a href="http://www.artempori.it/artempori/2014/03/18/fotoracconto-del-brunch-baratto-co-studio-di-luciano-ferrara-con-sofia-ferraioli-michele-serio-e-caravaggio/" target="_blank">Brunch Baratto</a> presso lo studio fotografico di Luciano Ferrara organizzato, il 16 marzo 2014, con il GAS Arcobaleno Benevento, Art&#8217;Empori, Gli Enogastronauti e Mustilli. Sul Caravaggio e su &#8220;Le sette opere di misericordia&#8221; ha introdotto lo scrittore napoletano Michele Serio (nella foto). Breve intervento anche del beneventano Maurizio Cimmino, storico dell&#8217;arte. </em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Art&#8217;Ap per la mostra di Salvatore Iannella: 29 dicembre, ore 19.30, libreria Masone</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/12/27/artap-per-mostra-di-salvatore-iannella-29-dicembre-ore-19-30-libreria-masone/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2012 01:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Art'Ap]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Scultura]]></category>
		<category><![CDATA[espressività e mistero]]></category>

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		<description><![CDATA[SALVATORE IANNELLA &#8211; ESPRESSIVITÀ E MISTERO Mostra di scultura e pittura Art&#8217;AP SABATO, 29 DICEMBRE 2012 &#8211; ORE 19.30 LIBRERIA MASONE ALISEI &#8211; BENEVENTO Diffusione del catalogo pubblicato da Alisei Edizioni Musiche al pianoforte eseguite dal Maestro Giovanni Di Meglio Le opere saranno in mostra dal 29 dicembre 2012 al 2 febbraio 2013. Orari di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6045" alt="salvatore-iannella-cavallo-metafisico" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/12/salvatore-iannella-cavallo-metafisico-salvatore-iannella.jpg?w=300" width="300" height="234" /></p>
<p><strong>SALVATORE IANNELLA &#8211; </strong><br />
<strong>ESPRESSIVITÀ E MISTERO</strong><br />
Mostra di scultura e pittura</p>
<p>Art&#8217;AP<br />
<span style="text-decoration:underline;">SABATO, 29 DICEMBRE 2012 &#8211; ORE 19.30</span><br />
LIBRERIA MASONE ALISEI &#8211; BENEVENTO</p>
<p>Diffusione del <a title="Catalogo d'arte di Salvatore Iannella" href="http://issuu.com/stefania_iannella/docs/catalogo_di_salvatore_iannella" target="_blank">catalogo </a>pubblicato da Alisei Edizioni</p>
<p>Musiche al pianoforte eseguite dal<strong> Maestro Giovanni Di Meglio</strong></p>
<p>Le opere saranno in mostra dal 29 dicembre 2012 al 2 febbraio 2013.<br />
Orari di apertura:  dal lunedì al sabato,  09:00/13:00 &#8211; 16:30/20:30.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6051" alt="art'ap-iannella-benevento" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/12/artap-iannella-benevento1.jpg" width="470" height="665" /></p>
<p>Per il formato pdf: <a href="http://artempori.wordpress.com/2012/12/21/esposizione-di-quadri-e-sculture-di-salvatore-iannella/locandina-artap-iannella/" rel="attachment wp-att-6019">locandina art&#8217;ap iannella</a></p>
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		<title>TEXTURES Collettiva Contemporanea. 22/23/24 giugno 2012. Airola</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 13:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Textures, l’arte che si rinnova, cercando nuove forme di espressione, nuovi confini da esplorare. Trame diverse che si confrontano tra loro e la comunicazione si fa spettacolo, da esibire, guardare, conoscere, vivere. La fibra dell’artista, l’intrigo di infinite declinazioni personali, la compenetrazione dei generi: tutto questo in un contesto unico, dove il molteplice diviene parte [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-family:Times New Roman;"><a href="http://www.texturescollettiva.org/concept" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-5202" title="textures airola" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/06/textures-airola.png?w=300" alt="" width="300" height="288" /></a>Textures, l’arte che si rinnova, cercando nuove forme di espressione, nuovi confini da esplorare. Trame diverse che si confrontano tra loro e la comunicazione si fa spettacolo, da esibire, guardare, conoscere, vivere. </span></h3>
<h3><span style="font-family:Times New Roman;"> La fibra dell’artista, l’intrigo di infinite declinazioni personali, la compenetrazione dei generi: tutto questo in un contesto unico, dove il molteplice diviene parte del messaggio individuale e sociale che solo l’opera d’arte sa gridare, senza far rumore. La densità del mondo interiore diventa disegno e spessore, pixel, materia, musica e parole. </span></h3>
<h3><span style="font-family:Times New Roman;"> La mostra vuole portare alla luce le differenti consistenze e le strutture narrative più disparate, lasciando parlare, nei modi più compositi del linguaggio, giovani artisti, dotati di un’impronta unica ed originale, che tutti assieme tessono l’universo di Textures.<br />
</span></h3>
<h3><a title="http://www.texturescollettiva.org/concept" href="http://www.texturescollettiva.org/concept">http://www.texturescollettiva.org/concept</a></h3>
<div>
</div>
<div></div>
<div>PROGRAMMA</p>
<hr />
</div>
<div>VENERDI’ 22 GIUGNO</div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">18:30 | Vernissage con Aperitivo</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Apertura e Presentazione dell’Esposizione</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">20:30 | Happening</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Argentina Verderame</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">21:30 | Music Performance</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Rewout + Retro Maison</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">23:30 | Music Selection</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">DJ Set</span></div>
<div></div>
<div>
<div>SABATO 23 GIUGNO</div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">10:00 | Opening</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Apertura Esposizione</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">17:00 | Book Promotion</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Incontro Con Gli Scrittori</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">21:30 | Music Performance</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Il Cielo Di Bagdad + Abulico</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">23:30 | Live Painting &amp; Music Selection</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Maleventum Consortium + Dj Set</span></div>
</div>
<div>
<div></div>
<div>DOMENICA 24 GIUGNO</div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">10:00 | Opening</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Apertura Esposizione</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">17:00 | Book Promotion</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Incontro Con Gli Scrittori</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">21:00 | Book Promotion</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Prog. Una Suite Lunga Mezzo Secolo</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Donato Zoppo</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">22:00 | Teather Piece &amp; Live Painting</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">ΝάφθάNafta</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">23:00 | Music Performance</span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;">Moongoose</span></div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Botteghe aperte&#8221;, arte e territorio a Santa Croce del Sannio, domenica 6 marzo 2011</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2011/03/03/botteghe-aperte-arte-e-territorio-a-santa-croce-del-sannio-domenica-6-marzo-2011/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 01:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[PoeCivismo]]></category>
		<category><![CDATA[arte e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[botteghe aperte]]></category>
		<category><![CDATA[botteghe corte]]></category>
		<category><![CDATA[fabio anzovino]]></category>
		<category><![CDATA[periferie delle arti]]></category>

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		<description><![CDATA[Botteghe Aperte Arte e territorio, antichi mestieri, sapori identitari CENTRO STORICO DI SANTA CROCE DEL SANNIO (BN) Domenica 6 marzo 2011  dalle ore 11.00 alle 20.00 L’iniziativa intende agevolare un legame tra arte e territorio che sia capace di contrastare l&#8217;omologazione culturale grazie alle differenze di cui sono portatori quei centri rurali periferici al modello [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/03/botteghe-aperte-santa-croce.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3685" title="botteghe-aperte-santa-croce" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/03/botteghe-aperte-santa-croce.jpg" width="500" height="356" /></a></p>
<div>
<p><span style="color: #c0504d;"><strong><span style="font-size: x-large;">Botteghe Aperte<br />
</span></strong><em>Arte e territorio, antichi mestieri, sapori identitari</em></span></p>
<p><span style="color: #c0504d;">CENTRO STORICO DI <strong>SANTA CROCE DEL SANNIO</strong> (BN)<br />
</span><strong><br />
<span style="color: #c0504d;">Domenica 6 marzo 2011</span></strong><br />
<em><span style="color: #c0504d;"> dalle ore 11.00 alle 20.00</span></em></p>
<div><span style="color: #c0504d;">L’iniziativa intende agevolare un legame tra arte e territorio che sia capace di contrastare l&#8217;omologazione culturale grazie alle differenze di cui sono portatori quei centri rurali periferici al modello di sviluppo unico proposto dalle aree metropolitane.</span></div>
<div></div>
<div><span style="color: #c0504d;"><span style="font-size: large;"><strong>Botteghe corte</strong><br />
</span></span><span style="color: #c0504d;"><em>Artigiani e produttori di filiera corta rivitalizzano il centro storico </em><br />
<strong>DALLE ORE 11.00 ALLE 20.00</strong></span></div>
<p><span style="color: #c0504d;"><span style="font-size: large;"><strong>Periferie delle arti. </strong>Mostra di pittura, fotografia e scultura di autori del territorio</span><strong> </strong></span><br />
<span style="color: #c0504d;"><em>per un’arte capace di incidere sul ruolo strategico delle periferie nel XXI secolo<br />
</em><strong>PALAZZO MUNICIPALE – DALLE ORE 11.00 ALLE 20.00</strong></span></p>
<p><span style="color: #c0504d;"><strong>FONDAZIONE GALANTI – ORE 18.00</strong><br />
</span><span style="color: #c0504d;"><strong><span style="font-size: large;">Arte e territorialità<br />
</span></strong>Incontro dibattito su:<br />
</span><strong><span style="color: #c0504d;">- Le arti come opportunità di nuovi equilibri sociali e territoriali<br />
</span></strong><span style="color: #c0504d;"><em>Introduce Fabio Anzovino<br />
</em></span><strong><span style="color: #c0504d;">- PoeCivismo, movimento di fruitori per un’arte capace di cambiamento dal basso, di bene comune<br />
</span></strong><em><span style="color: #c0504d;">Introduce Alessio Masone – Art’Empori<br />
</span></em><span style="color: #c0504d;"><strong>- L’artigianato etico come inclusione sociale e redistribuzione del reddito<br />
</strong><em>Introduce Giorgia Georgopoulos – Emisfero Sud, assoc. per il commercio equo e solidale</em></span></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Art’Ap della mostra di Francesco Da Polis e Giuseppe Verdisco. Sabato 26 febbraio 2011. Caff’Emporio c/o libreria Masone</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2011/02/25/artap-della-mostra-di-francesco-da-polis-e-giuseppe-verdisco-sabato-26-febbraio-2011-caffemporio-co-libreria-masone/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 14:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Art'Ap]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco D'Apolito]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Scultura]]></category>
		<category><![CDATA[franceso d'apolito]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe verdisco]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l’Art’Ap, Aperitivo Artistico, di sabato 26 febbraio 2011, alle ore 12.00, presso il Caff’Emporio, ritrovo dell’arte biodiversa e dell’economia solidale ospitato dalla libreria Masone di Benevento, Art&#8217;Empori inaugura “Da qualche parte, altrove”, mostra che coinvolge le sculture di Francesco Da Polis e le tele di Giuseppe Verdisco, in esposizione fino al 20 marzo 2011.   Nel corso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family:Georgia;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/02/giuseppe-verdisco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3679" title="Giuseppe Verdisco" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/02/giuseppe-verdisco.jpg?w=300" alt="" width="300" height="300" /></a>Con l’Art’Ap, Aperitivo Artistico, di sabato 26 febbraio 2011, alle ore 12.00, presso il Caff’Emporio, ritrovo dell’arte biodiversa e dell’economia solidale ospitato dalla libreria Masone di Benevento, Art&#8217;Empori inaugura <strong>“Da qualche parte, altrove</strong>”, mostra che coinvolge le <strong>sculture di Francesco Da Polis </strong>e le <strong>tele di Giuseppe Verdisco</strong>, </span><span style="font-family:Georgia;">in esposizione fino al 20 marzo 2011. </span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-family:Georgia;">Nel corso dell’Art’Ap, verrà proiettato <strong>“Una giornata qualunque”, un videoclip di Francesco Da Polis </strong>che racconta la solitudine dell’uomo moderno. </span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-family:Georgia;">Francesco Da Polis, artista campano, espone con pseudonimi per sottrarsi all’ossessione di un’arte omologata alla risonanza dell’autore e sempre più dimentica della diversità dei contenuti. </span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-family:Georgia;">Giuseppe Verdisco, artista beneventano, alla continua ricerca di un altrove, si esprime con uno stile metafisico sospeso tra passato e presente.  </span> </div>
<div> </div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><em><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/02/giuseppe-verdisco-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3680" title="Giuseppe Verdisco 2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/02/giuseppe-verdisco-2.jpg?w=298" alt="" width="298" height="300" /></a>Altrove&#8230; quel luogo indefinito tra sogno e realtà&#8230; quel luogo in cui albergano e fluttuano malinconie, timori, desideri ed aspettative&#8230; quel luogo in cui siamo tragicamente veri. </em></span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><em>Altrove è un viaggio introspettivo in cui rivivono i ricordi&#8230; un viaggio attraverso un intreccio di sensazioni e stati d&#8217;animo sbiaditi&#8230; è un rifugio&#8230; una destinazione. </em></span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><em>Altrove è un ritorno al passato per non dimenticarlo&#8230; per afferrare un senso nuovo e diverso di ciò che è stato&#8230; è come seguire una rotta sconosciuta verso un territorio abbandonato&#8230; e ritrovarlo uguale, intatto. Quel territorio abbandonato però rappresenta la genuinità di un&#8217;emozione&#8230; la spontaneità di un sentimento&#8230; la capacità immutata di vivere attimi con rinnovato trasporto&#8230; è l&#8217;inizio di qualcosa di nuovo&#8230; senza perdere le indicazioni del passato&#8230;</em> </span></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Alfredo Granata a Palazzo Paolo V e alla Numen Art &#8211; 21 ottobre &gt; 30 novembre 2010</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/10/24/alfredo-granata-a-palazzo-paolo-v-e-alla-numen-art-21-ottobre-30-novembre-2010/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2010/10/24/alfredo-granata-a-palazzo-paolo-v-e-alla-numen-art-21-ottobre-30-novembre-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 16:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Numen Art Gallery]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Granata]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliana Ippolito]]></category>
		<category><![CDATA[Loredana Barillaro]]></category>
		<category><![CDATA[numen arti contemporanee]]></category>

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		<description><![CDATA[[slideshow] Alfredo Granata &#8211; Expansion of light. Thinking Joachim A cura di Loredana Barillaro Dal 21 ottobre al 30 novembre 2010 - Benevento Palazzo Paolo V  fino al 3 novembre (tutti i giorni, dalle 16.30 alle 20.00) Numen Arti Contemporanee fino al 30 novembre (mar/mer/gio dalle 10.00 alle 13.00 &#8211; ven/sab dalle 17.00 alle 20.00) 338.7503300    [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><strong>[slideshow]<br />
Alfredo Granata &#8211; Expansion of light. Thinking Joachim<br />
</strong><em>A cura di Loredana Barillaro<br />
Dal 21 ottobre al 30 novembre 2010 - </em><em>Benevento</em></div>
<div><em>Palazzo Paolo V  fino al 3 novembre (tutti i giorni, dalle 16.30 alle 20.00)</em></div>
<div><em>Numen Arti Contemporanee fino al 30 novembre (mar/mer/gio dalle 10.00 alle 13.00 &#8211; ven/sab dalle 17.00 alle 20.00) 338.7503300 </em></div>
<div><em> </em></div>
<div style="text-align:justify;">Si tratta di un percorso tracciato secoli fa da Gioacchino da Fiore, il cui gesto e la cui poetica sono stati così forti da lasciare una traccia indelebile e duratura nella cultura europea. Molti segni ci suggeriscono quasi una sorta di rinnovato misticismo, in un perfetto connubio e dualismo fra l’abate e l’artista contemporaneo, Alfredo Granata.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong> </strong></div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Conversazione con Alfredo Granata<br />
</strong><em>di Loredana Barillaro</em></div>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Loredana Barillaro</strong>/ <strong>Dimmi Alfredo, che valore hanno per te le parole del Sephirot?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3422" title="Alfredo Granata artempori1" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>Alfredo Granata</strong>/<em> </em>Prima vorrei parlarti della genesi di questa mostra che parte da un elemento apparentemente banale. Gaspare Turchiaro, medico psichiatra in pensione nonché raffinato intellettuale di  notevole spessore, mi chiese di fare una ricerca sul Sephirot. Nella bibliografia c&#8217;era un rimando ad Umberto Eco e al suo bellissimo e, per certi versi, difficilissimo romanzo “Il pendolo di Foucault” nel quale riscrive la Storia Universale dividendola in dieci capitoli e identificandoli, a loro volta, con le identità del Sephirot o Albero della vita.   Le  dieci Sephirot costituiscono la sintesi  dei più noti e importanti insegnamenti della Cabala Ebraica. Dieci entità profondamente affascinanti e contemporanee. <strong>Corona, Intelligenza, Saggezza, Potere, Amore, Bellezza, Gloria, Eternità, Giustizia </strong>e <strong>Presenza</strong> potrebbero assolvere secondo me ad un compito difficile che è quello di  contribuire a rappresentare, descrivere e riscrivere la realtà che stiamo affannosamente vivendo. Se qualcuno mi chiedesse di descrivere in dieci parole la nostra società non farei altro che citare le entità del Sephirot. Queste “parole”  mi hanno da subito affascinato e rapito costringendomi ad elaborarle artisticamente. Da tempo ero alla ricerca di qualcosa che potesse descrivere in modo etico  il nostro frenetico <em>modus vivendi ed operandi</em>. La conoscenza e lo studio di queste dieci entità mi hanno aperto e introdotto in un mondo affascinante e misterioso aiutandomi a capire la natura e ad apprezzarne con semplicità la ricchezza che, forse, “qualcuno” ci ha donato. Non a caso, come ho già detto, le Sephirot vengono identificate come Albero della vita. Il grande filosofo della scienza e della poesia francese Gaston Bachelard così descriveva l&#8217;albero: “L’immaginazione è un albero. Ha le virtù integratrici di un albero. E’ radici e rami. Vive tra terra e cielo. Vive nella terra e nel vento”. Le Sephirot  hanno aiutato la mia immaginazione a trasformarsi in  albero, ad estendere e unire, con la sua verticalità, il cielo alla terra, il sacro al profano, il visibile all’invisibile, in modo del tutto disincantato.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span id="more-3405"></span>LB</strong>/ <strong>Nel realizzare questi lavori, hai forse immaginato di compiere anche tu una sorta di viaggio spirituale?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3423" title="Alfredo Granata artempori2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori2.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>AG</strong><em>/ </em>Sono nato e cresciuto in un territorio, la Presila cosentina, pregno di spiritualità, da qui è transitato San Francesco da Paola ed è proprio qui, a Celico, che è nato Gioacchino da Fiore.  Due visionari colmi di spiritualità genuina e rivoluzionaria. Gioacchino fu un monaco controcorrente e scomodo che  riuscì nei secoli a procurarsi tante e autorevoli ammirazioni ma, guarda caso, anche tanti nemici e per lo più provenienti dalla sua stessa “santa chiesa”. Papa Benedetto XVI, nella sua recente udienza generale del 10 marzo 2010 interamente dedicata a San Bonaventura da Bagnoregio, ha parlato di Gioacchino da Fiore e del Gioachimismo come origine di un “utopismo spiritualistico ed anarchico” e che grazie ai timonieri della chiesa &#8211;  Paolo VI e Giovanni Paolo II &#8211; questo pensiero innovatore e rivoluzionario non riuscì a prevalere dopo il Concilio Vaticano II.  Non potevo uscire indenne, come artista, da questo “utopismo spiritualistico ed anarchico”, sento Gioacchino da Fiore fortemente vicino, la sua filosofia, la sua esegesi e la sua immensa spiritualità mi hanno spinto a celebrarlo con questa mostra che non ho difficoltà a definire spirituale e per certi versi scomoda. Un tentativo di riunire etica, estetica e spiritualità in un percorso lungo, difficile ma affascinante. Sono felice di definirmi come un sognatore impregnato di quella spiritualità  anarchica, libera e indipendente tipica di Gioacchino da Fiore.<em> </em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>LB/</strong> <strong>Sembra che tu compia una doppia operazione, ti allontani dal passato, da una certa pratica di studio per fondarne un&#8217;altra, più moderna, vitale e immediata la quale però, a sua volta, sembra trovare origine nel Liber Figurarum di Gioacchino.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/afredo-granata-corona.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3424" title="Afredo Granata corona" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/afredo-granata-corona.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>AG/</strong> Nessun artista visivo contemporaneo, fino ad oggi, ha tentato  di contestualizzare, con nuovi linguaggi, la figura e l&#8217;opera di Gioacchino da Fiore. Esistono varie opere che immortalano l&#8217;Abate Cistercense, ma in modo del tutto iconografico. Dal punto di vista moderno molti sono stati, invece, gli artisti  che  hanno preso spunto dai concetti spirituali dettati da opere visivo &#8211; scritturali dell&#8217;abate. Il grande pioniere della pittura moderna, Vassily Kandinsky, si serve dell’albero trinitario di Gioacchino da Fiore per illustrare la propria visione sull’evoluzione spirituale dell’arte. L’arte non consiste di nuove scoperte che cancellano le precedenti, ma di uno sviluppo organico fondato su una precedente saggezza, così come il tronco dell’albero non diventa superfluo per lo spuntare di un nuovo ramo. In occasione di un’esposizione, il grande amico di Kandinsky, Paul Klee, si serve della parabola dell’albero per esprimere il concetto del processo che opera nell’artista: “l’artista si limita, al suo posto nel tronco dell’albero, a raccogliere ciò che emerge dal profondo e a trasmetterlo oltre”. In altre parole Klee vedeva nella creatività umana semplicemente la prosecuzione del processo cosmico. Il Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore rappresenta una grande opera dove parole ed immagini lavorano in perfetta  sinergia trovando un equilibrio estetico ineguagliabile. Una sorta di poesia visiva tramandata da un poeta visionario vissuto oltre ottocento anni fa. Nell&#8217;opera è perfettamente illustrato il complesso ed originale pensiero profetico dell’Abate Florense, basato sulla teologia trinitaria della storia e sulla esegesi concordistica della Bibbia. L’opera ci rimane oggi in tre esemplari ben conservati, il codice di Oxford, il codice di Reggio Emilia e il codice di Dresda. Più antico è il manoscritto di Oxford, prodotto dall’Officina scrittoria di un monastero calabrese, probabilmente l’abbazia di San Giovanni in Fiore, tra il 1200 e il 1230.    I lavori esposti in questa mostra segnano un ritorno alle proprie radici artistiche,  ad una classicità moderna della pittura in cui gestualità, colore e sedimentazioni del tempo  trovano un equilibrio che si ripercuote sulla propria creatività. La progettazione e la costruzione di questa mostra ha rappresentato per me un periodo felice dove Incanto e Disincanto della pittura hanno interagito con le parole Superbia ed Umiltà, altre due entità molto care a Gioacchino<strong><em>.  </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LB/</strong><strong> Già in passato hai riflettuto sulla funzione sociale dell&#8217;artista, alla luce di questa mostra qual è oggi il tuo ruolo? In che tempo e in che dimensione collochi il tuo essere artista?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori31.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3429" title="Alfredo Granata artempori3" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori31.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>AG/<em>  </em></strong>Nella precedente mostra personale dal titolo “Obbedire, credere, combattere, comprendere&#8230;”  era palese il tentativo di  riappropriarmi di quel ruolo sociale e politico  che apparteneva agli artisti e all&#8217;arte tout-court negli anni del secolo appena trascorso e in cui gli sconfinamenti dell&#8217;arte riguardavano tutto, a partire dalla politica, attraverso il teatro e la poesia fino alla musica, al cinema e alle arti visive. Oggi, certamente, non è cambiato il mio modo di concepire l&#8217;arte e chi la produce. Continuo con le mie “sane provocazioni” che in questa mostra diventano, senza tentennamenti o dubbi, “sante”. Potrei definire questi lavori come “preghiere laceranti”  che si levano al cielo, che chiedono, interrogano ed urlano per apprendere  il mistero della vita. Con questa esposizione tento uno spostamento del baricentro, che è anche spaesamento, e da una posizione prettamente materialista e materica passo ad una concezione spirituale ed astratta quasi impalpabile. L&#8217;artista è un piccolo “insetto” con antenne ipersensibili che captano e assorbono gli umori della società in cui vive. Ha un compito importante, quello di trasmettere alle nuove generazioni le attese, le partenze e gli arrivi del nostro contemporaneo.   Sento di essere  un termometro sensibile ai cambiamenti, tento di misurarmi con un territorio che esprime aspirazioni ed ispirazioni represse e che sollecitano una crescita ed una maturità urlata da una moltitudine di giovani. Non mi definisco né periferico né  marginale. Sento profondamente di essermi posizionato al centro del mondo, convinto come sono che non esistono né centri e né periferie, bensì, solo, centri e periferie mentali. </p>
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		<title>Icone di Maria Cristina Piccirillo e di Damaride Luciana Guerra</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 15:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Damaride Luciana Guerra]]></category>
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		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
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		<category><![CDATA[icone]]></category>
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		<description><![CDATA[Icone di Maria Cristina Piccirillo e di Damaride Luciana Guerra. Esposte alla Biblioteca di San Salvatore Telesino a cura degli &#8220;Amici della Biblioteca di San Salvatore Telesino&#8221;. Con introduzione di Alfonso Caccese, docente di Iconografia bizantina. http://www.amicidellabiblioteca.com/]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/icona-piccirillo-guerra51.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2862" title="icona piccirillo guerra5" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/icona-piccirillo-guerra51.jpg" alt="" width="283" height="330" /></a>Icone di Maria Cristina Piccirillo e di Damaride Luciana Guerra.</p>
<p>Esposte alla Biblioteca di San Salvatore Telesino a cura degli &#8220;Amici della Biblioteca di San Salvatore Telesino&#8221;.</p>
<p>Con introduzione di Alfonso Caccese, docente di Iconografia bizantina.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/mariacristina-piccirillo-icona.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2854" title="mariacristina piccirillo icona" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/mariacristina-piccirillo-icona.jpg" alt="" width="400" height="485" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/icona-piccirillo-guerra1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2856" title="icona piccirillo guerra1" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/icona-piccirillo-guerra1.jpg" alt="" width="381" height="575" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/icona-piccirillo-guerra2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2857" title="icona piccirillo guerra2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/icona-piccirillo-guerra2.jpg" alt="" width="400" height="554" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/icona-piccirillo-guerra4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2858" title="icona piccirillo guerra4" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/icona-piccirillo-guerra4.jpg" alt="" width="400" height="498" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.amicidellabiblioteca.com/">http://www.amicidellabiblioteca.com/</a></p>
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		<title>“è_cri_t” &#8211; la parola scritta nella personale di Luigi Auriemma. Galleria Magazzini Pescatore BN.</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 08:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[galleria magazzini pescatore]]></category>
		<category><![CDATA[luigi auriemma]]></category>
		<category><![CDATA[parola scritta]]></category>

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		<description><![CDATA[venerdì 28 maggio 2010 alle ore 18.00, presso la galleria magazzini pescatore artecontemporanea, in via s. pasquale 36, benevento, sarà inaugurata   “è_cri_t” personale di luigi auriemma curata da mimmo parente e guglielmo pescatore. Sei lavori collocati sulle pareti e nel grande spazio asettico della galleria, creano un senso di sospensione e rarefazione. La parola scritta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>venerdì 28 maggio 2010 alle ore 18.00, presso la galleria magazzini pescatore artecontemporanea, in via s. pasquale 36, benevento, sarà inaugurata </p>
<p> <strong><em>“è_cri_t”</em></strong></p>
<p>personale di luigi auriemma curata da mimmo parente e guglielmo pescatore.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/05/e-cri-t-gall-pescatore.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2798" title="e-cri-t-gall-pescatore" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/05/e-cri-t-gall-pescatore.jpg" alt="" width="283" height="212" /></a>Sei lavori collocati sulle pareti e nel grande spazio asettico della galleria, creano un senso di sospensione e rarefazione.</p>
<p>La parola scritta è l&#8217;elemento di costruzione delle opere.</p>
<p>Parole tratte da testi di poesia o da brani di prosa che hanno per tema la morte.</p>
<p>Scrittura che, come nel titolo (è_cri_t = scritto, cri = grido), porta al suo interno il grido ed il dolore.</p>
<p>Scrittura che si raffigura desfigurandosi, interrompendosi, cancellandosi, scrittura frammentaria, singhiozzo letterario, parole non pensate, sottratte, rubate, decontestualizzate e ri-contestualizzate, parole come oggetti, scrittura al di fuori del linguaggio, immagini di sospensione, di frantumazione e lacerazione del corpo, attesa che si risolve nell&#8217;alternarsi continuo tra inizio e fine, tra nascita e morte&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>luigi auriemma è nato a napoli dove vive e lavora.</p>
<p>La mostra resterà aperta fino al 31 luglio 2010 dal lunedì al venerdì, dalle ore 10,00  alle 13,00 e dalle 17,00 alle 19,30.</p>
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