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	<title>Art&#039;Empori &#187; Riflessioni</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>So-stare a Bucciano</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 22:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna. I volontari ci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-18057 alignleft" alt="IMG_1351 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna.</p>
<p>I volontari ci hanno accolto all’ingresso del paese, quel bivio che solitamente ho attraversato con distrazione, senza soffermarmi ad osservare la specificità del luogo. Un posto che dopo quest’esperienza è diventato una narrazione fatta di sentieri, persone, sorrisi, racconti, esperienze, storia intrisa di valorizzazione del territorio, di segni che raccontano di Medio Evo e Longobardi, di natura e vivacità.<br />
Un territorio fatto di persone e relazioni, di piccoli eroi che quotidianamente scelgono di non abbandonare il proprio paese ma di promuoverlo attraverso escursioni, teatro, giochi, eventi culturali e tutto quanto è possibile fare per migliorare le possibilità di fruizione dei quei posti speciali che il tempo ha conservato nella boscaglia della montagna.</p>
<p>Così ho conosciuto Giuseppe un pastore che percorre i sentieri del Taburno tutti i giorni con i suoi animali. Sicuro e orgoglioso della sua esperienza si incamminava tranquillo manco avesse un tom tom incorporato. <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18055" alt="IMG_1314" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314-200x300.jpg" width="180" height="270" /></a></p>
<p>Giuseppe sembra il re della montagna, padrone degli spazi e del tempo, sapeva dirmi l’ora senza guardare l’orologio. Osservare questa persona immersa nella natura mi ha fatto pensare a quante competenze l’uomo ha rinunciato per delegarle alle macchine, a quanto si stia impoverendo affidando le proprie capacità al cosiddetto “progresso”.</p>
<p>A pensarci bene ho conosciuto diversi Giuseppe, ciascuno con una storia speciale fatta di amore e dedizione per il proprio territorio, piccoli partigiani di beni relazionali, custodi di frutti antichi, pionieri di sapere condiviso, assetati di bellezza.<br />
Con loro e con tanti altri ancora ci siamo messi in cammino, siamo andati in cerca delle testimonianze impresse nella storia vissuta da quei luoghi, tra le foglie dei boschi quando la montagna era l’unico sostentamento per la popolazione locale.</p>
<p>Un cammino semplice ma pur sempre ricco di quel movimento che ti libera dal futile e ti accompagna all’essenziale.<br />
Nella boscaglia si apre una suggestiva cavità naturale, un luogo di culto forse risalente al primo cristianesimo. Ancora arredata di iconografie sacre ( San Simeone e S. Michele Arcangelo, ecc. ) dipinte direttamente sulle pareti, alcune delle quali chiaramente risalenti al periodo Longobardo.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18060" alt="IMG_1323" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a><br />
Fa uno strano effetto incontrare tanta bellezza nel bel mezzo di un bosco, una grotta che si offre al pubblico senza protezione specifica, che quotidianamente sembra essere il rifugio preferito di ovini e caprini.<br />
Esplorare un nuovo percorso è un processo tra il dentro ed il fuori, tra il sé e l’altro, tra una via ed un bosco, tra un sentiero impervio ed un Cristo che ti accoglie nel bel mezzo di un monte così come una grotta, in cui i fedeli un tempo ed i soldati in guerra poi, si rifugiavano per ripararsi dalle intemperie della vita o per pregare.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1.jpg"><img class="alignright  wp-image-18058" alt="IMG_1384 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a></p>
<p>Il nostro cammino ha trovato riposo nel santuario eretto sulla cima della collinetta testimone di miracoli, di feudatari, di vita religiosa e laica, di tempi e spazi di condivisione.<br />
Oggi ho incontrato una comunità resiliente che non si addormenta al sole facendosi cullare da una disperata rassegnazione ma che cerca di fare cultura accrescendo la consapevolezza dell’importanza di un piccolo paesino, la sua storia e le sue risorse, trasformandolo in un luogo magico se si ci offre l’opportunità di poterci so-stare.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18059" alt="IMG_1427" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>L’Educazione Visiva per prevenire e curare i disturbi della vista.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 09:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D&#8217;Antonio] Il 14 giugno per puro caso mi sono trovata al Festival dell’Oriente che si è tenuto alla fiera di Bologna e altrettanto per casualità sono stata ad ascoltare un seminario tenuto da Piva Arianna su un metodo di rieducazione visiva. . Arianna ha semplicemente raccontato la sua storia di bambina a cui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/Occhi_012.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16712" alt="Occhi_012" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/Occhi_012.jpg" width="368" height="277" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/carmela-dantonio-autori-di-artempori/" target="_blank">Carmela D&#8217;Antonio</a>] Il 14 giugno per puro caso mi sono trovata al Festival dell’Oriente che si è tenuto alla fiera di Bologna e altrettanto per casualità sono stata ad ascoltare un seminario tenuto da Piva Arianna su un metodo di rieducazione visiva.<br />
.<br />
Arianna ha semplicemente raccontato la sua storia di bambina a cui viene riscontrata la Miopia, cioè un difetto della vista che non permette di vedere la lontano. Purtroppo con la crescita, la miopia di Arianna aumenta sempre di più, fino ad arrivare durante i suoi 24 anni ad una diagnosi di eventuale cecità dovuta non solo all’aggravarsi della miopia ma anche ad un conseguente distacco della retina. Preoccupata, timorosa, ma decisa a non arrendersi, comincia a cercare su internet qualcosa di alternativo che potesse darle comunque qualche speranza.<br />
Così si è imbattuta in un libro di De Angelis dal titolo “Come sono guarito dalla miopia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le si apre un modo, comincia a consapevolizzare le cattive abitudini a cui la vita moderna sottopone la vista e comprende quanto l’adattamento a stili di vita poco naturali, le luci artificiali, gli ambienti chiusi e quindi poco consoni all’uomo stanno creando nuovi adattamenti nella specie, impigrendo alcune potenzialità dei nostri occhi.<br />
Comincia ad occuparsi di igiene visiva, la pratica ogni giorno nella sua vita, inizia a fare dei semplici esercizi per rieducare i suoi occhi ad uno sguardo sano ed il più possibile naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Associa a tutto questo consigli di altri esperti e ne costituisce una sorta di metodo, che ha chiamato Power Vision System, un metodo fatto di un approccio naturale ed olistico, che le ha permesso in alcuni anni di recuperare ben quattro diottrie.<br />
Arianna ha voluto condividere la sua esperienza in un sito, in cui spiega il metodo che lei ha adottato, gli esercizi, e i vari training oltre che a norme di igiene visiva e tanto altro. Si è specializzata in questo settore e ne è diventata promotrice infatti nel suo sito sono spiegati in modo preciso anche attraverso video tutorial gli esercizi che chiunque potrebbe fare.<br />
Il sito lo trovate all’indirizzo <a href="www.miglioralatuavista.it" target="_blank">www.miglioralatuavista.it</a><br />
Ho voluto condividere tutto questo con voi, perché credo sia necessario fare informazione producendo un cambiamento dal basso che ha del magnifico quando ci permette di educare, di prevenire e di curarci.</p>
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		<title>Carlo Lizzani, caro maestro&#8230; &#8211; Il saluto dell&#8217;allievo Andrea D&#8217;Ambrosio</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Oct 2013 21:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro maestro, ho saputo poco fa della tua morte, tragica e dolorosa. Per me, tuo allievo e amico, è un dolore immenso. Non posso crederci, tu che hai vissuto la guerra e il dopoguerra, tu che hai vissuto l&#8217;epoca gloriosa della Resistenza, tu che sei il pioniere del cinema italiano e del Neorealismo non ci sei più. Un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/carlo_lizzani.jpg"><img class="alignleft  wp-image-8479" alt="carlo_lizzani" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/carlo_lizzani.jpg?w=300" width="270" height="174" /></a>Caro maestro, ho saputo poco fa della tua morte, tragica e dolorosa.<br />
Per me, tuo allievo e amico, è un dolore immenso. Non posso crederci, tu che hai vissuto la guerra e il dopoguerra, tu che hai vissuto l&#8217;epoca gloriosa della Resistenza, tu che sei il pioniere del cinema italiano e del Neorealismo non ci sei più.</p>
<p>Un galantuomo, una persona per bene. Bellissime le tue lezioni di cinema, sarei stato ore ad ascoltare le tue storie, i tuoi incontri, la tua vita. Tutto questo non ci sarà più. Eri il primo a cui facevo vedere i miei lavori. Quando girai Biutiful Cauntri, mi dicesti che avrebbe avuto molto successo e ti ricordava i documentari del dopo guerra, della ricostruzione. Eri sempre disponibile ad aiutare, ad ascoltare a capire. Per me tu e peppe de Santis siete stati la mia luce, la mia strada e quel poco che so fare lo devo a te. Anche questo gesto estremo mostra la tua grande libertà e la tua coerenza. Forse perché questo mondo non lo capivi più, non lo so, ma ti ho voluto bene.</p>
<p>Addio Carlo.</p>
<p>Andrea D&#8217;Ambrosio</p>
<p><em>Andrea D&#8217;Ambrosio, salernitano, allievo di Lizzani e regista di documentari ambientalisti, è spesso ospite di Benevento, come quando, con la Rete Arcobaleno e la libreria Masone, ha presentato </em><em>alcuni suoi lavori: nel 2007, &#8220;Il guerriero e la casalinga: la lotta contro la privatizzazione dell&#8217;acqua a Napoli&#8221;, nel 2008, &#8220;Biùtiful Cauntri&#8221; e, nel 2010, &#8220;Di mestiere faccio il paesologo&#8221;.</em></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Lizzani" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Lizzani</a></p>
<p><a href="http://www.cinemaitaliano.info/pers/002591/andrea-d-ambrosio.html" target="_blank">http://www.cinemaitaliano.info/pers/002591/andrea-d-ambrosio.html</a></p>
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		<title>Follia? Vita di Vincent Van Gogh secondo Giordano Bruno Guerri</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2013 14:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Le visite ad Arles e a Saint Remy m&#8217;hanno fatto appassionare a Van Gogh. Vidi un suo quadro, I mietitori di grano, al Museo D&#8217;Orsay, a Parigi, moltissimi anni fa. Nulla di ciò che era esposto lì era paragonabile a quel piccolo dipinto, che attrasse subito il mio sguardo. Poi, Van Gogh, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/follia.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-8463" alt="follia-" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/follia.jpeg" width="187" height="269" /></a>[di Tullia Bartolini] Le visite ad Arles e a Saint Remy m&#8217;hanno fatto appassionare a Van Gogh. Vidi un suo quadro, I mietitori di grano, al Museo D&#8217;Orsay, a Parigi, moltissimi anni fa. Nulla di ciò che era esposto lì era paragonabile a quel piccolo dipinto, che attrasse subito il mio sguardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, Van Gogh, l&#8217;ho incontrato di nuovo ad Amsterdam, al Rijksmuseum. Ma lui non amava affatto l&#8217;Olanda e quelle sale, piene del suo genio, mi confusero: poi, solo dopo, ho capito perché. Van Gogh va preso a piccole dosi. I suoi colori, la luce accecante dei suoi quadri, fanno male. In realtà, ferisce il suo sguardo. (L&#8217;espressionismo, di cui fu un anticipatore, fu in questo guardare al mondo senza patetico, per poi restituircelo intero, con l&#8217;unica mediazione della sua sensibilità).</p>
<p style="text-align: justify;">Ho avuto la fortuna di leggere Follia?, di Giordano Bruno Guerri. Consiglio a tutti questo bellissimo libro, che si fa leggere e appassiona. Guerri ama Van Gogh e ce lo fa vedere in tutta la tensione creativa che lo avvolse e che permeò il suo destino. Soprattutto, sa restituirci il suo dolore, la sua incompresa genialità, la sua assoluta solitudine, attraverso pagine sentite e raffronti come quello con La nausea di Sartre.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/v-g.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-8461" alt="van gogh" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/v-g.jpeg" width="249" height="202" /></a>Van Gogh dovette scegliere, come spesso accade alle persone dotate e sensibili, tra la genialità e le mediazioni di una vita mediocre. La sua vocazione fu, in realtà, tensione verso l&#8217;assoluto, percezione intensa delle cose, consapevolezza del destino dell&#8217;uomo. Non riuscì, come altri &#8211; e penso a Cezanne &#8211; a trovare una terza via, una strada possibile, un uso del mondo. A trentasette anni, quando gli sembrò di aver tentato tutte le strade, si sparò un colpo di pistola nella pancia, dopo essersi sdraiato in una fossa di letame. Morirà due giorni dopo, tra atroci dolori, solo come aveva vissuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #666666; font-family: 'Trebuchet MS', Trebuchet, Verdana, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; line-height: 18px;"> </span></p>
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		<title>Tempi duri per investire nel ciclismo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2013 06:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[.Antologia artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[peppe de rienzo]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] I camionisti, intrappolati nelle ansie del lavoro, investono gli automobilisti che, spensierati, con l&#8217;automobile alla moda usano comodamente le strade. Gli automobilisti, intrappolati negli adempimenti quotidiani, investono i ciclisti sportivi che, spensierati, hanno il tempo di usare le strade per diletto. I ciclisti sportivi, intrappolati nel loro piacere, investono i cani che, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p id="yiv5486052877yui_3_7_2_42_1378641354789_39">[di Alessio Masone]</p>
<h4>I camionisti, intrappolati nelle ansie del lavoro, investono gli automobilisti che, spensierati, con l&#8217;automobile alla moda usano comodamente le strade.</h4>
<h4 id="yiv5486052877yui_3_7_2_42_1378641354789_39">Gli automobilisti, intrappolati negli adempimenti quotidiani, investono i ciclisti sportivi che, spensierati, hanno il tempo di usare le strade per diletto.</h4>
<h4 id="yiv5486052877yui_3_7_2_42_1378641354789_39">I ciclisti sportivi, intrappolati nel loro piacere, investono i cani che, spensierati, usano le strade trasversalmente.</h4>
<h4 id="yiv5486052877yui_3_7_2_42_1378641354789_39">I cani non investono in niente per essere spensierati.</h4>
<h4 id="yiv5486052877yui_3_7_2_42_1378641354789_39">&#8212;</h4>
<h4 id="yiv5486052877yui_3_7_2_42_1378641354789_39"><em>Ode a Peppe De Rienzo caduto dalla bicicletta per investire un cane</em></h4>
<p>(una riflessione sull&#8217;interconnessione tra i vari ruoli che assumiamo in relazione alle strade e alla mobilità)</p>
]]></content:encoded>
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