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	<title>Art&#039;Empori &#187; Teatro</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>La fatica di essere &#8220;Una donna del Sud&#8221; nel monologo di Pierluigi Tortora</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 22:43:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[di Antonio Di Chiara] Emozionante! È la prima parola che mi viene in mente ripensando allo spettacolo andato in scena, il 23 luglio 2014, presso Palazzo Fusco-Rossi, per “I concerti della Bottega”. Emozioni forti come quelle che solo certe Donne sanno suscitare. Donne che hanno vissuto gli stenti, la guerra, le gioie ed i dolori; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/07/pierluigi-tortora-donna-sud-quartaparetepress.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13424" alt="pierluigi-tortora-donna sud quartaparetepress" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/07/pierluigi-tortora-donna-sud-quartaparetepress-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/antonio-di-chiara-autori-di-artempori/">Antonio Di Chiara</a>] Emozionante! È la prima parola che mi viene in mente ripensando allo spettacolo andato in scena, il 23 luglio 2014, presso Palazzo Fusco-Rossi, per “I concerti della Bottega”. Emozioni forti come quelle che solo certe Donne sanno suscitare. Donne che hanno vissuto gli stenti, la guerra, le gioie ed i dolori; donne che hanno saputo accontentarsi di quello che avevano e di tenerselo stretto a sé; donne che hanno saputo affrontare le difficoltà con la dignità che, forse, solo le donne di altri tempi avevano; donne che hanno saputo ridere e far ridere. Ecco: Giuseppina è una di queste donne con una particolarità: è una donna del Sud, forte ma anche tenera, moglie devota e madre affettuosa, una donna che appartiene alla sua terra… la terra del Sud!</p>
<p style="text-align: justify;">Caldamente consigliatomi da un amico, a scatola chiusa, senza dirmi il perché sarebbe stato bello assistere a questo monologo, sono andato all’appuntamento quasi timoroso. Quando si parla di monologo teatrale non sai mai cosa ti aspetta! Ed invece…</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà perché lo spettacolo diretto ed interpretato da Pierluigi Tortora racconta una storia comune, la storia di Giuseppina, detta Peppenella perché bellella e peccerella, che è la nonna dell’attore ma potrebbe essere la nonna di tanti di noi; sarà perché Giuseppina suscita ilarità nello spettatore quando racconta di come, un giorno, seguito suo marito Valentino mentre andava dall’amante, affronta la stessa a muso duro (“Zucculò! Caccia a maritimo a via ‘e fore! Maritimo è ‘o mio, sinnò ve votto abbascio a tutt’e due”! Ato che pasta ‘e fasule!!!); sarà perché Giuseppina provoca profonda commozione in tutti quando racconta di come, nel 1946, “erano tiempi brutti assai”, perse il primo figlio, Tullio, dilaniato da una bomba post bellica mentre giocava! La messa in scena dello strazio di Giuseppina alla vista del corpo dilaniato del figlio ed il silenzio che segue, per alcuni attimi, non può indurre lo spettatore a non riflettere sulla guerra e sulle conseguenze che essa provoca, ancora oggi, proprio sui bambini che giocano…</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà perché Giuseppina è una donna forte che, da sola, va in treno a Palermo a trovare la figlia ed i nipoti ma è anche una donna saggia perché si rende conto che, ad una certa età, non può più prendere il treno per Palermo perché l’ultima volta “Me scurdai ‘e scenne a Palermo e arrivai a nù paese che se chiama comme ‘o liquore: Marsala!”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà perché Tortora, in questo monologo, vestendo i panni della nonna Giuseppina, e raccontando le numerose storie della sua famiglia, le storie della sua vita quasi centenaria, ha messo in scena una cronaca dal passato mentre tutto intorno il mondo cambia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà per tutto questo e per tanto altro che, alla fine, quando gli applausi attribuivano il giusto tributo all’attore in scena, mi sono detto &#8220;Peccato che sia già finito&#8221;.</p>
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		<title>Per dare corpo alle idee. Viaggio nella controcultura, da Stanislavskij a Duncan, da Steiner a Gurdjieff</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 09:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 28 settembre 2013, alle ore 19.00, la libreria Masone di Benevento ospiterà il workshop “Per dare corpo alle idee. Per dare corpo al mondo”. Prodotto in occasione del 150° anniversario della nascita dell’attore, regista e pedagogo teatrale russo Kostantin S. Stanislavskij, è un viaggio, per parole e immagini, tra recitazione, danza, architettura, costume, politica, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/09/stanislavskij.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8420" alt="Stanislavskij" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/09/stanislavskij.jpg?w=300" width="300" height="130" /></a>Sabato 28 settembre 2013</b>, alle ore 19.00, la libreria Masone di Benevento ospiterà il workshop “Per dare corpo alle idee. Per dare corpo al mondo”. Prodotto in occasione del 150° anniversario della nascita dell’attore, regista e pedagogo teatrale russo Kostantin S. Stanislavskij, è un viaggio, per parole e immagini, tra recitazione, danza, architettura, costume, politica, psicologia, pedagogia, controcultura (da Stanislavskij a Duncan, da Steiner a Gurdjieff), nel comune intento di ripensare il corpo umano, la società ed il rapporto con l’esistente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro sarà tenuto da Paolo Verlengia, studioso dei linguaggi performativi, già collaboratore presso la cattedra di “Storia del Teatro e dello Spettacolo” di Pescara, autore di diversi saggi e regie teatrali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il workshop si propone di collocare la figura e l’opera di Stanislavskij fuori dai tecnicismi e dalla rigidità settoriale del teatro, lasciando emergere invece le connessioni esistenti con le proposte provenienti su vari piani dagli ambienti delle avanguardie storiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/09/per-dare-corpo-al-mondo-28-09-13.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8418" alt="Per-dare-corpo-al-mondo-28-09-13" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/09/per-dare-corpo-al-mondo-28-09-13.jpg" width="470" height="673" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro si rivolge alla cittadinanza più vasta, in primo luogo per il fatto che l’argomento teatrale verrà intrecciato in un sistema di rimandi pertinenti con un ventaglio amplissimo di ambiti disciplinari (danza, architettura, sociologia, pedagogia, psicologia, politica, filosofia, teosofia, controcultura); in secondo luogo, trattandosi di un’operazione completamente autoprodotta, si rivolge a tutte le associazioni culturali, di volontariato ed a tutti i cittadini liberi come testimonianza di “resistenza attiva” in un momento di crisi economica e culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul piano tematico, l’incontro ripercorrerà i tratti imprescindibili del profilo di Stanislavskij, ma eviterà volutamente la ricostruzione monografica, tentando al contrario di ricreare il panorama artistico e culturale del periodo vissuto dal maestro russo (autore dell’omonimo Metodo, che funge da base per la recitazione moderna, dai palcoscenici europei agli <i>studios</i> di Hollywood).</p>
<p style="text-align: justify;">L’aspetto dinamico dell’incontro verrà valorizzato tramite l’utilizzo di numerosissime immagini, che faranno da riferimento lungo un percorso appassionante, in cui prenderanno vita le storie sorprendenti di personaggi imperdibili quali Isadora Duncan, Rudolf Steiner, Georges Gourdjieff, Carl G. Jung, tutti accomunati “in controluce” a Stanislavskij nella schiusura di una nuova era in cui il corpo umano -liberato dai tabù secolari e riscoperto quale strumento di comunicazione- si rivela nella sua funzione di chiave primaria per un contatto finalmente armonico e completo con la natura.</p>
<p style="text-align: justify;">L’evento verrà a completarsi nella giornata di <b>domenica 29 settembre</b> con la performance <i>MIR (Manifesto d’Intima Resistenza)</i> proposta dallo stesso Paolo Verlengia ed ospitata presso lo Spazio Culturale “Magnifico Visbaal”, in via Cupa Ponticelli 16-18 a Benevento. La performance –strutturata come “sessione teatrale da camera”- viene presentata in anteprima in quella che sarà la giornata di inaugurazione e presentazione del Magnifico Visbaal, relativamente ai corsi ed alle attività che caratterizzeranno la stagione 2013-2014. La serata sarà allietata da un rinfresco d’apertura, a partire dalle ore 18.</p>
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		<title>LEO BASSI, UN CLOWN PERICOLOSO CONTRO LA CRISI</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2013 09:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Articolo di Graziano Graziani per &#8220;I quaderni del Teatro di Roma&#8221; maggio 2013 Nel suo ultimo spettacolo Leo Bassi attacca il neoliberismo e la finanza colpevoli di aver scatenato la crisi odierna che sta uccidendo la classe media e la sua cultura. E assegna al teatro il compito di sognare una nuova “Utopia” “Il buffone più pericoloso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo di Graziano Graziani per <a href="http://www.teatrodiroma.net/quaderni" target="_blank">&#8220;I quaderni del Teatro di Roma&#8221;</a> maggio 2013</p>
<p>Nel suo ultimo spettacolo Leo Bassi attacca il neoliberismo e la finanza colpevoli di aver scatenato la crisi odierna che sta uccidendo la classe media e la sua cultura. E assegna al teatro il compito di sognare una nuova “Utopia”</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/06/leo-bassi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7343" alt="leo bassi" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/06/leo-bassi.jpg?w=211" width="211" height="300" /></a>“Il buffone più pericoloso di Spagna”: così anni fa è stato definito Leo Bassi. Ma forse oggi lo è dell’intera Europa. I poteri forti sono da sempre il bersaglio preferito dei suoi spettacoli corrosivi e “scorretti”. Per questo è naturale che nel suo ultimo lavoro Bassi se la prenda con la deriva economicista che sta spazzando via il pensiero umanista. Ma “Utopia” – che quest’anno ha fatto più volte tappa in Italia – è anche un inno al teatro e al suo potere di rigenerazione della società. E Leo Bassi ci ha raccontato perché.</p>
<p><strong>In “Utopia” parli del rapporto tra teatro e utopia. Di che rapporto si tratta?</strong></p>
<p>Il teatro è cambiato radicalmente negli ultimi cento anni. Per certi versi ha perso molto potere, ma ha anche acquisito nuove prerogative. Quello che ha perso è la sua centralità: prima il teatro era il luogo deputato alla “narrazione” di una società, non c’erano né cinema né televisione. Oggi il rapporto si è ribaltato, per questo assistiamo a spettacoli in cui, ad esempio, si porta a teatro l’attore televisivo. Il senso di una simile operazione è che il “personaggio famoso” è a pochi passi da te, lo vedi “dal vivo”: questo crea un evento. Oggi una grande fetta di pubblico va a teatro solo per vedere operazioni simili, per partecipare all’evento. Ma è una cosa da stupidi. Perché? Perché il teatro deve essere il luogo dell’utopia. Questo era il senso della sua centralità come luogo in cui una società di narra, si comprende e può così immaginarsi diversa, migliore.</p>
<p>La crisi economica sta accelerando l’aggressione al sistema di sovvenzionamento pubblico alla cultura, che si sta sgretolando. Questo marginalizza ancora di più il teatro ma, allo stesso tempo, si stanno sgretolando anche le abitudini del “teatro borghese”. Ad esempio il sistema degli abbonamenti, che va in crisi. Tutto ciò sta obbligando gli artisti a inventare nuovi modi di fare teatro. Faccio un esempio. In Spagna una delle esperienze più significative di questa stagione è stata la trasformazione, da parte di un gruppo di argentini, di un appartamento in luogo alternativo per il teatro. Un luogo totalmente abusivo, senza alcuna licenza, in cui si offrono storie di vita casalinga, storie intense, a gruppi di cinquanta spettatori seduti un po’ dove capita. Negli ultimi mesi a Madrid si è parlato molto più di questo teatro che di tutti gli altri luoghi della città.</p>
<p>Quando non ci sono più soldi chi rimane nella professione è pazzo? Visionario? Di certo chi continua non lo fa per un interesse economico.</p>
<p><strong>Ma cos’è la crisi per Leo Bassi?</strong></p>
<p>È la fine della classe media europea. Le grandi battaglie del XIX secolo e le successive battaglie socialiste, le cui radici affondano nella Rivoluzione Francese e nell’Illuminismo, avevano rappresentato il tentativo di creare una classe intermedia tra aristocrazia e Chiesa da una parte e contadini e servi dall’altra. Questa classe media era istruita, portatrice di un’idea di cultura, dell’orgoglio di non essere e di non voler essere schiava delle classi più ricche. Oggi ci troviamo di fronte alla lotta tra la classe media e la classe più potente, che vuole trasformare di nuovo la prima in servitù. In crisi, oggi, c’è proprio quel mondo intermedio dove nasce l’arte, dove nasce lo spirito rivoluzionario e di libertà. Tutta la logica del sostegno pubblico a favore delle arti, in questi ultimi decenni, può essere vista come uno sforzo disperato di conservare questo spazio intermedio, prendendo soldi ai ricchi. Oggi questo sforzo appare agli occhi di molti “ingiustificato”. È una grande sconfitta della sinistra, che di fondo era “classe media”. L’idea che la sinistra rappresentasse gli operai era un’illusione: casomai rappresentava gli operai istruiti che tentavano di emanciparsi per aprire nuovi spazi di democrazia. Ma tutto questo ormai non esiste più.</p>
<p><strong>Come si traduce tutto questo in campo artistico?</strong></p>
<p>Per me il paradigma sono i musical di Broadway. Lì, nel tempio del teatro americano, le grandi compagnie di produzione si sono impossessate di tutti i teatri: il risultato è che produzioni come “La Bella e la Bestia” o “Il Re Leone” vengono viste come grandi opere artistiche, quando qualsiasi persona vagamente istruita – della classe media, appunto – è in grado di rendersi conto che si tratta di storie per bambini, di cartoni animati trasferiti sul palcoscenico. Certo, sono operazioni “popolari” che hanno un loro pubblico. Ma qual è il criterio che assegna a prodotti simili l’etichetta di operazioni “culturali”? La classe media un criterio di discernimento ce l’aveva. Ma questa classe ormai non ha più potere e anche la sua cultura non è più rispettata.</p>
<p>Quello che resta è questa nuova narrazione dove i “classici” sono i classici Disney, gestiti dai banchieri della Disney, i quali seguono modelli di produzione molto cinici: creano prodotti che vengono visti e godute senza alcun criterio. Il pubblico di questi spettacoli è un pubblico senza orgoglio, asservito, un pubblico di pecore. Questa gente è la negazione di tutte le lotte che negli ultimi tre secoli avevano tentato di affermare una classe libera, indipendente, critica e intelligente. Una classe che aveva messo la propria narrazione nella Storia, affinché la Storia fosse letta come un percorso verso l’eliminazione dei privilegi dei ceti aristocratici e religiosi, un percorso verso l’uguaglianza. Oggi i banchieri sono riusciti a far cambiare questa idea, a cancellare quella narrazione e ad affermare che l’orizzonte culturale coincide con lo stile di vita di chi detiene il potere. La crisi è quindi una materializzazione della fine della classe media, dei suoi divertimenti, del suo mondo intellettuale. Presto non ci saranno persone in grado di stabilire cosa sia la cultura.</p>
<p><strong>E allora qual è oggi il compito dell’artista?</strong></p>
<p>Per me oggi il mio lavoro, come quello di tanta altra gente, serve a contrastare questa deriva. A provarci. Preso in questa accezione, il lavoro dei teatranti è molto vicino ad esempio a quello di gruppi di hacker come Anonymous, informatici che non vogliono piegarsi allo strapotere dei banchieri. Abbiamo possibilità di vincere? Se l’unità di misura temporale sono i secoli, sono molto ottimista. Ma parlando del prossimo futuro, vedo le cose sempre più difficili.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Articolo originale &#8220;Un clown contro la crisi, conversazione con Leo Bassi&#8221; di Graziano Graziani</p>
<p><a href="http://www.teatrodiroma.net/quaderni">http://www.teatrodiroma.net/quaderni</a></p>
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		<title>Qualche spettacolo del Fringe Festival di Stoccolma</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Sep 2012 07:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
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		<category><![CDATA[Stefania Iannella]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra gli spettacoli a cui ho assistito al Fringe festival di Stoccolma, Stoff, festival tra l’altro certificato eco sostenibile dall’organizzazione Keep Sweden Tidy, posso accennare  innanzitutto a L’eremita contemporaneo, della compagnia bolognese  Instabili vaganti. L’attore, Nicola Pianzola, che si è occupato in precedenza di progetti teatrali con attori diversamente abili, ritorna in scena con un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli spettacoli a cui ho assistito al <a title="http://stockholmfringe.com/program.html" href="http://stockholmfringe.com/program.html" target="_blank"><strong><em>Fringe festival di Stoccolma</em></strong></a><em>, </em><a title="http://stockholmfringe.com/artistslideshow.html" href="http://stockholmfringe.com/artistslideshow.html" target="_blank">Stoff</a>, festival tra l’altro certificato <strong>eco sostenibile</strong> dall’organizzazione <a title="http://www.keepswedentidy.org/sa/site.asp?site=977" href="http://www.keepswedentidy.org/sa/site.asp?site=977" target="_blank"><em>Keep Sweden Tidy</em></a>, posso accennare  innanzitutto a <a title="http://www.instabilivaganti.com/spettacoli1.php?sp=11" href="http://www.instabilivaganti.com/spettacoli1.php?sp=11" target="_blank"><strong><em>L’eremita contemporaneo</em></strong></a>, della compagnia bolognese  <em>Instabili vaganti</em>.<br />
L’attore, Nicola Pianzola, che si è occupato in precedenza di <a title="http://www.accaparlante.it/autori/nicola-pianzola" href="http://www.accaparlante.it/autori/nicola-pianzola" target="_blank">progetti teatrali con attori diversamente abili</a>, ritorna in scena con un progetto altrettanto importante. <em>L’eremita contemporaneo</em> denuncia l’alienazione dell’operaio torturato e usurato senza pietà dal ritmo di produzione, ma ricorda anche gli operai morti sul lavoro. In quest’ultimo caso è l’Ilva di Taranto la principale assassina.<br />
La sceneggiatura si basa particolarmente su dei testi della moglie di un operaio morto all’Ilva e su quelli di altri operai, alcuni dei quali definiti dei veri e propri “poeti operai”, come <a title="http://youtu.be/SAy2n3rruCU" href="http://youtu.be/SAy2n3rruCU" target="_blank">Luigi di Ruscio</a> (Fermo, 1930 – Oslo, 2011).<br />
La brutalizzazione è talmente totalizzante da rientrare perfino nell’unico momento di “pace” che dovrebbe essere assicurato ad ogni individuo: il sonno.<a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/leremita-contemporaneo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5754" title="L'eremita contemporaneo" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/leremita-contemporaneo1.jpg?w=300" width="300" height="199" /></a><br />
“Ho sognato che eravamo vivi, resuscitati, non più contaminati dalla sporca morte”.<br />
Eppure anche momenti di temporaneo sollievo come questo vengono straziati da incubi invasi ed “esplosi” dall’assordante sirena della fabbrica.<br />
L’alienazione da lavoro è detta soprattutto quando l’individuo non si riconosce più ed esclama incredulo: “questa qui non è la mia faccia!”. Tuttavia il ritmo di produzione, dato dai movimenti meccanici delle stesse braccia e gambe dell’operaio, continua a scandire il tempo della rievocazione.</p>
<p>Altro tema scottante, ma questa volta rappresentato in modo goliardico, è quello del <strong>rifugiato ambientale</strong>, interpretato dall’attore indiano Rupesh Tillu in <a title="http://vimeo.com/19263435" href="http://vimeo.com/19263435" target="_blank"><strong><em>Ragulabuggla &#8211; A tale about an environmental refugee</em></strong></a>.<br />
Mauri ci ricorda che oggigiorno ci sono 25 milioni di rifugiati ambientali e che nel 2050 diventeranno 250 milioni. In particolare, poi, il tema dei rifiuti ci riguarda davvero tutti in prima persona. Prima di essere costretto a lasciare la sua isola di nome <em>Ragulabuggla</em>, quest’uomo si occupava, infatti, di sotterrare elettrodomestici e rifiuti non biodegradabili.  Pur non essendo consapevole di cosa stesse facendo, continuava ad eseguire quel lavoro meschino al fine di comprarsi un’automobile. Sennonché un giorno l’isola stessa si inabissa ed è costretto quindi ad emigrare. <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/ragulabuggla1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5756" title="ragulabuggla" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/ragulabuggla1.jpg?w=300" width="300" height="155" /></a>Essendo così il suo luogo di provenienza diventato inesistente, Mauri non viene accettato dall’amministrazione del Paese in cui approda. In un primo momento riesce a scappare, ma proprio quando s’illude di essere sfuggito alle autorità e di poter iniziare una nuova vita, viene arrestato e finisce in carcere, a conversare con gli oggetti della cella.</p>
<p><a title=" www.torabalslev.dk" href=" www.torabalslev.dk" target="_blank"><strong><em>The Race Called Life</em></strong></a> dell&#8217;attrice danese Tora Balslev, contesta invece la logica delle economie di mercato a cui sono troppo spesso sottoposte le decisioni dei singoli individui.<br />
L’inizio di questo spettacolo è scandito dalla voce incalzante di un cronista che commenta, passo dopo passo, la corsa della protagonista. Il tono entusiasmante nell’annunciare l’iscrizione della ragazza alla <em>Business School</em> di Copenhagen, <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/stf12_theracecalledllife_bilj5.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5777" title="Stf12_Theracecalledllife_bilj" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/stf12_theracecalledllife_bilj5.jpg?w=206" width="206" height="300" /></a>diventa improvvisamente un brontolio deluso nel constatare la scelta della studentessa di seguire invece la sua inclinazione artistica e d’intraprendere la strada del teatro. Subito dopo questa sua scelta, la ragazza è annunciata “fuori gioco”. Cercherà poi inutilmente di proporre le sue capacità teatrali per lavorare nel campo della pubblicità.<br />
Oltre alla corsa al successo, Tora Balslev denuncia anche il potere delle multinazionali, coinvolgendo il pubblico a cantare una canzone di ammonimento ricevuta da esse. Questa è la prima strofa:<br />
<em>“So you feel strange about Nike&#8217;s child labour?<br />
Because of something that you just heard from your neighbour<br />
well let’s say it’s true &#8211; what can one do?<br />
You should focus on your physical appearance<br />
and get a training programme tuned to your coherence<br />
We recommend that you &#8211; change your diet too.”</em></p>
<p><a title="http://beeheid.com/stoff/" href="http://beeheid.com/stoff/" target="_blank"><strong><em>Love for the Dead Bag</em></strong></a> di Paul Henry (Scozia), è presentato come “un rituale di musica e di performance <a title="http://it.wikipedia.org/wiki/Butoh" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Butoh" target="_blank">butoh</a>”.<a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/deadbag_stoffposterwhiteweb1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5759" title="deadbag_STOFFposterwhiteweb" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/deadbag_stoffposterwhiteweb1.jpg?w=300" width="300" height="213" /></a><br />
Nel foglio di presentazione &#8211; o di avvertenze &#8211; distribuito prima dell’inizio della sua performance, Paul Henry spiega che: <em>“This piece was born from a feeling of/ physical helplessness/ and animal pain. // Strange that materialism / leaves no room for worship of the body: / a material thing, at least in part.&#8221; </em><em> (Quest’opera è nata da una sensazione di / impotenza fisica / e di dolore animale. // Strano che il materialismo / non lasci spazio al culto del corpo: / una cosa dopotutto materiale, almeno in parte).<br />
</em>Allorché, calmato da ogni movimento convulsivo, l’attore si trova davanti al microfono, inizia a farfugliare frasi insensate, nell’intenzione di mettere in discussione il valore dei discorsi e del senso delle parole: “A speech&#8230; it feels like repenting myself all the time&#8230; I’m not sure I believe in meaning”. Il seguito delle sue parole è reso poi incomprensibile oltretutto dagli echi della sua stessa voce.<br />
Infine il suo corpo, integralmente nudo, soggiace al comando di due parole: “uno” gli permette il movimento, mentre “nessuno” lo immobilizza disteso al suolo, come se la vita e la non vita fossero ordinate dalle parole.</p>
<p>Il Fringe Festival di Stoccolma ha ospitato anche una serie di seminari e dibattiti, tra cui uno di particolare interesse riguardante il futuro professionale per gli studenti delle accademie d’arte, di teatro, danza, musica e di scienze delle comunicazioni. Ebbene, le partecipanti, Yolanda Alonso Bothén, Stina Oscarson, Ingegärd Waaranperä e Philippa Wallér, <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/images2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5765" title="images" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/images2.jpg" width="225" height="225" /></a> hanno smentito ogni eventuale nostra supposizione che in Svezia, a differenza dell’Italia, il lavoro in ambito culturale sia florido. Al contrario, la situazione lavorativa in ambito culturale è più critica di quanto si potrebbe immaginare. Lo stato svedese aveva perfino proposto di limitare il numero degli studenti nelle scuole a indirizzo umanistico viste le carenze di sbocchi lavorativi in questo settore. Al che, una risposta delle presenti è stata: “Allora, per garantire importanza ai lavori culturali, bisogna diventare politici?”</p>
<p>Stoff ha inoltre accordato spazio alle “invenzioni” &#8211; o quanto meno alle trovate originali &#8211; come il progetto <a title="http://realruns.net/submitmore.html" href="http://realruns.net/submitmore.html" target="_blank"><strong><em>Realruns</em></strong></a> avente come obiettivo quello di  registrare delle opere d’arte, come via scanner, per permettere agli utenti di osservarle poi in fattezze tridimensionali da qualsiasi angolazione. L’ideatore, Caspar Forsberg, offre la possibilità a chiunque di registrare gratuitamente la propria opera d’arte, o istallazione, attraverso un processo (che richiede 80 fotografie) spiegato alla sua pagina web.</p>
<p><span id="more-5661"></span>[slideshow]</p>
<p>Articolo e foto dello slideshow (&#8220;Vit gestalt&#8221; e &#8220;Trafika&#8221;) di Stefania Iannella</p>
<p>Per ulteriori informazioni sul Festival rimando a un mio articolo pubblicato su <a title="http://www.drammaturgia.it/recensioni/recensione1.php?id=5481" href="http://www.drammaturgia.it/recensioni/recensione1.php?id=5481" target="_blank">Drammaturgia</a>.</p>
<div id="statcounter_image" style="display:inline;"><a class="statcounter" title="joomla counter" href="http://statcounter.com/joomla/"><img style="border:none;" alt="joomla counter" src="http://c.statcounter.com/8161282/0/af97cb19/1/" /></a></div>
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		<title>Fringe festival &#8211; il prossimo a Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 19:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Fringe festival è stato ideato a Edimburgo nel 1947 per dare spazio alle compagnie teatrali escluse dal festival ufficiale, “Edinburgh International Festival”. Da allora il Fringe festival si è diffuso pian piano in tutto il mondo ed è diventato sinonimo di possibilità di espressione per compagnie teatrali &#38; artisti emergenti tagliati fuori dall’establishment, ossia incontaminati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <em>Fringe festival</em> è stato ideato a Edimburgo nel 1947 per dare spazio alle compagnie teatrali escluse dal festival ufficiale, “Edinburgh International Festival”. Da allora il <em>Fringe festival</em> si è diffuso pian piano in tutto il mondo ed è diventato sinonimo di possibilità di espressione per compagnie teatrali &amp; artisti emergenti tagliati fuori dall’establishment, ossia incontaminati dai soliti giri di conoscenze e raccomandazioni.</p>
<p>Vi segnalo il Fringe festival di Bologna, TRENOff, 14 &#8211; 16 settembre:</p>
<p><em>&#8220;Fringe</em> letteralmente significa “frangia” e identifica quelle esperienze che stanno ai margini del circuito di produzione e distribuzione artistica più canonico, ponendosi come espressioni alternative di innovazione, sperimentazione e avanguardia. <em>Fringe</em> è anche tutto ciò che sta “ai margini”, “in periferia”, per questo Instabili Vaganti, che ha ideato il Festival e ne cura la direzione artistica, ha scelto come location una delle periferie più note della città di Bologna: la zona Barca, con il suo complesso di edilizia residenziale pubblica denominato “Treno” per la sua forma architettonica, e da cui il festival prende nome.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/373217_148043765334957_429282516_n.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5611" title="373217_148043765334957_429282516_n" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/373217_148043765334957_429282516_n.jpg" width="180" height="248" /></a>Suddiviso in vagoni artistici e scompartimenti creativi, TRENOff offre una piattaforma internazionale a gruppi e singoli artisti indipendenti che portano avanti una ricerca nel contemporaneo, attraverso momenti performativi, capaci di  dialogare con spazi urbani in maniera diretta, modificandone la funzione e l’aspetto,  in modo semplice e senza bisogno di lunghe preparazioni, nell’ottica dell’happening e della performance.</p>
<p>Il Festival si svolgerà in un luogo pubblico, vissuto, agito dalla gente comune, in un contesto multietnico e multiculturale, all’aperto, come fosse un gesto di irruzione nella quotidianità, di riavvicinamento tra arte e vita. Il Festival è un momento di incontro e condivisione tra artisti, pubblico e operatori e nasce con l’intento di incentivare nuove pratiche di diffusione della cultura contemporanea attraverso azioni performative, installazioni, e tutte quelle forme d’arte capaci di dialogare con uno spazio urbano riqualificato, ripensato e rivisitato.</p>
<p>TRENOff vuole aprire una riflessione attiva su un delicato presente attraverso il superamento di modelli sterili e la creazione collettiva di un linguaggio contemporaneo visibile all’interno della città. Il fine è quello di stimolare la partecipazione cittadina nel processo di  creazione artistica contemporanea e, a tal proposito, il seguente bando si rivolge anche a tutti coloro i quali vorranno partecipare a questa iniziativa e sostenere gli artisti coinvolti in essa, mettendo a disposizione una serie di risorse al fine di consentirne la realizzazione.&#8221;</p>
<p>Segue sul sito <a title="http://www.liv-bo.com/?page_id=581" href="http://www.liv-bo.com/?page_id=581" target="_blank">http://www.liv-bo.com/?page_id=581</a> dove potete scaricare la scheda di partecipazione. Per il programma cliccate <a title="https://www.facebook.com/events/148043765334957/" href="https://www.facebook.com/events/148043765334957/" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Sulla manipolazione delle masse denunciata in “HIM” di Fanny &amp; Alexander e su quella dell’establishment artistico</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 13:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Sprechi]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Iannella]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Digressione sull’inspiegabile successo degli assemblaggi di Cattelan Bergman qui non c’entra. Fanny &#38; Alexander è il nome di una compagnia teatrale di Ravenna e HIM è il loro spettacolo costituito da un solo attore in carne ed ossa, Marco Cavalcoli, mentre gli altri sono gli attori di “The Wizard of Oz”, il film di Victor [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Digressione sull’inspiegabile successo degli assemblaggi di Cattelan</strong></p>
<p>Bergman qui non c’entra. <em>Fanny &amp; Alexander</em> è il nome di una compagnia teatrale di Ravenna e HIM è il loro spettacolo costituito da un solo attore in carne ed ossa, Marco Cavalcoli, mentre gli altri sono gli attori di “The Wizard of Oz”, il film di Victor Fleming, del 1939, a noi ben noto come “Il mago di Oz”. Questa combinazione esclusiva mette in scena un attore che, inginocchiato, recita a perdifiato tutte le battute del film proiettato alle sue spalle (in lingua originale), oltre che ad imitare gli effetti sonori. Un’impresa considerevole, vista la durata del film e l’incessante avvicendarsi degli attori. Una domanda che dopo gli fu posta dal pubblico riguardava proprio la durata di questo processo di memorizzazione. Ma  Cavalcoli non ricordava più quante volte dovette vedere e rivedere quel film, dire e ridire quelle stesse battute all’unisono con gli attori del film, imitare gli effetti sonori, sovrapporsi,  insomma, quasi meccanicamente a tutto il sonoro del film.</p>
<p><span id="more-4643"></span>Bisogna riconoscerlo: non tutti ci riuscirebbero e forse non tutti hanno trovato un senso a un tale sforzo. La ragione di questo suo impegno risiede proprio nel voler denunciare la manipolazione del potere racchiuso in quel losco figuro che, sebbene in ginocchio e quindi in una posizione apparentemente innocua, gestisce tutti e tutto con la stessa gestualità di un direttore d’orchestra.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/02/him.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4648" title="him" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/02/him.jpg" alt="" width="258" height="300" /></a></p>
<p>A spettacolo finito, qualcuno si chiedeva: “ora che ha finito di ripetere il film, ci farà allora uno spettacolo su Hitler?”. Non nascondo, anche per ciò che mi riguarda, una certa curiosità di sentire parlare Marco Cavalcoli, una volta sbarazzato di quella posa autoritaria e voce falsata e indissociata dal film. Si era, infatti, creata una sorta d’aspettativa nel sentirlo parlare o recitare con la sua propria voce. È in questo aspetto che l’attore sembra esser caduto nella tirannia stessa del suo personaggio. Cavalcoli ci ha poi svelato quanto effettivamente fosse dipendente dal film, non potendosi permettere neanche un secondo di respiro fuori tempo e di quanto fosse necessaria la sicurezza di adoperare un auricolare. È come un gioco di potere nel potere che non risparmia nessuno. Neanche Dorothy, sebbene riesca a liberare dalla dittatura delle due streghe e del mago di Oz le popolazioni di quei regni immaginari, sfugge alla manipolazione di questo Hitler che dirige ogni sua azione fino all’ultimo sospiro.</p>
<p>Grazie a questo spettacolo si può anche constatare l’effetto di una magia. Non mi riferisco alla magia del mago di Oz, né a quella del doppiaggio integrale del film ad opera di una sola persona. Mi riferisco, invece, a quella di conseguire uno spettacolo ben riuscito, traendo mirabilmente spunto da spazzatura, quale a mio avviso l’Hitler di Cattelan, a cui rimanda l’attore. Mi spiace irritare col mio giudizio sprezzante eventuali ammiratori di Cattelan, così come a Cattelan non sarà dispiaciuto uccidere animali, ferire la sensibilità degli animalisti e deludere con i suoi obbrobri eventuali appassionati d’Arte, che si sono visti presentare alla scorsa Biennale di Venezia una carneficina di 2000 piccioni imbalsamati.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/02/marionette2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4651" title="marionette" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/02/marionette2.jpg?w=233" alt="" width="233" height="300" /></a></p>
<p>Se passo da “La massa come ornamento” (titolo del saggio di Siegfried Kracauer sulla manipolazione nazista) a quest’altro tipo di carneficina di massa a scopo ornamententale è per denunciare quest&#8217;altro tipo di potere manipolativo  che dà fama a fabbricatori di sciocchezze e fame ai veri artisti.</p>
<p>L’establishment artistico esalta così tra gli “artisti” contemporanei chi si diverte ad uccidere animali. Nel 2011 è toccato a 2000 piccioni, ma non sono le sole vittime ad esser state prese di mira da Cattelan. In precedenza è toccato a cavalli, asini, topi, ecc. Chissà dunque quali e quanti altri animali farà sacrificare per il prossimo macabro show. O forse vi saranno proprio cadaveri umani in decomposizione?</p>
<p>In fondo, se vogliono gareggiare nel mettere in scena la performance più insignificante, ripugnante o quant’altro, che facciano pure, ma almeno che risparmino per i loro giochetti infantili le vite di esseri viventi!</p>
<p>Questi inspiegabili successi “artistici” di ammassi di cadaveri sono sintomo di una profonda retrocessione che sembra non risparmiare nessun campo della sfera culturale e pone interrogativi preoccupanti sull’indegna manipolazione senza scrupoli del gusto artistico. L’establishment artistico, nell’affermare come “capolavori” tale spazzatura, taglia fuori ingiustamente i veri artisti da questo “mercato” diventato, così, sempre più bendato. Speriamo soltanto che non finisca in un vicolo cieco.</p>
<p>Insomma, a screditare la reputazione morale degli italiani, specialmente all’estero, fino a pochi mesi fa, ci ha pensato qualcun altro; ad affossare quella dell’arte italiana ci ha pensato Cattelan, grazie ai suoi burattinai.</p>
<div id="statcounter_image" style="display:inline;"><a class="statcounter" title="wordpress visitors" href="http://statcounter.com/wordpress.org/"><img style="border:none;" src="http://c.statcounter.com/7636586/0/c1aa09c5/1/" alt="wordpress visitors" /></a>Stefania Iannella</div>
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		<title>e allora mambooo, no scusate, tango</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 14:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[caporaso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alessandro Caporaso]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[astor piazzolla]]></category>
		<category><![CDATA[libertango]]></category>
		<category><![CDATA[tango argentino]]></category>

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		<description><![CDATA[[slideshow] ok vabbene. sono passati 26 giorni. per una settimana non ho dormito ne mangiato. ho preso un centinaio di caffè e duemila sigarette. per due o tre giorni ho puzzato. e ci credo, sfido chiunque. poi sono uscito. ho conosciuto un paio di ragazze di cui una di trent’anni che mi ha anche detto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>[slideshow]</p>
<p>ok vabbene. sono passati 26 giorni. per una settimana non ho dormito ne mangiato. ho preso un centinaio di caffè e duemila sigarette. per due o tre giorni ho puzzato. e ci credo, sfido chiunque. poi sono uscito. ho conosciuto un paio di ragazze di cui una di trent’anni che mi ha anche detto che sono carino. poi un paio di botte al cuore, ma di quelle pesanti.  depressione e degrado corporale. poi mi sono reso conto che avevo ancora la macchinetta fotografica e mi sono messo a scattare, mentre tutti quanti</p>
<p>-sai alessà mi dispiace</p>
<p>e io, pure  a me</p>
<p>-vedrai che passerà</p>
<p>e io, lo spero</p>
<p>e così via. poi viene ieri, cioè il ventisette gennaio. vado a fare le fotografie ad uno spettacolo di tango. qualche tempo fa avevo intenzione di comprare due biglietti, ma il lutto* me lo ha impedito. e quindi ci sono andato solo. mi sono innamorato di tutte le ballerine. voglio imparare a ballare il tango, anche perché in improvvisazione sono davvero il massimo. e poi basta solo camminare, cioè non è che si deve camminare, ma è solo che non esiste miglior passo di quello della camminata, per il tango.</p>
<p>e cingo la schiena della mia ballerina. la stringo a me. gli sguardi volano, le labbra semichiuse lasciano uscire un dolce alito che si mischia al mio. le stringo la mano sinistra, mentre le note della fisarmonica iniziano a non esistere più.</p>
<p>non guardarmi, qualcuno potrebbe sentire.</p>
<p>la guido, perché è questo il ruolo dell’uomo nel tango, e lei mi segue incondizionatamente. si fida. con il mio corpo le chiedo di spostarsi a destra, poi a sinistra. e lei senza battere ciglio mi segue. si morde le labbra. socchiude gli occhi. le bacio il collo. e ad un tratto la musica si fa più pressante</p>
<p><a title="astor piazzolla libertango" href="http://www.youtube.com/watch?v=VHrWO7KWciU">tara-ttatta-tta-ttara &#8211; ttara- ttattà- tta-ttara……</a></p>
<p>lei si allontana. Io mi avvicino, è un rincorrersi. un lascia e piglia. la costringo a me. le sfioro le dita delle mani ed è di nuovo stratta a me.</p>
<p>-scusa devo passare.</p>
<p>eh?</p>
<p>-scusami devo andare in bagno.</p>
<p>maledetto bagno e maledetti vecchi.</p>
<p>scatto l’ultima foto.</p>
<p>sono io.</p>
<p>*il lutto, si. niente di preoccupante. è solo finita una storia di 7 anni</p>
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		<title>Attività natalizie presso il Caff&#8217;Emporio della Libreria Masone</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 08:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Fonzo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[emozionando il natale in libreria]]></category>
		<category><![CDATA[magnifico visbaal teatro]]></category>
		<category><![CDATA[mariapaola bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[serenamente onlus]]></category>

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		<description><![CDATA[Libreria Masone Alisei &#8211; Benevento &#8211; 0824.317109 Con Art’Empori, Rete Arcobaleno e Caff’Emporio Programma delle attività natalizie per bambini EMOZIONANDO IL NATALE IN LIBRERIA www.serenamenteonlus.it spazio lettura e biblioterapia per bambini - con Mariapaola Bianchini – psicologa FINALITA’ DELL’INIZIATIVA ·     Offrire ai bambini un’esperienza di co-partecipazione nella lettura di storie e racconti sul Natale; ·     Stimolare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/12/natale-in-libreria-blog.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3530" title="Natale-in-libreria-blog" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/12/natale-in-libreria-blog.jpg" alt="" width="500" height="675" /></a></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><strong>Libreria Masone Alisei</strong> &#8211; <em>Benevento &#8211; 0824.317109</em></span><br />
<em><span style="font-family:Arial;">Con Art’Empori, Rete Arcobaleno e Caff’Emporio</span></em></p>
<h2><strong><span style="font-family:Arial;">Programma delle attività natalizie per <span style="text-decoration:underline;">bambini</span></span></strong></h2>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="text-decoration:underline;">EMOZIONANDO IL NATALE IN LIBRERIA</span> </span><a href="http://www.serenamenteonlus.it/"><span style="font-family:Arial;color:#0000ff;">www.serenamenteonlus.it</span></a><br />
<em><span style="font-family:Arial;">spazio lettura e biblioterapia per bambini - con Mariapaola Bianchini – psicologa<br />
</span></em></p>
<p><span style="font-family:Arial;">FINALITA’ DELL’INIZIATIVA<br />
·     Offrire ai bambini un’esperienza di co-partecipazione nella lettura di storie e racconti sul Natale;<br />
·     Stimolare l’esplorazione guidata delle emozioni;<br />
·     Stimolare identificazione con personaggi e storie per riconoscersi e riflettere su sé stessi;<br />
·     Potenziare la motivazione alla lettura in un contesto relazionale di accoglienza e riconoscimento</span></p>
<p><strong><span style="font-family:Arial;">Mercoledì, 8 dicembre 2010 – Dalle ore 18 alle 20</span></strong><span style="font-family:Arial;"><br />
-         <strong>La biblioterapia per bambini spiegata ai genitori</strong></span><br />
<span style="font-family:Arial;">-</span><span style="font-family:Arial;">         </span><span style="font-family:Arial;">Letture interattive con bambini, singolarmente o in gruppo<br />
-         </span><span style="font-family:Arial;">Giochi con “<em>Le mie emozioni</em>”, carte ispirate alla  Terapia Razionale Emotiva<br />
-         </span><span style="font-family:Arial;">Spazio disegno : </span><span style="font-family:Arial;"><em>“Le meraviglie del mio Natale”<br />
</em><br />
<strong> Venerdì, 10 Dicembre 2010 – Dalle ore 18 alle 20</strong><br />
-</span><span style="font-family:Arial;">            <strong>Spazio domande su come proporre, coltivare e rinforzare la motivazione alla lettura nei bambini</strong></span><br />
<span style="font-family:Arial;">-</span><span style="font-family:Arial;">            </span><span style="font-family:Arial;">Letture interattive con bambini, singolarmente o in gruppo<br />
-            </span><span style="font-family:Arial;">Gioco: “<em>Fare, sentire e pensare”</em><br />
-            </span><span style="font-family:Arial;">Spazio disegno: “<em>Il mandala delle emozioni</em>”</span><br />
<span style="font-family:Arial;">-</span><span style="font-family:Arial;">            </span><span style="font-family:Arial;">Gioco: <em>“La tombola delle emozioni”</em><br />
-            </span><span style="font-family:Arial;">Spazio “<em>Scrivi la tua letterina”</em><br />
-            Auguri a tutti</span></p>
<p><strong>Domenica, 12 Dicembre 2010 – Dalle ore 18 alle 20</strong><br />
-            <strong>Letture interattive con bambini, singolarmente o in gruppo</strong><br />
-            Gioco: <em>“La tombola delle emozioni”</em><br />
-            Spazio “<em>Scrivi la tua letterina”</em><br />
-            Auguri a tutti<em> </em></p>
<h2><span style="font-family:Arial;"><span style="text-decoration:underline;">I bimbi salveranno il mondo</span>  </span></h2>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:medium;"><em>raccontati da Peppe Fonzo – attore</em> <em>e regista teatrale &#8211; </em></span></span><span style="font-family:Arial;font-size:medium;"><em>Magnifico Visbaal Teatro</em></span></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><strong>Sabato, 18 Dicembre 2010 – Dalle ore 18 alle 20</strong><br />
<strong>Miti e leggende del cacao – Come nasce il cioccolato</strong> (in particolare quello del Commercio Equo e Solidale)</span> </p>
<p><strong>Martedì, 4 gennaio 2011 – Dalle ore 18 alle 20</strong><br />
<strong>AcquaDueOh! La vita dell’acqua raccontata ai bambini e agli adulti</strong></p>
<h2><strong><span style="font-family:Arial;">Programma delle attività natalizie per <span style="text-decoration:underline;">adulti</span></span></strong></h2>
<p><span style="font-family:Arial;"><strong>Giovedì, 9 dicembre 2010 – ore 19</strong><br />
<strong>Aperitivo rampante</strong> &#8211; Italo Calvino raccontato da Peppe Fonzo dal Pulp.it del Caff&#8217;Emporio</span> </p>
<p><strong><span style="font-family:Arial;">Mercoledì, 29 dicembre 2010 – ore 21</span></strong><span style="font-family:Arial;"> <em>(all’interno della Festa degli Auguri Arcobaleno)</em><br />
<strong>Tombolata biodiversa</strong><br />
Numeri e parole sull’EcoSolidarietà raccontati da Peppe Fonzo dal Pulp.it del Caff&#8217;Emporio</span></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/12/natale-in-libreria-logo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3535" title="Natale-in-libreria-logo" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/12/natale-in-libreria-logo.jpg" alt="" width="500" height="183" /></a></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Clown Dottori: &#8220;Ciekapuk&#8221;, performance di e con Luisa Stagni. 20 novembre 2010, Mulino Pacifico BN</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/11/19/clown-dottori-ciekapuk-performance-di-e-con-luisa-stagni-20-novembre-2010-mulino-pacifico-bn/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 16:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Ciekapuk]]></category>
		<category><![CDATA[clown dottori]]></category>
		<category><![CDATA[comunità rncd]]></category>
		<category><![CDATA[luisa stagni]]></category>

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		<description><![CDATA[  &#8220;Ciekapuk. Notte di mezza estate&#8221; di Luisa Stagni al Mulino Pacifico, sabato 20 novembre 2010 La Comunità RNCD Clown Dottori di Benevento promuove, presso il Mulino Pacifico di Benevento, sabato 20 novembre 2010, ore 19.30,  &#8220;Ciekapuk. Notte di mezza estate&#8221;, spettacolo di e con Luisa Stagni. Il monologo accompagna lo spettatore nel percorso che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/11/ciekapuk-20-11-10.jpg"></a><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/11/ciekapuk-20-11-10.jpg"><img title="CIEKAPUK-20-11-10" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/11/ciekapuk-20-11-10.jpg" alt="" width="500" height="884" /></a></p>
</div>
<p> </p>
<p><strong>&#8220;Ciekapuk. Notte di mezza estate&#8221; di Luisa Stagni al Mulino Pacifico, sabato 20 novembre 2010</strong></p>
<p>La Comunità RNCD Clown Dottori di Benevento promuove, presso il Mulino Pacifico di Benevento, sabato 20 novembre 2010, ore 19.30,  &#8220;Ciekapuk. Notte di mezza estate&#8221;, spettacolo di e con Luisa Stagni.</p>
<p>Il monologo accompagna lo spettatore nel percorso che ha condotto alla disabilità visiva l&#8217;attrice-autrice. Il racconto è autoironico, graffiante, trasmette la rabbia e la paura per una nuova e sconosciuta condizione, ma ci parla anche di forza, di fede in se stessi, di superamento dei limiti e tutto questo con il sorriso. </p>
<p>L’iniziativa prevede anche, venerdì, 19 novembre, ore 20.00, presso il Caff’Emporio della Libreria Masone, una presentazione dello spettacolo durante il quale, Luisa Stagni e l’associazione RNCD Clown Dottori incontreranno le persone interessate a un approfondimento.</p>
<p>Sabato, 20 novembre, dalle 9.30 alle 13.30, presso la sala convegni di MP Infissi, di Ponte (BN), invece, Luisa Stagni curerà un laboratorio di improvvisazione teatrale rivolto ai Clown Dottori.</p>
<p>Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con Rete ARCOBALENO, Art&#8217;Empori, Coop. SOLOT Compagnia Stabile Teatrale di Benevento e con il Patrocinio del Comune di Benevento.</p>
<p>L’ingresso, a sottoscrizione volontaria, sarà utilizzzato per sostenere le &#8220;missioni e progetti di comico terapia&#8221; della Comunità RNCD Clown Dottori.</p>
<p>http:<a title="http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/09/20-novembre-2010-ciekapuk-notte-di.html" href="http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/09/20-novembre-2010-ciekapuk-notte-di.html">//radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2010/09/20-novembre-2010-ciekapuk-notte-di.html<br />
<a href="mailto:info@radunonazionaleclowndottori.org">info@radunonazionaleclowndottori.org</a></a></p>
<div>
<hr size="2" /></div>
<p><strong><em>Nota di Luisa Stagni</em></strong></p>
<p><em>Il testo nasce da un sogno. Un sogno vero che ha lasciato un segno nel mio sentire.</em></p>
<p><em>Quel sogno mi parlava di occhi e io, decina di anni or sono ho perso la vista e ho inevitabilmente interrotto la mia carriera d’attrice.</em></p>
<p><em>Il sogno ha rotto una crosta fatta crescere a difesa di un punto vitale, ha prodotto riflessioni, ricerca, ricordi e uno stato di inquietudine placato solo con l’atto catartico della scrittura.</em></p>
<p><em>Il materiale limato, montato e rimontato, cancellato e riscritto in continua progressione prende una linea narrativa autoironica e graffiante, ma, tocca anche la rabbia e il dolore per un destino che cambia la vita.</em></p>
<p><em>Ricerco il senso della cecità nella Mitologia, nella Letteratura, nella Pittura. Incontro Picasso della Tauromachia che crea alcuni disegni in cui il Minotauro è cieco e bestiale, ma ne tronco uno diverso: “Il Minotauro cieco guidato da una bambina”.</em></p>
<p><em>Quel mostro qui ha le sembianze d un uomo con la testa di toro, non fa più paura, non è più terrificante, ma docilmente appoggiato alla spalla di una bambina che lo conduce. Chi è la bambina a cui si affida? La consapevolezza, la coscienza, la fede, la nascita interiore, l’amore…? In ogni caso rende docile il Minotauro e lo aiuta guidandolo.</em></p>
<p><em>Il materiale depositato nella coscienza fermenta, agita sentimenti, altera sensazioni e finalmente diventa scrittura.</em></p>
<p><em>Lo spettacolo, in cui l’autrice è attrice o, meglio, l’attrice è anche autrice, è semplice, divertente, emozionante, profondo, nel suo procedere si colgono i riferimenti culturali sui quali lo ha puntellato</em></p>
<p><em>Il messaggio è recepito come un urlo di esortazione a superare le paure che immobilizzano accettando chi si è, come si è, affidandosi con umiltà ad una consapevolezza che, se non libera dal labirinto del limite, almeno aiuta a scegliere di vivere.<span style="text-decoration:underline;"> </span></em><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/11/ciekapuk-20-11-10.jpg"></a></p>
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		<title>Discorsi intorno al Noce. 9/10 luglio 2010: &#8220;Processo a una strega&#8221; (testi di T. Bartolini, musiche di V. Miele, letture di L. La Peccerella) sabato, ore 21,30</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/07/09/discorsi-intorno-al-noce-910-luglio-2010-processo-a-una-strega-testi-di-t-bartolini-musiche-di-v-miele-letture-di-l-la-peccerella-sabato-ore-2130/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 15:12:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[loredana la peccerella]]></category>
		<category><![CDATA[notti delle streghe]]></category>
		<category><![CDATA[processo a una strega]]></category>
		<category><![CDATA[vanni miele]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/07/notte-streghe-tullia-bartolini1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2975" title="Notte streghe Tullia Bartolini" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/07/notte-streghe-tullia-bartolini1.jpg" alt="" width="500" height="714" /></a></p>
]]></content:encoded>
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