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	<title>Art&#039;Empori &#187; .Art&#8217;Empori-Movimento</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Il Nuovo 23 Novembre per Apice</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 15:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice. Anniversario del terremoto dell’Ottanta. Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico. Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o.jpg"><img class=" wp-image-18360 alignleft" alt="73201892_140906783959423_591644247673798656_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o-223x300.jpg" width="156" height="210" /></a>Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice.</p>
<p>Anniversario del terremoto dell’Ottanta.</p>
<p>Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico.</p>
<p>Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico narrano di un luogo d’amore, di piazze colme di persone, di vicoli dedicati alla socialità, di un paese vigoroso socialmente ed economicamente, un crocevia di persone, animali, fiere e mercati.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o.jpg"><img class="alignright  wp-image-18361" alt="73515729_146673643382737_2582981224301592576_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
<p>Distaccati traumaticamente da quel luogo d’amore la popolazione apicese sembra avere ingabbiato il proprio timore nella cementificazione di case, simulacri di evanescenti status sociali.</p>
<p>La paura del dover riabbandonare i luoghi cari, forse mai elaborata pienamente, ha ridotto la proattività sociale diffidandola con la critica facile o il gioco del terzo escluso.</p>
<p>E’ stato semplice assopire il proprio sentimento di impotenza rispetto alle catastrofi sacrificando le relazioni di quartiere agli imperativi del lavorare e consumare. Il bene comune era diventato una parolaccia, l’impegno sociale uno sbuffo ingiallito di borbottamenti, il tornaconto un alibi delegante.<br />
Oggi questa paralisi sociale piano piano sta cedendo il posto a nuove proattività, a giovani speranze.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o.jpg"><img class=" wp-image-18359 alignleft" alt="71725144_134384994565291_2019940445206872064_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o-300x200.jpg" width="210" height="140" /></a></p>
<p>Quest’anno il 23 novembre sembra portare con sè un auspicio di bene, sarà il giorno in cui si inaugureranno i Mercatini di Natale ad Apice Vecchia.</p>
<p>Un evento che vedrà coinvolto il borgo per diverse settimane fino alla chiusura del periodo natalizio. Dalle esposizioni degli artigiani al presepe vivente, dal vicolo delle “Anime Viandanti” a quello dello street food.<br />
In nome di questa grande manifestazione il borgo da mesi pullula di una nuova energia, le persone hanno ricominciato a popolare le piazze, le erbacce hanno dovuto cedere il passo alle installazioni artistiche, i vicoli si riempiono di voci, i ruderi diventano risorsa d’arte, le persone sembrano uscite dal letargo della bassa reattività, dal timore di affrontare i ricordi di quello che fu!<br />
Credo che il paese stia facendo un salto quantico, questo anche grazie ai figlie e ai nipoti che cresciuti a pane e ricordi hanno avuto, qualche anno fa, il coraggio di scommettere sulle “case carute” e oggi su tutto il borgo, ormai ribattezzato come fantasma. Di fantasma sta rimanendo solo la paura e il ricordo di quell’evento drammatico che ha squarciato la tranquillità di un paese dal quale i cittadini, forse, solo oggi, si stanno riprendendo definitivamente.<br />
Qualcuno ha metaforicamente suonato un flauto magico che ha risvegliato la popolazione: i commercianti di Apice Vecchia si sono costituiti in associazione per organizzare al meglio i Mercatini, hanno chiesto il contributo dei gruppi territoriali e così le associazioni si sono messe insieme per supportare l’evento, le comunicazioni si sono abbeverate di propositività e collaborazione, nuovi sguardi accolgono i turisti, idee fresche prosperano ovunque, nel paese vecchio ed anche nel nuovo che se all’inizio ha visto con dubbio ed invidia la vitalità del vecchio borgo, oggi ne osserva la bontà dell’iniziativa e l’intuizione della collaborazione.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n.jpg"><img class="alignright  wp-image-18362" alt="73409154_142001113849990_1964229771575427072_n" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a><br />
Mi piace pensare al 23 novembre 2019 come un atto psicomagico, come direbbe Jodorowsky, che le nuove generazioni di Apice stanno offrendo ai loro nonni e genitori per sanare le vecchie ferite della vita.</p>
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		<title>Le pupe di Quaraesima</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 07:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale. Se vi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18355" alt="IMG_4363" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale.</p>
<p>Se vi capita fermatevi a S. Giorgio la Molara e mentre passeggiate tra i vicoli che profumano di pane, alzate gli occhi al cielo ed osservate forse uno degli ultimi strascichi di antichi riti in cui la cristianità ed il paganesimo si trovano intrecciati.</p>
<p>Sono le bambole di Quaraesima. Appese ai quadrivi, nelle strade, nei quartieri.</p>
<p>Ricordano un periodo di digiuni e penitenze dopo le baldorie del carnevalesche, non a caso, secondo le usanze locali la pupa quaresimale sarebbe la moglie di Carnevale. Per questo viene issata nelle vie del paese il Mercoledì della Ceneri, vestita con gli abiti della tradizione locale e  con il tipico “maccaturo” , il fazzoletto con cui le contadine si coprivano la testa.</p>
<p>I colori del suo abito sono scuri, in ricordo di un periodo di lutto e di purificazione.</p>
<p>Tra le mani un fuso ed un rocchetto con un cespuglio di lana da tessere: sembrano ricordare le  Parche (figure mitologiche) della cultura greca, le quali usavano tessere il filo del fato di ogni essere umano.</p>
<p>Sotto di loro una patata in cui vengono infilzate sette penne, sette come il numero delle domeniche che mancano alla Pasqua.</p>
<p>Di domenica all’imbrunire il vicinato si incontra, e come un rito, scende dall’alto la pupa di Quaraesima.  Un’occasione per fare festa, per concedersi un momento di convivialità per tutti. Ed è interessante sapere che nella tradizione cristiano-orientale, per raggiungere uno stato di purezza totale, era uso digiunare tutti i quaranta giorni che precedevano la Pasqua, escluse le domeniche.</p>
<p>Così, insieme, si toglie la penna che rappresenta la settimana che si è appena conclusa, continuando a fare il conto alla rovescia rispetto al giorno della Resurrezione per i cristiani. La Pasqua religiosa coincide in effetti con il capodanno stagionale della primavera,  che risveglia la Grande Madre dal torpore invernale.</p>
<p>Questa ritualità per qualche anno si era persa a  S. Giorgio la Molara, ma grazie alla volontà di Luigi Biasco, un semplice grande uomo, con la passione per la storia e per le tradizioni locali, che non ha voluto rinunciare ad un suo ricordo di infanzia, è tornata in auge. E’ stato facile risvegliare l’entusiasmo in chi aveva vissuto l’usanza del tempo e che ancora poteva far appello alla memoria e alla nostalgia.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-18354" alt="IMG_4367" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a></p>
<p>Il destino ha voluto che pochi giorni dopo  aver conosciuto, insieme ad i miei alunni, la storia della pupa di Quaraesima, appesa al quadrivia poco lontano dalla nostra scuola, venissi a conoscenza di un articolo di  Maria Ivana Tanga, e delle attenzioni antropologiche di Franca Molinaro per scoprire che vari paesi irpini avevano usanze simili.</p>
<p>Mi piace questo aspetto antico, pagano, dalle radici profonde e sacre dei nostri territori e credo sia fondamentale recuperare la memoria di quanto ci era caro. Diventa intrigante scoprirne i significati.</p>
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		<title>Yarn Bombing e la rivoluzione gentile</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 15:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni. Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18304" alt="apice b" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18306" alt="apice y" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18307" alt="apice ya" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni.</p>
<p>Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati sconfortata dallo squallore della zona in cui sorgeva il suo negozio, decise nel 2005 di ricoprire di manicotti fatti con lana colorata la maniglia della sua porta.</p>
<p>Da allora lo Yarn Bombing è divenuto un vero e proprio movimento internazionale che colora le città “vestendole” con installazioni in lana e cotone.</p>
<p><img class=" wp-image-18309 alignright" alt="apice yarn" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yarn-225x300.jpg" width="158" height="210" /></p>
<p>Un movimento spontaneo, che nasce dal basso, senza committenti nè padroni ma solo il piacere di fare, abbellire, colorare. Che trova il suo perchè nella riscoperta di vecchi strumenti quali l’uncinetto o i ferri, nel benessere e nel rilassamento che la pratica di questi regala a chi come un mantra li utilizza a colpi di “dritto e rovescio”.</p>
<p>Il  fremito creativo dello sferruzzamento ha inondato le strade di Apice in questi giorni, frutto  del piacere di  un gruppo di donne di più generazioni, messe insieme dalla presidente della pro Loco Erminia Manserra, che si incontrano solerti e mentre prendono un the con i biscotti  intrecciano  fili, parole, amicizie,  ma soprattutto  direzionano le loro intenzioni verso  l&#8217;obiettivo di migliorare piccoli quartieri di Apice in questo momento un po&#8217; in ombra.</p>
<p>Nel frattempo l&#8217;arte antica di lavorare a maglia viene tramandata dalle persone anziane del gruppo  a quelle più giovani, anche alle bambine che spesso si affacciano incuriosite nella biblioteca, luogo in cui ci riuniamo per condividere arte, passione e sogni.</p>
<p>Un vero e proprio “atto poetico” direbbe Jodorowsky, che mette in moto i talenti di ciascuno e li direziona positivamente e costruttivamente verso un luogo, uno spazio sociale, un gruppo di persone. Un atto creativo che attraversa la bellezza di un incontro e che accompagna alla cura per se stessi un momento di “attenzione” per il territorio.</p>
<p>Un lavoro collettivo fatto di vari pezzi e di autori diversi, di coperte regalate che vengono ripristinate, di sciarpe rinnovate, qualche maglione rinvigorito e qualche vestito scucito, lana regalata o sfilata, un lavoro collettivo che intreccia manufatti artistici dall’aspetto gioioso e colorato nel rispetto dell&#8217;ambiente e alla riscoperta di momenti antichi che stemperano il giallo dei ricordi nella speranza di un processo di decrescita felice!</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18308" alt="apice yar" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
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		<title>Per le vie delle nostre Terre ( 1 puntata)</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 09:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo semplicemente noi.. Carmela e Giuseppe che hanno deciso di provare a dare delle risposte a qualche punto interrogativo che si affacciava alla mente ogni volta che incontravamo dei pellegrini incamminati sulla via traiana/ francigena del sud/ micaelica che attraversa le nostre zone. In questi giorni abbiamo capito che sono tre strade che per un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1617.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18089" alt="IMG_1617" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1617-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1626.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18090" alt="IMG_1626" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1626-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
<p>Siamo semplicemente noi.. Carmela e Giuseppe che hanno deciso di provare a dare delle risposte a qualche punto interrogativo che si affacciava alla mente ogni volta che incontravamo dei pellegrini incamminati sulla via traiana/ francigena del sud/ micaelica che attraversa le nostre zone. In questi giorni abbiamo capito che sono tre strade che per un tratto diventano una.</p>
<p>La via Traiana è la strada fatta dall’imperatore Traiano nel 110 d.C. su unpreesistente tracciato che secondo alcuni risale al periodo delle prime guerre romane ( forse durante le guerre Puniche, nel dover raggiungere Cartagine si accorse che i Sanniti avevano già strada/ tratturi facilmente percorribili? ).</p>
<p>Durante il periodo longobardo, una parte della via traiana è diventata Via Francigena, che univa diversi luoghi religiosi longobardi e veniva attraversata soprattutto dai pellegrini diretti al santuario di san Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo sul Gargano.<br />
Nel periodo delle crociate la via fu percorsa da eserciti e fedeli in viaggio verso la Terra Santa e per tutto il medioevo fece parte del sistema delle grandi vie di pellegrinaggio oltre ad essere un importante sbocco commerciale sul mar mediterraneo orientale.<br />
Si dice che i cavalieri Templari edificarono lungo il suo percorso alberghi ed ospizi per i viandanti e ne assicuravano la sicurezza del cammino.<br />
La via francigena del Sud sembra congiungersi a Roma con quella famosa di Santiago de Campostela<br />
Noi vogliamo provare ad attraversare, in moto, i centri che si affacciano su questa triplice strada per scoprirne la storia o almeno diventare più consapevoli dei tesori che abbiamo intorno casa nostra.<br />
Un viaggio deciso in un giorno e nella piena incertezza di tante cose da fare che alla fine magicamente si sono risolte.<br />
Riducendo il bagaglio all’essenziale abbiamo pensato di incamminarci partendo da casa, cioè da Apice e rivolgerci al territorio con un nuovo sguardo, non certo quello superficiale di chi lo attraversa tutti i giorni ma non lo osserva affatto.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1559.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18091" alt="IMG_1559" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1559-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a><br />
Una fonte d’acqua ed un vecchio convento Francescano celano, nei pressi di Apice Vecchia, un misterioso miracolo del Santo di Assisi. Noi ci siamo lasciati affascinare dal silenzio della vecchia Apice dove il tempo sembra essersi fermato congelando la vita di un paese, tranne per i ladruncoli che ne hanno stuprato i ricordi distruggendo l’interno delle case abbandonate.<br />
Giocando con i paesaggi ed i balloni trovati per strada ci siamo diretti a Buonalbergo dove siamo stati ospiti del museo di Bruno Smith che ci ha incantanti con racconti, fossili, farfalle ed orchidee.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1682.jpg"><img class=" wp-image-18096 alignright" alt="IMG_1682" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1682-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
<p>Un lavoro certosino ed un occhio attento ai cambiamenti ambientali del nostro territorio che, purtroppo, si modificano sempre più spesso e non sempre in bene, come lo stesso Bruno ha potuto notare e sperimentare.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1683.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18099" alt="IMG_1683" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1683-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
<p>A Buonalbergo c’è il ponte delle Chianghe, un ponte costruito all’epoca traiana che purtroppo dopo l’alluvione dello scorso ottobre è diventato difficile da raggiunge. Ma noi ci siamo promessi che appena possibile lo andremo a visitare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1639.jpg"><img class=" wp-image-18097 alignright" alt="IMG_1639" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1639-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a>A pochi chilometri da Buonalbergo la strada conduce verso Casalbore dove la torre Normanna fa da padrona al piccolo centro storico divenuto ormai un ibrido di ricostruzioni nuove e vecchie o somiglianti a quelle vecchie.</p>
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<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1659.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18095" alt="IMG_1659" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1659-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1668.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18094" alt="IMG_1668" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1668-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a>Il fascino della Bolle di Contrada Malvizza ha rapito anche noi. Piccoli crateri di fango, dove l’acqua bolle anche se è fredda. Magia della terra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vista la vicinanza a casa siamo tornati a dormire nel nostro letto per poi spingerci oltre domani.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1687.jpg"><img class=" wp-image-18101 aligncenter" alt="IMG_1687" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1687-269x300.jpg" width="161" height="180" /></a></p>
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		<title>“Chiana Festival” l&#8217;arte della chiacchiera proattiva.</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 18:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni. Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18076" alt="chiana1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1-200x300.jpg" width="140" height="210" /></a>[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni.</p>
<p>Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere più piacevole l’usanza delle serate estive di mettersi davanti casa a prendere fresco scambiando una chiacchiera con il vicino.<br />
E’ bastata l’idea di dipingere le vecchie sedie esposte al sole o chiuse in cantina per rendere variopinto il quartiere.</p>
<p>La piacevolezza dell’arte decorativa ha permesso di dipingere le sedie con l’aggiunta di un “commento” o un twit diretto all’ampiezza del mondo o alla strettezza del vicinato.</p>
<p>Ciascuno si è prodigato secondo il proprio saper fare, alcuni hanno dipinto, altri ricamato, qualcuno si è dedicato a pizzi e merletti, altri hanno riciclato ruote per inventare estrose sedute.<br />
Dopo cena, spenti tablet e televisione, le persone rianimano il vicolo con le loro voci, mentre i bambini giocano come una volta sotto lo sguardo attento di nonni, zii e vicini.</p>
<p><img class=" wp-image-18077 alignright" alt="chiana2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana2-224x300.jpg" width="157" height="210" />Qualche fotografo ha definito come street art l’evoluzione artistica di questa esperienza.</p>
<p>Un piccolo cambiamento dal basso, un gesto di proattività che ciascuno ha voluto compiere senza delega.<br />
La proattività è la possibilità di diventare protagonisti e attori di cambiamento, è la capacità di far accadere delle cose piuttosto che adattarsi e attendere.<br />
Dunque gli abitanti della“Chiana” sono divenuti pro-attivisti capaci di esprimere creativamente la propria idea di territorio partendo dai bisogni personali e di quartiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18078" alt="chiana3" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a>Così facendo hanno rivalutato la strada quale bene relazionale, fatto di amicizie concrete e non virtuali, di scambi sociali e non bacheche, di trambusto e confusione, di chiacchere a volte pungenti, di sguardi, sorrisi e condivisioni.</p>
<p>Un &#8220;festival&#8221; di buone pratiche necessarie a combattere l’individualismo e la pochezza rassicurante delle relazioni virtuali.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18079" alt="chiana clown" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown-225x300.jpg" width="158" height="210" /></a></p>
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		<title>“Apice Vecchia” rinata nei tratti di una Bic</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2015 22:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[È solo un quadro, dei tratti di penna Bic incisi su di una tela, ma hanno un senso di profondità tale da immergerti in un altro mondo. Per tanti che hanno conosciuto la vivacità e la poesia dei vicoli di Apice Vecchia potrebbe essere un flashback nel tempo, così come lo è stato per me, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/mostra-apice.jpg"><img class=" wp-image-17087 alignleft" alt="mostra apice" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/mostra-apice-224x300.jpg" width="157" height="210" /></a>È solo un quadro, dei tratti di penna Bic incisi su di una tela, ma hanno un senso di profondità tale da immergerti in un altro mondo.<br />
Per tanti che hanno conosciuto la vivacità e la poesia dei vicoli di Apice Vecchia potrebbe essere un flashback nel tempo, così come lo è stato per me, che incantata davanti a quei quadri mi è sembrato di sentire gli odori di una volta, quasi il suono della tammorra che con il suo ritmo scandiva le notti delle feste apicesi, quando i vicoli del borgo Normanno del paese sannita erano vissuti e gremiti di gente e non certo somiglianti ad una città fantasma quale è divenuta ora.</p>
<p>Tutta questa magia l’ha creata Tonino Dionizio, artista eclettico, forse inconsapevole del potere emotivo delle sue opere, realizzate semplicemente con i soli tratti di una penna quotidianamente usata.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/mostra-apic.jpg"><img class=" wp-image-17083 alignleft" alt="mostra apic" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/mostra-apic-224x300.jpg" width="157" height="210" /></a>La sua maestria, i dettagli minuziosi, la modestia dello strumento, trasformano una tela in un ricordo che sembra parlarti, o quanto meno a me così è sembrato.</p>
<p>Tratti vivi e vividi, che danno forma e sembrano parlarti al cuore di un tempo che fu, tratti a volte curvi che nel loro movimento e nel loro pieno realismo riportano alla mente la malinconia di tempi allegri in cui grandi compagnie animavano le case e le strade di un luogo ormai interdetto, per sicurezza, al pubblico da diverso tempo.</p>
<p>Tonino Dionizio espone i suoi quadri nel Centro Sociale di Apice dal 8 al 17 agosto; la mostra è aperta al pubblico.</p>
<p><img class="wp-image-17082 alignleft" alt="mostra api" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/mostra-api-224x300.jpg" width="157" height="210" /></p>
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		<title>Una rivoluzione gentile</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 21:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina riflettevo sulla gentilezza, la sua potenza e la forza quasi magica che essa possiede. E cercando un po’ su internet mi sono imbattuta in un mantra della gentilezza. Non tutti sappiamo cosa sia un mantra per questo provo a spiegarvelo ora nella semplicità della mia conoscenza. Mantra significa strumento della mente, ossia dei suoni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a style="text-align: justify;" href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/mecala-bo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16773" alt="mecala bo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/mecala-bo.jpg" width="363" height="484" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Stamattina riflettevo sulla gentilezza, la sua potenza e la forza quasi magica che essa possiede. E cercando un po’ su internet mi sono imbattuta in un mantra della gentilezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutti sappiamo cosa sia un mantra per questo provo a spiegarvelo ora nella semplicità della mia conoscenza. Mantra significa strumento della mente, ossia dei suoni tradotti in parola che producono un’energia fisica, cioè delle vibrazioni. Se alla vibrazione delle parole si aggiunge un intento mentale questo influenzerà la recitazione del mantra stesso.<br />
.<br />
La fisica, soprattutto quella quantistica, ci insegna che tutto l’universo è fatto di energia e tutto vibra ad una sua frequenza specifica. A dimostrazione di ciò potreste prendere ad esempio un diapason e mettete accanto ad esso un altro della stessa frequenza, al tocco dell’uno automaticamente vibrerà anche l’altro.<br />
.<br />
I mantra, sotto questo punto di vista, ci aiutano a modificare le nostre vibrazioni in modo da entrare in risonanza con ciò che vogliamo sperimentare.<br />
.<br />
Possono essere recitati, cantati o ripetuti in silenzio nella mente. Portano ad uno stato di pace e rilassamento in quando sostituiscono il ritmo incessante dell’affastellarsi dei nostri pensieri, e dunque, puliscono, semplificano, ordinano la mente. In un mondo in cui siamo costantemente bombardati dalle dissonanze, intonare un mantra può essere un altro modo di ricalibrare la nostra essenza vibrazionale di base, per riconnetterci alla lentezza e ad un tempo che sia il più possibile a misura di uomo.<br />
.<br />
Attraverso la meditazione dei mantra entriamo inuno stato ritmico di pace, ripulito dalla spazzatura mentale disorganizzata che siamo costretti a collezionare durante il giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/sxanz.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16774" alt="sxanz" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/sxanz.jpg" width="259" height="194" /></a>Ritornando alla gentilezza, alla sua speciale magia e al mantra che ho incontrato stamattina, mi piace pensare che la stessa gentilezza possa diventare una nuova rivoluzione, la possibilità di mettere in circolo nel mondo una vibrazione che predisponga tutti a sentirsi accolti e speciali, far nascere sorrisi e bontà.<br />
Ai miei alunni a scuola insegno che le parole gentili aprono il cuore e la più potente di queste è GRAZIE.<br />
.<br />
Oggi, purtroppo, il mondo ci insegna a guardare a ciò che non abbiamo e ad agognare ad esso con bramosia, ci invita davvero molto poco a ringraziare per quanto ci è concesso, anzi quasi mai ci fermiamo a riflettere sui tanti motivi per cui potremmo ringraziare dandoli per scontati sempre e comunque.<br />
.<br />
Invece stamattina leggevo che dicendo grazie e ascoltandosi mentre lo si fa, ringraziando in modo consapevole, libereremo in noi parecchie forze creative. Queste forze si manifesteranno sotto forma di nuove idee, spunti, percezioni. Pertanto mi invito e vi invito ad uno spazio di gratitudine quotidiano utilizzando la parola GRAZIE come un mantra da ripetere con il sorriso per alcuni minuti prima di cominciare la giornata.</p>
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		<title>L’Educazione Visiva per prevenire e curare i disturbi della vista.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 09:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D&#8217;Antonio] Il 14 giugno per puro caso mi sono trovata al Festival dell’Oriente che si è tenuto alla fiera di Bologna e altrettanto per casualità sono stata ad ascoltare un seminario tenuto da Piva Arianna su un metodo di rieducazione visiva. . Arianna ha semplicemente raccontato la sua storia di bambina a cui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/Occhi_012.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16712" alt="Occhi_012" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/Occhi_012.jpg" width="368" height="277" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/carmela-dantonio-autori-di-artempori/" target="_blank">Carmela D&#8217;Antonio</a>] Il 14 giugno per puro caso mi sono trovata al Festival dell’Oriente che si è tenuto alla fiera di Bologna e altrettanto per casualità sono stata ad ascoltare un seminario tenuto da Piva Arianna su un metodo di rieducazione visiva.<br />
.<br />
Arianna ha semplicemente raccontato la sua storia di bambina a cui viene riscontrata la Miopia, cioè un difetto della vista che non permette di vedere la lontano. Purtroppo con la crescita, la miopia di Arianna aumenta sempre di più, fino ad arrivare durante i suoi 24 anni ad una diagnosi di eventuale cecità dovuta non solo all’aggravarsi della miopia ma anche ad un conseguente distacco della retina. Preoccupata, timorosa, ma decisa a non arrendersi, comincia a cercare su internet qualcosa di alternativo che potesse darle comunque qualche speranza.<br />
Così si è imbattuta in un libro di De Angelis dal titolo “Come sono guarito dalla miopia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le si apre un modo, comincia a consapevolizzare le cattive abitudini a cui la vita moderna sottopone la vista e comprende quanto l’adattamento a stili di vita poco naturali, le luci artificiali, gli ambienti chiusi e quindi poco consoni all’uomo stanno creando nuovi adattamenti nella specie, impigrendo alcune potenzialità dei nostri occhi.<br />
Comincia ad occuparsi di igiene visiva, la pratica ogni giorno nella sua vita, inizia a fare dei semplici esercizi per rieducare i suoi occhi ad uno sguardo sano ed il più possibile naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Associa a tutto questo consigli di altri esperti e ne costituisce una sorta di metodo, che ha chiamato Power Vision System, un metodo fatto di un approccio naturale ed olistico, che le ha permesso in alcuni anni di recuperare ben quattro diottrie.<br />
Arianna ha voluto condividere la sua esperienza in un sito, in cui spiega il metodo che lei ha adottato, gli esercizi, e i vari training oltre che a norme di igiene visiva e tanto altro. Si è specializzata in questo settore e ne è diventata promotrice infatti nel suo sito sono spiegati in modo preciso anche attraverso video tutorial gli esercizi che chiunque potrebbe fare.<br />
Il sito lo trovate all’indirizzo <a href="www.miglioralatuavista.it" target="_blank">www.miglioralatuavista.it</a><br />
Ho voluto condividere tutto questo con voi, perché credo sia necessario fare informazione producendo un cambiamento dal basso che ha del magnifico quando ci permette di educare, di prevenire e di curarci.</p>
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		<title>&#8220;Naturalmente&#8221; in mostra per educare</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2015 18:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Antonio Bruno Schmidt agronomo, entomologo, erpetologo, creativo. È entrato nella mia scuola con in mano un manifesto che pubblicizzava “Naturalmente” ossia una mostra didattica permanente e gratuita ( cosa che mi ha lasciato un po’ sbalordita in un primo momento) che lui stesso, con le sue forze e il sostegno di qualche amico ha allestito [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/04/schmitz.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-16305" alt="schmitz" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/04/schmitz-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>Antonio Bruno Schmidt agronomo, entomologo, erpetologo, creativo.<br />
È entrato nella mia scuola con in mano un manifesto che pubblicizzava “Naturalmente” ossia una mostra didattica permanente e gratuita ( cosa che mi ha lasciato un po’ sbalordita in un primo momento) che lui stesso, con le sue forze e il sostegno di qualche amico ha allestito nel paese di Buonalbergo.</p>
<p>Una mostra con un erbario e con foto rappresentanti campioni di erbe, con esempi di fauna come nidi di uccelli, farfalle, insetti, rettili, qualcuna conservata in vitro, molte altre in foto e video e poi tanti diversi fossili raccolti nelle nostre zone.<br />
Scopo di questa mostra è quello di far conoscere il delicato equilibrio della natura.<br />
Diventa necessario, dice Schimdt, essere consapevoli degli squilibri che porta l’uomo quando interrompe la catena alimentare, quando inquina una fonte, quando scarica schifezze in un terreno, e per farmi meglio capire mi ha elevato in potenza la “figliata” di una coppia di topi in un ciclo vitale di un anno senza nessun predatore che possa minacciarne il controllo.<br />
Mentre mi raccontava tutto ciò non riuscivo a smettere di guardarlo, gentile, accorto, educato, con uno sguardo brillante che illumina solo pochi volti, mi parlava di sé e di quello che aveva fatto come se fosse stata la cosa più semplice di questo mondo coltivare questa passione e spendere il suo tempo per educare alla salvaguardia dell’ecosistema.</p>
<p>Ha 70 anni e buona parte della sua vita l’ha spesa in ricerche e classificazioni per costruire il suo patrimonio culturale fatto di fossili, piante, insetti, rettili.<br />
Per diversi anni, insieme con un circo, ha portato in giro, su un camion, una parte di queste sue ricchezze esponendoli nelle scuole e facendoli conoscere ai ragazzi.<br />
Da luglio di quest’anno invece, ha trovato un luogo fisso in cui mostrare il frutto di questa sua passione, ma soprattutto per educare le nuove generazioni.<br />
Allora curiosa gli ho chiesto da dove venisse con quel suo cognome poco comune e l’accento napoletano e mi ha risposto di essere figlio della pace, nato da papà tedesco che durante la guerra si innamorò di una donna italiana e che lui venne al mondo quando anche il Giappone deposele armi.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-16304" alt="mostra nat" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/04/mostra-nat-300x199.jpg" width="300" height="199" />L’ho sentito poco fa per telefono ed entusiastami ha raccontato dei tritoni che aveva trovato nella fonte in questi giorni, della cura che ha avuto per le femmine gravide anzitempo, mi ha anche detto di essere preoccupato che nonostante la fioritura delle piante ancora non si vedano le farfalle.</p>
<p>Ha scelto di risiedere a Buonalbergo per sfuggire al caos della città napoletana ma soprattutto per meglio godersi la natura ed in questo paese il 25 aprile sera, nella chiesa del Carmine, presenta un’altra sua passione: il fumetto.<br />
L’invito è aperto a tutti, ci ha tenuto a ricordarmi che sarà una serata piena di sorprese</p>
<p>.<img class="alignnone size-medium wp-image-16306" alt="locandina" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/04/locandina-224x300.jpg" width="224" height="300" /></p>
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		<title>Clown Dottori Sfusi, esempio di cambiamento dal basso</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 14:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
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		<category><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></category>
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		<category><![CDATA[Mariano MaLaccorto]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Mariapaola Bianchini] Domenica 12 ottobre, passeggiavano sul corso di Benevento Mecala, Split e Supplì, clown dottori appartenenti alla neonata associazione Clown Dottori Sfusi, la Tribù dei nasi rossi. . Per chi ha avuto il piacere di incontrarli e intrattenersi con loro è stata una vera sorpresa, trattandosi di un&#8217;uscita estemporanea e non annunciata. I tre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[di Mariapaola Bianchini] Domenica 12 ottobre, passeggiavano sul corso di Benevento Mecala, Split e Supplì, clown dottori appartenenti alla neonata associazione <b>Clown Dottori Sfusi, la Tribù dei nasi rossi</b>.<br />
.<br />
Per chi ha avuto il piacere di incontrarli e intrattenersi con loro è stata una vera sorpresa, trattandosi di un&#8217;uscita estemporanea e non annunciata. I tre amici &#8211;  Carmela D&#8217;Antonio, Lorenzo Canzanella, Giuseppe Liberato &#8211; portavano in giro ciò che ai clown sta più a cuore: colori, bellezza, speranza per un mondo migliore a partire da semplici gesti di cura. Lo facevano con delicatezza, rispetto, umiltà di cuore, come è tipico di un clown. Ad accompagnarli c&#8217;era la musica di Mariano MaLaccorto, insegnante di spagnolo originario dell&#8217;Argentina. In particolare il tema della serata era la gratitudine, un sentimento da alimentare sempre. Riuscire a ringraziare e ringraziarsi per Mecala, Split e Supplì è un atto di responsabilità che muove il cambiamento dal basso e che per tanto va mostrato umilmente a tutti.<br />
.<br />
Insomma, un grande e bello stimolo da portarsi a casa in una domenica di ottobre sporcata, come spesso accade, da episodi di violenza e negatività. Penso in particolare agli episodi di bullismo estremo raccontati nella settimana e all&#8217;accanimento della cronaca sul soffermarsi sui dettagli, sorvolando sulla tutela della vittima. Siamo in una fase della società in cui molti valori, soprattutto quelli di educazione affettiva e sociale, chiedono con forza di essere ri-centrati. Il cambiamento dal basso è l&#8217;unica via al momento praticabile; per cui grazie ai clown! Domenica, come in altre occasioni passate e future, hanno  mostrato esempio di umanità da riscoprire. Ne aspettiamo di nuovi da tutti i Clown Dottori Sfusi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Per una visione ottimale delle foto, <strong>cliccare all’interno della foto in testa all’articolo</strong> e, poi (apertasi una nuova finestra), cliccare sulla destra di ogni foto (per andare avanti) o cliccare sulla sinistra della foto (per andare indietro).</span><br />
<span style="color: #993300;"> Le foto scorrono più velocemente se si utilizza la rondella del mouse (solo in avanti).</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>E’ sconsigliato</strong> cliccare sulle foto in miniatura che qui seguono.</span></p>

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/img_6284/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/IMG_6284-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6284" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/img_6289/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/IMG_6289-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6289" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/split-e-suppli/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/Split-e-Supplì-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Split e Supplì" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/stefania-e-split/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/stefania-e-split-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="stefania e split" /></a>

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