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	<title>Art&#039;Empori &#187; .Iniziative sostenibili</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Il Nuovo 23 Novembre per Apice</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 15:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice. Anniversario del terremoto dell’Ottanta. Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico. Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o.jpg"><img class=" wp-image-18360 alignleft" alt="73201892_140906783959423_591644247673798656_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o-223x300.jpg" width="156" height="210" /></a>Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice.</p>
<p>Anniversario del terremoto dell’Ottanta.</p>
<p>Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico.</p>
<p>Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico narrano di un luogo d’amore, di piazze colme di persone, di vicoli dedicati alla socialità, di un paese vigoroso socialmente ed economicamente, un crocevia di persone, animali, fiere e mercati.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o.jpg"><img class="alignright  wp-image-18361" alt="73515729_146673643382737_2582981224301592576_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
<p>Distaccati traumaticamente da quel luogo d’amore la popolazione apicese sembra avere ingabbiato il proprio timore nella cementificazione di case, simulacri di evanescenti status sociali.</p>
<p>La paura del dover riabbandonare i luoghi cari, forse mai elaborata pienamente, ha ridotto la proattività sociale diffidandola con la critica facile o il gioco del terzo escluso.</p>
<p>E’ stato semplice assopire il proprio sentimento di impotenza rispetto alle catastrofi sacrificando le relazioni di quartiere agli imperativi del lavorare e consumare. Il bene comune era diventato una parolaccia, l’impegno sociale uno sbuffo ingiallito di borbottamenti, il tornaconto un alibi delegante.<br />
Oggi questa paralisi sociale piano piano sta cedendo il posto a nuove proattività, a giovani speranze.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o.jpg"><img class=" wp-image-18359 alignleft" alt="71725144_134384994565291_2019940445206872064_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o-300x200.jpg" width="210" height="140" /></a></p>
<p>Quest’anno il 23 novembre sembra portare con sè un auspicio di bene, sarà il giorno in cui si inaugureranno i Mercatini di Natale ad Apice Vecchia.</p>
<p>Un evento che vedrà coinvolto il borgo per diverse settimane fino alla chiusura del periodo natalizio. Dalle esposizioni degli artigiani al presepe vivente, dal vicolo delle “Anime Viandanti” a quello dello street food.<br />
In nome di questa grande manifestazione il borgo da mesi pullula di una nuova energia, le persone hanno ricominciato a popolare le piazze, le erbacce hanno dovuto cedere il passo alle installazioni artistiche, i vicoli si riempiono di voci, i ruderi diventano risorsa d’arte, le persone sembrano uscite dal letargo della bassa reattività, dal timore di affrontare i ricordi di quello che fu!<br />
Credo che il paese stia facendo un salto quantico, questo anche grazie ai figlie e ai nipoti che cresciuti a pane e ricordi hanno avuto, qualche anno fa, il coraggio di scommettere sulle “case carute” e oggi su tutto il borgo, ormai ribattezzato come fantasma. Di fantasma sta rimanendo solo la paura e il ricordo di quell’evento drammatico che ha squarciato la tranquillità di un paese dal quale i cittadini, forse, solo oggi, si stanno riprendendo definitivamente.<br />
Qualcuno ha metaforicamente suonato un flauto magico che ha risvegliato la popolazione: i commercianti di Apice Vecchia si sono costituiti in associazione per organizzare al meglio i Mercatini, hanno chiesto il contributo dei gruppi territoriali e così le associazioni si sono messe insieme per supportare l’evento, le comunicazioni si sono abbeverate di propositività e collaborazione, nuovi sguardi accolgono i turisti, idee fresche prosperano ovunque, nel paese vecchio ed anche nel nuovo che se all’inizio ha visto con dubbio ed invidia la vitalità del vecchio borgo, oggi ne osserva la bontà dell’iniziativa e l’intuizione della collaborazione.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n.jpg"><img class="alignright  wp-image-18362" alt="73409154_142001113849990_1964229771575427072_n" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a><br />
Mi piace pensare al 23 novembre 2019 come un atto psicomagico, come direbbe Jodorowsky, che le nuove generazioni di Apice stanno offrendo ai loro nonni e genitori per sanare le vecchie ferite della vita.</p>
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		<title>Yarn Bombing e la rivoluzione gentile</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 15:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni. Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18304" alt="apice b" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18306" alt="apice y" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18307" alt="apice ya" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni.</p>
<p>Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati sconfortata dallo squallore della zona in cui sorgeva il suo negozio, decise nel 2005 di ricoprire di manicotti fatti con lana colorata la maniglia della sua porta.</p>
<p>Da allora lo Yarn Bombing è divenuto un vero e proprio movimento internazionale che colora le città “vestendole” con installazioni in lana e cotone.</p>
<p><img class=" wp-image-18309 alignright" alt="apice yarn" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yarn-225x300.jpg" width="158" height="210" /></p>
<p>Un movimento spontaneo, che nasce dal basso, senza committenti nè padroni ma solo il piacere di fare, abbellire, colorare. Che trova il suo perchè nella riscoperta di vecchi strumenti quali l’uncinetto o i ferri, nel benessere e nel rilassamento che la pratica di questi regala a chi come un mantra li utilizza a colpi di “dritto e rovescio”.</p>
<p>Il  fremito creativo dello sferruzzamento ha inondato le strade di Apice in questi giorni, frutto  del piacere di  un gruppo di donne di più generazioni, messe insieme dalla presidente della pro Loco Erminia Manserra, che si incontrano solerti e mentre prendono un the con i biscotti  intrecciano  fili, parole, amicizie,  ma soprattutto  direzionano le loro intenzioni verso  l&#8217;obiettivo di migliorare piccoli quartieri di Apice in questo momento un po&#8217; in ombra.</p>
<p>Nel frattempo l&#8217;arte antica di lavorare a maglia viene tramandata dalle persone anziane del gruppo  a quelle più giovani, anche alle bambine che spesso si affacciano incuriosite nella biblioteca, luogo in cui ci riuniamo per condividere arte, passione e sogni.</p>
<p>Un vero e proprio “atto poetico” direbbe Jodorowsky, che mette in moto i talenti di ciascuno e li direziona positivamente e costruttivamente verso un luogo, uno spazio sociale, un gruppo di persone. Un atto creativo che attraversa la bellezza di un incontro e che accompagna alla cura per se stessi un momento di “attenzione” per il territorio.</p>
<p>Un lavoro collettivo fatto di vari pezzi e di autori diversi, di coperte regalate che vengono ripristinate, di sciarpe rinnovate, qualche maglione rinvigorito e qualche vestito scucito, lana regalata o sfilata, un lavoro collettivo che intreccia manufatti artistici dall’aspetto gioioso e colorato nel rispetto dell&#8217;ambiente e alla riscoperta di momenti antichi che stemperano il giallo dei ricordi nella speranza di un processo di decrescita felice!</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18308" alt="apice yar" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
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		<title>“Chiana Festival” l&#8217;arte della chiacchiera proattiva.</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 18:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni. Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18076" alt="chiana1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1-200x300.jpg" width="140" height="210" /></a>[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni.</p>
<p>Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere più piacevole l’usanza delle serate estive di mettersi davanti casa a prendere fresco scambiando una chiacchiera con il vicino.<br />
E’ bastata l’idea di dipingere le vecchie sedie esposte al sole o chiuse in cantina per rendere variopinto il quartiere.</p>
<p>La piacevolezza dell’arte decorativa ha permesso di dipingere le sedie con l’aggiunta di un “commento” o un twit diretto all’ampiezza del mondo o alla strettezza del vicinato.</p>
<p>Ciascuno si è prodigato secondo il proprio saper fare, alcuni hanno dipinto, altri ricamato, qualcuno si è dedicato a pizzi e merletti, altri hanno riciclato ruote per inventare estrose sedute.<br />
Dopo cena, spenti tablet e televisione, le persone rianimano il vicolo con le loro voci, mentre i bambini giocano come una volta sotto lo sguardo attento di nonni, zii e vicini.</p>
<p><img class=" wp-image-18077 alignright" alt="chiana2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana2-224x300.jpg" width="157" height="210" />Qualche fotografo ha definito come street art l’evoluzione artistica di questa esperienza.</p>
<p>Un piccolo cambiamento dal basso, un gesto di proattività che ciascuno ha voluto compiere senza delega.<br />
La proattività è la possibilità di diventare protagonisti e attori di cambiamento, è la capacità di far accadere delle cose piuttosto che adattarsi e attendere.<br />
Dunque gli abitanti della“Chiana” sono divenuti pro-attivisti capaci di esprimere creativamente la propria idea di territorio partendo dai bisogni personali e di quartiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18078" alt="chiana3" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a>Così facendo hanno rivalutato la strada quale bene relazionale, fatto di amicizie concrete e non virtuali, di scambi sociali e non bacheche, di trambusto e confusione, di chiacchere a volte pungenti, di sguardi, sorrisi e condivisioni.</p>
<p>Un &#8220;festival&#8221; di buone pratiche necessarie a combattere l’individualismo e la pochezza rassicurante delle relazioni virtuali.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18079" alt="chiana clown" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown-225x300.jpg" width="158" height="210" /></a></p>
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		<title>“Apice Vecchia” rinata nei tratti di una Bic</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2015 22:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[È solo un quadro, dei tratti di penna Bic incisi su di una tela, ma hanno un senso di profondità tale da immergerti in un altro mondo. Per tanti che hanno conosciuto la vivacità e la poesia dei vicoli di Apice Vecchia potrebbe essere un flashback nel tempo, così come lo è stato per me, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/mostra-apice.jpg"><img class=" wp-image-17087 alignleft" alt="mostra apice" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/mostra-apice-224x300.jpg" width="157" height="210" /></a>È solo un quadro, dei tratti di penna Bic incisi su di una tela, ma hanno un senso di profondità tale da immergerti in un altro mondo.<br />
Per tanti che hanno conosciuto la vivacità e la poesia dei vicoli di Apice Vecchia potrebbe essere un flashback nel tempo, così come lo è stato per me, che incantata davanti a quei quadri mi è sembrato di sentire gli odori di una volta, quasi il suono della tammorra che con il suo ritmo scandiva le notti delle feste apicesi, quando i vicoli del borgo Normanno del paese sannita erano vissuti e gremiti di gente e non certo somiglianti ad una città fantasma quale è divenuta ora.</p>
<p>Tutta questa magia l’ha creata Tonino Dionizio, artista eclettico, forse inconsapevole del potere emotivo delle sue opere, realizzate semplicemente con i soli tratti di una penna quotidianamente usata.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/mostra-apic.jpg"><img class=" wp-image-17083 alignleft" alt="mostra apic" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/mostra-apic-224x300.jpg" width="157" height="210" /></a>La sua maestria, i dettagli minuziosi, la modestia dello strumento, trasformano una tela in un ricordo che sembra parlarti, o quanto meno a me così è sembrato.</p>
<p>Tratti vivi e vividi, che danno forma e sembrano parlarti al cuore di un tempo che fu, tratti a volte curvi che nel loro movimento e nel loro pieno realismo riportano alla mente la malinconia di tempi allegri in cui grandi compagnie animavano le case e le strade di un luogo ormai interdetto, per sicurezza, al pubblico da diverso tempo.</p>
<p>Tonino Dionizio espone i suoi quadri nel Centro Sociale di Apice dal 8 al 17 agosto; la mostra è aperta al pubblico.</p>
<p><img class="wp-image-17082 alignleft" alt="mostra api" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/mostra-api-224x300.jpg" width="157" height="210" /></p>
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		<title>Una rivoluzione gentile</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 21:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[BlogDiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Ho scelto il cambiamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Stamattina riflettevo sulla gentilezza, la sua potenza e la forza quasi magica che essa possiede. E cercando un po’ su internet mi sono imbattuta in un mantra della gentilezza. Non tutti sappiamo cosa sia un mantra per questo provo a spiegarvelo ora nella semplicità della mia conoscenza. Mantra significa strumento della mente, ossia dei suoni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a style="text-align: justify;" href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/mecala-bo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16773" alt="mecala bo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/mecala-bo.jpg" width="363" height="484" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Stamattina riflettevo sulla gentilezza, la sua potenza e la forza quasi magica che essa possiede. E cercando un po’ su internet mi sono imbattuta in un mantra della gentilezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutti sappiamo cosa sia un mantra per questo provo a spiegarvelo ora nella semplicità della mia conoscenza. Mantra significa strumento della mente, ossia dei suoni tradotti in parola che producono un’energia fisica, cioè delle vibrazioni. Se alla vibrazione delle parole si aggiunge un intento mentale questo influenzerà la recitazione del mantra stesso.<br />
.<br />
La fisica, soprattutto quella quantistica, ci insegna che tutto l’universo è fatto di energia e tutto vibra ad una sua frequenza specifica. A dimostrazione di ciò potreste prendere ad esempio un diapason e mettete accanto ad esso un altro della stessa frequenza, al tocco dell’uno automaticamente vibrerà anche l’altro.<br />
.<br />
I mantra, sotto questo punto di vista, ci aiutano a modificare le nostre vibrazioni in modo da entrare in risonanza con ciò che vogliamo sperimentare.<br />
.<br />
Possono essere recitati, cantati o ripetuti in silenzio nella mente. Portano ad uno stato di pace e rilassamento in quando sostituiscono il ritmo incessante dell’affastellarsi dei nostri pensieri, e dunque, puliscono, semplificano, ordinano la mente. In un mondo in cui siamo costantemente bombardati dalle dissonanze, intonare un mantra può essere un altro modo di ricalibrare la nostra essenza vibrazionale di base, per riconnetterci alla lentezza e ad un tempo che sia il più possibile a misura di uomo.<br />
.<br />
Attraverso la meditazione dei mantra entriamo inuno stato ritmico di pace, ripulito dalla spazzatura mentale disorganizzata che siamo costretti a collezionare durante il giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/sxanz.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16774" alt="sxanz" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/sxanz.jpg" width="259" height="194" /></a>Ritornando alla gentilezza, alla sua speciale magia e al mantra che ho incontrato stamattina, mi piace pensare che la stessa gentilezza possa diventare una nuova rivoluzione, la possibilità di mettere in circolo nel mondo una vibrazione che predisponga tutti a sentirsi accolti e speciali, far nascere sorrisi e bontà.<br />
Ai miei alunni a scuola insegno che le parole gentili aprono il cuore e la più potente di queste è GRAZIE.<br />
.<br />
Oggi, purtroppo, il mondo ci insegna a guardare a ciò che non abbiamo e ad agognare ad esso con bramosia, ci invita davvero molto poco a ringraziare per quanto ci è concesso, anzi quasi mai ci fermiamo a riflettere sui tanti motivi per cui potremmo ringraziare dandoli per scontati sempre e comunque.<br />
.<br />
Invece stamattina leggevo che dicendo grazie e ascoltandosi mentre lo si fa, ringraziando in modo consapevole, libereremo in noi parecchie forze creative. Queste forze si manifesteranno sotto forma di nuove idee, spunti, percezioni. Pertanto mi invito e vi invito ad uno spazio di gratitudine quotidiano utilizzando la parola GRAZIE come un mantra da ripetere con il sorriso per alcuni minuti prima di cominciare la giornata.</p>
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		<title>&#8220;Naturalmente&#8221; in mostra per educare</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2015 18:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
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		<category><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></category>
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		<description><![CDATA[Antonio Bruno Schmidt agronomo, entomologo, erpetologo, creativo. È entrato nella mia scuola con in mano un manifesto che pubblicizzava “Naturalmente” ossia una mostra didattica permanente e gratuita ( cosa che mi ha lasciato un po’ sbalordita in un primo momento) che lui stesso, con le sue forze e il sostegno di qualche amico ha allestito [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/04/schmitz.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-16305" alt="schmitz" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/04/schmitz-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>Antonio Bruno Schmidt agronomo, entomologo, erpetologo, creativo.<br />
È entrato nella mia scuola con in mano un manifesto che pubblicizzava “Naturalmente” ossia una mostra didattica permanente e gratuita ( cosa che mi ha lasciato un po’ sbalordita in un primo momento) che lui stesso, con le sue forze e il sostegno di qualche amico ha allestito nel paese di Buonalbergo.</p>
<p>Una mostra con un erbario e con foto rappresentanti campioni di erbe, con esempi di fauna come nidi di uccelli, farfalle, insetti, rettili, qualcuna conservata in vitro, molte altre in foto e video e poi tanti diversi fossili raccolti nelle nostre zone.<br />
Scopo di questa mostra è quello di far conoscere il delicato equilibrio della natura.<br />
Diventa necessario, dice Schimdt, essere consapevoli degli squilibri che porta l’uomo quando interrompe la catena alimentare, quando inquina una fonte, quando scarica schifezze in un terreno, e per farmi meglio capire mi ha elevato in potenza la “figliata” di una coppia di topi in un ciclo vitale di un anno senza nessun predatore che possa minacciarne il controllo.<br />
Mentre mi raccontava tutto ciò non riuscivo a smettere di guardarlo, gentile, accorto, educato, con uno sguardo brillante che illumina solo pochi volti, mi parlava di sé e di quello che aveva fatto come se fosse stata la cosa più semplice di questo mondo coltivare questa passione e spendere il suo tempo per educare alla salvaguardia dell’ecosistema.</p>
<p>Ha 70 anni e buona parte della sua vita l’ha spesa in ricerche e classificazioni per costruire il suo patrimonio culturale fatto di fossili, piante, insetti, rettili.<br />
Per diversi anni, insieme con un circo, ha portato in giro, su un camion, una parte di queste sue ricchezze esponendoli nelle scuole e facendoli conoscere ai ragazzi.<br />
Da luglio di quest’anno invece, ha trovato un luogo fisso in cui mostrare il frutto di questa sua passione, ma soprattutto per educare le nuove generazioni.<br />
Allora curiosa gli ho chiesto da dove venisse con quel suo cognome poco comune e l’accento napoletano e mi ha risposto di essere figlio della pace, nato da papà tedesco che durante la guerra si innamorò di una donna italiana e che lui venne al mondo quando anche il Giappone deposele armi.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-16304" alt="mostra nat" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/04/mostra-nat-300x199.jpg" width="300" height="199" />L’ho sentito poco fa per telefono ed entusiastami ha raccontato dei tritoni che aveva trovato nella fonte in questi giorni, della cura che ha avuto per le femmine gravide anzitempo, mi ha anche detto di essere preoccupato che nonostante la fioritura delle piante ancora non si vedano le farfalle.</p>
<p>Ha scelto di risiedere a Buonalbergo per sfuggire al caos della città napoletana ma soprattutto per meglio godersi la natura ed in questo paese il 25 aprile sera, nella chiesa del Carmine, presenta un’altra sua passione: il fumetto.<br />
L’invito è aperto a tutti, ci ha tenuto a ricordarmi che sarà una serata piena di sorprese</p>
<p>.<img class="alignnone size-medium wp-image-16306" alt="locandina" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/04/locandina-224x300.jpg" width="224" height="300" /></p>
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		<title>Clown Dottori Sfusi, esempio di cambiamento dal basso</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 14:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
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		<category><![CDATA[lorenzo canzanella]]></category>
		<category><![CDATA[Mariano MaLaccorto]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Mariapaola Bianchini] Domenica 12 ottobre, passeggiavano sul corso di Benevento Mecala, Split e Supplì, clown dottori appartenenti alla neonata associazione Clown Dottori Sfusi, la Tribù dei nasi rossi. . Per chi ha avuto il piacere di incontrarli e intrattenersi con loro è stata una vera sorpresa, trattandosi di un&#8217;uscita estemporanea e non annunciata. I tre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[di Mariapaola Bianchini] Domenica 12 ottobre, passeggiavano sul corso di Benevento Mecala, Split e Supplì, clown dottori appartenenti alla neonata associazione <b>Clown Dottori Sfusi, la Tribù dei nasi rossi</b>.<br />
.<br />
Per chi ha avuto il piacere di incontrarli e intrattenersi con loro è stata una vera sorpresa, trattandosi di un&#8217;uscita estemporanea e non annunciata. I tre amici &#8211;  Carmela D&#8217;Antonio, Lorenzo Canzanella, Giuseppe Liberato &#8211; portavano in giro ciò che ai clown sta più a cuore: colori, bellezza, speranza per un mondo migliore a partire da semplici gesti di cura. Lo facevano con delicatezza, rispetto, umiltà di cuore, come è tipico di un clown. Ad accompagnarli c&#8217;era la musica di Mariano MaLaccorto, insegnante di spagnolo originario dell&#8217;Argentina. In particolare il tema della serata era la gratitudine, un sentimento da alimentare sempre. Riuscire a ringraziare e ringraziarsi per Mecala, Split e Supplì è un atto di responsabilità che muove il cambiamento dal basso e che per tanto va mostrato umilmente a tutti.<br />
.<br />
Insomma, un grande e bello stimolo da portarsi a casa in una domenica di ottobre sporcata, come spesso accade, da episodi di violenza e negatività. Penso in particolare agli episodi di bullismo estremo raccontati nella settimana e all&#8217;accanimento della cronaca sul soffermarsi sui dettagli, sorvolando sulla tutela della vittima. Siamo in una fase della società in cui molti valori, soprattutto quelli di educazione affettiva e sociale, chiedono con forza di essere ri-centrati. Il cambiamento dal basso è l&#8217;unica via al momento praticabile; per cui grazie ai clown! Domenica, come in altre occasioni passate e future, hanno  mostrato esempio di umanità da riscoprire. Ne aspettiamo di nuovi da tutti i Clown Dottori Sfusi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Per una visione ottimale delle foto, <strong>cliccare all’interno della foto in testa all’articolo</strong> e, poi (apertasi una nuova finestra), cliccare sulla destra di ogni foto (per andare avanti) o cliccare sulla sinistra della foto (per andare indietro).</span><br />
<span style="color: #993300;"> Le foto scorrono più velocemente se si utilizza la rondella del mouse (solo in avanti).</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>E’ sconsigliato</strong> cliccare sulle foto in miniatura che qui seguono.</span></p>

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/img_6284/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/IMG_6284-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6284" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/img_6289/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/IMG_6289-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6289" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/img_6297/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/IMG_6297-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6297" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/img_6300/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/IMG_6300-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6300" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/img_6335/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/IMG_6335-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6335" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/split-e-suppli/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/Split-e-Supplì-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Split e Supplì" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/stefania-e-split/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/stefania-e-split-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="stefania e split" /></a>

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		<title>Esperienze di woofing a Rucasa e in Italia. Viaggiare alloggiando in campagna, in cambio di lavoro. Video</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/09/25/esperienze-di-woofing-a-rucasa-e-in-italia-viaggiare-alloggiando-in-campagna-in-cambio-di-lavoro-video/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 14:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Aziende del GAS Arcobaleno e del SoldoCorto]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[Rucasa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il video è stato girato da alcune ragazze spagnole che, tramite il woofing, hanno visitato le città italiane, facendosi ospitare nelle fattorie bio del territorio in cambio di lavoro: un viaggiare concretamente esperienziale e sostenibile, in sintonia con la rivalutazione dei mestieri manuali e rurali in corso. Nel Sannio operano in tal senso le fattorie [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/rucasa29-artempori-270414.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11906" alt="rucasa29 artempori 270414" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/rucasa29-artempori-270414-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Il video è stato girato da alcune ragazze spagnole che, tramite il woofing, hanno visitato le città italiane, facendosi ospitare nelle fattorie bio del territorio in cambio di lavoro: un viaggiare concretamente esperienziale e sostenibile, in sintonia con la rivalutazione dei mestieri manuali e rurali in corso.<br />
Nel Sannio operano in tal senso le fattorie di Ciro Pirone (Sant&#8217;Agata de&#8217; Goti) e di Mariapia Cutillo (San Salvatore Telesino).</p>
<p>Nella prima parte dell&#8217;emozionante video (soprattutto a schermo intero), potete vedere le immagini relative a Rucasa, la casa rurale di Ciro Pirone e dei suoi genitori, nel territorio di Sant&#8217;Agata de&#8217; Goti (BN). Rucasa è fornitrice del GASb Arcobaleno Benevento.<br />
.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cos&#8217;è il woofing</strong> (da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/WWOOF" target="_blank">Wikipedia</a>)<br />
<b>World-Wide Opportunities on Organic Farms</b> (<b>WWOOF</b> Opportunità globali nelle fattorie biologiche) è un&#8217;organizzazione che mette in contatto le <a title="Agricoltura biologica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_biologica" target="_blank">fattorie biologiche</a> con chi voglia, viaggiando, offrire il proprio aiuto in cambio di vitto e alloggio. Questo permette a persone che vivono realtà urbane o hanno vissuto in campagna nel proprio paese di toccare con mano l’esperienze di vita e la scelta dell’<a title="Agricoltura biologica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_biologica" target="_blank">agricoltura biologica</a> nel proprio paese o all’estero.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/WWOOF" target="_blank">Continua a leggere&#8230;</a></p>
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		<title>Salone dell&#8217;editoria creativa e autoprodotta. 28 e 29 settembre 2013. Milano</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Sep 2013 20:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[Editori indipendenti]]></category>
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		<description><![CDATA[[Comunicato da LiberSalone] &#8220;Già, ancora una volta, per la terza volta, inventori di oggetti libreschi, ideatrici editoriali , manipolatori di testi fuori di testa e scellerate stampatrici in proprio si daranno appuntamento a Milano al circolo La Scighera. Arriveranno, ancor più numerosi e pronte a tutto, dall’intera penisola per ribaltare il vecchio concetto di libro, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Lucida Sans Unicode';"><span style="color: #000000;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/09/liber-libri-autoprodotti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8401" alt="liber-libri-autoprodotti" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/09/liber-libri-autoprodotti.jpg?w=300" width="300" height="224" /></a></span></span>[Comunicato da <a href="http://www.libersalone.altervista.org/index.html" target="_blank">LiberSalone</a>] &#8220;Già, ancora una volta, per la terza volta, inventori di oggetti libreschi, ideatrici editoriali , manipolatori di testi fuori di testa e scellerate stampatrici in proprio si daranno appuntamento a Milano al circolo La Scighera. Arriveranno, ancor più numerosi e pronte a tutto, dall’intera penisola per ribaltare il vecchio concetto di libro, per aprire gli infiniti possibili orizzonti di un diverso modo di intendere, di volere e di auto produrre l’editoria.</p>
<p>Il 28 e il 29 settembre saranno giorni di rivoluzione anarco-editoriale dove libelli ribelli, libroidi mutanti, busta libro postali, libri da taschino, fogli malvagi, poesie rubate in carta riciclata, pampleth pazzeschi, mail-book vagabondi, labirintici pieghevoli, libri in scatola e tutto il nuovo mondo, un tempo sommerso, della creatività libresca uscirà allo scoperto in una sommossa sorprendente.</p>
<p>Giochiamo sul fattore sorpresa perché sappiamo che l’editoria creativa è sempre nuova, è sempre l’espressione intraprendente delle idee future, dei linguaggi altri, delle concrete soluzioni immaginarie. Chi sarà presente potrà raccontare di aver partecipato, di aver toccato, gustato, sfogliato, letto, scambiato, comprato e visto fiorire quest’alba radiosa, questo prologo frizzante e scoppiettante di una nuova età dell’oro per il libro di carta. Non autrici, non editrici, non lettori, non proprietari di diritti stortati da un serioso e noioso mercato seriale, ma tanti nuovi mondi fatti a mano, un infinito sventagliar di pagine al vento della libertà. Non possiamo sapere come andrà a finire, sappiamo solo che ci saremo! E che sarà bellissimo! Lunga vita al libro di carta!!! &#8221;</p>
<p>Per il programma dettagliato:<br />
<a href="http://www.libersalone.altervista.org/pagina-862889.html">http://www.libersalone.altervista.org/pagina-862889.html</a></p>
<p style="text-align: center;"><em>La locandina realizzata a mano.</em></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/09/salone-editoria-creativa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8399" alt="salone editoria creativa" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/09/salone-editoria-creativa.jpg" width="470" height="660" /></a></p>
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		<title>Una coppia di galline come compostiera che trasforma i rifiuti organici in uova</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 07:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Compostaggio domestico]]></category>
		<category><![CDATA[compostaggio]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[galline]]></category>

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		<description><![CDATA[[Rassegna stampa] dal sito Un po&#8217; di mondo. Dalla Francia un’idea ruspante, per ridurre i rifiuti ed avere uova freschissime!!! Barsac è un paesino di 2.100 abitanti della Gironda e il suo sindaco ha avuto un’idea geniale per la riduzione dei rifiuti organici. Invece di dotare i suoi cittadini di compostiere, il sindaco, Philippe Meynard, ha donato una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<header>
<div>[Rassegna stampa] dal sito <a href="http://unpodimondo.wordpress.com/" target="_blank">Un po&#8217; di mondo</a>.<br />
<a href="http://unpodimondo.wordpress.com/2013/06/20/dalla-francia-unidea-ruspante-per-ridurre-i-rifiuti-ed-avere-uova-freschissime/" target="_blank" rel="bookmark">Dalla Francia un’idea ruspante, per ridurre i rifiuti ed avere uova freschissime!!!</a></div>
</header>
<div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/07/galline.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7847" alt="galline" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/07/galline.jpg?w=300" width="300" height="223" /></a>Barsac</strong> è un paesino di 2.100 abitanti della Gironda e il suo sindaco ha avuto un’idea geniale per la riduzione dei rifiuti organici. Invece di dotare i suoi cittadini di compostiere, il sindaco, Philippe Meynard, ha donato una coppia di galline a circa 150 famiglie. Questa scelta, che a prima vista sembrerebbe alquanto bizzarra, nasce da un calcolo sulla riduzione dei rifiuti organici: in un anno ogni coppia di volatili mangia circa 300 kg di rifiuti alimentari domestici (pane secco, scarti di frutta e verdura, etc…), produce 400 uova e una discreta quantità di pollina, ottimo concime per gli orti familiari.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Le famiglie che hanno ricevuto in regalo la coppia di galline si sono impegnate a tenerle per due anni, a curarle e a non mettere galli nel loro pollaio. In cambio hanno ricevuto il permesso per vendere le uova in eccedenza al mercato locale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea è stata già copiata da diversi sindaci della zona e di altre aree rurali francesi. L’amministrazione comunale di <strong><a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Podensac" target="_blank">Podensac</a></strong>, un altro paese della Gironda, ha calcolato che distribuendo 1.000 galline eviterebbe lo smaltimento di 150 tonnellate di rifiuti alimentari con un risparmio per le casse comunali di 15.000€…</p>
</div>
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