<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Art&#039;Empori &#187; Bmagazine</title>
	<atom:link href="https://www.artempori.it/artempori/category/artempori-movimento/rassegna-stampa/bmagazine/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.artempori.it/artempori</link>
	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 21:41:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.41</generator>
	<item>
		<title>Il verticismo delle emozioni è contro il benessere del territorio</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/11/23/il-verticismo-delle-emozioni-e-contro-il-benessere-del-territorio/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2009/11/23/il-verticismo-delle-emozioni-e-contro-il-benessere-del-territorio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 00:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Bmagazine]]></category>
		<category><![CDATA[alessio masone]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[verticismo delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[verticismo emozionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=2041</guid>
		<description><![CDATA[Il verticismo delle emozioni è contro il benessere del territorio di Alessio Masone (bmagazine &#8211; novembre 2009)    Aldo Montano, fiorettista, consiglia: “Cerco sempre l’affondo, ma mai sul pedale”. Questo è il motto della campagna di comunicazione &#8220;Sulla buona strada&#8221; promossa del governo italiano. Paradossalmente, da una parte, a parole, la campagna &#8220;dice&#8221; ai giovani [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color:#993300;">Il verticismo delle emozioni è contro il benessere del territorio</span></strong><strong><br />
</strong><span style="color:#993300;"><em>di Alessio Masone (bmagazine &#8211; novembre 2009) </em> <em></em> </span></p>
<p><span style="color:#993300;">Aldo Montano, fiorettista, consiglia: “Cerco sempre l’affondo, ma mai sul pedale”.<br />
</span><span style="color:#993300;">Questo è il motto della campagna di comunicazione &#8220;Sulla buona strada&#8221; promossa del governo italiano.</span></p>
<p><span style="color:#993300;">Paradossalmente, da una parte, <strong>a parole, la campagna &#8220;dice&#8221; ai giovani di non correre in auto</strong>, dall&#8217;altra, <strong>utilizzando, come testimonial, un asso sportivo, &#8220;comunica&#8221; di fatto che, chi vuole considerazione, deve risultare competitivo e performante nella vita e, quindi, anche in auto!</strong></span></p>
<p><span style="color:#993300;">Questa contraddizione è sintomo che i governanti e i loro consiglieri non possiedono gli strumenti per affrontare un nuovo modello culturale che sia capace di produrre una popolazione coesa e felice (quindi, non autolesionista in auto&#8230;) e, al contempo, nuova occupazione, una reale tutela ambientale e una giustizia sociale.</span></p>
<p><span style="color:#993300;">Stiamo imparando che <strong>i prodotti locali, non promossi da testimonial di visibilità nazionale e internazionale, sono portatori di una ricaduta benefica complessa</strong>: maggiore sicurezza alimentare, nuove occasioni occupazionali, giustizia sociale (maggiore retribuzione ai piccoli produttori, invece che ai capitalisti azionisti della grande distribuzione), coesione sociale (maggiore relazione tra produttori e consumatori e tra negozianti e residenti rionali, attori dello stesso territorio), tutela ambientale (meno inquinamento e meno infortuni stradali causati dal trasporto di merci lontane).</span></p>
<p><span style="color:#993300;">Finché la classe intellettuale non sarà capace di comprendere intimamente le opportunità del modello della filiera corta e dei processi sociali orizzontali, la classe dirigente non potrà affrontare la complessità delle trasformazioni necessarie al XXI secolo.</span></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>Nonostante rivoluzioni e referendum, culturalmente siamo, tutt&#8217;ora, sotto monarchia.<br />
</strong></span><span style="color:#993300;">Non esiste alcuna differenza tra un popolano medievale, che urla d&#8217;emozione al passaggio del principe, e un cittadino odierno che prova coinvolgimento, mai per il vicino di casa, ma, sempre e senza alcuna convenienza, per personaggi, nazionali e internazionali, dello sport, dello spettacolo, della cultura, dell&#8217;arte, della politica e dell&#8217;imprenditoria.</span></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>Finché esisterà un verticismo delle emozioni,</strong> a causa della fruizione di un&#8217;arte e di una cultura calate dall&#8217;alto, <strong>avremo, come riferimento, prodotti commerciali e leader politici a valenza semplicemente mediatica e sovraterritoriale</strong>: la popolazione, in mancanza di un recupero dell&#8217;orizzontalità dei processi emozionali e culturali, in assenza di una condivisione del territorio, non è capace di preferire, sebbene utili alla propria convenienza, i prodotti del vicino (negoziante o produttore) e i rappresentanti politici più vicini ai propri territori e ai propri rioni. <span id="more-2041"></span></span></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>Finché esisterà un verticismo delle emozioni, avremo, come modelli di vita, i personaggi da gossip</strong>: esiste una corrispondenza diretta fra la fascinazione per i personaggi sovraterritoriali e l&#8217;aggressività che si genera, su piano orizzontale, tra le persone comuni (violenza fra automobilisti, fra adolescenti, negli stadi, ma, anche, invidia, conflittualità, competizione, incomunicabilità, solitudine, frustrazione&#8230;).</span></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>Dando spazio, invece, all&#8217;orizzontalità delle emozioni</strong>, in un contesto di filiera corta delle relazioni sociali e commerciali, recuperando il rapporto con la propria comunità locale,<strong> si potrebbe usufruire, naturalmente, di coesione sociale, condivisione territoriale, solidarietà, giustizia sociale e redistribuzione del reddito</strong>: questi strumenti di felicità diffusa, nell&#8217;individuo, più di qualsiasi posizione sociale e più di tutti i beni status symbol, sono capaci di soddisfazione personale.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2009/11/23/il-verticismo-delle-emozioni-e-contro-il-benessere-del-territorio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crollo del centralismo ideologico (bmagazine &#8211; art&#8217;empori magazine giugno &#8217;09)</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/07/05/crollo-del-centralismo-ideologico-bmagazine-artempori-magazine-giugno-09/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2009/07/05/crollo-del-centralismo-ideologico-bmagazine-artempori-magazine-giugno-09/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 10:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Bmagazine]]></category>
		<category><![CDATA[Post della lista di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>
		<category><![CDATA[alessio masone]]></category>
		<category><![CDATA[artempori]]></category>
		<category><![CDATA[artempori magazine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=1119</guid>
		<description><![CDATA[Su Bmagazine di giugno, nell&#8217;inserto di Art&#8217;Empori Magazine, abbiamo pubblicato l&#8217;articolo che segue. Crollo del centralismo ideologico: identità locale e informazione orizzontale come modello culturale per il XXI secolo di Alessio Masone e Tullia Bartolini   Negli anni sessanta e settanta, il mondo delle università costituiva l&#8217;epicentro dei fermenti culturali e innovativi della nostra società. Al contrario, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#993300;"><em>Su Bmagazine di giugno, nell&#8217;inserto di Art&#8217;Empori Magazine, abbiamo pubblicato l&#8217;articolo che segue.</em></span></h3>
<h2><span style="color:#993300;">Crollo del centralismo ideologico:<br />
identità locale e informazione orizzontale come modello culturale per il XXI secolo </span></h2>
<h4><span style="color:#993300;"><em>di Alessio Masone e Tullia Bartolini</em></span></h4>
<h4><span style="color:#993300;"> </span></h4>
<h3><span style="color:#993300;">Negli anni sessanta e settanta, il mondo delle università costituiva l&#8217;epicentro dei fermenti culturali e innovativi della nostra società. Al contrario, in questo inizio di secolo, di fronte alle emergenze recessive, occupazionali, ambientali e democratiche, le sedi universitarie non sono luoghi di confronto capaci di imprimere alla società una svolta risolutiva.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Questo stesso limite è da attribuire anche ad altre figure, quali l&#8217;intellettuale, il politico e il giornalista: tutte accomunate dal non possedere gli strumenti per analizzare ed affrontare il cambiamento sociale in corso.    </span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Tra le tante ragioni di questa incapacità, c’è sicuramente il vuoto delle ideologie che si è formalizzato con il crollo del Muro di Berlino. Ma, a ben vedere, le figure in crisi sono accumunate anche da un&#8217;identica strategia operativa: il centralismo e il verticismo, tipici della concentrazione della produzione di beni. Essi hanno strutturato, fino ad oggi, anche la modalità di circolazione dei valori e delle esperienze nel mondo della cultura e della politica.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Probabilmente, unitamente all’incapacità reattiva delle grandi imprese di fronte al declino di quel modello di sviluppo che proliferava centralizzando la produzione e le popolazioni in grandi agglomerati urbani, anche tutti i luoghi deputati all&#8217;analisi di una società in cambiamento (come le università, i giornali, il parlamento, i partiti, tutti strutturati verticisticamente) non sono più in grado di dare risposte.<span id="more-1119"></span></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Si pensi alle aree metropolitane: questi luoghi centripeti che aggregavano, attingendo dai territori regionali e nazionali, forze politiche, intellettuali, imprenditoriali, occupazionali (tanto che, fuori di esse, tutto era periferia della cultura), negli ultimi quindici anni, hanno perso la capacità di crescere in termini demografici.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Da città cosmopolite, capaci di fermenti in ogni campo, si sono trasformate in terra di nessuno, luoghi omologanti incapaci di esprimere innovazione.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Nel contempo, la provincia italiana, con suoi i piccoli centri urbani, si sta dimostrando vera ‘cassaforte’ della biodiversità culturale. Con connotazioni identitarie e capaci di risorse per una nuova economia, i piccoli centri urbani sono nuovi luoghi di fermento culturale, in grado di dare risposte alle emergenze occupazionali ed ambientali.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">La filiera corta, già valore nei processi economici, sta risultando essere il paradigma di un nuovo modello di sviluppo necessario, non solo nel mondo economico, ma anche nella struttura sociale e culturale della collettività.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Sintomatico anche il crollo del verticismo nel mondo associativo e delle strutture sociali, in genere. Le iniziative sorgono dal basso e sono sempre più decentrate su territori periferici: una costellazione di luoghi che sono centrali a sé stessi. Strutturati in rete, invece che parte di una piramide, essi rappresentano il nuovo modello: non più ideologie monolitiche e centralizzate, ma innumerevoli e biodiversi movimenti autonomi che, come nodi di una rete involontaria, privi di gerarchie verticistiche e di dogmi, stanno cambiando il mondo nella sua interezza.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Certo – attualmente &#8211; questa visione è fruibile solo se utilizziamo, con sguardo consapevole, il web.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">La discrepanza tra mondo reale e quello che i mass media, con fare reazionario, ci restituiscono come ancora attuale, denuncia la necessità di un nuovo modello di informazione.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Se la società, locale e globale, vuole affrontare il cambiamento, è necessaria una veicolazione orizzontale delle informazioni: le testate giornalistiche e le emittenti televisive, non godendo di autonomia dai partiti e dalle grandi aziende (proprietarie o inserzioniste del giornale), sono amplificatori di quell&#8217;antiquato modello di sviluppo che ancora agevola sterilmente il paradigma dei sistemi di scala, del centralismo e del verticismo.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">(bmagazine &#8211; art&#8217;empori magazine giugno &#8217;09)</span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2009/07/05/crollo-del-centralismo-ideologico-bmagazine-artempori-magazine-giugno-09/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Art&#8217;Empori. Una presentazione. (bmagazine maggio 09)</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/01/artempori-una-presentazione-bmagazine-maggio-09/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/01/artempori-una-presentazione-bmagazine-maggio-09/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 16:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[artempori01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bmagazine]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=923</guid>
		<description><![CDATA[di Tullia Bartolini Discutere di cosa sia l’arte e di quale sia la sua funzione nel mondo, è compito arduo per chiunque. Diciamo che essa può servire a tracciare una rotta, adempiendo l’antica funzione delle stelle. Arte dal sanscrito ‘ordinare’, tentativo dunque di dar forma e senso alla realtà. Essa è il segno tangibile della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#993300;"><em>di Tullia Bartolini</em></span></p>
<h3><span style="color:#993300;">Discutere di cosa sia l’arte e di quale sia la sua funzione nel mondo, è compito arduo per chiunque.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Diciamo che essa può servire a tracciare una rotta, adempiendo l’antica funzione delle stelle.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Arte dal sanscrito ‘ordinare’, tentativo dunque di dar forma e senso alla realtà.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Essa è il segno tangibile della bellezza che c’insegue o che inseguiamo navigando verso mete che non conosciamo. Una sorta di mezzeria che segna la strada; un linguaggio con codici tutti suoi, che sostiene la fatica di essere qui ed ora. ‘L’arte è l’unica cosa che so opporre alla vita’, ha scritto Simona Vinci.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Dunque scegliere un nome come quello di Art’Empori, per stare assieme, per discutere, per navigare &#8211; anche in rete -, già significa aver riconosciuto al busillis dell’arte un ruolo centrale nel proprio quotidiano.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Ma quale arte? Dominati dal dio mercato, vessati da leggi che ci sommergono con falsi bisogni, tormentati dall’insoddisfazione, non siamo mai stati meno liberi. Un tempo c’erano le regole artistiche, il riconoscimento di varie mimesi o rappresentazioni creative. C’erano le tecniche, i mestieri, vissuti come momenti di ricerca umile e votata alla bellezza. Non si trattava di prigioni, né per l’arte, né per i suoi fruitori. Oggi c’è il ’mestiere arte’ calato nel mercato, retto da criteri imposti che manipolano perfino le nostre scelte.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Un libro si compra perché così ha stabilito il management. Un quadro si vende perché i soliti imbonitori ne hanno decretato il valore. Siamo burattini inconsapevoli che si sono affidati al ’protettore magico’ di cui parlava Fromm, che hanno delegato le proprie scelte ad un decisore esterno, il quale stabilisce cosa li deve emozionare e cosa no. Quale arte, allora? L’arte come foglio di via per la bellezza e per l’emozione, segnale lungo la rotta e possibilità di sostenere la vita, non esiste più. Essa ha smesso di nutrirsi di un linguaggio che faccia appello all’esperienza personale, alla comunicazione creativa scevra da mode e luoghi comuni.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Dunque, Art’Empori. La neonata ‘associazione’ vuol essere un gesto di ribellione ed un risveglio. Si pone come momento di incontro tra persone consapevoli (o che sfidano se stesse ad esserlo) in librerie, gallerie d’arte, empori musicali. Se è vero – come è vero – che l’omologazione della cultura e delle arti è un fenomeno sempre più preoccupante: è il gesto di dirigere la cultura dall’alto, asservendola.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Desideriamo,dunque, essere coesi: nella provincia di Benevento siamo visitatori e visitatrici di quelle librerie, gallerie d’arte e negozi di musica che operano in modo sostenibile, in quanto locali e indipendenti da franchising e da centri commerciali; siamo librai e galleristi, se sostenibili; siamo autori, autrici e artisti locali indipendenti da finanziamenti pubblici e dalle istituzioni pubbliche; siamo, ancora, editori locali sostenibili, poiché pubblichiamo senza contributo economico degli enti pubblici e degli autori. La nostra è una rete nata essenzialmente per condividere esperienze di letteratura, teatro, cinema, musica e arte, in modo sostenibile, orizzontale e non omologato, tutelando la biodiversità dei gusti artistici, delle istanze sociali e delle identità locali. Ci auguriamo di saper adoperare, nel nostro percorso, un linguaggio che riscopra la semplicità di fare appello alla propria esperienza e che non si preoccupi delle mode per mediare i suoi contenuti.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"> Ci auguriamo di poter vivere e far conoscere una cultura che, calata nella realtà quotidiana, consideri le esigenze dell’ecosolidarietà e la responsabilità sociale del consumatore. Abbiamo creato una lista di discussione (</span><a href="mailto:art_empori@yahoogroups.com"><span style="color:#993300;">art_empori@yahoogroups.com</span></a><span style="color:#993300;">) ed un sito blog (</span><a href="http://www.artempori.wordpress.com/"><span style="color:#993300;">www.artempori.wordpress.com</span></a><span style="color:#993300;">); daremo vita ad una redazione editoriale che, coinvolgendo i soggetti aderenti alla rete, pubblichi libri e periodici, cartacei o on line. All’iniziativa aderiscono già i seguenti servizi commerciali sostenibili: Libreria Fiorentino Art&amp;books di Benevento, Libreria Masone Alisei di Benevento, Libreria Milleunlibro di Montesarchio, Libreria Almayer di Morcone, Libreria The Dreamers di San Giorgio del Sannio, Edizioni Alisei di Benevento, Numen Art Gallery di Benevento. Art’Empori interagisce con una pluralità di realtà associative del territorio tramite la Rete Arcobaleno di economia ecosolidale. Speriamo di poter condividere questa esperienza con molti altri. La nostra struttura è aperta ed orizzontale. Vuole esaltare l’arte (per dirla con Adorno) quale ‘magia liberata dalla menzogna di essere verita’.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Magia liberata, appunto.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>Tullia Bartolini</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>(pubblicato su Bmagazine di maggio 2009)</em></span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/01/artempori-una-presentazione-bmagazine-maggio-09/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
