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	<title>Art&#039;Empori &#187; Cosimo Marcellino</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Art’Ap della mostra di Francesco Da Polis e Giuseppe Verdisco. Sabato 26 febbraio 2011. Caff’Emporio c/o libreria Masone</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 14:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Art'Ap]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco D'Apolito]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Scultura]]></category>
		<category><![CDATA[franceso d'apolito]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe verdisco]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l’Art’Ap, Aperitivo Artistico, di sabato 26 febbraio 2011, alle ore 12.00, presso il Caff’Emporio, ritrovo dell’arte biodiversa e dell’economia solidale ospitato dalla libreria Masone di Benevento, Art&#8217;Empori inaugura “Da qualche parte, altrove”, mostra che coinvolge le sculture di Francesco Da Polis e le tele di Giuseppe Verdisco, in esposizione fino al 20 marzo 2011.   Nel corso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family:Georgia;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/02/giuseppe-verdisco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3679" title="Giuseppe Verdisco" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/02/giuseppe-verdisco.jpg?w=300" alt="" width="300" height="300" /></a>Con l’Art’Ap, Aperitivo Artistico, di sabato 26 febbraio 2011, alle ore 12.00, presso il Caff’Emporio, ritrovo dell’arte biodiversa e dell’economia solidale ospitato dalla libreria Masone di Benevento, Art&#8217;Empori inaugura <strong>“Da qualche parte, altrove</strong>”, mostra che coinvolge le <strong>sculture di Francesco Da Polis </strong>e le <strong>tele di Giuseppe Verdisco</strong>, </span><span style="font-family:Georgia;">in esposizione fino al 20 marzo 2011. </span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-family:Georgia;">Nel corso dell’Art’Ap, verrà proiettato <strong>“Una giornata qualunque”, un videoclip di Francesco Da Polis </strong>che racconta la solitudine dell’uomo moderno. </span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-family:Georgia;">Francesco Da Polis, artista campano, espone con pseudonimi per sottrarsi all’ossessione di un’arte omologata alla risonanza dell’autore e sempre più dimentica della diversità dei contenuti. </span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-family:Georgia;">Giuseppe Verdisco, artista beneventano, alla continua ricerca di un altrove, si esprime con uno stile metafisico sospeso tra passato e presente.  </span> </div>
<div> </div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><em><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/02/giuseppe-verdisco-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3680" title="Giuseppe Verdisco 2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/02/giuseppe-verdisco-2.jpg?w=298" alt="" width="298" height="300" /></a>Altrove&#8230; quel luogo indefinito tra sogno e realtà&#8230; quel luogo in cui albergano e fluttuano malinconie, timori, desideri ed aspettative&#8230; quel luogo in cui siamo tragicamente veri. </em></span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><em>Altrove è un viaggio introspettivo in cui rivivono i ricordi&#8230; un viaggio attraverso un intreccio di sensazioni e stati d&#8217;animo sbiaditi&#8230; è un rifugio&#8230; una destinazione. </em></span></div>
<div><span style="font-family:Times New Roman;"><em>Altrove è un ritorno al passato per non dimenticarlo&#8230; per afferrare un senso nuovo e diverso di ciò che è stato&#8230; è come seguire una rotta sconosciuta verso un territorio abbandonato&#8230; e ritrovarlo uguale, intatto. Quel territorio abbandonato però rappresenta la genuinità di un&#8217;emozione&#8230; la spontaneità di un sentimento&#8230; la capacità immutata di vivere attimi con rinnovato trasporto&#8230; è l&#8217;inizio di qualcosa di nuovo&#8230; senza perdere le indicazioni del passato&#8230;</em> </span></div>
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		<title>Dieci film di Cosimo Marcellino (bmagazine gennaio 2009)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 16:32:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cosimo Marcellino]]></category>
		<category><![CDATA[Dieci film della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione film]]></category>

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		<description><![CDATA[Rimango ancora oggi colpito dagli esili rumori che si possono cogliere in una sala cinematografica. Sin da bambino, quando mio zio Cosimo accompagnava me e mia sorella Giovanna al cinema, sono stato sempre attratto da quei piccoli inspiegabili rumori che mi proiettavano, pian piano, in una dimensione straordinaria e fantastica. Questo strano mondo mi ha [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#993300;">Rimango ancora oggi colpito dagli esili rumori che si possono cogliere in una sala cinematografica. Sin da bambino, quando mio zio Cosimo accompagnava me e mia sorella Giovanna al cinema, sono stato sempre attratto da quei piccoli inspiegabili rumori che mi proiettavano, pian piano, in una dimensione straordinaria e fantastica. Questo strano mondo mi ha sempre accompagnato nelle varie fasi della vita. Come dimenticare, l’adolescenziale fatica nel coinvolgere il compagno di banco Alessio ad entrare, un sabato pomeriggio, in un vecchio teatro riadattato a cinema, per vedere un giovane Dustin Hoffman, coriaceo maratoneta, inseguito da un vecchio e crudele Laurance Olivier; oppure, le lunghe discussioni, da giovane universitario, con l’amica Enza sull’importanza dello squillo del telefono in “C’era una volta in America”. Ogni sera, ancora oggi, dopo una giornata di lavoro, mi concedo qualche piccolo frammento di film che mi rimette in pace con il mondo circostante.<br />
Trovo rilassante rivedere il principe di Salina che balla, sulle note di un valzer di Verdi, in un enorme salone con la giovane Angelica, o l’adrenalinico inseguimento, fra la Ford Mustang GT  Fastback e la Dodge Charter coupé, nel film Bullitt. Pertanto, pur avendo accettato di elencare solo dieci pellicole da considerare imperdibili, trovo difficile escluderne molte altre. Quali scegliere tra le tante che hanno allietato le mie ore di svago, di gioia, di tristezza? Come fare a prediligerne  alcune e lasciarne da parte altre? Da non perdere, il vecchio Bogart e la bigotta zitella, ne La regina d’Africa; il cupo pessimismo di Wayne, eroe suo malgrado, ne L’uomo che uccise Liberty Valance; il disilluso Lancaster, ne Il Gattopardo; l’attempata Signoret con il giovane fuggiasco, ne L’evaso; l’immenso patriarca Brando, ne Il padrino; il cinico Sordi, ne La più bella serata della mia vita; un gruppo di cinquantenni burloni, in Amici miei; un avvocato alcolizzato vincitore e vinto, ne Il Verdetto; la scoperta di una amicizia mai finita, in Maccheroni; un maggiordomo che, identificandosi totalmente con il proprio ruolo, fallisce nella vita, in Quel che resta del giorno.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">La regina d’Africa<br />
di John Huston, USA 1951</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">L’uomo che uccise Liberty Valance<br />
</span><span style="color:#993300;">di John Ford, USA 1962</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Il Gattopardo<br />
</span><span style="color:#993300;">di  Luchino Visconti, Italia 1963</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">L’evaso<br />
di Pierre Granire Deferire, Francia 1971</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Il padrino<br />
di Francis Ford Coppola, USA 1972</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">La più bella serata della mia vita<br />
di Ettore Scola, Italia 1972</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Amici miei<br />
</span><span style="color:#993300;">di Mario Monicelli, Italia 1975</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Il verdetto<br />
</span><span style="color:#993300;">di Sidney Lumet, USA 1982</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Maccheroni<br />
 di Ettore Scola, Italia 1985</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><strong>Quel che resta del giorno</strong><br />
di James Ivory, GB/USA 1993</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Cosimo Marcellino. Nato 46 anni fa a Benevento, dove esercita la professione di avvocato, amante del cinema sin da bambino, ama definirsi gaudente organizzatore di serate culinarie, attento fumatore di sigari, appassionato di auto d’epoca. E’ sposato ed ha un figlio. Schietto nei modi, quando l’interlocutore diventa invadente, ama dire “Abite, rogo, atque oro!”.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">(Pubblicato su Bmagazine di gennaio 2009)</span></h3>
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