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	<title>Art&#039;Empori &#187; Marilina Mucci</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Botteghe Aperte. Arte e territorio a Santa Croce del Sannio. 17 aprile 2011</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2011/04/15/botteghe-aperte-arte-e-territorio-a-santa-croce-del-sannio-17-aprile-2011/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2011/04/15/botteghe-aperte-arte-e-territorio-a-santa-croce-del-sannio-17-aprile-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 12:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Marilina Mucci]]></category>
		<category><![CDATA[PoeCivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Referendario Sannita 2 Sì per l’Acqua Bene Comune]]></category>
		<category><![CDATA[fabio anzovino]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia georgopoulos]]></category>

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		<description><![CDATA[Botteghe Aperte Arte e territorio, mestieri e sapori identitari CENTRO STORICO DI SANTA CROCE DEL SANNIO (BN)   Domenica 17 aprile 2011 &#8211; dalle ore 11.00 alle 23.00   Botteghe corte Artigiani e produttori di filiera corta rivitalizzano le botteghe del centro storico DALLE ORE 11.00 ALLE 20.00   Periferie delle arti. Mostra In esposizione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/04/botteghe-aperte-17-04-11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3751" title="Botteghe-aperte-17-04-11" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/04/botteghe-aperte-17-04-11.jpg" alt="" width="500" height="912" /></a></p>
<div><span style="color:#c0504d;font-size:x-large;"><span id="more-3750"></span>Botteghe Aperte</span></div>
<div><span style="font-size:medium;"><strong>Arte e territorio, mestieri e sapori identitari</strong></span></div>
<div>CENTRO STORICO DI SANTA CROCE DEL SANNIO (BN)</div>
<div> </div>
<div><strong>Domenica 17 aprile 2011 &#8211; </strong>dalle ore 11.00 alle 23.00</div>
<div> </div>
<div><span style="color:#c0504d;font-size:medium;"><strong>Botteghe corte</strong></span></div>
<div><strong>Artigiani e produttori di filiera corta</strong> rivitalizzano le botteghe del centro storico</div>
<div>DALLE ORE 11.00 ALLE 20.00</div>
<div> </div>
<div><strong><span style="color:#c0504d;font-size:medium;">Periferie delle arti. Mostra<br />
</span>In esposizione pittura, fotografia e scultura di artisti del territorio </strong></div>
<div>per un’arte capace di incidere sul ruolo strategico delle periferie nel XXI secolo</div>
<div>PALAZZO MUNICIPALE – DALLE ORE 11.00 ALLE 20.00</div>
<div> </div>
<div><strong><span style="color:#c0504d;font-size:medium;">Pranzo di condivisione del territorio</span></strong></div>
<div>Per chi si vorrà trattenere, a ora di pranzo, l’agriturismo Di Fiore di Morcone (0824.951281) allestirà <strong>uno stand gastronomico nel centro storico di Santa Croce per proporre pietanze del territorio</strong>.</div>
<div>In alternativa, è possibile rivolgersi alle seguenti strutture:</div>
<div>“Antica osteria il Mulino” &#8211; 0824.950066 &#8211; www.ilmulino1913.it &#8211; Santa Croce del Sannio</div>
<div>“Casale Santa Barbara”,  agriturismo &#8211; 0824.950067 &#8211; www.casalesantabarbara.com &#8211; Santa Croce del Sannio</div>
<div> </div>
<div><span style="color:#c0504d;font-size:medium;"><strong>Laboratori del gusto, dell’artigianato e dell’arte-riciclo<br />
</strong></span>Per dare ai visitatori la possibilità di cimentarsi nella <strong>realizzazione di piatti tipici, nella lavorazione della terracotta e nel riciclaggio creativo. <br />
</strong>Per partecipare ai laboratori si prega di dare conferma al 320.6958340                                                                                                      <br />
CENTRO STORICO – DALLE ORE 16.00 ALLE 18.00</div>
<div> </div>
<div><span style="color:#c0504d;font-size:medium;"><strong>Arte e territorialità. Dibattito</strong></span></div>
<div><span style="text-decoration:underline;">- Le arti come “opportunità per nuovi equilibri sociali e territoriali</span></div>
<div><em><strong>Introduce Fabio Anzovino</strong> – Pro Loco di Santa Croce del Sannio</em></div>
<div><span style="text-decoration:underline;">- PoeCivismo, movimento di fruitori per un’arte capace di azione, di bene comune</span></div>
<div><em><strong>Introduce Alessio Masone</strong> – Art’Empori</em></div>
<div><span style="text-decoration:underline;">- L’artigianato etico come inclusione sociale e redistribuzione del reddito</span></div>
<div><em><strong>Introduce Giorgia Georgopoulos</strong> – Emisfero Sud, assoc. per il commercio equo e solidale</em></div>
<div><span style="text-decoration:underline;">- Acqua, diritto universale e tutela dei beni comuni</span></div>
<div><em><strong>Relaziona Marilina Mucci</strong> &#8211; Comitato Referendario Sannita 2 Sì per l’Acqua Bene Comune</em></div>
<div>NUOVA BIBLIOTECA COMUNALE – ORE 18.00</div>
<div> </div>
<div><strong><span style="color:#c0504d;font-size:medium;">Quasi Quartet in concerto<br />
</span>Quartetto di giovani musicisti del Sannio beneventano</strong> che ripropone classici del jazz, del blues e del soul italiano.                                                                                          <br />
PIAZZA MERCATO – ORE 21.00</div>
<div> </div>
<div><span style="font-family:Arial;"><strong><span style="font-family:Calibri;color:#c0504d;font-size:medium;">La visione di Botteghe Aperte</span></strong></span></div>
<div>La manifestazione vuol contribuire a una <strong>comunità territoriale coesa tramite un’arte che produca unione tra gli artisti e tra gli artisti e i fruitori</strong>,<span style="color:#000000;"> a scapito di un’arte esclusiva e competitiva.<br />
Il cambiamento, dal basso, del modello di sviluppo passa in primo luogo dalle modalità di produzione e fruizione dell’arte. </span></div>
<div>Inoltre, l&#8217;iniziativa intende agevolare un<strong> legame tra arte e territorio che sia capace di contrastare l&#8217;omologazione culturale grazie</strong> alle differenze di cui sono portatori <strong>quei centri rurali periferici al modello di sviluppo unico proposto dalle aree metropolitane.</strong></div>
<div> </div>
<div>www.artempori.wordpress.com                                                                                                   <br />
Responsabile evento: Fabio Anzovino, 320.6958340, <a href="mailto:fabio.anz@libero.it">fabio.anz@libero.it</a></div>
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		<title>I riti settennali, tra spiritualità identitaria e suffragazione del rapporto religiosità/potere</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 16:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Marilina Mucci]]></category>

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		<description><![CDATA[Le note biodiverse di Art’Empori (di Marilina Mucci) I riti settennali, tra spiritualità identitaria e suffragazione del rapporto religiosità/potere Ho sempre avuto un rapporto difficile con i riti, essendo di Guardia Sanframondi. Devo confessare che da ragazza, alla mia prima fase di contestazioni politiche e religiose, me ne vergognavo e non li tolleravo. Da adulta, e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le note biodiverse di Art’Empori<br />
<em>(di Marilina Mucci)</em> <strong>I riti settennali, tra spiritualità identitaria e suffragazione del rapporto religiosità/potere</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/08/riti-settennali-alessandro-caporaso1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3193" title="Riti settennali Alessandro Caporaso" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/08/riti-settennali-alessandro-caporaso1.jpg?w=100" width="100" height="150" /></a>Ho sempre avuto un rapporto difficile con i riti, essendo di Guardia Sanframondi. Devo confessare che <strong>da ragazza,</strong> alla mia prima fase di contestazioni politiche e religiose, me ne vergognavo e <strong>non li tolleravo</strong>. <strong>Da adulta, e magari per il senso di impotenza che le vicende della vita fanno sperimentare, li ho visti con occhi diversi.</strong> Mi sembrava che, in quei riti, si ripetesse la rappresentazione di una penitenza fatta per scongiurare dolori e sofferenze, il che suscitava in me compassione e solidarietà.</p>
<p style="text-align:justify;">Quest&#8217;anno, <strong>con la spettacolarizzazione e la risonanza mediatica</strong> che hanno portato i riti alla ribalta nazionale e internazionale, <strong>sono tornate tutte le mie perplessità. </strong>Per esempio, l&#8217;esaltazione collettiva e l&#8217;intolleranza verso qualsiasi critica, ma soprattutto le dinamiche della manifestazione che mi hanno sempre irritato.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/08/riti-settennali-2-alessandro-caporaso1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3194" title="Riti settennali 2 Alessandro Caporaso" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/08/riti-settennali-2-alessandro-caporaso1.jpg?w=150" width="150" height="100" /></a>Pur riconoscendo l&#8217;eccezionalità della preservazione di una manifestazione che risale al medioevo, ciò che <strong>non riesco a capire è perché, per esempio, i ruoli principali dei misteri siano riservati sempre ai figli delle famiglie più importanti ed i ruoli secondari siano sempre delle persone meno in vista</strong>. Immaginare che i potenti facciano le comparse non è possibile. Regine o sante, papi, santi o Gesù sono sempre rappresentati dai figli dei dottori, avvocati, politici, ricchi possidenti, ecc. I battenti, poi! L&#8217;ordine del primo colpo è dato sempre da un componente di una delle famiglie più potenti di Guardia. <strong>Era così quando ero giovane ed è così ora,</strong> e ci sono liti violente per decidere a chi passare l&#8217;onore tra i vari rami della famiglia. Mi ha fatto impressione vedere tra i battenti i componenti di questa famiglia, anche quelli &#8220;colti, illuminati e di sinistra&#8221;, versare il vino sulle spugne, presi e compresi del loro ruolo. <strong>Peccato che il loro ruolo è preponderante anche a livello sociale e politico.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/08/riti-settennali-3-alessandro-caporaso1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3195" title="Riti settennali 3 Alessandro Caporaso" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/08/riti-settennali-3-alessandro-caporaso1.jpg?w=100" width="100" height="150" /></a>Non è un modo per affermare il proprio ruolo dominante? </strong>Sapete che i battenti, rispetto agli altri figuranti, fanno una processione molto più breve, si cambiano e vanno a vantare il diritto di trasportare la statua, di toccarla, e per fare questo ritardano il rientro in chiesa della statua a lungo, senza rispetto dei figuranti che invece hanno camminato per ore? Non avrebbero anche i figuranti &#8220;normali&#8221; il diritto di toccare una statua, che i battenti trattano più come totem che come simbolo religioso? Se qualcuno vuole vedere i volti dei battenti, può andare ad osservarli a contendersi la statua, che tirano di qua e di là, nei pochi metri del sagrato del santuario. Dove è allora l&#8217;anonimato e l&#8217;esperienza spirituale? A me sembra un gioco di potere, tra i battenti che si sentono proprietari della statua per il sangue versato, i soliti potenti che li coccolano e i guardiesi che accettano passivamente la cristallizzazione delle differenze sociali.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/08/riti-settennali-4-alessandro-caporaso1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3196" title="Riti settennali 4 Alessandro Caporaso" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/08/riti-settennali-4-alessandro-caporaso1.jpg?w=150" width="150" height="100" /></a>Non è questo che si è sempre criticato della chiesa cattolica, andare a braccetto con i potenti e strumentalizzare il bisogno di spiritualità del popolo? Come leggere la presenza e l&#8217;intervento di tanti esponenti politici beneventani? Tutto lo scandalo creato da un articolo di Saviano, tra l&#8217;altro vecchio, e, come nel suo stile, un misto di giornalismo e invenzione letteraria, sulla presenza di camorristi tra i battenti, fa ridere chi, come me, ha da sempre sentito dire che molte delle persone poco affidabili e, sì, anche delinquenti, di Guardia e dei paesi vicini, sono tra i battenti storici, arroganti e tanto compresi dal loro ruolo da permettersi prevaricazioni e violenza.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per i giovani, sembra più un rito di iniziazione che un&#8217;esperienza religiosa.</strong> Forse le donne presenti, e soprattutto quelle più anziane, fanno pensare al bisogno di chiedere una grazia o di ringraziare per qualcosa, e suscitano compassione e comprensione. Tutto il resto <strong>sembra uno spettacolo, non certo una manifestazione religiosa o un momento di aggregazione dell&#8217;intera comunità. Basti pensare ai livelli di disgregazione e divisione che, nel quotidiano, attraversa Guardia per capire che i riti non ci hanno aiutato a conservare un senso di appartenenza e di solidarietà</strong>. E credo, inoltre, che la trasformazione dei riti in un &#8220;grande evento&#8221; mediatico contribuirà a farli finire.</p>
<p style="text-align:justify;">La necessità di rappresentarli per un pubblico sempre più numeroso, ma estraneo, risulterà inevitabilmente una forzatura che li snaturerà ancora di più. Nonostante le dichiarazioni sulla presenza di 150 000 &#8220;visitatori &#8221; e di più di 1000 battenti (che a me sembrano veramente un&#8217;esagerazione), ho sentito molti miei concittadini esprimere sentimenti di estraneità e di fastidio verso questa operazione. <strong>Molti, me compresa, fra sette anni, andranno in vacanza da qualche altra parte, possibilmente in località senza richiami mediatici. A cercare esperienze spirituali, forse, più vere ed autentiche.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Nel mio caso, allontanarmi sarà anche una necessità, visto che, da disabile, ho avuto molte difficoltà a circolare nel clima da “grande evento“ venutosi a creare.</strong> Alla stregua dell’emergenza rifiuti della Campania o del terremoto dell’Abruzzo, Guardia è stata lasciata gestire come un sito di interesse strategico nazionale! Non c’era verso di far valere il buon senso delle leggi ordinarie. Era tutto straordinario: i pass per disabili sembravano essere richieste marziane; i blocchi delle strade, a volte, erano incomprensibili e le informazioni fornite erano contraddittorie. Tutto nel migliore stile della protezione civile SPA, anche se per la verità non sono riuscita a sapere con certezza chi è stato a gestire il tutto:infatti, quando ho tentato di lamentarmi, nessuno mi ha saputo dire a chi indirizzare le mie rimostranze.</p>
<p style="text-align:justify;">Un evento a valenza religiosa e identitaria può essere gestito come un evento eccezionale che richiede misure estranee alla vita ordinaria, quella identitaria di un borgo sannita, in deroga anche al buon senso? <strong>Se il fine mediatico e l’esaltazione collettiva vengono prima del bene della persona, anche in questo evento, la volontà generale è slegata dal bene comune.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Marilina Mucci</strong>,  guardiese e ambientalista<br />
<strong>Art’Empori</strong>, comunità dell’arte biodiversa e capace di giustizia</p>
<p><em>(le foto sono prese in prestito da Alessandro Caporaso)</em></p>
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