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	<title>Art&#039;Empori &#187; Rita Bagnoli</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>&#8220;Baciarsi da sola la bocca&#8221; &#8211; Carla Cirillo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 21:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Carla Cirillo]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Post della lista di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Rita Bagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>

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		<description><![CDATA[baciarsi da sola la bocca questo sarebbe il vero amore baciarsi quanto si sente di meritare un bacio, tenersi saldo il corpo ingrati all&#8217;ospite silenzioso all&#8217;assente che irrompe in una scena composta a suggerire un delirio. nessuna frase da ricordare nessun rito propiziatorio, a casa autori e scenografi spargimento di sale sui territori del cuore. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#993300;"><em>baciarsi da sola la bocca<br />
</em></span><span style="color:#993300;"><em>questo sarebbe il vero amore<br />
</em></span><span style="color:#993300;"><em>baciarsi quanto si sente di meritare<br />
</em></span><span style="color:#993300;"><em>un bacio, tenersi saldo il corpo<br />
</em></span><span style="color:#993300;"><em>ingrati all&#8217;ospite silenzioso<br />
</em></span><span style="color:#993300;"><em>all&#8217;assente che irrompe<br />
</em></span><em><span style="color:#993300;">in una scena composta<br />
</span><span style="color:#993300;">a suggerire un delirio.</span></em></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>nessuna frase da ricordare<br />
</em></span><span style="color:#993300;"><em>nessun rito propiziatorio,<br />
</em></span><em><span style="color:#993300;">a casa autori e scenografi<br />
</span><span style="color:#993300;">spargimento di sale sui territori del cuore.</span></em></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Carla Cirillo</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">da Carla Cirillo, Foco all&#8217;arma, Campanotto Editore, Paisan di Prato (UD) 2008, p.30.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Sarà stato per l&#8217;ultimo Art&#8217;ap, in cui la poesia era al centro dell&#8217;incontro e ha favorito un libero scambio di vedute, ma in questi giorni mi è tornata in mente l&#8217;opera di Carla Cirillo, poetessa beneventana già autrice per Lettere Italiane (Alfredo Guida &#8211; Napoli) dei racconti  intitolati &#8220;Le mitomani favolose&#8221;, una suggestiva ed interessante rivisitazione di ritratti di donne. Il componimento che vi propongo è tratto da &#8220;Foco all&#8217;arma&#8221;, raccolta pubblicata da Campanotto lo scorso anno; per lo stesso editore è uscito in aprile il nuovo libro di Carla: &#8220;Le nuvole non sono bianche&#8221;. <em>Foco all&#8217;arma </em>ha ricevuto il Premio Prata Poesia (2008) e il terzo riconoscimento al &#8220;Concorso Nazionale Carlo Cassola&#8221; 2008.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>Rita Bagnoli</em></span></h3>
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		<title>Chiara Zamboni su &#8220;Al mercato della felicità&#8221; di Luisa Muraro &#8211; Edizioni Mondadori</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/20/chiara-zamboni-su-al-mercato-della-felicita-di-luisa-muraro-edizioni-mondadori/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 18:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri - saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero della differenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Post della lista di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Rita Bagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[al mercato della felicità]]></category>
		<category><![CDATA[artempori]]></category>
		<category><![CDATA[chiara zamboni]]></category>
		<category><![CDATA[luisa muraro]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi giro un articolo della filosofa Chiara Zamboni, apparso su &#8220;Il Manifesto&#8221; il 6 giugno 2009: a chi è interessato alla lettura dell&#8217;ultimo libro di Luisa Muraro (&#8220;Al mercato della felicità&#8221;) penso possa offrire una guida preziosa&#8230; Rita Bagnoli TESTIMONIANZE SULLA LIBERTÀ OLTRE IL PRESENTE di Chiara Zamboni DESIDERARE L&#8217;IMPOSSIBILE Il legame fra le parole e le cose, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#993300;"><em>Vi giro un articolo della filosofa Chiara Zamboni, apparso su &#8220;Il Manifesto&#8221; il 6 giugno 2009: a chi è interessato alla lettura dell&#8217;ultimo libro di Luisa Muraro (&#8220;Al mercato della felicità&#8221;) penso possa offrire una guida preziosa&#8230;<br />
Rita Bagnoli<br />
</em></span><span style="color:#993300;"><br />
TESTIMONIANZE SULLA LIBERTÀ OLTRE IL PRESENTE<br />
di Chiara Zamboni<br />
</span><span style="color:#993300;"><br />
DESIDERARE L&#8217;IMPOSSIBILE<br />
Il legame fra le parole e le cose, il possibile e l&#8217;inaudito. Esercizi esistenziali di pratica politica per sottrarsi alla rapacità del potere. Desiderio, esperienza e realtà nell&#8217;ultimo libro di Luisa Muraro<br />
Luisa Muraro ha scritto un libro che lega la passione per la politica con l&#8217;amore per la lingua dell&#8217;esperienza e con l&#8217;orientamento all&#8217;impossibile, a Dio, all&#8217;assoluto attraverso la via del desiderio. È uno scandalo, in un momento in cui il quadro politico è così deteriorato, l&#8217;esperienza sembra sempre più fantasmatica, evanescente, la parola Dio è rinchiusa nei recinti arroccati delle appartenenze religiose e il termine desiderio è la linea sottile di confine tra i desideri di oggetti consumabili e il desiderio di infinito.<br />
Parlo di &#8220;Al mercato della felicità&#8221;. La forza irrinunciabile del desiderio (Mondadori, pp. 170, euro 17,50). <span id="more-1035"></span>Lo si può leggere seguendo un doppio movimento. Il più evidente è quello di una scrittura ricca di narrazioni, frammenti poetici, tagli teorici, riflessioni filosofiche, immagini e aneddoti biografici, che tiene assieme, con precisa intenzione, la concretezza dell&#8217;esperienza e l&#8217;illuminazione del pensiero. L&#8217;altro movimento, più interno, è quello che ci inizia &#8211; noi che leggiamo &#8211; alla politica del simbolico, cioè al libero andirivieni tra parole e cose, che Muraro ci indica come la possibilità, la leva per vivere in modo sensato e libero in presenza del potere, aprendo vie che aumentino il senso d&#8217;essere. Possiamo accedere a questa iniziazione, se ci impegniamo a riguadagnare sempre di nuovo quell&#8217;andirivieni tra le parole e le cose che nell&#8217;infanzia, con la lingua materna, risultava così semplice e facile e che ora richiede amore, lavoro, attenzione.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">SUPERARE IL RECINTO DEI FATTI<br />
La mia impressione è che con questo libro Luisa Muraro voglia attrezzarci a un percorso che è sì politico, ma coinvolge tutta la nostra vita, fornendoci gli strumenti che lei ritiene necessari e che ha imparato per sensata esperienza e nel suo lungo viaggio con il femminismo. Tra i più importanti: la fiducia nelle parole, nel tesoro che esse possiedono, che se pure in parte viene sfruttato dal potere, rimane a disposizione della nostra inventiva; la meditazione su quelle verità che non hanno un contenuto argomentabile, ma richiedono attenzione per essere capite; la fedeltà al desiderio orientato all&#8217;impossibile, quando illumina la nostra esistenza e ci porta ad inventare nuove strade concrete, senza farsi misurare subito dal calcolo dei risultati.<br />
Muraro tiene conto delle teorie politiche che parlano di un potere onnipervasivo e di resistenza al potere, come anche delle teorie neocontrattualiste, ma quel che qui presenta non è un&#8217;altra teoria politica da affiancare a queste. Si tratta piuttosto di seguirla in un vero e proprio «ribaltone», cioè nel dislocamento esistenziale a cui ci invita. Ci offre come modello la vita delle donne, di cui parla Margherita Porete in Lo specchio delle anime semplici, testo centrale della mistica medievale. Sono donne che hanno oltrepassato il recinto dei fatti misurabili e si sono aperte per amore all&#8217;infinita disponibilità dell&#8217;essere. Eppure la loro è una vita ordinaria, molto simile a quella di ognuno di noi, fatta di un vissuto che si nutre di esperienze e di pratiche, senza mai aderire ideologicamente ad un credo religioso. La loro qualità è stata di farsi guidare da un desiderio di infinito a cui hanno dato voce con uno stile di vita tessuto di pratiche, discorsi, gesti, così da diventare usanza, abito sociale.<br />
Naturalmente Muraro sa bene che noi viviamo in un secolo frammentato, nel quale non c&#8217;è una fede condivisa, profondamente diverso dunque dal tempo in cui hanno vissuto queste donne. Eppure è proprio questa la scommessa che ci propone di raccogliere: non una teoria politica, ma, come queste donne, la fedeltà all&#8217;esperienza, il trovare le parole adeguate e precise che la accompagnino e la possibilità che tutto questo divenga vita quotidiana, abito, stile, modo di vivere concreto. Con la fiducia che questo sia possibile oggi nel contesto completamente diverso in cui ci troviamo a vivere, e che ciò ci sottragga alla rapacità del potere e alla vita povera di chi gli è soltanto e troppo semplicemente contro.<br />
Nel suo libro Luisa Muraro apre dei conflitti. E per aiutarsi nella sua battaglia, a sorpresa convoca al suo fianco come alleato Paolo di Tarso. Un alleato insolito, ma un amico necessario per mostrare come da persecutore dei seguaci di Gesù si possa diventare, per un evento modificante, apostolo tra gli apostoli. La parola di Gesù, da impensato che rompe i codici dati, diventa allora per Paolo un mistero, qualcosa di indicibile, che lo guida negli atti di una esistenza orientata da un impossibile, da qualcosa che egli ama e desidera, senza sapere bene cosa sia e senza pensare di farne una religione. Paolo è per Muraro un alleato perché le permette di mostrare che è la fiducia in questo mistero che lo rende libero nei confronti della legge, di cui lui, ebreo, sapeva bene l&#8217;importanza. Così come lo rende indipendente dal potere, da cui non cerca credito. La strada che egli segue per migliorare la convivenza è quella di un arricchimento della vita interiore: le vie della trasformazione storica passano attraverso il vissuto più intimo e viscerale.<br />
Tutta la vita ne viene trasformata. L&#8217;amore per il mistero di un impossibile che fa da bussola ha come effetto quello di rendere superflua &#8211; usando parole contemporanee &#8211; la divisione tra etica e conoscenza, tra teoria e prassi, perché l&#8217;esistenza stessa nel suo complesso ne risulta orientata. È chiaro che per una pensatrice come Luisa Muraro, che viene da un percorso femminista, il primo evento che da impensato diventa qualcosa da interrogare continuamente è stato ed è l&#8217;aver accolto l&#8217;essere donna, come eccedente la parola stessa «donna». Un evento che ha messo in moto un&#8217;esistenza, una ricerca di mediazioni, nel riconoscimento che c&#8217;è sempre qualcosa che va oltre qualsiasi nome si possa adoperare per dire quella singolarità che ognuna di noi incarna.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">IL FRUTTUOSO IMPREVISTO<br />
L&#8217;altro conflitto che il libro apre è sul senso della realtà. Muraro combatte contro chi considera la realtà oggettività, oggettivazione, fatto, e la vede piuttosto nel continuo rilancio della soggettività e nella contrattazione tra esperienza e capacità di dire. E in tale continuo va e vieni tra le parole e le cose occorre dare credito anche a ciò che affiora dall&#8217;inconscio, che non ha segno di realtà come un fatto, ma si colloca tra realtà e sogno, senza che si possa fare una distinzione netta tra verità e finzione. È in questo contesto che diventa essenziale il tema del desiderio per capire il senso politico del discorso di Muraro. È il nostro desiderio infatti a nutrire la realtà e a farla essere.<br />
Sappiamo quanto il femminismo abbia battuto con insistenza sul fatto che il desiderio è leva di trasformazione politica. A questa affermazione Muraro offre uno spessore ontologico. In sintonia con il pensiero di Simone Weil, afferma che la realtà comprende, oltre che il possibile, anche l&#8217;impossibile, l&#8217;inaudito, il non mai udito né pensato nei codici fino qui adoperati. Tutto questo è il reale. E non si tratta di una mossa solo intellettuale: desiderare l&#8217;impossibile, l&#8217;assoluto, ciò che non ha misure già date e già codificate nei linguaggi dominanti, comporta la modificazione di sé in una direzione di cui non conosciamo l&#8217;esito. È tutta la nostra esistenza che cambia e si orienta. Muraro cita a un certo punto Manuela Fraire: «La cosa importante non è il desiderio di qualcosa, ma il rapporto e la trasformazione di sé che si opera per via del desiderio». A questo proposito Muraro ricorda una bella immagine della mistica persiana: quella di una vecchia che offre tutto ciò che ha di più prezioso, i gomitoli di lana colorata, per ciò che desidera di più e che non potrà mai comperare solo con i suoi gomitoli. Ma la mistica insegna che impegnare per amore il poco che si ha, permette di moltiplicare il poco in molto non sul piano immediato dell&#8217;oggetto da possedere, ma sul piano di tutta una vita che si apre in mille invenzioni, scoperte, parole, imprevisti fruttuosi.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">LE PAROLE DEL VISSUTO<br />
Le pagine più dense di questo libro sono a mio avviso quelle dedicate all&#8217;esperienza. Sappiamo quanto il senso da dare all&#8217;esperienza sia stato e sia un nodo cruciale, una vera e propria croce sia della filosofia classica sia del femminismo, che su questo punto misurano la massima distanza tra loro. Per Muraro non si tratta di spiegare la realtà con teorie generali né di trovarne i fattori causali: piuttosto di avere molta cura nel prestare attenzione alle cose, a quel che capita, ai sentimenti che si provano e a trovare le parole giuste per accompagnare quel che si è vissuto.<br />
E dunque non si tratta soltanto di contrastare il sapere specialistico, ma anche quel sapere critico che si limita a decostruire modelli di pensiero, e quel pensiero postmoderno che scioglie l&#8217;esperienza in puro immaginario. Per una politica del simbolico il nodo cruciale è saper dare voce all&#8217;esperienza, trovare le parole accurate, precise, poetiche, che ne sappiano moltiplicare il valore. Allora essa si potenzia e noi con essa; allora godiamo dell&#8217;essere come dono. Senza la preoccupazione di durare nel tempo.<br />
Leggendo questo libro, ogni pagina sembra dischiudere una visione e così passo dopo passo si comprende che non c&#8217;è conclusione. Ed è questo che attira l&#8217;attenzione sullo sprofondare nell&#8217;interiorità da parte di chi scrive. Muraro non argomenta in modo lineare, c&#8217;è piuttosto un inabissamento in sé che la apre ad altro da sé, con grande attenzione e amore per le parole poetiche, che fluidificano il testo e sciolgono il pensiero.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Chiara Zamboni (il Manifesto &#8211; 6 giugno 2009)</span></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Mappa letteraria di Rita Bagnoli (Dieci libri della mia vita. Art&#8217;Empori-bmagazine gennaio 2009)</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/03/02/mappa-letteraria-di-rita-bagnoli-dieci-libri-della-mia-vita-artempori-bmagazine-gennaio-2009/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 17:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieci libri della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[Rita Bagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[dieci libri della mia vita]]></category>

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		<description><![CDATA[“Mi troverei molto male in un mondo senza libri, ma non è lì che si trova la realtà, dato che non vi è per intero.” Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano Il primo libro che mi ha aiutata ad orientarmi nel mondo è stato Niente e così sia di Oriana Fallaci: dura requisitoria contro la guerra, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><em><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/03/memorie-di-adriano-marguerite-yourcenar.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14767" alt="memorie-di-adriano marguerite yourcenar" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/03/memorie-di-adriano-marguerite-yourcenar-190x300.jpg" width="190" height="300" /></a><span style="color: #000000;">“Mi troverei molto male in un mondo senza libri, ma non è lì che si trova la realtà, dato che non vi è per intero.”</span><br />
</em></span><span style="color: #000000;">Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il primo libro che mi ha aiutata ad orientarmi nel mondo è stato Niente e così sia di Oriana Fallaci: dura requisitoria contro la guerra, ma anche ricca esperienza dell’autonomia e libertà di una donna. Anzi, vi ho trovato di più: il riferimento all’ambivalenza umana, rispetto cui è bene non assolutizzare i giudizi riducendo le persone ad oggetto, bensì confrontandosi di volta in volta con le loro azioni. Poi il mio viaggio, perlopiù in terra ‘crucca’ e straniera, è iniziato in compagnia di un libro che ho amato molto: Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Negli anni di studio di Germanistica, mi hanno allietata le letture regalate da un’amica: Felicità ed altri racconti di Katherine Mansfield e Al faro di Virginia Woolf; con esse feci la scoperta di uno stile morbido e del gusto della narrazione. Tornata in Italia, mi hanno sostenuta i libri di Christa Wolf; la sua Trama d’infanzia è l’insegnamento di come la scrittura sia arte se si lega ad una seria intenzione di comprendere la propria storia. La mia età adulta ha approfondito l’interesse per il pensiero; un evento è stato l’incontro con la filosofia della differenza femminile, nata in Francia ad opera di Luce Irigaray e trasferita in Italia da Luisa Muraro; due dei loro libri culto sono Amo a te e L’ordine simbolico della madre. Luisa Muraro è fondatrice di una comunità di filosofe, Diotima. Una loro bella pubblicazione è La magica forza del negativo: la negatività dell’esistenza se accolta e vissuta può indurci ad un passaggio di nuove prospettive. Dulcis in fundo: la poesia, la mia cioccolata. Tutte le poesie di Ingeborg Bachmann per mille motivi e le poesie di Anna Achmatova per il garbo con cui rima con il dolore e le passioni, ma specie per un suo verso: “Dalla felicità io non guarisco”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Rita Bagnoli</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Marguerite Yourcenar<br />
Memorie di Adriano, Einaudi</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Oriana Fallaci<br />
Niente e così sia, Rizzoli</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Katherine Mansfield<br />
Felicità e altri racconti, TEA</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Virgina Woolf<br />
Al Faro, Feltrinelli</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Christa Wolf<br />
Trama d’infanzia, E/O</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Luce Irigaray<br />
Amo a te, Bollati Boringhieri</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Luisa Muraro<br />
L’ordine simbolico della madre, Editori Riuniti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Diotima<br />
La magica forza del negativo, Liguori Editore</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ingeborg Bachmann<br />
Werke, Piper</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Anna Achmatova<br />
47 Poesie, Arnoldo Mondadori Editore</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Rita Bagnoli. Un giorno mia sorella Paola mi definì “anacronistica”: la battuta ci portò a ridere perché alludeva con spirito al rimprovero di agire controcorrente, di far precedere all’autorità la coscienza, alle convenzioni il diritto/dovere al dissenso. Credo di essere tutta qui, in ogni ambito frequenti: dalla scuola alla chiesa, dal teatro al cinema, dai musei ai negozi di dischi, dalla piscina alla libreria. Si capisce facilmente non sia un affare avermi come amica, figuriamoci come amante o sposa…</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>(pubblicato su Art&#8217;Empori-bagazine di gennaio 2009)</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Mappe letterarie dei lettori</span><br />
<span style="color: #993300;"><em>I dieci libri della mia vita</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Invece di una rubrica sui libri monopolizzata da un solo autore, di questa ne è coautore ogni lettore che, a turno, è invitato a commentare brevemente (max 3000 battute) i 10 libri che hanno formato la sua vita o che comunque si sente di consigliare al mondo, anche raccontando il suo personale rapporto con il libro e le librerie. Grazie all’azione di scrittura, il lettore consapevolizza il suo rapporto con la lettura e condivide con gli altri una personale mappa intellettuale le cui coordinate sono date dai 10 libri individuati. Completa l’azione di condivisione, una scheda con cui il lettore, coautore per l’occasione, racconta brevemente (max 500 battute) le sue passioni diverse dal libro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Questa rubrica è iniziata nel 2008 nella sezione di Art’Empori, all’interno della rivista bmagazine, quando era pubblicata in versione cartacea.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/"><span style="color: #993300;">Clicca qui per gli articoli di questa rubrica</span></a><a href="http://artempori.wordpress.com/category/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/"><span style="color: #993300;">.</span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>A proposito di Art&#8217;Empori (dal blog www.tulliabartolini.splinder.com )</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/02/08/a-proposito-di-artempori-da-blog-tullia-bartolini-kafka/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2009/02/08/a-proposito-di-artempori-da-blog-tullia-bartolini-kafka/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 01:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[artempori01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Post della lista di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Rita Bagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>
		<category><![CDATA[artempori]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie Tullia di aver diffuso la notizia della nostra iniziativa sul tuo blog. Non posso spiegare il contenuto di art’empori perché non è un programma di intenti, è invece soprattutto un luogo nei luoghi in cui le persone si ritrovano con un linguaggio differente: iniziando dall’esperienza per raccontare il senso di incontri con libri, musica [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#993300;">Grazie Tullia di aver diffuso la notizia della nostra iniziativa sul tuo blog. Non posso spiegare il contenuto di art’empori perché non è un programma di intenti, è invece soprattutto un luogo nei luoghi in cui le persone si ritrovano con un linguaggio differente: iniziando dall’esperienza per raccontare il senso di incontri con libri, musica o semplicemente un pensiero che interessa, interroga o assilla. L’orizzonte della cultura che desidero non è l’accumulo delle conoscenze da esibire per affermarsi contro chicchessia, bensì – almeno tale è il mio impegno quotidiano e la mia politica – azione fondata come una radice nella terra e volta ad essere per… Che non significa condividere le opinioni di tutti e chi mi conosce sa quanto sia “oppositiva” (così mi riferì un amico che stimo per il suo lavoro d’informazione) quando lo reputo coscientemente giusto; lì dove per coscienza – è meglio precisare &#8211; non intendo la buona condotta, bensì l’autentica adesione al proprio sentire, anche nell’incertezza e nel dubbio, in cui si vive. E tuttavia orizzonte è lasciare gli altri si esprimano senza la pretesa di ritenere la nostra opinione migliore, conservando piuttosto quella sana curiosità che ci consente di ascoltare e di stupirci nel notare come anche da lui e da lei, diversissimi, possa giungere inaspettatamente un’osservazione chiarificatrice, uno spunto creativo o persino un insegnamento. Art’empori per me vuole essere una pratica di confronto (almeno con chi s’interessi al riconoscimento della parola calata nel vissuto), di scambio, di riflessione per scansare l’adescamento semplificatore dell’omologazione dei linguaggi; una pratica per sollecitare ad avere fiducia nella possibilità reale di essere solidali e ad avere coraggio per uscire dall’anonimato.<br />
Un caro saluto e a presto.<br />
rita bagnoli  </span><span style="float:left;"><span style="color:#993300;"> </span></span><span style="float:right;"><span style="color:#993300;">08 Febbraio 2009 &#8211; 16:41</span></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"> Grazie a te, Rita. La rete puo&#8217; servire a dar vita a confronti di grande valore. Dove nessuno ha la verità in tasca ed ognuno offre il proprio sentire, come scrivi tu. E, se è oppositivo, tanto meglio. Anche in Splinder accade, quando si trovano i giusti interlocutori. A presto.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Tullia Bartolini</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">(da <a href="http://tulliabartolini.splinder.com/">http://tulliabartolini.splinder.com/</a> )</span><!-- Sat, 04 Jul 2009 02:25:18 +0200 --></h3>
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		<title>Verso Amsterdam. A proposito di un libro di poesie.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 19:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Rita Bagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[amsterdam]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[artempori]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[empori]]></category>
		<category><![CDATA[libreria masone]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi va di rimanerci nelle tue poesie le leggo e le riprendo con commossa emozione di parole corrispondenti di sentimenti veri ed il ritrovo mi consola. Come una carezza sono belli i tuoi versi coraggio di ascoltarsi meno soli. Rifugio di una gioia che sa e avvisa il dolore incontaminato, specie quando ti lasci andare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">Mi va di rimanerci</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">nelle tue poesie</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">le leggo e le riprendo</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">con commossa emozione</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">di parole corrispondenti</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">di sentimenti veri</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">ed il ritrovo mi consola.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">Come una carezza</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">sono belli i tuoi versi</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">coraggio di ascoltarsi</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">meno soli.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">Rifugio di una gioia</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">che sa e avvisa</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">il dolore</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">incontaminato,</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">specie quando ti lasci</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">andare all’abbraccio</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">e non ti interessa più</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">il duro linguaggio</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">di restituire le botte</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">di fare udienza alla violenza.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">Con colpi d’ali</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">risali l’abisso</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">lo squarci con immagini</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">nuove, di viva passione:</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">“l’odore dell’acqua</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">mangiava le tempie…”</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">dici, visione straordinaria.</span></h3>
<h3 class="MsoNormal"><span style="color:#993300;">Rita Bagnoli</span></h3>
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