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	<title>Art&#039;Empori &#187; Solot</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>&#8220;Il mulino dei matti&#8221;. 15,16,17 giugno 2010, &#8220;Tutti pazzi per il teatro&#8221;, Solot al Mulino Pacifico</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 09:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mulino Pacifico: martedì 15 &#8211; mercoledì  16 – giovedì 17 giugno ore 19,00 e 21,00 Necessaria la prenotazione allo 0824 47037 perché lo spettacolo è a numero chiuso (massimo 20 spettatori).  Scheda dello spettacolo   “Il Mulino dei Matti” realizzazione dagli Allievi della Scuola Teatro Solot. Regia di Michelangelo Fetto.  L’ultimo spettacolo della rassegna “teatro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mulino Pacifico: martedì 15 &#8211; mercoledì  16 – giovedì 17 giugno ore 19,00 e 21,00 </strong></p>
<p><strong>Necessaria la prenotazione allo 0824 47037 perché lo spettacolo è a numero chiuso (massimo 20 spettatori).  Scheda dello spettacolo</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>“Il Mulino dei Matti”</em> realizzazione dagli Allievi della Scuola Teatro Solot. Regia di Michelangelo Fetto.  </strong></p>
<p style="text-align:justify;">L’ultimo spettacolo della rassegna “teatro della diversità” organizzata dal Centro di salute Mentale di Puglianello diretto dal dottore Maurizio Volpe è quello della <strong>compagnia SOLOT</strong> che fa capo a Tonino Intorcia e Michelangelo Fetto, conosciuta a Benevento: sia per gli spettacoli che ha messo in scena, sia per le rassegne teatrali che organizza, sia per il suo impegno nel sociale dimostrato in diverse occasioni realizzando anche spettacoli con i detenuti nel carcere di Benevento.</p>
<p style="text-align:justify;">Con questo spirito di partecipazione civile e solidarietà sociale, dunque, la Scuola Teatro della Solot ha aderito alla “Rassegna teatro della diversità” perché, come dichiarato dal regista Michelangelo Fetto: “Troviamo di fondamentale importanza far conoscere le tematiche della salute mentale ai  nostri giovani allievi ed esprimere un’opinione attraverso quel meraviglioso atto di libertà che è uno spettacolo teatrale”.</p>
<p style="text-align:justify;">Come evidenzia il titolo <strong><em>“Il Mulino dei Matti” </em></strong>lo spettacolo si tiene al Mulino Pacifico: riservato solo a una ventina di spettatori per volta – indispensabile, perciò la prenotazione, &#8211; vedrà il pubblico e gli attori muoversi insieme e confondersi in uno spazio scenico allargato sia all’interno che all’esterno del Mulino Pacifico.</p>
<p style="text-align:justify;">E lo spettacolo, come si legge nelle note di regia: “Racconta di come un giorno un medico coraggioso fece capire al paese intero che la malattia mentale era curabile e che il sistema sanitario in merito aveva adottato una metodologia completamente sbagliata. Fino ad allora la cura riservata ai cosiddetti malati di mente era qualcosa che poco differiva dal sistema carcerario italiano e che comunque portava allo stesso risultato: la morte civile. Il sistema supportato dalla comunità scientifica nazionale trovava più semplice considerare il malato un individuo da sedare, trattare con l’elettroshock, all’occorrenza malmenare ed isolare dal resto della società civile perché inadatto a farne parte, addirittura pericoloso.</p>
<p style="text-align:justify;">Nacque dunque la legge 180 il cui spirito era quello di porsi in ascolto del malato, recuperare il rapporto con le famiglie, tirar fuori il male oscuro attraverso pratiche inusuali come per esempio quelle artistiche: teatro, pittura, musica. I risultati ? Eccezionali e per due ordini di motivi: il primo consiste nell’enorme numero di esseri viventi strappati all’oblio e recuperati ad un’esistenza vera (sono migliaia le testimonianze), il secondo sta nella chiusura dei lager (manicomi) che si distinguevano dai campi di sterminio solo per l’assenza delle camere a gas…  perché per il resto, e cioè per la sporcizia, i modi di trattamento, l’esiguità e la pessima qualità  del vitto, la pratica della tortura (malati legati al letto per mesi interi a dimenarsi nelle proprie feci e martoriati dalle piaghe da decubito), per i comportamenti dei carcerieri (medici ed infermieri), era veramente difficile notare le differenze.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed oggi? La cronaca di tutti i giorni ci dice che, fra le altre, anche la legge 180 non è granché rispettata ed i manicomi  esistono ancora ……. Una cortina di silenzio è l’ultima cosa che serve in casi come questi, in una situazione sociale che a causa del moltiplicarsi delle nevrosi imposte dalla modernità vede il moltiplicarsi dei disturbi di mente magari in forme anche più subdole del passato. Pensate ad esempio alle vittime della depressione che insorge nei milioni di persone che ogni anno restano senza lavoro : pensate che in molti casi la depressione è solo il prologo di una grave atto (estremo) come il suicidio.</p>
<p style="text-align:justify;">Perciò, sottolineando quale meraviglioso atto di libertà è uno spettacolo teatrale, ci piace concludere citando quel grande artista che fu Giorgio Gaber: <strong><em>“La libertà non è star sopra un albero. Non è neanche avere un’opinione. La libertà non è uno spazio libero. Libertà è partecipazione</em></strong>””</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>Associazione la “Rete sociale onlus”  </em></strong></p>
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		<title>Tutti pazzi per il teatro: 3, 7, 8 e 16 giugno 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 15:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti Pazzi x il Teatro: Rassegna Teatro della Diversità 3 GIUGNO-TEATRO COMUNALE La luce di dentro. Viva Franco Basaglia. Regia di Giuliano Scabia in collaborazione con Claudio Misculin e Accademia della Follia  7 GIUGNO-TEATRO COMUNALE Non ti pago di Eduardo De Filippo Regia di Raffaela Melisi. LABORATORIO E’ PIU’ BELLO INSIEME-COOPERATIVA LA SOLIDARIETA’ 8 GIUGNO-TEATRO [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/tuttipazzi_post.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2808" title="tuttipazzi_post" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/tuttipazzi_post.jpg" alt="" width="500" height="358" /></a><br />
Tutti Pazzi x il Teatro: Rassegna Teatro della Diversità</strong></p>
<p><strong>3 GIUGNO-TEATRO COMUNALE<br />
</strong><strong>La luce di dentro. Viva Franco Basaglia.<br />
</strong><strong>Regia di Giuliano Scabia<br />
</strong>in collaborazione con Claudio Misculin e Accademia della Follia</p>
<p><strong> </strong><strong>7 GIUGNO-TEATRO COMUNALE<br />
</strong><strong><em>Non ti pago</em></strong><strong> di Eduardo De Filippo<br />
</strong><strong>Regia di Raffaela Melisi.<br />
</strong>LABORATORIO E’ PIU’ BELLO INSIEME-COOPERATIVA LA SOLIDARIETA’</p>
<p><strong>8 GIUGNO-TEATRO COMUNALE<br />
</strong><strong>Il medico dei Pazzi-Eduardo Scarpetta<br />
</strong><strong>Regia di Antonello Santagata<br />
</strong>LA COMPAGNIA TEATRALE “ I N S T A B I L E”DEL CENTRO “UOCSM” DI PUGLIANELLO</p>
<p><strong>16</strong> <strong>GIUGNO-MULINO PACIFICO 0824 47037<br />
</strong><strong><em>Il Mulino dei Pazzi</em></strong><strong>  di Michelangelo Fetto<br />
</strong>ALLIEVI SCUOLA TEATRO SOLOT </p>
<p>Organizzazione: UOCSM Puglianello<br />
Responsabile: Maurizio Volpe<br />
Direzione Artistica: Antonello Santagata</p>
<p>Rete Sociale ONLUS  <a href="http://www.ilenzuolibianchi.wordpress.com">www.ilenzuolibianchi.wordpress.com</a><br />
<strong>Ingresso libero&gt;prenotazioni 0824.946550 <a href="mailto:info@tabularasaeventi.net">info@tabularasaeventi.net</a> </strong></p>
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		<title>Valani. Replica al Teatro Comunale, 5 maggio 2010</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/05/03/valani-replica-al-teatro-comunale-5-maggio-2010/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 21:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/05/valani-5-maggio-101.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2675" title="Valani-5-maggio-'10" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/05/valani-5-maggio-101.jpg" alt="" width="500" height="706" /></a></p>
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		<title>&#8220;Valani, una storia nostra&#8221; di Peppe Porcaro</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 22:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Posto l&#8217;ottimo articolo di Peppe Porcaro sullo spettacolo “Valani”. Lo definisce &#8220;una storia nostra&#8221; perché “Valani” descrive una consuetudine radicata nella normalità della vita beneventana, poi, riconosciuta vergognosa. Ma è &#8220;una storia nostra&#8221; anche perché le attività per la realizzazione dello spettacolo, “iniziate” negli anni cinquanta, vedono, come protagonisti, l&#8217;indimenticabile don Ciccio Romano (avvocato beneventano), Elisabetta Landi (Libreria Luidig, BN), Michelangelo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Posto l&#8217;ottimo articolo di Peppe Porcaro sullo spettacolo “Valani”. Lo definisce &#8220;una storia nostra&#8221; perché “Valani” descrive una consuetudine radicata nella normalità della vita beneventana, poi, riconosciuta vergognosa.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ma è &#8220;una storia nostra&#8221; anche perché le attività per la realizzazione dello spettacolo, “iniziate” negli anni cinquanta, vedono, come protagonisti, l&#8217;indimenticabile don Ciccio Romano (avvocato beneventano), Elisabetta Landi (Libreria Luidig, BN), Michelangelo Fetto e Tonino Intorcia (Solot) e i Sancto Ianne. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ritengo di ringraziare tutti questi per aver fatto giustizia due volte: nell&#8217;innescare processi culturali che procurano giustizia (ai valani di ieri) e nell&#8217;utilizzare temi e risorse locali che agevolano una comunità che, identitaria e coesa, è portatrice naturale di giustizia (ai valani di oggi).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Alessio Masone</span></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/valani-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2565" title="valani 2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/valani-2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a title="Permanent Link: Valani, una storia nostra" rel="bookmark" href="http://www.campaniapress.com/?p=5298">Valani, una storia nostra </a></p>
<div>
<div>
<p>di <strong>Peppe Porcaro &#8211; </strong>23 marzo 2010 &#8211; Sanniopress</p>
</div>
<p style="text-align:justify;">C’è una storia mai raccontata che riguarda noi tutti, una storia negata, nascosta. Una storia da non divulgarsi, da tenersi  <em>ammucciata</em> tra le rive del sabato e del Calore.  Una storia che i più preferirebbero dimenticare, tanto la vergogna che si porta dietro.</p>
<p>Una storia di ordinario sfruttamento e schiavitù andata in scena nelle campagne del beneventano fino agli anni sessanta del secolo scorso, quando giovani fanciulli di sesso maschile, e in qualche caso anche i loro padri, venivano venduti agli agrari, notabili proprietari terrieri, per qualche sacco di grano e poche lire.</p>
<p style="text-align:justify;">Il prezzo veniva concordato nella centralissima piazza Orsini di Benevento, all’ombra delle macerie del Duomo fatto oggetto del bombardamento alleato. Tutto accadeva alla luce del sole,dunque. Sotto gli occhi della città ignava. Il 15 di agosto, giorno dedicato all’Assunta, le famiglie povere del contado beneventano portavano i loro figli sul candido marmo degli scalini del Duomo perché, acquistati dal Padrone, diventassero infine Valani.</p>
<p style="text-align:justify;">L’acquisto del Valano da parte del Padrone avveniva dietro  un’attenta valutazione morfofunzionale del candidato: al malcapitato veniva richiesto di aprire la bocca perché si constatasse lo stato di salute. Poi il Padrone controllava spalle e gambe per sincerarsi della capacità del <em>Ualano</em> a sopportare lo sforzo fisico. Infine si pattuiva il prezzo, che per un anno di lavoro non andava oltre 2-3 quintali di grano e mille-duemila lire! </p>
<p style="text-align:justify;">I giovani <em>valani</em> così acquistati  passavano, per un intero anno, nella piena disponibilità degli agrari il giorno 8 settembre, natività della vergine Maria non a caso Protettrice dei <em>Ualani</em>. Presso il padrone il valano si occupava in genere del lavoro in stalla e di ogni altra attività propria del calendario agricolo. Tornava il valano  presso la sua famiglia per poche ore ogni 2-3 settimane per la cambiata, ossia per depositare panni sporchi e prenderne di puliti, quando c’erano. Per il resto ai giovani schiavi non restava che lavoro a servizio e sopraffazione, anche fisica, fino al 15 agosto successivo quando, tornati in piazza Orsini, ci si poteva ancora una volta vendere ad un nuovo padrone. E così via, di catena in catena.</p>
<p style="text-align:justify;">La città di Benevento, come detto, assisteva con ignavia  al mercato dei <em>Ualani.</em> Per molti beneventani, in verità, il giorno dell’Assunta era un diversivo importante, un modo come un altro per godersi lo spettacolo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci volle la penna e la sensibilità dell’indimenticato Francesco “Ciccio” Romano per denunciare pubblicamente l’ignobile mercato. Romano pubblicò un primo articolo nel 1950 sul Secolo Nuovo (Uomini venduti in cambio di sacchi di grano) cui fecero seguito altri due articoli-denunce. Successivamente all’avvocato Francesco Romano dell’ignobile tratta si interessano Corrado Alvaro, Luigi Einaudi, Gaetano Salvemini. Ci fu anche un’interrogazione parlamentare, nel 1952, a firma del socialista Luigi Renato Sansone. Grande scandalo per la pubblica esposizione di carne umana nel mercato di piazza Duomo Benevento.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci si interrogò sulla stampa nazionale delle condizioni in cui versavano le popolazioni rurali nel Mezzogiorno. Poi i cambiamenti economici che investirono l’Italia del secondo dopoguerra (campagne comprese) posero fine alla tratta dei <em>Ualani</em> oggi in verità sostituita, in molte realtà agricole del Paese, dal vergognoso sfruttamento degli immigrati, soprattutto africani ma anche rumeni e indiani, i nuovi valani.</p>
<p style="text-align:justify;">Quella dei <em>Ualani</em>, gli schiavi bambini, rischiava di essere una storia non raccontata, una storia persa. Dunque, una non storia. Ci ha pensato però una giovane studiosa sannita, Elisabetta Landi, a dare voce ai <em>Ualani </em>con la sua pregevole Tesi in storia moderna e contemporanea<em> “Valani e Varzoni: la schiavitù nel beneventano nel secondo dopoguerra (1945-1960</em>)”. Ora quel lavoro della Landi, liberamente adattato dalla Solot compagnia stabile di Benevento,  è diventata un’opera teatrale e magistralmente rivive con le parole di Michelangelo Fetto e Tonino Intorcia e le musiche originali, eseguite dal vivo, dei Sancto Ianne chiamati pure a sostenere il ruolo del Coro recitante, come da migliore tradizione. Valani, questo il titolo, è andato in scena con gran successo al Mulino Pacifico il 20 e 21 marzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Due sole serate per ricordare l’immane dramma che ha riguardato diverse centinaia di giovani <em>Ualani</em> e una fetta di storia della nostra città.  L’augurio è che la città voglia ora riscattarsi da questa sua storia, vergognandosene quanto basta ma non nascondendola, come sua consuetudine. La si porti in giro nei teatri, dunque. Che se ne faccia un libro, e poi un altro ancora. E magari un film, perché no? Ma soprattutto, che qualche docente coraggioso, o forse soltanto curioso, ne parli a scuola a quei ragazzi che oggi hanno la stessa età dei <em>Ualani</em> di allora.</p>
</div>
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