<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Art&#039;Empori &#187; ..Art&#8217;Empori. Post x il Movimento</title>
	<atom:link href="https://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/artempori-post-x-il-movimento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.artempori.it/artempori</link>
	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 21:41:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.41</generator>
	<item>
		<title>Gli spettacoli popolari stanno al supermercato come il teatro sta al Carrefour</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2017/08/11/gli-spettacoli-popolari-stanno-al-supermercato-come-il-teatro-sta-al-carrefour/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2017/08/11/gli-spettacoli-popolari-stanno-al-supermercato-come-il-teatro-sta-al-carrefour/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 17:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[assessorato alla cultura]]></category>
		<category><![CDATA[avere a cuore il mondo]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Longo]]></category>
		<category><![CDATA[città spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[renato giordano]]></category>
		<category><![CDATA[stili di azione culturale]]></category>
		<category><![CDATA[supermercato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=18274</guid>
		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Molte polemiche per il video promo di Città Spettacolo 2017 girato all&#8217;interno di un supermercato in quanto la rassegna è destinata all&#8217;intera popolazione. Sicuramente qui non si configura una comunicazione responsabile, agevolando consumi poco etici, ma è ancora più preoccupante che le critiche sulla scelta scenografica del video vengano dai sostenitori di una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3915"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18269" alt="poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale.jpg" width="312" height="250" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>] Molte polemiche per il video promo di Città Spettacolo 2017 girato all&#8217;interno di un supermercato in quanto la rassegna è destinata all&#8217;intera popolazione.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3936">Sicuramente qui non si configura una comunicazione responsabile, agevolando consumi poco etici, ma è ancora più preoccupante che le critiche sulla scelta scenografica del video vengano dai sostenitori di una Città Spettacolo che sia più impegnata ed elitaria.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_28734">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3957">Non risulta affatto che i fruitori di eventi colti poi evitino la grande distribuzione: semmai i fruitori di jazz e teatro, nel quotidiano, fruiscono, non dei supermercati noti per il risparmio, ma del Carrefour, &#8220;teatro&#8221; colto ed elitario dei consumi irresponsabili.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3961">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3960">Gli attivisti dell&#8217;economia solidale, p&#8217;artigiani che contrastano i consumi seriali e delegati a danno del territorio e dell&#8217;ambiente, sono tolleranti con i consumatori che si rivolgono alla grande distribuzione se spinti dal risparmio monetario, viste le ristrettezze economiche a cui sono costretti.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3963">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3965">Ma non si può essere comprensivi con chi, da benestante, frequenta il comparto elitario dei consumi e delle fruizioni: Carrefour, teatri, musei, musica colta (ma anche librerie di catena e online).</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3969">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3968">Ogni epoca è caratterizzata dalle sue emergenze e dalla rivoluzione culturale che ne consegue. Non si può definire culturale quell&#8217;attività che poi non produce cambiamento, risultando complice di una crisi economica e climatica che colpisce il cittadino medio e i territori: spettacolo popolare o colto, resta solo intrattenimento se non mette in discussione il fruitore e il sistema. E&#8217; come parlare di sesso degli angeli mentre i turchi sono alle porte.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3971">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3973">Non mi risulta che il cantante Enzo Savastano, per i suoi concerti, eviti i luoghi che utilizzano i bicchieri monouso in plastica (sostituendoli con quelli di cellulosa, cosiddetti di carta): ogni suo concerto forse resta intrattenimento fine a sé stesso, se è complice del cambiamento climatico.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31821">.</div>
<div id="yiv4677115295yqtfd38231">
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4010">Se il modello di sviluppo che viviamo è collassato, la responsabilità è della classe dirigente e intellettuale, quella della cultura elitaria. Anzi ogni volta che ci esprimiamo a favore di artisti elitari stiamo diffondendo, come costo occulto in termini esperienziali, competizione ed esclusione, quelle stesse attitudini che ricadono a danno di migranti, individui svantaggiati e anche di piccoli esercizi commerciali che, se sopravvivessero, genererebbero economia territoriale e felicità diffusa.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4009">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4012">Paradossalmente, se parliamo di stile di azione culturale, ci tocca ipotizzare che sia alquanto sostenibile lo stile di Renato Giordano (e dell&#8217;assessorato) nella progettazione della Città Spettacolo.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4016">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4014">Con i rivolgimenti globali in corso abbiamo perso ogni coordinata: necessitiamo di nuovi parametri a cui appellarci evitando pregiudizi e approcci di parte.</div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4019">In base ai parametri del &#8220;<a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/poecivismo-stili-di-azione-culturale-responsabili/" target="_blank">PoeCivismo, stili di azione culturale responsabili</a>&#8221; (pubblicati nel libro di Carmela Longo, <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">&#8220;Avere a cuore il mondo. </a><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13777"><a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune&#8221;</a>, edizioni La Meridiana, 2013)</i>, bisogna ammettere che la Città Spettacolo del 2017, nei confronti di altre rassegne calata dall&#8217;alto, sia avanti in termini di inclusione, di incentivo all&#8217;economia territoriale, di felicità diffusa, di sostenibilità ambientale.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4033">.<br clear="none" />Mentre gli intellettuali sanniti sono ancora fermi alla qualità del contenuto, bisognerebbe puntare ai metodi, agli stili con cui si veicolano i contenuti: in termini di cambiamento, il fruitore di un&#8217;opera recepisce soprattutto &#8220;l&#8217;esperienza&#8221; tramite cui si interfaccia ad essa.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4035">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4038">Si parla di &#8220;turismo esperienziale&#8221;: visto il tema devo specificare che non si tratta di un mio neologismo ma di un recente articolo de &#8220;L&#8217;inkiesta (<a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/07/20/filosofia-borghi-abbandonati-e-programmi-dautore-ecco-la-guida-allesta/34964/" target="_blank">Filosofia, borghi abbandonati e programmi d’autore: ecco la guida all’estate dei festival impegnati</a>).<a id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4040" href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/07/20/filosofia-borghi-abbandonati-e-programmi-dautore-ecco-la-guida-allesta/34964/" target="_blank" rel="nofollow" shape="rect"><br />
</a></div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31712">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31706">L&#8217;articolo prende in considerazione le manifestazioni culturali delle aree interne dove il fruitore è più attivo ed è coinvolto nell&#8217;utilizzo di stoviglie biodegradabili visto che la plastica monouso è qui bandita.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31710">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31709">Tornando a Benevento e alla sua rassegna, Giordano è avanti in quattro punti, secondo i parametri del PoeCivismo.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31711">Primo. Il suo metodo è inclusivo dei gusti dell&#8217;intera popolazione nella scelta degli spettacoli.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31716">Secondo. Rende centrale il cibo e l&#8217;indotto economico a favore degli esercenti locali: questo è atto politico, una scelta culturale forte, stante l&#8217;attuale crisi economica. Sulle sovranità alimentari, sulla responsabile filiera agroalimentare e sull&#8217;economia fisica (territoriale) si combatte il terzo  conflitto globale: noi siamo in guerra per opporre resistenza al nazismo economico che ci sta portando in un genocidio silenzioso perché  attuato con armi finanziarie, non con le armi convenzionali.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31778">Terzo. L&#8217;inclusione economica del vicino di casa (i piccoli esercenti) e l&#8217;aggregazione, che scaturiscono dal comparto cibo, innescano coesione territoriale e felicità diffusa. Quello che appare volgare agli intellettuali, è il cibo che rende centrale la figura del fruitore a scapito dell&#8217;artista. Questo nuovo baricentro tra fruitore e opera è sintomatico della rivoluzione culturale del XXI secolo, un&#8217;esperienzialità diffusa che si fenomenizza come cittadinanza artistica ed economica non delegata.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31863">Quarto. Almeno nell&#8217;edizione 2016 di Città Spettacolo, gli esercizi commerciali coinvolti durante la rassegna erano tenuti (almeno in teoria) a utilizzare bicchieri e piatti di carta, quindi biodegradabili.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31875">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31874">Certo, se si vogliono approfondire i fermenti che stanno portando verso una riformulazione dei metodi degli eventi culturali, si frequentino a Benevento le attività dal basso proposte dal GASb Arcobaleno, Circolo Bukó, Janara Squat, Lerka Minerka e Banda del Bukò.<br clear="none" />.<br clear="none" /></p>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32023">Alessio Masone</p>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31874">
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32028">Biolibraio indipendente<br />
Attivista di economia solidale</div>
</div>
</div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32025">Cofondatore di Art&#8217;Empori, movimento di fruitori responsabili ed esperienziali</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32028">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31879"></div>
<blockquote>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31882">Dove sono quegli uomini colti che, durante la fruizione di un libro o di un film sulla shoah, si dimostrano contro il male gratuito, ma solo con il senno di poi, quando i danni sono ormai irreparabili, quando tutto è acclarato?</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31957">Verranno fuori quegli intellettuali, anche questa volta, col senno di poi, quando tutto sarà irreparabile, quando anche le persone più insipienti avranno coscienza della distruzione dei beni primari di una popolazione?&#8221; <br clear="none" />Alessio Masone</div>
</blockquote>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31957">(dal libro di Carmela Longo, &#8220;<a href="http://http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Avere a cuore il mondo. </a><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13777"><a href="http://http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune</a>&#8220;, edizioni La Meridiana, 2013)</i></div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13778"><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13779">&#8212;-</i></div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31962"><span id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13953" style="color: #454545;">I metodi del &#8220;PoeCivismo. Stili di azione culturale responsabili&#8221; sono stati pubblicati nel libro </span>di Carmela Longo, &#8220;<a href="http://http//www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Avere a cuore il mondo. </a><i><i><a href="http://http//www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune</a><a href="&quot;Avere a cuore il mondo. Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune&quot;, edizioni La Meridiana, 2013)" target="_blank">&#8220;</a>, edizioni La Meridiana, 2013</i></i></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18264" alt="poecivismo-stili-di-azione-culturale-1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-1.jpg" width="756" height="1054" /></a></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18265" alt="poecivismo-stili-di-azione-culturale-2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-2.jpg" width="756" height="1063" /></a></div>
<div dir="ltr">
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2017/08/11/gli-spettacoli-popolari-stanno-al-supermercato-come-il-teatro-sta-al-carrefour/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Laura Lombardi e l&#8217;Arte del vagabonding</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2017/05/23/laura-lombardi-e-larte-del-vagabonding/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2017/05/23/laura-lombardi-e-larte-del-vagabonding/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 May 2017 10:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Chi ha scelto il cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Ho scelto il cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi responsabili]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[artempori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=18247</guid>
		<description><![CDATA[Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco Laura Lombardi, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<div id="page_body">
<div id="Blog1" data-version="2">
<div role="feed">
<article>
<div>
<div id="post-body-7149586525084008968">Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco <b>Laura Lombardi</b>, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere il mondo, nell&#8217;esplorare e nel meravigliarsi.<br />
Non riesco a darle torto e un pò invidio il suo lavoro (Laura è consulente di viaggi on line per Evolution Travel), che la porta in giro per il globo, alla scoperta di luoghi e di mete da consigliare a turisti e viaggiatori.</div>
<div></div>
<div><strong>Laura, raccontami, come nasce, in te, la passione per il Viaggio?</strong></div>
<div></div>
<div>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18255" alt="Una bella immagine di Laura" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;Il primo viaggio senza genitori è stata la classica settimana con le amiche in un resort pugliese (parliamo del 1991, avevo 20 anni e allora anche prendere un treno da sole &#8211; eravamo in sette, tutte donne &#8211; era quasi un miracolo!). Ho capito subito che quelle vacanze non facevano per me: sono andata in giro tutta la settimana alla scoperta della Puglia, terra straordinaria e bellissima e &#8230; vacanze così &#8220;stanziali&#8221; non ne ho più fatte!&#8221;.</p>
<p><strong>Quando hai iniziato a considerare il viaggiare (anche) come un lavoro?</strong></p>
<p>&#8220;Tutto è nato davvero per caso&#8230;da studentessa modello ho avuto la classica crisi esistenziale con partenza improvvisa per una stagione estiva in un villaggio turistico come istruttrice di fitness. Non mi sono più fermata: ho scoperto un mondo, anzi il mondo che si muove e quanto può essere facile far le cose anche da sole&#8230;il paese in cui nasci e cresci a volte è determinante nella tua vita, almeno finché non riesci a far emergere la tua vera indole. Il Paese ti coccola e ti nutre, facendoti sentire sempre al sicuro. E può andare bene per tutta la vita, se non hai mai uno slancio verso l&#8217;esterno. A 30 anni, dopo tre anni di lavoro in villaggio, con una laurea in bilico, ho deciso che il mio futuro lavorativo sarebbe stato nel turismo e ho cominciato piano piano a trovare la mia strada&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s1600/Laura%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s320/Laura%2B1.jpg" width="320" height="213" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Alba al Bromo, Java, Indonesia &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rolf Potts e &#8216;Vagabonding&#8217;&#8230;ho poi letto questo libro, che mi ha affascinata dalla prima all&#8217;ultima pagina. Credi sia possibile vivere come ha fatto (e fa) il suo autore?</strong></p>
<p>&#8220;Credo sia possibile se si è realmente disposti a lasciare a casa tutta la &#8220;forma mentis&#8221; che accompagna la nostra quotidianità, se si è disposti a fare davvero un viaggio innanzitutto dentro se stessi, così da poter interfacciare il mondo senza filtri e senza pregiudizi&#8230;&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s1600/Laura%2B2.jpg"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s320/Laura%2B2.jpg" width="320" height="179" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Jaama El Fnaa &#8211; Marrakech, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s1600/Laura%2B3.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s320/Laura%2B3.jpg" width="166" height="320" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Dune di Merzouga, Sahara, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In questo &#8216;non saper stare&#8217;, quanto c&#8217;è di genetico? Secondo la psicanalisi, si viaggia per sfuggire innanzitutto al crepitìo dei valori familiari, così rassicuranti ma anche tanto castranti. Quanto c&#8217;è di vero, in questo, secondo te?</strong></p>
<p>&#8220;C&#8217;è forse qualcosa di vero, ma solo in una prima fase&#8230; Poi, o torni sui tuoi passi definitivamente o non torni affatto, non c&#8217;è via di mezzo&#8230; Oggi vedo, nel mio essere zingara, nel rinunciare a radici ovunque, una specie di legge del contrappasso: ho avuto una famiglia splendida e amici nell&#8217;adolescenza con cui ho condiviso tante cose, tutti con la convinzione che io fossi paurosa, con poche spinte verso il nuovo e il diverso e sempre bisognosa di aiuto e di una guida per procedere. Poi ti accorgi che tu sei semplicemente lo specchio in cui loro si riflettono: tagliare quei cordoni ombelicali è stata dura, gli affetti rimangono sempre ma, ad un certo punto, io avevo bisogno di altro e non ho trovato più nessuno intorno a me con cui condividere la necessità di nuova aria, di fame di mondo. Pago la colpa di aver mostrato solo un lato di me per troppo tempo, ma l&#8217;ho fatto inconsapevolmente e sapevo che quel lato piaceva a chi cercava una conferma delle proprie scelte&#8230;vagherò senza sosta nel Mondo!&#8221;.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s1600/Laura%2B6.jpg"><img alt="" src="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s320/Laura%2B6.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Varanasi, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s1600/Laura%2B7.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s320/Laura%2B7.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Calcutta, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s1600/Laura%2B8.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s320/Laura%2B8.jpg" width="320" height="180" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Sri Lanka, Costa Sud &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ultima meta visitata?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;Indonesia&#8221;.</p>
<p><strong>E il luogo che più ti è rimasto nel cuore, quello &#8216;dell&#8217;anima&#8217;?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;India, sicuramente&#8221;.</p>
<p><strong>Il viaggio ancora da fare, che rappresenta il tuo sogno?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;America Latina. Il mio sogno è partire dai paesi dell&#8217;america centrale come il Guatemala, El Salvador, il Nicaragua e arrivare alla terra del fuoco, passando per la Colombia, il Perù, il Cile e l&#8217;Argentina&#8230;.un sogno, appunto&#8221;.</p>
<p>Chi volesse partire e farsi consigliare da Laura mete ideali, esotiche o meno, questi sono i suoi riferimenti:</p>
<p><b>Mobile: +39 3397912676 </b><br />
<b>Email: laura.lombardi@evolutiontravel.it </b><br />
<b>Website: www.lauraviaggi.net </b><br />
<b>Skype: laura.lombardi2013 </b><br />
<b>http://www.iviaggidilaura.info/ </b><br />
<b>https://www.facebook.com/lauraviagginet?ref=hl</b><br />
<b>https://twitter.com/Lauraviagginet </b><br />
<b>https://plus.google.com/u/1/+LauraLombardi71</b></p>
</div>
</div>
<section id="comments" data-num-comments="0">
<div id="Blog1_comments-block-wrapper"></div>
</section>
</article>
</div>
</div>
</div>
</div>
<footer id="footer">
<div id="Attribution1" data-version="2">
<p>&nbsp;</p>
</div>
</footer>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2017/05/23/laura-lombardi-e-larte-del-vagabonding/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Re è nudo. Collusioni e cecità collettive contro l’anima del mondo</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2017/02/26/il-re-e-nudo-collusioni-e-cecita-collettive-contro-lanima-del-mondo/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2017/02/26/il-re-e-nudo-collusioni-e-cecita-collettive-contro-lanima-del-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2017 15:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Longo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=18237</guid>
		<description><![CDATA[[di Carmela Longo] Ho conosciuto Serdar in un convegno internazionale di Psicologia di Comunità, a Napoli, nel 2013. Mi colpirono la chiarezza e la estrema forza delle sue parole, le più nette in quel convegno. “Psicologi, chiedetevi se state lavorando per cose serie. Chiedetevi perché vi danno certi fondi di ricerca e non altri”. Mi domandai [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/libro-rosso-jung.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18243" alt="libro-rosso-jung" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/libro-rosso-jung-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>[di <a title="Carmela Longo" href="http://www.artempori.it/artempori/category/autori-x/carmela-longo/" target="_blank">Carmela Longo</a>] Ho conosciuto Serdar in un convegno internazionale di Psicologia di Comunità, a Napoli, nel 2013. Mi colpirono la chiarezza e la estrema forza delle sue parole, le più nette in quel convegno. “<i>Psicologi, chiedetevi se state lavorando per cose serie. Chiedetevi perché vi danno certi fondi di ricerca e non altri</i>”. Mi domandai come mai le parole più forti fossero le sue. E ancora le leggo e le rileggo come un monito: “<i>L’invasione dell’Iraq mi ha aiutato a riconoscere la compiacenza della psicologia. Quando ho appreso che durante l’invasione dell’Iraq venivano utilizzate le bombe al napalm, ho esaminato la storia del napalm ed ho imparato che la psicologia ha ignorato completamente le armi al napalm. Il mondo conosceva le sofferenze che queste armi provocano, ma gli psicologi non erano interessati a ciò”. (…) </i>“<i>Gli psicologi devono prendere la pace sul serio per il bene della loro stessa professione e per il bene comune</i>” (da un articolo di Serdar Degirmencioglu su Peace Reports, ottobre 2016)</p>
<p>La mente va da sola al <i>qui ed ora</i>.</p>
<p>Siamo in una società “<i>sciacquettata</i>”, obnubilati da una quotidianità che sembra “<i>normale</i>”. L’indignazione appare e scompare a tratti, in occasioni trucide o scivoloni politici dell’incapace di turno. Siamo dei passionari noi: andiamo a tutte le sfilate, ci piacciono molto quelle ambientali, e contemporaneamente strizziamo l’occhio al politico che è favorevole agli inceneritori o suggerisce non meglio definite “<i>fritture di pesce</i>”. Ma tant’è. Il tal dei tali può trovare i fondi per <i>quella</i> legge, può favorire <i>quella</i>  categoria, per cui, baldanzosi e lesti, rischiamo di svendere le cose in cui  crediamo. Perché ci crediamo.</p>
<p>Noi psicologi, in particolar modo, crediamo fermamente nelle buone relazioni, nella colleganza,  nella pace e soprattutto nei diritti.</p>
<p>Certo che ci crediamo.</p>
<p>Il <i>gruppo Jung Italia</i> su internet e su fb, debitamente da me sollecitato, con dettagliate motivazioni, circa un anno e mezzo fa a non servirsi più del circuito Amazon per la vendita dei libri, risponde con un ironico “<i>Anzi, stiamo rafforzando la partnership</i>”. I miei post al riguardo non vengono inseriti.</p>
<p>Voi tutti sapete delle condizioni disumane in cui si trovano i lavoratori di Amazon. Carl Gustav Jung ha mai detto “occupatevi solo dell’interiorità e lasciate perdere tutto il resto”? Certo che no.  Anzi, tra i suoi scritti troviamo queste chiarissime parole: “<i>La nostra </i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/psiche/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>psiche</i></a><i> è costituita in </i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/armonia/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>armonia</i></a><i> con la </i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/struttura/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>struttura</i></a><i> dell’</i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/universo/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>universo</i></a><i>, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell’</i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/anima/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>anima</i></a>.”</p>
<p>Possiamo coltivare meravigliose fantasie o teorie sulla nostra interiorità e non impegnarci per il degrado fisico e morale che è fuori di noi?</p>
<p>Sono discorsi che ci competono come psicologi <i>tutti</i> o competono solo alla psicologia di comunità? Riguardano anche gli psicologi che si occupano di psicoterapia individuale?</p>
<p><b>Si. Riguardano tutti gli psicologi</b>, a prescindere dal ramo e dall’orientamento teorico nel quale poi si va ad operare.</p>
<p>A prescindere dal fatto che abbiamo una formazione sistemica o no, <i>dobbiamo avere una visione sistemica</i> e non parcellizzata.</p>
<p>Perché?</p>
<p><b>Perché non possiamo conoscere tutto dell’albero,  e poi non sapere nulla del bosco.</b></p>
<p>Per smetterla di scollegare le nostre scelte e le nostre azioni dall’impatto che tali scelte e tali azioni hanno sul mondo vicino a noi e lontano da noi.</p>
<p>Tocca dunque anche agli psicologi occuparsi di come questa economia violenta crei ingiustizie strutturali nel sistema, sia distruttrice di diritti umani, delle risorse ambientali, energetiche, biodiverse e degli equilibri climatici.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi sensibilizzare a un diverso stile di vita che vada verso la sobrietà e la decrescita.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi interrogarsi sulla necessità di modificare le politiche per l’alimentazione, implementando inoltre pratiche di rispetto per gli animali.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi conoscere e osteggiare i trattati di libero scambio e di libero mercato. (<i>Il libero mercato è come avere una libera volpe in un libero pollaio</i>, dice l’economista Latouche).</p>
<p>Tocca anche agli psicologi sapere che nell’economia violenta che abbiamo creato, decisioni su opere ad alto impatto ambientale vengono spesso imposte ai popoli e alle comunità.</p>
<p>A casa nostra, nel fiorente Sannio, quanti di noi conoscono le lotte e l’impegno di un gruppo di persone contro l’eolico selvaggio? E dei gruppi e comitati contro gli inceneritori, contro le discariche, per l’acqua pubblica?</p>
<p>Se ci interessiamo anche di queste cose, siamo ancora psicologi o siamo attivisti? La questione così posta,  di lana caprina, ha del surreale.  Compete a tutti essere bravi cittadini, interessarsi del bene comune e lavorare per esso, anche, e ancor di più, se siamo psicologi.</p>
<p>Tocca pure agli psicologi sapere che per questo anno l’esborso complessivo per le armi in Italia viene stimato in 23 miliardi e 400 milioni, ossia 64 milioni di euro al giorno.</p>
<p>Scuola, sanità e welfare, le briciole.</p>
<p>Tocca pure agli psicologi sapere che a novembre 2016 a Benevento decine di attivisti del comitato campano di solidarietà con il Kurdistan hanno occupato a scopo dimostrativo l’azienda AgustaWestland, una società del gruppo Leonardo-Finmeccanica e quindi controllata del governo italiano che vende da anni gli elicotteri militari, i micidiali T129, alla Turchia.</p>
<p>E qui si pone, stridente, il problema delle BANCHE ARMATE<b>,</b> a cominciare da quelle dove noi abbiamo i nostri risparmi, a quelle che abbiamo come ordini professionali, a quelle tramite le quali gli studenti pagano le loro tasse universitarie, agli istituti bancari ai quali ci appoggiamo quando facciamo i convegni. A titolo esemplificativo, per es., al Convegno di settembre 2016 a Roma su “Trauma, Relazioni e Compassione”, la banca di riferimento figura tra le banche armate.</p>
<p>In quel convegno si parlò tantissimo di guerre.</p>
<p><i>Se ne parlò</i>.</p>
<p>Società “<i>sciacquettata</i>”.</p>
<p>Ci sta bene che la Turchia faccia il buttafuori dell’Europa, chiudendo la rotta Turchia-Grecia. Questo piccolo “accorgimento” chiesto da Bruxelles alla Turchia di Erdogan, in cambio di ben 6 miliardi di euro (in due tranche da 3 miliardi) produrrà oltre 800 mila arrivi in meno (da Open Migration, dicembre 2016). L’assedio sarà meno veemente e noi potremmo dormire sogni tranquilli.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi sapere che l’Italia ha la maglia nera in Europa per la condizione degli istituti carcerari. Sovraffollamento, detenuti in prevalenza stranieri e tossicodipendenti.</p>
<p>Tolleriamo anche che vi siano gli Istituti Penali per Minori. Siamo una società che non sa far altro che punire anziché prevenire e lavorare sulle proprie inadempienze.</p>
<p>Dei reati finanziari che non hanno in Italia la giusta pena, e che contribuiscono a creare violenza strutturale del sistema, di questi reati, gli psicologi sono tenuti a essere a conoscenza o no?</p>
<p>In Italia non esiste il reato di tortura, questo è il paese dove se un ragazzo muore pestato in carcere avrà grandi difficoltà a vedere condannati i colpevoli, è il paese dove se dici che la TAV si deve boicottare ti fanno un processo, è il paese dove se arriva il Primo ministro in una tranquilla cittadina di provincia come Benevento bisogna stare attenti a non uscirsene con la testa fracassata.</p>
<p>L’Italia è il paese dove la libertà di stampa è al 77° posto (RAPPORTO REPORTER SENZA FRONTIERE 2016<b>): </b>più in basso del <strong>Nicaragua</strong>, più giù della <strong>Moldavia </strong>e più ancora dell’<strong>Armenia</strong><b>.</b></p>
<p>Inoltre, tocca anche a noi conoscere che non tutto ciò che è volontariato è bello e buono, e non tutto ciò che è beneficenza è amabile? Quanti eventi di raccolta fondi vengono organizzati, anche da roboanti associazioni legate a lobby massoniche, e che non fanno altro che riproporre lo status quo e lo stesso meccanismo perverso che mantiene le disparità? Che valore ha un volontariato che organizza cene di beneficenza in pelliccia, e che non solleciti anche a cambiare lo stile di vita nella direzione di una maggiore sobrietà?</p>
<p>“<i>Tutto il degrado che è fuori nell’ambiente è anche dentro di noi, nella nostra anima collettiva. Il risveglio di una coscienza antica legata alla nostra terra è la condizione essenziale per un cambiamento reale per garantire la nostra salute e il futuro delle nuove generazioni</i>”: questo il titolo di una conferenza che i colleghi psicologi di Carinaro hanno voluto scegliere come evento alla Settimana del Benessere Psicologico 2016. Quali parole più vere….</p>
<p><i>La psicologia non può essere il fine</i>. Può e deve essere <i>uno dei mezzi possibili</i> per migliorare come umanità.</p>
<p><i>Il fine è che possiamo stare meglio tutti</i>, che cessino le disuguaglianze e la violenza strutturale, il depredamento di risorse, lo stupro della Terra,  la crudeltà verso umani e animali.</p>
<p><i>Il fine è che possiamo avviarci verso un salto di qualità epocale</i>.</p>
<p>E dunque, non è più ben chiaro di quale assedio stiamo parlando, se, come dice Serdar, è proprio la mente che può essere sotto assedio.</p>
<p>La mente, le azioni, le intenzioni. La <i>vista.</i></p>
<p>Nella fiaba danese “<i>I vestiti nuovi dell’imperatore</i>”, il re, stolto e vanesio, sfila tra la folla con addosso <i>nulla</i>, dopo essersi convinto di avere, altresì, un bellissimo abito cangiante, così come gli era stato detto dai suoi sarti. Nessuno ha il coraggio di rilevare la completa nudità di quel sovrano ignorante, per cui tutti lo omaggiano e lo compiacciono, tessendo le lodi di un abito che non c’è. Il teatrino ipocrita è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida, solo, in mezzo alla massa adulante, “<i>Ma il Re è nudo</i>!”.</p>
<p>Ricordiamoci queste parole e agiamo di conseguenza.</p>
<p>Il Re è nudo.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2017/02/26/il-re-e-nudo-collusioni-e-cecita-collettive-contro-lanima-del-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La mia mente è stata sotto occupazione. Ora la mia carriera è invasa</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/12/29/la-mia-mente-e-stata-sotto-occupazione-ora-la-mia-carriera-e-invasa/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2016/12/29/la-mia-mente-e-stata-sotto-occupazione-ora-la-mia-carriera-e-invasa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2016 17:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=18168</guid>
		<description><![CDATA[[di Serdar Değirmencioğlu,  American University del Cairo, Egitto] Il professor Değirmencioğlu sarà a Benevento, giovedì 5 gennaio 2017 alle 15.00, presso la Biblioteca Provinciale, per l’incontro organizzato dal  Gruppo Psicologi Sanniti “Oltre l’assedio: Turchia ed Europa, tra diritti e libertà”. Serdar Değirmencioğlu, Psicologo di comunità, e già Presidente del Dipartimento di Psicologia della Dogus University [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/12/casa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18169" alt="casa" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/12/casa.jpg" width="670" height="248" /></a>[<i>di Serdar </i><b><i>Değirmencioğlu</i></b><i>,<b> </b> American University del Cairo, Egitto]</i></p>
<p><span style="color: #993300;"><i>Il professor Değirmencioğlu<b> </b>sarà a Benevento, giovedì 5 gennaio 2017 alle 15.00, presso la Biblioteca Provinciale, per l’incontro organizzato dal  Gruppo Psicologi Sanniti “<b>Oltre l’assedio: Turchia ed Europa, tra diritti e libertà”. </b></i></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><b><i>Serdar </i></b><b><i>Değirmencioğlu, </i></b><i>Psicologo di comunità, e già Presidente del Dipartimento di Psicologia della Dogus University a Istanbul, è stato licenziato dal governo turco per aver firmato la petizione Accademici per la Pace: è infatti uno dei 1128 intellettuali di 89 università in Turchia e all’estero che a gennaio 2016 avevano firmato una petizione per la pace, per la soluzione della questione curda e contro la violazione dei diritti. </i><i></i></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><i>Il professor Değirmencioğlu<b> </b>sin dal 1997 era stato docente in diverse università turche, svolgendo inoltre incarichi di consulenza per il Consiglio d’Europa, l’Unicef, l’OMS e diverse amministrazioni turche. È ritenuto uno studioso di fama mondiale e un autorevole difensore dei diritti dei bambini. </i><i></i></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><i>Nel suo lavoro affronta spesso tematiche scomode o ignorate alla comunità scientifica più ampia.</i></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><i>Il presente articolo, scritto dal prof.</i><b><i> </i></b><i>Değirmencioğlu, e tradotto per noi da Marianna Giordano, è di ottobre 2016.</i></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><i>&#8212;&#8211;<br />
</i><strong><span style="color: #000000;">LA MIA MENTE E&#8217; STATA SOTTO OCCUPAZIONE. ORA LA MIA CARRIERA E&#8217; INVASA.</span></strong><br />
<em><span style="color: #000000;">[di Serdar <b>Değirmencioğlu</b>,<b> </b> American University del Cairo, Egitto]</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;">Tratto da Peace Reports,  vol. 12, numero 1, ottobre 2016 (traduzione di Marianna Giordano, in anteprima su Art&#8217;Empori.it) </span></em></span></p>
<p>L’occupazione della mia mente è cominciata nel 2003, pressappoco proprio quando è stato invaso l’Iraq.</p>
<p>Il 20 marzo, il giorno in cui ebbe inizio l’incursione aerea, mi stavo dirigendo con la mia auto ad una conferenza sulla pace vicino ad Istanbul con un amico proveniente dagli Stati Uniti. Lui era teso e nervoso. Sua moglie, i suoi figli, i suoi genitori erano molto preoccupati. Ed avevano ragione. Quando una guerra comincia, l’umanità viene ferita. La guerra significa sofferenza. Essi continuarono ad essere preoccupati finché non tornarono a casa, una settimana dopo.</p>
<p>Qualche mese dopo visitai la New Mexico Highlands University a Las Vegas per assistere alla nona conferenza biennale della Society of Community Research and Action. L’invasione avvenne nella mia mente e c’erano altre persone che nelle loro menti avevano la guerra, ma avevano paura di rivelare i loro pensieri.</p>
<p>Non ero in grado di concentrarmi durante la conferenza. Ho fatto un giro in una costruzione adiacente. Era il centro studentesco. Trovai un muro ricoperto da lettere e messaggi. Erano le voci di bambini e giovani del posto. Il messaggio era sempre  lo stesso: ‘Noi ti vogliamo bene! Ti vogliamo di nuovo qui!” Las Vegas era uno di quei posti in cui giovani donne ed uomini avevano poca scelta. Molti di loro si arruolavano nell’esercito. C’erano fotografie ovunque. Mi veniva da piangere. Il centro studentesco era vuoto. I miei colleghi erano nell’altro palazzo. Io ero l’unico che sentiva il pianto dei fratelli e sorelle degli arruolati. Dovevo portare quelle voci con me. Quelle voci dovevano essere sentite.</p>
<p>Dare voce a persone giovani era un compito che conoscevo bene. Nel dicembre del 2000 diedi inizio ad una campagna  intitolata: ‘Ascolta la mia voce! Anche io ne ho una!’. In quell’occasione chiesi ai bambini dai 6 agli 11 anni ed ai giovani fino a 18 anni di scrivere un messaggio al primo ministro e dirgli ciò che avevano in mente. Il Primo Ministro, come carica più alta di governo, deve tenere in considerazione l’opinione di ogni cittadino, incluso quella dei giovani. La risposta a questa campagna è stata incredibile; i giovani sono stati felici di dare voce alla propria opinione. Parte dei messaggi che ho ricevuto sono stati raccolti in un libro.</p>
<p>I giovani meritano di essere ascoltati; meritano l’opportunità di avere un impatto significativo  sulle loro comunità e sulla società. Queste sono le condizioni di base per la giustizia sociale e la pace. Ci sono però degli enormi ostacoli. Uno di quegli ostacoli è certamente il militarismo.</p>
<p>IL SUONO DELLA LIBERTA’</p>
<p>Il militarismo è una dottrina che rende la gente sorda non solo alle voci di pace, ma anche alla voce delle donne, dei bambini, dei disabili e degli oppressi. I blocchi che il militarismo costruisce nelle menti delle persone possono essere evidenti o meno, ma essi sono reali ed hanno conseguenze molto serie. La grande assurdità del militarismo è spesso riflessa negli slogan militari, come : ‘il rumore che senti è il suono della libertà’.</p>
<p>Ho trovato questo slogan in un libro che illustra come i piani imperiali e ed il militarismo distrussero l’Iraq. Il giornalista Rajiv Chandrasekaran (2007) racconta la storia della CPE, il meccanismo che governa l’Iraq, con dettagli terribili. Mentre l’Iraq veniva distrutto, la stampa riportava che al mondo intero che la qualità della  vita in Iraq andava migliorando di giorno in giorno.</p>
<p>Durante una conferenza stampa organizzata dal portavoce della CPE nel febbraio 2004, un giornalista iracheno fece una domanda in arabo. Voleva sapere come mai gli elicotteri volavano basso sia di notte che di giorno. I bambini erano molto spaventati e non riuscivano a dormire. La domanda era diretta al brigadiere generale Mark Kimmit. La sua risposta fu la seguente:</p>
<p>Ciò che vogliamo dire ai bambini iracheni è che il rumore che essi sentono è il suono della libertà. Quegli elicotteri sono in volo per garantire sicurezza. Di sicuro i piloti dei nostri elicotteri non volano a certe altezze appositamente per spaventare i bambini. Lo fanno per la loro sicurezza, per proteggerli. quando mia moglie, che è insegnante, dice ai bambini seduti in aula quando sentono il rumore dell’artiglieria : ‘bambini, questo è il suono della libertà’, essi sono contenti di quella spiegazione. Dite ai bambini dell’Iraq la stessa cosa, dite che il rumore degli elicotteri fa in modo che essi non debbano preoccuparsi per il futuro.</p>
<p>Per il generale Kimmit, gli elicotteri e le armi vengono prima dei bambini. La guerra e le armi sono realtà ed il mondo deve accettare questa realtà.</p>
<p>Era chiaro che il ‘suono della libertà’ era più alto delle voci dei bambini iracheni ed era più alto delle voci dei fratelli e delle sorelle di Las Vegas che volevano rivedere i propri cari. Questa è la verità. Quando un  militare parla, viene ascoltato. Quando parlano le armi, vengono ascoltate. Quando parla chi soffre, non viene ascoltato; le sue sofferenze si perdono nel ‘suono della libertà’.</p>
<p>Il militarismo è una dottrina che occupa i cuori e le menti. Li trasforma in pietre. Quando dei giovani vengono reclutati,  essi soffrono e soffrono anche i loro familiari; ma le loro sofferenze si perdono nel ‘suono della libertà’. Quando un esercito invade un territorio, l’Iraq o qualsiasi altro, gli abitanti di quel territorio sono costretti a soffrire e le loro voci ancor più difficilmente possono essere sentite perché il ‘suono della libertà’ è più forte quando sono in corso invasioni o occupazioni. Questo è il motivo per cui, dopo tredici anni dopo l’invasione dell’Iraq, poco è stato pubblicato circa le sofferenze del popolo iracheno. Una cosa è sicura: l’Iraq è stato sconfitto.</p>
<p>LA PSICOLOGIA AL SERVIZIO DEL MILITARISMO.</p>
<p>La mia mente da allora è stata occupata dal militarismo. L’invasione dell’Iraq mi ha aiutato a riconoscere la compiacenza della psicologia. Quando ho appreso che durante l’invasione dell’Iraq venivano utilizzate le bombe al napalm, ho esaminato la storia del napalm ed ho imparato che la psicologia ha ignorato completamente le armi al napalm. Il mondo conosceva le sofferenze che queste armi provocano, ma gli psicologi non erano interessati a ciò. Io pubblicai queste mie scoperte in inglese e turco. Ho viaggiato e tenuto varie conferenze per diffonderle, ma gli psicologi non volevano ascoltare.</p>
<p>Le cose peggiorarono intorno al 2005, quando l’American Psychological Association (APA) sostenne l’amministrazione Bush per rendere migliore la guerra al terrorismo. Gli psicologi si misero al servizio della guerra in Iraq (l’esercito e la CIA), un paese vicinissimo alla Turchia.</p>
<p>Nel novembre 2014 il direttorio dell’APA ha ingaggiato il consulente David Hoffman dello studio legale Sidley Austin per condurre un’indagine indipendente per appurare se ci fossero prove riguardo la collusione dell’Apa con l’amministrazione Bush e il supporto alla ‘guerra al terrorismo’.</p>
<p>Questa indagine indipendente ha avuto come risultato un documento conosciuto come ‘Hoffman Report’.</p>
<p>Il documento ha confermato le accuse rivolte all’APA, ma non ha cambiato il fatto che la psicologia non era ancora pronta ad ascoltare. Questo era vero negli Stati Uniti, in Europa e nel mio paese, la Turchia.</p>
<p>IGNORARE IL MILITARISMO</p>
<p>Gli psicologi in Turchia hanno dimostrato uno scarso interesse verso il militarismo. In un paese in cui c’è stato il servizio di leva obbligatorio per gli uomini, ciò significa che gli psicologi hanno ignorato un problema che ha riguardato tutti gli uomini per generazioni. Certo, la leva obbligatoria è stata solo una parte del problema. Il militarismo in Turchia è stato un problema pervasivo e persistente poiché è legato al nazionalismo e alla tradizione repubblicana. Le scuole sono contaminate dal nazionalismo che è diventato dominante negli ultimi anni. Il partito dominante vuole instillare il proprio tipo di militarismo nelle giovani menti, ma gli psicologi non si sono interessati alle  campagne di indottrinamento portate avanti nelle scuole.</p>
<p>Il militarismo promuove i conflitti armati. Da più di 30 anni un conflitto armato è in corso tra le forze armate del governo e l’organizzazione di guerrilla curda. Durante questi anni il conflitto si è spostato dalle aree rurali a quelle urbane. Adesso esiste un movimento popolare curdo urbano ed un partito che rappresenta questo movimento in parlamento. I giovani che sono nati dopo l’inizio del conflitto negli anni 80 sono cresciuti in un mondo crudele. Molti giovani curdi, inclusi i miei studenti, non credono alla pace. Pensano che sia un sogno irrealizzabile.</p>
<p>Il militarismo è reso prospero dalla morte, se questa viene glorificata e vista come un privilegio. Questa è la funzione del martirio ed i miti costruiti per glorificarlo. Negli anni 90, quando gli scontri armati aumentarono, aumentò anche il numero dei soldati uccisi. Presto i funerali dei soldati uccisi divennero un mezzo di propaganda politica per diffondere il militarismo, incitare l’odio ed il razzismo ed attirare il consenso. I funerali dei martiri divennero un’arma politica del partito dominante. I sociologi si sono guardati bene dallo studiare il martirio e come questo sia al servizio del militarismo. Io ho rotto il silenzio pubblicando un libro. Io odio dirlo, ma la morte ha occupato la mia mente.</p>
<p>POLITICHE DI MORTE</p>
<p>Nel 2015, la morte divenne una strategia politica in Turchia. Dopo le elezioni di giugno, Il partito dominante, l’AKP, puntava a promuovere dei cambi alla costituzione ed installare un sistema presidenziale di tipo statunitense che avrebbe dato un grande potere al presidente Erdogan. Egli ha messo in guardia la popolazione riguardo al caos che ci sarebbe stato se il suo partito non avesse avuto la maggioranza. Il 7 giugno gli elettori hanno dato all’HDP la possibilità di arrivare alla soglia del 10%, un mezzo utilizzato per tagliare fuori i partiti che rappresentano il movimento curdo. Una volta che l’HDP passò tale soglia, l’AKP perse la maggioranza e ciò diede origine ad un parlamento sospeso. Il presidente non ricercava nuove alternative politiche, ma una nuova strategia fu messa in atto. Le trattative di pace con le forze curde furono abbandonate. Il governo cominciò ad utilizzare il potere militare anche sui civili curdi. Lo sfoggio del potere militare attrasse il consenso dei nazionalisti più estremisti e di coloro che credevano nell’autoritarismo. Ancora una volta i funerali dei martiri divennero eventi importanti. Il presidente volle le elezioni e così il sangue versato durante l’estate si trasformò in voti il 7 novembre. L’AKP recuperò la maggioranza che aveva perso. Entro la fine del 2015 la Turchia soffriva per le “politiche di morte”, e la pace cominciò a diventare irraggiungibile.</p>
<p>LA MIA CARRIERA INVASA</p>
<p>In questo contesto, più di un migliaio di accademici (Academics for Peace) hanno firmato una petizione per la pace, invitando il governo a terminare la sua politica militare nel sudest che aveva ucciso tantissimi civili.La petizione fu resa pubblica l’11 gennaio. La risposta del governo fu una caccia alle streghe. Molti accademici furono licenziati; molti studiosi ricevettero pressioni affinché ritirassero la propria firma. Alcuni ricevettero minacce di morte.</p>
<p>Quattro accademici furono arrestati, dopo aver ribadito la richiesta di pace ad una conferenza stampa. Essi furono accusati di ‘propaganda terrorista’ e furono detenuti per più di un mese. Il loro processo, tenutosi il 22 aprile, fu seguito da tantissimi osservatori appartenenti sia ad organizzazioni interne, che internazionali. La corte respinse le accuse.</p>
<p>La caccia alle streghe è stato un metodo utilizzato dal governo per espellere le voci critiche. In alcune università private questa è stata l’occasione per liberarsi di accademici critici verso il regime e delle istituzioni. L’Università di Dogus, dove lavoravo, fu una di quelle. Lì c’era un clima di terrore installato per consolidare il potere del regime. Io ero un ribelle che non voleva sottostare a questo clima. Come capo del dipartimento di psicologia, mi impuntai contro i progetti immorali ed illegittimi pensati per aumentare i profitti. Per questo, nel 2013,  fui licenziato 40 giorni dopo aver cominciato a lavorare. Fui reintegrato nel 2014 grazie ad una sentenza.</p>
<p>L’amministrazione diede inizio ad un’investigazione interna il 18 gennaio. Il 12 febbraio fui rimosso dall’incarico. A marzo il decano provò ad impedirmi di tenere un discorso al Cairo. Quando il piano fallì, mi tagliò i soldi che mi erano dovuti per le lezioni extra. Successivamente l’amministrazione mi impedì di recarmi negli Stati Uniti per partecipare ad una conferenza.</p>
<p>Mi aspettavo di essere licenziato per metà giugno, subito dopo gli esami finali. L’amministrazione, però, si mosse prima. Fui licenziato il 29 aprile. Come motivo essi citarono una clausola utilizzata per espellere gli impiegati pubblici impegnati in un’aperta propaganda politica al lavoro. Non era applicabile nel mio caso, ma non importava. L’amministrazione utilizzò l’espediente della caccia alle streghe in modo che gli studenti pensassero che fosse stato un provvedimento attuato sotto pressione del governo. A maggio cominciai una causa avverso il provvedimento dell’amministrazione, pur sapendo che questa volta la vittoria sarebbe stata più difficile. Anche se avessi vinto, ormai le cose erano cambiate. Le università in Turchia sono sotto occupazione e la mia carriera lì è ormai finita.</p>
<p>LE UNIVERSITA’ SOTTO OCCUPAZIONE</p>
<p>Il governo ha dato inizio ad un’investigazione criminale nei confronti degli ‘Accademici per la pace’, ma siccome non c’è crimine, non c’è nessuna prova. L’accusa ha deciso di produrre delle prove mediante delle domande inquisitorie. Per supportare questo piano, tutti coloro che avevano firmato la petizione per la pace, furono convocati al comando di polizia. Gli accademici dovevano recarsi lì e rispondere a 14 domande.</p>
<p>Noi collettivamente decidemmo di non rispondere ad alcuna domanda. Ogni accademico era accompagnato da un avvocato. Ciascun accademico rispose che la loro richiesta di pace era un atto di libero pensiero. L’interrogatorio si trasformò così in una sorta di barzelletta. Non una singola domanda fu posta e nessuna domanda ebbe risposta. Ciò fu reso possibile da uno sforzo collettivo, dalla solidarietà degli accademici e degli avvocati.</p>
<p>Le cose peggiorarono il 15 luglio, quando un fallito colpo di stato permise al governo di assumere poteri enormi. Per prima cosa furono  rimossi i decani e la loro rimozione fu un’occasione per alimentare il terrore: il governo ha ormai il controllo delle università. Subito fu dichiarato lo stato di emergenza e 15 università furono chiuse. Accademici ed impiegati in queste università, divennero disoccupati da un momento all’altro.</p>
<p>Il primo settembre il governo, con un decreto, ha licenziato 50.000 impiegati, inclusi 2346 accademici. Tra gli accademici vi sono più di 40 membri degli ‘Accademici per la pace’.</p>
<p>I licenziamenti stanno distruggendo le università, le scuole e la fiducia nella democrazia. La speranza di pace sta scomparendo. Gli psicologi che per anni hanno ignorato il militarismo, la giustizia sociale e la pace, adesso devono fare i conti con la distruzione della loro ‘casa’: l’università.</p>
<p>Proprio mentre finisco questo articolo, la mia mente è occupata da forze che vorrei non esistessero. Anche la morte occupa la mia mente. La mia mente è stata invasa e l’università, il luogo in cui ho trascorso tanto tempo della mia vita, è sotto occupazione.</p>
<p>Spero che prendiate sul serio le mie parole. Quando il militarismo prevale, la libertà accademica è condannata a sparire. Gli psicologi devono prendere la pace sul serio per il bene della loro stessa professione e per il bene comune.<i> </i></p>
<p style="text-align: center;"><b><i>Serdar </i></b><b><i>Değirmencioğlu, ottobre 2016<br />
.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/12/15749875_10208614177807709_2093761628_n.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-18174" style="border: 1px solid black;" alt="15749875_10208614177807709_2093761628_n" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/12/15749875_10208614177807709_2093761628_n.jpg" width="682" height="960" /></a><br />
</i></b></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2016/12/29/la-mia-mente-e-stata-sotto-occupazione-ora-la-mia-carriera-e-invasa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Libri poveri in mostra presso la Libreria Masone</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/11/14/libri-poveri-in-mostra-presso-la-libreria-masone/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2016/11/14/libri-poveri-in-mostra-presso-la-libreria-masone/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 11:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Editori indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi responsabili]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=18154</guid>
		<description><![CDATA[Il &#8216;livre pauvre&#8217;, ossia il &#8216;libro povero&#8217;, è un piccolo libro prodotto in autonomia, secondo i dettami del &#8216;Leporello&#8217;, su carta ripiegata.  Esso può contenere in sè un &#8216;unicum&#8217;, un&#8217;opera d&#8217;arte non riproducibile, che ha bypassato il circuito dell&#8217;editoria e che, anche per questo, è poco costosa. Il prossimo 18 novembre, presso la Libreria Masone, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/Livre-pauvre.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-18155" alt="livre-pauvre" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/Livre-pauvre.png" width="284" height="177" /></a></p>
<p>Il &#8216;livre pauvre&#8217;, ossia il &#8216;libro povero&#8217;, è un piccolo libro prodotto in autonomia, secondo i dettami del &#8216;Leporello&#8217;, su carta ripiegata.  Esso può contenere in sè un &#8216;unicum&#8217;, un&#8217;opera d&#8217;arte non riproducibile, che ha bypassato il circuito dell&#8217;editoria e che, anche per questo, è poco costosa. Il prossimo 18 novembre, presso la Libreria Masone, in Benevento, si esporrano i libri poveri di quattro artisti: Lello Agretti, poeta casertano, promotore da anni di eventi culturali; Alfonso Marino, artista multiforme, appassionato di poesia visiva; Mauro Valsangiacomo, artista residente a Lugano e autore di dipinti, incisioni, fotografie e manufatti tridimensionali; Anna Ciufo, salernitana di adozione, poetessa, dirige la rivista &#8216;Lettere, arti e scienze&#8217;. La mostra, intitolata &#8216;Poveri ma&#8230;.&#8221;,  sarà inaugurata alle ore 19,30.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2016/11/14/libri-poveri-in-mostra-presso-la-libreria-masone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non con i miei soldi &#8211; Altreconomia Edizioni</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/11/07/non-con-i-miei-soldi-altreconomia-edizioni/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2016/11/07/non-con-i-miei-soldi-altreconomia-edizioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 09:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Chi ha scelto il cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi responsabili]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=18148</guid>
		<description><![CDATA[Qual è la funzione della Finanza? Il denaro &#8211; e il suo uso &#8211; permea ogni aspetto della nostra vita. Più che di funzione finanziaria, oggi, è bene parlare di &#8216;potere finanziario&#8217;. Un potere esercitato su chi, e perchè? L&#8217;incontro con Claudia Vago, nell&#8217;ambito della giornata dedicata alla Finanza Etica (Finanza in festa), organizzata a Benevento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è la funzione della Finanza? Il denaro &#8211; e il suo uso &#8211; permea ogni aspetto della nostra vita. Più che di funzione finanziaria, oggi, è bene parlare di &#8216;potere finanziario&#8217;. Un potere esercitato su chi, e perchè? L&#8217;incontro con Claudia Vago, nell&#8217;ambito della giornata dedicata alla Finanza Etica (Finanza in festa), organizzata a Benevento sabato 5 novembre scorso, è stato partecipato e vivace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://1.bp.blogspot.com/-SZw3IRVDMDM/WCBAFWbQsBI/AAAAAAAADlU/kbvmmY-DhVYiQmLntb0LCC8oGEx52lL8ACLcB/s1600/n.c.%2Bi%2Bmiei%2Bsoldi.png"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-SZw3IRVDMDM/WCBAFWbQsBI/AAAAAAAADlU/kbvmmY-DhVYiQmLntb0LCC8oGEx52lL8ACLcB/s320/n.c.%2Bi%2Bmiei%2Bsoldi.png" width="208" height="320" border="0" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Claudia Vago è una social media manager che cura da tempo il progetto &#8216;Non con i miei soldi&#8217;, sorto come movimento nel 2011 dalla collaborazione tra Banca Etica e Fondazione culturale responsabilità etica, con lo scopo di porre in atto una vera e propria rieducazione finanziaria. Il libro che ne è nato, edito da &#8216;Altraeconomia&#8217;, è quel che si dice un &#8217;pugno nello stomaco&#8217;. Scritto a più mani, pubblicato a giugno di quest&#8217;anno, ci dice che la Finanza è ovunque e condiziona le nostre scelte di vita, la nostra salute, il futuro delle persone a cui teniamo. La rete offre strumenti per informarsi e per sapere che, in banca, i nostri soldi non &#8216;dormono&#8217; ma che, anzi, vengono spesso reimpiegati per scopi diversi dalla nostra etica personale. Molti di noi hanno votato contro il nucleare, alcuni anni fa; pochi di noi sanno, però, che alcune banche c.d. &#8216;sistemiche&#8217;, dove vengono accreditati stipendi e pensioni, <b>il nucleare lo finanziano</b>. Il testo è di facile lettura e non è solo per &#8216;addetti ai lavori&#8217;; si sviluppa per capitoli ed esempi, conducendo per mano il lettore nella giungla dei &#8216;subprime&#8217;, del rapporto &#8216;deficit-PIL&#8217;, dell&#8217;intermediazione finanziaria. E ci ricorda, soprattutto, il grande potere del cittadino, che si basa sulla consapevolezza, sulla conoscenza, sulla capacità di non delegare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a style="margin-left: auto; margin-right: auto;" href="https://3.bp.blogspot.com/-ISlnC5K-VBA/WCBAKj1oMJI/AAAAAAAADlY/E4yI4D--uJcwAzxMv8GYlWfIgUkyOOLrACLcB/s1600/claudia%2Bvago.png"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-ISlnC5K-VBA/WCBAKj1oMJI/AAAAAAAADlY/E4yI4D--uJcwAzxMv8GYlWfIgUkyOOLrACLcB/s320/claudia%2Bvago.png" width="320" height="215" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">(Nella foto, un bel primo piano di Claudia Vago, coautrice del testo)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;L’attuale sistema finanziario si è dimostrato inefficiente e insostenibile, molto simile a un casinò dove pochi si arricchiscono, scommettendo sul fallimento di interi Paesi, investendo in progetti nocivi per l’ambiente e le persone o speculando sul cibo, fino all’esplosione della prossima bolla”, ci dice Claudia. &#8220;L&#8217;obbiettivo del libro è educare (criticamente) alla finanza, per non essere più complici del sistema. E poter dire a voce alta “non con i miei soldi”.<br />
Le “lezioni” per imparare a leggere la Finanza sono impartite da alcuni tra i maggiori esperti di finanza etica in Italia: Andrea Baranes (presidente della Fondazio­ne culturale responsabilità etica), Ugo Biggeri (presidente di Banca popolare Etica), Andrea Tracanzan (responsabile dell’Ufficio comunicazione di Banca popolare Etica) e, naturalmente, da Claudia Vago.<br />
Un testo da non perdere, per capire e scegliere.</p>
<p><b>“Non con i miei soldi! Sussidiario per un’educazione critica alla finanza”, di Andrea Baranes, Ugo Biggeri, Andrea Tracanzan, Claudia Vago, 144 pagine, 13,00 euro (Altreconomia edizioni).</b></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2016/11/07/non-con-i-miei-soldi-altreconomia-edizioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lello Agretti, il senza nome (a proposito di una futura mostra e della Poesia)</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/10/18/lello-agretti-il-senza-nome-a-proposito-di-una-futura-mostra-e-della-poesia/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2016/10/18/lello-agretti-il-senza-nome-a-proposito-di-una-futura-mostra-e-della-poesia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 08:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[.Antologia artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=18138</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Lello Agretti è un poeta, un artista e, come ama definirsi,  un &#8216;pensionato metalmeccanico&#8217;. E&#8217; nato a Torre del Greco nel 1949, ma vive a Caserta da anni. Tra le ultime pubblicazioni, ricordiamo le raccolte &#8220;Obrigado&#8221; e &#8220;Via Piscopia 96&#8243;. Gli ho rivolto due domande in vista della mostra di &#8216;Libri poveri&#8217; che terrà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/L.A..png"><img class="alignright size-full wp-image-18140" alt="l-a" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/L.A..png" width="184" height="275" /></a>Lello Agretti è un poeta, un artista e, come ama definirsi,  un &#8216;pensionato metalmeccanico&#8217;.</p>
<p>E&#8217; nato a Torre del Greco nel 1949, ma vive a Caserta da anni. Tra le ultime pubblicazioni, ricordiamo le raccolte &#8220;Obrigado&#8221; e &#8220;Via Piscopia 96&#8243;.</p>
<p>Gli ho rivolto due domande in vista della mostra di &#8216;Libri poveri&#8217; che terrà a Benevento, insieme ad altri artisti, mostra sulla quale vi aggiornerò a breve.</p>
<p>Ha deciso di rispondermi in versi, e mai riscontro fu più giusto e, a mio avviso, esatto.</p>
<p>- <strong>Cos&#8217;è la poesia oggi, secondo te? Una forma di resistenza?<br />
</strong><br />
&#8220;Soldato&#8221;</p>
<p>Avanti è la sera sparsa fin dove giunge sguardo. Chiara e lucida è la sera ma tu diresti annotta.</p>
<p>Non increspa tra i rami. Per via nessuno nessuno alle finestre buio al lume quotidiano. Taciturno silenzio.</p>
<p>Eloquente.</p>
<p>Odi? Di là dai palazzi. Non odi? A metro a metro avanza. A strada a strada.</p>
<p>È tempo. Insorta è la parola. Sta la parola come soldato serrati piedi occhi negli occhi contro ogni petto il petto.</p>
<p>Mai così prima mai così giusto il tempo. Sorgi che alta è già la sera. E le stelle.</p>
<p>&#8220;Questo è il luogo&#8221;</p>
<p>Sulla barricata il cuore mio il disobbediente canto. Alla voce che resiste l&#8217;accento forte della mia parola la mia mano d&#8217;uomo. Questo è il luogo qui il calendario. Qui capitano di me.</p>
<p>- <strong>Che parte hanno , la poesia, l&#8217;Arte,  nel tuo percorso evolutivo?</strong></p>
<p>&#8220;Accadde per via&#8221;</p>
<p>Alla pozza soltanto un cerchio levare  mandarlo innanzi più largo di braccia.   (E il cerchio venne sull&#8217;altr&#8217;acque avanzando  a quel dio solo ubbidiente.  Pure un murmure veniva  un nulla appena&#8230;)</p>
<p>Accadde per via che le vie erano mille  ai rabdomanti anni   ma il tempo vedi non l&#8217;ha sciupato.  A un disegno salivo. Inconsapevole.  A un&#8217;idea solo agli eletti chiara  e lei volle toccarmi  una piccola grazia  esatta per le mie mani.    Porto discreto  i segni mai più cancellabili  soltanto a un amico confido i dettagli  che a volta a volta intendevo  ma posso qui significare  a una a una   le cose  chiamarle per nome.</p>
<p>- <strong>&#8220;Che senza nome io giunga/non sconcerti/s&#8217;apre il sentiero/cammino per cammino&#8221;. Sono tuoi versi. Dov&#8217;è la meta?<br />
</strong><br />
&#8220;L’Aperto&#8221;</p>
<p>C&#8217;è stato un tempo in cui m&#8217;era compagno dove?</p>
<p>Poi poi e non per stanchezza il punto di domanda svaporò</p>
<p>dinanzi a dove.</p>
<p>-  <strong>Parlaci dei tuoi progetti futuri.<br />
</strong><br />
&#8220;La vita&#8221;</p>
<p>Quantunque da mesi risulti inutile fatica ancora sono qui a modellare.</p>
<p>E se non sarà capolavoro se sarà tutto fuorché un’opera d’arte</p>
<p>- la vita che pure a te chiedo d’amare -</p>
<p>almeno sia una forma d’essere.</p>
<p>&#8220;Èmporos&#8221;</p>
<p>A colpi di memoria tiro questo viaggio innanzi nato con me come l&#8217;istinto di cercare nemmeno sapevo cosa.</p>
<p>Poi il peccato bianco della giovinezza innalzò quel bisogno di scavare a compito superbo.</p>
<p>Ora sto seduto al bar e mi giro intorno. E guardo avanti. E indietro guardo e vedo come l’ufficio venga via via facendosi destino.</p>
<p>Per paesi vado vado per mercati ma non sono quel che si dice un commerciante. Non vendo stoffe non traffico in perle o spezie il piacere mio è barattare il poco con poco e quando ho fortuna parola con parola.</p>
<p>- <strong>Cosa mi dici del tuo progetto &#8220;poesie che piovono dal cielo&#8221;? Piovverò poesie, nel vero senso del termine, sulla Reggia di Caserta e il pubblico &#8211; stupito &#8211; ha gradito moltissimo&#8230;<br />
</strong><br />
Nella poesia &#8216;Tra i cieli di Chagall&#8217; , ad un certo punto scrivo: “…Se almeno piovesse/ se il cielo s&#8217;avvicinasse potrebbe germogliare un esito diverso/ se solo cadesse una parola e restasse&#8230;&#8221;. Ecco: il piovere della parola come abluzione, purificazione, disincrostazione dell’abitudine o, se vuoi, della globalizzazione al fine di far rinascere (germogliare) l’uomo nel suo essere libero, autonomo, capace di discernimento, di sottrarsi al nulla-pensiero, quell’uomo che sceglie anche un cammino di solitudine pur di rompere il giogo che lo tiene incatenato al dio Io. Guardare oltre il proprio naso, per non ridurre il nostro cammino soltanto a un passaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_18141" style="width: 250px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/poesie-che-piovono.png"><img class="size-full wp-image-18141 " alt="Poesie che piovono dal cielo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/poesie-che-piovono.png" width="240" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">Poesie che piovono dal cielo</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2016/10/18/lello-agretti-il-senza-nome-a-proposito-di-una-futura-mostra-e-della-poesia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Chiana Festival” l&#8217;arte della chiacchiera proattiva.</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/07/26/chiana-festival-larte-della-chiacchiera-proattiva/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2016/07/26/chiana-festival-larte-della-chiacchiera-proattiva/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 18:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento dal basso]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Clown Dottori]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Ho scelto il cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi responsabili]]></category>
		<category><![CDATA[Ritrovi di Resistenza artistica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=18054</guid>
		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni. Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18076" alt="chiana1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1-200x300.jpg" width="140" height="210" /></a>[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni.</p>
<p>Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere più piacevole l’usanza delle serate estive di mettersi davanti casa a prendere fresco scambiando una chiacchiera con il vicino.<br />
E’ bastata l’idea di dipingere le vecchie sedie esposte al sole o chiuse in cantina per rendere variopinto il quartiere.</p>
<p>La piacevolezza dell’arte decorativa ha permesso di dipingere le sedie con l’aggiunta di un “commento” o un twit diretto all’ampiezza del mondo o alla strettezza del vicinato.</p>
<p>Ciascuno si è prodigato secondo il proprio saper fare, alcuni hanno dipinto, altri ricamato, qualcuno si è dedicato a pizzi e merletti, altri hanno riciclato ruote per inventare estrose sedute.<br />
Dopo cena, spenti tablet e televisione, le persone rianimano il vicolo con le loro voci, mentre i bambini giocano come una volta sotto lo sguardo attento di nonni, zii e vicini.</p>
<p><img class=" wp-image-18077 alignright" alt="chiana2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana2-224x300.jpg" width="157" height="210" />Qualche fotografo ha definito come street art l’evoluzione artistica di questa esperienza.</p>
<p>Un piccolo cambiamento dal basso, un gesto di proattività che ciascuno ha voluto compiere senza delega.<br />
La proattività è la possibilità di diventare protagonisti e attori di cambiamento, è la capacità di far accadere delle cose piuttosto che adattarsi e attendere.<br />
Dunque gli abitanti della“Chiana” sono divenuti pro-attivisti capaci di esprimere creativamente la propria idea di territorio partendo dai bisogni personali e di quartiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18078" alt="chiana3" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a>Così facendo hanno rivalutato la strada quale bene relazionale, fatto di amicizie concrete e non virtuali, di scambi sociali e non bacheche, di trambusto e confusione, di chiacchere a volte pungenti, di sguardi, sorrisi e condivisioni.</p>
<p>Un &#8220;festival&#8221; di buone pratiche necessarie a combattere l’individualismo e la pochezza rassicurante delle relazioni virtuali.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18079" alt="chiana clown" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown-225x300.jpg" width="158" height="210" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2016/07/26/chiana-festival-larte-della-chiacchiera-proattiva/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La censura che omologa è messa in atto, ogni giorno, dai giornali locali, a danno della società civile</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/04/17/la-censura-che-omologa-e-messa-in-atto-ogni-giorno-dai-giornali-locali-a-danno-della-societa-civile/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2016/04/17/la-censura-che-omologa-e-messa-in-atto-ogni-giorno-dai-giornali-locali-a-danno-della-societa-civile/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Apr 2016 12:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[fausto pepe]]></category>
		<category><![CDATA[giornali locali]]></category>
		<category><![CDATA[libro di riina]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco di benevento]]></category>
		<category><![CDATA[società civile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=17964</guid>
		<description><![CDATA[- Il caso del sindaco di Benevento che ha vietato simbolicamente la vendita del libro di Riina. - La mafiosità può risiedere nel rapporto tra lettore e opera. &#8211; E’ emergenza democratica informativa se i giornali locali continuano, allineandosi alle testate nazionali, a dare priorità alle notizie eclatanti. [di Alessio Masone] Non si configura una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/giornali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17965" alt="giornali" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/giornali-300x129.jpg" width="300" height="129" /></a><strong><em>- Il caso del sindaco di Benevento che ha vietato simbolicamente la vendita del libro di Riina.<br />
</em><em>- La mafiosità può risiedere nel rapporto tra lettore e opera.</em></strong><br />
<strong><em> &#8211; E’ emergenza democratica informativa se i giornali locali continuano, allineandosi alle testate nazionali, a dare priorità alle notizie eclatanti.</em></strong></p>
<p>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Mason</a>e]<b> Non si configura una censura nel gesto simbolico del sindaco di Benevento di vietare la vendita di un libro.<br />
</b>Considero il gesto del sindaco Fausto Pepe come una provocazione, visto che non ha efficacia giuridica: resta invece come reale censura quella che operano, ogni giorno, i giornali locali, tacendo della società civile territoriale che non fa &#8220;notizia&#8221;.</p>
<p><b>Quello che i giornali locali hanno censurato: la mafiosità può risiedere nel rapporto tra lettore e opera.</b><br />
Al riguardo, come libraio indipendente, sono stato interpellato da numerose testate locali, ma avevano già in mente cosa pubblicare e hanno oscurato quanto sia fondamentale considerare la &#8220;responsabilità sociale del lettore&#8221;: non conta tanto l&#8217;opera, su cui non si può incidere neanche con la censura, ma la parte di competenza del lettore dove si può incidere tramite una fruizione responsabile. Una sorta di fatica coautoriale dell&#8217;opera che rende il lettore responsabile attore del mondo in cambiamento.<br />
.<br />
Entrando nello specifico caso, la mafiosità non è tanto nel libro di Riina, ma nell&#8217;eventuale approccio del lettore: se compro un libro contro la mafia, ma tramite i centri commerciali, librerie di catena e online, per risparmiare, io sto accettando una micro tangente che mette al primo posto la mia convenienza personale, trascurando il bene comune e incentivando la crisi economica, quindi a danno dell&#8217;economia territoriale, della redistribuzione del reddito, della coesione locale. Questo approccio si consolida nel quotidiano della mia vita e di quelli a me vicini, al punto che, se un giorno dovrò ricoprire cariche pubbliche, sarò culturalmente assuefatto a favorire me e i miei amici, a danno del bene comune. Paradossalmente, se si compra il libro di Riina tramite una libreria indipendente, si realizza uno stile di azione culturale responsabile e capace di cambiamento: l&#8217;eccellenza non è più assoluta, quindi da ricercare esclusivamente nell&#8217;opera, ma si parla di eccellenza relazionale, quella agita nella parte di competenza del fruitore, se portata responsabilmente nel tessuto quotidiano.</p>
<p><b>L’intervista di Porta a porta a Riina è figlia del sistema mass mediatico.<br />
</b>Bruno Vespa, nell’intervistare Riina, è solo espressione di un sistema mass mediatico malato. I giornali perseguono uno stile di azione culturale basato prevalentemente sulla notorietà dei soggetti: i capi mafiosi, ma anche gli artisti noti e gli esponenti politici più visibili, sono un unicum che è privilegiato a danno dei tanti contenuti costruttivi messi in atto da soggetti misconosciuti della società civile.</p>
<p><b> I mass media locali, censurando il cambiamento, danno spazio solo alle notizie desiderate dai lettori che delegano.<br />
</b>I mass media locali, come quelli nazionali, danno priorità alle notizie eclatanti: delitti, scandali politici, spettacoli con artisti affermati, tutte notizie che non portano cambiamento. Utilizzando un linguaggio esperienziale che agevola esclusione e competizione, censurano invece quanto ci sia di volontariato e di costruttivo nei territori, tutte azioni culturali capaci di cambiamento ma che vogliono essere evitate dal cittadino qualunquista perché lo mettono in discussione.</p>
<p><b>Mettere in prima pagina reati e scandali innesca cambiamento?<br />
</b>Mettere in prima pagina fatti di reati e corruzioni non comporta la riduzione del numero di delitti. Invece, se si mettessero in prima pagina i fermenti dell’associazionismo locale, si costruirebbero le basi per prevenire la commissione di reati e ingiustizie. Se la magistratura e le forze di polizia hanno il compito di reprimere i reati in corso, il cittadino può interagire solo rimuovendo le cause d&#8217;ingiustizia per cui proliferano i reati.</p>
<p><b>I giornali locali, più di tutti, potrebbero essere il volano dei territori e quindi del cambiamento.<br />
</b>Collassato il modello centralizzato delle metropoli e grande industria, il cambiamento parte dai territori perché il volontariato e l’associazionismo avvengono lontano dai riflettori e diffusamente dal basso: è quindi compito dei giornali locali invertire le priorità e dare visibilità maggiore alle informazioni della società civile territoriale. I giornali nazionali, per loro natura, non possono comunicare i fermenti territoriali. Fino ad ora, i media locali si sono omologati a quelli nazionali: alla ricerca di consenso del lettore, invece, di promuovere il cambiamento, si sono allineati ai gusti della maggioranza qualunquista. Anche quando trattano di cultura e arte, si adeguano ai parametri della maggioranza del settore, frenando il cambiamento: nel dare visibilità a modalità culturali (calate dall&#8217;alto) già affermate e ad artisti già noti, quale cambiamento si promuove?</p>
<p><b>I giornali locali si sostituiscono alla società civile, interpretando, da tuttologi, il mondo del cambiamento.<br />
</b>I giornalisti locali con il loro potere di parola, si ritengono competenti in ogni campo dell’associazionismo, interpretandolo con canoni novecenteschi. Se gli esponenti della politica sono assenti nel mondo del volontariato, i giornalisti locali sono presenti asetticamente negli eventi della società civile solo per il tempo necessario a raccogliere notizie e foto per l’articolo calato dall’alto.</p>
<p><b>I giornalisti locali, come i politici, si esprimono senza esperienza diretta<br />
</b>Se è sempre più rilevante la spaccatura tra la classe politica, che decide sugli altri, e il volontariato, che agisce in prima persona, è da considerare che anche i giornalisti locali, prevalentemente estranei al volontariato e all&#8217;economia reale, si esprimono sugli altri, senza agire in prima persona, parlando dall’alto, senza esperienza diretta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2016/04/17/la-censura-che-omologa-e-messa-in-atto-ogni-giorno-dai-giornali-locali-a-danno-della-societa-civile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La campagna &#8220;Basta Compiti&#8221; partecipa alla costruzione di una cittadinanza esperienziale, non delegata</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/03/13/la-campagna-basta-compiti-partecipa-alla-costruzione-di-una-cittadinanza-esperienziale-non-delegante/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2016/03/13/la-campagna-basta-compiti-partecipa-alla-costruzione-di-una-cittadinanza-esperienziale-non-delegante/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2016 09:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[basta compiti]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza artistica non delegata]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza non delegata]]></category>
		<category><![CDATA[esperienzialità]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio parodi]]></category>
		<category><![CDATA[nozionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Ricciardì]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=17920</guid>
		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] La campagna &#8220;Basta Compiti&#8221;, per quanto appaia provocatoria, esprime il sintomo dei cambiamenti in corso: si pone come obiettivo la riduzione delle attività nozionistiche per agevolare maggiore spazio alla creatività dello scolaro e all&#8217;esperienzialità del futuro cittadino. La proposta ci risulterà più credibile, se la collochiamo all&#8217;interno di una serie di fattori [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/03/basta-compiti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17921" alt="basta compiti" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/03/basta-compiti.jpg" width="467" height="280" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>] La campagna &#8220;Basta Compiti&#8221;, per quanto appaia provocatoria, esprime il sintomo dei cambiamenti in corso: si pone come obiettivo la riduzione delle attività nozionistiche per agevolare maggiore spazio alla creatività dello scolaro e all&#8217;esperienzialità del futuro cittadino.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683">La proposta ci risulterà più credibile, se la collochiamo all&#8217;interno di una serie di fattori che, nel mondo, stanno portando alla ribalta le attività esperienziali/manuali, mentre le attività nozionistiche/formali appaiono sempre più il filo conduttore di una società barcollante al cospetto di una crisi economica che è anche culturale.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683">Finalmente, stiamo prendendo atto che il collasso dell&#8217;attuale modello di sviluppo non è procurato da frange minoritarie di incolti e criminali, ma che è da addebitare alla classe dominante: questa coincide con il mondo intellettuale che, facendo il pari con il cittadino delegante, ha prevaricato fino ad oggi il mondo dell&#8217;esperienzialità, dell&#8217;agire in prima persona che fa il pari con i mestieri manuali.</p>
<p dir="ltr" id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683" data-setdir="false">Bisogna restituire unione tra  attività intellettuali e saperi manuali, tra dirigenza e cittadinanza, se vogliamo realmente il cambiamento, se vogliamo cittadini che smettano di delegare e inizino ad agire in prima persona, in modo esperienziale, fisico, manuale. Non serve una soluzione, se calata dall&#8217;alto, ma un percorso esperito in prima persona per arrivare alla soluzione. Mentre il nozionismo e la delega omologano, generando competizione, la creatività e l&#8217;esperienzialità generano inclusione dei talenti di cui ognuno è portatore.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683">In questa direzione vanno i vari movimenti di neoruralesimo, di decrescita felice, di artigianato creativo. Sempre più numerosi, complice la crisi economica, sono i laureati che si rivolgono ad attività rurali, artigianali e di piccolo commercio.</p>
<p dir="ltr" id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683" data-setdir="false">Nello stesso solco si pone la &#8220;cittadinanza artistica non delegata&#8221; promossa dal nostro movimento di Resistenza P&#8217;Artigianale/distretto di EcoVicinanza (economia relazionale e arte inclusiva).<br />
Qui, si incentiva nel concreto una fruizione esperienziale dei processi culturali, economici e giuridici: Art&#8217;Empori.it (movimento artistico/economico di fruitori creativi), Lettor&#8217;Indie. Festival Diffuso del Lettore Indipendente (per mettere al centro dell&#8217;opera le competenze del lettore), Giornate P&#8217;Artigianali (fiera delle autoproduzioni e del baratto di competenze), GASb Arcobaleno (approccio esperienziale al cibo tramite i Gruppi d&#8217;Acquisto Solidale e Barattario), CeneBaratto (fruizione esperienziale degli eventi culturali tramite il baratto tra competenze alimentari e intellettuali), SoldoCorto (moneta locale/buono sconto per un&#8217;economia condivisa).</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683">Ebbene, chiunque frequenti attività simili al nostro movimento, troverà consona la campagna &#8220;Basta compiti&#8221; promossa da Maurizio Parodi.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Iniziativa suggerita da Valentina Ricciardi, insegnante.<br />
Per firmare la petizione:</p>
<h1><a href="https://www.change.org/p/genitori-docenti-dirigenti-scolastici-campagna-basta-compiti?recruiter=236448306&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_medium=facebook&amp;utm_campaign=autopublish&amp;utm_term=des-lg-share_petition-no_msg&amp;fb_ref=Default" target="_blank">Campagna: BASTA COMPITI!</a></h1>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2016/03/13/la-campagna-basta-compiti-partecipa-alla-costruzione-di-una-cittadinanza-esperienziale-non-delegante/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
