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	<title>Art&#039;Empori &#187; Brunella Severino</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Nella comunità di Art&#8217;Empori.it e GAS Arcobaleno nasce Stefano, figlio di Nunzio Castaldi e Flora Anzovino.</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/10/23/nella-comunita-di-artempori-it-e-gas-arcobaleno-nasce-stefano-figlio-di-nunzio-castaldi-e-flora-anzovino/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 13:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benvenuto, Stefano, in questo mondo bellissimo anche se qualche volta spaventoso&#8230; Tu non ti preoccupare, perché hai due genitori straordinari che con amore ed attenzione tracceranno le orme per te. Brunella Severino . Sabato, 18 ottobre 2014, a Benevento, è nato Stefano, figlio di Nunzio Castaldi e Flora Anzovino. Nunzio Castaldi, nell&#8217;azione volontaristica rivolta ad [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Benvenuto, Stefano, in questo mondo bellissimo anche se qualche volta spaventoso&#8230;</p>
<p>Tu non ti preoccupare, perché hai due genitori straordinari che con amore ed attenzione tracceranno le orme per te.</p>
<p>Brunella Severino<br />
.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/nunzio-castaldi-e-flora-anzovino.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-14929" alt="nunzio-castaldi-e-flora-anzovino" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/nunzio-castaldi-e-flora-anzovino-1024x578.jpg" width="553" height="312" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Sabato, 18 ottobre 2014, a Benevento, è nato Stefano,<br />
figlio di Nunzio Castaldi e Flora Anzovino.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nunzio Castaldi, nell&#8217;azione volontaristica rivolta ad agevolare un&#8217;informazione responsabile, è curatore tecnico del portale web Art&#8217;Empori.it.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre in termini volontaristici, per conto di Art&#8217;Empori e del GAS Arcobaleno, ha condotto la presentazione, per due volte, della Notte di resistenza libraria, nel 2012, e di una Notte di resistenza libraria e barattaria, nel 2013.</p>
<p style="text-align: justify;">Nunzio, con Giuseppe Mercurio, ha progettato per il GAS Arcobaleno il portale Livingstone che facilita ai soci del GAS la spesa di cibo responsabile presso i produttori locali attenti al cambiamento.<br />
Livingstone, che ha esordito a ottobre, negli stessi giorni di Stefano, inoltre, consentirà ai soci di barattare competenze, cibi e oggetti, in un contesto di coesione dove il cibo responsabile, diventando unità di scambio tra i soci, acquista centralità nel progetto di una comunità territoriale inclusiva e capace di felicità diffusa.</p>
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		<title>Passione procidana. I Misteri isolani del venerdì santo.</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 08:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Brunella Severino] La sveglia regolata sulle quattro del mattino, è un piccolo sacrificio che si spende volentieri per entrare nella magica atmosfera che avvolge l&#8217;isola nei giorni della settimana Santa. Se conoscete Procida, non esitate a visitarla in questa occasione, per conoscere i suoi &#8220;misteri&#8221;, e raccogliere il dono dell&#8217;emozionante esperienza che la popolazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[di Brunella Severino] La sveglia regolata sulle quattro del mattino, è un piccolo sacrificio che si spende volentieri per entrare nella magica atmosfera che avvolge l&#8217;isola nei giorni della settimana Santa. Se conoscete Procida, non esitate a visitarla in questa occasione, per conoscere i suoi &#8220;misteri&#8221;, e raccogliere il dono dell&#8217;emozionante esperienza che la popolazione condividerà con voi, accogliendovi ospitale nella sua Processione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scenari caratteristici che spuntano da ogni angolo, mentre si attraversano vicoli, piazzette e cortili, il mare che si affaccia improvviso ad una svolta o affacciata, non smettono mai di stupire ed incantare: non so trovare parola diversa dall&#8217;incanto, che poi diventa incantesimo, per esprimere le sensazioni che animano chi scopre questo piccolo grande mondo. Ho visitato altre isole, ma Procida mi ha rubato il cuore, e non mi basta mai il tempo che riesco a strappare al mio, per  tornare a lei, e continuare ad esplorarla, per innamorarmene ancora di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Come in questi ultimi due giorni, trascorsi in passione, contagiata e animata dal fermento generale annunciato dallo struggente suono delle trombe, che ti trafigge l&#8217;anima di brividi e ti rimanda al Cristo trafitto per noi. Il susseguente battito unico sul tamburo, sospende per un attimo  il tuo cuore e pensi a quella fine sacrificale, che non si  può dimenticare, anzi si vuole ricordare, attraverso tante tradizioni, che tanti popoli diversamente  rinnovano con fede.</p>
<p style="text-align: justify;">E Procida ricorda con i suoi Misteri: spettacolari creazioni scultoree che rappresentano vari momenti della Passione, interpretati con devota dedizione e talento  artistico, montate su piattaforme che poi pesantissime, vengono trasportate dai gruppi appartenenti alla congrega dei Turchini: la più antica che ha il compito di condurre la processione. La sera del giovedì santo,  ci si  reca in visita al Sepolcro,  dove il Cristo morto, realizzato in una realistica antica scultura in legno, giace al centro della piccola chiesa allestita dai membri della congrega.</p>
<p style="text-align: justify;">Una visita e poi l&#8217;attesa della sua uscita nella prima processione, per la quale io ed i miei amici, ci siamo affrettati su, verso Terra Murata, il punto più alto e panoramico dell&#8217;isola, che si raggiunge dalla ripida salita di Semmarezio, per giungere ai &#8220;cantieri &#8221; dei Misteri, dove fervono gli ultimi ansiosi preparativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Grossi tendoni, nascondono le opere che seppure ancora da ritoccare, già rivelano la propria bellezza e genialità di ispirazione, e ti affretti per non mancare di vederne  alcuno, perché adesso sono proprio lì vicinissimi, e puoi sfiorarli nello splendore dei volti di antichi e possenti personaggi , che abili mani hanno saputo caratterizzare di pensose espressioni, di sguardi che si posano su scenari di navi, di pesca,  di quotidianità .Vite tramandate  nelle tradizioni, come  questa dei Misteri, che racconta generazioni di gente semplice ma fiera, ospitale ma misteriosa, come le sue genìe, che cerchi di capire attraverso i libri di talenti locali.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi giunge l&#8217;ora in cui tutto si ferma, perché le trombe suonano più vicine, e precedono di poco  il sacro corteo mentre il crepuscolo avvolge anche l&#8217;anima. Io ho scelto il muretto di Piazza dei Martiri per scattare i miei ricordi, dall&#8217;alto di una posizione mozzafiato, dove il mio sguardo  oscilla incessante, mentre scorge il lento sfilare della sottostante processione, tracciata dalla scia di candele, per poi spostarsi sul  mare che di fronte si scorge calmo, baciato dalla luna, mentre accarezza la sottostante Corricella.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno sguardo che cattura il tutto di questi luoghi: il mare, la sua gente, e ancora il mare. Non ho parole per descrivere queste immagini, né le mie foto ne sono all&#8217;altezza, ma so che mi mancheranno e che ad occhi chiusi cercherò di ripassarle con nostalgia, assaporando ancora le emozioni vissute. Seguiamo il corteo che accompagna il Cristo nell&#8217;Abbazia di S. Michele dove resterà per la veglia notturna; scrigno prezioso incorporato nella roccia, eretta intorno all&#8217;anno mille, distrutto e poi recuperato, per continuare a sovrastare nella sua  dura  bellezza, imponente guardiana di questo scoglio, al quale il mare ha condotto tanta storia nei secoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Rientro per poche ore di sonno, per poi ritornare quando è  ancora al buio, dopo il risveglio alle quattro del mattino, quando assonnata ed infreddolita, mi ritrovo con gli amici per salire di nuovo a piazza dei Martiri dove ci abbandoniamo allo spettacolo dell&#8217;alba che lentamente ci rivela il mare e le case colorate della Corricella ritrovata. Risaliamo verso Terra Murata: Luciano Ferrara frenetico si sposta da un punto all&#8217;altro per provare le migliori postazioni, per quelle che saranno le sue prossime opere d&#8217;arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo progetto anima il suo rinnovato amore per Procida dove  ha vissuto per dodici anni, e che adesso clicca affidandolo ad immagini di talento, che attendiamo ansiosi di vedere. Nello spazio antistante l&#8217;Abbazia, gli ultimi preparativi, tra vestizioni appartate, suoni di tromba e tamburo, accordi organizzativi, mentre qualcuno si affretta portando in braccio angioletti addormentati, nei tipici costumi neri ricamati in oro.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è pronto e noi spezziamo l&#8217;ansia dell&#8217;attesa mettendoci a turno in posa, per immortalare la gioia di condividere questa esperienza, scambiandoci macchinette fotografiche e lazzi di commento alle pose. Giunge l&#8217;ora e noi ci separiamo dirigendoci ognuno nel luogo scelto  per assistere alla processione, catturando in fretta i buchi rimasti nella folla di spettatori. Io, Rosaria e Roberto ci sistemiamo davanti ad una casa circondata di piante e fiori, che la proprietaria cerca di proteggere dall&#8217;invadente assalto della folla, ma poi rassegnata offre  anche qualche caffè alla troupe televisiva cui offre il suo balcone.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunge il corteo dei Misteri, quest&#8217;anno quarantaquattro, che sfilano rivelando la finale bellezza e peculiarità, ed io attendo con ansia il mio preferito, che avevo individuato nei tendoni cantieri, e che adesso si para maestoso con l&#8217;aggiunta del tempietto, come mi era stato illustrato  dai ragazzi del gruppo che lo ha realizzato: una nave con gli affascinanti naviganti, un po’ greci, un po’ saraceni, abilmente scolpiti da un giovane artista, ispiratosi alle statue della  fontana di Trevi. Una scena di pesca, di vita di mare, con i suoi pesci e una grande rete  di vicende umane, trascorse &#8220;nell&#8217;acqua salata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo in piedi, distrutti per i debito di sonno degli ultimi due giorni, ma resistiamo fino alla fine: il corteo sacro dell&#8217;Addolorata, sostenuta anche dal mio amico Antonio, poi il Cristo morto,  e in chiusura la sfilata degli angioletti , vestiti dei neri costumi antichi, per fortuna spezzati da un ciucciotto o pupazzetto, che ci riporta alla loro fragile tenerezza; qualcuno addormentato, qualcuno piange spaventato: nel loro sfilare, la consegna degli avi, per il tramando di  una tradizione che crescendo loro onoreranno nel passaggio di ruoli conquistati. La chiusura affidata ad un corteo di catene di varie misure, che trascinate a terra suonano una triste, colpevole, crudele musica funebre.</p>
<p style="text-align: justify;">Una tradizione forte dei suoi simboli, che non puoi dimenticare, e che una volta conosciuta vorrai rivivere attraverso questa processione, famosa nel mondo: per me la più incisiva che  ho vissuto, un&#8217;altra mia passione procidana.</p>
<p style="text-align: justify;">Brunella Severino da Benevento</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">per informazioni sul rito organizzato dalla Confraternita dei Turchini: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Settimana_Santa_di_Procida" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Settimana_Santa_di_Procida</a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">Per una visione ottimale delle foto: CLICCARE ALL’INTERNO DELLA IMMAGINE IN ALTO.<br />
Apertasi una finestra fotografica, poi, cliccare sulla destra della foto, per andare avanti, e sulla sinistra della foto, per andare indietro.<br />
E’ <strong>sconsigliato</strong> cliccare sulle piccole foto in miniatura che qui seguono.</p>

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<p style="text-align: justify;">
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		<title>L&#8217;amore sfumato. Le identità sentimentali al tempo dei social</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2014 14:17:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[di Brunella Severino] La trilogia delle sfumature amorose, grigie, nere, rosse, non ha risparmiato nessuno. Non solo le donne sono curiose. E così, apprendisti o meno dell&#8217;amore, uomini , donne o altro, non ci siamo potuti sottrarre alla tentazione di leggerli. Non sono una persona che si scandalizza, davvero, e credo, giunta alla mia matura [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/amore-ucciso1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11586" alt="amore-ucciso1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/amore-ucciso1-300x207.jpg" width="300" height="207" /></a>[di Brunella Severino] La trilogia delle sfumature amorose, grigie, nere, rosse, non ha risparmiato nessuno. Non solo le donne sono curiose. E così, apprendisti o meno dell&#8217;amore, uomini , donne o altro, non ci siamo potuti sottrarre alla tentazione di leggerli. Non sono una persona che si scandalizza, davvero, e credo, giunta alla mia matura età, di essere abbastanza disinvolta e disinibita, e quindi ho letto questa erotica soap opera  d&#8217;amore per cercare di capirne i motivi di un successo internazionale. Dai tempi antichi, di  letteratura  o manuali erotici, pornografici, o dir si voglia, di sicuro non c&#8217;è penuria, e più o meno ammettendolo, chi non ne ha letto un po’? Chi giovanissimo o in avanti negli anni, non ha voluto avere qualche delucidazione sul sesso, della serie&#8230; quello che non avete mai chiesto o capito?</p>
<p style="text-align: justify;">Bando alle chiacchiere, è un argomento che interessa e riguarda tutti, nessuno escluso, rossori a parte ! E così, solleticati dal bombardamento mediatico, per non parlare del web, più o meno social, possiamo avvicinarci indiscriminatamente verso qualunque orientamento morale, religioso, culturale. Siamo tutti attirati a saperne di più, per dirci aggiornati alla moda, visto che ormai ragioniamo globalmente, omologati dai messaggi&#8230; elettrizzanti che i media ci impongono senza esclusione di contesti, pubblicitari e non.</p>
<p style="text-align: justify;">Scosse vibranti o scossoni a parte, come siamo messi in questo nostro navigare? Io direi&#8230; sfumati. Già, proprio sfumati nel senso di immagine che sfuma di contorni e nitidezza, perché è la nostra visione dell&#8217;amore, che ormai non riusciamo più a focalizzare. Cosa significa per noi amore? E cosa significa erotismo? Sinceramente me lo chiedo oggi anche io. La vita ci fa crescere in tutti i sensi, sì voglio dire proprio i sensi: l&#8217;olfatto, l&#8217;udito, l&#8217;odorato, la vista, il tatto. Io oggi aggiungo&#8230; i recettori vibranti. Quante sensazioni ci insegnano le esperienze, gioiose o dolorose che siano! Quante certezze su cui metteremmo la mano sul fuoco, ci bruciano poi l&#8217;anima e la pelle, sciogliendoci come burro al sole, al di fuori di ogni nostro controllo.</p>
<p style="text-align: justify;">E la nostra mente? Che non vuol sentire ragioni, e resetta tutto quanto abbiamo faticosamente interiorizzato, e alla faccia di tutti nostri buoni propositi, ci scopriamo più fragili di quanto chiunque possa  percepirci tali. Diciamocelo. Siamo tutti impreparati, nel senso che non c&#8217;è età che tenga alle sorprese che ci attendono dietro l&#8217;angolo o&#8230; da una nuova  angolatura. Chi può dire oggi &#8220;io non lo farò mai&#8221;? Noi non abbiamo più certezze sicure. Si parla tanto di sicurezza, anche troppo: leggi ingombranti che impediscono piccole cose banali e occasionali, bunker di vita dove ci rifugiamo per nascondere le nostre paure, precauzioni e rinunce, diffidenza. E, poi, dov&#8217;è la sicurezza dei nostri sentimenti? Oppure dei nostri valori, se ancora ne abbiamo. In cosa ancora crediamo? In chi abbiamo fiducia, piena, da dare la nostra vita per lui o lei? Per cosa siamo eroi per caso? Per chi perdiamo il sonno e ci danniamo l&#8217;anima?</p>
<p style="text-align: justify;">Io dico, per la nostra solitaria, più o meno latente inquietudine, che ci  tiranneggia tra alte e basse maree, portandoci via, trascinandoci ora nell&#8217;entusiasmo, nell&#8217;eccitazione, per poi annegarci nella più profonda delle depressioni, dalla quale dobbiamo trarci  in salvo con tutte le nostre residue energie, per rialzarci ogni mattina, bestemmiando la sveglia, perché la nostra vita reale, seppure sconosciuta dietro l&#8217;angolo, ci costringe a ricordare che io non sono Anastasia, la piccola Ana, e che seppure oggi mi incroçerò (nel senso di crocifiggere) con un lui, lui non è Cristian, e non abbiamo la loro ricchezza, le loro case, aerei privati, né bodyguard, né maggiordomi, e personale sempre disponibile 24 ore, per tutto quanto sarebbe comunque impossibile fare davvero nella realtà. Ma chi lo può fare?</p>
<p style="text-align: justify;">E allora svegliamoci dai sogni, ai quali non possiamo resistere neanche da svegli. Siamo inquieti, e ci lasciamo coinvolgere da messaggini e immagini whats App, fb in tempo reale, chat, una realtà virtuale di cui siamo schiavi nella realtà quella vera, una virtualità che sta sfumando le nostre identità, ci sta tracciando sfumature che non conosciamo neanche , e che sfuggono ogni nostra immaginazione, scoprendo o coprendo parti di noi, che forse poi non ci appartengono nella vita, quella reale, cui restiamo comunque  ancorati.</p>
<p style="text-align: justify;">A mente lucida, lontano dalle connessioni, dovremmo recuperare il  contatto umano, in pausa dai ritmi stressanti che ci impongo relazioni fugaci, superficiali, funzionali agli obiettivi, ai risultati da raggiungere. La  giornata non ci basta mai. Le cose che vorremmo fare sono tante, ma cosa facciamo davvero oltre che lavorare, organizzare, pianificare, tempo libero compreso? Quanti di noi si concedono la chiacchiera con il vicino di casa, se lo consociamo, oppure un caffè a casa di un&#8217;amica piuttosto che di passaggio al bar?</p>
<p style="text-align: justify;">Troviamo però il tempo di controllare fb, l&#8217;altra parte di noi, che inventiamo e giochiamo con gli altri. Un gioco pericoloso che può creare dipendenza. Forse sarebbe salutare provare a distaccarsene un po’, per rimettere lentamente a fuoco la nostra identità, per rintracciare le nostre vere sfumature e darci il  contorno della nostra essenza esistenziale indipendente. Non è facile. E’ questa la vera sfida.</p>
<p>Bruja Morena</p>
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		<title>L’isola che c’è. Procida e i limoni del baratto</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jan 2014 15:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Brunella Severino] La solidarietà non conosce crisi, al contrario crea giorno per giorno, fantasiose e provvidenziali risposte ai bisogni, mentre rammenda le maglie di una rete sempre più  lacerata, delle dolorose umane vicende, che annegano nei picchi profondi di questa società fallita. Il volontariato, la solidarietà, il dono: presenze antiche, di colorate divise che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/procida3-brunella-severino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10225" alt="procida3-brunella-severino" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/procida3-brunella-severino-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>[di Brunella Severino] La solidarietà non conosce crisi, al contrario crea giorno per giorno, fantasiose e provvidenziali risposte ai bisogni, mentre rammenda le maglie di una rete sempre più  lacerata, delle dolorose umane vicende, che annegano nei picchi profondi di questa società fallita.</p>
<p>Il volontariato, la solidarietà, il dono: presenze antiche, di colorate divise che rassicuranti hanno tracciato il soccorso e l’assistenza nel buio della sofferenza. Oggi però io ho visto altri colori, solari, di arancio e giallo, come i tramonti che sfumano il mare di questa mai isola. I colori dei limoni, delle arance e mandarini che ne annunciano il profumo. La prima volta che sono sbarcata a Procida nel caratteristico porto, man mano che guadagnavo le strette vie, assaporavo l’intenso e sensuale profumo di zagare in piena esplosione. E’ stato allora che i miei sensi si sono innamorati di questa vulcanica irresistibile terra. E’ stato allora che il mio cuore è stato rapito e accomodato nel “sentirsi a casa”, nel quieto battito che si sintonizza sui ritmi di questi luoghi incantati, e non vuole smettere di  segnare il tempo sospeso dello star bene, di ritorno e pace dell’anima che si è ritrovata  nel suo contorno di origine.</p>
<p>Il mare innamorato di questa terra, le restituisce i suoi profumi, in una danza d’amore che non distingue più il sapore dei suoi umori, né quelli delicati dei frutti di lei. Entrambi ti avvolgono e ti segnano del codice genetico tramandato da generazioni, che rende i procidani unici al mondo, esploratori di mondi lontani che annuiscono al loro desiderio di tornare a casa. E’ questo che respirano i tuoi sensi se sai aprirli a quest’isola che ti lega a sé stregata e ti maledice di nostalgia quando la lasci. Una madre, amante, figlia che lancia il suo incantesimo per richiamarti a sé. Solo se la conosci nel suo intimo puoi capire l’amore per lei. Io ho tracciato nel mio cuore  un ponte che mi culla dei suoi ricordi, fino a quando posso farvi ritorno; un ponte di legami, di inventate tessiture che rinnovano la mia appartenenza  a questa casa.</p>
<p>E questo ponte è costruito con idee di continuità tra me e i procidani, gente di solidi valori e sentimenti, che se ti apre il cuore, fa spazio anche a te e ti offre il suo azzurro mare, le  sue nere rocce, i suoi orizzonti da disegnare ancora nelle tue navigazioni, la sua semplice quotidianità che ha fatto cultura, narrata da scrittori, artisti e registi. Tanti ciack hanno preso a prestito i suoi colori e sapori, quadri naturali che sbucano a sorpresa mentre percorri il dedalo di case, scalinate, archi, cortili, lasciando apparire  scorci di orti o squarci in lontananza, di quel turchino di cui non ti sazi mai lo sguardo e l’anima.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/procida4-brunella-severino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10224" alt="procida4-brunella-severino" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/procida4-brunella-severino-300x241.jpg" width="300" height="241" /></a>Tutto questo l’ho racchiuso nel mio scrigno ed oggi lo voglio condividere con voi, per  raccontarvi in una foto, il profumo dei mandarini dell&#8217;orto di Michele sulla Starza, a Villa Giulietta, tramandato dal suo bisnonno, dove Davide, si sta prendendo cura degli alberi un po&#8217; dimenticati e insieme abbiamo organizzato il baratto degli agrumi con il GAS Arcobaleno; voglio raccontarvi dei limoni di Antonio, un altro amico del cuore, che generosamente mi accompagna sempre al porto carica di questo oro procidano, dono di un pezzo della propria terra, perché io  possa portarla con me e sentirmi ancora a casa.</p>
<p>Voglio condividere la mia idea che, tramite questo baratto con il GAS Arcobaleno, di cui sono attivista, avvia un discorso ampio: grazie a Michele che ha deciso di darci fiducia, vorremmo coltivare nuovi progetti, far germogliare iniziative sostenibili, recuperare l’onore e la storia delle famiglie di questi meravigliosi orti, come quello di Villa Giulietta, diversi dai nostri, ma uniti nella voglia di  progettare, di credere ancora che si può dare un significato alla propria appartenenza, ai propri luoghi, con piccole grandi scelte che fanno il cambiamento. Vorremmo consegnare il profumo delle zagare al mare affinché lo conduca lontano a seminare un futuro pulito per la Procida meravigliosa da raccontare ancora. Un ringraziamento a tutti i procidani che conosco, chi più chi meno, al caloroso sorriso con cui mi accolgono o mi salutano, a coloro che mi aprono casa e il cuore, a Davide, Michele, Antonio, e tanti altri, al Capodanno speciale che ho trascorso in questi pochi giorni sulla  mia isola che c’è, ed il suo contorno per me.</p>
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		<title>Sapori di carta. Cibo in libreria.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Dec 2013 18:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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<div><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/12/cenabaratto-131213-b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8801" alt="cenabaratto-131213-b" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/12/cenabaratto-131213-b-300x223.jpg" width="300" height="223" /></a>[di Brunella Severino] Chi ricorda il film tratto dall’omonimo libro “Farenheit 451”? Il regime di quella società fantascientifica proibiva la lettura e la diffusione di libri che incendiava in grandi falò pubblici, arrestando i trasgressori della Resistenza. Alcuni di questi coraggiosamente imparavano ciascuno un’opera a memoria per tramandarla ai posteri! Oggi, nel 2013, per fortuna nessuno appicca più il fuoco ai libri: per la maggioranza delle persone, questo prezioso oggetto porta ancora in sé quel sentimento di rispetto e di sacralità, soprattutto se si tratta di volumi antichi, tant’è che per disfarsene vengono piuttosto regalati o riciclati.</div>
<div>.</div>
<div>Tuttavia non ci rendiamo conto delle “micce” disseminate intorno a noi, e che dobbiamo impegnarci e disinnescare. Mi riferisco a fatti incresciosi ed allarmanti come la progressiva chiusura di librerie indipendenti e biblioteche storiche, ad esempio quella di Monte di Dio a Napoli: chi si prenderà cura dei preziosi libri e li salvaguarderà dall’estinzione e probabile totale sostituzione da parte di surrogati digitali e multimediali?</div>
<div>.</div>
<div>Non ho nulla contro il progresso tecnologico e la diffusione della Rete, che ha indiscutibilmente i suoi vantaggi e benefici, ma non posso fare a meno di associarmi a coloro che da tempo lanciano l’allarme di un abuso, spesso esclusivo uso, della comunicazione e fruizione tecnologica, a discapito delle relazioni faccia a faccia, occhi negli occhi, e non attraverso una  web cam o immagini sempre più allucinogene pur di attrarre.</div>
<div>.</div>
<div>E vogliamo parlare del profumo della carta, del piacere tattile di sfogliare un libro, del piacere visivo di una buona rilegatura? Delle recensioni di esperti illustri, cui affidiamo le nostre scelte, o dello stesso libraio che per generazioni ha rappresentato l’amico fidato che ha guidato gli acquisti per il nostro sapere? Per me ancora oggi, la libreria Masone di Benevento rappresenta un luogo sacro, dove respiro un’atmosfera di “casa”, dove i miei occhi non si stancano mai di esplorare, scoprire e curiosare.</div>
<div>.</div>
<div>E ringrazio la sensibilità del nostro libraio che, anni fa, prima ancora dell’aggravarsi della crisi, ha avuto la sensibilità di istituire un movimento, il distretto di EcoVicinanza, che, in un’esplosione di geniali e fantasiose intuizioni ed iniziative, ha saputo aggregare altre anime sensibili, stimolando menti e cuori “aperti”, e creando nella nostra provincia una nuova Resistenza suggellata dalle Notti di Resistenza libraria-barattaria che, con grande successo, rappresentano alcuni dei numerosi eventi alternativamente culturali proposti dal movimento. Siamo un gruppo crescente di amici, intorno alla libreria Masone, vicini e lontani, sì perché grazie alla tecnologica mailing list, ai siti come Art’Empori, ci stanno conoscendo persone dall’Italia e dal mondo, grazie alla condivisione, mia fra tante, quando “linkiamo” ai nostri amici gli eventi e tutto ciò che organizziamo.</div>
<div id="yiv1169914976yqtfd85576">
<div>.</div>
<div>Quello che io desidero comunicare, anche con queste righe, è la fiducia, oltre la speranza, in quello che stiamo portando avanti con il distretto di EcoVicinanza: il poecivismo, il consumo critico, le scelte responsabili come il Gruppo di Acquisto Solidale (GAS). Mi piace cucinare con gli altri cucinieri della cenabaratto del venerdì sera, dove noi “gasati” condividiamo, anche con ospiti estemporanei, altri sapori: ricette antiche o inventate, con i prodotti della Resistenza agricola dei produttori del GAS Arcobaleno.</div>
<div>.</div>
<div>La tavolata che si improvvisa, una volta chiusa la libreria, è unica e irripetibile, per le note di allegria, per il consapevole e responsabile messaggio di consenso al libraio Alessio Masone, la nostra bussola, in una Resistenza che ci fa sentire esistenti e dissenti in quest’epoca di scandaloso declino dei valori, dove mancano concreti orientamenti e contenuti. Noi siamo diretti verso scelte in cui crediamo, che danno un senso e uno spazio alle nostre idee e ai sentimenti: sì perché in questo gruppo ci vogliamo bene di un’amicizia sincera, senza interessi e secondi fini o speculazione alcuna, perché ci accomuna la voglia di sentirci bene in un luogo e in un tempo significativi per tutti i nostri sensi che ci fanno ancora sentire il sapore delle cose, il sapore della carta sulla quale vogliamo scrivere la nostra storia, e magari il romanzo della nostra vita.</div>
<div></div>
</div>
</div>
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