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	<title>Art&#039;Empori &#187; Tullia Bartolini</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Laura Lombardi e l&#8217;Arte del vagabonding</title>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2017 10:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco Laura Lombardi, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere [&#8230;]]]></description>
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<div id="post-body-7149586525084008968">Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco <b>Laura Lombardi</b>, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere il mondo, nell&#8217;esplorare e nel meravigliarsi.<br />
Non riesco a darle torto e un pò invidio il suo lavoro (Laura è consulente di viaggi on line per Evolution Travel), che la porta in giro per il globo, alla scoperta di luoghi e di mete da consigliare a turisti e viaggiatori.</div>
<div></div>
<div><strong>Laura, raccontami, come nasce, in te, la passione per il Viaggio?</strong></div>
<div></div>
<div>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18255" alt="Una bella immagine di Laura" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;Il primo viaggio senza genitori è stata la classica settimana con le amiche in un resort pugliese (parliamo del 1991, avevo 20 anni e allora anche prendere un treno da sole &#8211; eravamo in sette, tutte donne &#8211; era quasi un miracolo!). Ho capito subito che quelle vacanze non facevano per me: sono andata in giro tutta la settimana alla scoperta della Puglia, terra straordinaria e bellissima e &#8230; vacanze così &#8220;stanziali&#8221; non ne ho più fatte!&#8221;.</p>
<p><strong>Quando hai iniziato a considerare il viaggiare (anche) come un lavoro?</strong></p>
<p>&#8220;Tutto è nato davvero per caso&#8230;da studentessa modello ho avuto la classica crisi esistenziale con partenza improvvisa per una stagione estiva in un villaggio turistico come istruttrice di fitness. Non mi sono più fermata: ho scoperto un mondo, anzi il mondo che si muove e quanto può essere facile far le cose anche da sole&#8230;il paese in cui nasci e cresci a volte è determinante nella tua vita, almeno finché non riesci a far emergere la tua vera indole. Il Paese ti coccola e ti nutre, facendoti sentire sempre al sicuro. E può andare bene per tutta la vita, se non hai mai uno slancio verso l&#8217;esterno. A 30 anni, dopo tre anni di lavoro in villaggio, con una laurea in bilico, ho deciso che il mio futuro lavorativo sarebbe stato nel turismo e ho cominciato piano piano a trovare la mia strada&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s1600/Laura%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s320/Laura%2B1.jpg" width="320" height="213" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Alba al Bromo, Java, Indonesia &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rolf Potts e &#8216;Vagabonding&#8217;&#8230;ho poi letto questo libro, che mi ha affascinata dalla prima all&#8217;ultima pagina. Credi sia possibile vivere come ha fatto (e fa) il suo autore?</strong></p>
<p>&#8220;Credo sia possibile se si è realmente disposti a lasciare a casa tutta la &#8220;forma mentis&#8221; che accompagna la nostra quotidianità, se si è disposti a fare davvero un viaggio innanzitutto dentro se stessi, così da poter interfacciare il mondo senza filtri e senza pregiudizi&#8230;&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s1600/Laura%2B2.jpg"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s320/Laura%2B2.jpg" width="320" height="179" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Jaama El Fnaa &#8211; Marrakech, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s1600/Laura%2B3.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s320/Laura%2B3.jpg" width="166" height="320" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Dune di Merzouga, Sahara, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In questo &#8216;non saper stare&#8217;, quanto c&#8217;è di genetico? Secondo la psicanalisi, si viaggia per sfuggire innanzitutto al crepitìo dei valori familiari, così rassicuranti ma anche tanto castranti. Quanto c&#8217;è di vero, in questo, secondo te?</strong></p>
<p>&#8220;C&#8217;è forse qualcosa di vero, ma solo in una prima fase&#8230; Poi, o torni sui tuoi passi definitivamente o non torni affatto, non c&#8217;è via di mezzo&#8230; Oggi vedo, nel mio essere zingara, nel rinunciare a radici ovunque, una specie di legge del contrappasso: ho avuto una famiglia splendida e amici nell&#8217;adolescenza con cui ho condiviso tante cose, tutti con la convinzione che io fossi paurosa, con poche spinte verso il nuovo e il diverso e sempre bisognosa di aiuto e di una guida per procedere. Poi ti accorgi che tu sei semplicemente lo specchio in cui loro si riflettono: tagliare quei cordoni ombelicali è stata dura, gli affetti rimangono sempre ma, ad un certo punto, io avevo bisogno di altro e non ho trovato più nessuno intorno a me con cui condividere la necessità di nuova aria, di fame di mondo. Pago la colpa di aver mostrato solo un lato di me per troppo tempo, ma l&#8217;ho fatto inconsapevolmente e sapevo che quel lato piaceva a chi cercava una conferma delle proprie scelte&#8230;vagherò senza sosta nel Mondo!&#8221;.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s1600/Laura%2B6.jpg"><img alt="" src="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s320/Laura%2B6.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Varanasi, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s1600/Laura%2B7.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s320/Laura%2B7.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Calcutta, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s1600/Laura%2B8.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s320/Laura%2B8.jpg" width="320" height="180" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Sri Lanka, Costa Sud &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ultima meta visitata?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;Indonesia&#8221;.</p>
<p><strong>E il luogo che più ti è rimasto nel cuore, quello &#8216;dell&#8217;anima&#8217;?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;India, sicuramente&#8221;.</p>
<p><strong>Il viaggio ancora da fare, che rappresenta il tuo sogno?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;America Latina. Il mio sogno è partire dai paesi dell&#8217;america centrale come il Guatemala, El Salvador, il Nicaragua e arrivare alla terra del fuoco, passando per la Colombia, il Perù, il Cile e l&#8217;Argentina&#8230;.un sogno, appunto&#8221;.</p>
<p>Chi volesse partire e farsi consigliare da Laura mete ideali, esotiche o meno, questi sono i suoi riferimenti:</p>
<p><b>Mobile: +39 3397912676 </b><br />
<b>Email: laura.lombardi@evolutiontravel.it </b><br />
<b>Website: www.lauraviaggi.net </b><br />
<b>Skype: laura.lombardi2013 </b><br />
<b>http://www.iviaggidilaura.info/ </b><br />
<b>https://www.facebook.com/lauraviagginet?ref=hl</b><br />
<b>https://twitter.com/Lauraviagginet </b><br />
<b>https://plus.google.com/u/1/+LauraLombardi71</b></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Verehia, l&#8217;associazione che promuove bellezza e cultura nel Sannio</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 11:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Resistenza artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono realtà in cammino che sorprendono. Nel corso della manifestazione &#8220;Benevento longobarda&#8221;, all&#8217;inizio della scorsa estate, mi sono imbattuta in ragazzi competenti, preparati, seri, che mi hanno guidata  alla scoperta di una Benevento inusitata e arcana. Un viaggio che mi ha davvero stupita e che consiglio a chiunque ritenga di voler approfondire la storia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/01/verehia.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-18196" alt="verehia" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/01/verehia.png" width="225" height="225" /></a></p>
<p>Ci sono realtà in cammino che sorprendono. Nel corso della manifestazione &#8220;Benevento longobarda&#8221;, all&#8217;inizio della scorsa estate, mi sono imbattuta in ragazzi competenti, preparati, seri, che mi hanno guidata  alla scoperta di una Benevento inusitata e arcana. Un viaggio che mi ha davvero stupita e che consiglio a chiunque ritenga di voler approfondire la storia di una città tanto antica e fascinosa come la nostra.<br />
&#8220;Verehia&#8221; (<a href="http://www.verehia.it/" target="_blank">www.verehia.it</a>) è un&#8217;associazione che lascia ben sperare sul futuro di Benevento, dopo tanta stasi culturale.<br />
Ho rivolto qualche domanda ad Anthonyla Bosco, membro dell&#8217; associazione, figura sensibile, bella.</p>
<p>Il futuro non è così oscuro, mi sono detta&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a style="margin-left: auto; margin-right: auto;" href="https://3.bp.blogspot.com/-cACjIZr0ftA/WHtDkmyoEJI/AAAAAAAADyg/RJQgGbeivZkHqBmHSBzStnIznqKwKS1PgCLcB/s1600/AAEAAQAAAAAAAAgAAAAAJDk2YWE2NzNhLWMyNTktNDU4NC04Nzg0LTNiYWNjOTcxOTlhZQ.jpg"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-cACjIZr0ftA/WHtDkmyoEJI/AAAAAAAADyg/RJQgGbeivZkHqBmHSBzStnIznqKwKS1PgCLcB/s400/AAEAAQAAAAAAAAgAAAAAJDk2YWE2NzNhLWMyNTktNDU4NC04Nzg0LTNiYWNjOTcxOTlhZQ.jpg" width="400" height="400" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Nella foto, Anthonyla Bosco</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Quando nasce Verehia e da dove questo nome<b><b></b></b></b>?</p>
<p>Verehia nasce ufficialmente nel maggio del 2012 dalla volontà di alcuni giovani beneventani di mettere a disposizione le proprie competenze per favorire la rinascita e lo sviluppo della città, da un punto di vista culturale e turistico.<br />
Il termine deriva dall&#8217;osco vero, tradotto in latino con porta, e significa &#8220;i Guardiani della Porta&#8221;. Essa, in età sannitica, era una istituzione prettamente sociale, composta dai giovani cosiddetti sacrati, che si occupava del bene comune della propria città.</p>
<p><b>Qual è lo scopo e la finalità dell&#8217;Associazione</b>?</p>
<p>Essere parte di Verehia significa amare Benevento e il Sannio, le nostre origini, la nostra storia, la nostra arte, la nostra cultura, condividendone le emozioni attraverso il turismo e gli eventi.</p>
<p><b>Le vostre iniziative più importanti?</b><br />
Abbiamo racchiuso le nostre iniziative sotto un&#8217;unica definizione, quella di #scopriamobenevento, progetto di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale del Sannio. Esso prevede l&#8217;ideazione e la realizzazione sia di percorsi emozionali, in cui narriamo tracce, miti e personaggi che hanno fatto la storia di Benevento e dei suoi monumenti, sia di eventi culturali, in cui fondiamo arte, teatro e gastronomia. Per il primo settore voglio ricordare i successi ottenuti con All&#8217;ombra di Manfredi (per i 750 anni della battaglia di Benevento), Incantesimi e Realtà e Janara. Per il secondo l&#8217;Aperitivo Archeologico, presso il complesso archeologico dei Santi Quaranta (un unicum in tutta la Campania) e la cena-racconto Dalla terra alla Terra, presso la fattoria didattica La Cinta. Inoltre, vantiamo altre due importanti collaborazioni: la prima con l&#8217; ASL di Benevento, per il laboratorio di teatro/arte terapia Folletti lunatici e la seconda con il tour operator Word of South, per la realizzazione di un&#8217;agenzia per la promozione del territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://4.bp.blogspot.com/-xqePv9gcC7c/WHtFbrzXpmI/AAAAAAAADyo/u7FNow_n3JMWyZ62DQ1oekqiSBGf1YTcQCLcB/s1600/contesasanteliano-750x400.jpg"><img alt="" src="https://4.bp.blogspot.com/-xqePv9gcC7c/WHtFbrzXpmI/AAAAAAAADyo/u7FNow_n3JMWyZ62DQ1oekqiSBGf1YTcQCLcB/s320/contesasanteliano-750x400.jpg" width="320" height="170" border="0" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Di quale rivoluzione ha bisogno la &#8220;cultura&#8221;, oggi?</b></p>
<p>Nel mondo di oggi la cultura ha bisogno di essere sentita come una esigenza, come qualcosa di necessario, perché così è, anche se purtroppo soffre di un quasi totale disinteresse da parte di molti. Mi spiego meglio. Se abbiamo bisogno di qualcosa, se dunque necessitiamo di qualcosa, facciamo di tutto per ottenerla, ma un tale bisogno non viene avvertito in ambito culturale, perché la cultura viene vista come un elemento superfluo, di cui fare a meno. Eppure non dovrebbe essere così, e noi giovani siamo le vittime e i carnefici di questo disinteresse, mentre dovremmo essere i fautori di una rinascita vera. Se chiedessimo a un giovane di rinunciare ad una serata passata a bere con gli amici, per investire quel tempo in una serata culturale, la risposta, per molti ma non per tutti, sarebbe &#8216;no&#8217;. Oggi siamo fortunati perché la cultura si sta mettendo al passo con la tecnologia e soprattutto se ne sta servendo e, questo, è già un miracolo. Oggi la cultura si sta affidando alle più disparate forme di divulgazione e fruizione e anche questo è un miracolo&#8230;! La cultura è fruibile sui social e questo è ancora un miracolo&#8230; Insomma, il mondo della cultura si sta rivoluzionando, ma la vera rivoluzione spetta all&#8217; uomo e alla sua sensibilità!</p>
<p><b>Cosa sta a significare, per voi, il termine &#8220;dal basso&#8221;?</b></p>
<p>Per noi di Verehia significa ripartire insieme. Ovvero, e questo potrebbe essere anche un appello, sediamoci tutti attorno ad un tavolo, istituzioni e operatori culturali, senza simpatie o antipatie varie, e progettiamo insieme la rinascita della nostra città. Le istituzioni sono le entità che muovono i fili, ma devono essere gli operatori e le loro competenze a dettarne le regole. Un politico non vive di cultura e turismo, mentre chi si adopera per realizzare anche un solo prodotto culturale e renderlo accattivante sì, e sa precisamente quali sono le vere esigenze e problematiche del settore o del territorio. Dunque ripartiamo dal basso, ripartiamo da chi già si adopera per la rinascita, senza imposizioni dall alto.</p>
<p><b>Progetti futuri?</b></p>
<p>Il 2017, per Verehia, potrebbe essere un anno molto ricco ed interessante. Continuate a seguirci sui nostri social e lo scoprirete.<br />
( <a href="http://www.facebook.com/Verehia" target="_blank">www.facebook.com/Verehia </a>www.twitter.com/verehia &#8211; www.instagram.com/verehia )</p>
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		<title>Non con i miei soldi &#8211; Altreconomia Edizioni</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/11/07/non-con-i-miei-soldi-altreconomia-edizioni/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2016/11/07/non-con-i-miei-soldi-altreconomia-edizioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 09:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
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		<description><![CDATA[Qual è la funzione della Finanza? Il denaro &#8211; e il suo uso &#8211; permea ogni aspetto della nostra vita. Più che di funzione finanziaria, oggi, è bene parlare di &#8216;potere finanziario&#8217;. Un potere esercitato su chi, e perchè? L&#8217;incontro con Claudia Vago, nell&#8217;ambito della giornata dedicata alla Finanza Etica (Finanza in festa), organizzata a Benevento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è la funzione della Finanza? Il denaro &#8211; e il suo uso &#8211; permea ogni aspetto della nostra vita. Più che di funzione finanziaria, oggi, è bene parlare di &#8216;potere finanziario&#8217;. Un potere esercitato su chi, e perchè? L&#8217;incontro con Claudia Vago, nell&#8217;ambito della giornata dedicata alla Finanza Etica (Finanza in festa), organizzata a Benevento sabato 5 novembre scorso, è stato partecipato e vivace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://1.bp.blogspot.com/-SZw3IRVDMDM/WCBAFWbQsBI/AAAAAAAADlU/kbvmmY-DhVYiQmLntb0LCC8oGEx52lL8ACLcB/s1600/n.c.%2Bi%2Bmiei%2Bsoldi.png"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-SZw3IRVDMDM/WCBAFWbQsBI/AAAAAAAADlU/kbvmmY-DhVYiQmLntb0LCC8oGEx52lL8ACLcB/s320/n.c.%2Bi%2Bmiei%2Bsoldi.png" width="208" height="320" border="0" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Claudia Vago è una social media manager che cura da tempo il progetto &#8216;Non con i miei soldi&#8217;, sorto come movimento nel 2011 dalla collaborazione tra Banca Etica e Fondazione culturale responsabilità etica, con lo scopo di porre in atto una vera e propria rieducazione finanziaria. Il libro che ne è nato, edito da &#8216;Altraeconomia&#8217;, è quel che si dice un &#8217;pugno nello stomaco&#8217;. Scritto a più mani, pubblicato a giugno di quest&#8217;anno, ci dice che la Finanza è ovunque e condiziona le nostre scelte di vita, la nostra salute, il futuro delle persone a cui teniamo. La rete offre strumenti per informarsi e per sapere che, in banca, i nostri soldi non &#8216;dormono&#8217; ma che, anzi, vengono spesso reimpiegati per scopi diversi dalla nostra etica personale. Molti di noi hanno votato contro il nucleare, alcuni anni fa; pochi di noi sanno, però, che alcune banche c.d. &#8216;sistemiche&#8217;, dove vengono accreditati stipendi e pensioni, <b>il nucleare lo finanziano</b>. Il testo è di facile lettura e non è solo per &#8216;addetti ai lavori&#8217;; si sviluppa per capitoli ed esempi, conducendo per mano il lettore nella giungla dei &#8216;subprime&#8217;, del rapporto &#8216;deficit-PIL&#8217;, dell&#8217;intermediazione finanziaria. E ci ricorda, soprattutto, il grande potere del cittadino, che si basa sulla consapevolezza, sulla conoscenza, sulla capacità di non delegare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a style="margin-left: auto; margin-right: auto;" href="https://3.bp.blogspot.com/-ISlnC5K-VBA/WCBAKj1oMJI/AAAAAAAADlY/E4yI4D--uJcwAzxMv8GYlWfIgUkyOOLrACLcB/s1600/claudia%2Bvago.png"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-ISlnC5K-VBA/WCBAKj1oMJI/AAAAAAAADlY/E4yI4D--uJcwAzxMv8GYlWfIgUkyOOLrACLcB/s320/claudia%2Bvago.png" width="320" height="215" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">(Nella foto, un bel primo piano di Claudia Vago, coautrice del testo)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;L’attuale sistema finanziario si è dimostrato inefficiente e insostenibile, molto simile a un casinò dove pochi si arricchiscono, scommettendo sul fallimento di interi Paesi, investendo in progetti nocivi per l’ambiente e le persone o speculando sul cibo, fino all’esplosione della prossima bolla”, ci dice Claudia. &#8220;L&#8217;obbiettivo del libro è educare (criticamente) alla finanza, per non essere più complici del sistema. E poter dire a voce alta “non con i miei soldi”.<br />
Le “lezioni” per imparare a leggere la Finanza sono impartite da alcuni tra i maggiori esperti di finanza etica in Italia: Andrea Baranes (presidente della Fondazio­ne culturale responsabilità etica), Ugo Biggeri (presidente di Banca popolare Etica), Andrea Tracanzan (responsabile dell’Ufficio comunicazione di Banca popolare Etica) e, naturalmente, da Claudia Vago.<br />
Un testo da non perdere, per capire e scegliere.</p>
<p><b>“Non con i miei soldi! Sussidiario per un’educazione critica alla finanza”, di Andrea Baranes, Ugo Biggeri, Andrea Tracanzan, Claudia Vago, 144 pagine, 13,00 euro (Altreconomia edizioni).</b></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lello Agretti, il senza nome (a proposito di una futura mostra e della Poesia)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 08:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[.Antologia artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Lello Agretti è un poeta, un artista e, come ama definirsi,  un &#8216;pensionato metalmeccanico&#8217;. E&#8217; nato a Torre del Greco nel 1949, ma vive a Caserta da anni. Tra le ultime pubblicazioni, ricordiamo le raccolte &#8220;Obrigado&#8221; e &#8220;Via Piscopia 96&#8243;. Gli ho rivolto due domande in vista della mostra di &#8216;Libri poveri&#8217; che terrà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/L.A..png"><img class="alignright size-full wp-image-18140" alt="l-a" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/L.A..png" width="184" height="275" /></a>Lello Agretti è un poeta, un artista e, come ama definirsi,  un &#8216;pensionato metalmeccanico&#8217;.</p>
<p>E&#8217; nato a Torre del Greco nel 1949, ma vive a Caserta da anni. Tra le ultime pubblicazioni, ricordiamo le raccolte &#8220;Obrigado&#8221; e &#8220;Via Piscopia 96&#8243;.</p>
<p>Gli ho rivolto due domande in vista della mostra di &#8216;Libri poveri&#8217; che terrà a Benevento, insieme ad altri artisti, mostra sulla quale vi aggiornerò a breve.</p>
<p>Ha deciso di rispondermi in versi, e mai riscontro fu più giusto e, a mio avviso, esatto.</p>
<p>- <strong>Cos&#8217;è la poesia oggi, secondo te? Una forma di resistenza?<br />
</strong><br />
&#8220;Soldato&#8221;</p>
<p>Avanti è la sera sparsa fin dove giunge sguardo. Chiara e lucida è la sera ma tu diresti annotta.</p>
<p>Non increspa tra i rami. Per via nessuno nessuno alle finestre buio al lume quotidiano. Taciturno silenzio.</p>
<p>Eloquente.</p>
<p>Odi? Di là dai palazzi. Non odi? A metro a metro avanza. A strada a strada.</p>
<p>È tempo. Insorta è la parola. Sta la parola come soldato serrati piedi occhi negli occhi contro ogni petto il petto.</p>
<p>Mai così prima mai così giusto il tempo. Sorgi che alta è già la sera. E le stelle.</p>
<p>&#8220;Questo è il luogo&#8221;</p>
<p>Sulla barricata il cuore mio il disobbediente canto. Alla voce che resiste l&#8217;accento forte della mia parola la mia mano d&#8217;uomo. Questo è il luogo qui il calendario. Qui capitano di me.</p>
<p>- <strong>Che parte hanno , la poesia, l&#8217;Arte,  nel tuo percorso evolutivo?</strong></p>
<p>&#8220;Accadde per via&#8221;</p>
<p>Alla pozza soltanto un cerchio levare  mandarlo innanzi più largo di braccia.   (E il cerchio venne sull&#8217;altr&#8217;acque avanzando  a quel dio solo ubbidiente.  Pure un murmure veniva  un nulla appena&#8230;)</p>
<p>Accadde per via che le vie erano mille  ai rabdomanti anni   ma il tempo vedi non l&#8217;ha sciupato.  A un disegno salivo. Inconsapevole.  A un&#8217;idea solo agli eletti chiara  e lei volle toccarmi  una piccola grazia  esatta per le mie mani.    Porto discreto  i segni mai più cancellabili  soltanto a un amico confido i dettagli  che a volta a volta intendevo  ma posso qui significare  a una a una   le cose  chiamarle per nome.</p>
<p>- <strong>&#8220;Che senza nome io giunga/non sconcerti/s&#8217;apre il sentiero/cammino per cammino&#8221;. Sono tuoi versi. Dov&#8217;è la meta?<br />
</strong><br />
&#8220;L’Aperto&#8221;</p>
<p>C&#8217;è stato un tempo in cui m&#8217;era compagno dove?</p>
<p>Poi poi e non per stanchezza il punto di domanda svaporò</p>
<p>dinanzi a dove.</p>
<p>-  <strong>Parlaci dei tuoi progetti futuri.<br />
</strong><br />
&#8220;La vita&#8221;</p>
<p>Quantunque da mesi risulti inutile fatica ancora sono qui a modellare.</p>
<p>E se non sarà capolavoro se sarà tutto fuorché un’opera d’arte</p>
<p>- la vita che pure a te chiedo d’amare -</p>
<p>almeno sia una forma d’essere.</p>
<p>&#8220;Èmporos&#8221;</p>
<p>A colpi di memoria tiro questo viaggio innanzi nato con me come l&#8217;istinto di cercare nemmeno sapevo cosa.</p>
<p>Poi il peccato bianco della giovinezza innalzò quel bisogno di scavare a compito superbo.</p>
<p>Ora sto seduto al bar e mi giro intorno. E guardo avanti. E indietro guardo e vedo come l’ufficio venga via via facendosi destino.</p>
<p>Per paesi vado vado per mercati ma non sono quel che si dice un commerciante. Non vendo stoffe non traffico in perle o spezie il piacere mio è barattare il poco con poco e quando ho fortuna parola con parola.</p>
<p>- <strong>Cosa mi dici del tuo progetto &#8220;poesie che piovono dal cielo&#8221;? Piovverò poesie, nel vero senso del termine, sulla Reggia di Caserta e il pubblico &#8211; stupito &#8211; ha gradito moltissimo&#8230;<br />
</strong><br />
Nella poesia &#8216;Tra i cieli di Chagall&#8217; , ad un certo punto scrivo: “…Se almeno piovesse/ se il cielo s&#8217;avvicinasse potrebbe germogliare un esito diverso/ se solo cadesse una parola e restasse&#8230;&#8221;. Ecco: il piovere della parola come abluzione, purificazione, disincrostazione dell’abitudine o, se vuoi, della globalizzazione al fine di far rinascere (germogliare) l’uomo nel suo essere libero, autonomo, capace di discernimento, di sottrarsi al nulla-pensiero, quell’uomo che sceglie anche un cammino di solitudine pur di rompere il giogo che lo tiene incatenato al dio Io. Guardare oltre il proprio naso, per non ridurre il nostro cammino soltanto a un passaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_18141" style="width: 250px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/poesie-che-piovono.png"><img class="size-full wp-image-18141 " alt="Poesie che piovono dal cielo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/poesie-che-piovono.png" width="240" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">Poesie che piovono dal cielo</p></div>
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		<title>Delphine De Vigan &#8211; &#8220;Da una storia vera&#8221; &#8211; una recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 11:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Delphine De Vigan ha dato alle stampe il suo nuovo romanzo, &#8216;Da una storia vera&#8217; (Mondadori, 302 pagg.), centrando ancora una volta il bersaglio. La trama del libro verte su un blocco creativo e su un incontro inquietante, alla stregua di quello narrato da Stephen King nel suo &#8216;Misery&#8217;. Ma l&#8217;incontro di cui dicevamo, e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/da-una-storia-vera.png"><img class="alignright size-full wp-image-18134" alt="Da-una-storia-vera" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/da-una-storia-vera.png" width="181" height="279" /></a>Delphine De Vigan ha dato alle stampe il suo nuovo romanzo, &#8216;Da una storia vera&#8217; (Mondadori, 302 pagg.), centrando ancora una volta il bersaglio. La trama del libro verte su un blocco creativo e su un incontro inquietante, alla stregua di quello narrato da Stephen King nel suo &#8216;Misery&#8217;. Ma l&#8217;incontro di cui dicevamo, e il susseguirsi di eventi, affidati a uno stile incalzante e mirabile, è solo un pretesto &#8211; il lettore se ne accorgerà in corso d&#8217;opera &#8211; per raccontare la fatica di scrivere e di narrare la verità.<br />
Hemingway diceva che un bravo scrittore deve raccontare solo &#8216;la cosa più vera che sa&#8217;. Partendo da qui, Delphine racconta se stessa, la sua vita, i suoi inciampi, il suo rapporto col compagno Francois, la sua timidezza patologica. Mentre racconta, però, inizia l&#8217;inversione del vero, nonostante (o forse proprio) secondo le intenzioni dell&#8217;autrice. Ma questo il lettore non lo sa, nè può saperlo. Egli è, in fondo, solo un avventore distratto, che cerca indizi ma non vere risposte, poiché sente che una luce troppo netta toglierebbe incanto alle cose.<br />
E, dunque, nello snodarsi della vicenda &#8211; che è avvincente , ottimamente narrata e tiene col fiato sospeso &#8211; chi legge si perde, smarrisce il filo, crede a ciò che viene descritto, fino all&#8217;epilogo, che è un capolavoro di inganno, auto-inganno e redenzione attraverso il narrato.<br />
Cosa voleva dire la De Vigan, si chiede il lettore a testo finito, quale messaggio sul busillis della letteratura ha voluto lanciare, servendosi di me? Fino a che punto, infatti, uno scrittore può essere autobiografico, nell&#8217;era del Grande Fratello, del privato rivelato e svilito sui social network e perfino nelle fiction?<br />
Grande opera, &#8216;Da una storia vera&#8217; analizza la scrittura al tempo di facebook, le difficoltà di chi si cimenta col romanzo e l&#8217;incapacità di dirsi che la realtà non esiste, che, come diceva il fisico Heisenberg, l&#8217;osservazione modifica il suo stesso oggetto e lo distorce.<br />
&#8220;Il reale, ammesso che esista e che sia possibile restituirlo&#8221;, scrive la nostra autrice, &#8220;ha bisogno di essere incarnato, trasformato, interpretato. E questo lavoro, qualunque sia il materiale di partenza, è sempre una forma di fiction&#8221;.<br />
L&#8217;inganno, la rivisitazione, la riparazione fanno parte dell&#8217;attività dello scrivere.<br />
E gli scrittori sono figli della vergogna, del dolore, del segreto,della disperazione.<br />
&#8220;Venite da terre misteriose (&#8230;), siete dei sopravvissuti, ecco cosa siete, ognuno a modo suo e tutti allo stesso modo&#8221;.</p>
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		<title>Barbara Giangrave&#8217; e la sua denuncia contro gli &#8220;Inerti&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2016 08:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[..CenaBaratto - articoli e foto]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Una giovane donna dal nome evocativo, Gioia, torna al paese d&#8217;origine, Acremonte, nel siracusano, desiderosa di affrontare i fantasmi della sua adolescenza. Ha perso il lavoro e, confusamente, sente di dover mettere a posto qualcosa dentro di sé. Durante il percorso di recupero del suo passato inciampa, suo malgrado, in grandi macigni che hanno nomi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/05/barbara.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-18042" alt="barbara" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/05/barbara-209x300.jpg" width="209" height="300" /></a>Una giovane donna dal nome evocativo, Gioia, torna al paese d&#8217;origine, <em>Acremonte</em>, nel siracusano, desiderosa di affrontare i fantasmi della sua adolescenza. Ha perso il lavoro e, confusamente, sente di dover mettere a posto qualcosa dentro di sé. Durante il percorso di recupero del suo passato inciampa, suo malgrado, in grandi macigni che hanno nomi importanti, e che vanno ben oltre se stessa: <b>bene comune, attivismo, ambiente.</b></p>
<p>Un libro da leggere tutto d&#8217;un fiato &#8220;<b>Inerti&#8221; </b>(Ed.Autodafe&#8217;&#8221;, pagg. 198, 2016), presentato nel corso di una cena-baratto presso la Libreria Masone, il 6 maggio scorso. Vi si narra di sversamenti tossici, eco-mafia, collusione tra potere politico, magistratura e organismi anti-statali.</p>
<p><b>Barbara Giangravè</b>, l&#8217;autrice, è una giornalista e la si può rintracciare su facebook col nome della protagonista di questa sua opera prima, Gioia Lantieri :<a href="https://www.facebook.com/barbara.giangrave" target="_blank">https://www.facebook.com/barbara.giangrave</a>.</p>
<p>Nata a Palermo nel 1982, laureata in Scienze della Comunicazione, giornalista professionista dal 2006, Barbara è stata insignita, nel 2011, del titolo di Inspiring Woman of Italy per il suo attivismo antimafia. Leggo, nella sua biografia, che ama viaggiare, che ha attraversato l&#8217;Europa, l&#8217;America e l&#8217;Asia. Con &#8216;Inerti&#8217;, è al suo primo romanzo. Usa uno stile netto e senza <em>patetico</em>, minuzioso nel descrivere il reale: ambienti, strade, città, case. Quasi a voler contrastare, con questo, l&#8217;elusività dei protagonisti della storia che racconta: che sembrano (quasi) tutti rassegnati, inconsapevoli, pavidi, omertosi e, soprattutto, come il titolo suggerisce, &#8216;inerti&#8217;. Il romanzo, frutto della fantasia dell&#8217;autrice, ha basi solide nell&#8217;inchiesta che Barbara ha condotto, con non pochi rischi, su presunti intombamenti di rifiuti tossici avvenuti in Sicilia. Il pentito Carmine Schiavone, poco prima di morire, aveva infatti dichiarato all&#8217;autrice che lo smaltimento, nell&#8217;isola, era iniziato molto prima che in Campania, addirittura intorno agli anni &#8217;70.<br />
Nel romanzo, il business vede coinvolto malaffare, vertici del Parlamento, magistrati che affossano indagini, ma pure <em>parenti serpenti</em>.<br />
Il romanzo affida al nome della sua protagonista, Gioia, un futuro possibile: una ripartenza attraverso il recupero di solide radici e, forse, di una nuova dimensione. <em>Acremonte</em> non esiste, è una metafora che può apparentare la Sicilia con una qualsiasi altra città italiana. Eppure è l&#8217;emblema di questa Italia maltrattata, vittima della cattiva gestione della cosa pubblica, così come della nostra indifferenza di cittadini, in un tempo malato che sembra non fare più sconti a nessuno.</p>
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		<title>&#8220;Un uomo temporaneo&#8221; e la delega al sistema</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 10:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con i libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un romanzo sulla gentilezza. Sul darsi senza chiedere nulla in cambio. Sul ‘donarsi’ quale strumento di felicità. Questo, ma anche tanto altro, c’è dentro a ‘Un uomo temporaneo’, l’ultima pubblicazione di Simone Perotti per i tipi di Frassinelli (maggio 2015). Gregorio è un impiegato modello. Tutti i giorni, per raggiungere l’azienda dove lavora, percorre una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/Un-uomo-temporaneo.png"><img class="alignright size-full wp-image-18025" alt="Un uomo temporaneo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/Un-uomo-temporaneo.png" width="182" height="278" /></a>Un romanzo sulla gentilezza. Sul darsi senza chiedere nulla in cambio. Sul ‘donarsi’ quale strumento di felicità. Questo, ma anche tanto altro, c’è dentro a <strong>‘Un uomo temporaneo’</strong>, l’ultima pubblicazione di <strong>Simone Perotti </strong>per i tipi di Frassinelli (maggio 2015).<br />
Gregorio è un impiegato modello. Tutti i giorni, per raggiungere l’azienda dove lavora, percorre una stradina di campagna. E’ felice, centrato, ama cucinare; è un figlio attento, amorevole, capace di considerazione esterna.<br />
Eppure, un bel mattino, si ritrova sulla scrivania una lettera di sospensione. I motivi sono nebulosi, si capisce che, dietro a tutto questo, c’è una manovra di ridimensionamento del personale da parte dell’azienda. Ma Gregorio – che viene preso d’occhio dai sindacati, pronti a strumentalizzare la sua situazione – è capace di reinventarsi un ruolo, libero come in fondo è diventato (gli viene tolto ogni incarico, viene privato anche della sua scrivania) o come, in sostanza, è sempre stato.<br />
La sua presenza, il suo carisma, la sua libertà interiore &#8211; <strong>quel suo essere capace di non appartenere </strong>- fanno di lui un punto di riferimento per tutti gli altri colleghi mobbizzati, maltrattati, relegati al ruolo di semplici esecutori. Si tratta, in definitiva, di una <em>rivoluzione dal basso</em>, che muove i suoi passi da dentro al sistema, che non vuole distruggere completamente, ma risanare e trasformare: ed è una rivolgimento che parte dalla percezione chiarissima che Gregorio ha di se stesso, del futuro che verrà.<br />
Ci sono tanti tipi psicologici, nel romanzo di Perotti: nell’ottusità vuota dei superiori di Gregorio &#8211; carrieristi e sciocchi &#8211; c’è, in primis, la tendenza a delegare. Che è, poi, il male di sempre: dietro la delega c’è la nostra incapacità di porci nel mondo come persone consapevoli.<br />
Dunque come potrà fare Gregorio &#8211; unico risvegliato in un Getsemani di persone addormentate – a vincere la sua battaglia contro i mulini al vento e a salvare la sua anima?<br />
E se Gregorio fosse, in realtà, il Gregor Samsa di Kafkiana memoria, che parte dalla sua trasformazione per ridisegnare, stavolta, i confini possibili di una nuova felicità?<br />
L’unica via, semba dirci Perotti, è il risveglio: lo scarafaggio alieno a una realtà omologante che fagocita i nostri destini di uomini.</p>
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		<title>Si può diventare artisti della propria vita, imparando a non delegare? Esordisce il N.I.N.A. con Sofia Maglione</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2015 08:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Casa di Nina e Alessio, a Cautano, ha una vista meravigliosa ed è piena di ricordi, di memoria. Il 27 settembre 2015 sono stata ospite, assieme a tanti amici, della loro Casa Galleria Fiera: alle pareti, i quadri di Sofia Maglione &#8211; artista santagatese &#8211; in mostra fino al 4 ottobre. Un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/tullia-bartolini-autori/" target="_blank">Tullia Bartolini</a>] Casa di Nina e Alessio, a Cautano, ha una vista meravigliosa ed è piena di ricordi, di memoria.<br />
Il 27 settembre 2015 sono stata ospite, assieme a tanti amici, della loro Casa Galleria Fiera: alle pareti, i quadri di Sofia Maglione &#8211; artista santagatese &#8211; in mostra fino al 4 ottobre.</p>
<p>Un libraio indipendente (Alessio) e un&#8217;insegnante (Nina) hanno aperto i propri spazi privati e dato vita al <strong>N.I.N.A. (No Inclusione No Arte</strong>), un luogo d&#8217;arte inclusivo delle competenze del fruitore: l&#8217;idea è quella di eliminare le barriere tra organizzatori, artisti e fruitori. Ognuno dei partecipanti (<em>oltre all&#8217;artista Maglione, che ha inaugurato il progetto con la sua mostra &#8216;Sguardi&#8217;)</em> ha portato un dono, qualcosa di sé: una competenza artigianale, del cibo, un&#8217;esperienza di laboratorio.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17477" alt="NINA con Sofia Maglione2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione2-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Personalmente, ho cercato di godermi la serata di fine settembre, col fresco che c&#8217;era e la buona energia che si respirava in quel luogo aperto. Dove l&#8217;arte era forse un pretesto, eppure permeava di sé tutti gli angoli della casa. Insomma, la domanda che mi sono posta è stata: si può diventare &#8216;artisti&#8217; della propria vita, imparando a non delegare? E&#8217;possibile imparare il senso e il ruolo della creatività, farne qualcosa di più, forse un viatico per la nostra esistenza?</p>
<p>La verve di Alessandro Paolo Lombardo ci ha tirati dentro un gioco di ristrutturazione del linguaggio, con le sue interviste surrealiste. La stessa Sofia Maglione, presente con le sue opere, ha &#8220;raccolto gli sguardi&#8221; di alcuni dei presenti, regalando alle tele immagini poetiche e piene di maestria.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione25.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17478" alt="NINA con Sofia Maglione25" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione25-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Mariapaola Bianchini ci ha fatto rilassare con il laboratorio di &#8216;coloring book&#8217;, il colorare antistress; e devo dire che è servito. Sono tornata a casa con la consapevolezza che, dare colore a un mandala, equivale a costruire un progetto il cui disegno, nella sua interezza, nel suo significato esatto, apparirà solo dopo.<br />
Non bisogna aver fretta, né cedere alla fatica e all&#8217;impulso di &#8216;chiudere&#8217;: la costruzione di sé è un lungo percorso, l&#8217;individuazione richiede costanza.</p>
<p>I clown Split e Mecala ci hanno ricordato che serve pure ridere e guardare al mondo con l&#8217;atteggiamento scanzonato dei clown; Carmine Di Fronzo e Lucia Nogara, che hanno scelto di lasciare Napoli per vivere in campagna e dedicarsi all&#8217;autoproduzione, hanno proposto il loro pane lavorato con grani antichi, secondo la tradizione.</p>
<p>Voglio anche ricordare l&#8217;ottimo riso nero cucinato per noi da Peppe De Rienzo: una gioia per il palato, come tutto il cibo portato da casa. Insomma: una serata &#8216;aperta&#8217; alle competenze dei visitatori, che ha saputo contaminare benessere psichico e alimentazione sana, passando per gli &#8216;sguardi&#8217; perturbanti di un&#8217;artista talentuosa.</p>
<p>&#8212;&#8211;<br />
&#8212;&#8211;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>N.I.N.A. | No Inclusione No Arte | CasaGalleriaFiera | Cautano.</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> Luogo del fruitore creativo, per un&#8217;arte inclusiva della competenza del cittadino e dell&#8217;economia fisica.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span><br />
<span style="color: #993300;"> Presso uno spazio privato, la casa di un&#8217;insegnante e di un libraio indipendente, in una piccola località del Sannio beneventano, prende forma il &#8220;N.I.N.A. &#8211; No Inclusione No Arte &#8211; CasaGalleriaFiera&#8221;, un luogo del fruitore creativo, dove si abbatte la barriera tra attore e spettatore e tra arte ed economia fisica.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>“CasaGalleria”</strong> perché, in nome della relazione corta, nell’intento di affrancarsi dalle figure intermediarie tra artista e fruitore, come luogo per mostre, si utilizza uno spazio privato e quotidiano, un’abitazione in quanto competenza del cittadino da includere che può caratterizzare l’esposizione e la fruizione delle opere.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>“Galleria/Fiera”</strong> perché, tramite un’arte inclusiva dei fenomeni microeconomici, rappresentati nell’evento dalle competenze proposte dai fruitori creativi, il mondo artistico può dialogare con l’economia reale e con la crisi del modello di sviluppo occidentale: un’arte testimone dei rivolgimenti epocali in corso.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>“Cautano”</strong> perché dai territori, luoghi della ruralità e dell’esperienzialità, a differenza delle aree metropolitane, giungono segnali di un cambiamento che, anche tramite un’attitudine non delegata della fruizione artistica, concorronoal consolidamento della cittadinanza economica e giuridica svolta in prima persona.</span></p>
<p><span style="color: #993300;">.</span><br />
<span style="color: #993300;"> Al N.I.N.A., infatti, accade che, insieme alla mostra dell&#8217;artista, in modo rappresentativo, anche alcuni fruitori condividano una propria competenza artistica o artigianale capace di cambiamento o che propongano un cibo, una bevanda per il buffet dell&#8217;evento.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span><br />
<span style="color: #993300;"> Pertanto, insieme alla performance artistica sono previsti micro laboratori e banchetti per esporre autoproduzioni, come cosmetici naturali, monili, ceramiche, foto artistiche&#8230; ma anche, marmellate e ortaggi.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span><br />
<span style="color: #993300;"> Un approccio che rende tutti coautori dell&#8217;evento e fruitori l&#8217;uno dell&#8217;altro, consentendo all&#8217;opera d&#8217;arte di rinascere a ogni fruizione nel suo essere inclusiva della competenza di chi osserva, ma anche del mondo reale in crisi, infrangendo le tradizionali barriere che tendono a separare l&#8217;arte dalla vita di tutti i giorni.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span></p>
<p><span style="color: #993300;">Il N.I.N.A. | No Inclusione No Arte | CasaGalleriaFiera | Cautano.</span><br />
<span style="color: #993300;"> Via Saverio Zarrelli n 3/A, Cacciano – Cautano (Benevento) – Telef. 333 8712 027.</span></p>
<p>Leggi anche:<br />
- <a href="http://www.artempori.it/artempori/2015/09/24/nasce-il-n-i-n-a-no-inclusione-no-arte-casagalleriafiera-di-cautano-luogo-per-il-fruitore-creativo/" target="_blank">Nasce il N.I.N.A. Luogo per il fruitore creativo.<br />
</a>- <a href="http://www.artempori.it/artempori/2015/09/24/sguardi-mostra-di-sofia-maglione-con-fruitori-creativi-27-settembre-al-n-i-n-a-no-inclusione-no-arte-casagalleriaarte/" target="_blank">Sguardi. Mostra di Sofia Maglione con fruitori creativi. 27 settembre 2015, al N.I.N.A. (No Inclusione No Arte), CasaGalleriaFiera.</a></p>
<p>—-</p>
<p><span style="color: #993300;">Per una visione ottimale delle foto, </span><strong style="color: #993300;">cliccare all’interno della foto in testa all’articolo</strong><span style="color: #993300;"> e, poi (apertasi una nuova finestra), cliccare sulla destra di ogni foto (per andare avanti) o cliccare sulla sinistra della foto (per andare indietro).<br />
</span><span style="color: #993300;">Le foto scorrono più velocemente se si utilizza la rondella del mouse (solo in avanti).</span></p>
<p><strong style="color: #993300;">E’ sconsigliato</strong><span style="color: #993300;"> cliccare sulle foto in miniatura che qui seguono.</span></p>

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione1/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione1" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione5/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione5" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione6/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione6" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione75/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione75-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione7,5" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione78/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione78-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione7,8" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione8/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione8" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione9/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione9" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione10-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione101-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione10" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione22/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione22-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione22" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione23/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione23-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione23" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione24/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione24-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione24" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione255/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione255-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione25,5" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione25-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione251-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione25" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione26/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione26-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione26" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione28/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione28-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione28" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione29/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione29-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione29" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione30/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione30-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione30" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione31/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione31-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione31" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione32/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione32-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione32" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/10/05/si-puo-diventare-artisti-della-propria-vita-imparando-a-non-delegare-esordisce-il-n-i-n-a-con-sofia-maglione/nina-con-sofia-maglione33/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/10/NINA-con-Sofia-Maglione33-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="NINA con Sofia Maglione33" /></a>
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		<title>Alfonso Marino, quando contaminare è &#8216;resistere&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 13:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Parlare con Alfonso Marino non è mai banale. Lo conosco da tanto tempo, anche se ci siamo visti poche volte, a causa di distanze (chilometriche) che sono state sempre compensate da attenzione e sostegno. Lui è un poeta, un pittore, un artista a tutto tondo, molto attivo a Sabaudia, dove vive da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alfo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-17419" alt="alfo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alfo-1024x768.jpg" width="393" height="295" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/tullia-bartolini-autori/" target="_blank">Tullia Bartolini</a>] Parlare con Alfonso Marino non è mai banale. Lo conosco da tanto tempo, anche se ci siamo visti poche volte, a causa di distanze (chilometriche) che sono state sempre compensate da attenzione e sostegno. Lui è un poeta, un pittore, un artista a tutto tondo, molto attivo a Sabaudia, dove vive da anni.<br />
Ma è napoletano di origine, e si sente: per il calore, la partecipazione, la simpatia che emanano da lui.</p>
<p>E&#8217; un artista &#8216;resistente&#8217;: crede nel valore del gesto poetico, nell&#8217;iniziativa culturale che parte <em>dal basso</em>; da anni fa circolare in rete opere di autori non sempre noti al grande pubblico. In modo disinteressato e con grande generosità.</p>
<p>Gli ho rivolto alcune domande, incuriosita dal suo sguardo poetico sul mondo.</p>
<p><strong> Nasci napoletano. In che modo la “napoletanità” ha condizionato il tuo modo di essere?<br />
</strong></p>
<div id="attachment_17417" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m.-1.jpg"><img class="size-full wp-image-17417" alt="Un altro lavoro di Alfonso" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m.-1.jpg" width="150" height="102" /></a><p class="wp-caption-text">Un altro lavoro di Alfonso</p></div>
<p>Non mi piace la parola &#8216;napoletanità&#8217;. Diverse volte mi sono chiesto quale significato possa avere e, ancora oggi, non riesco a darmi una risposta. Chiaramente, il luogo dove si nasce può influenzare una certa visione della vita. Nascere a Napoli, che è connotata, come sappiamo, da una lunga storia e da multiformi espressioni artistiche, culturali e sociali, non è la stessa cosa che nascere a Canicattì. Diciamo che quindi sono impregnato e fieramente sento di fare parte di questa cultura, ma sono, con una parola troppo abusata, soprattutto un “cittadino del mondo”, nel senso che sono aperto ai territori che mi stanno a cuore: l’arte visiva, la musica, la poesia. Ascoltavo mia madre che cantava, durante il lavoro di sarta, le canzoni della tradizione. Poi, crescendo, mi sono interessato ad altre forme musicali. Vorrei spiegare bene questo passaggio. Sono sempre stato un “inclusivo”, nel senso che un interesse artistico, musicale o letterario, secondo me, non ne esclude un altro (anche se essi possono sembrare lontani). I vari linguaggi si estrinsecano, in me, anche durante lo stesso periodo temporale. Intorno ai venticinque anni ho cominciato ad interessarmi allo studio del napoletano; la mia produzione in tal senso si compone di circa trenta poesie. Ho anche tradotto alcuni versi di Emily Dickinson e, insieme a Giovanni Paesano, ho tradotto in versi endecasillabi &#8216;Il Piccolo Principe&#8217;.</p>
<p><strong>Come approdi alla poesia?<br />
</strong></p>
<p>L’approdo prevede che vi sia un viaggio più o meno lungo. Nel mio caso si è trattato di una folgorazione. Durante il periodo scolastico ho “subito” la poesia: proprio non riusciva a piacermi. Dopo, non ci ho più pensato. Nel 1985, a seguito di un episodio che ha messo in discussione alcuni punti fermi della mia vita, ho sentito aprirsi dentro di me qualcosa, come una breccia in un muro. Ho scritto dapprima in forma caotica e ansiogena, poi, col tempo, ho lasciato sempre più spazio alla riflessione e all’arricchimento attraverso la lettura.</p>
<div id="attachment_17418" style="width: 111px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alf.mar_..jpg"><img class="size-full wp-image-17418" alt="Un collage di Alfonso" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alf.mar_..jpg" width="101" height="135" /></a><p class="wp-caption-text">Un collage di Alfonso</p></div>
<p><strong>Chi sono i tuoi autori preferiti?<br />
</strong></p>
<p>Credo che, nella vita, bisogna essere sempre innamorati o pronti a farlo. Io sono un tipo che si innamora continuamente. Di un motivo musicale, di un&#8217;immagine, di un gesto, di una parola, di un ritmo, del canto che pervade una poesia. E questo può venire dai versi di un grande poeta, ma pure da quelli dello sconosciuto che incontro per strada. Un nome su tutti, guardando alla sua produzione globale, posso però farlo, come eccezione a quanto appena detto. Ed è quello di Emily Dickinson: per la luminosita e, nel contempo, per l&#8217;oscurità dei suoi versi.</p>
<p><strong>In che modo l’irrequietezza fonda il gesto artistico?<br />
</strong></p>
<p>Credo che una delle doti che debba avere un artista sia quella della curiosità: avere mente, occhi e orecchie sempre spalancati per cogliere i segnali che possano provenire da qualunque parte egli punti i suoi organi di senso. Questa attitudine, o dono, si accompagna a quella che tu chiami irrequietezza. Irrequietezza vuol dire non accontentarsi di quello che hai prodotto, non adagiarsi su quello che hai fatto ieri, mettere in forse i risultati raggiunti, tentare di scardinare le proprie sicurezze. Mi capita spesso, per fortuna, che, terminato un lavoro, subito dopo mi sorprenda ad interrogarmi: “Mi piace quello che ho fatto, sì, ma come posso andare oltre, far diventare, questo, un nuovo punto di partenza?” .</p>
<div id="attachment_17416" style="width: 123px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m..jpg"><img class="size-full wp-image-17416" alt="Un bel primo piano di Alfonso" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m..jpg" width="113" height="85" /></a><p class="wp-caption-text">Un bel primo piano di Alfonso</p></div>
<p><strong>Poesia visiva: cos’è e perché l’hai scelta come ulteriore modo di esprimerti?<br />
</strong></p>
<p>All’inizio degli anni ’90, con il proliferare del virus dell&#8217;HIV, si assistette a un accanimento mediatico (sotto l’impulso della parte più retriva della società, influenzata dal potere cattolico), teso a condizionare i costumi sessuali e sociali della società. Tale bombardamento produsse in me uno stato di fastidio tremendo. Utilizzando una macchina per scrivere elettronica cominciai a reiterare l’acronimo AIDS. Nacque così una serie di lavori che riproducono croci, svastiche, oggetti vari &#8230; fino a formare dei muri o dar vita a giochi linguistici concettuali. Per capire quale fosse la strada che stavo percorrendo, li mostrai a un poeta amico il quale, appena li vide, disse: “Questa è poesia visiva”. Dopo di che iniziai a fare un lavoro utilizzando le parole, mettendole in contatto armonicamente o in opposizione con altre parole o concetti. La stessa cosa ho fatto con le immagini. Un amico mi presentò a Stelio Maria Martini al quale, mentre guardava i miei lavori, chiesi: &#8220;Maestro, mi spiega cos’è la poesia visiva”. Stelio, con la sua solita vena ironica e dissacratoria, mi rispse: &#8220;Ma tu la fai. Che cosa vuoi sapere?”. Da allora non mi sono più chiesto cosa fosse, né ho più rivolto ad altri la domanda. Trovo, comunque, che l’utilizzo di un linguaggio che scaturisca dal connubio di linguaggi preesistenti (non solo la scrittura e l’immagine, ma anche il suono, gli odori) aumenti in maniera esponenziale la possibilità di <em>dire di più </em>, e meglio, rispetto ai linguaggi presi separatamente.</p>
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		<title>Un Simposio per resistere: &#8220;Ricomincio da quattro&#8221;, a Ripalimosani.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 11:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Chi ha scelto il cambiamento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Siamo al quarto anno di vita del Simposio che si svolge a Ripalimosani, splendido paesino alle porte di Campobasso. Ne abbiamo già parlato su questo sito, perchè il Simposio è teso alla valorizzazione del territorio, della gastronomia locale, dell’arte e dell’ambiente, e non si avvale di contributi istituzionali. Quest’anno ho avuto il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17406" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio.jpg"><img class="size-full wp-image-17406" alt="Presentazione del Simposio" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Presentazione del Simposio</p></div>
<div id="attachment_17405" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-5.jpg"><img class="size-medium wp-image-17405" alt="Un momento del Simposio" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-5-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Un momento del Simposio</p></div>
<div id="attachment_17402" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-1.jpg"><img class="size-full wp-image-17402" alt="Gianni Manusacchio mostra la locandina dell'evento" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-1.jpg" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Gianni Manusacchio mostra la locandina dell&#8217;evento</p></div>
<div id="attachment_17401" style="width: 287px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/ripalimosani.jpg"><img class="size-full wp-image-17401" alt="Scorcio di Ripalimosani" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/ripalimosani.jpg" width="277" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">Scorcio di Ripalimosani</p></div>
<p>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/tullia-bartolini-autori/" target="_blank">Tullia Bartolini</a>] Siamo al quarto anno di vita del Simposio che si svolge a Ripalimosani, splendido paesino alle porte di Campobasso.<br />
Ne abbiamo già parlato su questo sito, perchè il Simposio è teso alla valorizzazione del territorio, della gastronomia locale, dell’arte e dell’ambiente, e non si avvale di contributi istituzionali.<br />
Quest’anno ho avuto il privilegio di essere anche io ospite della manifestazione, che si è svolta dal 4 al 6 settembre, per presentare il romanzo che ho pubblicato di recente, &#8220;Amata nobis&#8221;. Soprattutto, però, ho voluto portare il contributo di Art&#8217;Empori, perché credo realmente in un&#8217;arte non omologata, che nasca dal basso e che sia svincolata dal mercato. Ho trovato un contesto accogliente, generoso, pieno di bella energia. “Ricomincio da quattro” &#8211; questo il nome attribuito al Simposio – nasce da un progetto di Gianni Manusacchio e Catia Mitri, ed è promosso dall’Associazione culturale Ouverture, con la collaborazione della &#8220;Web Domus&#8221; di Carmine Santoro.</p>
<p>Dopo diversi anni trascorsi nella capitale, Gianni e Catia hanno deciso di tornare nella terra d&#8217;origine per recuperare le proprie radici e la propria storia. Senza delegare, come dicevamo, alle istituzioni; con l’ausilio degli abitanti e di tante belle menti. Dunque, il percorso del Simposio trae ispirazione dal luogo, dalla territorialità, e acquista, di anno in anno, una forza sempre più dirompente.</p>
<p>Generosità, preparazione, capacità di coesione, sono alla base della formula vincente della manifestazione, che si pone come esempio di resistenza e di autonomia. La tre giorni ha visto di tutto: chef, sommelier, giornalisti, scrittori, docenti, a confronto su un tema unico che ha a che fare con la bellezza, il cibo di qualità, il recupero delle tradizioni.<br />
Ripalimosani, d&#8217;altronde, è un paesino delizioso, un vero presepe alle porte di Campobasso. Il Palazzo Marchesale, la chiesetta di Sant’Antonio a Valle, l’Azienda Agricola &#8216;Vinica&#8217;, con i suoi vini di qualità, le Quercignole: monumenti da adottare, persone da valorizzare, storie antiche da riscoprire. Gianni Manusacchio è, con la moglie Catia, l’ideatore, la mente, l’organizzatore di questa maratona che ha previsto installazioni fotografiche, interventi musicali, performance attoriali (bravissimi la cantante Liana Marino e Andrea Ortis, reduce dai successi de “Il Vajont di tutti”).<br />
Ma sono stati tanti i protagonisti della manifestazione: la scenografa Lara Carissimi, lo scrittore Antonio Pascale, gli editori dello splendido libro di ricette molisane, “Il Molise in cucina, tra miseria e nobiltà”, Edizioni AGR; la storica dell&#8217;arte Giulia Severino; lo chef di ‘Miseria e nobiltà’, Maria Assunta Palazzo,col sommelier Pasquale Palazzo, tra i numeri uno della ristorazione molisana; Pierluigi Cocchini, docente Master Slow Food; il regista Francesco Vitale, Marco Tagliaferri, Michele Tanno, Roberto Colella, Carmine Mastropaolo, Mario Tanno.</p>
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