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	<title>Art&#039;Empori &#187; ..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>A Pierluigi Santillo, con affetto e gratitudine</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2019 22:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Longo]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[pierluigi santillo]]></category>
		<category><![CDATA[san salvatore telesino]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Carmela Longo] &#8220;Ma chi persevera, nella rivolta resta libero, e padrone dei propri pensieri. Può perdere tutto, ma conserva integro il proprio cuore&#8221;. Pierluigi Santillo [1] A 51 anni, il 6 febbraio 2018, ci ha lasciato Pierluigi Santillo, dopo una breve quanto devastante malattia, un tumore cerebrale, che nel giro di tre mesi non gli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>[di Carmela Longo]</p>
<p align="right"><i>&#8220;Ma chi persevera, nella rivolta resta libero, e padrone dei propri pensieri.<br />
Può perdere tutto, ma conserva integro il proprio cuore&#8221;.<br />
</i><i>Pierluigi Santillo <a title="" href="file:///C:/Users/Alessio/Downloads/Articolo%20per%20Artempori%20PIER%20corretto.docx#_ftn1"><b>[1]</b></a></i></p>
<h3 style="text-align: justify;"><i></i><i>A 51 anni, il 6 febbraio 2018, ci ha lasciato Pierluigi Santillo, dopo una breve quanto devastante malattia, un tumore cerebrale, che nel giro di tre mesi non gli ha lasciato scampo.<br />
Noto e amato nel mondo dell&#8217;ambientalismo e dell&#8217;impegno civico a Benevento e provincia, ha lasciato un patrimonio di gratitudine e affetto sincero in quanti lo hanno conosciuto.</i></h3>
<p style="text-align: justify;"><i>La morte fa parte della vita, che la contempla e la racchiude insieme alle tante nascite;</i><i> è il polo necessario e sacro affinché la vita continui.<br />
</i><i>La vita non muore.<br />
</i><i>E Pierluigi ha sempre coltivato e donato vita dentro e intorno a sé, </i><i>nella costruzione e nella salvaguardia del bene comune, nella partecipazione attiva nei comitati, nello sport che ha praticato con passione, convinto che sia un mezzo speciale per lo sviluppo della persona, per l&#8217;amicizia e l&#8217;integrazione. Ha servito lo Stato e i suoi cittadini con grande spirito di abnegazione e integrità, grazie al suo lavoro nella Pubblica Amministrazione, nell&#8217;Inpdap prima e nell&#8217;Inps poi, sempre come ingegnere; </i><i>e proprio <strong>l&#8217;Inps gli intitolerà, il 6 febbraio 2019, alle ore 11.00, la sala del Centro Medico Legale presso la propria sede, a Benevento, in via Martiri d&#8217;Ungheria.</strong></i></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Pierluigi vivo nei nostri cuori.<br />
</b>Pierluigi è stato un uomo buono.<br />
Non per questo mite, non per questo arrendevole. Nel suo lavoro portava sempre avanti con forza e determinazione le sue idee e i suoi incarichi.Il suo impegno era costante, instancabile e non poche volte contro corrente.Non ha mai mirato all’interesse personale, si è dedicato al suo lavoro con umiltà e dedizione, certo che le scelte volte al bene comune sarebbero state  premiate e avrebbero dato buoni frutti. Questa non era ingenuità ma un segno tangibile della sua integrità e della sua forza. Aveva una particolare reverenza verso il suo impiego nella Pubblica Amministrazione, che lui viveva come un vero e proprio servizio. Incorruttibilità, attenzione alle necessità degli utenti e dunque delle persone, immedesimazione nei bisogni dei più vulnerabili socialmente, senso del dovere e della giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Un guerriero sannita, con garbo, con gentilezza, ma sempre un instancabile, indomito guerriero.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;attivismo, si è molto impegnato nella diffusione di tematiche sociali e politiche, inerenti la corretta gestione della cosa pubblica: difesa dei BENI COMUNI &#8211; acqua, territorio, biodiversità, scuola, informazione, energia, gestione dei rifiuti &#8211; sostenibilità, bioarchitettura, protezione civile, partecipazione democratica, etica sociale e professionale. Molti attivisti lo ricordano con affetto, nelle numerose serate presso la libreria Masone (ai tempi della Rete Arcobaleno), a discutere di emergenze ambientali e problemi legati alla vita civica, nelle manifestazioni di piazza, nelle raccolte di firme per le più svariate problematiche di interesse civile, dall&#8217;acqua pubblica al diritto di cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha fatto parte del Comitato di San Salvatore Telesino contro l&#8217;inceneritore, e dal 2009 si è dedicato alla libera associazione &#8220;<a href="http://transizionesst.blogspot.it/" target="_blank">Cittadini in Movimento &#8211; Laboratorio di Cittadinanza Attiva</a>&#8220;. Nel periodo fra gennaio 2011 e settembre 2014, ha preso parte alla <a href="http://consulta-ambientale.blogspot.it/" target="_blank">Consulta Ambientale di San Salvatore Telesino</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sport, inoltre, ha rappresentato per lui un fantastico mezzo di sviluppo personale e sociale: Pierluigi ha praticato sport agonistico per oltre 25 anni (allievi, poi II e I categoria dei campionati di calcio dilettanti, con il San Salvatore e il Telese, ma &#8220;<i>solo per passione</i>&#8220;, come scrive nel suo blog). Nella sua ultima estate, insieme ad altri amici, aveva voluto risistemare il vecchio campo sportivo di San Salvatore Telesino, per renderlo di nuovo fruibile dopo anni di abbandono. Fu così reso idoneo al gioco per tutti coloro, piccoli e grandi, che avessero desiderato tirare due calci a un pallone in spensieratezza e amicizia. Nell&#8217;estate del 2017, si adoperò dunque affinché si ritornasse a giocare per il torneo cittadino in onore di San Leucio, e fece in modo che potessero prendervi parte anche i ragazzi rifugiati che abitavano in paese. Fu chiaro a tutti, nonostante alcune resistenze iniziali, che si stava prospettando una bellissima possibilità di integrazione e amicizia a colori, di lealtà e correttezza sportiva, rispetto per l’altro ed educazione all&#8217;interculturalità. La manifestazione sarebbe stata occasione di incontro e divertimento, e così fu.</p>
<p style="text-align: justify;">Pierluigi aveva inoltre pubblicato numerosi articoli sulla rivista di Cultura e Medicina “Asclepiadi del Terzo Millennio”, curata dall&#8217;amico e medico Giovanni Malgieri.<br />
Aveva poi raccolto nel suo blog numerosi e svariati scritti sui temi a lui cari, inserendo in un unico contenitore tutto quello che aveva elaborato in tanti anni di impegno professionale e civile, per condividerlo e stimolare discussioni e azioni pratiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Pierluigi amava i libri e la lettura, tanto da dispensarne con generosità a chi, negli ultimi periodi, è venuto a trovarlo. Sul suo blog, oltre a essere riportati i titoli dei molti libri che ha letto, ha trascritto anche le frasi o i passi per lui più significativi, che erano aderenti ai moti della sua anima, e nei quali si riconosceva.</p>
<p style="text-align: justify;">Aveva inoltre sviluppato nel tempo un grande senso del sacro e della dignità nella sofferenza, sia quella dovuta alle scelte degli uomini, sia quella dovuta alla malattia, accettando con compostezza tutto ciò che è accaduto, compresa la malattia e la progressiva perdita dell’autonomia, le lampadine che si spegnevano una ad una. Non un rancore né un risentimento, mai che abbia detto <i>Perché proprio a me</i>. Davanti al Presepe, nella notte di Natale, disse <i>Sia fatta la Sua volontà, qualunque essa sia</i>. Nel periodo della malattia fece questa considerazione: <i>Devo impostare il navigatore sull’ultima speranza, non sull’ultima paura</i>.</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo che anche noi possiamo impostare il navigatore come hai fatto tu.</p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo fermamente che, dal tuo passaggio su questa terra, qualcosa risulterà migliorato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciao Pierluigi, grazie per il tempo che sei stato con noi e per la ricchezza che  hai saputo dispensare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci manca il tuo delicato sorriso.</p>
<div>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p><a title="" href="file:///C:/Users/Alessio/Downloads/Articolo%20per%20Artempori%20PIER%20corretto.docx#_ftnref1"><b>[1]</b></a><i>da &#8220;Ad esempio l&#8217;etica&#8221;, post del 10 settembre 2017,  </i>P.S.: BENI COMUNI DA TUTELARE, <a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/" target="_blank">http://pierluigi-santillo.blogspot.com/</a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p align="right"><i>Di seguito sono riportati alcuni suoi scritti tratti dal blog. </i></p>
<p align="right"><i>P.S. BENI COMUNI DA TUTELARE - </i><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/" target="_blank"><i>http://pierluigi-santillo.blogspot.com/</i></a></p>
<p>Coraggio e onestà: armi invincibili in difesa della propria libertà!</p>
<p>Ognuno di noi nella vita affronta il suo viaggio verso terre straniere e sconosciute, e ci vuole coraggio e forza per affrontare le fatiche di un andare verso un traguardo che è lo stesso per tutti.</p>
<p>Shimon Peres, premio Nobel per la pace, fece un giorno questa domanda: &#8220;come possiamo conoscere il momento preciso in cui finisce la notte e comincia il giorno?&#8221;. La risposta: quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, ponendo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui le tenebre svaniscono e la luce del giorno prende il sopravvento!<br />
C&#8217;è solo una cosa che disprezzo più dell&#8217;arroganza dei potenti: la vigliaccheria distruttiva degli schiavi per vocazione.<br />
Episodi? C&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta, purtroppo! Gente indegna, che approfitta della sua presunta autorità per fini privati, del tutto estranei all&#8217;interesse collettivo e al buon andamento della pubblica amministrazione, e indifferenti (quelli, assai deleteri, odiati da Gramsci &#8211; ti riferivi a Lui, vero Giovanni?) e vili servi volontari, che assecondano e materializzano il potere ridicolo di questi gerarchi moderni, a loro volta schiavi (ma &#8220;prezzolati&#8221;) della finanza distruttiva, quella che trasforma in denaro il cambio di destinazione d&#8217;uso di un terreno, o il vento, &#8230; Anche i criminali di guerra si giustificavano e si giustificano asserendo di aver &#8220;semplicemente&#8221; obbedito agli ordini. La metafora tragica di &#8220;cecità&#8221; (capolavoro di J. Saramago) è diventata realtà, e le prospettive sono deprimenti, perché alla base di tutto, in fondo, c&#8217;è la stupidità umana, quella che Einstein diceva essere, come l&#8217;Universo, infinita (ma sull&#8217;Universo in realtà aveva dei dubbi!).<br />
E fra i vari tipi di stupidità, la peggiore, e più diffusa, ahinoi, è quella di coloro che riescono a danneggiare gli altri, ma anche se stessi!<br />
Il pessimismo dell&#8217;intelligenza va combattuto con l&#8217;ottimismo della volontà&#8221;: grande Giovanni Sartori !!</p>
<p><b>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</b></p>
<p>Domenica, 10 settembre 2017<br />
<b><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2017/09/per-esempio-letica.html" target="_blank">AD ESEMPIO, L’ETICA.</a></b>La sete di potere per il potere è insaziabile.<br />
Più ne conquisti, più ne invochi,<br />
più ne bevi, più ti corrode dentro,<br />
uccidendo giorno dopo giorno la tua sensibilità.</p>
<p>E, qualunque sia stato il tuo valore, ti trasforma<br />
nel marciume ambiguo che alimenta le paludi.</p>
<p>Putrescenza non più umana, che inesorabilmente<br />
erode le coste delle ultime isole superstiti<br />
per le quali ho combattuto con vigore, e dove ancora<br />
resiste il mio sogno, ma il cui perimetro continua a ridursi.</p>
<p>In queste acque stagnanti l’onestà ormai reca scandalo<br />
e il rispetto dei codici, di combattimento e d’onore, desta sospetto.</p>
<p>Solo, straniato, non posso più nulla,<br />
se non attendere di esserne sommerso,<br />
recitando una fiducia che non ho più,<br />
disobbediente per intransigente fedeltà ai miei princìpi,<br />
con il sorriso sguainato, e le delusioni,<br />
amare, sempre ben nascoste in fondo al cuore fiero.</p>
<p>Condannato dal potere, misero, e dai suoi invidi sgherri,<br />
per il rifiuto sdegnato della facile resa alla servitù volontaria,<br />
ma con la complicità di tanti indifferenti,<br />
che per convenienze e spartizioni indicibili, o per viltà,<br />
hanno lasciato sprofondare nel putridume quello<br />
che, per quanto piccolo, era Tutto ciò che avevamo.</p>
<p>Assediato e isolato, inviso a nemici astuti e ben assecondati,<br />
eppure mi credevo invincibile, e mai ho fatto un passo indietro,<br />
forte della Libertà che alimenta i sogni di giustizia.</p>
<p>Sin dall’inizio, invece, ero destinato alla sconfitta,<br />
avrei dovuto saperlo, e non per mie mancanze,<br />
ma per infamie altrui, frecce avvelenate e ignobili tradimenti.</p>
<p>L’onestà meritava riconoscimento, però, non disprezzo e derisione.<br />
La cecità puzzolente domina. Ma anche i torvi comandanti senza virtù,<br />
e i loro adepti, chiusi nella loro grigia e buia torre, pagano un prezzo,<br />
illusi che possa salvarli dalla putrefazione la bella corazza d’oro,<br />
lucidata con il sangue e le lacrime dei loro soldati,<br />
arruolati con l’inganno, e poi sacrificati senza scrupoli.</p>
<p>Quanti sono stati immolati, per le vostre medaglie?<br />
Il loro fiero spirito e la loro mente, però, possono ancora volare,<br />
e voi invece impantanati, non riuscirete a uscirne, mai.</p>
<p>Nelle paludi anche l’oro si corrode, tutto si corrompe,<br />
sembra che non ci sia altro destino possibile: o desisti,<br />
e diventi tu stesso putredine, o, indomito, ne sarai soffocato.</p>
<p>Resistere, qui, ormai, è una lotta impari,<br />
con il presagio perenne del fallimento,<br />
la cui memoria sarà usata come monito<br />
per i pochi che si ribellano. Ma chi persevera,<br />
nella rivolta resta libero, e padrone dei propri pensieri.</p>
<p>Può perdere tutto, ma conserva integro il proprio cuore.<br />
E la speranza! C’è ancora qualcosa di buono oltre questa palude?<br />
Se ancora sono in tempo, la lascerò al suo disfacimento dunque, e,<br />
abbandonate le fatiche vane e il dolore, arreso alle evidenze,<br />
proseguirò solitario la mia dura scalata, scavallerò il valico,<br />
lascerò i miasmi, oltre i quali si aprono nuovi orizzonti,<br />
ed esule, solo, ma libero, seguirò il mio sogno in altre Terre.</p>
<p>Quelle per le quali qui ho combattuto,<br />
la palude e i caimani, infine, con l’inganno, se le sono riprese<br />
e le hanno condannate al marciume perenne.</p>
<p>Qui, ormai, nel pantano, ribolle solo il risentimento,<br />
non c’è più nulla per cui valga la pena combattere,<br />
nulla che possa ancora incantarmi, e trattenermi.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Domenica, 22 gennaio 2017<b><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2017/01/etica-personale-nellamministrazione.html" target="_blank"><br />
Etica personale nell&#8217;amministrazione della cosa pubblica.</a></b></p>
<p align="right">&#8230;<br />
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi<br />
ogni volta che la carriera diventa<br />
idolo della vostra vita;<br />
il sorpasso, progetto dei vostri giorni;<br />
la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.<br />
&#8230;<br />
(Don Tonino Bello)</p>
<p>Esempio 1 di Principio Etico: accettare un incarico solo se si possiede la capacità professionale (e la libertà) di svolgerlo come si deve.<br />
Esempio 2 di Principio Etico: prima di accettare una candidatura valuta se possiedi forza e libertà per assolvere al mandato con onore.<br />
Esempio 3 di Principio Etico:dignitosamente dimettersi se non si riesce più a svolgere in modo appropriato un incarico o un mandato elettivo.<br />
Esempio 3 bis di Principio Etico: dimettersi, quando le cose non vanno, anche se i motivi del fallimento sono estranei alle proprie capacità.<br />
Esempio 3 ter di Principio Etico: a maggior ragione dimettersi se si è operato indegnamente, per incompetenza o presunzione.<br />
&#8230;<br />
In questi giorni mi sono venuti in mente tanti nomi di persone che bene avrebbero fatto a rassegnare dignitose dimissioni, ma non meritano nemmeno una citazione. Invece mi piace rendere onore a chi, per essere coerente con i suoi valori e le sue idee, è stato prima privato della direzione del suo dipartimento all&#8217;università di Istanbul, e poi licenziato: Prof. Serdar Degirmencioglu. Altri accademici sono stati perfino arrestati per aver partecipato a dei convegni e aver confermato il loro impegno per la pace, così come tanti giornali sono stati chiusi e tanti giornalisti arrestati per aver cercato di fare il loro dovere: informare! Ho avuto l&#8217;onore di trascorrere alcuni giorni con Serdar e la sua compagna qui in Italia, di apprezzare la loro semplicità e di conoscere la loro esperienza e quella di tanti altri intellettuali turchi che non hanno esitato a scendere in campo e lottare per la libertà e la pace. Com&#8217;è triste il confronto con il nostro Paese e le sue piccole miserie e i suoi servi volontari&#8230;<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Domenica, 12 giugno 2011</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2011/06/indifferenza-e-impegno.html" target="_blank">Indifferenza e impegno</a></p>
<p>Domenica e lunedì prossimi, 12 e 13 giugno, DOBBIAMO assolutamente andare tutti a VOTARE i REFERENDUM:<br />
per l’ACQUA BENE COMUNE;<br />
per FERMARE la follia NUCLEARE del governo Berlusconi;<br />
e per UNA GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI.<br />
(&#8230;)<br />
Ognuno deve fare il proprio dovere civico, consapevolmente, e recarsi alle urne. Si tratta del nostro futuro, e nessuno deve dirci di “andare al mare” o comunque di disprezzare i referendum dicendo che sono inutili o addirittura dannosi: il nostro parere su questioni fondamentali come quelle oggetto di consultazione non può essere considerato inutile.<br />
E allora, tutti a votare:<br />
QUATTRO SI per la DEMOCRAZIA<br />
per rinnovare il nostro impegno di cittadini consapevoli (e non indifferenti o, peggio, autolesionisti).</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Venerdì, 25 febbraio 2011</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2011/02/rete-arcobaleno-benevento-eco-solidale.html" target="_blank">OSSERVAZIONI al PTCP della RETE ARCOBALENO &#8211; coordinamento delle associazioni ambientaliste</a></p>
<p>Rete Arcobaleno &#8211; Benevento eco-solidale<br />
Coordinamento delle associazioni ambientaliste<br />
e dei comitati civici della provincia di Benevento</p>
<p>Al Presidente della<br />
Provincia di Benevento<br />
Rocca dei Rettori – Piazza Castello<br />
82100 Benevento</p>
<p><b>OGGETTO: Osservazioni al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.).</b><br />
Dopo aver partecipato, il 19 novembre scorso, presso la Rocca dei Rettori, all&#8217;incontro pubblico di presentazione del PTCP, in cui abbiamo sottoposto sinteticamente alcune richieste della Rete delle Associazioni Ambientaliste e dei Comitati Civici della provincia (Rete Arcobaleno – Benevento eco-solidale), con la presente nota intendiamo formalizzare alcune osservazioni.<br />
Nel corso dell&#8217;incontro del 19 novembre, abbiamo già espresso il nostro netto dissenso rispetto alla previsione nel piano della realizzazione della piattaforma logistica prevista in Contrada Olivola, in quanto infrastruttura che riteniamo espressione di un sistema economico in dissolvimento. Inoltre, abbiamo chiesto attenzione rispetto alla previsione di piccoli impianti a biomasse e relative filiere, che erano previsti anche nel piano energetico provinciale (impianti che noi vorremmo evitare, o almeno limitare a potenze non superiori ad 1 MWe), e abbiamo espresso perplessità rispetto ai campi fotovoltaici su terreno, impianti che dovrebbero essere realizzati solo sugli edifici esistenti.<br />
Anche per quanto riguarda la regolamentazione dei campi eolici, chiediamo che in ogni comune, e quindi su tutto il territorio provinciale, non siano rilasciate autorizzazioni oltre un certo numero di torri eoliche per ettaro di territorio, tenendo conto anche di quelle già realizzate. Il fabbisogno di energia di molte zone, infatti, risulta già ampiamente soddisfatto dai numerosi già realizzati, che spesso restano inattivi.<br />
Un&#8217;altra osservazione che sottoponiamo all&#8217;attenzione della Provincia, riguarda la nuova linea ad alta tensione di collegamento con la Puglia che sembra essere prevista dalla società Terna. Ove non sia possibile eliminare questa infrastruttura, chiediamo di individuare dei corridoi di servizi già esistenti dove la linea aerea possa attraversare il territorio riducendo gli impatti visivi ed ambientali. Per esempio potrebbe essere sfruttato il tracciato della linea ferroviaria Benevento &#8211; Foggia, che già ha un impatto non indifferente. In generale, per le linee elettriche ad alta tensione dovrebbe essere comunque privilegiato l&#8217;interramento, e tutte le infrastrutture di collegamento dovrebbero utilizzare tracciati già esistenti, evitando altre deturpazioni del paesaggio.<br />
A nostro avviso, la tutela dell&#8217;ambiente, della biodiversità, del paesaggio, e dell&#8217;economia basata sull&#8217;agricoltura e sul turismo di qualità devono essere il principale obiettivo di ogni strumento di pianificazione territoriale, e pertanto, ove possibile e necessario, chiediamo di integrare i documenti di piano con strumenti per: la tutela attiva degli ecosistemi fluviali e lacustri (acque, fasce boscate, terreni agricoli, ecc.), che non siano solo indicazioni di vincoli (&#8220;corridoi ecologici&#8221;), e la definizione di strategie gestionali con il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e la previsione di un organismo/ufficio di gestione/supervisione delle aree della rete Natura 2000 (SIC e ZPS);<br />
l&#8217;individuazione di boschi di pregio e di aree da rimboschire con essenze autoctone, non solo di montagna ma per tutti i vari ambienti/ecosistemi (pianura, collina, zone umide, &#8230;), per aumentare la biodiversità complessiva provinciale; l&#8217;individuazione delle vie di percolato, percorsi che, in aggiunta ai corridoi ecologici, consentono alle specie animali di raggiungere, da terra, i vari luoghi della nostra provincia o regione senza ostacoli come strade o agglomerati urbani; la mappatura dei sentieri naturalistici-ecologici e di aree per la realizzazione di siti geologici ed archeologici universitari nelle zone di interesse; l&#8217;individuazione delle zone in cui sono presenti vecchie discariche in cui, accertati i livelli di inquinamento, disporre la modifica della destinazione d&#8217;uso; la previsione di aree in cui realizzare isole ecologiche, punti di stoccaggio per il recupero di materia secondaria dai rifiuti e piccoli impianti di compostaggio dimensionati per non più di 15 000 abitanti.<br />
In generale, chiediamo di rendere ancora più rigide le indicazioni del piano finalizzate a tutelare i terreni agricoli e di limitare il consumo di suolo per nuove costruzioni e per nuove zone di espansione, in presenza di vani per residenza già in eccesso rispetto alle esigenze, e di migliaia di strutture produttive già realizzate in tutto il territorio provinciale, soprattutto nel corso degli ultimi 20 anni, e in gran parte in abbandono.<br />
Altro obiettivo che va perseguito è il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, privilegiando l&#8217;edilizia di qualità ed il miglioramento energetico.<br />
In proposito, riteniamo utile segnalare che la Rete Arcobaleno di Benevento aderisce alla Campagna Nazionale “Stop al Consumo di Territorio”, una campagna d&#8217;opinione, nata nel dicembre 2008, alla quale aderiscono attualmente oltre 40 000 cittadine e cittadini e circa 250 tra associazioni e comitati locali, e raccomandiamo di valutare con attenzione le argomentazioni e le proposte di tale associazione.<br />
La campagna si propone di bloccare il consumo di suolo, proponendo di recuperare il patrimonio edilizio esistente e limitando l&#8217;occupazione con nuove costruzioni, se veramente necessarie, alle sole aree già urbanizzate, senza prevedere ulteriori espansioni, e inoltre promuove la cura, la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio, degli edifici e del patrimonio storico e artistico. Queste politiche, che riprendono gli impegni assunti dal nostro Paese con la sottoscrizione della Convenzione Europea del Paesaggio, possono essere peraltro un ottimo volano virtuoso per l&#8217;economia, aprendo centinaia di cantieri che salvaguardino non solo il patrimonio naturale e le bellezze del nostro paese, ma la vita stessa dei cittadini.<br />
D&#8217;altra parte, l&#8217;art. 9 della Costituzione Italiana così recita: La Repubblica (…) tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. I padri costituenti ci hanno quindi assegnato un chiaro compito: adottare precauzioni per difendere e salvaguardare un bene comune, non riproducibile e non mercificabile quale è il territorio.<br />
A maggior ragione, dopo aver nuovamente dovuto osservare, anche negli ultimi giorni, le immagini sempre più frequenti di terribili colate di fango che cancellano vite umane e trascinano a valle i sacrifici di tanti lavoratori, disastri che sono sempre conseguenza delle colate di cemento che sigillano il territorio e deturpano il paesaggio, non possiamo non chiedere con forza che il P.C.T.P., in fase di approvazione da parte della nostra Provincia, richiami le amministrazioni comunali che dovranno redigere o adeguare i rispettivi PP.UU.CC. a limitare il consumo di suolo, valutando con estrema attenzione i reali fabbisogni delle popolazioni rispetto ai volumi già edificati, sia per esigenze abitative che per le attività terziarie e produttive, ponendo la massima attenzione alla sicurezza delle popolazioni in relazione al rischio idrogeologico.<br />
Concludiamo con una sintesi delle raccomandazioni già sottoposte all&#8217;attenzione dell&#8217;amministrazione comunale di Benevento nell&#8217;ambito della procedura di approvazione del P.U.C.</p>
<p>“Chiediamo che si dia priorità assoluta alla tutela del territorio e delle sue emergenze naturalistiche, storiche ed archeologiche, ed alla salvaguardia dell’ambiente e della qualità di vita quotidiana come attrattore di flussi turistici, e che si ponga la massima attenzione alla tutela della vocazione rurale ed ambientale del territorio.<br />
Il recente sviluppo del turismo nelle aree interne della Campania, che potrà garantire nei prossimi anni il sostentamento economico delle nostre Comunità, se sapremo preservare le risorse del territorio, deriva dal bisogno, sempre più diffuso, di fruire, non solo dei tanti siti di rilevanza artistico/archeologica, ma soprattutto dei luoghi diffusi che, con la loro qualità di vita quotidiana, consentono al visitatore l’opportunità di permanere per più volte e per periodi più prolungati nei territori delle zone interne, non ancora soffocati da edilizia e cementificazione selvaggia.<br />
Il turista sta maturando la necessità di individuare mete che non siano da consumare una tantum, ma che diano l’opportunità di interagire in modo più concreto, continuativo e relazionale con il territorio che li ospita.<br />
Per queste motivazioni, siamo convinti che debba essere incentivata la qualità di vita percepibile, dal cittadino e quindi dal visitatore, preservando soprattutto la vocazione rurale del nostro territorio.<br />
Inoltre è necessario non cadere nella tentazione di suddividere il territorio in aree specializzate: archeologiche, aggregative, verdi, residenziali, commerciali, amministrative. Una vivibilità quotidiana richiede che tutte le funzioni siano non centralizzate, ma diffuse, per quanto possibile.<br />
Per conservare ed incentivare ulteriormente i flussi turistici è quindi obbligatorio tutelare il paesaggio agrario e le connotazioni naturalistiche quotidiane che caratterizzano ancora il nostro territorio.<br />
Sono numerosi gli esempi, purtroppo anche nella nostra provincia, di agglomerati urbani che soffrono la mancanza di quel paesaggio agrario che, realizzando un filtro tra una località e l’altra, è capace di rigenerare la qualità ambientale dei centri abitati. E’ fondamentale che i turisti che si recano nelle nostre zone non riscontrino la stessa sgradevolezza che vogliono sfuggire rivolgendosi al nostro territorio: strade di collegamento corredate di quelle strutture commerciali extraurbane che, cancellando, allo sguardo, il paesaggio agrario, tendono a trasformare una cittadina, con una sua identità, in una città (o conurbazione) senza fine e senza confine con le altre località.<br />
L’isolamento, che, nel secolo scorso ha caratterizzato le aree interne della Campania, aveva costituito un limite allo sviluppo che ora, nel XXI secolo, col senno di poi, sta risultando essere un vantaggio competitivo, in termini di risorse identitarie ed economiche.<br />
E l’attuale crisi dei sistemi di scala sta favorendo ancora di più i piccoli centri e le aree rurali.<br />
Negli ultimi quindici anni, le industrie europee hanno espulso il 30% della classe operaia. La crescita demografica delle aree metropolitane ha toccato il suo culmine e, negli ultimi quindici anni, si assiste ad una inversione di tendenza che vede la crescita dei piccoli centri, a scapito delle grandi città.<br />
La popolazione mondiale, già ora oltre i 6,5 miliardi, crescendo al ritmo di 84 milioni di individui annui, nel giro di pochi anni, giungerà alla preoccupante cifra di 8 miliardi. A quel punto, non basteranno tutti i terreni coltivabili del pianeta per soddisfare la domanda alimentare della popolazione mondiale. E l’Italia ha il dovere di preservare un minimo di autonomia in questo senso, salvaguardando dalle speculazioni edilizie i terreni agricoli, soprattutto quelli più fertili e ricchi.<br />
Su 32 000 aziende beneventane, 14 500 sono aziende agricole: quando l&#8217;economia di scala, tipica della produzione industriale e della grande distribuzione, è in recessione, le aree, come il Sannio, non industrializzate e a bassa densità demografica, sono quelle più avvantaggiate per agganciare quell&#8217;economia che, basata sulla filiera corta, sulla sicurezza agroalimentare, sul turismo ambientale e culturale, costituisce l&#8217;unico comparto in espansione nel XXI secolo.<br />
Il mondo vedrà emergere, come protagonisti del XXI secolo, la provincia e i piccoli centri: casseforti di biodiversità e di vivibilità che, con il loro modello di sviluppo, hanno conservato, a dispetto delle omologanti aree metropolitane, un&#8217;identità e un&#8217;economia reale.<br />
Chiediamo quindi di non inseguire una strategia votata al massimo della cementificazione e dell’infrastrutturazione, che sono la causa della perdita della vocazione ambientale e rurale, a danno dell’indotto turistico e agroalimentare (che costituisce l’unica attività imprenditoriale che non sta subendo la crisi economica globale). Ciò stravolgerebbe la nostra identità rurale e sociale, dilapidando un patrimonio che costituisce, per il prossimo futuro, un fattore di crescita e di benessere che poche altre realtà possono vantare.<br />
Stiamo assistendo ad un cambiamento epocale che comporterà, in tutto il mondo, l&#8217;adozione di un nuovo modello di sviluppo: gli amministratori di oggi si trovano nella posizione di assumersi la responsabilità del futuro delle proprie comunità”, e ciò vale anche e soprattutto per la redazione degli strumenti di pianificazione territoriale sovracomunale, che devono dettare disposizioni di carattere che consentano di indirizzare adeguatamente, ed in modo omogeneo, il futuro sviluppo sociale ed economico della nostra provincia.<br />
Pierluigi Santillo</p>
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<p>Sabato 19 giugno 2010</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2010/06/saramago-e-noi.html" target="_blank">A Saramago &#8230; e a Noi.</a></p>
<p>Ieri è morto José Saramago, uno degli scrittori contemporanei che più mi hanno appassionato negli ultimi anni.<br />
Sono addolorato per la scomparsa di un uomo che ho apprezzato attraverso alcuni suoi libri (Cecità, il Vangelo secondo Gesù Cristo, Saggio sulla lucidità, il Quaderno), ma mi consola che ancora potrò godere della sua arte attraverso i molti suoi scritti che ancora potrò leggere.<br />
Uno dei temi ricorrenti, nei libri di Saramago, è la capacità, comunque, dell&#8217;uomo, di essere altruista, di essere capace, anche se &#8220;immerso&#8221; in un &#8220;brodo&#8221; di egoismo dilagante, di fare qualcosa per gli altri; e il più luminoso esempio di questa capacità, come l&#8217;ateo Saramago ha straordinariamente raccontato, fu Gesù, che donò se stesso, fino all&#8217;estremo sacrificio, per amore dei suoi simili, quelli che vissero insieme a lui e quelli che ancora dovevano nascere.<br />
&#8220;<i>La politica è stata l&#8217;altra sua grande passione dopo la scrittura. In una intervista, concessa a FrancescRelea de ElPais l&#8217;anno scorso, Saramago ammise che forse il partito nel quale militava dagli anni Sessanta (l&#8217;ultima formazione comunista europea che conserva &#8220;l&#8217;iconografia dei bolscevichi&#8221;, bandiera rossa e falce e martello), era &#8220;ancorato nel passato&#8221;. Ma aggiunse: &#8220;<b>Abbiamo una eredità dalla quale non riesco a liberarmi. Ed è possibile che questa eredità storica non abbia molto a che fare con la realtà di oggi. Ma perché la realtà di oggi avrebbe ragione? I sentimenti sono importanti. Non riuscirei a riconoscermi in nessun altro partito che non fosse quello comunista portoghese: ci resto per rispetto di me stesso</b>&#8221; </i>(da La Repubblica on line &#8211; post di Omero Ciai).<br />
Queste parole mi hanno fatto riflettere: in Italia non nemmeno c&#8217;è più un partito comunista credibile in cui riconoscerci, e a cui poter restare, almeno sentimentalmente, legati (così come non abbiamo più tante altre cose), ed essere, o essere stati, comunisti, quasi sempre, è percepito come un fatto negativo, anche da chi, come me, è, o è stato, comunista.<br />
Nell&#8217;ultimo &#8220;post&#8221; del suo blog Saramago ha lasciato queste parole: &#8220;<b><i>Penso che la società di oggi abbia bisogno di filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo concreto, come la scienza, che avanza per raggiungere nuovi obiettivi. Ci manca riflessione, abbiamo bisogno del lavoro di pensare, e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte</i></b>&#8220;.<br />
Ebbene, in Italia, le buone idee sembrano scarseggiare, e quelle poche che vengono fuori hanno sempre ben poca fortuna.<br />
Io credo che l&#8217;unica possibilità di riscossa che abbiamo, come popolo, ma anche come genere umano, sia che si diffonda sempre più la consapevolezza della nostra condizione, con i consequenziali comportamenti che ne dovrebbero derivare, come avvenne per i cittadini, intesi come massa indistinta, senza &#8220;capibastone&#8221; (o &#8220;colpevoli&#8221;) che il potere possa individuare e colpire, che Saramago ha raccontato in &#8220;Saggio sulla lucidità&#8221;.<br />
E certo, il destino è beffardo: nello stesso giorno della morte dell&#8217;autore di quel romanzo, il governo italiano rinnova la sua fiducia nel poliziotto De Gennaro, condannato in appello per istigazione alla falsa testimonianza, in quanto convinse l&#8217;ex questore di Genova ad &#8220;aggiustare&#8221; la sua testimonianza sul blitz nella scuola Diaz. il Ministro della Giustizia ha detto: &#8220;Ha servito lo Stato&#8221;.<br />
Se lo Stato ha bisogno di questi &#8220;servizi&#8221; &#8230;<br />
Almeno il Ministro della Giustizia di &#8220;Saggio sulla lucidità&#8221;, a un certo punto, ebbe un momento di &#8220;lucidità&#8221; e lasciò &#8220;la casta&#8221; e la sua gestione criminale della cosa pubblica.</p>
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<p>Sabato, 30 gennaio 2010</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2010/01/2010-anno-della-diversita-della-vita-e.html" target="_blank">2010 anno della &#8220;diversità della vita&#8221; (e quindi della VITA stessa)</a></p>
<p>La biodiversità sulla Terra è in serio pericolo: occorrono da 1 a 4 milioni di anni perché una specie possa evolvere in due specie diverse, mentre una specie si estingue in 10.000 anni (ma con una tendenza alla riduzione) e, alle condizioni attuali, il tasso di estinzione è 1000 volte maggiore di quello che c&#8217;era prima della comparsa dell&#8217;uomo sulla terra.<br />
Soprattutto negli ultimi 100 anni la perdita di biodiversità ha avuto un progressivo e drammatico aumento, e, con questo ritmo, nel 2100 si saranno estinte dal 50 all&#8217;80 % delle specie attuali.<br />
Se si riduce la vita del pianeta, in proporzione, ad un anno solare, la data di comparsa dell&#8217;uomo &#8220;cadrebbe&#8221; il 31 dicembre, negli ultimi minuti delle ore 23 (il periodo che va da Dante ad oggi equivale a circa 4 secondi di questo intero anno).<br />
Eppure, l&#8217;uomo è riuscito a fare così tanti danni alla vita sul pianeta come nessun altro evento dei prima, con una drammatica accelerazione con l&#8217;inizio dell&#8217;era industriale: eccessivo aumento della popolazione, deforestazione, pesca ed agricoltura intensiva, specie aliene, cambiamenti climatici, introduzione nell&#8217;ambiente di sostanze di sintesi chimica ed altri inquinanti, &#8230;<br />
Abbiamo dunque un&#8217;enorme responsabilità e l&#8217;ineludibile dovere di porre un freno alla estinzione delle specie.<br />
Dal 1975 in poi, convenzioni internazionali e direttive europee hanno iniziato a porre l&#8217;attenzione su questa tematica imponendo le prime misure di tutela: istituzione di aree protette, salvaguardia dei corridoi ecologici, strumenti di pianificazione, campagne di sensibilizzazione, &#8230;<br />
La convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità è del 1992 (Rio de Janeiro).<br />
Nel 2001 l&#8217;Unione Europea si era impegnata ad arrestare il declino della biodiversità entro il 2010, ma, solo nel 2006 ha adottato un piano d&#8217;azione in tal senso, e ancora oggi la consapevolezza del problema da parte dei cittadini è del tutto inadeguata. L&#8217;ignoranza, o l&#8217;indifferenza, rispetto a questo problema, ancora predominano.<br />
Dunque, dichiarando il 2010 anno della biodiversità, l&#8217;ONU ha voluto porre con forza l&#8217;attenzione delle nazioni e degli uomini sulla necessità di tutelare la bio-diversità per assicurare la vita sulla terra: <strong>i nostri approvvigionamenti alimentari e, quindi, la nostra stessa vita sono minacciati dalla perdita di biodiversità che noi stessi stiamo causando</strong>.<br />
Ora bisogna fare una scelta: considerare la biodiversità e l&#8217;habitat come BENI COMUNI, e non più come risorse da sfruttare economicamente, capitale da valorizzare.<br />
Lo spirito di sopravvivenza, come specie, e la responsabilità fra generazioni, una volta acquisita la consapevolezza della drammatica situazione in cui ci troviamo, deve portarci ad <strong>AGIRE</strong> per contribuire alla conservazione della biodiversità, conciliando l&#8217;economia con l&#8217;irrinunciabile protezione e conservazione dell&#8217;ambiente.<br />
(&#8230;)</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Domenica 29 novembre 2009</p>
<h3><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2009/11/introduzione-al-dibattito-emergenza-sul.html" target="_blank">Introduzione al dibattito “Emergenza sul Territorio e aggressione ai Beni Comuni”</a></h3>
<p>Siamo qui per discutere alcune emergenze che interessano il nostro territorio, alcune già ampiamente note in Valle Telesina, altre che forse ancora non sono percepite come tali, ma che potrebbero in futuro arrecare ulteriore pregiudizio alla salubrità dell’ambiente nel quale viviamo e alle risorse agricole, enogastronomiche e turistiche di cui ancora possiamo vantarci, e senza alcun vantaggio economico per i cittadini.<br />
Si tratta di problematiche apparentemente diverse, ma che hanno un filo che le lega tutte: si tratta, in ogni caso, di beni pubblici, cioè di tutti, che vengono svenduti per favorire gli interessi di pochi.<br />
Subdolamente ci parlano di libero mercato e liberalizzazioni, ma invece, quasi sempre, si tratta di privatizzazioni di servizi e beni essenziali in regime di monopolio, realizzate in modo da sabotare anche le “regole di mercato” che potrebbero garantire quanto meno una reale concorrenza.<br />
(&#8230;)</p>
<p>Eppure sembriamo poter accettare ogni cosa senza reagire, un po’ perché assuefatti e rassegnati, e un po’ perché il controllo dell’informazione è così capillare che ben poche sono le voci e le opinioni di dissenso che riescono a trapelare, immediatamente sommerse dalle rassicuranti repliche di chi ormai detiene tutti i poteri, tranne, per il momento, quello giudiziario. E qui torniamo al mio incubo: con le carceri che ormai debordano di “delinquenti” comuni, soprattutto tossicodipendenti, e la mancanza di risorse denunciate dallo stesso responsabile dei servizi, fra quanto tempo pensate che sarà data la possibilità ai privati di costruire carceri, certamente senza far mancare loro deroghe di ogni tipo ed incentivi? E le ipotesi di riforma della magistratura, in primis la separazione delle carriere fra P.M. e Magistrati Giudicanti, cosa credete che siano, se non l’avvio di una trasformazione in senso privatistico del ruolo di Giudice?<br />
Tuttavia gli enti locali, ed in particolare i comuni, possono opporsi a queste logiche, e rivendicare e concretizzare i loro spazi di autonomia.<br />
Perché ciò avvenga, però, è necessario che i cittadini incalzino i loro rappresentanti eletti. Intanto bisogna smetterla di disinteressarci dei nostri conti e di come vengono gestite le nostre risorse. Bisogna rifiutare le logiche clientelari e muoversi in associazione, come gruppi aperti, dove prevalga l’interesse collettivo e non quelli particolari.<br />
Certo ci sono da fronteggiare resistenze e diffidenze: tempo addietro, un amministratore del mio comune, rispetto alla richieste perché si avviasse una redazione partecipata del bilancio preventivo, e di sottoporre al controllo dei cittadini il bilancio consuntivo, così come si fa da anni in tante amministrazioni, italiane e non, reagì con le seguenti testuali parole, che poi mi sono state riferite: “vuol dare il potere al popolo!”.<br />
Ma quello di partecipare alle decisioni che ci riguardano è un nostro diritto, e non una richiesta eversiva, ed oggi sono disponibili tutti gli strumenti, culturali, legislativi e tecnologici per rendere effettivo questo diritto.<br />
Dunque, andiamo a prenderci quel potere di decidere, che, in democrazia, è nostro, è dei cittadini.<br />
Il nostro impegno civile, come abbiamo dimostrato con la vicenda VOCEM, anche se adesso dobbiamo ancora attendere l’esito dei ricorsi al TAR, ovviamente facendo sentire comunque la nostra voce agli Enti citati, è fondamentale per opporsi alle aggressioni che il nostro territorio sta subendo, per gli interessi di speculatori ed affaristi, che spesso non trovano nessun ostacolo dai nostri rappresentanti politici, per inadeguatezza, magari in buona fede, o per incapacità o, ancora, a volte, per complicità.<br />
Dobbiamo assumerci quindi la responsabilità, come cittadini, di vigilare, controllare, chiedere spazi di democrazia e partecipazione, fare proposte, rappresentare buoni esempi e pratiche virtuose e, quando ci è consentito, lavorare insieme alle amministrazioni per realizzare ogni tipo di iniziativa che vada nella direzione di perseguire l’interesse collettivo.<br />
E’ certo, purtroppo, e qui concludo, che gli spazi che i cittadini lasciano liberi dal loro controllo democratico, vengono immediatamente occupati da imprenditori, professionisti e associazioni di categoria, che vanno a negoziare all’interno delle istituzioni, con modalità lobbistiche, o per il tramite dei loro rappresentanti eletti, tutto ciò che possono: incarichi, affidamenti, finanziamenti, concessioni, …</p>
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<p>Giovedì, 26 novembre 2009</p>
<h3><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2009/11/territori-da-difendere.html" target="_blank">TERRITORI DA DIFENDERE</a></h3>
<p><strong>La partecipazione attiva di tanti cittadini alla vita democratica e la capacità che avremo in futuro di influenzare, in nome del bene comune, le decisioni della politica, sono ormai la nostra unica speranza.</strong></p>
<p align="center">Cittadini in Movimento – Laboratorio di cittadinanza attiva<br />
Comitati civici di San Salvatore Telesino e Guardia S. contro l&#8217;inceneritore<br />
Altrabenevento &#8211; Associazione per la città sostenibile contro il malaffare<br />
Benevento EcoSolidale – Comunità delle associazioni ambientaliste e solidali sannite<br />
Rete Arcobaleno – Associazioni per un’economia ecosolidale<br />
Coordinamento delle associazioni/comitati contro la centrale elettrica di Ponte Valentino<br />
LerkaMinerka – Naturalismo ed escursionismo<br />
Città di Eufemia – Nodo di economia solidale</p>
<p align="center">invitano a partecipare</p>
<p align="center">Sabato 28 novembre 2009ore 18.00 <strong>al dibattito pubblico:<br />
Emergenze sul territorio ed aggressione ai beni comuni<br />
</strong><em>Controllo dei cittadini sul governo degli Enti Locali, sull’uso delle risorse pubbliche e sulla gestione dei beni comuni</em></p>
<p style="text-align: center;">• Inceneritore di San Salvatore Telesino;<br />
• Centrale a turbogas “La Luminosa” a Ponte Valentino;<br />
• Rifiuti: discariche, raccolta differenziata e smaltimento;<br />
• Consumo di territorio e degrado del paesaggio;<br />
• Ecovicinanza, un paradigma contro il verticismo culturale, politico ed economico;<br />
• Privatizzazione dei servizi pubblici: il caso dell&#8217;acqua;<br />
• Presìdi sanitari e tutela della salute.</p>
<p>Modera Jusy Iuliano, giornalista di Media TV<br />
Telese Terme &#8211; Biblioteca Comunale &#8211; Piazza M.Teresa di Calcutta</p>
<p align="center">“<i>Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L&#8217;idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell&#8217;aria,lo scintillio dell&#8217;acqua, come potete voi acquistarli? Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo</i>&#8230;”<br />
Lettera del Gran Capo Seattle, Tribù Suwamish, a Franklin Pierce, Presidente degli Stati Uniti (1855)</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><b>TESTAMENTO BIOLOGICO</b></p>
<p>Io sottoscritto, PIERLUIGI SANTILLO, nato a Rho (MI), il 9.02.1966,<br />
nella pienezza delle mie facoltà fisiche e mentali, dispongo quanto segue.<br />
Qualora fossi affetto:<br />
- da una malattia allo stadio terminale,<br />
- da una malattia o una lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile,<br />
- da una malattia implicante l’utilizzo permanente di macchine o altri sistemi artificiali e tale da impedirmi una normale vita di relazione,<br />
non voglio più essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico.<br />
Nelle predette ipotesi:<br />
- qualora io soffra gravemente dispongo che si provveda ad opportuno trattamento analgesico pur<br />
consapevole che possa affrettare la fine della mia esistenza;<br />
- qualora non fossi più in grado di assumere cibo o bevande, rifiuto di essere sottoposto alla<br />
idratazione o alimentazione artificiale;<br />
- qualora io fossi anche affetto da malattie intercorrenti (come infezioni respiratorie ed urinarie,<br />
emorragie, disturbi cardiaci e renali) che potrebbero abbreviare la mia vita, rifiuto qualsiasi<br />
trattamento terapeutico attivo, in particolare antibiotici, trasfusioni, rianimazione cardiopolmonare, emodialisi.<br />
Sempre nelle predette ipotesi:<br />
Rifiuto qualsiasi forma di rianimazione o di continuazione dell’esistenza dipendente da macchine.<br />
Lo scopo principale di queste mie volontà è di salvaguardare la dignità della mia persona, riaffermando il mio diritto di scegliere fra le diverse possibilità di cura disponibili ed eventualmente anche rifiutarle tutte, diritto che deve essere garantito anche quando avessi perduto la mia possibilità di esprimermi in merito.<br />
E questo al fine di evitare l’applicazione di terapie che non avessero altro scopo di prolungare la mia esistenza in uno stato vegetativo o incosciente e di ritardare il sopravvenire della morte.<br />
Firmato: Pierluigi Santillo</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>LEGGI UMBERTO ECO: Perché ho il diritto di scegliere la mia morte.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5.html" target="_blank">http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5.html</a></p>
<p><i>&#8220;C&#8217;era qualcosa di pacificante in quel rimettersi a una volontà superiore. Smettere di sentirsi padroni e artefici di ogni cosa. Si era fatto quello che si era potuto, adesso come vuole Dio facciamo. Non pretendiamo più di quanto non sia in nostra mano&#8221; &#8211; </i></p>
<p><i>Tratto da Il paese dei coppoloni, di Vinic</i><i>io Capossela,  pag. 32</i></p>
<p>&#8212;&#8211;<br />

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/poster-mondo-migliore/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/02/Poster-mondo-migliore-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Poster mondo migliore" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/marcia-contro-luminosa/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/02/marcia-contro-luminosa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="marcia contro luminosa" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/foto-partita-inpdap/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/02/foto-partita-INPDAP-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto partita INPDAP" /></a>
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		<title>Yarn Bombing e la rivoluzione gentile</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 15:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni. Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18304" alt="apice b" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18306" alt="apice y" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18307" alt="apice ya" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni.</p>
<p>Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati sconfortata dallo squallore della zona in cui sorgeva il suo negozio, decise nel 2005 di ricoprire di manicotti fatti con lana colorata la maniglia della sua porta.</p>
<p>Da allora lo Yarn Bombing è divenuto un vero e proprio movimento internazionale che colora le città “vestendole” con installazioni in lana e cotone.</p>
<p><img class=" wp-image-18309 alignright" alt="apice yarn" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yarn-225x300.jpg" width="158" height="210" /></p>
<p>Un movimento spontaneo, che nasce dal basso, senza committenti nè padroni ma solo il piacere di fare, abbellire, colorare. Che trova il suo perchè nella riscoperta di vecchi strumenti quali l’uncinetto o i ferri, nel benessere e nel rilassamento che la pratica di questi regala a chi come un mantra li utilizza a colpi di “dritto e rovescio”.</p>
<p>Il  fremito creativo dello sferruzzamento ha inondato le strade di Apice in questi giorni, frutto  del piacere di  un gruppo di donne di più generazioni, messe insieme dalla presidente della pro Loco Erminia Manserra, che si incontrano solerti e mentre prendono un the con i biscotti  intrecciano  fili, parole, amicizie,  ma soprattutto  direzionano le loro intenzioni verso  l&#8217;obiettivo di migliorare piccoli quartieri di Apice in questo momento un po&#8217; in ombra.</p>
<p>Nel frattempo l&#8217;arte antica di lavorare a maglia viene tramandata dalle persone anziane del gruppo  a quelle più giovani, anche alle bambine che spesso si affacciano incuriosite nella biblioteca, luogo in cui ci riuniamo per condividere arte, passione e sogni.</p>
<p>Un vero e proprio “atto poetico” direbbe Jodorowsky, che mette in moto i talenti di ciascuno e li direziona positivamente e costruttivamente verso un luogo, uno spazio sociale, un gruppo di persone. Un atto creativo che attraversa la bellezza di un incontro e che accompagna alla cura per se stessi un momento di “attenzione” per il territorio.</p>
<p>Un lavoro collettivo fatto di vari pezzi e di autori diversi, di coperte regalate che vengono ripristinate, di sciarpe rinnovate, qualche maglione rinvigorito e qualche vestito scucito, lana regalata o sfilata, un lavoro collettivo che intreccia manufatti artistici dall’aspetto gioioso e colorato nel rispetto dell&#8217;ambiente e alla riscoperta di momenti antichi che stemperano il giallo dei ricordi nella speranza di un processo di decrescita felice!</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18308" alt="apice yar" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
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		<title>LEGGERE TI FA BELLA: iniziativa culturale all&#8217;AD Salon</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 09:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Leggere ti fa bella&#8221; è una iniziativa del brand Davines, che l&#8217;azienda ha lanciato qualche anno fa promuovendo la raccolta di libri usati presso i saloni aderenti al marchio, da riutillizzare presso associazioni culturali a scopo sociale. Temi di base,  sostenibilità etica ed ambientale. Sulla scia di questa  nuova sensibilità culturale, l&#8217;AD Salon di Benevento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Leggere ti fa bella&#8221; è una iniziativa del brand Davines, che l&#8217;azienda ha lanciato qualche anno fa promuovendo la raccolta di libri usati presso i saloni aderenti al marchio, da riutillizzare presso associazioni culturali a scopo sociale. Temi di base,  sostenibilità etica ed ambientale. Sulla scia di questa  nuova sensibilità culturale, l&#8217;AD Salon di Benevento  riprende il connubio tra lettura e bellezza aprendo  i suoi spazi a lettori e curiosi, attraverso la prima di una serie di iniziative in cui libri e spazzole, odore di carta e odore  di unguenti  si mescoleranno tra loro. Si comincia il 26 febbraio alle 17 con la presentazione del libro &#8220;Le ali del bruco&#8221;  dello scrittore irpino Antonio Cucciniello. Un romanzo sullo spirito di sopravvivenza che guida ogni uomo a rigenerarsi per ricominciare, una riflessione sugli alti e bassi del quotidiano, un invito a guardare la profondità della vita da punti di vista più lucidi e fiduciosi. L&#8217;iniziativa intende sensibilizzare alla cultura nelle sue varie sfaccettature, fondendosi con l&#8217;economia locale e con la promozione di  stili esperenziali più consapevoli. Durante l&#8217;incontro, infati, verranno offerti  prodotti gastronomici locali, in linea con lo spirito che i gestori del salone, Antonio e Dominga, coltivano già da qualche anno attraverso iniziative simili che incoraggiano consumi responsabili, sostenibili, locali.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/leggeretifabella.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18217" alt="leggeretifabella" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/leggeretifabella-215x300.jpg" width="215" height="300" /></a></p>

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon10/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon10" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon8/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon8" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon9/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon9" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon6/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon6" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon4/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon4" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon11/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon11" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon7/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon7" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon1/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon1" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon5/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon5" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto scattate presso l&#039;AD Salon" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon3/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon3" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon2" /></a>

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		<title>Verehia, l&#8217;associazione che promuove bellezza e cultura nel Sannio</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 11:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono realtà in cammino che sorprendono. Nel corso della manifestazione &#8220;Benevento longobarda&#8221;, all&#8217;inizio della scorsa estate, mi sono imbattuta in ragazzi competenti, preparati, seri, che mi hanno guidata  alla scoperta di una Benevento inusitata e arcana. Un viaggio che mi ha davvero stupita e che consiglio a chiunque ritenga di voler approfondire la storia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/01/verehia.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-18196" alt="verehia" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/01/verehia.png" width="225" height="225" /></a></p>
<p>Ci sono realtà in cammino che sorprendono. Nel corso della manifestazione &#8220;Benevento longobarda&#8221;, all&#8217;inizio della scorsa estate, mi sono imbattuta in ragazzi competenti, preparati, seri, che mi hanno guidata  alla scoperta di una Benevento inusitata e arcana. Un viaggio che mi ha davvero stupita e che consiglio a chiunque ritenga di voler approfondire la storia di una città tanto antica e fascinosa come la nostra.<br />
&#8220;Verehia&#8221; (<a href="http://www.verehia.it/" target="_blank">www.verehia.it</a>) è un&#8217;associazione che lascia ben sperare sul futuro di Benevento, dopo tanta stasi culturale.<br />
Ho rivolto qualche domanda ad Anthonyla Bosco, membro dell&#8217; associazione, figura sensibile, bella.</p>
<p>Il futuro non è così oscuro, mi sono detta&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a style="margin-left: auto; margin-right: auto;" href="https://3.bp.blogspot.com/-cACjIZr0ftA/WHtDkmyoEJI/AAAAAAAADyg/RJQgGbeivZkHqBmHSBzStnIznqKwKS1PgCLcB/s1600/AAEAAQAAAAAAAAgAAAAAJDk2YWE2NzNhLWMyNTktNDU4NC04Nzg0LTNiYWNjOTcxOTlhZQ.jpg"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-cACjIZr0ftA/WHtDkmyoEJI/AAAAAAAADyg/RJQgGbeivZkHqBmHSBzStnIznqKwKS1PgCLcB/s400/AAEAAQAAAAAAAAgAAAAAJDk2YWE2NzNhLWMyNTktNDU4NC04Nzg0LTNiYWNjOTcxOTlhZQ.jpg" width="400" height="400" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Nella foto, Anthonyla Bosco</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Quando nasce Verehia e da dove questo nome<b><b></b></b></b>?</p>
<p>Verehia nasce ufficialmente nel maggio del 2012 dalla volontà di alcuni giovani beneventani di mettere a disposizione le proprie competenze per favorire la rinascita e lo sviluppo della città, da un punto di vista culturale e turistico.<br />
Il termine deriva dall&#8217;osco vero, tradotto in latino con porta, e significa &#8220;i Guardiani della Porta&#8221;. Essa, in età sannitica, era una istituzione prettamente sociale, composta dai giovani cosiddetti sacrati, che si occupava del bene comune della propria città.</p>
<p><b>Qual è lo scopo e la finalità dell&#8217;Associazione</b>?</p>
<p>Essere parte di Verehia significa amare Benevento e il Sannio, le nostre origini, la nostra storia, la nostra arte, la nostra cultura, condividendone le emozioni attraverso il turismo e gli eventi.</p>
<p><b>Le vostre iniziative più importanti?</b><br />
Abbiamo racchiuso le nostre iniziative sotto un&#8217;unica definizione, quella di #scopriamobenevento, progetto di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale del Sannio. Esso prevede l&#8217;ideazione e la realizzazione sia di percorsi emozionali, in cui narriamo tracce, miti e personaggi che hanno fatto la storia di Benevento e dei suoi monumenti, sia di eventi culturali, in cui fondiamo arte, teatro e gastronomia. Per il primo settore voglio ricordare i successi ottenuti con All&#8217;ombra di Manfredi (per i 750 anni della battaglia di Benevento), Incantesimi e Realtà e Janara. Per il secondo l&#8217;Aperitivo Archeologico, presso il complesso archeologico dei Santi Quaranta (un unicum in tutta la Campania) e la cena-racconto Dalla terra alla Terra, presso la fattoria didattica La Cinta. Inoltre, vantiamo altre due importanti collaborazioni: la prima con l&#8217; ASL di Benevento, per il laboratorio di teatro/arte terapia Folletti lunatici e la seconda con il tour operator Word of South, per la realizzazione di un&#8217;agenzia per la promozione del territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://4.bp.blogspot.com/-xqePv9gcC7c/WHtFbrzXpmI/AAAAAAAADyo/u7FNow_n3JMWyZ62DQ1oekqiSBGf1YTcQCLcB/s1600/contesasanteliano-750x400.jpg"><img alt="" src="https://4.bp.blogspot.com/-xqePv9gcC7c/WHtFbrzXpmI/AAAAAAAADyo/u7FNow_n3JMWyZ62DQ1oekqiSBGf1YTcQCLcB/s320/contesasanteliano-750x400.jpg" width="320" height="170" border="0" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Di quale rivoluzione ha bisogno la &#8220;cultura&#8221;, oggi?</b></p>
<p>Nel mondo di oggi la cultura ha bisogno di essere sentita come una esigenza, come qualcosa di necessario, perché così è, anche se purtroppo soffre di un quasi totale disinteresse da parte di molti. Mi spiego meglio. Se abbiamo bisogno di qualcosa, se dunque necessitiamo di qualcosa, facciamo di tutto per ottenerla, ma un tale bisogno non viene avvertito in ambito culturale, perché la cultura viene vista come un elemento superfluo, di cui fare a meno. Eppure non dovrebbe essere così, e noi giovani siamo le vittime e i carnefici di questo disinteresse, mentre dovremmo essere i fautori di una rinascita vera. Se chiedessimo a un giovane di rinunciare ad una serata passata a bere con gli amici, per investire quel tempo in una serata culturale, la risposta, per molti ma non per tutti, sarebbe &#8216;no&#8217;. Oggi siamo fortunati perché la cultura si sta mettendo al passo con la tecnologia e soprattutto se ne sta servendo e, questo, è già un miracolo. Oggi la cultura si sta affidando alle più disparate forme di divulgazione e fruizione e anche questo è un miracolo&#8230;! La cultura è fruibile sui social e questo è ancora un miracolo&#8230; Insomma, il mondo della cultura si sta rivoluzionando, ma la vera rivoluzione spetta all&#8217; uomo e alla sua sensibilità!</p>
<p><b>Cosa sta a significare, per voi, il termine &#8220;dal basso&#8221;?</b></p>
<p>Per noi di Verehia significa ripartire insieme. Ovvero, e questo potrebbe essere anche un appello, sediamoci tutti attorno ad un tavolo, istituzioni e operatori culturali, senza simpatie o antipatie varie, e progettiamo insieme la rinascita della nostra città. Le istituzioni sono le entità che muovono i fili, ma devono essere gli operatori e le loro competenze a dettarne le regole. Un politico non vive di cultura e turismo, mentre chi si adopera per realizzare anche un solo prodotto culturale e renderlo accattivante sì, e sa precisamente quali sono le vere esigenze e problematiche del settore o del territorio. Dunque ripartiamo dal basso, ripartiamo da chi già si adopera per la rinascita, senza imposizioni dall alto.</p>
<p><b>Progetti futuri?</b></p>
<p>Il 2017, per Verehia, potrebbe essere un anno molto ricco ed interessante. Continuate a seguirci sui nostri social e lo scoprirete.<br />
( <a href="http://www.facebook.com/Verehia" target="_blank">www.facebook.com/Verehia </a>www.twitter.com/verehia &#8211; www.instagram.com/verehia )</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Chiana Festival” l&#8217;arte della chiacchiera proattiva.</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 18:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni. Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18076" alt="chiana1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1-200x300.jpg" width="140" height="210" /></a>[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni.</p>
<p>Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere più piacevole l’usanza delle serate estive di mettersi davanti casa a prendere fresco scambiando una chiacchiera con il vicino.<br />
E’ bastata l’idea di dipingere le vecchie sedie esposte al sole o chiuse in cantina per rendere variopinto il quartiere.</p>
<p>La piacevolezza dell’arte decorativa ha permesso di dipingere le sedie con l’aggiunta di un “commento” o un twit diretto all’ampiezza del mondo o alla strettezza del vicinato.</p>
<p>Ciascuno si è prodigato secondo il proprio saper fare, alcuni hanno dipinto, altri ricamato, qualcuno si è dedicato a pizzi e merletti, altri hanno riciclato ruote per inventare estrose sedute.<br />
Dopo cena, spenti tablet e televisione, le persone rianimano il vicolo con le loro voci, mentre i bambini giocano come una volta sotto lo sguardo attento di nonni, zii e vicini.</p>
<p><img class=" wp-image-18077 alignright" alt="chiana2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana2-224x300.jpg" width="157" height="210" />Qualche fotografo ha definito come street art l’evoluzione artistica di questa esperienza.</p>
<p>Un piccolo cambiamento dal basso, un gesto di proattività che ciascuno ha voluto compiere senza delega.<br />
La proattività è la possibilità di diventare protagonisti e attori di cambiamento, è la capacità di far accadere delle cose piuttosto che adattarsi e attendere.<br />
Dunque gli abitanti della“Chiana” sono divenuti pro-attivisti capaci di esprimere creativamente la propria idea di territorio partendo dai bisogni personali e di quartiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18078" alt="chiana3" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a>Così facendo hanno rivalutato la strada quale bene relazionale, fatto di amicizie concrete e non virtuali, di scambi sociali e non bacheche, di trambusto e confusione, di chiacchere a volte pungenti, di sguardi, sorrisi e condivisioni.</p>
<p>Un &#8220;festival&#8221; di buone pratiche necessarie a combattere l’individualismo e la pochezza rassicurante delle relazioni virtuali.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18079" alt="chiana clown" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown-225x300.jpg" width="158" height="210" /></a></p>
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		<title>Echi di poesia dialettale</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/07/25/echi-di-poesia-dialettale/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 10:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></category>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Il dialetto costituisce la specificità immateriale di un’etnia, la sua perdita porta all’omologazione culturale, il suo recupero ad un atto di salvataggio. Franca Molinaro Mentre il mondo corre ad oggettivare un&#8217;unica lingua per tutti i popoli qualcuno parallelamente prova a salvaguardare il dialetto, lingua identitaria che crea appartenenza  e familiarità ad un luogo. Ciascuno ne [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />
I<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/franca-mol.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18069" alt="franca mol" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/franca-mol-168x300.jpg" width="134" height="240" /></a>l dialetto costituisce la specificità immateriale di un’etnia, la sua perdita porta all’omologazione culturale, il suo recupero ad un atto di salvataggio. </em></p>
<p>Franca Molinaro</p>
<p>Mentre il mondo corre ad oggettivare un&#8217;unica lingua per tutti i popoli qualcuno parallelamente prova a salvaguardare il dialetto, lingua identitaria che crea appartenenza  e familiarità ad un luogo. Ciascuno ne porta le tracce nella propria cadenza, nelle inflessioni linguistiche e a parere di neuropsichiatri anche nella costituzione biologica della aree cognitive.</p>
<p>Il dialetto è appartenenza ad ampi</p>
<p><em><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/premi-echi.jpg"><img class=" wp-image-18071 alignright" alt="premi echi" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/premi-echi-168x300.jpg" width="134" height="240" /></a></em></p>
<p>o raggio, nelle parole usate dai nonni ci sono tracce dell’antica Grecia, degli spagnoli, dei tunisini, degli albanesi, dei popoli che nella storia si sono incrociati, contaminati ed arricchiti.</p>
<p>Il dialetto è una carta d’identità con lunghe radici, l’abito su misura che il popolo si è costruito vivendo la storia di un luogo fatto di persone, fatti, narrazioni, avvicendamenti, storie vissute e raccontate, storie che vengono restituite alle future generazioni se avessero tempo e cuore di scoprire le etimologie dei termini, le avventure dietro i suoni, le eredità sottaciute.</p>
<p>Il centro di ricerca tradizioni popolari “La Grande Madre”  da alcuni anni cerca, attraverso la poesia, di riportare alla consapevolezza l’importanza di una lingua non omologante, e lo fa apprezzando tutti i dialetti, da tutte le parti del mondo, poiché  ciascuna lingua ha una dignità ed un vivacità speciale per chi la appartiene.</p>
<p>Pasolini scriveva che  “Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà”. Ed a questa realtà che i tanti poeti si sono ispirati nel raccontare scorci di vita dal proprio punto di vista, dalle proprie radici, nel proprio dialetto.</p>
<p>Le poesie considerate migliori sono state raccolte in un Antologia così che tutte ne possano leggere e gustare il piacere. Chi ha assistito alla manifestazione ha avuto la possibilità di godere dei suoni dei diversi dialetti oltre che della splendida giornata passata nella convivialità, tra cibo a Km zero cucinato dal nostro amico Rocco Albanese e relazioni semplici e genuine all’ombra degli alberi.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/cibo-echi.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18072" alt="cibo echi" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/cibo-echi-168x300.jpg" width="101" height="180" /></a></p>
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		<title>So-stare a Bucciano</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 22:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna. I volontari ci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-18057 alignleft" alt="IMG_1351 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna.</p>
<p>I volontari ci hanno accolto all’ingresso del paese, quel bivio che solitamente ho attraversato con distrazione, senza soffermarmi ad osservare la specificità del luogo. Un posto che dopo quest’esperienza è diventato una narrazione fatta di sentieri, persone, sorrisi, racconti, esperienze, storia intrisa di valorizzazione del territorio, di segni che raccontano di Medio Evo e Longobardi, di natura e vivacità.<br />
Un territorio fatto di persone e relazioni, di piccoli eroi che quotidianamente scelgono di non abbandonare il proprio paese ma di promuoverlo attraverso escursioni, teatro, giochi, eventi culturali e tutto quanto è possibile fare per migliorare le possibilità di fruizione dei quei posti speciali che il tempo ha conservato nella boscaglia della montagna.</p>
<p>Così ho conosciuto Giuseppe un pastore che percorre i sentieri del Taburno tutti i giorni con i suoi animali. Sicuro e orgoglioso della sua esperienza si incamminava tranquillo manco avesse un tom tom incorporato. <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18055" alt="IMG_1314" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314-200x300.jpg" width="180" height="270" /></a></p>
<p>Giuseppe sembra il re della montagna, padrone degli spazi e del tempo, sapeva dirmi l’ora senza guardare l’orologio. Osservare questa persona immersa nella natura mi ha fatto pensare a quante competenze l’uomo ha rinunciato per delegarle alle macchine, a quanto si stia impoverendo affidando le proprie capacità al cosiddetto “progresso”.</p>
<p>A pensarci bene ho conosciuto diversi Giuseppe, ciascuno con una storia speciale fatta di amore e dedizione per il proprio territorio, piccoli partigiani di beni relazionali, custodi di frutti antichi, pionieri di sapere condiviso, assetati di bellezza.<br />
Con loro e con tanti altri ancora ci siamo messi in cammino, siamo andati in cerca delle testimonianze impresse nella storia vissuta da quei luoghi, tra le foglie dei boschi quando la montagna era l’unico sostentamento per la popolazione locale.</p>
<p>Un cammino semplice ma pur sempre ricco di quel movimento che ti libera dal futile e ti accompagna all’essenziale.<br />
Nella boscaglia si apre una suggestiva cavità naturale, un luogo di culto forse risalente al primo cristianesimo. Ancora arredata di iconografie sacre ( San Simeone e S. Michele Arcangelo, ecc. ) dipinte direttamente sulle pareti, alcune delle quali chiaramente risalenti al periodo Longobardo.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18060" alt="IMG_1323" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a><br />
Fa uno strano effetto incontrare tanta bellezza nel bel mezzo di un bosco, una grotta che si offre al pubblico senza protezione specifica, che quotidianamente sembra essere il rifugio preferito di ovini e caprini.<br />
Esplorare un nuovo percorso è un processo tra il dentro ed il fuori, tra il sé e l’altro, tra una via ed un bosco, tra un sentiero impervio ed un Cristo che ti accoglie nel bel mezzo di un monte così come una grotta, in cui i fedeli un tempo ed i soldati in guerra poi, si rifugiavano per ripararsi dalle intemperie della vita o per pregare.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1.jpg"><img class="alignright  wp-image-18058" alt="IMG_1384 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a></p>
<p>Il nostro cammino ha trovato riposo nel santuario eretto sulla cima della collinetta testimone di miracoli, di feudatari, di vita religiosa e laica, di tempi e spazi di condivisione.<br />
Oggi ho incontrato una comunità resiliente che non si addormenta al sole facendosi cullare da una disperata rassegnazione ma che cerca di fare cultura accrescendo la consapevolezza dell’importanza di un piccolo paesino, la sua storia e le sue risorse, trasformandolo in un luogo magico se si ci offre l’opportunità di poterci so-stare.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18059" alt="IMG_1427" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>Barbara Giangrave&#8217; e la sua denuncia contro gli &#8220;Inerti&#8221;</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/05/09/barbara-giangrave-e-la-sua-denuncia-contro-gli-inerti/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2016 08:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..CenaBaratto - articoli e foto]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>

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		<description><![CDATA[Una giovane donna dal nome evocativo, Gioia, torna al paese d&#8217;origine, Acremonte, nel siracusano, desiderosa di affrontare i fantasmi della sua adolescenza. Ha perso il lavoro e, confusamente, sente di dover mettere a posto qualcosa dentro di sé. Durante il percorso di recupero del suo passato inciampa, suo malgrado, in grandi macigni che hanno nomi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/05/barbara.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-18042" alt="barbara" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/05/barbara-209x300.jpg" width="209" height="300" /></a>Una giovane donna dal nome evocativo, Gioia, torna al paese d&#8217;origine, <em>Acremonte</em>, nel siracusano, desiderosa di affrontare i fantasmi della sua adolescenza. Ha perso il lavoro e, confusamente, sente di dover mettere a posto qualcosa dentro di sé. Durante il percorso di recupero del suo passato inciampa, suo malgrado, in grandi macigni che hanno nomi importanti, e che vanno ben oltre se stessa: <b>bene comune, attivismo, ambiente.</b></p>
<p>Un libro da leggere tutto d&#8217;un fiato &#8220;<b>Inerti&#8221; </b>(Ed.Autodafe&#8217;&#8221;, pagg. 198, 2016), presentato nel corso di una cena-baratto presso la Libreria Masone, il 6 maggio scorso. Vi si narra di sversamenti tossici, eco-mafia, collusione tra potere politico, magistratura e organismi anti-statali.</p>
<p><b>Barbara Giangravè</b>, l&#8217;autrice, è una giornalista e la si può rintracciare su facebook col nome della protagonista di questa sua opera prima, Gioia Lantieri :<a href="https://www.facebook.com/barbara.giangrave" target="_blank">https://www.facebook.com/barbara.giangrave</a>.</p>
<p>Nata a Palermo nel 1982, laureata in Scienze della Comunicazione, giornalista professionista dal 2006, Barbara è stata insignita, nel 2011, del titolo di Inspiring Woman of Italy per il suo attivismo antimafia. Leggo, nella sua biografia, che ama viaggiare, che ha attraversato l&#8217;Europa, l&#8217;America e l&#8217;Asia. Con &#8216;Inerti&#8217;, è al suo primo romanzo. Usa uno stile netto e senza <em>patetico</em>, minuzioso nel descrivere il reale: ambienti, strade, città, case. Quasi a voler contrastare, con questo, l&#8217;elusività dei protagonisti della storia che racconta: che sembrano (quasi) tutti rassegnati, inconsapevoli, pavidi, omertosi e, soprattutto, come il titolo suggerisce, &#8216;inerti&#8217;. Il romanzo, frutto della fantasia dell&#8217;autrice, ha basi solide nell&#8217;inchiesta che Barbara ha condotto, con non pochi rischi, su presunti intombamenti di rifiuti tossici avvenuti in Sicilia. Il pentito Carmine Schiavone, poco prima di morire, aveva infatti dichiarato all&#8217;autrice che lo smaltimento, nell&#8217;isola, era iniziato molto prima che in Campania, addirittura intorno agli anni &#8217;70.<br />
Nel romanzo, il business vede coinvolto malaffare, vertici del Parlamento, magistrati che affossano indagini, ma pure <em>parenti serpenti</em>.<br />
Il romanzo affida al nome della sua protagonista, Gioia, un futuro possibile: una ripartenza attraverso il recupero di solide radici e, forse, di una nuova dimensione. <em>Acremonte</em> non esiste, è una metafora che può apparentare la Sicilia con una qualsiasi altra città italiana. Eppure è l&#8217;emblema di questa Italia maltrattata, vittima della cattiva gestione della cosa pubblica, così come della nostra indifferenza di cittadini, in un tempo malato che sembra non fare più sconti a nessuno.</p>
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		<title>Perché il Festival Diffuso del Lettore Indipendente si inaugura alla BiblioValle del Liceo di Foglianise?</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2016 15:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[bibliovalle]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura del liceo]]></category>
		<category><![CDATA[festival diffuso del lettore indipendente]]></category>
		<category><![CDATA[liceo di foglianise]]></category>
		<category><![CDATA[valle vitulanese]]></category>

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		<description><![CDATA[L’esperienzialità e territorio, nuovo modello, dopo il crollo dello sviluppo industriale e metropolitano. L’esperienzialità, che fa da filo conduttore al Festival del lettore, prende spunto dalla filiera corta del mondo rurale, quindi, dall’approccio non delegato alla grande distribuzione e alla burocrazia. E la Valle vitulanese è appunto un contesto urbano immerso nei benefici di quella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/02/WP_20160225_19_02_58_Pro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17904" alt="WP_20160225_19_02_58_Pro" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/02/WP_20160225_19_02_58_Pro-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>L’esperienzialità e territorio, nuovo modello, dopo il crollo dello sviluppo industriale e metropolitano.</strong><br />
L’esperienzialità, che fa da filo conduttore al Festival del lettore, prende spunto dalla filiera corta del mondo rurale, quindi, dall’approccio non delegato alla grande distribuzione e alla burocrazia.</p>
<p>E la Valle vitulanese è appunto un contesto urbano immerso nei benefici di quella ruralità che ci viene in soccorso, come nuovo modello, ora che è crollato il modello metropolitano e industriale.</p>
<p><strong>Ridurre la delega per includere le competenze della comunità e agevolare felicità diffusa</strong><br />
I siti coinvolti dal Festival del Lettore non sono mai istituzionali, ma messi a disposizione dai cittadini, come in un baratto, da negozianti, associazioni e abitazioni private: questo per azzerare i costi monetari e burocratici che normalmente sono necessari per un festival.</p>
<p>Ridurre la delega alla burocrazia significa prendersi carico in prima persona di un’attività come il nostro festival: ebbene, anche il liceo di Foglianise ormai non appartiene più alla burocrazia che appunto lo vuole vedere chiuso. Da oggi, questa scuola potrà esistere solo grazie alla mobilitazione e all’attivismo degli alunni e dei cittadini della valle che, maturando coesione e felicità diffusa, faranno di tutto per salvare, in questo territorio, l’opportunità di un polo culturale che è anche l’unica scuola superiore.</p>
<p>Quelli che non ameranno il Festival del lettore, sono gli stessi che delegano invece di fare in prima persona: sono quelli che invece di far crescere la propria città, si rivolgono alle città già fatte grandi da altri, quando scelgono la scuola superiore e i negozi da frequentare. Se i parigini non fossero stati fieri della propria città e dei propri concittadini, sarebbero andati altrove e, ora, Parigi non sarebbe una delle città più amate nel mondo.</p>
<p><strong>Solo chi trasforma il mondo intorno a sé, vive in prima persona. </strong><br />
Solo il lettore indipendente, quello, che non delega, è coautore dell’opera e, quindi, del mondo.<br />
Solo chi trasforma il mondo intorno a sé, vive in prima persona.<br />
Invece, chi insegue un mondo trasformato da altri, è come se non avesse mai vissuto.</p>
<p>(Giovedì 25 febbraio 2016, inaugurazione del Lettor&#8217;Indie. Festival Diffuso del Lettore Indipendente, con incontro esperienziale sul romanzo &#8220;Amata nobis&#8221; di Tullia Bartolini: presso BiblioValle, Biblioteca relazionale della Valle vitulanese, c/o Liceo Virgilio di Foglianise).</p>
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		<title>BiblioComunità per lettori di libri in comunione: a Benevento e alla BiblioValle del Liceo di Foglianise.</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/02/21/bibliocomunita-per-lettori-di-libri-in-comunione-a-benevento-e-alla-bibliovalle-del-liceo-di-foglianise/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2016 18:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[bibliocomunità]]></category>
		<category><![CDATA[bibliovalle]]></category>
		<category><![CDATA[lettori di libri in comunione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Nasce nel Sannio l’iniziativa che consente, acquistando un romanzo presso una libreria indipendente in modalità “BiblioComunità”, di diventare comproprietario di dieci libri che si potranno possedere ognuno per un mese massimo; si scambia, in libreria o presso la BiblioValle, con i libri acquistati da altri lettori nella stessa modalità; il libro dell&#8217;ultimo scambio resta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/02/bibliocomunita-logo-rid.jpg"><img class="alignleft  wp-image-17894" style="border: 1px solid black;" alt="bibliocomunita-logo-rid" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/02/bibliocomunita-logo-rid-1024x289.jpg" width="491" height="138" /></a>Nasce nel Sannio l’iniziativa che consente, acquistando un romanzo presso una libreria indipendente in modalità <strong>“BiblioComunità”</strong>, di diventare comproprietario di dieci libri che si potranno possedere ognuno per un mese massimo; si scambia, in libreria o presso la <strong>BiblioValle</strong>, con i libri acquistati da altri lettori nella stessa modalità; il libro dell&#8217;ultimo scambio resta per sempre del “lettore di libri in comunione”. Tutti i lettori, che aderiscono all’iniziativa, diventano parte del gruppo social “BiblioComunità &#8211; Lettori di libri in comunione”: questo per agevolare, tra i lettori, coesione e scambio di opinioni sui libri di cui si è comproprietari e sui romanzi in genere. Il gruppo social è curato dalle associazioni “Lettori itineranti” (Leggere per leggere) e “Sannio Teatri e Culture”.<br />
.<br />
Per ora, il servizio è attivo presso la libreria indipendente Masone Alisei di Benevento. Ma analoga iniziativa, la <strong>BiblioValleComunità</strong>, è attiva presso la <strong>BiblioValle, biblioteca relazionale della Valle vitulanese (c/o Liceo Virgilio Foglianise)</strong>: in questo caso, per fruire dell’iniziativa, il libro può essere acquistato presso una qualsiasi libreria indipendente. Mostrando, presso la BiblioValle, lo scontrino comprovante l’acquisto da meno di trenta giorni, si può scambiare il libro (timbrato dal libraio) per nove volte con altri libri acquistati con la stessa modalità e disponibili presso la BiblioValle per l’iniziativa BiblioComunitàValle. Con la differenza che qui il libro, esauriti i possibili scambi, a discrezione del lettore, può essere lasciato alla BiblioValle del Liceo di Foglianise, per arricchirne l’assortimento. Anche i fruitori del servizio presso la BiblioValle sono inseriti nel gruppo social “BiblioComunità &#8211; Lettori di libri in comunione”. Per agevolare l’iniziativa, la libreria indipendente Masone Alisei ha donato alla BiblioValle trenta tra i più attuali romanzi per adolescenti e adulti.<br />
.<br />
Per contrastare la crisi economica, conservando il piacere di leggere, nasce questa iniziativa che agevola anche lo spirito di collaborazione e coesione tra i lettori, incentivando gli acquisti presso le librerie indipendenti, luoghi capaci di economia locale e di vivibilità rionale e urbana.<br />
.<br />
E’  utilizzabile in particolare per quei testi che non si ritiene necessario conservare dopo averli letti, evitando di acquistare ebook.<br />
Torna utile l&#8217;iniziativa, anche, quando acquistando un libro che non è piaciuto, potrà essere sostituito per nove volte senza aggravio di spesa.<br />
.<br />
Sono previste due categorie di &#8220;Libri in comunità&#8221;, in base al prezzo di copertina. Si potràscambiare il libro acquistato con altri libri acquisiti dagli altri lettori nella stessa modalità e categoria di prezzo: “Libri di comunità 12” (tra 5,01 e 12,00 euro); “Libri di comunità 20” (tra 12,01 e 20,00 euro o più).<br />
.<br />
L’iniziativa è promossa da Art&#8217;Empori.it &#8211; movimento artistico/economico di fruitori responsabili; Lettori itineranti – Leggere per leggere, Benevento;  Sannio Teatri e culture, Benevento; SoldoCorto &#8211; moneta locale/artigianale per una resistenza economica e una felicità diffusa; GASb Arcobaleno Benevento &#8211; Gruppo d&#8217;Acquisto Solidale e Barattario; Distretto di EcoVicinanza – Resistenza P’Artigianale (distretto di economia solidale, arte inclusiva e stili di vita responsabili).</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/02/bibliocomunita-breve.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-17895" style="border: 1px solid black;" alt="bibliocomunita-breve" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/02/bibliocomunita-breve-1024x724.jpg" width="655" height="463" /></a></p>
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