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	<title>Art&#039;Empori &#187; Antiche ricette di bellezza</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Le pupe di Quaraesima</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 07:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale. Se vi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18355" alt="IMG_4363" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale.</p>
<p>Se vi capita fermatevi a S. Giorgio la Molara e mentre passeggiate tra i vicoli che profumano di pane, alzate gli occhi al cielo ed osservate forse uno degli ultimi strascichi di antichi riti in cui la cristianità ed il paganesimo si trovano intrecciati.</p>
<p>Sono le bambole di Quaraesima. Appese ai quadrivi, nelle strade, nei quartieri.</p>
<p>Ricordano un periodo di digiuni e penitenze dopo le baldorie del carnevalesche, non a caso, secondo le usanze locali la pupa quaresimale sarebbe la moglie di Carnevale. Per questo viene issata nelle vie del paese il Mercoledì della Ceneri, vestita con gli abiti della tradizione locale e  con il tipico “maccaturo” , il fazzoletto con cui le contadine si coprivano la testa.</p>
<p>I colori del suo abito sono scuri, in ricordo di un periodo di lutto e di purificazione.</p>
<p>Tra le mani un fuso ed un rocchetto con un cespuglio di lana da tessere: sembrano ricordare le  Parche (figure mitologiche) della cultura greca, le quali usavano tessere il filo del fato di ogni essere umano.</p>
<p>Sotto di loro una patata in cui vengono infilzate sette penne, sette come il numero delle domeniche che mancano alla Pasqua.</p>
<p>Di domenica all’imbrunire il vicinato si incontra, e come un rito, scende dall’alto la pupa di Quaraesima.  Un’occasione per fare festa, per concedersi un momento di convivialità per tutti. Ed è interessante sapere che nella tradizione cristiano-orientale, per raggiungere uno stato di purezza totale, era uso digiunare tutti i quaranta giorni che precedevano la Pasqua, escluse le domeniche.</p>
<p>Così, insieme, si toglie la penna che rappresenta la settimana che si è appena conclusa, continuando a fare il conto alla rovescia rispetto al giorno della Resurrezione per i cristiani. La Pasqua religiosa coincide in effetti con il capodanno stagionale della primavera,  che risveglia la Grande Madre dal torpore invernale.</p>
<p>Questa ritualità per qualche anno si era persa a  S. Giorgio la Molara, ma grazie alla volontà di Luigi Biasco, un semplice grande uomo, con la passione per la storia e per le tradizioni locali, che non ha voluto rinunciare ad un suo ricordo di infanzia, è tornata in auge. E’ stato facile risvegliare l’entusiasmo in chi aveva vissuto l’usanza del tempo e che ancora poteva far appello alla memoria e alla nostalgia.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-18354" alt="IMG_4367" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a></p>
<p>Il destino ha voluto che pochi giorni dopo  aver conosciuto, insieme ad i miei alunni, la storia della pupa di Quaraesima, appesa al quadrivia poco lontano dalla nostra scuola, venissi a conoscenza di un articolo di  Maria Ivana Tanga, e delle attenzioni antropologiche di Franca Molinaro per scoprire che vari paesi irpini avevano usanze simili.</p>
<p>Mi piace questo aspetto antico, pagano, dalle radici profonde e sacre dei nostri territori e credo sia fondamentale recuperare la memoria di quanto ci era caro. Diventa intrigante scoprirne i significati.</p>
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		<title>Yarn Bombing e la rivoluzione gentile</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 15:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni. Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18304" alt="apice b" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18306" alt="apice y" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18307" alt="apice ya" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni.</p>
<p>Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati sconfortata dallo squallore della zona in cui sorgeva il suo negozio, decise nel 2005 di ricoprire di manicotti fatti con lana colorata la maniglia della sua porta.</p>
<p>Da allora lo Yarn Bombing è divenuto un vero e proprio movimento internazionale che colora le città “vestendole” con installazioni in lana e cotone.</p>
<p><img class=" wp-image-18309 alignright" alt="apice yarn" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yarn-225x300.jpg" width="158" height="210" /></p>
<p>Un movimento spontaneo, che nasce dal basso, senza committenti nè padroni ma solo il piacere di fare, abbellire, colorare. Che trova il suo perchè nella riscoperta di vecchi strumenti quali l’uncinetto o i ferri, nel benessere e nel rilassamento che la pratica di questi regala a chi come un mantra li utilizza a colpi di “dritto e rovescio”.</p>
<p>Il  fremito creativo dello sferruzzamento ha inondato le strade di Apice in questi giorni, frutto  del piacere di  un gruppo di donne di più generazioni, messe insieme dalla presidente della pro Loco Erminia Manserra, che si incontrano solerti e mentre prendono un the con i biscotti  intrecciano  fili, parole, amicizie,  ma soprattutto  direzionano le loro intenzioni verso  l&#8217;obiettivo di migliorare piccoli quartieri di Apice in questo momento un po&#8217; in ombra.</p>
<p>Nel frattempo l&#8217;arte antica di lavorare a maglia viene tramandata dalle persone anziane del gruppo  a quelle più giovani, anche alle bambine che spesso si affacciano incuriosite nella biblioteca, luogo in cui ci riuniamo per condividere arte, passione e sogni.</p>
<p>Un vero e proprio “atto poetico” direbbe Jodorowsky, che mette in moto i talenti di ciascuno e li direziona positivamente e costruttivamente verso un luogo, uno spazio sociale, un gruppo di persone. Un atto creativo che attraversa la bellezza di un incontro e che accompagna alla cura per se stessi un momento di “attenzione” per il territorio.</p>
<p>Un lavoro collettivo fatto di vari pezzi e di autori diversi, di coperte regalate che vengono ripristinate, di sciarpe rinnovate, qualche maglione rinvigorito e qualche vestito scucito, lana regalata o sfilata, un lavoro collettivo che intreccia manufatti artistici dall’aspetto gioioso e colorato nel rispetto dell&#8217;ambiente e alla riscoperta di momenti antichi che stemperano il giallo dei ricordi nella speranza di un processo di decrescita felice!</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18308" alt="apice yar" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
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		<title>Piccoli gesti di cura per il territorio</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 09:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#8220;I care” diceva don Milani, ossia mi interessi, mi stai a cuore. Queste semplici parole possono riassumere il processo di conoscenza che le maestre della scuola primaria di San Giorgio la Molara insieme con l’associazione Ambiente e Territorio dell’omonimo paese hanno voluto mettere in atto, permettendo ai loro alunni di incuriosirsi rispetto al mondo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-18160" alt="fest-alb4" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb4-262x300.jpg" width="183" height="210" /></p>
<p>&#8220;I care” diceva don Milani, ossia mi interessi, mi stai a cuore.</p>
<p>Queste semplici parole possono riassumere il processo di conoscenza che le maestre della scuola primaria di San Giorgio la Molara insieme con l’associazione Ambiente e Territorio dell’omonimo paese hanno voluto mettere in atto, permettendo ai loro alunni di incuriosirsi rispetto al mondo delle piante aromatiche quali alloro, rosmarino, malva, finocchietto selvatico, e origano.</p>
<p>Piante che fino a qualche settimana fa per molti erano categorizzabili come semplici erbe, se non addirittura erbacce. Il processo di conoscenza ha permesso loro di affacciarsi al mondo dei ricordi popolari, delle tradizioni degli anziani che sono stati intervistati in questi giorni, in questo modo ciò che prima veniva ignorato poiché non conosciuto oggi è divenuto qualcosa di interessante da proteggere e da tenere a cuore.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb-6.jpg"><img class=" wp-image-18164 alignleft" alt="fest-alb-6" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb-6-168x300.jpg" width="118" height="210" /></a></p>
<p>Soprattutto per questo motivo gli studenti si sono preoccupati di raccogliere dai saperi antichi delle proprie nonne ricette di decotti, tisane, dolci, pizze e quanto altro è stato possibile intercettare dalla memoria storica di un paese e custodirlo in una raccolta che è stata donata all’associazione su citata che da anni si preoccupa di tutelare l’ambiente e promuovere la cura della natura nell’incantevole paesaggio san Giorgese.</p>
<p><img class=" wp-image-18163 alignright" alt="fes-alb-5" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fes-alb-5-300x225.jpg" width="210" height="158" /></p>
<p>Questo semplice lavoro ha inoltre offerto l’occasione di riflettere su quanto la natura gratuitamente possa offrire in termini di cura a chi sa cercare e conosce, un sapere nascosto dalla propaganda della farmacopea industriale che si è presa l’onere ingiusto di relegarlo ai margini della magia o semplicemente lasciato all’oblio della noncuranza e del disimpegno.<br />
Un piccolo cambiamento dal basso che parte dalla consapevolezza delle risorse del proprio territorio, dalla promozione dell’ambiente, dall’apprezzare la biodiversità dei luoghi, dal senso di responsabilità e proattività che passa dalla aver cura di quanto si ha intorno senza dare per scontato neppure le erbacce.<br />
Tutto ciò grazie all’occasione della festa dell’albero che ogni anno viene proposta dall’associazione Ambiente e Territorio di San Giorgio la Molara, con il patrocinio del Comune e l’impegno delle docenti che con iniziative diverse cercano di educare le giovani generazioni a promuovere atti di amore per il territorio.</p>
<p>La giornata si è conclusa con al messa a dimora di due Aceri e la promessa da parte del sindaco di piantare alberi per ogni bambino che nasce nel paese!</p>
<p><img class=" wp-image-18162 alignleft" alt="fest-alb2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb2-300x225.jpg" width="210" height="158" /></p>
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		<title>Antiche ricette di bellezza: contro la caduta dei capelli</title>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2014 20:22:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Nina Iadanza] A gentile richiesta dei signori uomini che temono di perdere i capelli o li stanno già perdendo, ecco una ricettina che può funzionare prima che il pavimento ne arresti definitivamente la caduta! L&#8217;impacco è ovviamente per entrambi i sessi. . L&#8217;impacco per capelli con le cipolle serve a stimolare la crescita dei capelli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/cipolle.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12160" alt="cipolle" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/cipolle-300x192.jpg" width="300" height="192" /></a>[di Nina Iadanza] A gentile richiesta dei signori uomini che temono di perdere i capelli o li stanno già perdendo, ecco una ricettina che può funzionare prima che il pavimento ne arresti definitivamente la caduta!<br />
L&#8217;impacco è ovviamente per entrambi i sessi.<br />
.<br />
L&#8217;impacco per capelli con le cipolle serve a stimolare la crescita dei capelli e a tonificare i bulbi piliferi.<br />
.<br />
Pestate in un mortaio o frullate tre cipolle dorate di media grandezza con alcune gocce di olio di oliva e un cucchiaino di miele grezzo che servirà a dare una giusta consistenza al composto.<br />
.<br />
Lasciate riposare un poco e poi stendete l&#8217;impacco sulle radici dei capelli asciutti, massaggiando delicatamente il cuoio capelluto.  Avvolgete la testa prima in una cuffia non necessariamente di plastica e poi in un asciugamano caldo e lasciate agire per un&#8217;ora circa.<br />
.<br />
Risciacquate accuratamente a lungo e poi procedete a un normale shampoo.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Antiche ricette di bellezza: i capelli</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 22:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[Antiche ricette di bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Nina Iadanza]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Nina Iadanza] Rure latent finguntque comas; licet arduus illas celet Athos, cultas altus habebit Hathos.Est etiam placuisse sibi  quaecumque voluptas, virginibus cordi grataque  forma sua est. . Anche se vivono confinate in campagna, si pettinano i capelli; anche se la loro nascosta dimora fosse sull&#8217;impervio Atos, l&#8217;alto monte accoglierebbe donne curate.Piacere a sé stessi ha sempre un certo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv5187225412yui_3_13_0_1_1398623348740_11810"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/acconciature-capelli-ortaggi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12007" alt="acconciature-capelli-ortaggi" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/acconciature-capelli-ortaggi-300x265.jpg" width="300" height="265" /></a>[di Nina Iadanza]</div>
<div><em>Rure latent finguntque comas; licet arduus illas</em></div>
<div id="yiv5187225412yui_3_13_0_1_1398623348740_11812"><em>celet Athos, cultas altus habebit Hathos.</em><br clear="none" /><em>Est etiam placuisse sibi  quaecumque voluptas,</em></div>
<div id="yiv5187225412yui_3_13_0_1_1398623348740_11813"><em>virginibus cordi grataque  forma sua est.</em></div>
<div>.</div>
<div id="yiv5187225412yui_3_13_0_8_1398623348740_15">Anche se vivono confinate in campagna, si pettinano i capelli; anche se la loro nascosta dimora fosse sull&#8217;impervio Atos, l&#8217;alto monte accoglierebbe donne curate.<br clear="none" />Piacere a sé stessi ha sempre un certo fascino,<br clear="none" />alle giovani donne sta a cuore ed è gradita la propria bellezza.</div>
<div>.</div>
<div><em>Ovidio, Medicamina faciei femineae (vv. 29/33)</em><br clear="none" />.<br clear="none" />Ecco alcune antiche ricette di bellezza.<br clear="none" />Tramandate di generazione in generazione, si possono preparare in casa usando prodotti naturali.<br clear="none" />Costano poco e sono facili da realizzare: solo in qualche caso occorrerà acquistare degli ingredienti in farmacia o in erboristeria.<br id="yiv5187225412yui_3_13_0_1_1398623348740_11875" clear="none" />I risultati? Li vedrete voi stesse/i , intanto&#8230; provateci!<br clear="none" /><br clear="none" />Cominciamo dai capelli.<br clear="none" />Soffici, morbidi e splendenti: per essere così, i capelli hanno bisogno di essere nutriti e curati con la stessa attenzione che si dedica ogni giorno alla pelle.<br clear="none" />Gli impacchi sono un aiuto efficace per risolvere numerosi problemi legati alla salute dei capelli, bisogna farne con continuità e costanza e, soprattutto, sceglierli opportunamente ed eseguirli  in modo appropriato.<br clear="none" />La loro azione benefica serve anche ai capelli sani contribuendo con le varie sostanze a renderli sempre più belli.<br clear="none" /><br clear="none" />IMPACCHI PER CAPELLI: con l&#8217;edera &#8211; Hedera helix</p>
<div id="yiv5187225412yqtfd56449" style="text-align: justify;">Per rendere più lucente una capigliatura scura è ottimo l&#8217;impacco che si ottiene frullando 20 foglie di edera fresca<br clear="none" />con un bicchiere di aceto di vino.<br clear="none" />Lavate i capelli con uno shampoo neutro, asciugate ed applicate l&#8217;impacco, frizionando prima la cute per poi passare su tutta la lunghezza dei capelli.<br clear="none" />Lasciate agire per un&#8217;ora circa, quindi risciacquate con acqua acidulata con mezzo bicchiere di aceto.</div>
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