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	<title>Art&#039;Empori &#187; Chi ha scelto il cambiamento</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Il Nuovo 23 Novembre per Apice</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 15:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice. Anniversario del terremoto dell’Ottanta. Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico. Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o.jpg"><img class=" wp-image-18360 alignleft" alt="73201892_140906783959423_591644247673798656_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o-223x300.jpg" width="156" height="210" /></a>Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice.</p>
<p>Anniversario del terremoto dell’Ottanta.</p>
<p>Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico.</p>
<p>Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico narrano di un luogo d’amore, di piazze colme di persone, di vicoli dedicati alla socialità, di un paese vigoroso socialmente ed economicamente, un crocevia di persone, animali, fiere e mercati.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o.jpg"><img class="alignright  wp-image-18361" alt="73515729_146673643382737_2582981224301592576_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
<p>Distaccati traumaticamente da quel luogo d’amore la popolazione apicese sembra avere ingabbiato il proprio timore nella cementificazione di case, simulacri di evanescenti status sociali.</p>
<p>La paura del dover riabbandonare i luoghi cari, forse mai elaborata pienamente, ha ridotto la proattività sociale diffidandola con la critica facile o il gioco del terzo escluso.</p>
<p>E’ stato semplice assopire il proprio sentimento di impotenza rispetto alle catastrofi sacrificando le relazioni di quartiere agli imperativi del lavorare e consumare. Il bene comune era diventato una parolaccia, l’impegno sociale uno sbuffo ingiallito di borbottamenti, il tornaconto un alibi delegante.<br />
Oggi questa paralisi sociale piano piano sta cedendo il posto a nuove proattività, a giovani speranze.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o.jpg"><img class=" wp-image-18359 alignleft" alt="71725144_134384994565291_2019940445206872064_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o-300x200.jpg" width="210" height="140" /></a></p>
<p>Quest’anno il 23 novembre sembra portare con sè un auspicio di bene, sarà il giorno in cui si inaugureranno i Mercatini di Natale ad Apice Vecchia.</p>
<p>Un evento che vedrà coinvolto il borgo per diverse settimane fino alla chiusura del periodo natalizio. Dalle esposizioni degli artigiani al presepe vivente, dal vicolo delle “Anime Viandanti” a quello dello street food.<br />
In nome di questa grande manifestazione il borgo da mesi pullula di una nuova energia, le persone hanno ricominciato a popolare le piazze, le erbacce hanno dovuto cedere il passo alle installazioni artistiche, i vicoli si riempiono di voci, i ruderi diventano risorsa d’arte, le persone sembrano uscite dal letargo della bassa reattività, dal timore di affrontare i ricordi di quello che fu!<br />
Credo che il paese stia facendo un salto quantico, questo anche grazie ai figlie e ai nipoti che cresciuti a pane e ricordi hanno avuto, qualche anno fa, il coraggio di scommettere sulle “case carute” e oggi su tutto il borgo, ormai ribattezzato come fantasma. Di fantasma sta rimanendo solo la paura e il ricordo di quell’evento drammatico che ha squarciato la tranquillità di un paese dal quale i cittadini, forse, solo oggi, si stanno riprendendo definitivamente.<br />
Qualcuno ha metaforicamente suonato un flauto magico che ha risvegliato la popolazione: i commercianti di Apice Vecchia si sono costituiti in associazione per organizzare al meglio i Mercatini, hanno chiesto il contributo dei gruppi territoriali e così le associazioni si sono messe insieme per supportare l’evento, le comunicazioni si sono abbeverate di propositività e collaborazione, nuovi sguardi accolgono i turisti, idee fresche prosperano ovunque, nel paese vecchio ed anche nel nuovo che se all’inizio ha visto con dubbio ed invidia la vitalità del vecchio borgo, oggi ne osserva la bontà dell’iniziativa e l’intuizione della collaborazione.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n.jpg"><img class="alignright  wp-image-18362" alt="73409154_142001113849990_1964229771575427072_n" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a><br />
Mi piace pensare al 23 novembre 2019 come un atto psicomagico, come direbbe Jodorowsky, che le nuove generazioni di Apice stanno offrendo ai loro nonni e genitori per sanare le vecchie ferite della vita.</p>
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		<title>Yarn Bombing e la rivoluzione gentile</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 15:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni. Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18304" alt="apice b" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18306" alt="apice y" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18307" alt="apice ya" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni.</p>
<p>Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati sconfortata dallo squallore della zona in cui sorgeva il suo negozio, decise nel 2005 di ricoprire di manicotti fatti con lana colorata la maniglia della sua porta.</p>
<p>Da allora lo Yarn Bombing è divenuto un vero e proprio movimento internazionale che colora le città “vestendole” con installazioni in lana e cotone.</p>
<p><img class=" wp-image-18309 alignright" alt="apice yarn" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yarn-225x300.jpg" width="158" height="210" /></p>
<p>Un movimento spontaneo, che nasce dal basso, senza committenti nè padroni ma solo il piacere di fare, abbellire, colorare. Che trova il suo perchè nella riscoperta di vecchi strumenti quali l’uncinetto o i ferri, nel benessere e nel rilassamento che la pratica di questi regala a chi come un mantra li utilizza a colpi di “dritto e rovescio”.</p>
<p>Il  fremito creativo dello sferruzzamento ha inondato le strade di Apice in questi giorni, frutto  del piacere di  un gruppo di donne di più generazioni, messe insieme dalla presidente della pro Loco Erminia Manserra, che si incontrano solerti e mentre prendono un the con i biscotti  intrecciano  fili, parole, amicizie,  ma soprattutto  direzionano le loro intenzioni verso  l&#8217;obiettivo di migliorare piccoli quartieri di Apice in questo momento un po&#8217; in ombra.</p>
<p>Nel frattempo l&#8217;arte antica di lavorare a maglia viene tramandata dalle persone anziane del gruppo  a quelle più giovani, anche alle bambine che spesso si affacciano incuriosite nella biblioteca, luogo in cui ci riuniamo per condividere arte, passione e sogni.</p>
<p>Un vero e proprio “atto poetico” direbbe Jodorowsky, che mette in moto i talenti di ciascuno e li direziona positivamente e costruttivamente verso un luogo, uno spazio sociale, un gruppo di persone. Un atto creativo che attraversa la bellezza di un incontro e che accompagna alla cura per se stessi un momento di “attenzione” per il territorio.</p>
<p>Un lavoro collettivo fatto di vari pezzi e di autori diversi, di coperte regalate che vengono ripristinate, di sciarpe rinnovate, qualche maglione rinvigorito e qualche vestito scucito, lana regalata o sfilata, un lavoro collettivo che intreccia manufatti artistici dall’aspetto gioioso e colorato nel rispetto dell&#8217;ambiente e alla riscoperta di momenti antichi che stemperano il giallo dei ricordi nella speranza di un processo di decrescita felice!</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18308" alt="apice yar" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
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		<title>Laura Lombardi e l&#8217;Arte del vagabonding</title>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2017 10:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Chi ha scelto il cambiamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco Laura Lombardi, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere [&#8230;]]]></description>
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<div id="post-body-7149586525084008968">Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco <b>Laura Lombardi</b>, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere il mondo, nell&#8217;esplorare e nel meravigliarsi.<br />
Non riesco a darle torto e un pò invidio il suo lavoro (Laura è consulente di viaggi on line per Evolution Travel), che la porta in giro per il globo, alla scoperta di luoghi e di mete da consigliare a turisti e viaggiatori.</div>
<div></div>
<div><strong>Laura, raccontami, come nasce, in te, la passione per il Viaggio?</strong></div>
<div></div>
<div>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18255" alt="Una bella immagine di Laura" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;Il primo viaggio senza genitori è stata la classica settimana con le amiche in un resort pugliese (parliamo del 1991, avevo 20 anni e allora anche prendere un treno da sole &#8211; eravamo in sette, tutte donne &#8211; era quasi un miracolo!). Ho capito subito che quelle vacanze non facevano per me: sono andata in giro tutta la settimana alla scoperta della Puglia, terra straordinaria e bellissima e &#8230; vacanze così &#8220;stanziali&#8221; non ne ho più fatte!&#8221;.</p>
<p><strong>Quando hai iniziato a considerare il viaggiare (anche) come un lavoro?</strong></p>
<p>&#8220;Tutto è nato davvero per caso&#8230;da studentessa modello ho avuto la classica crisi esistenziale con partenza improvvisa per una stagione estiva in un villaggio turistico come istruttrice di fitness. Non mi sono più fermata: ho scoperto un mondo, anzi il mondo che si muove e quanto può essere facile far le cose anche da sole&#8230;il paese in cui nasci e cresci a volte è determinante nella tua vita, almeno finché non riesci a far emergere la tua vera indole. Il Paese ti coccola e ti nutre, facendoti sentire sempre al sicuro. E può andare bene per tutta la vita, se non hai mai uno slancio verso l&#8217;esterno. A 30 anni, dopo tre anni di lavoro in villaggio, con una laurea in bilico, ho deciso che il mio futuro lavorativo sarebbe stato nel turismo e ho cominciato piano piano a trovare la mia strada&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s1600/Laura%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s320/Laura%2B1.jpg" width="320" height="213" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Alba al Bromo, Java, Indonesia &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rolf Potts e &#8216;Vagabonding&#8217;&#8230;ho poi letto questo libro, che mi ha affascinata dalla prima all&#8217;ultima pagina. Credi sia possibile vivere come ha fatto (e fa) il suo autore?</strong></p>
<p>&#8220;Credo sia possibile se si è realmente disposti a lasciare a casa tutta la &#8220;forma mentis&#8221; che accompagna la nostra quotidianità, se si è disposti a fare davvero un viaggio innanzitutto dentro se stessi, così da poter interfacciare il mondo senza filtri e senza pregiudizi&#8230;&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s1600/Laura%2B2.jpg"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s320/Laura%2B2.jpg" width="320" height="179" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Jaama El Fnaa &#8211; Marrakech, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s1600/Laura%2B3.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s320/Laura%2B3.jpg" width="166" height="320" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Dune di Merzouga, Sahara, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In questo &#8216;non saper stare&#8217;, quanto c&#8217;è di genetico? Secondo la psicanalisi, si viaggia per sfuggire innanzitutto al crepitìo dei valori familiari, così rassicuranti ma anche tanto castranti. Quanto c&#8217;è di vero, in questo, secondo te?</strong></p>
<p>&#8220;C&#8217;è forse qualcosa di vero, ma solo in una prima fase&#8230; Poi, o torni sui tuoi passi definitivamente o non torni affatto, non c&#8217;è via di mezzo&#8230; Oggi vedo, nel mio essere zingara, nel rinunciare a radici ovunque, una specie di legge del contrappasso: ho avuto una famiglia splendida e amici nell&#8217;adolescenza con cui ho condiviso tante cose, tutti con la convinzione che io fossi paurosa, con poche spinte verso il nuovo e il diverso e sempre bisognosa di aiuto e di una guida per procedere. Poi ti accorgi che tu sei semplicemente lo specchio in cui loro si riflettono: tagliare quei cordoni ombelicali è stata dura, gli affetti rimangono sempre ma, ad un certo punto, io avevo bisogno di altro e non ho trovato più nessuno intorno a me con cui condividere la necessità di nuova aria, di fame di mondo. Pago la colpa di aver mostrato solo un lato di me per troppo tempo, ma l&#8217;ho fatto inconsapevolmente e sapevo che quel lato piaceva a chi cercava una conferma delle proprie scelte&#8230;vagherò senza sosta nel Mondo!&#8221;.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s1600/Laura%2B6.jpg"><img alt="" src="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s320/Laura%2B6.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Varanasi, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s1600/Laura%2B7.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s320/Laura%2B7.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Calcutta, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s1600/Laura%2B8.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s320/Laura%2B8.jpg" width="320" height="180" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Sri Lanka, Costa Sud &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ultima meta visitata?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;Indonesia&#8221;.</p>
<p><strong>E il luogo che più ti è rimasto nel cuore, quello &#8216;dell&#8217;anima&#8217;?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;India, sicuramente&#8221;.</p>
<p><strong>Il viaggio ancora da fare, che rappresenta il tuo sogno?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;America Latina. Il mio sogno è partire dai paesi dell&#8217;america centrale come il Guatemala, El Salvador, il Nicaragua e arrivare alla terra del fuoco, passando per la Colombia, il Perù, il Cile e l&#8217;Argentina&#8230;.un sogno, appunto&#8221;.</p>
<p>Chi volesse partire e farsi consigliare da Laura mete ideali, esotiche o meno, questi sono i suoi riferimenti:</p>
<p><b>Mobile: +39 3397912676 </b><br />
<b>Email: laura.lombardi@evolutiontravel.it </b><br />
<b>Website: www.lauraviaggi.net </b><br />
<b>Skype: laura.lombardi2013 </b><br />
<b>http://www.iviaggidilaura.info/ </b><br />
<b>https://www.facebook.com/lauraviagginet?ref=hl</b><br />
<b>https://twitter.com/Lauraviagginet </b><br />
<b>https://plus.google.com/u/1/+LauraLombardi71</b></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Piccoli gesti di cura per il territorio</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 09:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agro Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#8220;I care” diceva don Milani, ossia mi interessi, mi stai a cuore. Queste semplici parole possono riassumere il processo di conoscenza che le maestre della scuola primaria di San Giorgio la Molara insieme con l’associazione Ambiente e Territorio dell’omonimo paese hanno voluto mettere in atto, permettendo ai loro alunni di incuriosirsi rispetto al mondo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-18160" alt="fest-alb4" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb4-262x300.jpg" width="183" height="210" /></p>
<p>&#8220;I care” diceva don Milani, ossia mi interessi, mi stai a cuore.</p>
<p>Queste semplici parole possono riassumere il processo di conoscenza che le maestre della scuola primaria di San Giorgio la Molara insieme con l’associazione Ambiente e Territorio dell’omonimo paese hanno voluto mettere in atto, permettendo ai loro alunni di incuriosirsi rispetto al mondo delle piante aromatiche quali alloro, rosmarino, malva, finocchietto selvatico, e origano.</p>
<p>Piante che fino a qualche settimana fa per molti erano categorizzabili come semplici erbe, se non addirittura erbacce. Il processo di conoscenza ha permesso loro di affacciarsi al mondo dei ricordi popolari, delle tradizioni degli anziani che sono stati intervistati in questi giorni, in questo modo ciò che prima veniva ignorato poiché non conosciuto oggi è divenuto qualcosa di interessante da proteggere e da tenere a cuore.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb-6.jpg"><img class=" wp-image-18164 alignleft" alt="fest-alb-6" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb-6-168x300.jpg" width="118" height="210" /></a></p>
<p>Soprattutto per questo motivo gli studenti si sono preoccupati di raccogliere dai saperi antichi delle proprie nonne ricette di decotti, tisane, dolci, pizze e quanto altro è stato possibile intercettare dalla memoria storica di un paese e custodirlo in una raccolta che è stata donata all’associazione su citata che da anni si preoccupa di tutelare l’ambiente e promuovere la cura della natura nell’incantevole paesaggio san Giorgese.</p>
<p><img class=" wp-image-18163 alignright" alt="fes-alb-5" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fes-alb-5-300x225.jpg" width="210" height="158" /></p>
<p>Questo semplice lavoro ha inoltre offerto l’occasione di riflettere su quanto la natura gratuitamente possa offrire in termini di cura a chi sa cercare e conosce, un sapere nascosto dalla propaganda della farmacopea industriale che si è presa l’onere ingiusto di relegarlo ai margini della magia o semplicemente lasciato all’oblio della noncuranza e del disimpegno.<br />
Un piccolo cambiamento dal basso che parte dalla consapevolezza delle risorse del proprio territorio, dalla promozione dell’ambiente, dall’apprezzare la biodiversità dei luoghi, dal senso di responsabilità e proattività che passa dalla aver cura di quanto si ha intorno senza dare per scontato neppure le erbacce.<br />
Tutto ciò grazie all’occasione della festa dell’albero che ogni anno viene proposta dall’associazione Ambiente e Territorio di San Giorgio la Molara, con il patrocinio del Comune e l’impegno delle docenti che con iniziative diverse cercano di educare le giovani generazioni a promuovere atti di amore per il territorio.</p>
<p>La giornata si è conclusa con al messa a dimora di due Aceri e la promessa da parte del sindaco di piantare alberi per ogni bambino che nasce nel paese!</p>
<p><img class=" wp-image-18162 alignleft" alt="fest-alb2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb2-300x225.jpg" width="210" height="158" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non con i miei soldi &#8211; Altreconomia Edizioni</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 09:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
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		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>

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		<description><![CDATA[Qual è la funzione della Finanza? Il denaro &#8211; e il suo uso &#8211; permea ogni aspetto della nostra vita. Più che di funzione finanziaria, oggi, è bene parlare di &#8216;potere finanziario&#8217;. Un potere esercitato su chi, e perchè? L&#8217;incontro con Claudia Vago, nell&#8217;ambito della giornata dedicata alla Finanza Etica (Finanza in festa), organizzata a Benevento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è la funzione della Finanza? Il denaro &#8211; e il suo uso &#8211; permea ogni aspetto della nostra vita. Più che di funzione finanziaria, oggi, è bene parlare di &#8216;potere finanziario&#8217;. Un potere esercitato su chi, e perchè? L&#8217;incontro con Claudia Vago, nell&#8217;ambito della giornata dedicata alla Finanza Etica (Finanza in festa), organizzata a Benevento sabato 5 novembre scorso, è stato partecipato e vivace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://1.bp.blogspot.com/-SZw3IRVDMDM/WCBAFWbQsBI/AAAAAAAADlU/kbvmmY-DhVYiQmLntb0LCC8oGEx52lL8ACLcB/s1600/n.c.%2Bi%2Bmiei%2Bsoldi.png"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-SZw3IRVDMDM/WCBAFWbQsBI/AAAAAAAADlU/kbvmmY-DhVYiQmLntb0LCC8oGEx52lL8ACLcB/s320/n.c.%2Bi%2Bmiei%2Bsoldi.png" width="208" height="320" border="0" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Claudia Vago è una social media manager che cura da tempo il progetto &#8216;Non con i miei soldi&#8217;, sorto come movimento nel 2011 dalla collaborazione tra Banca Etica e Fondazione culturale responsabilità etica, con lo scopo di porre in atto una vera e propria rieducazione finanziaria. Il libro che ne è nato, edito da &#8216;Altraeconomia&#8217;, è quel che si dice un &#8217;pugno nello stomaco&#8217;. Scritto a più mani, pubblicato a giugno di quest&#8217;anno, ci dice che la Finanza è ovunque e condiziona le nostre scelte di vita, la nostra salute, il futuro delle persone a cui teniamo. La rete offre strumenti per informarsi e per sapere che, in banca, i nostri soldi non &#8216;dormono&#8217; ma che, anzi, vengono spesso reimpiegati per scopi diversi dalla nostra etica personale. Molti di noi hanno votato contro il nucleare, alcuni anni fa; pochi di noi sanno, però, che alcune banche c.d. &#8216;sistemiche&#8217;, dove vengono accreditati stipendi e pensioni, <b>il nucleare lo finanziano</b>. Il testo è di facile lettura e non è solo per &#8216;addetti ai lavori&#8217;; si sviluppa per capitoli ed esempi, conducendo per mano il lettore nella giungla dei &#8216;subprime&#8217;, del rapporto &#8216;deficit-PIL&#8217;, dell&#8217;intermediazione finanziaria. E ci ricorda, soprattutto, il grande potere del cittadino, che si basa sulla consapevolezza, sulla conoscenza, sulla capacità di non delegare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a style="margin-left: auto; margin-right: auto;" href="https://3.bp.blogspot.com/-ISlnC5K-VBA/WCBAKj1oMJI/AAAAAAAADlY/E4yI4D--uJcwAzxMv8GYlWfIgUkyOOLrACLcB/s1600/claudia%2Bvago.png"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-ISlnC5K-VBA/WCBAKj1oMJI/AAAAAAAADlY/E4yI4D--uJcwAzxMv8GYlWfIgUkyOOLrACLcB/s320/claudia%2Bvago.png" width="320" height="215" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">(Nella foto, un bel primo piano di Claudia Vago, coautrice del testo)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;L’attuale sistema finanziario si è dimostrato inefficiente e insostenibile, molto simile a un casinò dove pochi si arricchiscono, scommettendo sul fallimento di interi Paesi, investendo in progetti nocivi per l’ambiente e le persone o speculando sul cibo, fino all’esplosione della prossima bolla”, ci dice Claudia. &#8220;L&#8217;obbiettivo del libro è educare (criticamente) alla finanza, per non essere più complici del sistema. E poter dire a voce alta “non con i miei soldi”.<br />
Le “lezioni” per imparare a leggere la Finanza sono impartite da alcuni tra i maggiori esperti di finanza etica in Italia: Andrea Baranes (presidente della Fondazio­ne culturale responsabilità etica), Ugo Biggeri (presidente di Banca popolare Etica), Andrea Tracanzan (responsabile dell’Ufficio comunicazione di Banca popolare Etica) e, naturalmente, da Claudia Vago.<br />
Un testo da non perdere, per capire e scegliere.</p>
<p><b>“Non con i miei soldi! Sussidiario per un’educazione critica alla finanza”, di Andrea Baranes, Ugo Biggeri, Andrea Tracanzan, Claudia Vago, 144 pagine, 13,00 euro (Altreconomia edizioni).</b></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per le vie delle nostre terre (II puntata)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2016 06:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri il meteo ci ha spaventati e ci ha protetti! Dato i temporali previsti lungo le nostre tappe abbiamo deciso di evitare una possibile doccia fredda in moto. Interrompere il viaggio sembrava un po’ come spezzare un incantesimo e così abbiamo deciso di dirigerci verso Ariano Irpino in auto. &#160; Questo paese che oggi si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri il meteo ci ha spaventati e ci ha protetti!</p>
<p>Dato i temporali previsti lungo le nostre tappe abbiamo deciso di evitare una possibile doccia fredda in moto. Interrompere il viaggio sembrava un po’ come spezzare un incantesimo e così abbiamo deciso di dirigerci verso Ariano Irpino in auto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-18105" alt="IMG_1751" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1751-300x200.jpg" width="180" height="120" /></p>
<p>Questo paese che oggi si presenta su tre colli  non è attraversato dalla via Traiana che invece era stata fatta nella parte bassa, cioè in prossima di contrada Starza. Una contrada in cui sono stati rinvenuti scavi archeologici di capanne preistoriche in realtà molto più a valle dall’attuale centro storico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aequum Tuticum ( così è denominata questa località) divenne anche una probabile stazione di sosta sul trattuto Pescasseroli- Candela durante il periodo sannita.  Fu un’importante via di  comunicazione e di commercio del passato, soprattutto quando divenne incrocio tra la via Herculea e quella Traiana.</p>
<p>Venne man mano abbandonata nel medio evo a causa delle invasioni barbariche e  dopo che i normanni costruirono un castello militare in cima al colle.</p>
<p>Raccolte  queste informazioni, presi gli ombrelli,  ci siamo diretti alla volta di Ariano Irpino.  Come di tradizione arianese non potevamo non onorare uno dei tanti ristoranti della zona mentre fuori l’acqua veniva giù a catinelle.</p>
<p>Passato il temporale nel pomeriggio ci siamo imbattuti in una cittadina deliziosa, in piena rievocazione storico medievale.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1723.jpg"><img class=" wp-image-18112 alignright" alt="IMG_1723" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1723-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad accoglierci il gruppo del forum dei giovani che davano indicazioni sul territorio.</p>
<p>L’altitudine di Ariano ci ha regalato un grande freddo. All’inizio abbiamo trovato un po’ di riparo nel  museo delle ceramiche.</p>
<p>La fortuna ha voluto che mentre eravano intenti ad esplorare le torri una voce dall’alto ha attirato la nostra attenzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1732.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18111" alt="IMG_1732" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1732-264x300.jpg" width="158" height="180" /></a>Eravamo capitati difronte alla finestra di Carmen e Francesco che ci hanno protetti dal freddo, coccolato, fatto da cicerone per le torri, il museo medievale e la villa di Ariano e con loro abbiamo concluso la serata guardando la rievocazione storica dell’incendio di Ariano Irpino commissionato da Manfredi, figliastro di Federico II, per punire gli Arianesi che più volte si erano opposti al suo assalto alla cittadina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1812.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18106" alt="IMG_1812" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1812-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1719.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18110" alt="IMG_1719" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1719-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1769.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18108" alt="IMG_1769" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1769-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1789.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18107" alt="IMG_1789" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1789-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi salutiamo tutti insieme</p>
]]></content:encoded>
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		<title>So-stare a Bucciano</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 22:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna. I volontari ci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-18057 alignleft" alt="IMG_1351 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna.</p>
<p>I volontari ci hanno accolto all’ingresso del paese, quel bivio che solitamente ho attraversato con distrazione, senza soffermarmi ad osservare la specificità del luogo. Un posto che dopo quest’esperienza è diventato una narrazione fatta di sentieri, persone, sorrisi, racconti, esperienze, storia intrisa di valorizzazione del territorio, di segni che raccontano di Medio Evo e Longobardi, di natura e vivacità.<br />
Un territorio fatto di persone e relazioni, di piccoli eroi che quotidianamente scelgono di non abbandonare il proprio paese ma di promuoverlo attraverso escursioni, teatro, giochi, eventi culturali e tutto quanto è possibile fare per migliorare le possibilità di fruizione dei quei posti speciali che il tempo ha conservato nella boscaglia della montagna.</p>
<p>Così ho conosciuto Giuseppe un pastore che percorre i sentieri del Taburno tutti i giorni con i suoi animali. Sicuro e orgoglioso della sua esperienza si incamminava tranquillo manco avesse un tom tom incorporato. <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18055" alt="IMG_1314" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314-200x300.jpg" width="180" height="270" /></a></p>
<p>Giuseppe sembra il re della montagna, padrone degli spazi e del tempo, sapeva dirmi l’ora senza guardare l’orologio. Osservare questa persona immersa nella natura mi ha fatto pensare a quante competenze l’uomo ha rinunciato per delegarle alle macchine, a quanto si stia impoverendo affidando le proprie capacità al cosiddetto “progresso”.</p>
<p>A pensarci bene ho conosciuto diversi Giuseppe, ciascuno con una storia speciale fatta di amore e dedizione per il proprio territorio, piccoli partigiani di beni relazionali, custodi di frutti antichi, pionieri di sapere condiviso, assetati di bellezza.<br />
Con loro e con tanti altri ancora ci siamo messi in cammino, siamo andati in cerca delle testimonianze impresse nella storia vissuta da quei luoghi, tra le foglie dei boschi quando la montagna era l’unico sostentamento per la popolazione locale.</p>
<p>Un cammino semplice ma pur sempre ricco di quel movimento che ti libera dal futile e ti accompagna all’essenziale.<br />
Nella boscaglia si apre una suggestiva cavità naturale, un luogo di culto forse risalente al primo cristianesimo. Ancora arredata di iconografie sacre ( San Simeone e S. Michele Arcangelo, ecc. ) dipinte direttamente sulle pareti, alcune delle quali chiaramente risalenti al periodo Longobardo.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18060" alt="IMG_1323" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a><br />
Fa uno strano effetto incontrare tanta bellezza nel bel mezzo di un bosco, una grotta che si offre al pubblico senza protezione specifica, che quotidianamente sembra essere il rifugio preferito di ovini e caprini.<br />
Esplorare un nuovo percorso è un processo tra il dentro ed il fuori, tra il sé e l’altro, tra una via ed un bosco, tra un sentiero impervio ed un Cristo che ti accoglie nel bel mezzo di un monte così come una grotta, in cui i fedeli un tempo ed i soldati in guerra poi, si rifugiavano per ripararsi dalle intemperie della vita o per pregare.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1.jpg"><img class="alignright  wp-image-18058" alt="IMG_1384 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a></p>
<p>Il nostro cammino ha trovato riposo nel santuario eretto sulla cima della collinetta testimone di miracoli, di feudatari, di vita religiosa e laica, di tempi e spazi di condivisione.<br />
Oggi ho incontrato una comunità resiliente che non si addormenta al sole facendosi cullare da una disperata rassegnazione ma che cerca di fare cultura accrescendo la consapevolezza dell’importanza di un piccolo paesino, la sua storia e le sue risorse, trasformandolo in un luogo magico se si ci offre l’opportunità di poterci so-stare.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18059" alt="IMG_1427" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>Senzatomica a Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 15:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Canzanella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Lorenzo Canzanella] Qualche anno fa sono stato a Cava de&#8217; Tirreni a sostenere la mostra Senzatomica, partecipando nel ruolo di &#8220;cicerone&#8221;. Era marzo 2014 per la precisione, e si trattava della versione &#8220;compact&#8221;. Quest&#8217;anno lo stesso evento ma in versione integrale, si sta tenendo a Napoli, nello splendido scenario di Castel Sant&#8217;Elmo. Presente dal 17 marzo al 17 aprile (ora poi fino [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/locandina-senzatomica.jpg" target="_blank">[di Lorenzo Canzanella]<img class="alignleft" title="locandina" alt="locandina-senzatomica" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/locandina-senzatomica-210x300.jpg" width="210" height="300" /></a></p>
<p>Qualche anno fa sono stato a Cava de&#8217; Tirreni a sostenere la mostra <strong><a href="http://www.senzatomica.it/" target="_blank">Senzatomica</a></strong>,</p>
<p>partecipando nel ruolo di &#8220;cicerone&#8221;. Era marzo 2014 per la precisione, e si trattava della versione &#8220;compact&#8221;. Quest&#8217;anno lo stesso evento ma in versione integrale, si sta tenendo a <strong>Napoli</strong>, nello splendido scenario di <strong>Castel Sant&#8217;Elmo</strong>. Presente <strong>dal 17 marzo al 17 aprile </strong>(ora poi fino a <strong>domenica 24</strong> mattina), la mostra mantiene le sue caratteristiche e lo spirito con cui nasce: informa, incoraggia, è <strong>GRATIS</strong>.</p>
<p>Promossa dalla <a href="http://www.sgi-italia.org/" target="_blank">Soka Gakkai Internazionale</a> (organizzazione laica buddista) l&#8217;evento sta facendo da diversi anni letteralmente il giro del mondo. A metterlo in piedi e portarlo avanti sono gli stessi membri, persone comuni che nella modalità del volontariato si sono attivate dal trovare la location, al contattare le scuole, dall&#8217;allestimento grafico, al montaggio e funzionamento di tutta la struttura, dall&#8217;accoglienza alla guida del percorso di visita. E&#8217; grazie insomma a questa enorme rete di persone che Napoli ora sta ospitando la media di quasi 1000 persone al giorno scolaresche, famiglie, adulti in almeno 5 lingue diverse.</p>
<p>Fine della mostra è quello d&#8217;informare i visitatori perché ci si possa, tutti insieme, orientare verso un mondo in cui le bombe atomiche siano <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/img_20160409_164842-01.jpeg" target="_blank"><img class="alignright" alt="img_20160409_164842-01" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/img_20160409_164842-01.jpeg" width="271" height="200" /></a>&#8220;illegali&#8221; oltre che &#8220;immorali&#8221;, proprio come è stato fatto con le armi biologiche e chimiche in precedenza. Ma come? Il sottotitolo dell&#8217;evento recita <em>&#8220;trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari&#8221;</em>; la chiave per il successo infatti siamo noi. Il visitatore viene guidato a scoprire quanti passi in avanti siano stati già fatti dal dopoguerra ad oggi, quanti traguardi ancora si possono raggiungere insieme e sopratutto che ognuno è protagonista nei propri &#8220;tanti piccoli conflitti quotidiani&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/pasquasenzaatomica.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" alt="pasquasenzaatomica" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/pasquasenzaatomica.jpg" width="295" height="197" /></a>La versione integrale lì presente offre 2 percorsi ben distinti: per adulti, per bambini. La seconda, spesso &#8220;sbirciata&#8221; anche dagli adulti, dopo i pannelli ha una grande sala dove i bambini giocano, assistono a spettacoli teatrali a tema, imparano gli origami e dove trovano una miriade di pennarelli colorati per lasciare il proprio pensiero che trova posto assieme alle altre centinaia di chi è passato prima di loro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/origami1.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" alt="origami1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/origami1.jpg" width="730" height="180" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alfonso Marino, quando contaminare è &#8216;resistere&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 13:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Parlare con Alfonso Marino non è mai banale. Lo conosco da tanto tempo, anche se ci siamo visti poche volte, a causa di distanze (chilometriche) che sono state sempre compensate da attenzione e sostegno. Lui è un poeta, un pittore, un artista a tutto tondo, molto attivo a Sabaudia, dove vive da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alfo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-17419" alt="alfo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alfo-1024x768.jpg" width="393" height="295" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/tullia-bartolini-autori/" target="_blank">Tullia Bartolini</a>] Parlare con Alfonso Marino non è mai banale. Lo conosco da tanto tempo, anche se ci siamo visti poche volte, a causa di distanze (chilometriche) che sono state sempre compensate da attenzione e sostegno. Lui è un poeta, un pittore, un artista a tutto tondo, molto attivo a Sabaudia, dove vive da anni.<br />
Ma è napoletano di origine, e si sente: per il calore, la partecipazione, la simpatia che emanano da lui.</p>
<p>E&#8217; un artista &#8216;resistente&#8217;: crede nel valore del gesto poetico, nell&#8217;iniziativa culturale che parte <em>dal basso</em>; da anni fa circolare in rete opere di autori non sempre noti al grande pubblico. In modo disinteressato e con grande generosità.</p>
<p>Gli ho rivolto alcune domande, incuriosita dal suo sguardo poetico sul mondo.</p>
<p><strong> Nasci napoletano. In che modo la “napoletanità” ha condizionato il tuo modo di essere?<br />
</strong></p>
<div id="attachment_17417" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m.-1.jpg"><img class="size-full wp-image-17417" alt="Un altro lavoro di Alfonso" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m.-1.jpg" width="150" height="102" /></a><p class="wp-caption-text">Un altro lavoro di Alfonso</p></div>
<p>Non mi piace la parola &#8216;napoletanità&#8217;. Diverse volte mi sono chiesto quale significato possa avere e, ancora oggi, non riesco a darmi una risposta. Chiaramente, il luogo dove si nasce può influenzare una certa visione della vita. Nascere a Napoli, che è connotata, come sappiamo, da una lunga storia e da multiformi espressioni artistiche, culturali e sociali, non è la stessa cosa che nascere a Canicattì. Diciamo che quindi sono impregnato e fieramente sento di fare parte di questa cultura, ma sono, con una parola troppo abusata, soprattutto un “cittadino del mondo”, nel senso che sono aperto ai territori che mi stanno a cuore: l’arte visiva, la musica, la poesia. Ascoltavo mia madre che cantava, durante il lavoro di sarta, le canzoni della tradizione. Poi, crescendo, mi sono interessato ad altre forme musicali. Vorrei spiegare bene questo passaggio. Sono sempre stato un “inclusivo”, nel senso che un interesse artistico, musicale o letterario, secondo me, non ne esclude un altro (anche se essi possono sembrare lontani). I vari linguaggi si estrinsecano, in me, anche durante lo stesso periodo temporale. Intorno ai venticinque anni ho cominciato ad interessarmi allo studio del napoletano; la mia produzione in tal senso si compone di circa trenta poesie. Ho anche tradotto alcuni versi di Emily Dickinson e, insieme a Giovanni Paesano, ho tradotto in versi endecasillabi &#8216;Il Piccolo Principe&#8217;.</p>
<p><strong>Come approdi alla poesia?<br />
</strong></p>
<p>L’approdo prevede che vi sia un viaggio più o meno lungo. Nel mio caso si è trattato di una folgorazione. Durante il periodo scolastico ho “subito” la poesia: proprio non riusciva a piacermi. Dopo, non ci ho più pensato. Nel 1985, a seguito di un episodio che ha messo in discussione alcuni punti fermi della mia vita, ho sentito aprirsi dentro di me qualcosa, come una breccia in un muro. Ho scritto dapprima in forma caotica e ansiogena, poi, col tempo, ho lasciato sempre più spazio alla riflessione e all’arricchimento attraverso la lettura.</p>
<div id="attachment_17418" style="width: 111px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alf.mar_..jpg"><img class="size-full wp-image-17418" alt="Un collage di Alfonso" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alf.mar_..jpg" width="101" height="135" /></a><p class="wp-caption-text">Un collage di Alfonso</p></div>
<p><strong>Chi sono i tuoi autori preferiti?<br />
</strong></p>
<p>Credo che, nella vita, bisogna essere sempre innamorati o pronti a farlo. Io sono un tipo che si innamora continuamente. Di un motivo musicale, di un&#8217;immagine, di un gesto, di una parola, di un ritmo, del canto che pervade una poesia. E questo può venire dai versi di un grande poeta, ma pure da quelli dello sconosciuto che incontro per strada. Un nome su tutti, guardando alla sua produzione globale, posso però farlo, come eccezione a quanto appena detto. Ed è quello di Emily Dickinson: per la luminosita e, nel contempo, per l&#8217;oscurità dei suoi versi.</p>
<p><strong>In che modo l’irrequietezza fonda il gesto artistico?<br />
</strong></p>
<p>Credo che una delle doti che debba avere un artista sia quella della curiosità: avere mente, occhi e orecchie sempre spalancati per cogliere i segnali che possano provenire da qualunque parte egli punti i suoi organi di senso. Questa attitudine, o dono, si accompagna a quella che tu chiami irrequietezza. Irrequietezza vuol dire non accontentarsi di quello che hai prodotto, non adagiarsi su quello che hai fatto ieri, mettere in forse i risultati raggiunti, tentare di scardinare le proprie sicurezze. Mi capita spesso, per fortuna, che, terminato un lavoro, subito dopo mi sorprenda ad interrogarmi: “Mi piace quello che ho fatto, sì, ma come posso andare oltre, far diventare, questo, un nuovo punto di partenza?” .</p>
<div id="attachment_17416" style="width: 123px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m..jpg"><img class="size-full wp-image-17416" alt="Un bel primo piano di Alfonso" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m..jpg" width="113" height="85" /></a><p class="wp-caption-text">Un bel primo piano di Alfonso</p></div>
<p><strong>Poesia visiva: cos’è e perché l’hai scelta come ulteriore modo di esprimerti?<br />
</strong></p>
<p>All’inizio degli anni ’90, con il proliferare del virus dell&#8217;HIV, si assistette a un accanimento mediatico (sotto l’impulso della parte più retriva della società, influenzata dal potere cattolico), teso a condizionare i costumi sessuali e sociali della società. Tale bombardamento produsse in me uno stato di fastidio tremendo. Utilizzando una macchina per scrivere elettronica cominciai a reiterare l’acronimo AIDS. Nacque così una serie di lavori che riproducono croci, svastiche, oggetti vari &#8230; fino a formare dei muri o dar vita a giochi linguistici concettuali. Per capire quale fosse la strada che stavo percorrendo, li mostrai a un poeta amico il quale, appena li vide, disse: “Questa è poesia visiva”. Dopo di che iniziai a fare un lavoro utilizzando le parole, mettendole in contatto armonicamente o in opposizione con altre parole o concetti. La stessa cosa ho fatto con le immagini. Un amico mi presentò a Stelio Maria Martini al quale, mentre guardava i miei lavori, chiesi: &#8220;Maestro, mi spiega cos’è la poesia visiva”. Stelio, con la sua solita vena ironica e dissacratoria, mi rispse: &#8220;Ma tu la fai. Che cosa vuoi sapere?”. Da allora non mi sono più chiesto cosa fosse, né ho più rivolto ad altri la domanda. Trovo, comunque, che l’utilizzo di un linguaggio che scaturisca dal connubio di linguaggi preesistenti (non solo la scrittura e l’immagine, ma anche il suono, gli odori) aumenti in maniera esponenziale la possibilità di <em>dire di più </em>, e meglio, rispetto ai linguaggi presi separatamente.</p>
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		<title>Un Simposio per resistere: &#8220;Ricomincio da quattro&#8221;, a Ripalimosani.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 11:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
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		<category><![CDATA[Ritrovi di Resistenza artistica]]></category>
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		<category><![CDATA[gianni manusacchio]]></category>
		<category><![CDATA[Ripalimosani]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Siamo al quarto anno di vita del Simposio che si svolge a Ripalimosani, splendido paesino alle porte di Campobasso. Ne abbiamo già parlato su questo sito, perchè il Simposio è teso alla valorizzazione del territorio, della gastronomia locale, dell’arte e dell’ambiente, e non si avvale di contributi istituzionali. Quest’anno ho avuto il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17406" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio.jpg"><img class="size-full wp-image-17406" alt="Presentazione del Simposio" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Presentazione del Simposio</p></div>
<div id="attachment_17405" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-5.jpg"><img class="size-medium wp-image-17405" alt="Un momento del Simposio" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-5-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Un momento del Simposio</p></div>
<div id="attachment_17402" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-1.jpg"><img class="size-full wp-image-17402" alt="Gianni Manusacchio mostra la locandina dell'evento" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-1.jpg" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Gianni Manusacchio mostra la locandina dell&#8217;evento</p></div>
<div id="attachment_17401" style="width: 287px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/ripalimosani.jpg"><img class="size-full wp-image-17401" alt="Scorcio di Ripalimosani" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/ripalimosani.jpg" width="277" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">Scorcio di Ripalimosani</p></div>
<p>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/tullia-bartolini-autori/" target="_blank">Tullia Bartolini</a>] Siamo al quarto anno di vita del Simposio che si svolge a Ripalimosani, splendido paesino alle porte di Campobasso.<br />
Ne abbiamo già parlato su questo sito, perchè il Simposio è teso alla valorizzazione del territorio, della gastronomia locale, dell’arte e dell’ambiente, e non si avvale di contributi istituzionali.<br />
Quest’anno ho avuto il privilegio di essere anche io ospite della manifestazione, che si è svolta dal 4 al 6 settembre, per presentare il romanzo che ho pubblicato di recente, &#8220;Amata nobis&#8221;. Soprattutto, però, ho voluto portare il contributo di Art&#8217;Empori, perché credo realmente in un&#8217;arte non omologata, che nasca dal basso e che sia svincolata dal mercato. Ho trovato un contesto accogliente, generoso, pieno di bella energia. “Ricomincio da quattro” &#8211; questo il nome attribuito al Simposio – nasce da un progetto di Gianni Manusacchio e Catia Mitri, ed è promosso dall’Associazione culturale Ouverture, con la collaborazione della &#8220;Web Domus&#8221; di Carmine Santoro.</p>
<p>Dopo diversi anni trascorsi nella capitale, Gianni e Catia hanno deciso di tornare nella terra d&#8217;origine per recuperare le proprie radici e la propria storia. Senza delegare, come dicevamo, alle istituzioni; con l’ausilio degli abitanti e di tante belle menti. Dunque, il percorso del Simposio trae ispirazione dal luogo, dalla territorialità, e acquista, di anno in anno, una forza sempre più dirompente.</p>
<p>Generosità, preparazione, capacità di coesione, sono alla base della formula vincente della manifestazione, che si pone come esempio di resistenza e di autonomia. La tre giorni ha visto di tutto: chef, sommelier, giornalisti, scrittori, docenti, a confronto su un tema unico che ha a che fare con la bellezza, il cibo di qualità, il recupero delle tradizioni.<br />
Ripalimosani, d&#8217;altronde, è un paesino delizioso, un vero presepe alle porte di Campobasso. Il Palazzo Marchesale, la chiesetta di Sant’Antonio a Valle, l’Azienda Agricola &#8216;Vinica&#8217;, con i suoi vini di qualità, le Quercignole: monumenti da adottare, persone da valorizzare, storie antiche da riscoprire. Gianni Manusacchio è, con la moglie Catia, l’ideatore, la mente, l’organizzatore di questa maratona che ha previsto installazioni fotografiche, interventi musicali, performance attoriali (bravissimi la cantante Liana Marino e Andrea Ortis, reduce dai successi de “Il Vajont di tutti”).<br />
Ma sono stati tanti i protagonisti della manifestazione: la scenografa Lara Carissimi, lo scrittore Antonio Pascale, gli editori dello splendido libro di ricette molisane, “Il Molise in cucina, tra miseria e nobiltà”, Edizioni AGR; la storica dell&#8217;arte Giulia Severino; lo chef di ‘Miseria e nobiltà’, Maria Assunta Palazzo,col sommelier Pasquale Palazzo, tra i numeri uno della ristorazione molisana; Pierluigi Cocchini, docente Master Slow Food; il regista Francesco Vitale, Marco Tagliaferri, Michele Tanno, Roberto Colella, Carmine Mastropaolo, Mario Tanno.</p>
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