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	<title>Art&#039;Empori &#187; Ho scelto il cambiamento</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Laura Lombardi e l&#8217;Arte del vagabonding</title>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2017 10:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Chi ha scelto il cambiamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco Laura Lombardi, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere [&#8230;]]]></description>
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<div id="post-body-7149586525084008968">Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco <b>Laura Lombardi</b>, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere il mondo, nell&#8217;esplorare e nel meravigliarsi.<br />
Non riesco a darle torto e un pò invidio il suo lavoro (Laura è consulente di viaggi on line per Evolution Travel), che la porta in giro per il globo, alla scoperta di luoghi e di mete da consigliare a turisti e viaggiatori.</div>
<div></div>
<div><strong>Laura, raccontami, come nasce, in te, la passione per il Viaggio?</strong></div>
<div></div>
<div>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18255" alt="Una bella immagine di Laura" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;Il primo viaggio senza genitori è stata la classica settimana con le amiche in un resort pugliese (parliamo del 1991, avevo 20 anni e allora anche prendere un treno da sole &#8211; eravamo in sette, tutte donne &#8211; era quasi un miracolo!). Ho capito subito che quelle vacanze non facevano per me: sono andata in giro tutta la settimana alla scoperta della Puglia, terra straordinaria e bellissima e &#8230; vacanze così &#8220;stanziali&#8221; non ne ho più fatte!&#8221;.</p>
<p><strong>Quando hai iniziato a considerare il viaggiare (anche) come un lavoro?</strong></p>
<p>&#8220;Tutto è nato davvero per caso&#8230;da studentessa modello ho avuto la classica crisi esistenziale con partenza improvvisa per una stagione estiva in un villaggio turistico come istruttrice di fitness. Non mi sono più fermata: ho scoperto un mondo, anzi il mondo che si muove e quanto può essere facile far le cose anche da sole&#8230;il paese in cui nasci e cresci a volte è determinante nella tua vita, almeno finché non riesci a far emergere la tua vera indole. Il Paese ti coccola e ti nutre, facendoti sentire sempre al sicuro. E può andare bene per tutta la vita, se non hai mai uno slancio verso l&#8217;esterno. A 30 anni, dopo tre anni di lavoro in villaggio, con una laurea in bilico, ho deciso che il mio futuro lavorativo sarebbe stato nel turismo e ho cominciato piano piano a trovare la mia strada&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s1600/Laura%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s320/Laura%2B1.jpg" width="320" height="213" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Alba al Bromo, Java, Indonesia &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rolf Potts e &#8216;Vagabonding&#8217;&#8230;ho poi letto questo libro, che mi ha affascinata dalla prima all&#8217;ultima pagina. Credi sia possibile vivere come ha fatto (e fa) il suo autore?</strong></p>
<p>&#8220;Credo sia possibile se si è realmente disposti a lasciare a casa tutta la &#8220;forma mentis&#8221; che accompagna la nostra quotidianità, se si è disposti a fare davvero un viaggio innanzitutto dentro se stessi, così da poter interfacciare il mondo senza filtri e senza pregiudizi&#8230;&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s1600/Laura%2B2.jpg"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s320/Laura%2B2.jpg" width="320" height="179" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Jaama El Fnaa &#8211; Marrakech, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s1600/Laura%2B3.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s320/Laura%2B3.jpg" width="166" height="320" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Dune di Merzouga, Sahara, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In questo &#8216;non saper stare&#8217;, quanto c&#8217;è di genetico? Secondo la psicanalisi, si viaggia per sfuggire innanzitutto al crepitìo dei valori familiari, così rassicuranti ma anche tanto castranti. Quanto c&#8217;è di vero, in questo, secondo te?</strong></p>
<p>&#8220;C&#8217;è forse qualcosa di vero, ma solo in una prima fase&#8230; Poi, o torni sui tuoi passi definitivamente o non torni affatto, non c&#8217;è via di mezzo&#8230; Oggi vedo, nel mio essere zingara, nel rinunciare a radici ovunque, una specie di legge del contrappasso: ho avuto una famiglia splendida e amici nell&#8217;adolescenza con cui ho condiviso tante cose, tutti con la convinzione che io fossi paurosa, con poche spinte verso il nuovo e il diverso e sempre bisognosa di aiuto e di una guida per procedere. Poi ti accorgi che tu sei semplicemente lo specchio in cui loro si riflettono: tagliare quei cordoni ombelicali è stata dura, gli affetti rimangono sempre ma, ad un certo punto, io avevo bisogno di altro e non ho trovato più nessuno intorno a me con cui condividere la necessità di nuova aria, di fame di mondo. Pago la colpa di aver mostrato solo un lato di me per troppo tempo, ma l&#8217;ho fatto inconsapevolmente e sapevo che quel lato piaceva a chi cercava una conferma delle proprie scelte&#8230;vagherò senza sosta nel Mondo!&#8221;.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s1600/Laura%2B6.jpg"><img alt="" src="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s320/Laura%2B6.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Varanasi, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s1600/Laura%2B7.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s320/Laura%2B7.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Calcutta, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s1600/Laura%2B8.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s320/Laura%2B8.jpg" width="320" height="180" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Sri Lanka, Costa Sud &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ultima meta visitata?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;Indonesia&#8221;.</p>
<p><strong>E il luogo che più ti è rimasto nel cuore, quello &#8216;dell&#8217;anima&#8217;?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;India, sicuramente&#8221;.</p>
<p><strong>Il viaggio ancora da fare, che rappresenta il tuo sogno?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;America Latina. Il mio sogno è partire dai paesi dell&#8217;america centrale come il Guatemala, El Salvador, il Nicaragua e arrivare alla terra del fuoco, passando per la Colombia, il Perù, il Cile e l&#8217;Argentina&#8230;.un sogno, appunto&#8221;.</p>
<p>Chi volesse partire e farsi consigliare da Laura mete ideali, esotiche o meno, questi sono i suoi riferimenti:</p>
<p><b>Mobile: +39 3397912676 </b><br />
<b>Email: laura.lombardi@evolutiontravel.it </b><br />
<b>Website: www.lauraviaggi.net </b><br />
<b>Skype: laura.lombardi2013 </b><br />
<b>http://www.iviaggidilaura.info/ </b><br />
<b>https://www.facebook.com/lauraviagginet?ref=hl</b><br />
<b>https://twitter.com/Lauraviagginet </b><br />
<b>https://plus.google.com/u/1/+LauraLombardi71</b></p>
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		<title>Piccoli gesti di cura per il territorio</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 09:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agro Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#8220;I care” diceva don Milani, ossia mi interessi, mi stai a cuore. Queste semplici parole possono riassumere il processo di conoscenza che le maestre della scuola primaria di San Giorgio la Molara insieme con l’associazione Ambiente e Territorio dell’omonimo paese hanno voluto mettere in atto, permettendo ai loro alunni di incuriosirsi rispetto al mondo [&#8230;]]]></description>
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<p><img class="alignleft  wp-image-18160" alt="fest-alb4" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb4-262x300.jpg" width="183" height="210" /></p>
<p>&#8220;I care” diceva don Milani, ossia mi interessi, mi stai a cuore.</p>
<p>Queste semplici parole possono riassumere il processo di conoscenza che le maestre della scuola primaria di San Giorgio la Molara insieme con l’associazione Ambiente e Territorio dell’omonimo paese hanno voluto mettere in atto, permettendo ai loro alunni di incuriosirsi rispetto al mondo delle piante aromatiche quali alloro, rosmarino, malva, finocchietto selvatico, e origano.</p>
<p>Piante che fino a qualche settimana fa per molti erano categorizzabili come semplici erbe, se non addirittura erbacce. Il processo di conoscenza ha permesso loro di affacciarsi al mondo dei ricordi popolari, delle tradizioni degli anziani che sono stati intervistati in questi giorni, in questo modo ciò che prima veniva ignorato poiché non conosciuto oggi è divenuto qualcosa di interessante da proteggere e da tenere a cuore.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb-6.jpg"><img class=" wp-image-18164 alignleft" alt="fest-alb-6" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb-6-168x300.jpg" width="118" height="210" /></a></p>
<p>Soprattutto per questo motivo gli studenti si sono preoccupati di raccogliere dai saperi antichi delle proprie nonne ricette di decotti, tisane, dolci, pizze e quanto altro è stato possibile intercettare dalla memoria storica di un paese e custodirlo in una raccolta che è stata donata all’associazione su citata che da anni si preoccupa di tutelare l’ambiente e promuovere la cura della natura nell’incantevole paesaggio san Giorgese.</p>
<p><img class=" wp-image-18163 alignright" alt="fes-alb-5" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fes-alb-5-300x225.jpg" width="210" height="158" /></p>
<p>Questo semplice lavoro ha inoltre offerto l’occasione di riflettere su quanto la natura gratuitamente possa offrire in termini di cura a chi sa cercare e conosce, un sapere nascosto dalla propaganda della farmacopea industriale che si è presa l’onere ingiusto di relegarlo ai margini della magia o semplicemente lasciato all’oblio della noncuranza e del disimpegno.<br />
Un piccolo cambiamento dal basso che parte dalla consapevolezza delle risorse del proprio territorio, dalla promozione dell’ambiente, dall’apprezzare la biodiversità dei luoghi, dal senso di responsabilità e proattività che passa dalla aver cura di quanto si ha intorno senza dare per scontato neppure le erbacce.<br />
Tutto ciò grazie all’occasione della festa dell’albero che ogni anno viene proposta dall’associazione Ambiente e Territorio di San Giorgio la Molara, con il patrocinio del Comune e l’impegno delle docenti che con iniziative diverse cercano di educare le giovani generazioni a promuovere atti di amore per il territorio.</p>
<p>La giornata si è conclusa con al messa a dimora di due Aceri e la promessa da parte del sindaco di piantare alberi per ogni bambino che nasce nel paese!</p>
<p><img class=" wp-image-18162 alignleft" alt="fest-alb2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb2-300x225.jpg" width="210" height="158" /></p>
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		<title>Per le vie delle nostre Terre ( 1 puntata)</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 09:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di paesaggio]]></category>
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		<category><![CDATA[Dizionario del cambiamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo semplicemente noi.. Carmela e Giuseppe che hanno deciso di provare a dare delle risposte a qualche punto interrogativo che si affacciava alla mente ogni volta che incontravamo dei pellegrini incamminati sulla via traiana/ francigena del sud/ micaelica che attraversa le nostre zone. In questi giorni abbiamo capito che sono tre strade che per un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1617.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18089" alt="IMG_1617" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1617-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1626.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18090" alt="IMG_1626" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1626-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
<p>Siamo semplicemente noi.. Carmela e Giuseppe che hanno deciso di provare a dare delle risposte a qualche punto interrogativo che si affacciava alla mente ogni volta che incontravamo dei pellegrini incamminati sulla via traiana/ francigena del sud/ micaelica che attraversa le nostre zone. In questi giorni abbiamo capito che sono tre strade che per un tratto diventano una.</p>
<p>La via Traiana è la strada fatta dall’imperatore Traiano nel 110 d.C. su unpreesistente tracciato che secondo alcuni risale al periodo delle prime guerre romane ( forse durante le guerre Puniche, nel dover raggiungere Cartagine si accorse che i Sanniti avevano già strada/ tratturi facilmente percorribili? ).</p>
<p>Durante il periodo longobardo, una parte della via traiana è diventata Via Francigena, che univa diversi luoghi religiosi longobardi e veniva attraversata soprattutto dai pellegrini diretti al santuario di san Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo sul Gargano.<br />
Nel periodo delle crociate la via fu percorsa da eserciti e fedeli in viaggio verso la Terra Santa e per tutto il medioevo fece parte del sistema delle grandi vie di pellegrinaggio oltre ad essere un importante sbocco commerciale sul mar mediterraneo orientale.<br />
Si dice che i cavalieri Templari edificarono lungo il suo percorso alberghi ed ospizi per i viandanti e ne assicuravano la sicurezza del cammino.<br />
La via francigena del Sud sembra congiungersi a Roma con quella famosa di Santiago de Campostela<br />
Noi vogliamo provare ad attraversare, in moto, i centri che si affacciano su questa triplice strada per scoprirne la storia o almeno diventare più consapevoli dei tesori che abbiamo intorno casa nostra.<br />
Un viaggio deciso in un giorno e nella piena incertezza di tante cose da fare che alla fine magicamente si sono risolte.<br />
Riducendo il bagaglio all’essenziale abbiamo pensato di incamminarci partendo da casa, cioè da Apice e rivolgerci al territorio con un nuovo sguardo, non certo quello superficiale di chi lo attraversa tutti i giorni ma non lo osserva affatto.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1559.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18091" alt="IMG_1559" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1559-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a><br />
Una fonte d’acqua ed un vecchio convento Francescano celano, nei pressi di Apice Vecchia, un misterioso miracolo del Santo di Assisi. Noi ci siamo lasciati affascinare dal silenzio della vecchia Apice dove il tempo sembra essersi fermato congelando la vita di un paese, tranne per i ladruncoli che ne hanno stuprato i ricordi distruggendo l’interno delle case abbandonate.<br />
Giocando con i paesaggi ed i balloni trovati per strada ci siamo diretti a Buonalbergo dove siamo stati ospiti del museo di Bruno Smith che ci ha incantanti con racconti, fossili, farfalle ed orchidee.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1682.jpg"><img class=" wp-image-18096 alignright" alt="IMG_1682" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1682-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
<p>Un lavoro certosino ed un occhio attento ai cambiamenti ambientali del nostro territorio che, purtroppo, si modificano sempre più spesso e non sempre in bene, come lo stesso Bruno ha potuto notare e sperimentare.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1683.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18099" alt="IMG_1683" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1683-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
<p>A Buonalbergo c’è il ponte delle Chianghe, un ponte costruito all’epoca traiana che purtroppo dopo l’alluvione dello scorso ottobre è diventato difficile da raggiunge. Ma noi ci siamo promessi che appena possibile lo andremo a visitare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1639.jpg"><img class=" wp-image-18097 alignright" alt="IMG_1639" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1639-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a>A pochi chilometri da Buonalbergo la strada conduce verso Casalbore dove la torre Normanna fa da padrona al piccolo centro storico divenuto ormai un ibrido di ricostruzioni nuove e vecchie o somiglianti a quelle vecchie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1659.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18095" alt="IMG_1659" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1659-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1668.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18094" alt="IMG_1668" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1668-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a>Il fascino della Bolle di Contrada Malvizza ha rapito anche noi. Piccoli crateri di fango, dove l’acqua bolle anche se è fredda. Magia della terra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vista la vicinanza a casa siamo tornati a dormire nel nostro letto per poi spingerci oltre domani.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1687.jpg"><img class=" wp-image-18101 aligncenter" alt="IMG_1687" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1687-269x300.jpg" width="161" height="180" /></a></p>
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		<title>“Chiana Festival” l&#8217;arte della chiacchiera proattiva.</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 18:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni. Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18076" alt="chiana1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1-200x300.jpg" width="140" height="210" /></a>[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni.</p>
<p>Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere più piacevole l’usanza delle serate estive di mettersi davanti casa a prendere fresco scambiando una chiacchiera con il vicino.<br />
E’ bastata l’idea di dipingere le vecchie sedie esposte al sole o chiuse in cantina per rendere variopinto il quartiere.</p>
<p>La piacevolezza dell’arte decorativa ha permesso di dipingere le sedie con l’aggiunta di un “commento” o un twit diretto all’ampiezza del mondo o alla strettezza del vicinato.</p>
<p>Ciascuno si è prodigato secondo il proprio saper fare, alcuni hanno dipinto, altri ricamato, qualcuno si è dedicato a pizzi e merletti, altri hanno riciclato ruote per inventare estrose sedute.<br />
Dopo cena, spenti tablet e televisione, le persone rianimano il vicolo con le loro voci, mentre i bambini giocano come una volta sotto lo sguardo attento di nonni, zii e vicini.</p>
<p><img class=" wp-image-18077 alignright" alt="chiana2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana2-224x300.jpg" width="157" height="210" />Qualche fotografo ha definito come street art l’evoluzione artistica di questa esperienza.</p>
<p>Un piccolo cambiamento dal basso, un gesto di proattività che ciascuno ha voluto compiere senza delega.<br />
La proattività è la possibilità di diventare protagonisti e attori di cambiamento, è la capacità di far accadere delle cose piuttosto che adattarsi e attendere.<br />
Dunque gli abitanti della“Chiana” sono divenuti pro-attivisti capaci di esprimere creativamente la propria idea di territorio partendo dai bisogni personali e di quartiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18078" alt="chiana3" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a>Così facendo hanno rivalutato la strada quale bene relazionale, fatto di amicizie concrete e non virtuali, di scambi sociali e non bacheche, di trambusto e confusione, di chiacchere a volte pungenti, di sguardi, sorrisi e condivisioni.</p>
<p>Un &#8220;festival&#8221; di buone pratiche necessarie a combattere l’individualismo e la pochezza rassicurante delle relazioni virtuali.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18079" alt="chiana clown" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown-225x300.jpg" width="158" height="210" /></a></p>
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		<title>Echi di poesia dialettale</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 10:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dialetto costituisce la specificità immateriale di un’etnia, la sua perdita porta all’omologazione culturale, il suo recupero ad un atto di salvataggio. Franca Molinaro Mentre il mondo corre ad oggettivare un&#8217;unica lingua per tutti i popoli qualcuno parallelamente prova a salvaguardare il dialetto, lingua identitaria che crea appartenenza  e familiarità ad un luogo. Ciascuno ne [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />
I<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/franca-mol.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18069" alt="franca mol" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/franca-mol-168x300.jpg" width="134" height="240" /></a>l dialetto costituisce la specificità immateriale di un’etnia, la sua perdita porta all’omologazione culturale, il suo recupero ad un atto di salvataggio. </em></p>
<p>Franca Molinaro</p>
<p>Mentre il mondo corre ad oggettivare un&#8217;unica lingua per tutti i popoli qualcuno parallelamente prova a salvaguardare il dialetto, lingua identitaria che crea appartenenza  e familiarità ad un luogo. Ciascuno ne porta le tracce nella propria cadenza, nelle inflessioni linguistiche e a parere di neuropsichiatri anche nella costituzione biologica della aree cognitive.</p>
<p>Il dialetto è appartenenza ad ampi</p>
<p><em><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/premi-echi.jpg"><img class=" wp-image-18071 alignright" alt="premi echi" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/premi-echi-168x300.jpg" width="134" height="240" /></a></em></p>
<p>o raggio, nelle parole usate dai nonni ci sono tracce dell’antica Grecia, degli spagnoli, dei tunisini, degli albanesi, dei popoli che nella storia si sono incrociati, contaminati ed arricchiti.</p>
<p>Il dialetto è una carta d’identità con lunghe radici, l’abito su misura che il popolo si è costruito vivendo la storia di un luogo fatto di persone, fatti, narrazioni, avvicendamenti, storie vissute e raccontate, storie che vengono restituite alle future generazioni se avessero tempo e cuore di scoprire le etimologie dei termini, le avventure dietro i suoni, le eredità sottaciute.</p>
<p>Il centro di ricerca tradizioni popolari “La Grande Madre”  da alcuni anni cerca, attraverso la poesia, di riportare alla consapevolezza l’importanza di una lingua non omologante, e lo fa apprezzando tutti i dialetti, da tutte le parti del mondo, poiché  ciascuna lingua ha una dignità ed un vivacità speciale per chi la appartiene.</p>
<p>Pasolini scriveva che  “Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà”. Ed a questa realtà che i tanti poeti si sono ispirati nel raccontare scorci di vita dal proprio punto di vista, dalle proprie radici, nel proprio dialetto.</p>
<p>Le poesie considerate migliori sono state raccolte in un Antologia così che tutte ne possano leggere e gustare il piacere. Chi ha assistito alla manifestazione ha avuto la possibilità di godere dei suoni dei diversi dialetti oltre che della splendida giornata passata nella convivialità, tra cibo a Km zero cucinato dal nostro amico Rocco Albanese e relazioni semplici e genuine all’ombra degli alberi.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/cibo-echi.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18072" alt="cibo echi" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/cibo-echi-168x300.jpg" width="101" height="180" /></a></p>
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		<title>Senzatomica a Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 15:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Canzanella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Lorenzo Canzanella] Qualche anno fa sono stato a Cava de&#8217; Tirreni a sostenere la mostra Senzatomica, partecipando nel ruolo di &#8220;cicerone&#8221;. Era marzo 2014 per la precisione, e si trattava della versione &#8220;compact&#8221;. Quest&#8217;anno lo stesso evento ma in versione integrale, si sta tenendo a Napoli, nello splendido scenario di Castel Sant&#8217;Elmo. Presente dal 17 marzo al 17 aprile (ora poi fino [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/locandina-senzatomica.jpg" target="_blank">[di Lorenzo Canzanella]<img class="alignleft" title="locandina" alt="locandina-senzatomica" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/locandina-senzatomica-210x300.jpg" width="210" height="300" /></a></p>
<p>Qualche anno fa sono stato a Cava de&#8217; Tirreni a sostenere la mostra <strong><a href="http://www.senzatomica.it/" target="_blank">Senzatomica</a></strong>,</p>
<p>partecipando nel ruolo di &#8220;cicerone&#8221;. Era marzo 2014 per la precisione, e si trattava della versione &#8220;compact&#8221;. Quest&#8217;anno lo stesso evento ma in versione integrale, si sta tenendo a <strong>Napoli</strong>, nello splendido scenario di <strong>Castel Sant&#8217;Elmo</strong>. Presente <strong>dal 17 marzo al 17 aprile </strong>(ora poi fino a <strong>domenica 24</strong> mattina), la mostra mantiene le sue caratteristiche e lo spirito con cui nasce: informa, incoraggia, è <strong>GRATIS</strong>.</p>
<p>Promossa dalla <a href="http://www.sgi-italia.org/" target="_blank">Soka Gakkai Internazionale</a> (organizzazione laica buddista) l&#8217;evento sta facendo da diversi anni letteralmente il giro del mondo. A metterlo in piedi e portarlo avanti sono gli stessi membri, persone comuni che nella modalità del volontariato si sono attivate dal trovare la location, al contattare le scuole, dall&#8217;allestimento grafico, al montaggio e funzionamento di tutta la struttura, dall&#8217;accoglienza alla guida del percorso di visita. E&#8217; grazie insomma a questa enorme rete di persone che Napoli ora sta ospitando la media di quasi 1000 persone al giorno scolaresche, famiglie, adulti in almeno 5 lingue diverse.</p>
<p>Fine della mostra è quello d&#8217;informare i visitatori perché ci si possa, tutti insieme, orientare verso un mondo in cui le bombe atomiche siano <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/img_20160409_164842-01.jpeg" target="_blank"><img class="alignright" alt="img_20160409_164842-01" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/img_20160409_164842-01.jpeg" width="271" height="200" /></a>&#8220;illegali&#8221; oltre che &#8220;immorali&#8221;, proprio come è stato fatto con le armi biologiche e chimiche in precedenza. Ma come? Il sottotitolo dell&#8217;evento recita <em>&#8220;trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari&#8221;</em>; la chiave per il successo infatti siamo noi. Il visitatore viene guidato a scoprire quanti passi in avanti siano stati già fatti dal dopoguerra ad oggi, quanti traguardi ancora si possono raggiungere insieme e sopratutto che ognuno è protagonista nei propri &#8220;tanti piccoli conflitti quotidiani&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/pasquasenzaatomica.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" alt="pasquasenzaatomica" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/pasquasenzaatomica.jpg" width="295" height="197" /></a>La versione integrale lì presente offre 2 percorsi ben distinti: per adulti, per bambini. La seconda, spesso &#8220;sbirciata&#8221; anche dagli adulti, dopo i pannelli ha una grande sala dove i bambini giocano, assistono a spettacoli teatrali a tema, imparano gli origami e dove trovano una miriade di pennarelli colorati per lasciare il proprio pensiero che trova posto assieme alle altre centinaia di chi è passato prima di loro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/origami1.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" alt="origami1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/origami1.jpg" width="730" height="180" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una rivoluzione gentile</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 21:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina riflettevo sulla gentilezza, la sua potenza e la forza quasi magica che essa possiede. E cercando un po’ su internet mi sono imbattuta in un mantra della gentilezza. Non tutti sappiamo cosa sia un mantra per questo provo a spiegarvelo ora nella semplicità della mia conoscenza. Mantra significa strumento della mente, ossia dei suoni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a style="text-align: justify;" href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/mecala-bo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16773" alt="mecala bo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/mecala-bo.jpg" width="363" height="484" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Stamattina riflettevo sulla gentilezza, la sua potenza e la forza quasi magica che essa possiede. E cercando un po’ su internet mi sono imbattuta in un mantra della gentilezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutti sappiamo cosa sia un mantra per questo provo a spiegarvelo ora nella semplicità della mia conoscenza. Mantra significa strumento della mente, ossia dei suoni tradotti in parola che producono un’energia fisica, cioè delle vibrazioni. Se alla vibrazione delle parole si aggiunge un intento mentale questo influenzerà la recitazione del mantra stesso.<br />
.<br />
La fisica, soprattutto quella quantistica, ci insegna che tutto l’universo è fatto di energia e tutto vibra ad una sua frequenza specifica. A dimostrazione di ciò potreste prendere ad esempio un diapason e mettete accanto ad esso un altro della stessa frequenza, al tocco dell’uno automaticamente vibrerà anche l’altro.<br />
.<br />
I mantra, sotto questo punto di vista, ci aiutano a modificare le nostre vibrazioni in modo da entrare in risonanza con ciò che vogliamo sperimentare.<br />
.<br />
Possono essere recitati, cantati o ripetuti in silenzio nella mente. Portano ad uno stato di pace e rilassamento in quando sostituiscono il ritmo incessante dell’affastellarsi dei nostri pensieri, e dunque, puliscono, semplificano, ordinano la mente. In un mondo in cui siamo costantemente bombardati dalle dissonanze, intonare un mantra può essere un altro modo di ricalibrare la nostra essenza vibrazionale di base, per riconnetterci alla lentezza e ad un tempo che sia il più possibile a misura di uomo.<br />
.<br />
Attraverso la meditazione dei mantra entriamo inuno stato ritmico di pace, ripulito dalla spazzatura mentale disorganizzata che siamo costretti a collezionare durante il giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/sxanz.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16774" alt="sxanz" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/sxanz.jpg" width="259" height="194" /></a>Ritornando alla gentilezza, alla sua speciale magia e al mantra che ho incontrato stamattina, mi piace pensare che la stessa gentilezza possa diventare una nuova rivoluzione, la possibilità di mettere in circolo nel mondo una vibrazione che predisponga tutti a sentirsi accolti e speciali, far nascere sorrisi e bontà.<br />
Ai miei alunni a scuola insegno che le parole gentili aprono il cuore e la più potente di queste è GRAZIE.<br />
.<br />
Oggi, purtroppo, il mondo ci insegna a guardare a ciò che non abbiamo e ad agognare ad esso con bramosia, ci invita davvero molto poco a ringraziare per quanto ci è concesso, anzi quasi mai ci fermiamo a riflettere sui tanti motivi per cui potremmo ringraziare dandoli per scontati sempre e comunque.<br />
.<br />
Invece stamattina leggevo che dicendo grazie e ascoltandosi mentre lo si fa, ringraziando in modo consapevole, libereremo in noi parecchie forze creative. Queste forze si manifesteranno sotto forma di nuove idee, spunti, percezioni. Pertanto mi invito e vi invito ad uno spazio di gratitudine quotidiano utilizzando la parola GRAZIE come un mantra da ripetere con il sorriso per alcuni minuti prima di cominciare la giornata.</p>
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		<title>Basta una papera…</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2015 16:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
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		<category><![CDATA[Chi ha scelto il cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Ho scelto il cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[narrazione in diretta]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Carmela D&#8217;Antonio] Oggi pomeriggio ho osservato mio nipote che nel recinto delle galline cercava di prendere la papera, messa lì per stare in compagnia di altri animali. Correva, saltava, faceva a gara, si accucciava, si connetteva al cammino della papera, cioè al suo ritmo, o meglio sembrava che avessero trovato un loro ritmo, quasi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/11220778_658548457611597_5678362046928396552_o.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16396" alt="11220778_658548457611597_5678362046928396552_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/11220778_658548457611597_5678362046928396552_o.jpg" width="430" height="576" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/carmela-dantonio-autori-di-artempori/">Carmela D&#8217;Antonio</a>] Oggi pomeriggio ho osservato mio nipote che nel recinto delle galline cercava di prendere la papera, messa lì per stare in compagnia di altri animali.<br />
Correva, saltava, faceva a gara, si accucciava, si connetteva al cammino della papera, cioè al suo ritmo, o meglio sembrava che avessero trovato un loro ritmo, quasi come quello di un ballo.<br />
Ed ho smesso di guardare con il cuore intenerito da zia ed ho messo gli occhiali da maestra così ho cominciato a mettere lo sguardo sull’acquisizione delle competenze che emergevano da quel semplice gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un certo biasimo verso me stessa ho pensato a quante sterili attività ho dovuto mettere in campo per cercare di insegnare ai miei alunni la capacità di coordinamento dei propri schemi motori, che non è solo educazione fisica ma è anche la possibilità di scrivere avendo coordinamento oculo manuale, di riuscire ad andare verso un obiettivo, la possibilità di gestire il proprio tempo in contemporanea a quello degli altri, di concentrarsi su una figura lasciando sullo sfondo cose che potrebbero in quel momento distrarre, eccetera eccetera.<br />
Poi ho indossato altri occhiali, quelli che avevano il compito di osservare la parte emotiva, psicologica e lì mi si è aperto un altro mondo: la capacità di misura del proprio gesto, il dosare la pressione di una carezza per non fare male, il contenere la presa e tutto ciò che di affettivo e psicologico può innescarsi in una relazione tra bambino ed animale, il benessere psico fisico che se ne può ricavare, la capacità di sentirsi efficace, lo sviluppo dell’autostima e quanto più se ne possa mettere.</p>
<p style="text-align: justify;">Un semplice rincorrere una papera per accarezzarla.<br />
E non me voglianogli animalisti che estremizzando la cosa potrebbero pensare allo stress che il bambino potrebbe indurre all’animale, io preferisco una papera nel suo ambiente che si accuccia sotto una carezza, piuttosto che un cane denaturalizzato della sua animalità e ridotto ad un gingillo con lustrini e pizzi.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/11212598_658548530944923_2882412025059186050_o.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16395" alt="11212598_658548530944923_2882412025059186050_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/11212598_658548530944923_2882412025059186050_o.jpg" width="430" height="576" /></a>E poi ho pensato ai bambini sballottati tra un asilo ed un corso di danza, tra la musica e la pallavolo, la palestra e la danza cubana, senza nulla togliere a queste attività che hanno infinità di pregi, mi sono resa conto che stiamo privando i bambini di un occasione preziosa allontanandoli dalla natura.<br />
Per quanto vogliamo costruire dei surrogati di attività non possiamo mai condensare in essa la meraviglia, la gioia, lo stupore di una relazione autentica. Una LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) sarà sempre troppo limitata rispetto ad un esperienza in natura, che forse meno è guidata dall’uomo meglio è per le potenzialità del bambino ma anche per lo stress dell’animale.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la pet therapy va tanto di moda, pluripubblicizzata e strapagata, basterebbe avere in casa un gatto, qualche gallina in giardino, una papera o un coniglio per offrire ai bambini delle esperienze esilarianti che nessun parco giochi può mai eguagliare.</p>
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		<title>Riflessioni a mente aperta tra delega e pratica di vita.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 10:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></category>
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		<category><![CDATA[bauman]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D’antonio]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza delegata]]></category>

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		<description><![CDATA[ [di Carmela D&#8217;Antonio] Leggevo di Bauman, con  l’eco nella mente di quello che ho sentito o letto circa il suo intervento a Benevento. Ed un po’ come scrive Alessio Masone anche io rifletto sui tanti giovani che fanno la fila per farsi autografare il libro e che poi non ritrovi nelle pratiche di vita concrete, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/01/IMG_20150116_2355542.jpg"><br />
</a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/10570338_10205177108215832_8010318059709141082_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16259" alt="10570338_10205177108215832_8010318059709141082_n" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/10570338_10205177108215832_8010318059709141082_n-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a> [di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/carmela-dantonio-autori-di-artempori/" target="_blank">Carmela D&#8217;Antonio]</a> Leggevo di Bauman, con  l’eco nella mente di quello che ho sentito o letto circa il suo intervento a Benevento. Ed un po’ come scrive Alessio Masone anche io rifletto sui tanti giovani che fanno la fila per farsi autografare il libro e che poi non ritrovi nelle pratiche di vita concrete, offline direbbe Bauman.</p>
<p style="text-align: justify;">E quindi rifletto sul senso di delega imperante, sulla seduzione fugace delle parole edulcorate e l’ipocrisia che ne deriva, la retorica abbondante e le mode fighe.<br />
E cerco di andare oltre chiedendomi perché si ci lascia incantare dalle parole e non si riesce a varcare la soglia della pratica? Come mai si avverte questa enorme fatica, o molto più spesso questo pseudo disinteresse nel tradurre in pratica di vita i pensieri dei grandi filosofi così come le frasi che riempiono le bacheche dei social network?</p>
<p style="text-align: justify;">Ci basta postare un pensiero, una critica per credere di  cambiare il mondo? Ci basta avere un autografo per sentirci di appartenere ad un ideologia?<br />
Io non credo di essere capace di dare risposte esaurienti, ma soprattutto non mi va di addossare colpe, rientrerebbe nel consueto atto di delega delle responsabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Di una cosa però sono convinta che abitiamo un processo storico in cui è venuto a mancare la fiducia nelle proprie possibilità; il senso di efficacia; il sentimento di potenza che ti porta ad affidarti ai tuoi ideali, ad avere la forza di affrontare una critica, di sopportare un dispiacere in nome di qualcosa di più importate. Da qui comprendiamo facilmente quanto sia più facile non fare, piuttosto che provarci e sbagliare, più semplice criticare chi fa invece che mettersi in discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">E ancora una volta non mi interessa sapere di chi è la colpa, non risolverebbe il problema individuare sintomi e cause, mi interessa capire come fare per offrire al mondo coriandoli di autostima, iniezioni di fiducia, senso di potere, relazioni significative che  empowerizzano.<br />
E penso al GASB (gruppo di acquisto solidale e barattario) Arcobaleno, e penso al Visbal, alla Banda del bukò, ai ragazzi dell’ @Asilo 31, alla mia associazione di clown dottori S-fusi, ai pomeriggi all’uncinetto quando con Elide sogniamo di abbellire la città, e ai tanti eroi che ogni giorno hanno pratiche di vita a misura di uomo e di ambiente e che nel loro piccolo fanno la differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">E questi pensieri già mi riscaldano il cuore e mi sento più efficace e quindi mi piacerebbe che molti altri, soprattutto quelli che restano incastrati tra le righe di un libro, quelli che si fermano ad osservare dalla finestra , possano avere la possibilità di incontri sani e responsivi, di esperienze di proattività.<br />
Ed io cosa posso fare affinchè tutto ciò si verifichi? Affinchè i miei desideri non restino aleatorie emozioni ma si traducano in pratica di vita?</p>
<p>Su questo ci sto ragionando e vorrei farlo anche con voi, sia on line ma soprattutto offline.</p>
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		<title>Intervista a Gianni Manusacchio &#8211; Il Molise non esiste. Come valorizzare il territorio senza contributi istituzionali</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Oct 2013 13:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Ho scelto il cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>
		<category><![CDATA[gianni manusacchio]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Gianni Manusacchio, il suo legame col territorio, nonostante gli anni trascorsi nella capitale,  ci intriga non poco, così abbiamo deciso di rivolgergli alcune domande. D &#8211; Romano di adozione ma molisano nel cuore. Come mai? R - Da quasi vent&#8217;anni mi sento uno degli ambasciatori della mia terra d&#8217;origine, nel senso che i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[di Tullia Bartolini] Gianni Manusacchio, il suo legame col territorio, nonostante gli anni trascorsi nella capitale,  ci intriga non poco, così abbiamo deciso di rivolgergli alcune domande.</p>
<div id="attachment_8538" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/gianni-manusacchio.jpg"><img class="size-medium wp-image-8538" alt="Nella foto, Gianni è a Sarajevo, per uno dei suoi reportages." src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/gianni-manusacchio.jpg?w=215" width="215" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto, Gianni è a Sarajevo, per uno dei suoi reportages.</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://tulliabartolini.blogspot.it/2013/10/intervista-gianni-manusacchio-il-molise.html"><span style="color: #000000;"><strong>D &#8211; Romano di adozione ma molisano nel cuore. Come mai?</strong> R - Da quasi vent&#8217;anni mi sento uno degli ambasciatori della mia terra d&#8217;origine, nel senso che i disegni, i dipinti, i cortometraggi e i lavori che ho realizzato si sono principalmente occupati di Ripalimosani e del Molise.</span></a> <a href="http://tulliabartolini.blogspot.it/2013/10/intervista-gianni-manusacchio-il-molise.html"><span style="color: #000000;">Con le mie opere ho partecipato a mostre e festival nazionali e internazionali e gli ultimi due documentari che ho ideato, prodotto e diretto, sono arrivati nelle case di tanti molisani e anche all&#8217;estero. La Mostra-simposio &#8220;Il Molise non esiste&#8221; è una mia creazione e nasce dalla precisa volontà di continuare a guardare oltre: protagonista, una terra straordinaria e, purtroppo, sconosciuta agli stessi abitanti del luogo.</span></a> <a href="http://tulliabartolini.blogspot.it/2013/10/intervista-gianni-manusacchio-il-molise.html"><span style="color: #000000;">Pur avendo vissuto a Roma per vent&#8217;anni, posso dirti che il mio non è stato un ritorno alle origini perché, in tutto questo tempo, ho sempre frequentato il Molise, sia per impegni che per puro piacere. L&#8217;esperienza romana mi è servita per confrontarmi con persone di altro profilo professionale e umano e soprattutto per aprire i miei orizzonti, scrollandomi di dosso il provincialismo&#8221;. </span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://tulliabartolini.blogspot.it/2013/10/intervista-gianni-manusacchio-il-molise.html"><span style="color: #000000;"><strong>D – Come mai hai dato un titolo così provocatorio all&#8217;ultima Mostra-simposio: il Molise non esiste&#8230;?</strong> R - Volevo dimostrare l&#8217;esatto contrario, soprattutto ai miei conterranei. Perché ci vuole consapevolezza della propria identità, quella che viene dal territorio di origine; volevo che il Molise salisse alla ribalta dapprima nel panorama nazionale e poi in quello internazionale. Da anni sostengo che l&#8217;unione fa la forza, a maggior ragione in una Regione appena cinquantenne, animata da troppi personalismi inutili e fallimentari. L&#8217;evento non ha fatto altro presentare le diverse realtà culturali della mia terra. Una mia amica, ex professoressa di Storia dell&#8217;arte, Giulia Severino, in una mail di oggi mi ha scritto &#8220;Conoscerci significa conoscere il Molise e, con esso, tutti gli attori che lavorano intorno al mondo del turismo e del patrimonio culturale, a qualsiasi titolo.&#8221; Ecco questo è il risultato della mia politica culturale. Vorrei far diventare Ripalimosani una cellula tipo del turismo di qualità, consapevole che ci vorrà del tempo. Ripa e il Molise sono adatte come e quanto le altre regioni d&#8217;Italia ad accogliere turisti, purché si parli di turismo consapevole. Basta con i complessi di inferiorità.  </span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://tulliabartolini.blogspot.it/2013/10/intervista-gianni-manusacchio-il-molise.html"><span style="color: #000000;"><strong>D &#8211; Come nasce l&#8217;idea di questa Mostra-simposio?</strong> R-  Nasce nel 2012, dopo la realizzazione del documentario sulla feste delle feste di Ripalimosani: quella delle Quercigliole. A idearla siamo stati io e mia moglie Catia, l&#8217;intellettuale di casa, come spesso ripeto. Dopo il successo dello scorso anno non ci siamo fermati, desiderando farne l&#8217;appuntamento culturale di ogni fine settembre. Lo scorso anno l&#8217;evento ha richiamato all&#8217;incirca 800 persone, numero che è stato superato quest&#8217;anno di duecento unità, anche grazie alla presenza di 250 tra bambini, ragazzi ed adolescenti di Ripa, Montagano e Campobasso. Ho guidato questi studenti attraverso le vicende storiche e i monumenti più importanti del luogo. La scelta della location, gli ospiti speciali ed il programma nutrito e di qualità, costituito da teatro, cinema e musica, vogliono fare di questo evento, come ho già detto e come voglio sottolineare, un momento di consapevole recupero del territorio. Questa edizione è stata supportata da molti privati e da nessun partner istituzionale: questo  per nostra scelta, perché si possa dimostrare che ce la si può fare anche da soli. La soddisfazione maggiore è stata vedere negli sguardi degli studenti, grandi e piccini, una meraviglia e uno stupore nello scoprire che, anche in un paesino piccolo e apparentemente insignificante come Ripa, si possa celare tanta bellezza e mistero. </span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://tulliabartolini.blogspot.it/2013/10/intervista-gianni-manusacchio-il-molise.html"><span style="color: #000000;"><strong>D &#8211; Dunque recupero del territorio, riscoperta dei valori ad esso connessi, valorizzazione della filiera corta&#8230;</strong> R - Io credo che, in un momento storico come questo, occorra ripartire dal piccolo per poter ricostruire, mattone dopo mattone, il nostro Paese. Siamo nell&#8217;era della decadenza culturale, elemento che è alla base della crisi economica ed esistenziale che stiamo vivendo. Nonostante ciò, sono ottimista e credo fortemente nelle potenzialità e nell&#8217;intelligenza della mia gente e non solo. Noi italiani siamo i detentori del 40% del patrimonio artistico mondiale e credo che sia arrivato il momento di crederci veramente. Mi auguro presto che anche il Molise possa accogliere un turismo a misura di regione, migliorando la qualità della vita di molti di noi. </span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em><a href="http://tulliabartolini.blogspot.it/2013/10/intervista-gianni-manusacchio-il-molise.html"><span style="color: #000000;">Tullia Bartolini</span></a></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em><a href="http://tulliabartolini.blogspot.it/2013/10/intervista-gianni-manusacchio-il-molise.html"><span style="color: #000000;">Gianni Manusacchio nasce a Torino nel 1970. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma, ma la sua passione artistica trova piena forma nel cinema e nel teatro. Dal ‘97 ha prodotto, scritto e diretto diversi corti, reportages e documentari. Ha vinto premi e menzioni speciali e collaborato, tramite il fotografo Settanni, di cui è stato assistente, con Mario Monicelli e Lina Wertmuller. Nel 2005 mette in scena la sua prima regia teatrale con “Delirio a due” di Ionesco e inizia una costante collaborazione come aiuto-regia dell’attore, autore, regista Claudio Carafoli. Nel 2006 ha realizzato un documentario sulla disabilità, prodotto dal Dipartimento V del Comune di Roma, dal titolo “Noi abitiamo qui”, mentre è del 2008 la regia teatrale di “Interrail”, scritto da Massimiliano Bruno. Dal 2010 ad oggi, Gianni è docente di cinematografia presso il Liceo Scientifico del Convitto Nazionale “Mario Pagano” di Campobasso. Il suo impegno per il territorio molisano, dove è cresciuto, si evidenzia nella Mostra-simposio “Il Molise non esiste”, che ha chiuso i battenti nei giorni scorsi.</span></a></em></span></p>
<p><em><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/per-guardare-oltre.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8547" alt="per-guardare-oltre" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/per-guardare-oltre.jpg?w=300" width="300" height="134" /></a>(La Mostra Simposio &#8216;Il Molise non esiste&#8217; nasce nel 2012, da un&#8217;idea di Gianni e di sua moglie Catia. Quest&#8217;anno si è tenuta dal 25 al 28 settembre nelle sale del Palazzo Marchesale Ripalimosani e ha visto la partecipazione di pittori, archeologi, iconografi, fotografi. Nel corso delle quattro giornate del programma, si è discusso delle potenzialità del Molise, si sono organizzate degustazioni dedicate a prodotti locali, si sono tenute mostre, unitamente a performance musicali, con la partecipazione anche delle scolaresche).</strong></em></p>
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