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	<title>Art&#039;Empori &#187; narrazione in diretta</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Una rivoluzione gentile</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 21:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina riflettevo sulla gentilezza, la sua potenza e la forza quasi magica che essa possiede. E cercando un po’ su internet mi sono imbattuta in un mantra della gentilezza. Non tutti sappiamo cosa sia un mantra per questo provo a spiegarvelo ora nella semplicità della mia conoscenza. Mantra significa strumento della mente, ossia dei suoni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a style="text-align: justify;" href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/mecala-bo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16773" alt="mecala bo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/mecala-bo.jpg" width="363" height="484" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Stamattina riflettevo sulla gentilezza, la sua potenza e la forza quasi magica che essa possiede. E cercando un po’ su internet mi sono imbattuta in un mantra della gentilezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutti sappiamo cosa sia un mantra per questo provo a spiegarvelo ora nella semplicità della mia conoscenza. Mantra significa strumento della mente, ossia dei suoni tradotti in parola che producono un’energia fisica, cioè delle vibrazioni. Se alla vibrazione delle parole si aggiunge un intento mentale questo influenzerà la recitazione del mantra stesso.<br />
.<br />
La fisica, soprattutto quella quantistica, ci insegna che tutto l’universo è fatto di energia e tutto vibra ad una sua frequenza specifica. A dimostrazione di ciò potreste prendere ad esempio un diapason e mettete accanto ad esso un altro della stessa frequenza, al tocco dell’uno automaticamente vibrerà anche l’altro.<br />
.<br />
I mantra, sotto questo punto di vista, ci aiutano a modificare le nostre vibrazioni in modo da entrare in risonanza con ciò che vogliamo sperimentare.<br />
.<br />
Possono essere recitati, cantati o ripetuti in silenzio nella mente. Portano ad uno stato di pace e rilassamento in quando sostituiscono il ritmo incessante dell’affastellarsi dei nostri pensieri, e dunque, puliscono, semplificano, ordinano la mente. In un mondo in cui siamo costantemente bombardati dalle dissonanze, intonare un mantra può essere un altro modo di ricalibrare la nostra essenza vibrazionale di base, per riconnetterci alla lentezza e ad un tempo che sia il più possibile a misura di uomo.<br />
.<br />
Attraverso la meditazione dei mantra entriamo inuno stato ritmico di pace, ripulito dalla spazzatura mentale disorganizzata che siamo costretti a collezionare durante il giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/sxanz.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16774" alt="sxanz" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/sxanz.jpg" width="259" height="194" /></a>Ritornando alla gentilezza, alla sua speciale magia e al mantra che ho incontrato stamattina, mi piace pensare che la stessa gentilezza possa diventare una nuova rivoluzione, la possibilità di mettere in circolo nel mondo una vibrazione che predisponga tutti a sentirsi accolti e speciali, far nascere sorrisi e bontà.<br />
Ai miei alunni a scuola insegno che le parole gentili aprono il cuore e la più potente di queste è GRAZIE.<br />
.<br />
Oggi, purtroppo, il mondo ci insegna a guardare a ciò che non abbiamo e ad agognare ad esso con bramosia, ci invita davvero molto poco a ringraziare per quanto ci è concesso, anzi quasi mai ci fermiamo a riflettere sui tanti motivi per cui potremmo ringraziare dandoli per scontati sempre e comunque.<br />
.<br />
Invece stamattina leggevo che dicendo grazie e ascoltandosi mentre lo si fa, ringraziando in modo consapevole, libereremo in noi parecchie forze creative. Queste forze si manifesteranno sotto forma di nuove idee, spunti, percezioni. Pertanto mi invito e vi invito ad uno spazio di gratitudine quotidiano utilizzando la parola GRAZIE come un mantra da ripetere con il sorriso per alcuni minuti prima di cominciare la giornata.</p>
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		<title>L’Educazione Visiva per prevenire e curare i disturbi della vista.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 09:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D&#8217;Antonio] Il 14 giugno per puro caso mi sono trovata al Festival dell’Oriente che si è tenuto alla fiera di Bologna e altrettanto per casualità sono stata ad ascoltare un seminario tenuto da Piva Arianna su un metodo di rieducazione visiva. . Arianna ha semplicemente raccontato la sua storia di bambina a cui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/Occhi_012.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16712" alt="Occhi_012" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/Occhi_012.jpg" width="368" height="277" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/carmela-dantonio-autori-di-artempori/" target="_blank">Carmela D&#8217;Antonio</a>] Il 14 giugno per puro caso mi sono trovata al Festival dell’Oriente che si è tenuto alla fiera di Bologna e altrettanto per casualità sono stata ad ascoltare un seminario tenuto da Piva Arianna su un metodo di rieducazione visiva.<br />
.<br />
Arianna ha semplicemente raccontato la sua storia di bambina a cui viene riscontrata la Miopia, cioè un difetto della vista che non permette di vedere la lontano. Purtroppo con la crescita, la miopia di Arianna aumenta sempre di più, fino ad arrivare durante i suoi 24 anni ad una diagnosi di eventuale cecità dovuta non solo all’aggravarsi della miopia ma anche ad un conseguente distacco della retina. Preoccupata, timorosa, ma decisa a non arrendersi, comincia a cercare su internet qualcosa di alternativo che potesse darle comunque qualche speranza.<br />
Così si è imbattuta in un libro di De Angelis dal titolo “Come sono guarito dalla miopia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le si apre un modo, comincia a consapevolizzare le cattive abitudini a cui la vita moderna sottopone la vista e comprende quanto l’adattamento a stili di vita poco naturali, le luci artificiali, gli ambienti chiusi e quindi poco consoni all’uomo stanno creando nuovi adattamenti nella specie, impigrendo alcune potenzialità dei nostri occhi.<br />
Comincia ad occuparsi di igiene visiva, la pratica ogni giorno nella sua vita, inizia a fare dei semplici esercizi per rieducare i suoi occhi ad uno sguardo sano ed il più possibile naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Associa a tutto questo consigli di altri esperti e ne costituisce una sorta di metodo, che ha chiamato Power Vision System, un metodo fatto di un approccio naturale ed olistico, che le ha permesso in alcuni anni di recuperare ben quattro diottrie.<br />
Arianna ha voluto condividere la sua esperienza in un sito, in cui spiega il metodo che lei ha adottato, gli esercizi, e i vari training oltre che a norme di igiene visiva e tanto altro. Si è specializzata in questo settore e ne è diventata promotrice infatti nel suo sito sono spiegati in modo preciso anche attraverso video tutorial gli esercizi che chiunque potrebbe fare.<br />
Il sito lo trovate all’indirizzo <a href="www.miglioralatuavista.it" target="_blank">www.miglioralatuavista.it</a><br />
Ho voluto condividere tutto questo con voi, perché credo sia necessario fare informazione producendo un cambiamento dal basso che ha del magnifico quando ci permette di educare, di prevenire e di curarci.</p>
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		<title>Basta una papera…</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2015 16:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D&#8217;Antonio] Oggi pomeriggio ho osservato mio nipote che nel recinto delle galline cercava di prendere la papera, messa lì per stare in compagnia di altri animali. Correva, saltava, faceva a gara, si accucciava, si connetteva al cammino della papera, cioè al suo ritmo, o meglio sembrava che avessero trovato un loro ritmo, quasi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/11220778_658548457611597_5678362046928396552_o.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16396" alt="11220778_658548457611597_5678362046928396552_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/11220778_658548457611597_5678362046928396552_o.jpg" width="430" height="576" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/carmela-dantonio-autori-di-artempori/">Carmela D&#8217;Antonio</a>] Oggi pomeriggio ho osservato mio nipote che nel recinto delle galline cercava di prendere la papera, messa lì per stare in compagnia di altri animali.<br />
Correva, saltava, faceva a gara, si accucciava, si connetteva al cammino della papera, cioè al suo ritmo, o meglio sembrava che avessero trovato un loro ritmo, quasi come quello di un ballo.<br />
Ed ho smesso di guardare con il cuore intenerito da zia ed ho messo gli occhiali da maestra così ho cominciato a mettere lo sguardo sull’acquisizione delle competenze che emergevano da quel semplice gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un certo biasimo verso me stessa ho pensato a quante sterili attività ho dovuto mettere in campo per cercare di insegnare ai miei alunni la capacità di coordinamento dei propri schemi motori, che non è solo educazione fisica ma è anche la possibilità di scrivere avendo coordinamento oculo manuale, di riuscire ad andare verso un obiettivo, la possibilità di gestire il proprio tempo in contemporanea a quello degli altri, di concentrarsi su una figura lasciando sullo sfondo cose che potrebbero in quel momento distrarre, eccetera eccetera.<br />
Poi ho indossato altri occhiali, quelli che avevano il compito di osservare la parte emotiva, psicologica e lì mi si è aperto un altro mondo: la capacità di misura del proprio gesto, il dosare la pressione di una carezza per non fare male, il contenere la presa e tutto ciò che di affettivo e psicologico può innescarsi in una relazione tra bambino ed animale, il benessere psico fisico che se ne può ricavare, la capacità di sentirsi efficace, lo sviluppo dell’autostima e quanto più se ne possa mettere.</p>
<p style="text-align: justify;">Un semplice rincorrere una papera per accarezzarla.<br />
E non me voglianogli animalisti che estremizzando la cosa potrebbero pensare allo stress che il bambino potrebbe indurre all’animale, io preferisco una papera nel suo ambiente che si accuccia sotto una carezza, piuttosto che un cane denaturalizzato della sua animalità e ridotto ad un gingillo con lustrini e pizzi.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/11212598_658548530944923_2882412025059186050_o.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16395" alt="11212598_658548530944923_2882412025059186050_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/11212598_658548530944923_2882412025059186050_o.jpg" width="430" height="576" /></a>E poi ho pensato ai bambini sballottati tra un asilo ed un corso di danza, tra la musica e la pallavolo, la palestra e la danza cubana, senza nulla togliere a queste attività che hanno infinità di pregi, mi sono resa conto che stiamo privando i bambini di un occasione preziosa allontanandoli dalla natura.<br />
Per quanto vogliamo costruire dei surrogati di attività non possiamo mai condensare in essa la meraviglia, la gioia, lo stupore di una relazione autentica. Una LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) sarà sempre troppo limitata rispetto ad un esperienza in natura, che forse meno è guidata dall’uomo meglio è per le potenzialità del bambino ma anche per lo stress dell’animale.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la pet therapy va tanto di moda, pluripubblicizzata e strapagata, basterebbe avere in casa un gatto, qualche gallina in giardino, una papera o un coniglio per offrire ai bambini delle esperienze esilarianti che nessun parco giochi può mai eguagliare.</p>
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