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	<title>Art&#039;Empori &#187; Psicologia</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Il Nuovo 23 Novembre per Apice</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 15:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice. Anniversario del terremoto dell’Ottanta. Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico. Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o.jpg"><img class=" wp-image-18360 alignleft" alt="73201892_140906783959423_591644247673798656_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o-223x300.jpg" width="156" height="210" /></a>Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice.</p>
<p>Anniversario del terremoto dell’Ottanta.</p>
<p>Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico.</p>
<p>Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico narrano di un luogo d’amore, di piazze colme di persone, di vicoli dedicati alla socialità, di un paese vigoroso socialmente ed economicamente, un crocevia di persone, animali, fiere e mercati.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o.jpg"><img class="alignright  wp-image-18361" alt="73515729_146673643382737_2582981224301592576_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
<p>Distaccati traumaticamente da quel luogo d’amore la popolazione apicese sembra avere ingabbiato il proprio timore nella cementificazione di case, simulacri di evanescenti status sociali.</p>
<p>La paura del dover riabbandonare i luoghi cari, forse mai elaborata pienamente, ha ridotto la proattività sociale diffidandola con la critica facile o il gioco del terzo escluso.</p>
<p>E’ stato semplice assopire il proprio sentimento di impotenza rispetto alle catastrofi sacrificando le relazioni di quartiere agli imperativi del lavorare e consumare. Il bene comune era diventato una parolaccia, l’impegno sociale uno sbuffo ingiallito di borbottamenti, il tornaconto un alibi delegante.<br />
Oggi questa paralisi sociale piano piano sta cedendo il posto a nuove proattività, a giovani speranze.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o.jpg"><img class=" wp-image-18359 alignleft" alt="71725144_134384994565291_2019940445206872064_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o-300x200.jpg" width="210" height="140" /></a></p>
<p>Quest’anno il 23 novembre sembra portare con sè un auspicio di bene, sarà il giorno in cui si inaugureranno i Mercatini di Natale ad Apice Vecchia.</p>
<p>Un evento che vedrà coinvolto il borgo per diverse settimane fino alla chiusura del periodo natalizio. Dalle esposizioni degli artigiani al presepe vivente, dal vicolo delle “Anime Viandanti” a quello dello street food.<br />
In nome di questa grande manifestazione il borgo da mesi pullula di una nuova energia, le persone hanno ricominciato a popolare le piazze, le erbacce hanno dovuto cedere il passo alle installazioni artistiche, i vicoli si riempiono di voci, i ruderi diventano risorsa d’arte, le persone sembrano uscite dal letargo della bassa reattività, dal timore di affrontare i ricordi di quello che fu!<br />
Credo che il paese stia facendo un salto quantico, questo anche grazie ai figlie e ai nipoti che cresciuti a pane e ricordi hanno avuto, qualche anno fa, il coraggio di scommettere sulle “case carute” e oggi su tutto il borgo, ormai ribattezzato come fantasma. Di fantasma sta rimanendo solo la paura e il ricordo di quell’evento drammatico che ha squarciato la tranquillità di un paese dal quale i cittadini, forse, solo oggi, si stanno riprendendo definitivamente.<br />
Qualcuno ha metaforicamente suonato un flauto magico che ha risvegliato la popolazione: i commercianti di Apice Vecchia si sono costituiti in associazione per organizzare al meglio i Mercatini, hanno chiesto il contributo dei gruppi territoriali e così le associazioni si sono messe insieme per supportare l’evento, le comunicazioni si sono abbeverate di propositività e collaborazione, nuovi sguardi accolgono i turisti, idee fresche prosperano ovunque, nel paese vecchio ed anche nel nuovo che se all’inizio ha visto con dubbio ed invidia la vitalità del vecchio borgo, oggi ne osserva la bontà dell’iniziativa e l’intuizione della collaborazione.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n.jpg"><img class="alignright  wp-image-18362" alt="73409154_142001113849990_1964229771575427072_n" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a><br />
Mi piace pensare al 23 novembre 2019 come un atto psicomagico, come direbbe Jodorowsky, che le nuove generazioni di Apice stanno offrendo ai loro nonni e genitori per sanare le vecchie ferite della vita.</p>
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		<title>Lana in fabula: riflessioni pedagogiche e foto</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 17:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologia dell'età evolutiva]]></category>
		<category><![CDATA[scorrevole]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo manuale]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Mariapaola Bianchini] Il mese di febbraio 2015 alla libreria Masone, si è concluso con un evento tutto per bambini, il primo di una lunga serie futura. &#8220;LANA IN FABULA&#8221; è il titolo dell&#8217;esperienza organizzata e condotta da me (Mariapaola Bianchini, psicologa dell&#8217;età evolutiva e membra attiva di art empori) e   Ilaria Fragnito, artigiana della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/mariapaola-bianchini-x-autori/" target="_blank">Mariapaola Bianchini</a>] Il mese di febbraio 2015 alla libreria Masone, si è concluso con un evento tutto per bambini, il primo di una lunga serie futura.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;LANA IN FABULA&#8221; è il titolo dell&#8217;esperienza organizzata e condotta da me (Mariapaola Bianchini, psicologa dell&#8217;età evolutiva e membra attiva di art empori) e   Ilaria Fragnito, artigiana della lana (Lailanahttps://www.facebook.com/lailanahandmade?fref=ts ).</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo dell&#8217;evento, replicabile su richiesta, era sensibilizzare sulla riscoperta e valutazione del lavoro manuale nei bambini. In questo caso il lavoro manuale riguardava la lana, grazie all&#8217;esperienza di Ilaria in questo settore. Attraverso la sua guida i bambini hanno realizzato delle pecorelle di lana che poi hanno portato con sè come ricordo dell&#8217;esperienza vissuta. Seppure piccoli (età prescolare) sono riusciti a costruire personalmente un oggetto, maturando una piena consapevolezza della sua essenza: passaggi tecnico-manuali per realizzarli e conoscenza della lana, dall&#8217;origine (pecore ed altri animali, tosatura, trasformazione in fili, colorazione) alla sua esplorazione sensoriale (attenzione focalizzata su forma, colore, morbidezza e sostanza).</p>
<p style="text-align: justify;">Ho cercato di curare il contenimento emotivo dell&#8217;esperienza, accompagnando i bambini ad una reciproca conoscenza. In età prescolare esperienze di questo tipo sono rese più difficili dalle ansie naturali dei bambini (cambiamento di contesto, allontanamento dalle figure di accudimento, interazione con bimbi sconosciuti, esperienza nuove) ma vala la pensa insistere e lavorare in questa direzione. I bambini ancora lattanti già sanno usare il touch screen e tutte le nuove tecnologie (si parla infatti di generazione touch), con le enormi potenzialità che questo comporta ma anche con i rischi presenti, soprattutto se non si pongono limiti e non si cercano bilanciamenti (come i lavori creativi e manuali: disegni, manipolazione carta, legno ecc.) Se in età prescolare l&#8217;attenzione e la partecipazione  sono funzionali ad apprendimenti più consapevoli, allora è giusto cominciare da qui. Con bimbi di questa età funzionano la consapevolezza sensoriale e la fantasia; motivo per cui nel nostro laboratorio fili colorati e morbidi sono serviti a creare oggetti con cui inventare storie e divertirsi con poco. Il laboratorio è durato circa un&#8217;ora considerando i tempi di attenzioni, ma è bastata loro per portarsi a casa la piacevolezza del lavoro manuale.  Una bimba piccola era attratta dalla mia collana ma a fine esperienza l&#8217;ho guidata a capire la differenza valoriale tra un oggetto acquistato attraverso il denaro ed uno guadagnato attraverso gli sforzi personale. La pecorella allora è apparsa più bella per quello è, il risultato di uno sforzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo di riproporre tutto ciò ad altri bimbi, anche più grandi. L&#8217;artigianato va riscoperto e riportato al centro. Le nostre nonne e le nostre zie hanno provato, tempo fa, a spiegarci che la manualità a servizio della creatività è importante quanto la cultura e che anzi, se vissuta con consapevolezza è di per sè cultura. Noi, però,  non abbiamo ascoltato, non abbiamo capito, e abbiamo praticato altre vie. Adesso è il momento di riprendere questi insegnamenti con le consapevolezze e conoscenze di oggi (risultati dei nostri percorsi), con i linguaggi e i saperi di oggi (Internet e tecnologia) e bilanciare tutto insegnando, sensibilizzando, tracciando vie alternative.</p>
<p>-<br />
<span style="color: #993300;">Le foto dell’articolo sono state scattate da Art’Empori durante la serata del 5 gennaio 2015.</span><br />
<span style="color: #993300;">Per una visione ottimale delle foto, <strong>cliccare all’interno della foto in testa all’articolo</strong> e, poi (apertasi una nuova finestra), cliccare sulla destra di ogni foto (per andare avanti) o cliccare sulla sinistra della foto (per andare indietro).</span></p>
<div><span style="color: #993300;">Le foto scorrono più velocemente se si utilizza la rondella del mouse (solo in avanti).</span><br />
<span style="color: #993300;"><strong>E’ sconsigliato</strong> cliccare sulle foto in miniatura che qui seguono.</span></div>

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/1-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="laboratorio lana in fabula libreria masone alisei" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/2-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/3-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/4-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/5-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/6-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="6" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/7-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/8-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="8" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/9-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="9" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/10-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" /></a>

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		<title>Dodici tesi per una scuola conviviale che ascolta il contadino, l’operaio, la casalinga, il negoziante</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2014 11:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Vigilante]]></category>
		<category><![CDATA[convivialità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola conviviale]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Antonio Vigilante da Comune-Info] Vorrei dare il mio contributo alla discussione sulla possibilità di una scuola diversa, presentando dodici tesi che costituiscono il nucleo di un libro che sto scrivendo, ed il cui titolo sarà La scuola conviviale. L’aggettivo conviviale fa riferimento da un lato al Convivio platonico e dall’altro alla convivialità di Ivan Illich (La [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/09/gruppi-Lettura-ragazzi-2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14201" alt="gruppi-Lettura-ragazzi-2012" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/09/gruppi-Lettura-ragazzi-2012-300x217.jpg" width="300" height="217" /></a></strong>[di Antonio Vigilante da <a href="http://comune-info.net/2014/09/12-tesi-scuola-conviviale/" target="_blank">Comune-Info</a>] Vorrei dare il mio contributo alla discussione sulla possibilità di una scuola diversa, presentando dodici tesi che costituiscono il nucleo di un libro che sto scrivendo, ed il cui titolo sarà <strong>La scuola conviviale</strong>. L’aggettivo conviviale fa riferimento da un lato al Convivio platonico e dall’altro alla convivialità di Ivan Illich (<a href="http://comune-info.net/wp-content/uploads/2014/09/La-Convivialit%C3%A0.pdf" target="_blank">La convivialità</a>). Si tratta, in breve, di ripensare la scuola – la scuola pubblica - mettendo al centro due cose: le relazioni, che devono essere aperte, simmetriche, dialogiche, ed il rapporto tra scuola e mondo economico-sociale, che non deve essere di riproduzione, ma di ripensamento critico, alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo e di realizzazione umane.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prima tesi</strong><br />
La scuola conviviale è fondata sul dialogo non solo tra studenti e docenti, ma degli studenti tra loro. Studenti e docenti costituiscono<strong> una comunità</strong> <strong>che</strong> apprende, studia, ricerca e <strong>cresce insieme</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Seconda tesi</strong><br />
La scuola conviviale fa dunque a meno della relazione asimmetrica tradizionale tra docenti e studenti, ed instaura invece una <strong>simmetria dinamica</strong>, perché tesa verso la crescita comune. Il darsi del tu è il segno esteriore, ma non superficiale, di questo cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Terza tesi</strong><br />
La scuola conviviale è una scuola serena, nella quale<strong> gli inevitabili conflitti vengono affrontati</strong> con gli strumenti del dialogo e della ragione. La serenità, l’armonia, la bellezza che sono elementi indispensabili di una situazione educativa saranno espressi anche esteriormente nell’ambiente dell’aula.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quarta tesi</strong><br />
<strong>La scuola conviviale è un laboratorio di critica sociale</strong>. Questo non vuol dire che a scuola si debbano insegnare concezioni critiche verso il sistema e cercare di formare dei rivoluzionari: ciò sarebbe indottrinamento. Vuol dire, invece, che nella scuola si discute in modo aperto e critico del sistema sociale, economico, assiologico. Il problema del rapporto tra scuola e mondo esterno si risolve così: la scuola è il luogo in cui il mondo esterno viene passato al vaglio della critica. Il sistema sociale ed economico ha una straordinaria pervasività; alla scuola spetta il compito di <strong>rifiutarsi di essere una delle tante agenzie pubblicitarie del capitalismo</strong>, ed offrire agli studenti visioni del mondo alternative.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quinta tesi</strong><br />
La scuola conviviale mette tra parentesi tutti i sistemi ideologici, religiosi, assiologici. Il suo atteggiamento di fondo è la scepsi, intesa come <strong>ricerca</strong>. Come tale, è rigorosamente<strong> laica</strong>, anche se non anti-religiosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sesta tesi</strong><br />
La scuola conviviale<strong> riflette criticamente su sé stessa</strong> in quanto istituzione, configurandosi come meta-scuola.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Settima tesi</strong><br />
La scuola conviviale non si considera l’unico luogo in cui sia possibile un apprendimento reale ed una crescita umana completa. Ritiene, invece, che sia possibile <strong>imparare ovunque</strong>, e che la scuola sia solo uno dei tanti luoghi di apprendimento possibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ottava tesi</strong><br />
La scuola conviviale è <strong>aperta ai saperi tradizionalmente esclusi</strong> dalla scuola, anche per ragioni di classe.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nona Tesi</strong><br />
La scuola conviviale è aperta al contributo di molteplici soggetti. Sa che ascoltare le persone è uno dei modi migliori per imparare e crescere. E dunque<strong> ascolta il contadino, l’operaio, la casalinga, il commerciante, l’immigrato e così via</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Decima tesi</strong><br />
La scuola conviviale <strong>non è eurocentrica</strong>, ma guarda con interesse a tutte le culture del mondo. La scuola conviviale considera criticamente tutti i contenuti culturali, cercando diverse interpretazioni, punti di vista alternativi, fonti minori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Undicesima tesi</strong><br />
La scuola conviviale <strong>considera il sapere come contributo al bene comune</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dodicesima tesi</strong><br />
La scuola conviviale <strong>si occupa dell’educazione spirituale</strong> non meno che dell’educazione intellettuale.</p>
<p> &#8212;</p>
<h5> Antonio Vigilante, pedagogista, direttore scientifico di <a href="http://educazionedemocratica.org/" target="_blank">Educazione democratica</a>, insegna Scienze umane in un istituto professionale di Siena</h5>
<p>Articolo originale: <a href="http://comune-info.net/2014/09/12-tesi-scuola-conviviale/" target="_blank">http://comune-info.net/2014/09/12-tesi-scuola-conviviale/</a></p>
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		<title>La responsabilita&#8217; sociale quando si parla del suicidio</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2014 08:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Mariapaola Bianchini] Il suicidio è un comportamento estremo, con un impatto drammatico nei percorsi di vita di chi ci lascia e di chi rimane. E&#8217; un fenomeno troppo complesso e troppo delicato, per cui è necessario parlarne con rispetto, assenza di giudizio, attenzione, delicatezza, e soprattutto con conoscenza.  Questo è un articolo che nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px;">[<a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/mariapaola-bianchini-x-autori/" target="_blank">di Mariapaola Bianchini</a>] Il suicidio è un comportamento estremo, con un impatto drammatico nei percorsi di vita di chi ci lascia e di chi rimane. E&#8217; un fenomeno troppo complesso e troppo delicato, per cui è necessario parlarne con rispetto, assenza di giudizio, attenzione, delicatezza, e soprattutto con conoscenza. <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/08/la-notte-stellata.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13695" alt="la notte stellata" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/08/la-notte-stellata-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a></span></p>
<p><span style="font-size: 13px;">Questo è un articolo che nella corrente settimana di ferragosto 2014 si aggiunge a purtroppo altri articoli sull&#8217;argomento, data la concentrazione nelle ultime settimane di episodi di cronaca locale, nazionale e mondiale. E&#8217; un articolo che nasce a caldo, da riflessioni sulla responsabilità sociale legata al fenomeno, in particolare a come lo si elabora e a come ne si parla.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px;">Quando arriva all&#8217;attenzione dei media, e quindi alla gente, il suicidio è già un comportamento agito e, nel caso sia riuscito, una realtà concreta cui si puo&#8217; far fronte solo supportando i </span><i style="font-size: 13px;">survivors</i><span style="font-size: 13px;">, cioè i cari che sono stati drammaticamente privati del legame con la persona venuta a mancare. Sono persone che elaborano il lutto diversamente, in un percorso lungo e difficile che non sempre viene risolto, e che coinvolge emozioni e sentimenti diversi da quelli di un lutto accidentale. Si tratta di persone fortemente scioccate che andrebbero supportate da professionisti esperti o da persone sensibili e preparate.  Prima di questo, però, c&#8217;è tutto un percorso che spesso vede coinvolte figure familiari e professionali, sanitarie -medici, psichiatri- psicoterapeuti  &#8211; , spirituali, politiche, associazionistiche. Sono  tutte impegnate nella prevenzione suicidaria.</span></p>
<p>La prevenzione del suicidio è un tema fondamentale e di estrema rilevanza che ha si l&#8217;urgente scopo di evitare il dramma, ma anche l&#8217;obiettivo di diffondere una cultura di conoscenza e prevenzione socialmente condivisa. Sensibilizzare sul fenomeno, diffonderne la conoscenza, ridurre lo stigma, agire sui pregiudizi che isolano i familiari, sono tutti tentativi di cambiamento culturale e assistenziale che vanno nella direzione del sostegno psico-sociale più funzionale ad evitare comportamenti estremi. In Italia una presenza importante che agisce nella cultura della prevenzione e del sostegno è il &#8220;<strong><i>SPS -Servizio per la prevenzione del suicidio</i>&#8220;</strong> presso la U.O.C. di psichiatria dell&#8217;azienda ospedaliera Sant&#8217;Andrea. Consultando il sito internet  -  <a href="http://www.prevenireilsuicidio.it/">www.prevenireilsuicidio.it</a>  si possono raccogliere molte informazioni sull&#8217;argomento  che hanno l&#8217;utilità di sensibilizzare la gente a conoscere meglio e senza pregiudizi. Sono anche una risorsa per le principali agenzie di educazione e sostegno che possono diventare protagonisti attivi nelle fasi più precoci di vita, scuole e servizi sanitari nazionali.  Il SPS partecipa alla <b>Giornata Mondiale di Prevenzione al suicidio</b> (6 ottobre 2014 &#8211; <a href="http://www.giornataprevenzionesuicidio.it">www.giornataprevenzionesuicidio.it</a>  &#8211; ) con un convegno il 10 e l&#8217;11 settembre  il cui slogan è &#8220;LA PREVENZIONE DEL SUICIDIO, UN MONDO UNITO&#8221; (<a href="http://http://www.giornataprevenzionesuicidio.it/public/GMPS2014b.pdf">http://www.giornataprevenzionesuicidio.it/public/GMPS2014b.pdf</a>) proprio per rimarcare l&#8217;importanza di linee guida e conoscenze mondialmente condivise.</p>
<p>La responsabilità sociale quando si parla di suicidio riguarda in primis il <strong>mondo dei media</strong>, che in questa epoca di velocità stratosferica della comunicazione, determina le direzioni dei social network e quindi le risposte di elaborazione e consapevolezza mondialmente condivise. <strong>Esistono delle linee guida cui i media devono attenersi quando parlano di suicidio o quando danno notizie di episodi suicidari</strong>. Esse sono  redatte direttamente dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità e <strong>servono per evitare i comportamenti suicidari di emulazione</strong>, purtroppo molto diffusi. Come si evince dalle linee guida &#8211;  <a href="http://http://www.who.int/mental_health/prevention/suicide/resource_media.pdf ">http://www.who.int/mental_health/prevention/suicide/resource_media.pdf </a>-  è cura dei media essere attenti a:</p>
<ul>
<li>dare l&#8217;opportunità di educare il pubblico al suicidio</li>
<li>evitare espressioni che normalizzano il suicidio e lo presentano come una soluzione ai problemi</li>
<li>evitare dettagli  sui luoghi ed inopportuni racconti sulle storie di suicidio</li>
<li>evitare esplicite descrizioni sui metodi usati nei comportamenti di suicidio, riusciti o non riusciti</li>
<li>evitare di fornire notizie sulle circostanze dei comportamenti di suicidio, riusciti o non riusciti</li>
<li>formulare titoli con cura</li>
<li>esercitare cura nell&#8217;uso di immagini e video</li>
<li>mantenere particolare cura quando si informa sul suicidio di celebrità</li>
<li>esporre giuste considerazioni sulle persone che hanno perso un caro</li>
<li>diffondere informazioni su dove richiedere sostegno ed aiuto</li>
<li>riconoscere che i media stessi possono essere stati toccati da storie personali di suicidio.</li>
</ul>
<p>La diffusione di queste linee guida ci puo&#8217; essere utile ad assumere in prima persona un atteggiamento critico  e responsabile quando  leggiamo di cronache drammatiche. E&#8217; il caso, ad esempio, del recente suicidio di Robin Williams,  celebrità nota ed amata in tutto il mondo. La notizia della sua personale decisione di morte è stata diffusa velocemente in tutto il mondo e ci ha spinto a condividerla personalmente sui social network. Attenzione però alla nostra responsabilità: come ha riportato il quotidiano on line il Post &#8211; <a href="http://www.ilpost.it/2014/08/13/modo-giusto-parlare-suicidio/">http://www.ilpost.it/2014/08/13/modo-giusto-parlare-suicidio/</a> &#8211; ci sono state delle irregolarità nella comunicazione ed è doveroso informarsi per essere critici. La responsabilità ci permette maggiore proattività e la proattività fa sperare nel necessario  cambiamento della cultura del suicidio.</p>
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		<title>Come un romanzo. Uno spunto per parlare di dislessia</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 06:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Mariapaola Bianchini] Ho letto &#8220;Come un romanzo&#8221;, di Daniel Pennac, nei primi anni di università. Casualmente. Ne parlava la mia proferessa: lei, proprio lei, che mi avrebbe avvicinata da lì a poco al bellissimo lavoro che faccio, nel mondo della dislessia. Romanzo di riflessione sulla parte emotiva della dislessia, quella di cui si parla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/come-un-romanzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11440" alt="come un romanzo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/come-un-romanzo-300x165.jpg" width="300" height="165" /></a>[di Mariapaola Bianchini] Ho letto &#8220;Come un romanzo&#8221;, di Daniel Pennac, nei primi anni di università. Casualmente. Ne parlava la mia proferessa: lei, proprio lei, che mi avrebbe avvicinata da lì a poco al bellissimo lavoro che faccio, nel mondo della dislessia. Romanzo di riflessione sulla parte emotiva della dislessia, quella di cui si parla meno ma che è fondamentale a decidere le direzioni del problema, a tracciare cambiamenti o accompagnare piano piano negli abissi. La motivazione alla lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Come un romanzo&#8221; è un saggio in cui sono presentate circa milletrecentocinquantaquattro motivazioni  sull&#8217;importanza della lettura nella nostra vita. Leggendo si cresce, si riflette, si conosce, si sogna, ci si emoziona, si fantastica, si immagina, si sviluppa senso critico, si impara a scrivere, ecc. ecc. Noi adulti abbiamo il bisogno  di passare ai più piccoli questo <i>&#8220;dogma&#8221;</i>, come un&#8217;eredità preziosa.  Intenzione nobile, ma spesso accade che si utilizzano modi  non funzionali, con il rischio di fare altrettanti milletrecentocinquaquattro errori. Segue quindi la bella riflessione su modi nuovi di presentare la lettura ai figli, agli allievi, a piccoli amici, a giovani pazienti. E questo è il vero tema del saggio: convincere che solo coltivando nei bambini e nei ragazzi entusiasmo, emozione, curiosità, condivisione, accadrà il miracolo di far nascere nuovi lettori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Torniamo alla dislessia, che per motivi neurobiologici impedisce di leggere correttamente. Ci pensate, se voi non sapeste leggere correttamente? Se foste lenti, imprecisi, impossibilitati quasi a leggere un romanzo ? Frustrante eh?! Quante cose vi perdereste, che aggiungono valore alla vostra vita.  In realtà le soluzioni, per chi non demorde e non si lascia condizionare da un difetto, ci sono. La più semplice e veloce è </span><em style="font-size: 13px;">alfa reader</em><span style="font-size: 13px;">, uno dei tanti traduttori vocali che si trovano in commercio. A scuola è un&#8217;ottima risorsa: basta scannerizzare il testo ( o scaricare direttamente il libro nel formato digitale) e la voce computerizzata legge. Ma con un romanzo? E qui sta la riflessione che ho sentito di voler condividere da una mia esperienza personale. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px;">Sto rileggendo &#8220;Come un romanzo&#8221; insieme ad una persona giovane che ha la dislessia. Io leggo per lei e lei ascolta; a tratti ci fermiamo per commentare, o per sorridere, o per esprimere noia, o qualche altra emozione. E&#8217; una bella esperienza: somiglia alla magia di cui Pennac stesso parla nel saggio, a proposito del triangolo che si crea nella lettura condivisa tra lo scrittore, il genitore che legge e il b</span><span style="font-size: 13px;">ambino che ascolta. Tre menti che incontrandosi, creano nuove alchimie e nuovi mondi. Questo è l&#8217;entusiasmo necessario per appassionare alla lettura, anche quando la lettura è difettosa. Occorre creare le condizioni giuste, ad esempio organizzare più spazi di lettura in libreria e nelle biblioteche, informare i genitori, creare gruppi a scuola. Appassionarsi insieme. L&#8217;interazione umana è quel valore aggiunto che costruisce motivazione,  restituisce piacere.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sportello di ascolto psicologico al liceo di Foglianise. L&#8217;importanza di sviluppare le competenze alla vita</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/02/25/sportello-di-ascolto-psicologico-al-liceo-di-foglianise-limportanza-di-sviluppare-le-competenze-alla-vita/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 09:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Nina Iadanza] Il progetto &#8220;Raccontare la differenza. Pensiero e pratiche della differenza di genere”, in corso  presso il liceo statale &#8220;Virgilio&#8221; di Foglianise, promuove anche uno spazio d&#8217;ascolto psicologico pensato per i ragazzi e i loro insegnanti. Lo sportello d&#8217;ascolto è gestito dalla psicologa Mariapaola Bianchini e prevede una serie di incontri, riservati, con cadenza quindicinale. I colloqui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/sportello.png"><br />
</a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/Città-di-Castello.-Dic.2009.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10829" alt="Città di Castello. Dic.2009" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/Città-di-Castello.-Dic.2009-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>[di Nina Iadanza] Il progetto &#8220;Raccontare la differenza. Pensiero e pratiche della differenza di genere”, in corso  presso il liceo statale &#8220;Virgilio&#8221; di Foglianise, promuove anche uno spazio d&#8217;ascolto psicologico pensato per i ragazzi e i loro insegnanti. Lo sportello d&#8217;ascolto è gestito dalla psicologa Mariapaola Bianchini e prevede una serie di incontri, riservati, con cadenza quindicinale. I colloqui possono servire ai ragazzi per individuare nuclei problematici; imparare ad osservare se stessi e comprendere i propri bisogni;  incoraggiare e sostenere il processo di crescita, nel rispetto dei tempi individuali e familiari. Non è una terapia psicologica, ma una consulenza  con la funzione di riorientare i ragazzi in difficoltà. In caso di disagi profondi potrà essere consigliata terapia in servizi specifici esterni.</p>
<p style="text-align: justify;">In adolescenza accadono eventi, problemi, incomprensioni, che mettono a dura prova il senso di benessere psicologico dei ragazzi indebolendo le competenze alla vita. Emozioni intense, interpretazioni sbagliate, comportamenti affrettati o ritardati, disorientano e condizionano in modo spiacevole il normale adattamento ai cambiamenti. In questi momenti, l’apertura e il confronto con un professionista dell’ascolto permettono di sintonizzarsi meglio su cosa sta succedendo dentro di sé, cominciare a vedere le cose in modo più autentico, sentire che una soluzione è possibile. Ridefinire insieme le emozioni del momento è il primo passo per attivare risorse, motivarsi ad uscire dal blocco, impegnarsi a raggiungere nuovi obiettivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tematiche per cui un ragazzo può sentire il bisogno di un confronto psicologico sono ampie e riguardano sia il contesto prettamente scolastico (difficoltà di apprendimento, ansia da prestazione, disorganizzazione nel metodo di studio, orientamento professionale e formativo), sia il contesto più ampio di crescita personale (amicizia e amore, momentanei stati depressivi, difficoltà relazionali con compagni, con insegnanti o con genitori, bullismo, problemi del comportamento alimentare, dipendenze classiche e dipendenze nuove come quella da internet).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sportello d&#8217;ascolto è associato ad esperienze di gruppo che servono alla conoscenza reciproca professionista-ragazzi e al consolidamento di tematiche trasversali di significativa importanza in fase adolescenziale, come la consapevolezza corporea, l&#8217;educazione sessuale, l&#8217;alfabetizzazione emotiva, le tecniche di rilassamento. Questo perché la finalità più ampia del progetto è la promozione del benessere psicologico nei ragazzi e per raggiungerla serve l&#8217;educazione a quelle che l&#8217;Organizzazione Mondiale per la Salute &#8211; OMS &#8211; definisce appunto competenze alla vita.</p>
<div style="text-align: justify;" align="center">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" valign="top" width="527"><b>                         </b><b>LIFE SKILLS</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="253"><b>         <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/sportello.png"><img class="alignleft  wp-image-10828" alt="sportello" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/sportello.png" width="188" height="210" /></a> </b></td>
<td valign="top" width="274">
<ul>
<li>CONSAPEVOLEZZA DI SE’</li>
<li>GESTIONE DELLE EMOZIONI</li>
<li>GESTIONE DELLO STRESS</li>
<li>RISOLUZIONE DI PROBLEMI</li>
<li>SAPER DECIDERE</li>
<li>SENZO CRITICO</li>
<li>CREATIVITA’</li>
<li>EMPATIA</li>
<li>COMUNICAZIONE EFFICACE</li>
<li>RELAZIONI EFFICACI</li>
</ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p style="text-align: justify;">Mariapaola Bianchini è psicologa dell&#8217;età evolutiva e specializzanda in psicoterapia cognitivo comportamentale. Si occupa di difficoltà transitorie dell&#8217;infanzia (enuresi notturna, incubi e paure), psicopatologie (ansia e depressione, problemi comportamentali, disabilità intellettiva, dislessia, disturbo da deficit dell&#8217;attenzione e iperattività, mutismo selettivo, balbuzie), tecniche di rilassamento e gestione del dolore, elaborazione del lutto, tutela del minore in caso di separazione, promozione del benessere psicologico. Lavora come consulente presso le scuole su ampie tematiche di disagio e di orientamento e privatamente per valutazioni specifiche e terapie psicologiche. Organizza laboratori esperienziali per bambini e adolescenti. Con adulti organizza laboratori di mindfulness e di ACT, terapia dell&#8217;accettazione e dell&#8217;azione impegnata.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8212;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il progetto &#8220;Raccontare la differenza. Pensiero e pratiche della differenza di genere”, in corso  presso il liceo statale &#8220;Virgilio&#8221; di Foglianise, è coordinato dalla docente Nina Iadanza.</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La foto in evidenza (prato con ombrello) è di Nicola Rapuano ed è parte di &#8220;Uno&amp;Due&#8221;, mostra visitabile presso la libreria Masone di Benevento, dal 1° febbraio al 1°marzo 2014.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricerca sul corpo e movimento-danza. Nathalie Siviglia al liceo di Foglianise</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 22:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Nina Iadanza] Prende l&#8217;avvio il progetto &#8220;Raccontare la differenza&#8221;, una serie di laboratori teorico-esperienziali incentrati su questioni fondanti le tematiche di genere. Presso il liceo scientifico &#8220;Virgilio&#8221; di Foglianise (BN), il primo laboratorio, tenutosi il 13 gennaio 2014 con la conduzione di Nathalie Siviglia, psicologa, si è articolato intorno ad un lavoro sul corpo che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: justify;">[di Nina Iadanza] Prende l&#8217;avvio il progetto &#8220;Raccontare la differenza&#8221;, una serie di laboratori teorico-esperienziali incentrati su questioni fondanti le tematiche di genere. Presso il liceo scientifico &#8220;Virgilio&#8221; di Foglianise (BN), il primo laboratorio, tenutosi il 13 gennaio 2014 con la conduzione di Nathalie Siviglia, psicologa, si è articolato intorno ad un lavoro sul corpo che aspira a ri-trovare l&#8217;essenza e la sostanza stessa del movimento.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">Un lavoro che mira ad esplorare la Matrice della Vita, le leggi che la reggono e i suoi principali movimenti energetici (purificazione, trasformazione, realizzazione&#8230;) attraverso degli esercizi semplici di messa in movimento dell&#8217;energia vitale, per poi lasciarla manifestarsi attraverso il movimento. Il campo di sperimentazione si estende ai tre livelli energetici dell&#8217;essere umano: corpo-mente-spirito.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">Il laboratorio è alimentato dal desiderio di accompagnare i partecipanti a sentire e sperimentare il proprio corpo come un contenitore di energia vitale che vibra, riceve dall&#8217;esterno diversi stimoli e si manifesta. Un modo di vivere il corpo che spinge, nel rispetto della natura di ogni persona, a toccare, scoprire, esplorare alcune zone profonde ed ancora sconosciute, raccogliere e nutrirsi di quello che emerge durante il viaggio nei propri paesaggi interni e lasciare andare quello che ormai è diventato inutile.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">Il corpo è vissuto come mezzo di esplorazione, come mezzo di scoperta della sacralità del movimento. L&#8217;incontro, al quale hanno partecipato circa settanta alunni, ha sicuramente contribuito ad una maggiore conoscenza di sé da parte di tutti i partecipanti. Dopo una breve presentazione, ci si è soffermati sull&#8217;importanza di una conoscenza, a partire da sé, del proprio corpo inteso come insieme di mente, cuore e spirito. Senza separatezza e in relazione con gli elementi della natura, in un discorso che nasce dall&#8217;incontro delle conoscenze tradizionali occidentali  con le discipline orientali.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">A partire dalle non facili domande esistenziali, valoriali, &#8220;chi sono?&#8221;, &#8220;in cosa consiste la differenza fra un corpo vivo e corpo morto?&#8221;, alle quali  non tutti hanno saputo rispondere con prontezza e scioltezza, i ragazzi sono stati coinvolti in una serie di esercizi di respirazione e movimento.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">Mettersi in una condizione d&#8217;ascolto, fermarsi a sentire il ritmo del proprio respiro, concentrarsi su di sé scollegandosi dalle  solite modalità offre potenzialità infinite di conoscenza soggettiva. Significa non osservarsi con occhi altrui, ma restare in contatto più profondo con noi stessi; un viaggio dentro di noi.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">
<div>
<div>
<div>
<div>
<div>&#8220;Io sono un tempio&#8221;, si è più volte ripetuto, che poi significa rispetto di sé stessi, confine necessario per stabilire una giusta distanza tra noi  e gli altri per meglio dialogare.</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">Qui di seguito, alcuni commenti degli alunni partecipanti.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"><strong>Nathalie Siviglia</strong>, psicologa, approfondisce la sua ricerca attraverso un lavoro sul corpo (danza e canto), in chiave olistica, nell&#8217;incontro con le tradizioni orientali e le medicine ancestrali. Dal 2006, segue l&#8217;insegnamento del maestro giapponese di shiatsu, Kasunori Sasaki, allievo diretto del maestro Shitzuto Masunaga, inoltre studia con diversi maestri di shiatsu in Svizzera, Francia e Italia. Il suo lavoro sul corpo si arricchisce nella collaborazione con Patrizio Allori &#8211; Horseman, sull&#8217;addestramento tradizionale dei cavalli (relazione uomo-cavallo) con tecniche antiche degli amerindiani. La sua pratica si nutre, tra l&#8217;altro, di tecniche come lo yoga dei meridiani energetici e la meditazione basata sull&#8217;auto-osservazione. Oggi, lavora come terapeuta nell&#8217;accompagnamento psico-corporeo. Dirige dei corsi sul lavoro corporeo con tecniche e arti tradizionali, cercando di sviluppare l&#8217;auto-conoscenza, l&#8217;intuizione e il potere naturale di auto-guarigione. Le sue ricerche si concentrano sul suono, il corpo, il movimento, così come il legame tra &#8220;sacro&#8221; e guarigione. Si interessa ai processi metamorfici che esplora e approfondisce nelle sue ricerche condivise con il danzatore e terapeuta Mattia Doto, sull&#8217;Asse Verticale Acqua-Terra-Fuoco, ricerche che vanno a nutrire e ad arricchire la propria pratica di terapeuta.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"><a href="http://www.corpo-anima-spirito.com/" target="_blank">http://www.corpo-anima-spirito.com/</a></div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/02/02/ricerca-sul-corpo-e-movimento-danza-nathalie-siviglia-al-liceo-di-foglianise/nathalie-siviglia5-liceo-foglianise/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/nathalie-siviglia5-liceo-foglianise-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="nathalie-siviglia5-liceo-foglianise" /></a>
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		<title>Perché è sbagliata la comicità sui disagi dei bambini</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Nov 2013 10:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Mariapaola Bianchini] &#8220;Sole a catinelle&#8221; è un film comico con Checco Zalone che racconta  l&#8217;attuale modello della famiglia e della società italiana, frutto della crisi economica e valoriale. Ironia e comicità, come noto, sono stili comunicativi che utilizzano il riso per stimolare riflessione e per  porre attenzione su aspetti profondi dell&#8217;esistenza e della società. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/11/mutismo-selettivo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8837" alt="mutismo selettivo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/11/mutismo-selettivo-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>[di Mariapaola Bianchini] &#8220;Sole a catinelle&#8221; è un film comico con Checco Zalone che racconta  l&#8217;attuale modello della famiglia e della società italiana, frutto della crisi economica e valoriale. Ironia e comicità, come noto, sono stili comunicativi che utilizzano il riso per stimolare riflessione e per  porre attenzione su aspetti profondi dell&#8217;esistenza e della società.  Nel caso di &#8220;Sole a catinelle&#8221; la frase di fondo e di avvio della storia <em>&#8220;Se sarai promosso con tutti i 10 papà ti regala una vacanza da sogno&#8221;</em> la dice lunga su tutta una serie di problemi valoriali che hanno originato errori educativi ed aumento di disagio psicologico. L&#8217;attenzione alla forma, all&#8217;apparenza, alla prestazione perfetta hanno allontanato la valorizzazione dei processi a favore dei prodotti e la conseguenza è una società in cui i bambini sono bombardati di stimoli e di richieste e tutto è troppo veloce.  La strada per guidare nel modo più sereno e costruttivo possibile è ben complicata e si rischia di perdere il senso della felicità, come appunto il film cerca di far capire. Ben venga quindi lo scopo e il messaggio profondo, ma resta qualche dubbio sul modo di porre attenzione su alcune delicate questioni dell&#8217;età evolutiva, dal momento che si parla di famiglie e di bambini.</p>
<p>I protagonisti iniziali della trama sono un papà &#8211; Checco &#8211; e suo  figlio &#8211; Nicolò &#8211;  che, all&#8217;insegna della frase motivazionale/ricatto <em>&#8220;se sarai promosso con tutti dieci ti regalo una vacanza da sogno&#8221;</em>, partono per un viaggio in Molise. Nel corso di questa esperienza conoscono un&#8217;altra famiglia, una  mamma &#8211; Zoe &#8211;  e suo figlio &#8211; Lorenzo &#8211; coetaneo  di Niccolò. 10 anni entrambi.  E qui il regista e l&#8217;attore, entrambi autori della scenografia,  fanno partire un grosso riflettore su una tematica dell&#8217;età evolutiva piuttosto delicata: <strong>Lorenzo ha il mutismo selettivo. Pur sapendo parlare, Lorenzo non parla.</strong> Scelta ammirabile dal momento che il mutismo selettivo è un disagio praticamente sconosciuto e portarne a conoscenza della società è un punto di partenza per discussione e comprensione, ma il &#8220;modo&#8221; &#8211; riso &#8211; ha avuto come effetto primario la semplificazione e la banalizzazione, nonché il dis-riconoscimento delle figure professionali di cura e di sostegno. Lorenzo è seguito da più di un  anno da una psicologa ma riesce a pronunciare  prima una parola poi intere frasi solo grazie ai &#8220;modi rustici di Checco&#8221;, che riceve così tutta la gratitudine di Zoe. Il susseguirsi delle scene è comico e divertente, la gente in sala ride.  Nel frattempo fuori qualcuno si arrabbia: psicologi e associazioni di genitori. E&#8217; così buffo vedere un bambino chiuso nel suo mutismo? Bloccato dall&#8217;ansia, condizionato dalle sue paure.  Ed è così facile convincerlo a sbloccarsi ? Senza ricorrere a strategie ponderate, attenzioni selezionate e ragionate, rispetto delicato.</p>
<p>Il mutismo selettivo è un disagio psicologico, spesso su base ansiosa, che compare di solito in età prescolare, è poco diffuso tanto che poco si sa anche presso la comunità scientifica. Ma è presente e richiede una sua attenzione perchè comporta sofferenza. I bambini con mutismo selettivo, più femmine che maschi, pur avendo la competenza linguistica, non parlano con persone selezionate. Dentro casa con la loro famiglia  sono abili comunicatori, chiacchierano e giocano, ma fuori restano totalmente in silenzio. Alcuni parlano soltanto con i compagni, non spiccicando parola con gli adulti compresi gli insegnanti, ma altri rimangono in silenzio anche con gli altri bimbi. <strong>Il mutismo selettivo non è nè capriccio nè ostinazione</strong> <strong>ma  incapacità di far uscire la voce in situazioni sociali, blocco appreso  e mantenuto dall&#8217;evitamento della paura.</strong> Come conseguenza c&#8217;è il perdere quelle tante esperienze dello stare con gli altri che permettono crescita ma anche divertimento e spensieratezza. Niente giochi al parco, niente complimenti e chiacchiere nei negozi, niente interrogazioni  e scambi a  scuola con conseguente apprendimento scolastico lacunoso. <strong>Silenzio che causa chiusura e chiusura che a lungo andare causa depressione.</strong></p>
<p>Genitori e insegnanti questa realtà non la conoscono, se non per esperienza diretta. Al contrario ignorare l&#8217;esistenza di un problema significa non riconoscerlo se questo si presenta ed essere impreparati nell&#8217;affrontarlo  con il rischio di fare ulteriori danni nello sperimentare scelte educative intuitive e azzardate. Rivolgersi agli specialisti è il primo passo, ma è altresì importante confrontarsi con altri genitori ed insegnanti che hanno affrontato o affrontano gli stessi disagi. E&#8217; per questo che esistono associazioni specifiche. In Italia &#8220;A.I.Mu.Se.&#8221;  [www.aimuse.it] si occupa di diffondere su tutto il territorio nazionale una cultura del mutismo selettivo e di fornire sostegno, incoraggiamento e indicazioni alle famiglie che si imbattono nel problema.</p>
<p>Parlare di mutismo selettivo è quindi utile e su questo il film &#8220;Sole a catinelle&#8221; ha in qualche modo contribuito, ma i fruitori responsabili di cinema siano comunque consapevoli che ridere sulle banalizzazioni è controproducente e pericoloso e che l&#8217;etica esige rispetto dei bambini che soffrono.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Avere a cuore il mondo di Carmela Longo. Resoconto della presentazione.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2013 15:29:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Carmela Longo, psicoterapeuta, è una persona dotata di rara empatia: ha un viso bello, aperto e, come ha raccontato lei stessa, ha deciso sin da ragazzina di fare &#8216;qualcosa per gli altri&#8217;. Non a caso è diventata psicologa e, da tantissimi anni, si occupa di volontariato, di associazionismo, di società. Sabato, 19 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/carmela-longo-patagoscia2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8583" alt="carmela longo patagoscia2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/carmela-longo-patagoscia2.jpg" width="152" height="112" /></a>[di Tullia Bartolini] Carmela Longo, psicoterapeuta, è una persona dotata di rara empatia: ha un viso bello, aperto e, come ha raccontato lei stessa, ha deciso sin da ragazzina di fare &#8216;qualcosa per gli altri&#8217;. Non a caso è diventata psicologa e, da tantissimi anni, si occupa di volontariato, di associazionismo, di società.  Sabato, 19 ottobre, ha presentato il suo libro &#8216;Avere a cuore il mondo&#8217;, edito da Meridiana, nei locali della Libreria &#8216;Masone&#8217;. E&#8217; oltre un decennio che il suo titolare, Alessio, si batte per motivazioni simili a quelle di Carmela: per un rinnovamento dal basso della società civile, che non ammette deleghe, grazie ai &#8216;GAS&#8217;, ad associazioni quali Benevento EcoSolidale, ad Art&#8217;Empori, alle cene-baratto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;Questo è un testo che è un bilancio&#8217;, ci ha detto Carmela, &#8216;un condensato di ciò che ho capito finora&#8217;. Alla presenza di moltissime persone, Carmela ci ha regalato un incontro corale, ripercorrendo la strada fatta e vissuta come un vero e proprio percorso evolutivo (nel frattempo sono nati anche tre, amatissimi figli). &#8216;La domanda che mi sono sempre posta è: come possiamo fare tutti per migliorare il mondo?&#8217;, ci ha detto.&#8217;Soprattutto in tempi come quelli che viviamo, dominati dal conflitto, dal rancore e dall&#8217;incapacità di assumerci delle responsabilità&#8217;.</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"> Tra i tanti amici venuti a rendere omaggio a Carmela, ci ha molto colpiti Roberto Priore, psicanalista. La sua testimonianza di vita ricalca i valori propugnati dalla Longo nel suo libro. &#8216;E&#8217; un testo&#8217;, ha detto, &#8216;che ci spinge a farci molte domande. Ma la verità è che noi non abbiamo ancora capito cosa stiamo facendo alla terra&#8217;. Il benessere dell&#8217;Occidente a discapito del resto del mondo, eppure, ha detto Priore, &#8216;l&#8217;uomo che siamo non era il nostro destino, su questo pianeta&#8217;. Anche Alessio Masone ha preso la parola, raccontando l&#8217;incontro con Carmela, la loro amicizia negli anni, le tante battaglie portate avanti assieme. Ha parlato di verità e di metodo, cioè di cosa ne facciamo, di questa verità: in questo senso, il mondo intellettuale, ha detto, &#8216;ha grosse responsabilità&#8217;. Gianna Volpe, Antonio Polichetti (autore di &#8216;Quo vadis Italia), Mario Festa, Enzo Maddaloni, hanno portato le loro testimonianze, tutte a favore del volontariato e dell&#8217;impegno civile. Una serata intensa, ricca, vera. Eravamo in tanti: cittadini stanchi di delegare, di essere &#8216;plebe docile&#8217; che ammette passivamente tutto ciò che le viene propinato.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue una galleria di foto realizzate da Camillo Fragnito.</p>

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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2013/10/21/avere-a-cuore-il-mondo-di-carmela-longo-resoconto-della-presentazione/alessio-masone3/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/10/alessio-masone3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="alessio masone3" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2013/10/21/avere-a-cuore-il-mondo-di-carmela-longo-resoconto-della-presentazione/carmela-longo9/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/10/carmela-longo9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="carmela longo9" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2013/10/21/avere-a-cuore-il-mondo-di-carmela-longo-resoconto-della-presentazione/enzo-maddaloni/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/10/enzo-maddaloni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="enzo maddaloni" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2013/10/21/avere-a-cuore-il-mondo-di-carmela-longo-resoconto-della-presentazione/gianna-volpe/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/10/gianna-volpe-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="gianna volpe" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2013/10/21/avere-a-cuore-il-mondo-di-carmela-longo-resoconto-della-presentazione/maria-frandina/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/10/maria-frandina-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="maria frandina" /></a>
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		<title>SerenaMente &#8211; Psicologia insieme</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Sep 2013 14:51:47 +0000</pubDate>
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