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	<title>Art&#039;Empori &#187; Ritrovi di Resistenza artistica</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Il Nuovo 23 Novembre per Apice</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 15:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice. Anniversario del terremoto dell’Ottanta. Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico. Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o.jpg"><img class=" wp-image-18360 alignleft" alt="73201892_140906783959423_591644247673798656_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o-223x300.jpg" width="156" height="210" /></a>Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice.</p>
<p>Anniversario del terremoto dell’Ottanta.</p>
<p>Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico.</p>
<p>Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico narrano di un luogo d’amore, di piazze colme di persone, di vicoli dedicati alla socialità, di un paese vigoroso socialmente ed economicamente, un crocevia di persone, animali, fiere e mercati.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o.jpg"><img class="alignright  wp-image-18361" alt="73515729_146673643382737_2582981224301592576_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
<p>Distaccati traumaticamente da quel luogo d’amore la popolazione apicese sembra avere ingabbiato il proprio timore nella cementificazione di case, simulacri di evanescenti status sociali.</p>
<p>La paura del dover riabbandonare i luoghi cari, forse mai elaborata pienamente, ha ridotto la proattività sociale diffidandola con la critica facile o il gioco del terzo escluso.</p>
<p>E’ stato semplice assopire il proprio sentimento di impotenza rispetto alle catastrofi sacrificando le relazioni di quartiere agli imperativi del lavorare e consumare. Il bene comune era diventato una parolaccia, l’impegno sociale uno sbuffo ingiallito di borbottamenti, il tornaconto un alibi delegante.<br />
Oggi questa paralisi sociale piano piano sta cedendo il posto a nuove proattività, a giovani speranze.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o.jpg"><img class=" wp-image-18359 alignleft" alt="71725144_134384994565291_2019940445206872064_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o-300x200.jpg" width="210" height="140" /></a></p>
<p>Quest’anno il 23 novembre sembra portare con sè un auspicio di bene, sarà il giorno in cui si inaugureranno i Mercatini di Natale ad Apice Vecchia.</p>
<p>Un evento che vedrà coinvolto il borgo per diverse settimane fino alla chiusura del periodo natalizio. Dalle esposizioni degli artigiani al presepe vivente, dal vicolo delle “Anime Viandanti” a quello dello street food.<br />
In nome di questa grande manifestazione il borgo da mesi pullula di una nuova energia, le persone hanno ricominciato a popolare le piazze, le erbacce hanno dovuto cedere il passo alle installazioni artistiche, i vicoli si riempiono di voci, i ruderi diventano risorsa d’arte, le persone sembrano uscite dal letargo della bassa reattività, dal timore di affrontare i ricordi di quello che fu!<br />
Credo che il paese stia facendo un salto quantico, questo anche grazie ai figlie e ai nipoti che cresciuti a pane e ricordi hanno avuto, qualche anno fa, il coraggio di scommettere sulle “case carute” e oggi su tutto il borgo, ormai ribattezzato come fantasma. Di fantasma sta rimanendo solo la paura e il ricordo di quell’evento drammatico che ha squarciato la tranquillità di un paese dal quale i cittadini, forse, solo oggi, si stanno riprendendo definitivamente.<br />
Qualcuno ha metaforicamente suonato un flauto magico che ha risvegliato la popolazione: i commercianti di Apice Vecchia si sono costituiti in associazione per organizzare al meglio i Mercatini, hanno chiesto il contributo dei gruppi territoriali e così le associazioni si sono messe insieme per supportare l’evento, le comunicazioni si sono abbeverate di propositività e collaborazione, nuovi sguardi accolgono i turisti, idee fresche prosperano ovunque, nel paese vecchio ed anche nel nuovo che se all’inizio ha visto con dubbio ed invidia la vitalità del vecchio borgo, oggi ne osserva la bontà dell’iniziativa e l’intuizione della collaborazione.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n.jpg"><img class="alignright  wp-image-18362" alt="73409154_142001113849990_1964229771575427072_n" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a><br />
Mi piace pensare al 23 novembre 2019 come un atto psicomagico, come direbbe Jodorowsky, che le nuove generazioni di Apice stanno offrendo ai loro nonni e genitori per sanare le vecchie ferite della vita.</p>
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		<title>Le pupe di Quaraesima</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 07:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale. Se vi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18355" alt="IMG_4363" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale.</p>
<p>Se vi capita fermatevi a S. Giorgio la Molara e mentre passeggiate tra i vicoli che profumano di pane, alzate gli occhi al cielo ed osservate forse uno degli ultimi strascichi di antichi riti in cui la cristianità ed il paganesimo si trovano intrecciati.</p>
<p>Sono le bambole di Quaraesima. Appese ai quadrivi, nelle strade, nei quartieri.</p>
<p>Ricordano un periodo di digiuni e penitenze dopo le baldorie del carnevalesche, non a caso, secondo le usanze locali la pupa quaresimale sarebbe la moglie di Carnevale. Per questo viene issata nelle vie del paese il Mercoledì della Ceneri, vestita con gli abiti della tradizione locale e  con il tipico “maccaturo” , il fazzoletto con cui le contadine si coprivano la testa.</p>
<p>I colori del suo abito sono scuri, in ricordo di un periodo di lutto e di purificazione.</p>
<p>Tra le mani un fuso ed un rocchetto con un cespuglio di lana da tessere: sembrano ricordare le  Parche (figure mitologiche) della cultura greca, le quali usavano tessere il filo del fato di ogni essere umano.</p>
<p>Sotto di loro una patata in cui vengono infilzate sette penne, sette come il numero delle domeniche che mancano alla Pasqua.</p>
<p>Di domenica all’imbrunire il vicinato si incontra, e come un rito, scende dall’alto la pupa di Quaraesima.  Un’occasione per fare festa, per concedersi un momento di convivialità per tutti. Ed è interessante sapere che nella tradizione cristiano-orientale, per raggiungere uno stato di purezza totale, era uso digiunare tutti i quaranta giorni che precedevano la Pasqua, escluse le domeniche.</p>
<p>Così, insieme, si toglie la penna che rappresenta la settimana che si è appena conclusa, continuando a fare il conto alla rovescia rispetto al giorno della Resurrezione per i cristiani. La Pasqua religiosa coincide in effetti con il capodanno stagionale della primavera,  che risveglia la Grande Madre dal torpore invernale.</p>
<p>Questa ritualità per qualche anno si era persa a  S. Giorgio la Molara, ma grazie alla volontà di Luigi Biasco, un semplice grande uomo, con la passione per la storia e per le tradizioni locali, che non ha voluto rinunciare ad un suo ricordo di infanzia, è tornata in auge. E’ stato facile risvegliare l’entusiasmo in chi aveva vissuto l’usanza del tempo e che ancora poteva far appello alla memoria e alla nostalgia.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-18354" alt="IMG_4367" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a></p>
<p>Il destino ha voluto che pochi giorni dopo  aver conosciuto, insieme ad i miei alunni, la storia della pupa di Quaraesima, appesa al quadrivia poco lontano dalla nostra scuola, venissi a conoscenza di un articolo di  Maria Ivana Tanga, e delle attenzioni antropologiche di Franca Molinaro per scoprire che vari paesi irpini avevano usanze simili.</p>
<p>Mi piace questo aspetto antico, pagano, dalle radici profonde e sacre dei nostri territori e credo sia fondamentale recuperare la memoria di quanto ci era caro. Diventa intrigante scoprirne i significati.</p>
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		<title>“Chiana Festival” l&#8217;arte della chiacchiera proattiva.</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 18:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni. Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18076" alt="chiana1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana1-200x300.jpg" width="140" height="210" /></a>[di Carmela D'Antonio] C’è ancora una stradina di paese dove le persone cercano di sopravvivere al virtuale della rete, alla dipendenza dai like, alle visualizzazioni senza confidenza, al bisogno di essere popolari senza il rischio delle relazioni.</p>
<p>Nel centro storico di San Lorezello, sulla strada detta Chiana, gli abitanti del vicolo si sono organizzati per rendere più piacevole l’usanza delle serate estive di mettersi davanti casa a prendere fresco scambiando una chiacchiera con il vicino.<br />
E’ bastata l’idea di dipingere le vecchie sedie esposte al sole o chiuse in cantina per rendere variopinto il quartiere.</p>
<p>La piacevolezza dell’arte decorativa ha permesso di dipingere le sedie con l’aggiunta di un “commento” o un twit diretto all’ampiezza del mondo o alla strettezza del vicinato.</p>
<p>Ciascuno si è prodigato secondo il proprio saper fare, alcuni hanno dipinto, altri ricamato, qualcuno si è dedicato a pizzi e merletti, altri hanno riciclato ruote per inventare estrose sedute.<br />
Dopo cena, spenti tablet e televisione, le persone rianimano il vicolo con le loro voci, mentre i bambini giocano come una volta sotto lo sguardo attento di nonni, zii e vicini.</p>
<p><img class=" wp-image-18077 alignright" alt="chiana2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana2-224x300.jpg" width="157" height="210" />Qualche fotografo ha definito come street art l’evoluzione artistica di questa esperienza.</p>
<p>Un piccolo cambiamento dal basso, un gesto di proattività che ciascuno ha voluto compiere senza delega.<br />
La proattività è la possibilità di diventare protagonisti e attori di cambiamento, è la capacità di far accadere delle cose piuttosto che adattarsi e attendere.<br />
Dunque gli abitanti della“Chiana” sono divenuti pro-attivisti capaci di esprimere creativamente la propria idea di territorio partendo dai bisogni personali e di quartiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18078" alt="chiana3" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana3-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a>Così facendo hanno rivalutato la strada quale bene relazionale, fatto di amicizie concrete e non virtuali, di scambi sociali e non bacheche, di trambusto e confusione, di chiacchere a volte pungenti, di sguardi, sorrisi e condivisioni.</p>
<p>Un &#8220;festival&#8221; di buone pratiche necessarie a combattere l’individualismo e la pochezza rassicurante delle relazioni virtuali.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18079" alt="chiana clown" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/chiana-clown-225x300.jpg" width="158" height="210" /></a></p>
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		<title>So-stare a Bucciano</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 22:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna. I volontari ci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-18057 alignleft" alt="IMG_1351 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna.</p>
<p>I volontari ci hanno accolto all’ingresso del paese, quel bivio che solitamente ho attraversato con distrazione, senza soffermarmi ad osservare la specificità del luogo. Un posto che dopo quest’esperienza è diventato una narrazione fatta di sentieri, persone, sorrisi, racconti, esperienze, storia intrisa di valorizzazione del territorio, di segni che raccontano di Medio Evo e Longobardi, di natura e vivacità.<br />
Un territorio fatto di persone e relazioni, di piccoli eroi che quotidianamente scelgono di non abbandonare il proprio paese ma di promuoverlo attraverso escursioni, teatro, giochi, eventi culturali e tutto quanto è possibile fare per migliorare le possibilità di fruizione dei quei posti speciali che il tempo ha conservato nella boscaglia della montagna.</p>
<p>Così ho conosciuto Giuseppe un pastore che percorre i sentieri del Taburno tutti i giorni con i suoi animali. Sicuro e orgoglioso della sua esperienza si incamminava tranquillo manco avesse un tom tom incorporato. <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18055" alt="IMG_1314" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314-200x300.jpg" width="180" height="270" /></a></p>
<p>Giuseppe sembra il re della montagna, padrone degli spazi e del tempo, sapeva dirmi l’ora senza guardare l’orologio. Osservare questa persona immersa nella natura mi ha fatto pensare a quante competenze l’uomo ha rinunciato per delegarle alle macchine, a quanto si stia impoverendo affidando le proprie capacità al cosiddetto “progresso”.</p>
<p>A pensarci bene ho conosciuto diversi Giuseppe, ciascuno con una storia speciale fatta di amore e dedizione per il proprio territorio, piccoli partigiani di beni relazionali, custodi di frutti antichi, pionieri di sapere condiviso, assetati di bellezza.<br />
Con loro e con tanti altri ancora ci siamo messi in cammino, siamo andati in cerca delle testimonianze impresse nella storia vissuta da quei luoghi, tra le foglie dei boschi quando la montagna era l’unico sostentamento per la popolazione locale.</p>
<p>Un cammino semplice ma pur sempre ricco di quel movimento che ti libera dal futile e ti accompagna all’essenziale.<br />
Nella boscaglia si apre una suggestiva cavità naturale, un luogo di culto forse risalente al primo cristianesimo. Ancora arredata di iconografie sacre ( San Simeone e S. Michele Arcangelo, ecc. ) dipinte direttamente sulle pareti, alcune delle quali chiaramente risalenti al periodo Longobardo.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18060" alt="IMG_1323" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a><br />
Fa uno strano effetto incontrare tanta bellezza nel bel mezzo di un bosco, una grotta che si offre al pubblico senza protezione specifica, che quotidianamente sembra essere il rifugio preferito di ovini e caprini.<br />
Esplorare un nuovo percorso è un processo tra il dentro ed il fuori, tra il sé e l’altro, tra una via ed un bosco, tra un sentiero impervio ed un Cristo che ti accoglie nel bel mezzo di un monte così come una grotta, in cui i fedeli un tempo ed i soldati in guerra poi, si rifugiavano per ripararsi dalle intemperie della vita o per pregare.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1.jpg"><img class="alignright  wp-image-18058" alt="IMG_1384 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a></p>
<p>Il nostro cammino ha trovato riposo nel santuario eretto sulla cima della collinetta testimone di miracoli, di feudatari, di vita religiosa e laica, di tempi e spazi di condivisione.<br />
Oggi ho incontrato una comunità resiliente che non si addormenta al sole facendosi cullare da una disperata rassegnazione ma che cerca di fare cultura accrescendo la consapevolezza dell’importanza di un piccolo paesino, la sua storia e le sue risorse, trasformandolo in un luogo magico se si ci offre l’opportunità di poterci so-stare.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18059" alt="IMG_1427" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>Un Simposio per resistere: &#8220;Ricomincio da quattro&#8221;, a Ripalimosani.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 11:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Siamo al quarto anno di vita del Simposio che si svolge a Ripalimosani, splendido paesino alle porte di Campobasso. Ne abbiamo già parlato su questo sito, perchè il Simposio è teso alla valorizzazione del territorio, della gastronomia locale, dell’arte e dell’ambiente, e non si avvale di contributi istituzionali. Quest’anno ho avuto il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17406" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio.jpg"><img class="size-full wp-image-17406" alt="Presentazione del Simposio" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Presentazione del Simposio</p></div>
<div id="attachment_17405" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-5.jpg"><img class="size-medium wp-image-17405" alt="Un momento del Simposio" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-5-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Un momento del Simposio</p></div>
<div id="attachment_17402" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-1.jpg"><img class="size-full wp-image-17402" alt="Gianni Manusacchio mostra la locandina dell'evento" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/simposio-1.jpg" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Gianni Manusacchio mostra la locandina dell&#8217;evento</p></div>
<div id="attachment_17401" style="width: 287px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/ripalimosani.jpg"><img class="size-full wp-image-17401" alt="Scorcio di Ripalimosani" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/ripalimosani.jpg" width="277" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">Scorcio di Ripalimosani</p></div>
<p>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/tullia-bartolini-autori/" target="_blank">Tullia Bartolini</a>] Siamo al quarto anno di vita del Simposio che si svolge a Ripalimosani, splendido paesino alle porte di Campobasso.<br />
Ne abbiamo già parlato su questo sito, perchè il Simposio è teso alla valorizzazione del territorio, della gastronomia locale, dell’arte e dell’ambiente, e non si avvale di contributi istituzionali.<br />
Quest’anno ho avuto il privilegio di essere anche io ospite della manifestazione, che si è svolta dal 4 al 6 settembre, per presentare il romanzo che ho pubblicato di recente, &#8220;Amata nobis&#8221;. Soprattutto, però, ho voluto portare il contributo di Art&#8217;Empori, perché credo realmente in un&#8217;arte non omologata, che nasca dal basso e che sia svincolata dal mercato. Ho trovato un contesto accogliente, generoso, pieno di bella energia. “Ricomincio da quattro” &#8211; questo il nome attribuito al Simposio – nasce da un progetto di Gianni Manusacchio e Catia Mitri, ed è promosso dall’Associazione culturale Ouverture, con la collaborazione della &#8220;Web Domus&#8221; di Carmine Santoro.</p>
<p>Dopo diversi anni trascorsi nella capitale, Gianni e Catia hanno deciso di tornare nella terra d&#8217;origine per recuperare le proprie radici e la propria storia. Senza delegare, come dicevamo, alle istituzioni; con l’ausilio degli abitanti e di tante belle menti. Dunque, il percorso del Simposio trae ispirazione dal luogo, dalla territorialità, e acquista, di anno in anno, una forza sempre più dirompente.</p>
<p>Generosità, preparazione, capacità di coesione, sono alla base della formula vincente della manifestazione, che si pone come esempio di resistenza e di autonomia. La tre giorni ha visto di tutto: chef, sommelier, giornalisti, scrittori, docenti, a confronto su un tema unico che ha a che fare con la bellezza, il cibo di qualità, il recupero delle tradizioni.<br />
Ripalimosani, d&#8217;altronde, è un paesino delizioso, un vero presepe alle porte di Campobasso. Il Palazzo Marchesale, la chiesetta di Sant’Antonio a Valle, l’Azienda Agricola &#8216;Vinica&#8217;, con i suoi vini di qualità, le Quercignole: monumenti da adottare, persone da valorizzare, storie antiche da riscoprire. Gianni Manusacchio è, con la moglie Catia, l’ideatore, la mente, l’organizzatore di questa maratona che ha previsto installazioni fotografiche, interventi musicali, performance attoriali (bravissimi la cantante Liana Marino e Andrea Ortis, reduce dai successi de “Il Vajont di tutti”).<br />
Ma sono stati tanti i protagonisti della manifestazione: la scenografa Lara Carissimi, lo scrittore Antonio Pascale, gli editori dello splendido libro di ricette molisane, “Il Molise in cucina, tra miseria e nobiltà”, Edizioni AGR; la storica dell&#8217;arte Giulia Severino; lo chef di ‘Miseria e nobiltà’, Maria Assunta Palazzo,col sommelier Pasquale Palazzo, tra i numeri uno della ristorazione molisana; Pierluigi Cocchini, docente Master Slow Food; il regista Francesco Vitale, Marco Tagliaferri, Michele Tanno, Roberto Colella, Carmine Mastropaolo, Mario Tanno.</p>
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		<title>Labus, una resistenza cinematografica. Intervista a Chiara Rigione.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2015 13:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Chiara è una ragazza &#8216;resistente&#8217;: lo si capisce subito dallo sguardo chiaro, deciso e diretto con cui accompagna le sue parole. E&#8217; piena di passioni e di interessi, tra tutti quello per la cultura cinematografica. . La puoi incontrare al &#8216;Labus&#8217;, lo spazio gestito dall&#8217;associazione Kinetta, di cui fa parte assieme a Michele Salvezza. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yui_3_16_0_1_1431499418118_3858">[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/tullia-bartolini-autori/" target="_blank">Tullia Bartolini</a>] <strong>Chiara è una ragazza &#8216;resistente&#8217;: lo si capisce subito dallo sguardo chiaro, deciso e diretto con cui accompagna le sue parole. E&#8217; piena di passioni e di interessi, tra tutti quello per la cultura cinematografica.<br />
</strong><strong>.<br />
La puoi incontrare al &#8216;Labus&#8217;, lo spazio gestito dall&#8217;associazione Kinetta, di cui fa parte assieme a Michele Salvezza.<br />
</strong><strong>Spesso ci ritroviamo da loro a parlare di cinema e di letteratura, in questo luogo suggestivo che rimanda alla settima Arte. Ogni oggetto esposto è reinventato, riutilizzato, reinterpretato. Divani <em>vintage,</em> vecchi dischi di vinile, riviste, alle pareti locandine di film cult che hanno fatto la storia del cinema.<br />
</strong><strong>.<br />
Ho voluto rivolgere qualche domanda, sapere di lei e dell&#8217;Associazione Kinetta.</strong></div>
<div>
<div id="yui_3_16_0_1_1431499418118_3858">
<div>
<p>.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/laura-rigione-labus-kinetta.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16435" alt="laura rigione labus kinetta" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/laura-rigione-labus-kinetta.jpg" width="346" height="469" /></a><strong>Da dove nasce la passione per  la settima Arte?<br />
</strong>Credo che ogni persona impieghi un certo tempo per capire chi è e cosa voglia diventare. Per alcuni questo tempo è breve ed è semplice ed immediato riuscire a percorrere la strada giusta. C&#8217;è chi invece impiega di più e, dopo diversi tentativi, sbagliando, trova quello che cercava. Poi c&#8217;è chi, per colpa delle circostanze, non raggiunge mai quell&#8217;obiettivo. Per quanto mi riguarda, tra l&#8217;inizio di quel percorso e ciò che sono diventata adesso sono trascorsi molti anni, anni in cui ho creduto persino di non avere alcuna passione e di essere forse interessata a troppe cose per farmene piacere davvero qualcuna. Ho cercato la mia strada a lungo, percorrendone diverse, dall&#8217;astronomia all&#8217;ingegneria.<br />
.<br />
Il cinema non era mai stato contemplato tra queste. Eppure mi affascinava molto, fin da piccola quando, non appena ottenuto un minimo di autonomia e una paghetta, non lasciavo passare una sola settimana in cui non sedessi sulle poltrone del vecchio cinema di città. E poi a casa, con la mia famiglia o con gli amici, c&#8217;era sempre l&#8217;abitudine di guardare dvd di film presi a noleggio, meticolosamente scelti da me. Spesso non si da ascolto fino in fondo alle proprie passioni, considerandole solo degli hobby. Poi può capitarti un incontro che, senza esagerare, ti cambia la vita.<br />
.<br />
Quando ho conosciuto Michele Salvezza, oggi responsabile insieme a me dello Spazio Labus, nonchè presidente della nostra associazione cinematografica Kinetta e regista, e abbiamo iniziato ad andare al cinema, la mia visione del mondo finora conosciuto è cambiata radicalmente. Ho compreso cosa fosse davvero una passione e come poterla indirizzare verso qualcosa di positivo, di &#8220;utile&#8221;. Poi ci siamo portati il cinema a casa, passando tutti i giorni liberi a vedere film, uno dopo l&#8217;altro, alla ricerca di nuovi registi, di linguaggi alternativi, di un cinema sconosciuto ai grandi schermi a cui eravamo abituati. Insomma studiavamo il cinema in visione di quello che avremmo potuto realizzare. Poi Michele mi ha mostrato cosa ci fosse oltre quello schermo, coinvolgendomi in alcuni suoi progetti come la realizzazione del cortometraggio YouBorn (<a href="https://vimeo.com/99661699" target="_blank" rel="nofollow">https://vimeo.com/99661699</a>), che è stata un&#8217;esperienza impagabile.<br />
.<br />
Infine, insieme ad altri tre folli, con un investimento minimo, tanta forza di volontà e la giusta incoscienza, siamo riusciti ad aprire la sede dell&#8217;associazione, allestendo una piccola sala cinematografica a Benevento che fosse aperta a chi avesse la necessità come noi di suggestione e condivisione, in una città che nel frattempo stava perdendo via via tutti i suoi spazi cuturali più importanti. A quel punto ero già inevitabilmente e completamente innamorata di quel mondo. Il 1° marzo 2014 nasceva lo Spazio Labus. Da allora quella passione si è trasformata in un impegno a tempo pieno. Nel frattempo, da gennaio, siamo rimasti solo in due, abbiamo costituito una nuova associazione denominata Kinetta e abbiamo continuato a fare il cinema che amiamo, credendoci e ottenendo inaspettate soddisfazioni da parte dei nostri assidui frequentatori, alcuni dei quali anche molto giovani, per i quali siamo diventati un vero e proprio punto di riferimento.<br />
.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16412" alt="labus kinetta benevento02" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento02-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><strong>Chi sono i tuoi registi preferiti?<br />
</strong>Potrei fare molti nomi, sceglierne solo alcuni sarebbe riduttivo, perchè ognuno di loro ha contribuito a creare opere senza tempo che rivedrei infinite volte: Lars von Trier, Ingmar Bergman, Federico Fellini, Bela Tarr, Werner Herzog, Jean-Luc Godard, Bruno Dumont, Apichatpong Weerasethakul&#8230; Insomma, potrei star qui per giorni.<br />
.<br />
<strong>Un regista emergente da non sottovalutare?<br />
</strong>Altra domanda alla quale non potrei dare una risposta semplice, un solo nome. Nelle visioni degli ultimi anni, come dicevo, ho potuto scoprire un mondo del cinema completamente diverso da quello che in genere ci viene presentato. Ciò che arriva nelle sale è solo una piccolissima parte di quello che attualmente viene prodotto in modo indipendente e non in Europa e nel resto del Mondo. Per quanto riguarda i registi emergenti, ancora giovani e poco conosciuti in Italia, amo molto il messicano Carlos Reygadas, che ha all&#8217;attivo pochi film ma una visione assolutamente interessante ed uno stile molto netto e riconoscibile. Ho avuto la fortuna di vedere il suo &#8220;Post Tenebras Lux&#8221; in un multisala di Lisbona. Qui in Italia non sarebbe stato possibile. Un cinema molto interessante è anche quello dello svedese Simon Staho e dell&#8217;estone Veiko Ounpuu. Mai sentiti nominare? Appunto. Il discorso sarebbe molto lungo ed è quello che cerchiamo di portare avanti ogni settimana da più di un anno nel corso dei nostri appuntamenti.<br />
<strong>.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16416" alt="labus kinetta benevento3" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento3-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Qualche nota su di te e su Labus.<br />
</strong>Ho 29 anni e sono nata ad Avellino, dove ho frequentato il Liceo Classico Europeo e ho scoperto un&#8217;inaspettata predilezione per gli studi scientifici, pur continuando ad amare le materie letterarie. Dopo un anno di Astronomia all&#8217;Università di Bologna, ho cambiato completamente rotta, trasferendomi a Benevento, dove ho frequentato la facoltà di Ingegneria e mi sono laureata in Ingegneria Energetica con una tesi sulla micro-cogenerazione realizzata presso l&#8217;Università Tecnica di Monaco di Baviera. Successivamente alla laurea, nel 2013, ho iniziato ad interessarmi di cinema in modo più approfondito, occupandomi anche di montaggio video oltre che della gestione dello Spazio Labus.<br />
.<br />
<em>&#8220;Labus è un atto di resistenza. A Labus è in atto una resistenza</em>&#8220;, questo è il nostro slogan. Labus è uno spazio gestito dall&#8217;Associazione Culturale Kinetta, che si occupa dell&#8217;organizzazione delle attività. Kinetta nasce per l&#8217;esigenza di avere un&#8217;associazione a spiccata vocazione cinematografica, per dar vita a uno spazio prevalentemente dedicato alla cultura cinematografica in ogni sua forma. Oltre agli incontri settimanali legati al cinema, organizziamo anche laboratori pratici e teorici e ci occupiamo della produzione di film, spot pubblicitari, materiale fotografico e video. La nostra sede è a Benevento, al civico 1 di piazza Orsini, all&#8217;interno del Palazzo Dell&#8217;Aquila.</p>
</div>
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<div id="yui_3_16_0_1_1431499418118_3912">&#8212;</div>
<div><span style="color: #993300;">Per una visione ottimale della photo gallery, <strong>cliccare all’interno della foto in testa all’articolo</strong> e, poi (apertasi una nuova finestra), cliccare sulla destra di ogni foto (per andare avanti) o cliccare sulla sinistra della foto (per andare indietro). Per scorrere più velocemente, ruotare la rotella del mouse.</span><br />
<span style="color: #993300;"><strong>E’ sconsigliato</strong> cliccare sulle foto in miniatura che qui seguono.</span></div>
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</div>
<p><em><em><em><em><em>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento00/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento00-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento00" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento01/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento01" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento02/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento02" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento20/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento20-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento2,0" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento2" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento3-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento3-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento3 (2)" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento3/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento3" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento5/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento5" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento7/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento7" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento8/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento8" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento9/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento9" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento10/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento10" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento12/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento12-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento12" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento14/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento14" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento15/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento15-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento15" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento16/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento16-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento16" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento21/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento21" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/05/13/labus-una-resistenza-cinematografica-intervista-a-chiara-rigione/labus-kinetta-benevento27/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/labus-kinetta-benevento27-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="labus kinetta benevento27" /></a>
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