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	<title>Art&#039;Empori &#187; Vivere con i libri</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Echi di poesia dialettale</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 10:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il dialetto costituisce la specificità immateriale di un’etnia, la sua perdita porta all’omologazione culturale, il suo recupero ad un atto di salvataggio. Franca Molinaro Mentre il mondo corre ad oggettivare un&#8217;unica lingua per tutti i popoli qualcuno parallelamente prova a salvaguardare il dialetto, lingua identitaria che crea appartenenza  e familiarità ad un luogo. Ciascuno ne [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />
I<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/franca-mol.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18069" alt="franca mol" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/franca-mol-168x300.jpg" width="134" height="240" /></a>l dialetto costituisce la specificità immateriale di un’etnia, la sua perdita porta all’omologazione culturale, il suo recupero ad un atto di salvataggio. </em></p>
<p>Franca Molinaro</p>
<p>Mentre il mondo corre ad oggettivare un&#8217;unica lingua per tutti i popoli qualcuno parallelamente prova a salvaguardare il dialetto, lingua identitaria che crea appartenenza  e familiarità ad un luogo. Ciascuno ne porta le tracce nella propria cadenza, nelle inflessioni linguistiche e a parere di neuropsichiatri anche nella costituzione biologica della aree cognitive.</p>
<p>Il dialetto è appartenenza ad ampi</p>
<p><em><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/premi-echi.jpg"><img class=" wp-image-18071 alignright" alt="premi echi" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/premi-echi-168x300.jpg" width="134" height="240" /></a></em></p>
<p>o raggio, nelle parole usate dai nonni ci sono tracce dell’antica Grecia, degli spagnoli, dei tunisini, degli albanesi, dei popoli che nella storia si sono incrociati, contaminati ed arricchiti.</p>
<p>Il dialetto è una carta d’identità con lunghe radici, l’abito su misura che il popolo si è costruito vivendo la storia di un luogo fatto di persone, fatti, narrazioni, avvicendamenti, storie vissute e raccontate, storie che vengono restituite alle future generazioni se avessero tempo e cuore di scoprire le etimologie dei termini, le avventure dietro i suoni, le eredità sottaciute.</p>
<p>Il centro di ricerca tradizioni popolari “La Grande Madre”  da alcuni anni cerca, attraverso la poesia, di riportare alla consapevolezza l’importanza di una lingua non omologante, e lo fa apprezzando tutti i dialetti, da tutte le parti del mondo, poiché  ciascuna lingua ha una dignità ed un vivacità speciale per chi la appartiene.</p>
<p>Pasolini scriveva che  “Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà”. Ed a questa realtà che i tanti poeti si sono ispirati nel raccontare scorci di vita dal proprio punto di vista, dalle proprie radici, nel proprio dialetto.</p>
<p>Le poesie considerate migliori sono state raccolte in un Antologia così che tutte ne possano leggere e gustare il piacere. Chi ha assistito alla manifestazione ha avuto la possibilità di godere dei suoni dei diversi dialetti oltre che della splendida giornata passata nella convivialità, tra cibo a Km zero cucinato dal nostro amico Rocco Albanese e relazioni semplici e genuine all’ombra degli alberi.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/cibo-echi.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18072" alt="cibo echi" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/cibo-echi-168x300.jpg" width="101" height="180" /></a></p>
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		<title>&#8220;Un uomo temporaneo&#8221; e la delega al sistema</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 10:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con i libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un romanzo sulla gentilezza. Sul darsi senza chiedere nulla in cambio. Sul ‘donarsi’ quale strumento di felicità. Questo, ma anche tanto altro, c’è dentro a ‘Un uomo temporaneo’, l’ultima pubblicazione di Simone Perotti per i tipi di Frassinelli (maggio 2015). Gregorio è un impiegato modello. Tutti i giorni, per raggiungere l’azienda dove lavora, percorre una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/Un-uomo-temporaneo.png"><img class="alignright size-full wp-image-18025" alt="Un uomo temporaneo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/Un-uomo-temporaneo.png" width="182" height="278" /></a>Un romanzo sulla gentilezza. Sul darsi senza chiedere nulla in cambio. Sul ‘donarsi’ quale strumento di felicità. Questo, ma anche tanto altro, c’è dentro a <strong>‘Un uomo temporaneo’</strong>, l’ultima pubblicazione di <strong>Simone Perotti </strong>per i tipi di Frassinelli (maggio 2015).<br />
Gregorio è un impiegato modello. Tutti i giorni, per raggiungere l’azienda dove lavora, percorre una stradina di campagna. E’ felice, centrato, ama cucinare; è un figlio attento, amorevole, capace di considerazione esterna.<br />
Eppure, un bel mattino, si ritrova sulla scrivania una lettera di sospensione. I motivi sono nebulosi, si capisce che, dietro a tutto questo, c’è una manovra di ridimensionamento del personale da parte dell’azienda. Ma Gregorio – che viene preso d’occhio dai sindacati, pronti a strumentalizzare la sua situazione – è capace di reinventarsi un ruolo, libero come in fondo è diventato (gli viene tolto ogni incarico, viene privato anche della sua scrivania) o come, in sostanza, è sempre stato.<br />
La sua presenza, il suo carisma, la sua libertà interiore &#8211; <strong>quel suo essere capace di non appartenere </strong>- fanno di lui un punto di riferimento per tutti gli altri colleghi mobbizzati, maltrattati, relegati al ruolo di semplici esecutori. Si tratta, in definitiva, di una <em>rivoluzione dal basso</em>, che muove i suoi passi da dentro al sistema, che non vuole distruggere completamente, ma risanare e trasformare: ed è una rivolgimento che parte dalla percezione chiarissima che Gregorio ha di se stesso, del futuro che verrà.<br />
Ci sono tanti tipi psicologici, nel romanzo di Perotti: nell’ottusità vuota dei superiori di Gregorio &#8211; carrieristi e sciocchi &#8211; c’è, in primis, la tendenza a delegare. Che è, poi, il male di sempre: dietro la delega c’è la nostra incapacità di porci nel mondo come persone consapevoli.<br />
Dunque come potrà fare Gregorio &#8211; unico risvegliato in un Getsemani di persone addormentate – a vincere la sua battaglia contro i mulini al vento e a salvare la sua anima?<br />
E se Gregorio fosse, in realtà, il Gregor Samsa di Kafkiana memoria, che parte dalla sua trasformazione per ridisegnare, stavolta, i confini possibili di una nuova felicità?<br />
L’unica via, semba dirci Perotti, è il risveglio: lo scarafaggio alieno a una realtà omologante che fagocita i nostri destini di uomini.</p>
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		<title>Quando la biblioteca è piccola e rotonda… La Petite Bibliothèque Ronde</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Mar 2014 17:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con i libri]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Schlumberger]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[bibliothèque des enfants]]></category>
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		<category><![CDATA[La Petite Bibliothèque Ronde]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Cinzia Robbiano da Occhimentecuore] Esiste ed è La Petite Bibliothèque  Ronde ou  bibliothèque des enfants di Clamart, un tempo La Joie par les livres, biblioteca di fama mondiale collocata nel quartiere popolare della città di Clamart, Ile-de-France, considerata monumento storico dal settembre del 2009. Riconoscimento che consente al Governo di conservare al meglio l’integrità e le funzioni di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/astudejaoublie-clamart-bibliotheque-ronde-enfants-atelier-montrouge-12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10954" alt="astudejaoublie-clamart-bibliotheque-ronde-enfants-atelier-montrouge-12" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/astudejaoublie-clamart-bibliotheque-ronde-enfants-atelier-montrouge-12-300x195.jpg" width="300" height="195" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">[di Cinzia Robbiano da <a href="http://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/02/26/quando-la-biblioteca-e-piccola-e-rotonda/" target="_blank">Occhimentecuore</a>] Esiste ed è La Petite Bibliothèque  Ronde ou  bibliothèque des enfants di Clamart, un tempo La Joie par les livres, biblioteca di fama mondiale collocata nel quartiere popolare della città di Clamart, Ile-de-France, considerata monumento storico dal settembre del 2009. Riconoscimento che consente al Governo di conservare al meglio l’integrità e le funzioni di questo luogo unico.</p>
<p style="text-align: justify;">Composta di spazi piccoli, si compone di piani tondi inseriti tra i palazzi del quartiere. Gli arredi sono stati scelti tra quelli ideati da Alvar Alto per la loro adattabilità alle caratteristiche e alle funzioni del luogo, quindi anche gli arredi sono oggetto di studio e protetti come patrimonio del XX secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione di questa biblioteca è stata voluta da Anne Schlumberger, figlia di industriali alsaziani, che mise al servizio dell’arte, dell’educazione e della scienza la sua ricchezza. Viaggiò molto e negli Stati Uniti comprese l’importanza che le biblioteche di quartiere potevano avere nella vita quotidiana dei bambini. L’apertura di una Biblioteca dall’architettura insolita sollevò inizialmente molte proteste ma in questo stava la sfida: mettere a disposizione dei ragazzi  un luogo dedicato a loro soltanto. In quegli anni, su 10 000 abitanti, 6000 avevano meno di 16 anni. Alla sua apertura nel 1965, si ebbero 3000 iscrizioni registrate a tempo di record.</p>
<p style="text-align: justify;">In risposta alle critiche e alle resistenze, Anne decise di finanziare la Biblioteca per 18 anni prima di consegnarla nelle mani della città di Clamart. La Biblioteca, organizzata come una biblioteca per adulti, ha oggi un patrimonio di circa 20 000 volumi messi a disposizione dei ragazzi in una grande stanza rotonda con arredi di legno chiaro. E’ divenuta immediatamente di fama mondiale sia per la bellezza dell’architettura e per la qualità culturale delle iniziative che offre ai ragazzi e alle loro famiglie. Inoltre, avendo la missione di mettere gli utenti al centro del progetto, impiega nel funzionamento della stessa anche i ragazzi che , con orgoglio, si prestano per le letture ad alta voce, per i consigli di lettura  o danno  una mano per i prestiti e le restituzioni.</p>
<p><a href="http://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/02/26/quando-la-biblioteca-e-piccola-e-rotonda/tumblr_m8io7summa1qzq84io1_500/" rel="attachment wp-att-3834"><img alt="&quot;Bibliothèque pour enfants, Clamart, France.&quot; 1965, photographie noir &amp; blanc. " src="http://eyesmindandhearthaboveall.files.wordpress.com/2014/02/tumblr_m8io7summa1qzq84io1_500.jpg?w=640" /></a></p>
<p><em>“Bibliothèque pour enfants, Clamart, France.” 1965, Martine Franck”</em></p>
<p>articolo originale<br />
<a href="http://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/02/26/quando-la-biblioteca-e-piccola-e-rotonda/" target="_blank">http://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/02/26/quando-la-biblioteca-e-piccola-e-rotonda/</a></p>
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		<title>Il computer serve a tutto, come un coltellino svizzero. Ma uno chef sostituirebbe con questo i suoi strumenti?</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/02/13/il-computer-serve-a-tutto-come-un-coltellino-svizzero-ma-uno-chef-sostituirebbe-con-questo-i-suoi-strumenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 08:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Marzia Coronati da Comune-Info] Ricordo che una mattina di quattro anni fa, camminando per le vie di una periferia nord di Roma, mi sono imbattuta in due alte pile di tomi verde scuro, disposti affianco a un cassonetto dell’immondizia. Era un’enciclopedia completa dalla A alla Z, di quelle classiche che si usavano per le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/libri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10719" alt="libri" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/libri-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>[di Marzia Coronati da <a href="http://comune-info.net/2014/02/lenciclopedia-vicino-un-cassonettomarzia/" target="_blank">Comune-Info</a>] Ricordo che una mattina di quattro anni fa, camminando per le vie di una periferia nord di Roma, mi sono imbattuta in due alte pile di tomi verde scuro, disposti affianco a un cassonetto dell’immondizia. Era un’enciclopedia completa dalla A alla Z, di quelle classiche che si usavano per le tesine a scuola. Sono corsa subito a recuperare la mia automobile e sono tornata di gran fretta al cassonetto. Sorpresa: i libri erano ancora lì, intoccati. Li ho caricati nel porta bagagli, non senza una certa fatica, e li ho portati a casa, cinque piani a piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai tempi vivevo in una soffitta di circa quattordici metri quadri, nove calpestabili. Avevo fatto fatica a fare entrare un minuscolo scaffale e i pochi libri che vi avevo disposto erano frutto di una selezione serratissima. Quella mattina, presa dall’entusiasmo di quell’imperdibile affare, non avevo pensato a quel dettaglio. Non c’era niente da fare, non sarebbero entrati neanche sotto il letto, avevo un futon. Non mi sono persa d’animo, sono corsa a casa di mio fratello, ho scaricato i tomi sul pianerottolo (fortunatamente stavolta al piano terra) e ho suonato. Il mio sorriso soddisfatto per quel regalo straordinario che stavo per consegnargli non mi sembrò totalmente ricambiato, ancor meno dalla moglie, intenta a inscatolare le ultime cose per il trasloco imminente che stavano per affrontare. “Li sistemiamo in cima a quell’armadio solo sino a quando non gli troverai un altro posto” è il massimo che sono riuscita a ottenere. Da quel giorno ho iniziato una serie di telefonate, dagli amici. “Un’enciclopedia? macchè sei fuori? Ma che ci dovrei fare?”, alle scuole “No guardi ne abbiamo già una, ogni tanto dobbiamo ricordarci di spolverarla”. Alla fine, disperata, ho deciso di regalare i libri a un negozio dell’usato. “E’ un vero peccato, ma non sono riuscita a trovare nessuno che li vuole, però è una fortuna per voi, ecco, sono come nuovi, ho spiegato al commesso, intento a sistemare qualcosa sugli scaffali. “Può anche tenerseli”, ha risposto secco, senza neanche guardarmi “queste cose non le vuole più nessuno”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho abbandonato l’enciclopedia vicino a un cassonetto, di notte, un mese dopo averla trovata. Questa volta l’ho lasciata in una periferia e est della città.</p>
<p style="text-align: justify;">“Nessuno si stamperebbe mai Wikipedia. Per quale motivo dovrebbe farlo? Per avere gli scaffali pieni di cose che non guarderesti mai?”, mi ha detto Roberto Casati, filosofo e direttore del Cnrs dell’Ecole Normale di Parigi.</p>
<p style="text-align: justify;">[...] Roberto Casati ha disegnato un coltellino multiuso su un foglio. “La scuola oggi sembra vedere nei tablet una sorta di coltellino svizzero, uno strumento cioè che permette di fare tutto, ed è per questo che si sta dirigendo nella direzione della sostituzione degli strumenti didattici con questo supporto digitale. Ma, pensateci bene, nessuno chef sostituirebbe i suoi strumenti da cucina con un coltellino svizzero”.</p>
<p>Per l&#8217;articolo integrale, dal sito di <a href="http://comune-info.net/" target="_blank">Comune-Info</a>:<br />
<a href="http://comune-info.net/2014/02/lenciclopedia-vicino-un-cassonettomarzia/" target="_blank">App non significa apprendere</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il mondo secondo il &#8220;Diario della tartaruga&#8221;</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/01/27/il-mondo-secondo-il-diario-della-tartaruga/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 02:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Cinzia Robbiano da Occhimentecuore] C’è chi scrive libri per bambini e chi scrive libri sui libri scritti per bambini ma non penso assolutamente che venga fatto per i bambini. Penso che tutti quelli che si preoccupano tanto dei bambini in realtà si stiano preoccupando di se stessi, di tener insieme il proprio mondo e indurre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/kiki2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10412" alt="kiki2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/kiki2-300x234.jpg" width="300" height="234" /></a>[di Cinzia Robbiano da <a href="http://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/01/25/living-with-books-2/" target="_blank">Occhimentecuore</a>]</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">C’è chi scrive libri per bambini e chi scrive libri sui libri scritti per bambini ma non penso assolutamente che venga fatto per i bambini. Penso che tutti quelli che si preoccupano tanto dei bambini in realtà si stiano preoccupando di se stessi, di tener insieme il proprio mondo e indurre i bambini ad aiutarli in questo compito, indurre i bambini a convenire che si tratta davvero di un mondo. A ogni nuova generazione di bambini bisogna dire: “Questo è un mondo, questo è quello che si fa, è cosi che si vive”. Forse la nostra paura costante è che arrivi una generazione di bambini a dire: “Questo non è un mondo, questo non è niente, e non c’è nessun modo di vivere”.<br />
<em>Diario della tartaruga, Russell Hoban</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Diario della tartaruga</strong> è la storia una scrittrice di libri per ragazzi e di un librario e delle loro vite alla deriva. Sino a quando, davanti alla vasca delle tartarughe, matureranno un istinto e un’idea rivoluzionaria: rapire le tartarughe e liberarle in mare. Lessi questo libro nel 1986, allora pubblicato da Feltrinelli, ma lo ricordo ancora con dolcezza e trovo sia di una straordinaria attualità perché è una storia incantevole di solitudini urbane e di ricchezze interiori vissute nell’anonimato. Che oggi sono i blog a liberare.</p>
<p>Dalla rubrica &#8220;Vivere con i libri&#8221; di Cinzia Robbiano (<a href="http://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/01/25/living-with-books-2/" target="_blank">Occhimentecuore</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La biblioteconomia secondo Amos Oz</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jan 2014 16:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[storia di amore e di tenebra]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Cinzia Robbiano da Occhimentecuore] Trovo le case senza libri raggelanti. D’istinto penso e sospetto che lo stesso gelo sia nel cuore di chi in quella casa vive. Inizio una “categoria” dedicata al “vivere con i libri”, raccogliendo immagini che mi sono piaciute, immagini del mio vivere coi libri; brani di libri sui libri e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/amos-oz.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10277" alt="amos-oz" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/amos-oz-300x205.jpg" width="300" height="205" /></a>[di Cinzia Robbiano da <a href="http://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/01/18/living-with-books/" target="_blank">Occhimentecuore</a>] Trovo le case senza libri raggelanti. D’istinto penso e sospetto che lo stesso gelo sia nel cuore di chi in quella casa vive. Inizio una “categoria” dedicata al “vivere con i libri”, raccogliendo immagini che mi sono piaciute, immagini del mio vivere coi libri; brani di libri sui libri e altro che via via troverò. Le raccolte di libri sono più che una collezione di oggetti, sono il racconto della nostra vita.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">[...] I libri li si può ordinare per titolo, in ordine alfabetico per autore, per collana o editore, cronologicamente, per lingua, argomento, genere e contesto, e persino per luogo di edizione. Tutto è possibile. Così appresi i segreti della sfumatura: la vita è fatta di itinerari diversi. Ogni cosa può accadere così ma anche altrimenti, secondo partiture diverse e logiche parallele. Ogni logica parallela è di per sé coerente e consequenziale, a suo modo conchiusa, indifferente a tutte le altre.</p>
<p style="text-align: justify;">[...] I libri, insomma mi fecero conoscere gli spazi sterminati, la zona d’ombra che sta fra il lecito e il proibito, fra la normalità e l’eccezione: questa lezione mi accompagnò per lunghi anni. E ora che arrivai all’amore, non ero più un perfetto principiante: sapevo invece che esistono combinazioni diverse, che c’è l’autostrada ma c’è anche la strada panoramica, ci sono i sentieri sperduti, mai percorsi da nessuno. Che c’è un lecito che è quasi proibito, e un proibito che è quasi lecito. Di tutto e di più.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">[da Storia di amore e di tenebra, Amos Oz, Feltrinelli editore]</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla rubrica &#8220;Vivere con i libri&#8221; di Cinzia Robbiano (<a href="http://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/01/18/living-with-books/" target="_blank">Occhimentecuore</a>)</p>
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