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	<title>Art&#039;Empori &#187; Artigianato</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Il Nuovo 23 Novembre per Apice</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 15:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice. Anniversario del terremoto dell’Ottanta. Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico. Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o.jpg"><img class=" wp-image-18360 alignleft" alt="73201892_140906783959423_591644247673798656_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o-223x300.jpg" width="156" height="210" /></a>Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice.</p>
<p>Anniversario del terremoto dell’Ottanta.</p>
<p>Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico.</p>
<p>Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico narrano di un luogo d’amore, di piazze colme di persone, di vicoli dedicati alla socialità, di un paese vigoroso socialmente ed economicamente, un crocevia di persone, animali, fiere e mercati.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o.jpg"><img class="alignright  wp-image-18361" alt="73515729_146673643382737_2582981224301592576_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
<p>Distaccati traumaticamente da quel luogo d’amore la popolazione apicese sembra avere ingabbiato il proprio timore nella cementificazione di case, simulacri di evanescenti status sociali.</p>
<p>La paura del dover riabbandonare i luoghi cari, forse mai elaborata pienamente, ha ridotto la proattività sociale diffidandola con la critica facile o il gioco del terzo escluso.</p>
<p>E’ stato semplice assopire il proprio sentimento di impotenza rispetto alle catastrofi sacrificando le relazioni di quartiere agli imperativi del lavorare e consumare. Il bene comune era diventato una parolaccia, l’impegno sociale uno sbuffo ingiallito di borbottamenti, il tornaconto un alibi delegante.<br />
Oggi questa paralisi sociale piano piano sta cedendo il posto a nuove proattività, a giovani speranze.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o.jpg"><img class=" wp-image-18359 alignleft" alt="71725144_134384994565291_2019940445206872064_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o-300x200.jpg" width="210" height="140" /></a></p>
<p>Quest’anno il 23 novembre sembra portare con sè un auspicio di bene, sarà il giorno in cui si inaugureranno i Mercatini di Natale ad Apice Vecchia.</p>
<p>Un evento che vedrà coinvolto il borgo per diverse settimane fino alla chiusura del periodo natalizio. Dalle esposizioni degli artigiani al presepe vivente, dal vicolo delle “Anime Viandanti” a quello dello street food.<br />
In nome di questa grande manifestazione il borgo da mesi pullula di una nuova energia, le persone hanno ricominciato a popolare le piazze, le erbacce hanno dovuto cedere il passo alle installazioni artistiche, i vicoli si riempiono di voci, i ruderi diventano risorsa d’arte, le persone sembrano uscite dal letargo della bassa reattività, dal timore di affrontare i ricordi di quello che fu!<br />
Credo che il paese stia facendo un salto quantico, questo anche grazie ai figlie e ai nipoti che cresciuti a pane e ricordi hanno avuto, qualche anno fa, il coraggio di scommettere sulle “case carute” e oggi su tutto il borgo, ormai ribattezzato come fantasma. Di fantasma sta rimanendo solo la paura e il ricordo di quell’evento drammatico che ha squarciato la tranquillità di un paese dal quale i cittadini, forse, solo oggi, si stanno riprendendo definitivamente.<br />
Qualcuno ha metaforicamente suonato un flauto magico che ha risvegliato la popolazione: i commercianti di Apice Vecchia si sono costituiti in associazione per organizzare al meglio i Mercatini, hanno chiesto il contributo dei gruppi territoriali e così le associazioni si sono messe insieme per supportare l’evento, le comunicazioni si sono abbeverate di propositività e collaborazione, nuovi sguardi accolgono i turisti, idee fresche prosperano ovunque, nel paese vecchio ed anche nel nuovo che se all’inizio ha visto con dubbio ed invidia la vitalità del vecchio borgo, oggi ne osserva la bontà dell’iniziativa e l’intuizione della collaborazione.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n.jpg"><img class="alignright  wp-image-18362" alt="73409154_142001113849990_1964229771575427072_n" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a><br />
Mi piace pensare al 23 novembre 2019 come un atto psicomagico, come direbbe Jodorowsky, che le nuove generazioni di Apice stanno offrendo ai loro nonni e genitori per sanare le vecchie ferite della vita.</p>
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		<title>Le pupe di Quaraesima</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 07:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antiche ricette di bellezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale. Se vi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18355" alt="IMG_4363" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale.</p>
<p>Se vi capita fermatevi a S. Giorgio la Molara e mentre passeggiate tra i vicoli che profumano di pane, alzate gli occhi al cielo ed osservate forse uno degli ultimi strascichi di antichi riti in cui la cristianità ed il paganesimo si trovano intrecciati.</p>
<p>Sono le bambole di Quaraesima. Appese ai quadrivi, nelle strade, nei quartieri.</p>
<p>Ricordano un periodo di digiuni e penitenze dopo le baldorie del carnevalesche, non a caso, secondo le usanze locali la pupa quaresimale sarebbe la moglie di Carnevale. Per questo viene issata nelle vie del paese il Mercoledì della Ceneri, vestita con gli abiti della tradizione locale e  con il tipico “maccaturo” , il fazzoletto con cui le contadine si coprivano la testa.</p>
<p>I colori del suo abito sono scuri, in ricordo di un periodo di lutto e di purificazione.</p>
<p>Tra le mani un fuso ed un rocchetto con un cespuglio di lana da tessere: sembrano ricordare le  Parche (figure mitologiche) della cultura greca, le quali usavano tessere il filo del fato di ogni essere umano.</p>
<p>Sotto di loro una patata in cui vengono infilzate sette penne, sette come il numero delle domeniche che mancano alla Pasqua.</p>
<p>Di domenica all’imbrunire il vicinato si incontra, e come un rito, scende dall’alto la pupa di Quaraesima.  Un’occasione per fare festa, per concedersi un momento di convivialità per tutti. Ed è interessante sapere che nella tradizione cristiano-orientale, per raggiungere uno stato di purezza totale, era uso digiunare tutti i quaranta giorni che precedevano la Pasqua, escluse le domeniche.</p>
<p>Così, insieme, si toglie la penna che rappresenta la settimana che si è appena conclusa, continuando a fare il conto alla rovescia rispetto al giorno della Resurrezione per i cristiani. La Pasqua religiosa coincide in effetti con il capodanno stagionale della primavera,  che risveglia la Grande Madre dal torpore invernale.</p>
<p>Questa ritualità per qualche anno si era persa a  S. Giorgio la Molara, ma grazie alla volontà di Luigi Biasco, un semplice grande uomo, con la passione per la storia e per le tradizioni locali, che non ha voluto rinunciare ad un suo ricordo di infanzia, è tornata in auge. E’ stato facile risvegliare l’entusiasmo in chi aveva vissuto l’usanza del tempo e che ancora poteva far appello alla memoria e alla nostalgia.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-18354" alt="IMG_4367" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a></p>
<p>Il destino ha voluto che pochi giorni dopo  aver conosciuto, insieme ad i miei alunni, la storia della pupa di Quaraesima, appesa al quadrivia poco lontano dalla nostra scuola, venissi a conoscenza di un articolo di  Maria Ivana Tanga, e delle attenzioni antropologiche di Franca Molinaro per scoprire che vari paesi irpini avevano usanze simili.</p>
<p>Mi piace questo aspetto antico, pagano, dalle radici profonde e sacre dei nostri territori e credo sia fondamentale recuperare la memoria di quanto ci era caro. Diventa intrigante scoprirne i significati.</p>
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		<title>Riscopriamo il borgo &#8211; Airola, 1° e 2 settembre 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Aug 2012 07:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura contadina]]></category>

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		<description><![CDATA[Riscopriamo il Borgo,  ad Airola riscoperta della cipolla, ciuccio di fuoco e folk La Pro Loco di Airola e Gli Amici del Borgo, con il patrocinio del Comune di Airola, annunciano la seconda edizione di “Riscopriamo il Borgo”, kermesse cultural-gastronomica, in programma sabato 1 e domenica 2 settembre, nella splendida cornice storica di Piazza Borgo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/08/riscopriamo-borgo-12.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5606" title="Riscopriamo borgo '12" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/08/riscopriamo-borgo-12.jpg" alt="" width="535" height="374" /></a></p>
<div id="ygrp-text">
<p align="center"><strong><em>Riscopriamo il Borgo</em></strong><strong>,  ad Airola riscoperta della cipolla, ciuccio di fuoco e folk<span id="more-5605"></span></strong></p>
<p>La Pro Loco di Airola e Gli Amici del Borgo, con il patrocinio del Comune di Airola, annunciano la seconda edizione di <em>“Riscopriamo il Borgo”</em>, kermesse cultural-gastronomica, in programma sabato 1 e domenica 2 settembre, nella splendida cornice storica di Piazza Borgo e dintorni.</p>
<p><strong>LUOGHI DELLA MEMORIA.</strong> Sono tre le direttrici  lungo cui si muove la seconda edizione della manifestazione. In primo luogo, l&#8217;obiettivo degli organizzatori è portare nuovamente alla luce splendidi scorci dell&#8217;area a ridosso di Piazza Borgo: oltre a Piazza Tribunali e relativi vicoletti e la Chiesa di San Lorenzo (riaperta l&#8217;anno scorso dopo un oblio di 40 anni), quest&#8217;anno si potranno ammirare le location di Calata S. Agnello, il sagrato della sconsacrata Chiesa di San Michele Arcangelo e Giardini sopra Portanova.</p>
<p><strong>GIOCHI POPOLARI.</strong> In secondo luogo, Pro Loco e l&#8217;associazione Amici del Borgo intendono proseguire, sulla scia della prima edizione, nella riscoperta dei giochi e degli eventi della tradizione popolare contadina airolana. Un anno fa gli abitanti di piazza Borgo si cimentarono nella “rottura della pignatta” e nel “palo della cuccagna”, riproposti anche nella seconda edizione, in cui spicca, però, il cosiddetto “ciuccio di fuoco”. Si tratta di un antichissimo rito rurale, apotropaico, inserito nei festeggiamenti di San Lorenzo al Borgo, attraverso il quale i braccianti, accendendo fuochi nelle campagne, cercavano di propiziarsi raccolti favorevoli. L&#8217;accensione del ciuccio gigante concluderà la manifestazione domenica 2 settembre alle 24 in piazza Borgo. Ci sarà spazio anche per altre attività ludiche come la “corsa nei sacchi” e “il cerchio e la campana”.  Ad arricchire un contesto di grande suggestione contribuiranno anche le numerose botteghe artigianali e del mercatino dell&#8217;usato aperte, in entrambi i giorni, dalle 18.30 a notte fonda, tra piazza Tribunali e calata Sant&#8217;Agnello.</p>
<p><strong>ENOGASTRONOMIA DI QUALITA&#8217;.</strong> Il terzo pilastro di “Riscopriamo il Borgo” è il rilancio dell&#8217;enogastronomia locale. Quest&#8217;anno protagonista degli stand sarà il prodotto airolano per eccellenza, la cipolla, con la quale si prepareranno gustose zuppe, frittate e frittelle. Con l&#8217;occasione si rilancerà il dibattito tra i coltivatori caudini sullo sviluppo di una filiera che renda la cipolla veicolo di un circuito turistico gastronomico sul territorio airolano. A grande richiesta sarà possibile degustare anche la “pizza sciriatura”, prodotto “povero” della cucina contadina, a base di pasta di pane avanzata e ortaggi di stagione (melanzane, peperoni, cipolle, pomodori), proposto con grandi consensi nella prima edizione. Il tutto sarà innaffiato dagli ottimi vini sanniti: aglianico e falanghina. Domenica 2, alle 21, appuntamento imperdibile presso i Giardini sopra Portanova per gli amanti di una delle ghiottonerie della cucina semplice beneventana: “Gara di spaghetti”, con aglio, olio e tanto peperoncino.</p>
<p><strong>ARTE E SPETTACOLI.</strong> Numerosi eventi culturali arricchiscono il panorama dell&#8217;edizione 2012. Si parte sabato 1 alle 18.00 con l&#8217;introduzione affidata a Giacomo Rivetti, storico presidente della Pro Loco airolana, e con il saluto del sindaco di Airola Michele Napoletano, che apriranno la mostra fotografica <em>“Scatti d&#8217;epoca”</em>, che ritraggono gli stessi abitanti di Piazza Tribunali e dintorni  in una serie di foto d&#8217;annata. La mostra sarà visitabile anche domenica, negli stessi orari. Sempre sabato, presso i Giardini sopra Portanova, alle 22.00, la musica dei Mentarè, con la partecipazione speciale di Fabio Crisci del gruppo sannita Ausulea Ensemble, contribuirà a far rivivere le magiche emozioni dei balli folk di un tempo.</p>
<p>Domenica 2, nella stessa location, spazio ai balli di gruppo condotti da Top Dance 23.</p>
<p><strong>COMUNITA&#8217;.</strong> Gli organizzatori sottolineano il grande contributo offerto dagli abitanti del Borgo, che hanno messo a disposizione il proprio tempo e le proprie risorse. “<em>Abbiamo rinvenuto un&#8217;eccezionale disponibilità a collaborare a tutte le fasi dell&#8217;organizzazione, in maniera del tutto spontanea e gratuita: la comunità del Borgo aspettava solo un segnale per dedicarsi alla valorizzazione dei propri luoghi</em>”, ha dichiarato Bartolomeo Laudando, tra i più fervidi ideatori e organizzatori di “Riscopriamo il Borgo”. All&#8217;evento partecipano anche Parent Project Onlus, organizzazione no profit contro la distrofia muscolare, e M. M. U. , mostra mercato dell&#8217;usato.</p>
<p align="center"><a href="mailto:mario.tirino@gmail.com">Mario Tirino</a> &#8211; Ufficio Stampa &amp; Comunicazione</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><strong>Come raggiungere la location dell&#8217;evento</strong></p>
<p>Airola è situata a metà strada tra Benevento e Caserta, a 25 Km da Caserta e 23 Km da Benevento, all&#8217;autostrada A1 Roma &#8211; Napoli imboccare l&#8217;uscita Caserta Sud ed immettersi sulla Strada Statale 7 ( SS 7 &#8211; Appia) direzione Benevento. Proseguite fino al bivio per Airola. Giunti ad Airola proseguire in direzione Moiano &#8211; Sant&#8217;Agata de&#8217; Goti.</p>
<p><a href="http://www.prolocoairola.it/index.php?option=com_phocadownload&amp;view=category&amp;download=2:piantina-riscopriamo-il-borgo&amp;id=2:varie&amp;Itemid=154"><strong><img src="http://www.prolocoairola.it/images/Maps-Icon.png" alt="" width="50" height="50" border="0" /> Scarica la piantina dell&#8217;evento</strong></a></p>
</div>
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