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	<title>Art&#039;Empori &#187; Biodiversità</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Piccoli gesti di cura per il territorio</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 09:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agro Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Antiche ricette di bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></category>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#8220;I care” diceva don Milani, ossia mi interessi, mi stai a cuore. Queste semplici parole possono riassumere il processo di conoscenza che le maestre della scuola primaria di San Giorgio la Molara insieme con l’associazione Ambiente e Territorio dell’omonimo paese hanno voluto mettere in atto, permettendo ai loro alunni di incuriosirsi rispetto al mondo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-18160" alt="fest-alb4" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb4-262x300.jpg" width="183" height="210" /></p>
<p>&#8220;I care” diceva don Milani, ossia mi interessi, mi stai a cuore.</p>
<p>Queste semplici parole possono riassumere il processo di conoscenza che le maestre della scuola primaria di San Giorgio la Molara insieme con l’associazione Ambiente e Territorio dell’omonimo paese hanno voluto mettere in atto, permettendo ai loro alunni di incuriosirsi rispetto al mondo delle piante aromatiche quali alloro, rosmarino, malva, finocchietto selvatico, e origano.</p>
<p>Piante che fino a qualche settimana fa per molti erano categorizzabili come semplici erbe, se non addirittura erbacce. Il processo di conoscenza ha permesso loro di affacciarsi al mondo dei ricordi popolari, delle tradizioni degli anziani che sono stati intervistati in questi giorni, in questo modo ciò che prima veniva ignorato poiché non conosciuto oggi è divenuto qualcosa di interessante da proteggere e da tenere a cuore.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb-6.jpg"><img class=" wp-image-18164 alignleft" alt="fest-alb-6" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb-6-168x300.jpg" width="118" height="210" /></a></p>
<p>Soprattutto per questo motivo gli studenti si sono preoccupati di raccogliere dai saperi antichi delle proprie nonne ricette di decotti, tisane, dolci, pizze e quanto altro è stato possibile intercettare dalla memoria storica di un paese e custodirlo in una raccolta che è stata donata all’associazione su citata che da anni si preoccupa di tutelare l’ambiente e promuovere la cura della natura nell’incantevole paesaggio san Giorgese.</p>
<p><img class=" wp-image-18163 alignright" alt="fes-alb-5" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fes-alb-5-300x225.jpg" width="210" height="158" /></p>
<p>Questo semplice lavoro ha inoltre offerto l’occasione di riflettere su quanto la natura gratuitamente possa offrire in termini di cura a chi sa cercare e conosce, un sapere nascosto dalla propaganda della farmacopea industriale che si è presa l’onere ingiusto di relegarlo ai margini della magia o semplicemente lasciato all’oblio della noncuranza e del disimpegno.<br />
Un piccolo cambiamento dal basso che parte dalla consapevolezza delle risorse del proprio territorio, dalla promozione dell’ambiente, dall’apprezzare la biodiversità dei luoghi, dal senso di responsabilità e proattività che passa dalla aver cura di quanto si ha intorno senza dare per scontato neppure le erbacce.<br />
Tutto ciò grazie all’occasione della festa dell’albero che ogni anno viene proposta dall’associazione Ambiente e Territorio di San Giorgio la Molara, con il patrocinio del Comune e l’impegno delle docenti che con iniziative diverse cercano di educare le giovani generazioni a promuovere atti di amore per il territorio.</p>
<p>La giornata si è conclusa con al messa a dimora di due Aceri e la promessa da parte del sindaco di piantare alberi per ogni bambino che nasce nel paese!</p>
<p><img class=" wp-image-18162 alignleft" alt="fest-alb2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/11/fest-alb2-300x225.jpg" width="210" height="158" /></p>
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		</item>
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		<title>L&#8217;Oasi del fiume Calore a Benevento, tra natura e storia</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/04/20/loasi-del-fiume-calore-a-benevento-tra-natura-e-storia/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 06:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[.EcoVicinanza-Distretto]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[LIPU Benevento]]></category>
		<category><![CDATA[lipu benevento]]></category>

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		<description><![CDATA[FESTA DELLE OASI E RISERVE LIPU Domenica 21 Aprile 2013 L&#8217;OASI DEL FIUME CALORE A BENEVENTO TRA NATURA E STORIA ore 10.00 raduno al Nido della LIPU-Benevento al km 5 della pista ciclopedonale Pantano – ex stazione Vitulano/Foglianise raggiungibile anche con l&#8217;automobile attraverso la vecchia strada che conduce a Foglianise e Vitulano sino a 50 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="center"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/gru1_th.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6884" alt="gru lipu benevento" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/gru1_th.jpg" width="250" height="171" /></a>FESTA DELLE OASI E RISERVE LIPU</p>
<p style="text-align:left;" align="center">Domenica 21 Aprile 2013</p>
<p style="text-align:left;" align="center"><b>L&#8217;OASI DEL FIUME CALORE </b></p>
<p style="text-align:left;" align="center"><b>A BENEVENTO </b></p>
<p style="text-align:left;" align="center"><b>TRA NATURA E STORIA</b></p>
<p><b>ore 10.00</b> raduno al Nido della LIPU-Benevento al km 5 della pista ciclopedonale Pantano – ex stazione Vitulano/Foglianise raggiungibile anche con l&#8217;automobile attraverso la vecchia strada che conduce a Foglianise e Vitulano sino a 50 metri prima del ponte sul fiume Calore da dove si troverà la segnaletica con la scritta “LIPU”</p>
<p><b>ore 10.30</b> partenza ESCURSIONE verso la confluenza Torrente Ienga – fiume Calore dove si trovano i resti di un ponte romano, il cosiddetto Ponte delle Maurelle</p>
<p><b>ore 13.00</b> ritorno al Nido della LIPU-Benevento e pranzo con i prodotti dell&#8217;azienda agricola di Anna Russo, sita a Pantano nel territorio dell&#8217;Oasi delle <i>Zone Umide Beneventane</i></p>
<p><b>ore 15.30</b> partenza raduno ESCURSIONE verso Monte S. Angelo, il più bel punto panoramico dell&#8217;Oasi delle Zone Umide Beneventane, dove insistono i resti di una chiesetta di origini longobarde</p>
<p><b>ore 17.30</b> ritorno al Nido della LIPU-Benevento</p>
<p>Si chiede conferma di partecipazione soprattutto per chi rimane a pranzo telefonando o inviando un sms al 338 2036978 oppure scrivendo all&#8217;indirizzo di posta elettronica: <a href="mailto:lipusannio@gmail.com">lipusannio@gmail.com</a></p>
<p>Si consiglia ai partecipanti di attrezzarsi con scarpe e abbigliamento adatto ad un&#8217;escursione su percorsi anche sterrati e accidentati. Portare mantellina impermeabile in caso di pioggia e borraccia per l&#8217;acqua.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Qualche spettacolo del Fringe Festival di Stoccolma</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/09/22/qualche-spettacolo-del-fringe-festival-di-stoccolma/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Sep 2012 07:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Iannella]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra gli spettacoli a cui ho assistito al Fringe festival di Stoccolma, Stoff, festival tra l’altro certificato eco sostenibile dall’organizzazione Keep Sweden Tidy, posso accennare  innanzitutto a L’eremita contemporaneo, della compagnia bolognese  Instabili vaganti. L’attore, Nicola Pianzola, che si è occupato in precedenza di progetti teatrali con attori diversamente abili, ritorna in scena con un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli spettacoli a cui ho assistito al <a title="http://stockholmfringe.com/program.html" href="http://stockholmfringe.com/program.html" target="_blank"><strong><em>Fringe festival di Stoccolma</em></strong></a><em>, </em><a title="http://stockholmfringe.com/artistslideshow.html" href="http://stockholmfringe.com/artistslideshow.html" target="_blank">Stoff</a>, festival tra l’altro certificato <strong>eco sostenibile</strong> dall’organizzazione <a title="http://www.keepswedentidy.org/sa/site.asp?site=977" href="http://www.keepswedentidy.org/sa/site.asp?site=977" target="_blank"><em>Keep Sweden Tidy</em></a>, posso accennare  innanzitutto a <a title="http://www.instabilivaganti.com/spettacoli1.php?sp=11" href="http://www.instabilivaganti.com/spettacoli1.php?sp=11" target="_blank"><strong><em>L’eremita contemporaneo</em></strong></a>, della compagnia bolognese  <em>Instabili vaganti</em>.<br />
L’attore, Nicola Pianzola, che si è occupato in precedenza di <a title="http://www.accaparlante.it/autori/nicola-pianzola" href="http://www.accaparlante.it/autori/nicola-pianzola" target="_blank">progetti teatrali con attori diversamente abili</a>, ritorna in scena con un progetto altrettanto importante. <em>L’eremita contemporaneo</em> denuncia l’alienazione dell’operaio torturato e usurato senza pietà dal ritmo di produzione, ma ricorda anche gli operai morti sul lavoro. In quest’ultimo caso è l’Ilva di Taranto la principale assassina.<br />
La sceneggiatura si basa particolarmente su dei testi della moglie di un operaio morto all’Ilva e su quelli di altri operai, alcuni dei quali definiti dei veri e propri “poeti operai”, come <a title="http://youtu.be/SAy2n3rruCU" href="http://youtu.be/SAy2n3rruCU" target="_blank">Luigi di Ruscio</a> (Fermo, 1930 – Oslo, 2011).<br />
La brutalizzazione è talmente totalizzante da rientrare perfino nell’unico momento di “pace” che dovrebbe essere assicurato ad ogni individuo: il sonno.<a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/leremita-contemporaneo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5754" title="L'eremita contemporaneo" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/leremita-contemporaneo1.jpg?w=300" width="300" height="199" /></a><br />
“Ho sognato che eravamo vivi, resuscitati, non più contaminati dalla sporca morte”.<br />
Eppure anche momenti di temporaneo sollievo come questo vengono straziati da incubi invasi ed “esplosi” dall’assordante sirena della fabbrica.<br />
L’alienazione da lavoro è detta soprattutto quando l’individuo non si riconosce più ed esclama incredulo: “questa qui non è la mia faccia!”. Tuttavia il ritmo di produzione, dato dai movimenti meccanici delle stesse braccia e gambe dell’operaio, continua a scandire il tempo della rievocazione.</p>
<p>Altro tema scottante, ma questa volta rappresentato in modo goliardico, è quello del <strong>rifugiato ambientale</strong>, interpretato dall’attore indiano Rupesh Tillu in <a title="http://vimeo.com/19263435" href="http://vimeo.com/19263435" target="_blank"><strong><em>Ragulabuggla &#8211; A tale about an environmental refugee</em></strong></a>.<br />
Mauri ci ricorda che oggigiorno ci sono 25 milioni di rifugiati ambientali e che nel 2050 diventeranno 250 milioni. In particolare, poi, il tema dei rifiuti ci riguarda davvero tutti in prima persona. Prima di essere costretto a lasciare la sua isola di nome <em>Ragulabuggla</em>, quest’uomo si occupava, infatti, di sotterrare elettrodomestici e rifiuti non biodegradabili.  Pur non essendo consapevole di cosa stesse facendo, continuava ad eseguire quel lavoro meschino al fine di comprarsi un’automobile. Sennonché un giorno l’isola stessa si inabissa ed è costretto quindi ad emigrare. <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/ragulabuggla1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5756" title="ragulabuggla" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/ragulabuggla1.jpg?w=300" width="300" height="155" /></a>Essendo così il suo luogo di provenienza diventato inesistente, Mauri non viene accettato dall’amministrazione del Paese in cui approda. In un primo momento riesce a scappare, ma proprio quando s’illude di essere sfuggito alle autorità e di poter iniziare una nuova vita, viene arrestato e finisce in carcere, a conversare con gli oggetti della cella.</p>
<p><a title=" www.torabalslev.dk" href=" www.torabalslev.dk" target="_blank"><strong><em>The Race Called Life</em></strong></a> dell&#8217;attrice danese Tora Balslev, contesta invece la logica delle economie di mercato a cui sono troppo spesso sottoposte le decisioni dei singoli individui.<br />
L’inizio di questo spettacolo è scandito dalla voce incalzante di un cronista che commenta, passo dopo passo, la corsa della protagonista. Il tono entusiasmante nell’annunciare l’iscrizione della ragazza alla <em>Business School</em> di Copenhagen, <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/stf12_theracecalledllife_bilj5.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5777" title="Stf12_Theracecalledllife_bilj" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/stf12_theracecalledllife_bilj5.jpg?w=206" width="206" height="300" /></a>diventa improvvisamente un brontolio deluso nel constatare la scelta della studentessa di seguire invece la sua inclinazione artistica e d’intraprendere la strada del teatro. Subito dopo questa sua scelta, la ragazza è annunciata “fuori gioco”. Cercherà poi inutilmente di proporre le sue capacità teatrali per lavorare nel campo della pubblicità.<br />
Oltre alla corsa al successo, Tora Balslev denuncia anche il potere delle multinazionali, coinvolgendo il pubblico a cantare una canzone di ammonimento ricevuta da esse. Questa è la prima strofa:<br />
<em>“So you feel strange about Nike&#8217;s child labour?<br />
Because of something that you just heard from your neighbour<br />
well let’s say it’s true &#8211; what can one do?<br />
You should focus on your physical appearance<br />
and get a training programme tuned to your coherence<br />
We recommend that you &#8211; change your diet too.”</em></p>
<p><a title="http://beeheid.com/stoff/" href="http://beeheid.com/stoff/" target="_blank"><strong><em>Love for the Dead Bag</em></strong></a> di Paul Henry (Scozia), è presentato come “un rituale di musica e di performance <a title="http://it.wikipedia.org/wiki/Butoh" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Butoh" target="_blank">butoh</a>”.<a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/deadbag_stoffposterwhiteweb1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5759" title="deadbag_STOFFposterwhiteweb" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/deadbag_stoffposterwhiteweb1.jpg?w=300" width="300" height="213" /></a><br />
Nel foglio di presentazione &#8211; o di avvertenze &#8211; distribuito prima dell’inizio della sua performance, Paul Henry spiega che: <em>“This piece was born from a feeling of/ physical helplessness/ and animal pain. // Strange that materialism / leaves no room for worship of the body: / a material thing, at least in part.&#8221; </em><em> (Quest’opera è nata da una sensazione di / impotenza fisica / e di dolore animale. // Strano che il materialismo / non lasci spazio al culto del corpo: / una cosa dopotutto materiale, almeno in parte).<br />
</em>Allorché, calmato da ogni movimento convulsivo, l’attore si trova davanti al microfono, inizia a farfugliare frasi insensate, nell’intenzione di mettere in discussione il valore dei discorsi e del senso delle parole: “A speech&#8230; it feels like repenting myself all the time&#8230; I’m not sure I believe in meaning”. Il seguito delle sue parole è reso poi incomprensibile oltretutto dagli echi della sua stessa voce.<br />
Infine il suo corpo, integralmente nudo, soggiace al comando di due parole: “uno” gli permette il movimento, mentre “nessuno” lo immobilizza disteso al suolo, come se la vita e la non vita fossero ordinate dalle parole.</p>
<p>Il Fringe Festival di Stoccolma ha ospitato anche una serie di seminari e dibattiti, tra cui uno di particolare interesse riguardante il futuro professionale per gli studenti delle accademie d’arte, di teatro, danza, musica e di scienze delle comunicazioni. Ebbene, le partecipanti, Yolanda Alonso Bothén, Stina Oscarson, Ingegärd Waaranperä e Philippa Wallér, <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/images2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5765" title="images" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/images2.jpg" width="225" height="225" /></a> hanno smentito ogni eventuale nostra supposizione che in Svezia, a differenza dell’Italia, il lavoro in ambito culturale sia florido. Al contrario, la situazione lavorativa in ambito culturale è più critica di quanto si potrebbe immaginare. Lo stato svedese aveva perfino proposto di limitare il numero degli studenti nelle scuole a indirizzo umanistico viste le carenze di sbocchi lavorativi in questo settore. Al che, una risposta delle presenti è stata: “Allora, per garantire importanza ai lavori culturali, bisogna diventare politici?”</p>
<p>Stoff ha inoltre accordato spazio alle “invenzioni” &#8211; o quanto meno alle trovate originali &#8211; come il progetto <a title="http://realruns.net/submitmore.html" href="http://realruns.net/submitmore.html" target="_blank"><strong><em>Realruns</em></strong></a> avente come obiettivo quello di  registrare delle opere d’arte, come via scanner, per permettere agli utenti di osservarle poi in fattezze tridimensionali da qualsiasi angolazione. L’ideatore, Caspar Forsberg, offre la possibilità a chiunque di registrare gratuitamente la propria opera d’arte, o istallazione, attraverso un processo (che richiede 80 fotografie) spiegato alla sua pagina web.</p>
<p><span id="more-5661"></span>[slideshow]</p>
<p>Articolo e foto dello slideshow (&#8220;Vit gestalt&#8221; e &#8220;Trafika&#8221;) di Stefania Iannella</p>
<p>Per ulteriori informazioni sul Festival rimando a un mio articolo pubblicato su <a title="http://www.drammaturgia.it/recensioni/recensione1.php?id=5481" href="http://www.drammaturgia.it/recensioni/recensione1.php?id=5481" target="_blank">Drammaturgia</a>.</p>
<div id="statcounter_image" style="display:inline;"><a class="statcounter" title="joomla counter" href="http://statcounter.com/joomla/"><img style="border:none;" alt="joomla counter" src="http://c.statcounter.com/8161282/0/af97cb19/1/" /></a></div>
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		<title>L&#8217;arte che disabilità pregiudizi</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/08/04/larte-che-disabilita-i-pregiudizi/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Aug 2012 08:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[arte terapia]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[mariapaola bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho trascorso il mio pomeriggio del 1 agosto 2012 a raccogliere stimoli nuovi sulla disabilità, partecipando al convegno “DISABILITA LA TUA INDIFFERENZA” , svoltosi  presso la  sala consiliare del Grand Hotel Telese Terme all’interno della V edizione del ArTelesia Festival. Il convegno era mediato dalla dottoressa Anna Tecce, psicologa e psicoterapeuta presidente dell’associazione “Il Girasole”, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/08/pregiudizio.jpg"><br />
<img class="aligncenter  wp-image-5500" title="pregiudizio" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/08/pregiudizio.jpg?w=1024" alt="" width="614" height="409" /></a></p>
<p>Ho trascorso il mio pomeriggio del 1 agosto 2012 a raccogliere stimoli nuovi sulla disabilità, partecipando al convegno “DISABILITA LA TUA INDIFFERENZA” , svoltosi  presso la  sala consiliare del Grand Hotel Telese Terme all’interno della V edizione del ArTelesia Festival.</p>
<p>Il convegno era mediato dalla dottoressa Anna Tecce, psicologa e psicoterapeuta presidente dell’associazione “Il Girasole”, che ha ben saputo coordinare i vari punti di vista sulla disabilità &#8211; sociali, psicologici, politici &#8211; tenendo sempre costante l’attenzione sul valore delle emozioni e dei vissuti che appartengono a chiunque, senza differenze. Emozioni e vissuti che quando espressi attraverso il canale privilegiato dell’arte riescono ad avvicinare le persone ponendosi come un ponte tra se’ e gli altri.</p>
<p>Disabilitare la disabilità anche attraverso l’arte, questo il filo conduttore dell’incontro e questo lo stimolo  che  ho portato a casa.</p>
<p>L’arte, sia essa musica, pittura, danza, poesia, permette di entrare in contatto con il proprio mondo interno, capirlo meglio, coccolarlo, visualizzarlo fino a dargli una forma che lo rende visibile al mondo esterno e quindi comunicarlo anche agli altri, condividendo nuove possibilità di cambiamento.</p>
<p>L’arte come esplorazione di sé ed anche come co-terapia da associare a terapie più tecniche come la psicoterapia, o l’utilizzo di farmaci. Presso il centro di salute mentale dell’asl di Benevento sono attivi laboratori di manipolazione artistica che utilizzano questo potenziale. Come testimoniato dalla responsabile del servizio, la dottoressa Lucia Penna presidente dell’associazione ‘la Clessidra’,   questi laboratori permettono agli utenti di entrare in contatto più diretto ed immediato rispetto al colloquio clinico con il loro vissuti e pensieri problematici, siano essi ansie, ossessioni, depressione, dipendenza, paure. Una volta emersi diventano stimolo terapeutico verso un miglioramento della salute, intendendo per salute anche la percezione di una buona qualità di vita.</p>
<p>L’arte come comprensione e potenziamento delle proprie caratteristiche, ognuna specifica cosicché nessuno è uguale all’altro e ogni confine perde di significato. Allora arte come diritto a essere se stessi nelle debolezze come nelle qualità e fare di ogni piccola imperfezione una risorsa. Prendiamo per esempio il teatro,  che anche è arte. E prendiamo la compagnia “Mani nel cappello” del centro di riabilitazione neuromotoria “l’Oasi”. Come testimoniato dal dottor Alfredo Stella, sociologo che collabora con l’Oasi , i ragazzi che ne fanno parte si impegnano nel realizzare prodotti di qualità che riscuotano nel pubblico apprezzamento e successo.</p>
<p>L’arte infine come abbattimento delle barriere mentali, visto che la disabilità si scontra  ancora con barriere mentali oltre che fisiche.</p>
<p>Barriere mentali che si nutrono di pregiudizio. Lo ha spiegato bene Gianna Volpe, clown cogito dell’associazione Clown Dottori RNCD: il pregiudizio è culturale, morale, religioso; allontana le persone impedendo a prescindere conoscenza reciproca. Vero che abbiamo ognuno  caratteristiche che ci rendono unici ma vero anche, come mostrato dagli altri clown presenti in sala, che queste si incontrano nella naturale tendenza a sorridere ed abbracciarci.</p>
<p>Sorrisi e abbracci per sollevare il cuore dai dispiacere che tutti inevitabilmente incontriamo nel nostro percorso, chi più chi meno. E sorrisi e abbracci per disabilitarsi dall’indifferenza verso chi sta al mondo con specificità diverse dalle nostre.</p>
<p style="text-align:right;">Mariapaola Bianchini, Serenamente Onlus Associazione di psicologia per l’Infanzia e l’Adolescenza</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/08/pregiudizio.jpg">[slideshow]</a></p>
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		<title>Egalia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 09:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero della differenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Iannella]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione di Stefania Iannella Dal tecnico delle luci alla regista, questa compagnia teatrale è interamente costituita da donne. I ruoli si sono completamente ribaltati e, non a caso, l’unico ragazzo coinvolto compare, non in scena, ma soltanto nello spot pubblicitario dello spettacolo. È la sua “bella presenza” (come si legge in continuazione tra i prerequisiti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Recensione di Stefania Iannella</p>
<p>Dal tecnic<em>o</em> delle luci alla regista, questa compagnia teatrale è interamente costituita da donne. I ruoli si sono completamente ribaltati e, non a caso, l’unico ragazzo coinvolto compare, non in scena, ma soltanto nello spot pubblicitario dello spettacolo. È la sua “bella presenza” (come si legge in continuazione tra i prerequisiti di molti annunci lavorativi italiani), ora, a dover essere usata a scopi pubblicitari. È lui, ora, a dover attrarre l’attenzione con atteggiamenti ammiccanti e provocanti, non più la velina di turno.<br />
[vimeo http://www.vimeo.com/45303421 w=500&amp;h=281]</p>
<p><a href="http://vimeo.com/45303421">EGALIA &#8211; Teater Konfront</a> from <a href="http://vimeo.com/lillemorfilm">Lillemor Film</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/6eed8be09c1338485590f4f9dfeec1f1764d25129202aa8ca338f330.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5476" title="Egalias døtre" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/6eed8be09c1338485590f4f9dfeec1f1764d25129202aa8ca338f330.jpg" width="150" height="225" /></a><br />
<em>Egalia</em> è liberamente ispirato da “Egalias døtre”, (“Le figlie di Egalia”), 1977, della scrittrice norvegese Gerd Brantenberg, che, tra l’altro, è stata organizzatrice di un centro di accoglienza per donne vittime di violenza, e co-fondatrice, nel 1978, del “Tverrlitterært Kvinneforum”, un forum per incoraggiare le donne a scrivere e a pubblicare, a cui si dedicò fino alla chiusura nel 1991.</p>
<p>Presso il Teatro Tribunalen (Horngatan 92, Stoccolma), andrà in scena fino all’11 agosto questa rappresentazione teatrale in cui la satira del patriarcato, a differenza del libro, non è interpretata da personaggi identificabili singolarmente, ma, come spiega la regista Maja Björkquist in un’intervista, la necessità è quella di rappresentare un problema strutturale ad ampia scala, non di entrare nello specifico in casi individuali.<br />
Ecco perché ogni personaggio è, a rotazione, o donna o uomo, ovvero, mentre “la donna semplicemente è”, per interpretare l’uomo l’attrice deve accessoriarsi di pelliccia e del corrispettivo maschile del reggiseno nella sua parte bassa. Questo imbellettarsi da uomo rappresenta il rovesciamento dell’inutile esigenza attuale della donna di ingioiellarsi, impellicciarsi, e via dicendo, contrariamente alla semplicità maschile.</p>
<p>Questo rovesciamento dei ruoli vede la donna citare i più illustri nomi della letteratura, dell’arte e delle scienze mondali al femminile (da Alberta Einstein a Leonarda da Vinci, tanto per citarne due). E quanti ce ne sarebbero potute realmente essere di donne note di tale spessore se il successo non fosse sempre stato appannaggio maschile!</p>
<p>In <em>Egalia</em> è invece l’uomo a mostrare la sua ammirazione verso tutte le donne, energiche e insuperabili, provando anche invidia di tutti i privilegi femminili che gli uomini non hanno (lavoro, soldi, club per donne, ecc). Al contempo le donne si preoccupano per lui, trattandolo da ingenuotto e da facile vittima di violenze sessuali.</p>
<div id="attachment_5430" style="width: 257px" class="wp-caption alignright"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/egalia-21.jpg"><img class="size-medium wp-image-5430" title="egalia-2" alt="Foto: Anna Frykberg Andersson" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/egalia-21.jpg?w=247" width="247" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto: Anna Frykberg Andersson</p></div>
<p>Gli uomini subiscono inizialmente di buon grado la dominazione femminile, il loro essere ridotti e utilizzati come oggetti sessuali secondari in tutto e per tutto alle donne.</p>
<p>La foto qui accanto ritrae la scena in cui, mentre gli uomini sono costretti a giocherellare con le palle per la ginnastica ritmica e a ballare sorridendo, fino allo sfinimento, la donna è intenta a filosofare liberamente sulla metafisica, citando il testo di Heidegger “Identità e differenza”.</p>
<p>Ma sia l’adulazione che la soppressione hanno un limite. C’è chi infine non ne può più di essere ridotto praticamente in stato di schiavitù e scarica il compito oneroso di essere uomo a una donna, strappandosi di dosso gli accessori maschili e gridando dalla disperazione: “Ora tu puoi fare l’uomo!” C’è chi, invece, si ribella a questa subordinazione rivendicando il proprio diritto di uguaglianza e di indipendenza. <em>Egalia</em> ci lancia questo messaggio di lotta per la parità con la consapevolezza che, anche se sono già stati fatti molti passi avanti: “la strada da fare è ancora lunga”.</p>
<p>In Svezia un tale spettacolo di sole femministe arrabbiate (di questo genere ce ne sono a non finire, fino alla nausea, ma intanto le carrozzine le portano a spasso molto spesso i papà)  mi sembrerebbe l&#8217;ENNESIMA superflua, esagerata, vista e rivista lagna femminista, ma in Italia potrebbe apparire tuttavia originale.</p>
<p>Lo spettacolo è stato recensito anche da un giornale gay, <a title="http://www.qx.se/pride/21462/inte-en-perfekt-varld-nar-kvinnorna-styr" href="http://www.qx.se/pride/21462/inte-en-perfekt-varld-nar-kvinnorna-styr" target="_blank">QX</a>. Gerd Brantenberg stessa è stata membra della prima associazione norvegese per omosessuali “Forbundet av 1948”, (seguita dall’A<em>ssociazione nazionale norvegese per i diritti delle lesbiche e dei gay</em>) e membra attiva del <em>movimento lesbico</em> ”Lesbisk bevegelse” a Oslo e a Copenhagen. A questo proposito, sempre restando in tema di discriminazioni sessuali, apro una parentesi. Ieri, 31 luglio, è iniziato a Stoccolma un festival gay, <a title="http://stockholmpride.org/2012/Programlistor/Hela-Programmet1/" href="http://stockholmpride.org/2012/Programlistor/Hela-Programmet1/" target="_blank">Stockholm Pride Festival</a>, che terminerà il 4 agosto. Non si tratta soltanto di una sfilata gay, ma di un vero e proprio festival con un programma stracolmo di eventi, alcuni dei quali coinvolgono anche bambini al di sotto dei 13 anni, &#8220;<a title="http://www.mynewsdesk.com/se/pressroom/stockholm_pride/pressrelease/view/stockholm-pride-presenterar-pride-kids-mariette-hansson-och-vengaboys-392550" href="http://www.mynewsdesk.com/se/pressroom/stockholm_pride/pressrelease/view/stockholm-pride-presenterar-pride-kids-mariette-hansson-och-vengaboys-392550" target="_blank">Pride Kids</a>&#8220;, ragazzini, &#8220;Pride Ung&#8221;, ed anziani, &#8220;<a title="http://www.mynewsdesk.com/se/pressroom/stockholm_pride/pressrelease/view/stockholm-pride-satsar-paa-seniorer-665489" href="http://www.mynewsdesk.com/se/pressroom/stockholm_pride/pressrelease/view/stockholm-pride-satsar-paa-seniorer-665489" target="_blank">Pride Gold</a>&#8220;. Inoltre questo festival è sponsorizzato da grandi nomi dell&#8217;economia nazionale svedese.<br />
In confronto, mi dispiace constatare la sofferta situazione gay a Benevento, come riferitami da uno di loro. Questo giovane si lamenta della ghettizzazione e dell’emarginazione dei gay a Benevento e della mancanza totale di un punto di ritrovo gay dove poter semplicemente chiacchierare. Vi è soltanto un luogo nascosto in periferia &#8211; ma a suo rammarico si tratta esclusivamente di un &#8220;battuage&#8221; &#8211; dove ammette di non recarsi anche per paura di essere picchiato dagli omofobi in agguato. Questo ragazzo, da anni ancora alla ricerca del primo fidanzato, si lamenta appunto della difficoltà di incontrare altri ragazzi gay, dovuta specialmente dall’isolamento di molti dei gay della città che non sono “dichiarati”, ossia non fanno sapere a nessuno, o quasi, della loro omosessualità. Allora, se con lo stesso procedimento di <em>Egalia</em>, ribaltiamo per un attimo la situazione: come sarebbe mostruosamente frustrante e impensabile una vita dove noi eterosessuali dovessimo far finta di non esserlo, reprimendo e nascondendo l&#8217;attrazione per persone di sesso opposto e fingendoci &#8220;normali&#8221;, ossia omologati agli omosessuali? Che vita sarebbe una vita priva della libertà di esprimere i propri sentimenti? Tremenda! Assurda!<a title="tumblr hit counter" href="http://statcounter.com/tumblr/" target="_blank"><img style="border:none;" alt="tumblr hit counter" src="http://c.statcounter.com/8161303/0/f026f8d2/1/" /></a><br />
È proprio vero, ce ne è ancora di strada da fare prima di veder scomparire tutti i tipi di discriminazione sessuale!</p>
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