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	<title>Art&#039;Empori &#187; Cittadinanza artistica non delegata</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>So-stare a Bucciano</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 22:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Chi ha scelto il cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza artistica non delegata]]></category>
		<category><![CDATA[Escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[Pagine EcoVicine]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ritrovi di Resistenza artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo consapevole]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna. I volontari ci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-18057 alignleft" alt="IMG_1351 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna.</p>
<p>I volontari ci hanno accolto all’ingresso del paese, quel bivio che solitamente ho attraversato con distrazione, senza soffermarmi ad osservare la specificità del luogo. Un posto che dopo quest’esperienza è diventato una narrazione fatta di sentieri, persone, sorrisi, racconti, esperienze, storia intrisa di valorizzazione del territorio, di segni che raccontano di Medio Evo e Longobardi, di natura e vivacità.<br />
Un territorio fatto di persone e relazioni, di piccoli eroi che quotidianamente scelgono di non abbandonare il proprio paese ma di promuoverlo attraverso escursioni, teatro, giochi, eventi culturali e tutto quanto è possibile fare per migliorare le possibilità di fruizione dei quei posti speciali che il tempo ha conservato nella boscaglia della montagna.</p>
<p>Così ho conosciuto Giuseppe un pastore che percorre i sentieri del Taburno tutti i giorni con i suoi animali. Sicuro e orgoglioso della sua esperienza si incamminava tranquillo manco avesse un tom tom incorporato. <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18055" alt="IMG_1314" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314-200x300.jpg" width="180" height="270" /></a></p>
<p>Giuseppe sembra il re della montagna, padrone degli spazi e del tempo, sapeva dirmi l’ora senza guardare l’orologio. Osservare questa persona immersa nella natura mi ha fatto pensare a quante competenze l’uomo ha rinunciato per delegarle alle macchine, a quanto si stia impoverendo affidando le proprie capacità al cosiddetto “progresso”.</p>
<p>A pensarci bene ho conosciuto diversi Giuseppe, ciascuno con una storia speciale fatta di amore e dedizione per il proprio territorio, piccoli partigiani di beni relazionali, custodi di frutti antichi, pionieri di sapere condiviso, assetati di bellezza.<br />
Con loro e con tanti altri ancora ci siamo messi in cammino, siamo andati in cerca delle testimonianze impresse nella storia vissuta da quei luoghi, tra le foglie dei boschi quando la montagna era l’unico sostentamento per la popolazione locale.</p>
<p>Un cammino semplice ma pur sempre ricco di quel movimento che ti libera dal futile e ti accompagna all’essenziale.<br />
Nella boscaglia si apre una suggestiva cavità naturale, un luogo di culto forse risalente al primo cristianesimo. Ancora arredata di iconografie sacre ( San Simeone e S. Michele Arcangelo, ecc. ) dipinte direttamente sulle pareti, alcune delle quali chiaramente risalenti al periodo Longobardo.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18060" alt="IMG_1323" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a><br />
Fa uno strano effetto incontrare tanta bellezza nel bel mezzo di un bosco, una grotta che si offre al pubblico senza protezione specifica, che quotidianamente sembra essere il rifugio preferito di ovini e caprini.<br />
Esplorare un nuovo percorso è un processo tra il dentro ed il fuori, tra il sé e l’altro, tra una via ed un bosco, tra un sentiero impervio ed un Cristo che ti accoglie nel bel mezzo di un monte così come una grotta, in cui i fedeli un tempo ed i soldati in guerra poi, si rifugiavano per ripararsi dalle intemperie della vita o per pregare.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1.jpg"><img class="alignright  wp-image-18058" alt="IMG_1384 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a></p>
<p>Il nostro cammino ha trovato riposo nel santuario eretto sulla cima della collinetta testimone di miracoli, di feudatari, di vita religiosa e laica, di tempi e spazi di condivisione.<br />
Oggi ho incontrato una comunità resiliente che non si addormenta al sole facendosi cullare da una disperata rassegnazione ma che cerca di fare cultura accrescendo la consapevolezza dell’importanza di un piccolo paesino, la sua storia e le sue risorse, trasformandolo in un luogo magico se si ci offre l’opportunità di poterci so-stare.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18059" alt="IMG_1427" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Manifesto delle librerie indipendenti e degli altri empori/ritrovi di resistenza artistica</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/03/29/manifesto-delle-librerie-indipendenti-e-degli-altri-emporiritrovi-di-resistenza-artistica/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 09:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Progetti Art'Empori/Distretto di EcoVicinanza]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.EcoVicinanza-Distretto]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza artistica non delegata]]></category>
		<category><![CDATA[Librerie indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza libraria non delegata]]></category>
		<category><![CDATA[co-libraio e coesione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[colibraio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[empori e ritrovi di resistenza artistica]]></category>
		<category><![CDATA[librerie indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[manifesto delle librerie indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza artistica all'economia sovraterritoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[CITTADINANZA LIBRARIA NON DELEGATA Per una creatività che sia già nel tratto di competenza del fruitore, quando ci si rapporta all&#8217;opera d&#8217;arte: già nel metodo, con cui acquistiamo un libro, possiamo essere coautori dell&#8217;opera e, di conseguenza, del mondo. . Non più un&#8217;eccellenza assoluta dell&#8217;opera, calata dall&#8217;alto e uguale per tutti, quindi omologante, ma un&#8217;eccellenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/manifesto-librerie-indipendenti-bn.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-6508" alt="manifesto-librerie-indipendenti-bn" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/manifesto-librerie-indipendenti-bn.jpg" width="237" height="134" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">CITTADINANZA LIBRARIA NON DELEGATA<br />
Per una creatività che sia già nel tratto di competenza del fruitore, quando ci si rapporta all&#8217;opera d&#8217;arte: già nel metodo, con cui acquistiamo un libro, possiamo essere coautori dell&#8217;opera e, di conseguenza, del mondo.<br />
.<br />
Non più un&#8217;eccellenza assoluta dell&#8217;opera, calata dall&#8217;alto e uguale per tutti, quindi omologante, ma un&#8217;eccellenza relazionale che risiede anche nella fruizione non delegata del fruitore.<br />
.<br />
Il mondo intellettuale e artistico non può prescindere dall&#8217;emergenza economica e sociale in corso. Ogni gesto culturale non può consistere in una fruizione puramente estetica e individualistica, ma deve essere capace di azione etica, in quanto capace di incidere sul mondo e sul bene comune.</div>
<h3 style="text-align: justify;">Per il formato in pdf <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/Manifesto-librerie-indipendenti.pdf">Manifesto librerie indipendenti</a></h3>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/Manifesto-librerie-indipendenti-artempori.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16389" style="border: 1px solid black;" alt="Manifesto-librerie-indipendenti-artempori" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/Manifesto-librerie-indipendenti-artempori.jpg" width="632" height="904" /></a></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div></div>
<div>.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p>Manifesto delle librerie indipendenti e degli altri empori/ritrovi di resistenza artistica</p>
</div>
<div></div>
<div><span style="color: #993300;"><strong></strong>all’economia sovraterritoriale che sottrae identità, autodeterminazione e redditi ai territori<br />
.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">Pratiche per una fruizione responsabile degli empori/ritrovi culturali corti:</span><br />
<span style="color: #993300;"> LIBRERIE INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> CINEMATOGRAFI DI CITTA’ INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> EMPORI MUSICALI INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> GALLERIE D’ARTE</span><br />
<span style="color: #993300;"> CAFFETTERIE MUSICALI E ARTISTICHE</span></div>
<div><span style="color: #993300;">.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; PER UNA CITTADINANZA NON DELEGATA CHE INIZI DA FRUIZIONI ARTISTICHE RESPONSABILI CAPACI DI REAGIRE ALLA CRISI ECONOMICA E SOCIALE</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; PER UN APPROCCIO ESPERIENZIALE CHE CONSENTA IL MOMENTO CREATIVO ANCHE NEL RAPPORTO TRA PERCORSO DEL FRUITORE E OPERA</span><br />
<span style="color: #993300;"><span style="color: #993300;"> &#8211; PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA CHE SOLLEVI DA QUELL’ECCELLENZA NELL’ARTE CALATA DALL’ALTO E OMOLOGANTE<br />
</span></span>.<br />
CITTADINANZA LIBRARIA NON DELEGATA<br />
Per una creatività che sia già nel tratto di competenza del fruitore dell&#8217;opera d&#8217;arte: già nel metodo responsabile, con cui acquistiamo un libro, possiamo essere coautori dell&#8217;opera e, di conseguenza, del mondo.Non più un&#8217;eccellenza assoluta dell&#8217;opera, calata dall&#8217;alto e uguale per tutti, quindi omologante, ma un&#8217;eccellenza relazionale che risieda anche nella fruizione non delegata del fruitore.</div>
<div><span style="color: #993300;">.</span><br />
<span style="color: #993300;"> PER UNA RESISTENZA ARTISTICA ALL’ECONOMIA SOVRATERRITORIALE CHE SOTTRAE IDENTITÀ, COESIONE E REDDITI AI TERRITORI</span></div>
<div><span style="color: #993300;"> <strong>1. Valorizzare librerie e sale cinematografi che indipendenti, a scapito di quelle i finanziate da capitali anonimi, </strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>come quelle affiliate a catene di franchising o come i siti e-commerce di libri.</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Di quelle non indipendenti ne sono comproprietari, solitamente, persone e capitali che, estranei al territorio, non si relazionano ad esso e portano lontano i profitti (costi occulti), come se riscuotessero quotidianamente una tassa dalla popolazione locale, contribuendo all’attuale crisi economica.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Coesione sociale è anche rendere l’acquisto un atto relazionale con gli esercenti che sono parte della nostra comunità territoriale.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Gli empori/ritrovi culturali indipendenti sono portatori di biodiversità culturale, di identità territoriale e di economia condivisa.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER ACQUISTI CULTURALI CHE CONTENGANO MENO COSTI OCCULTI E PIÙ COSTI ARTISTICI ED ESPERIENZIALI</span></div>
<div><span style="color: #993300;"> <strong>2. I consumi presso librerie e cinema indipendenti consentono meno funzionalità, ma maggiore esperienzialità</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Le librerie e i cinema indipendenti sono meno efficienti di quelli di catena e dei siti e-commerce di libri, ma consentono consumi culturali che nel prezzo contengono meno costi occulti e più costi artistici, quelli esperienziali con cui il fruitore, evitando la delega e partecipando in prima persona al cambiamento, diventa coautore dell’opera fruita, applicandosi ad essa nella porzione della filiera in cui può incidere.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">.</span><br />
<span style="color: #993300;"> PER UN’IDENTITÀ DEI LUOGHI E UNA TUTELA DEL TERRITORIO</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>3. Valorizzare librerie, gallerie d’arte, ritrovi musicali e cinema ubicati in città, a scapito di centri commerciali e multisala cinematografi ci che compromettono il paesaggio agrario periurbano, rendendolo un non luogo, e che costringono all’uso dell’automobile.</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Il nostro benessere dipende anche dai luoghi che viviamo: solo in città, meglio se a piedi, sono possibili emozioni relazionali durante l’azione quotidiana delle compere.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Le grandi strutture commerciali, collocate lungo le strade extraurbane, cancellando, al nostro sguardo, il paesaggio agrario, tendono a trasformare una cittadina, con una sua identità, in una città senza i ne e senza coni ne con altre località.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER UN’AUTODERMINAZIONE NEI CONSUMI CULTURALI E PER UN’ECONOMIA RELAZIONALE E TERRITORIALE</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>4. Evitare di acquistare d’impulso libri negli scaffali della grande distribuzione</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Acquistare libri è un gesto culturale, anche nella modalità: comprarli in luoghi, come i supermercati, che incentivano l’omologazione e i consumi compulsivi, a scapito dei salari del consumatore e dell’economia territoriale, non è coerente con un processo culturale e di emancipazione.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER UNA RESPONSABILITÀ SOCIALE CORTA, UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI E UNA BIBLIODIVERSITÀ LIBRARIA</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>5. Valorizzare librerie e ritrovi musicali del proprio rione (o della propria cittadina)</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Sono raggiungibili a piedi e, rendendo il rione più vivibile e più sicuro, agevolano una coesione sociale e un benessere diffuso.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Ogni volta che un lettore compra un libro in luoghi diversi dalla libreria del proprio rione o della propria città, sta impedendo che uno specifico titolo o un genere di libro sopravviva nella libreria rionale e cittadina perché, ogni libro, che resta invenduto per 6/12 mesi, viene reso dal libraio all’editore e non farà più parte dell’assortimento.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER L’ATTITUDINE A UNA CITTADINANZA NON DELEGATA E PER UNA BIBLIODIVERSITÀ PROMOSSA DAGLI EDITORI INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>6. Selezionare i libri da acquistare, tramite un percorso personale, senza affidarsi all’autore noto o ai grandi editori </strong></span><strong style="color: #993300;">e senza delegare la scelta ai mass media che, con i loro suggerimenti, omologano i gusti e i percorsi personali</strong><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Selezionare in prima persona i libri più idonei al proprio percorso, grazie all’approccio esperienziale, consente l’esercizio a essere coautori dell’opera (e del mondo) e a una cittadinanza non delegata.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Dare spazio agli editori indipendenti, evitando le concentrazioni, consente un mercato librario meno omologato e più capace di cambiamento.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER UN’AUTODERMINAZIONE DELL’INDIVIDUO E DEL TERRITORIO E PER UN’ECONOMIA CAPACE DI GIUSTIZIA</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>7. Evitare l’acquisto di ebook e le promozioni che condizionano l’acquisto del libro</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Le convenienze pratiche sono sempre capaci di seduzioni (costi occulti) che comprimono il nostro percorso personale e territoriale.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Ricordiamo sempre che compriamo un libro per un’opportunità, non di risparmio, ma di emancipazione e di autodeterminazione.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div>
<p><span style="color: #993300;"> PER PRODOTTI CULTURALI LEGATI AI PERCORSI PERSONALI</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>8. Valorizzare i testi scolastici e universitari che hanno accompagnato la nostra formazione e la nostra gioventù.</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Nessun prezioso oggetto d’arredamento o artistico, che non abbia un legame con il nostro vissuto, può sostituire i libri scolastici; invece di disfarsene o di metterli a deposito, conviene esporli in casa a testimoniare la nostra gioventù e per costituire delle valide opere di consultazione.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><span style="color: #993300;"> PER UN’ARTE BIODIVERSA ED EMANCIPATA DALL’OMOLOGAZIONE</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>9. Frequentare librerie, gallerie e ritrovi musicali che ospitano eventi con autori e artisti non noti sui media nazionali.<br />
</strong></span><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><span style="color: #993300;">PER UN CONSUMO CULTURALE COERENTE CON L’IDENTITÀ TERRITORIALE, UNA TUTELA AMBIENTALE E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
</span><strong style="color: #993300;">10. Valorizzare i ritrovi musicali che somministrano prodotti del territorio e che non utilizzano stoviglie monouso.</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<div>
<p id="yui_3_7_2_17_1366611146916_39"><strong>Resistenza artistica all&#8217;economia sovraterritoriale che sottrae identità, coesione e redditi ai territori</strong><br />
Il mondo intellettuale e artistico non può prescindere dall&#8217;emergenza economica e sociale in corso. Ogni gesto culturale non può consistere in una fruizione puramente estetica e individualistica, ma deve essere capace di azione etica, in quanto capace di incidere sul mondo e sul bene comune.<br />
Il <strong>nazismo </strong>di oggi è rappresentato dal sistema finanziario e sovraterritoriale che sottrae identità e redditi alle popolazioni locali, ormai anche in occidente, mettendo in ginocchio ogni territorio.</p>
<p id="yui_3_7_2_17_1366611146916_39">I <strong><a href="http://artempori.wordpress.com/2010/03/25/valani-una-storia-nostra-di-peppe-porcaro/" target="_blank">valani</a> </strong>di oggi sono gli esercenti indipendenti, ultimi attori dell&#8217;economia reale e territoriale (insieme ai produttori rurali): piccoli negozianti e artigiani che per salvare il posto di lavoro dei loro pochi dipendenti, mentre già stanno rischiando di perdere l&#8217;azienda e la casa, vivono con un reddito inferiore a quello dei loro dipendenti, lavorando per molte più ore di questi. Questo avviene nella grande indifferenza della popolazione e delle istituzioni, come accadeva, fino agli anni cinquanta, per i valani.</p>
<p>Parlare, oggi, con il senno di poi, di nazismo e di valani rischia di non realizzare un&#8217;azione culturale ma solo un&#8217;emozione omologante se solleva dal confrontarsi con il genocidio economico che si sta perpetrando nel mondo intero, sotto casa di ognuno. Agire su quello, che avviene adesso e che sfugge alla maggioranza, è un processo che si può responsabilmente definire culturale e capace di cambiamento.</p>
</div>
<div>.</div>
<div>Alessio Masone</div>
<div>&#8212;</div>
<div>ALCUNI OBIETTIVI DEL MANIFESTO</div>
<div><strong>Co-Libraio e coesione sociale grazie a questo Manifesto</strong></div>
<div>Ogni lettore può configurarsi come Co-Libraio e compartecipe della libreria più vicina al suo sentire, agevolando le librerie indipendenti del territorio:</div>
<div>- per combattere la crisi economica, agevolando un’economia locale;</div>
<div>- per un’economia condivisa e territoriale;<br />
- per una redistribuzione dei redditi;</div>
<div>- per una maggiore relazionalità tra librai-negozianti e lettori-consumatori;</div>
<div>- per una cittadinanza più attiva e meno delegata.</div>
<div>
<div><strong>.</strong></div>
<div><strong>La cittadinanza artistica non delegata </strong></div>
<div><strong></strong>Come nel consumo critico del cibo, si realizza un cittadino che non delega ma che cambia se stesso e, quindi, il mondo, così si necessita di una cittadinanza artistica non delegata.</div>
<div><strong>.</strong></div>
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<p><strong>L’eccellenza nell’arte: nel rapporto tra il percorso del fruitore e l’opera</strong><br />
L’eccellenza non può risiedere nell’opera calata dall’alto, già confezionata e uguale per tutti: il momento creativo è anche nel rapporto che ogni singolo fruitore riesce a individuare, in prima persona, con approccio esperienziale (diventando coautore dell’opera e del mondo), tra il proprio percorso personale (la propria specificità) e l&#8217;opera fruita.<br />
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<div><strong>Fruizione responsabile delle arti</strong></div>
<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39">Questo Manifesto costituisce uno strumento per portare, nel mondo dell&#8217;arte e delle attività culturali, il consumo critico, normalmente perseguito tramite un&#8217;economia di piccola scala, territoriale, inclusiva.</div>
<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39">.</div>
<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39">Se si vuole il cambiamento, non possiamo pretendere che questo parta dalle persone più semplici o dai criminali, ma deve iniziare dal mondo intellettuale e dalla società civile che possono mettersi in discussione già durante i consumi culturali e nella fruizione delle arti.</div>
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<p><span style="color: #800000;">.</span></p>
<p>2010/2012 (versione aprile 2013) &#8211; PoeCivismo &#8211; Art’Empori &#8211; Libreria Masone Alisei &#8211; Benevento</p>
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