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	<title>Art&#039;Empori &#187; Donna</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>L’Educazione Visiva per prevenire e curare i disturbi della vista.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 09:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D&#8217;Antonio] Il 14 giugno per puro caso mi sono trovata al Festival dell’Oriente che si è tenuto alla fiera di Bologna e altrettanto per casualità sono stata ad ascoltare un seminario tenuto da Piva Arianna su un metodo di rieducazione visiva. . Arianna ha semplicemente raccontato la sua storia di bambina a cui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/Occhi_012.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16712" alt="Occhi_012" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/06/Occhi_012.jpg" width="368" height="277" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/carmela-dantonio-autori-di-artempori/" target="_blank">Carmela D&#8217;Antonio</a>] Il 14 giugno per puro caso mi sono trovata al Festival dell’Oriente che si è tenuto alla fiera di Bologna e altrettanto per casualità sono stata ad ascoltare un seminario tenuto da Piva Arianna su un metodo di rieducazione visiva.<br />
.<br />
Arianna ha semplicemente raccontato la sua storia di bambina a cui viene riscontrata la Miopia, cioè un difetto della vista che non permette di vedere la lontano. Purtroppo con la crescita, la miopia di Arianna aumenta sempre di più, fino ad arrivare durante i suoi 24 anni ad una diagnosi di eventuale cecità dovuta non solo all’aggravarsi della miopia ma anche ad un conseguente distacco della retina. Preoccupata, timorosa, ma decisa a non arrendersi, comincia a cercare su internet qualcosa di alternativo che potesse darle comunque qualche speranza.<br />
Così si è imbattuta in un libro di De Angelis dal titolo “Come sono guarito dalla miopia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le si apre un modo, comincia a consapevolizzare le cattive abitudini a cui la vita moderna sottopone la vista e comprende quanto l’adattamento a stili di vita poco naturali, le luci artificiali, gli ambienti chiusi e quindi poco consoni all’uomo stanno creando nuovi adattamenti nella specie, impigrendo alcune potenzialità dei nostri occhi.<br />
Comincia ad occuparsi di igiene visiva, la pratica ogni giorno nella sua vita, inizia a fare dei semplici esercizi per rieducare i suoi occhi ad uno sguardo sano ed il più possibile naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Associa a tutto questo consigli di altri esperti e ne costituisce una sorta di metodo, che ha chiamato Power Vision System, un metodo fatto di un approccio naturale ed olistico, che le ha permesso in alcuni anni di recuperare ben quattro diottrie.<br />
Arianna ha voluto condividere la sua esperienza in un sito, in cui spiega il metodo che lei ha adottato, gli esercizi, e i vari training oltre che a norme di igiene visiva e tanto altro. Si è specializzata in questo settore e ne è diventata promotrice infatti nel suo sito sono spiegati in modo preciso anche attraverso video tutorial gli esercizi che chiunque potrebbe fare.<br />
Il sito lo trovate all’indirizzo <a href="www.miglioralatuavista.it" target="_blank">www.miglioralatuavista.it</a><br />
Ho voluto condividere tutto questo con voi, perché credo sia necessario fare informazione producendo un cambiamento dal basso che ha del magnifico quando ci permette di educare, di prevenire e di curarci.</p>
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		<title>Streghe dei nostri tempi. Monologo per Franca Rame</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 20:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Antologia artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiamatemi strega. Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo. Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chiamatemi strega.</p>
<p>Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo.<br />
Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche.<br />
Sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie.<br />
E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna!<br />
Per cui sono Strega.<br />
Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono a-normale… sono io!<br />
Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale –donna -zingara- artista e folle ingegnere della mia vita.<br />
Sono Strega perché so usare la testa, perché dico sempre ciò che penso, perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente.<br />
Sono Strega perché spesso do fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici.<br />
Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.</p>
<p><em>Monologo di Barbara Giorgi scritto per Franca Rame</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/06/112056281-87dcf812-5694-4482-a1bd-3688315d72c6.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-7410" alt="112056281-87dcf812-5694-4482-a1bd-3688315d72c6" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/06/112056281-87dcf812-5694-4482-a1bd-3688315d72c6.jpg" width="337" height="475" /></a></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> </span></p>
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		<title>Differenza femminile, da diseguaglianza a modello per reagire alla crisi</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/02/24/differenza-femminile-da-diseguaglianza-a-modello-per-reagire-alla-crisi/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2013 20:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nina Iadanza]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Nina Iadanza]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero della differenza di genere]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nina Iadanza . INTRODUZIONE Sulla scia delle rivendicazioni del secolo precedente, nel corso del Novecento, le donne hanno conquistato il diritto di voto, maggiori garanzie sul lavoro, parità di trattamento lavorativo, e si sono interrogate intorno alla costituzione del soggetto femminile, ponendosi come obiettivo, prima, la parità, la necessità dell&#8217;eguaglianza fra i sessi e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align:justify;"><em><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/magna-mater-e1364841676565.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6551" alt="magna mater" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/magna-mater-e1364841676565.jpg" width="214" height="257" /></a>di Nina Iadanza</em></div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
</div>
<div>
<div dir="ltr">
<div style="text-align:justify;">INTRODUZIONE</div>
<div style="text-align:justify;">Sulla scia delle rivendicazioni del secolo precedente, nel corso del Novecento, le donne hanno conquistato il diritto di voto, maggiori garanzie sul lavoro, parità di trattamento lavorativo, e si sono interrogate intorno alla costituzione del soggetto femminile, ponendosi come obiettivo, prima, la parità, la necessità dell&#8217;eguaglianza fra i sessi e dell&#8217;emancipazione delle donne e, poi, la valorizzazione della differenza, della specificità del femminile, all&#8217;interno della società, della cultura e della politica.</div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;">GENERE E DIFFERENZA</div>
<div style="text-align:justify;">La differenza di sesso è uno dei più importanti schemi per classificare gli esseri umani.</div>
<div style="text-align:justify;">Ma, <strong>da un&#8217;epoca all&#8217;altra, variano i significati attribuiti alla mascolinità e alla femminilità</strong>; comunque, permane una sorta di determinismo biologico che fa derivare certe caratteristiche culturali da quelle fisiche o biologico/genetiche.</div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;">A partire dagli anni settanta, la nozione di genere sessuale (gender) punta a decostruire, rivelandone i meccanismi, i significati attribuiti alla differenza sessuale, mostrando l&#8217;incidenza dei fattori culturali e sociali sulle identità e sulle relazione fra uomo e donna.</div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;">Secondo Jean Scott, storica americana, <strong>il genere è un complicato intreccio di rapporti e di processi</strong> che regola la posizione degli uomini e delle donne nella vita quotidiana, ma interessa anche le strutture sociali, la divisione del lavoro, le istituzioni, i rituali, i linguaggi.</div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;">TEMATICHE DI GENERE</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>La tematica del genere ha oggi un ruolo centrale nella riflessione teorica</strong> e nella ricerca empirica riguardo al mutamento sociale e culturale del nostro tempo.</div>
<div style="text-align:justify;">I gender studies riconoscono la priorità dei soggetti sessuati nella costruzione dei saperi e nel ripensamento dei metodi di indagine finora adottati.</div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Ci si interroga su questioni fondanti la soggettività femminile</strong>, ad esempio, la percezione della propria identità e quindi della propria differenza; l&#8217;esperienza del proprio corpo e della corporeità; il confronto con le altre, con gli altri; il rapporto con le emergenze dei saperi; la problematica dei saperi delle donne (la cura come cura di sé e come accudimento, il pragmatismo, l&#8217;ironia, la magistralità femminile).</div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;">SULLA NECESSITA&#8217; DELLA COSTRUZIONE DI UN DIVERSO ORDINE SIMBOLICO</div>
<div style="text-align:justify;">Si deve alle teoriche del pensiero della differenza l&#8217;aver evidenziato<strong> la necessità per le donne di costruire</strong>, basandosi sul rapporto madre/figlia, <strong>un ordine simbolico della madre </strong>che sappia contrapporsi all&#8217;ordine simbolico del padre, dominante da millenni.</div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;">DALLE PARI OPPORTUNITA&#8217; ALLE OPPORTUNITA&#8217; EQUIVALENTI</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Ancora ai nostri giorni, la parola dà ordine è parità che significa un confronto unilaterale di lei</strong> con lui nel rapporto fra i sessi, laddove lui rappresenta il modello di riferimento, il paradigma unico.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Ancora un ordine da disfare, decostruire, rivendicando le nostre differenze maschili e femminili</strong>, entrando in relazione con gli altri, imparando a confliggere.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Chi sa confliggere,</strong> persegue un confronto arricchente e non guerre escludenti, <strong>non scavalca la messa in discussione della relazione comprando l&#8217;amore.</strong></div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;">IL PRIVILEGIO DI ESSERE DONNE</div>
<div style="text-align:justify;">&#8220;Essere donna è un privilegio&#8221; dice Luisa Muraro: puoi non esserne all&#8217;altezza, ma come lo hai meritato, così non lo perdi.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>E&#8217; un privilegio che si gode nell&#8217;intimo di sé,</strong> nella confidenza con le altre o nella compagnia di uomini consapevoli, <strong>oppure nelle grandi prove</strong>.</div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;">Solitamente, degli uomini piace la loro ricerca di grandezza, l&#8217;inventarsi grandi imprese, ma spaventa ciò che si lasciano dietro: filo spinato e cadaveri, odi e separazioni, confini tracciati a caso e neanche rispettati. Ancora di più <strong>non piace quando gli uomini si accaparrano titoli, cariche, carriere e promozioni</strong>. <strong>Quando in questo stesso agone ritroviamo le donne, come accade grazie all&#8217;emancipazione, può essere imbarazzante.</strong></div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;">Il privilegio di essere donna dà una garanzia differente che si vive nelle cose ordinarie della vita, come può arrivare alle più straordinarie.</div>
<div style="text-align:justify;">Fare carriera, ottenere incarichi prestigiosi, avere molti soldi, le aggiunge poco.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>La promozione sociale non aumenta la grandezza della donna. Se lei accetta il suo privilegio e lo coltiva, che stia dietro una scrivania o fra i fornelli, non fa grande differenza.</strong></div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;">Sono una fortuna per l&#8217;umanità, non tanto per la procreazione biologica: tutti nasciamo da donna, ma per il modo in cui diventano madri, portano e mettono al mondo i figli, li seguono con progetti, sogni e amori. Ma sono una fortuna anche per tutto quello che non è procreazione, con la differenza che regalano al mondo.</div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Ma di loro si parla troppo poco e loro stesse non ancora parlano molto</strong>. Ci sono donne che hanno raccontato, ma <strong>sono state lette con una modalità funzionale alla carriera intellettuale che è finzione di lettura</strong> alla quale il pensiero femminile si sottrae per sua natura.</div>
<div style="text-align:justify;">.</div>
<div style="text-align:justify;">SAPERI E DIFFERENZE<br />
<strong>Marcel Mauss ha detto che la sociologia è lacunosa perché si è studiata solo la società degli uomini</strong> e si è tralasciata quella delle donne e dei due sessi. Parafrasandolo, si potrebbe dire che<strong> la politica è lacunosa anche perché è nata escludendo le donne</strong>.<br />
.<br />
<em id="__mceDel">Dunque, <strong>non dovremmo sopravvalutare i saperi canonici che, con la loro dichiarata neutralità, ma, di fatto, legati a un ordine maschile</strong>, risultano parziali se non addirittura fuorvianti.</em></div>
<div style="text-align:justify;">
<p><strong>Dovremmo smettere di considerare il sesso femminile come grande vittima di un&#8217;ingiustizia maschile</strong>. E&#8217; proprio della politica dei diritti concentrarsi su ciò che si può ottenere in nome dei diritti, sottovalutando quello che possono ottenere da sé le singole persone facendo perno sulle proprie risorse.<br />
.<br />
<strong>Anche la psicologia tende a non restituire</strong><strong>, </strong>a non rimandare <strong>una complessa rappresentazione delle donne, quando offre loro,</strong> come specchio,<strong> una presunta normalità omologante</strong> alla quale rapportarsi per sentirsi accettate o comunque compensate.</p>
</div>
<div style="text-align:justify;">
<p>Questo tipo di interpretazione della realtà, di fatto, può sminuire ciò che moltissime donne mettono in gioco quotidianamente nei rapporti con il mondo e con l&#8217;altro da sé.<br />
.<br />
IL MODELLO FEMMINILE UTILE A REAGIRE ALLE EMERGENZE IN CORSO<br />
Nel XXI secolo, le attuali emergenze economiche, sociali ed ambientali testimoniano <strong>la necessità di nuovi modelli che superino quello rappresentato dal paradigma maschio, bianco ed occidentale. </strong><strong>Questo cambiamento può risiedere nell&#8217;attitudine femminile alla cura, </strong>alla cooperazione, alla solidarietà, alla pace, alla non separatezza della parti, alla interdipendenza. <strong>Infatti, mentre le donne guardavano l&#8217;uomo come modello unico,</strong> grazie a un sottovalutato meccanismo inverso, <strong>il mondo diventava, nei secoli, sempre meno violento perché gli uomini si contaminavano del sentire femminile.<br />
.<br />
</strong><em id="__mceDel">LIBERTA&#8217; FEMMINILI<br />
</em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><strong>Oggi, le donne,</strong> che non hanno ben chiara la percezione della propria identità, <strong>oscillano fra due alternative,</strong> l&#8217;ideale oblativo e l&#8217;individualismo, <strong>l&#8217;abnegazione e un&#8217;autoaffermazione che ricalca modelli maschili. </strong><strong>Ma una reale libertà femminile avviene nell&#8217;individuare una terza posizione che le superi, in quanto entrambi mutilanti dell&#8217;essere</strong>, senza perdersi nell&#8217;insicurezza.<br />
.<br />
</em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">(Dall&#8217;intervento di Nina Iadanza in occasione di &#8220;Donne in cammino: incontri sul pensiero della differenza di genere. Confronto sul libro di Valeria Fraschetti, Sari in cammino. Ecco perché l&#8217;India non è ancora un paese per donne&#8221; del 20.09.11, presso la libreria Masone di Benevento)</em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Violenza sulle donne e società competitiva. Pensiero della differenza per una cultura non violenta e inclusiva</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/11/26/violenza-sulle-donne-e-societa-competitiva-pensiero-della-differenza-per-una-cultura-non-violenta-e-inclusiva/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 16:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento dal basso]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
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		<category><![CDATA[Pensiero della differenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Nella giornata dedicata alla violenza sulle donne, abbiamo avvertito un invito. Ma siamo mai riusciti ad eliminare i crimini grazie a una semplice sensibilizzazione? Questo forse perché, nel quotidiano non agiamo nessun cambiamento, nessuna messa in discussione che ci consenta di non essere complici di una società competitiva ed escludente che agevola [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/frida-kahlo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-5971" title="frida kahlo" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/frida-kahlo.png" width="223" height="226" /></a></span>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/">Alessio Masone</a>] Nella giornata dedicata alla violenza sulle donne, abbiamo avvertito un invito. Ma siamo mai riusciti ad eliminare i crimini grazie a una semplice sensibilizzazione?</p>
<p style="text-align: justify;">Questo forse perché, nel quotidiano non agiamo nessun cambiamento, nessuna messa in discussione che ci consenta di non essere complici di una società competitiva ed escludente che agevola la violenza sulle donne ma anche la prevaricazione in genere.</p>
<div style="text-align: justify;">In mancanza di una comunità coesa e inclusiva, ogni individuo, adulto o giovane, è spinto naturalmente a esercitare potere verso gli altri: tramite la forza fisica, ma anche tramite la violenza morale che è meno individuabile e perseguibile.</div>
<div style="text-align: justify;">La società civile e il mondo intellettuale ritengono di fare la propria parte condannando moralmente la violenza sulle donne.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Ma secondo il metodo del cambiamento dal basso, questo non è sufficiente: è necessario che la società civile faccia la sua parte rinunciando a proprie abitudini che involontariamente sono promotrici di una collettività che fisiologicamente genera sopraffazione e violenza.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Deleghiamo le responsabilità sempre all’altro, ma ognuno di noi, a suo modo, nel suo mondo, è portatore di competizione e di violenza. Alcuni di noi lo fanno in modo latente, alcuni lo fanno in modo formalmente lecito, altri non avendo altro modo di esercitare potere sull’altro, lo fanno sugli unici esponenti su cui possono agire: i propri familiari, la donna e i minori.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Per questo motivo, sono scettico sulle singole giornate simbolicamente dedicate alla violenza sulla donna o agli abusi sui minori o al bullismo o alla devastazione dell’ambiente o alla fame nel mondo o alla legalità: sono facce di un unico problema quotidiano.</div>
<div style="text-align: justify;">Analizzando la questione con il metodo di Art’Empori (il cambiamento dal basso applicato alla fruizione culturale ed artistica), dobbiamo ipotizzare che esista una corrispondenza diretta fra la tendenza a fruire di un autore/artista, in quanto semplicemente più noto di altri, tramite i mass media (esclusione e delega), e la commissione di atti violenti sulla donna e di prevaricazioni in genere.<br />
.<br />
A proposito di donne, Art’Empori promuove un metodo utilizzato dal pensiero della differenza femminile per agevolare un linguaggio della non violenza: non citare i grandi autori per dare credibilità alle proprie convinzioni, ma utilizzare un linguaggio laico (scevro da dogmi e inclusivo) e capace di esperienzialità.<br />
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Ebbene, sempre più, quando leggo uno scritto molto erudito e ricco di citazioni, insieme alla piacevolezza (fruizione estetica), io scorgo un linguaggio grondante sangue, in quanto esclusivo e competitivo (fruizione etica). In quel momento, come un visionario, scorgo insieme tutte le violenze e le prevaricazione che stanno avvenendo contro le donne e contro l’umanità: forse, oltre a dare spazio ai poeti che scrivono, dovremmo tentare di essere poeti nel leggere, quindi di essere coautori dell&#8217;opera e del mondo.<br />
Questa fruizione etica ed esperienziale delle arti costituisce una cittadinanza artistica non delegata.<br />
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Ma le donne, nel pensiero della differenza di genere, sono portatrici nel mondo anche di un&#8217;attitudine alla cooperazione, alla cura, alla solidarietà: esse, se non venissero omologate all&#8217;uomo (quote rosa), sarebbero capaci di promuovere un uomo meno competitivo ed escludente, meno bramoso di potere, quindi meno violento nelle ripercussioni diffuse del suo agire.<br />
In questo caso, possiamo guardare le donne come protagoniste capaci di condizionare il mondo e non come vittime passive da tutelare.<br />
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È necessario rimuovere la causa dell’ingiustizia, non semplicemente concentrarsi sui sintomi dell’ingiustizia, su quegli autori materiali di cui siamo noi i mandanti quotidiani: con l&#8217;esclusione che agevoliamo anche nel guardare un film premiato, nel comprare un libro promosso in televisione o sui giornali, nel partecipare a un dibattito dove i relatori sono tutti insieme contrapposti agli spettatori, nell&#8217;amare i personaggi nazionali della cultura e nell&#8217;odiare quelli vicini di casa.<br />
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Mettere in discussione le nostre abitudini di fruizione artistica è faticoso per noi quanto lo è per un alcolizzato violento non picchiare la moglie.</div>
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