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	<title>Art&#039;Empori &#187; Economia relazionale e solidale</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Per le vie delle nostre terre (II puntata)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2016 06:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Chi ha scelto il cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Controcultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia relazionale e solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Finisterre - viaggioracconti responsabili]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia del Sannio]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri il meteo ci ha spaventati e ci ha protetti! Dato i temporali previsti lungo le nostre tappe abbiamo deciso di evitare una possibile doccia fredda in moto. Interrompere il viaggio sembrava un po’ come spezzare un incantesimo e così abbiamo deciso di dirigerci verso Ariano Irpino in auto. &#160; Questo paese che oggi si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri il meteo ci ha spaventati e ci ha protetti!</p>
<p>Dato i temporali previsti lungo le nostre tappe abbiamo deciso di evitare una possibile doccia fredda in moto. Interrompere il viaggio sembrava un po’ come spezzare un incantesimo e così abbiamo deciso di dirigerci verso Ariano Irpino in auto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-18105" alt="IMG_1751" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1751-300x200.jpg" width="180" height="120" /></p>
<p>Questo paese che oggi si presenta su tre colli  non è attraversato dalla via Traiana che invece era stata fatta nella parte bassa, cioè in prossima di contrada Starza. Una contrada in cui sono stati rinvenuti scavi archeologici di capanne preistoriche in realtà molto più a valle dall’attuale centro storico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aequum Tuticum ( così è denominata questa località) divenne anche una probabile stazione di sosta sul trattuto Pescasseroli- Candela durante il periodo sannita.  Fu un’importante via di  comunicazione e di commercio del passato, soprattutto quando divenne incrocio tra la via Herculea e quella Traiana.</p>
<p>Venne man mano abbandonata nel medio evo a causa delle invasioni barbariche e  dopo che i normanni costruirono un castello militare in cima al colle.</p>
<p>Raccolte  queste informazioni, presi gli ombrelli,  ci siamo diretti alla volta di Ariano Irpino.  Come di tradizione arianese non potevamo non onorare uno dei tanti ristoranti della zona mentre fuori l’acqua veniva giù a catinelle.</p>
<p>Passato il temporale nel pomeriggio ci siamo imbattuti in una cittadina deliziosa, in piena rievocazione storico medievale.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1723.jpg"><img class=" wp-image-18112 alignright" alt="IMG_1723" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1723-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad accoglierci il gruppo del forum dei giovani che davano indicazioni sul territorio.</p>
<p>L’altitudine di Ariano ci ha regalato un grande freddo. All’inizio abbiamo trovato un po’ di riparo nel  museo delle ceramiche.</p>
<p>La fortuna ha voluto che mentre eravano intenti ad esplorare le torri una voce dall’alto ha attirato la nostra attenzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1732.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18111" alt="IMG_1732" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1732-264x300.jpg" width="158" height="180" /></a>Eravamo capitati difronte alla finestra di Carmen e Francesco che ci hanno protetti dal freddo, coccolato, fatto da cicerone per le torri, il museo medievale e la villa di Ariano e con loro abbiamo concluso la serata guardando la rievocazione storica dell’incendio di Ariano Irpino commissionato da Manfredi, figliastro di Federico II, per punire gli Arianesi che più volte si erano opposti al suo assalto alla cittadina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1812.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18106" alt="IMG_1812" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1812-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1719.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18110" alt="IMG_1719" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1719-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1769.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18108" alt="IMG_1769" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1769-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1789.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18107" alt="IMG_1789" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1789-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi salutiamo tutti insieme</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Verso la Notte di resistenza libraria e barattaria. Venerdì 5 luglio 2013</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 07:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[Art'Empori]]></category>
		<category><![CDATA[Baratto]]></category>
		<category><![CDATA[Distretto di EcoVicinanza]]></category>
		<category><![CDATA[DopoGAS]]></category>
		<category><![CDATA[Economia relazionale e solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Moneta locale]]></category>
		<category><![CDATA[Notte di resistenza libraria]]></category>

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		<description><![CDATA[NOTTE DI RESISTENZA LIBRARIA E BARATTARIA (programma provvisorio). Cortile della libreria indipendente Masone di Benevento. Venerdì, 5 luglio 2013, dalle ore 21.00 alle 2.00. . La lunga festa della cenaBaratto e del SoldoCorto. . Presidio anticrisi: - per un&#8217;economia relazionale e territoriale; - per un coinvolgimento attivo e responsabile del fruitore artistico e del consumatore; - per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yui_3_7_2_1_1372490265732_1924">
<div id="yui_3_7_2_1_1372490265732_1923">
<div id="yui_3_7_2_1_1372490265732_1922">
<div id="yiv9251805395" style="text-align: left;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/06/notte-resistenza-libraria-29-06-12.jpg"><img class="alignleft  wp-image-7447" alt="notte-resistenza-libraria-29.06.12" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/06/notte-resistenza-libraria-29-06-12.jpg?w=300" width="270" height="201" /></a>NOTTE DI RESISTENZA LIBRARIA E BARATTARIA (programma provvisorio).<br />
Cortile della libreria indipendente Masone di Benevento.<br />
Venerdì, 5 luglio 2013, dalle ore 21.00 alle 2.00.<br />
.<br />
La lunga festa della cenaBaratto e del SoldoCorto.<br />
.<br />
Presidio anticrisi:<br />
- per un&#8217;economia relazionale e territoriale;<br />
- per un coinvolgimento attivo e responsabile del fruitore artistico e del consumatore;<br />
- per resistere all&#8217;economia sovraterritoriale che sottrae identità, coesione e redditi ai cittadini.<br />
.<br />
Una cittadinanza artistica/economica non delegata<br />
- per barattare/condividere cucina, arte ed esperienze;<br />
- per barattare/scambiare cibo, libri, fumetti, DVD film, CD musicali e altro.<br />
.<br />
<b>Una notte in cui, a ciclo continuo, si alterneranno letture, concerti, monologhi e proiezioni proposti, in prima persona, dai frequentatori delle librerie indipendenti.</b><br />
Una notte con la cenaBaratto, banchetti del baratto ed esperienze proposti da consumatori responsabili.<br />
.<br />
<strong>Inclusione del vicino, coesione sociale, condivisione dei beni, redistribuzione del reddito, felicità diffusa.</strong><br />
”Notte di resistenza libraria e barattaria” perché &#8220;barattiamo&#8221; soprattutto emozioni, condividendo estemporanee prestazioni artistiche agite in prima persona (poesie, musica, proiezioni di foto&#8230;), esperienze (scelte di vita e competenze) e soprattutto cibo cucinato perché il cambiamento passa tramite il cibo, l&#8217;autoproduzione, l&#8217;economia relazionale e la fruizione attiva delle arti.<br />
Il baratto di altri beni, quelli materiali (libri e altri oggetti), dovrebbe comunque agevolare condivisione emozionale, inclusione e partecipazione attiva, oltre che resistenza economica.<br />
.<br />
Parlando di baratto, ci soccorre il SoldoCorto che, utilizzabile anche per lo scambio di tempo tra cittadini, intende accorciare la relazione, oltre che tra consumatore ed esercente locale, anche tra gli stessi cittadini.<br />
.<br />
&#8212;<br />
MODALITA&#8217;<br />
<strong>- CenaBaratto</strong> dove alcuni (i cucinieri) propongono in baratto una pietanza e altri versano una quota di 5 euro per coprire il vino da condividere (a cura di <a id="yui_3_7_2_27_1372490265732_261" href="http://it-mg42.mail.yahoo.com/neo/giuseppe.derienzo2@tin.it">Peppe De Rienzo</a>); da considerare che ogni venerdì sera, dopo la consegna del GAS Arcobaleno, si realizza una cenaBaratto dove ci si scambia cibo cucinato, performance artistiche e saperi;<br />
<strong>- Tavolata EcoVicina per mangiare e/o per assistere alle esibizioni</strong> (invece di sedersi in modo sparso, si è messi alla pari e in condivisione dall&#8217;essere seduti allo stesso tavolo dove si mangia e/o si assiste alle esibizioni; sedendosi al fianco di chi capita si abbassa la soglia di familismo e di esclusione);<br />
<strong>- interventi artistici</strong> dei cenabarattisti e dei frequentatori delle librerie indipendenti che vorranno essere coautori della serata esibendosi artisticamente (a cura di <a href="mariapaolabianchini@serenamenteonlus.it">Mariapaola Bianchini</a> : poesie, racconti, musica, proiezione di foto&#8230;);<br />
<strong>- narrazioni non convenzionali </strong>(a cura di Nina Iadanza: esperienze di vita, saperi concreti, arte e cultura del cibo, discipline orientali);<br />
<strong>- banchetti per baratto</strong> di libri e altri oggetti (a cura di <a href="b.severino@inwind.it">Brunella Severino</a>);<br />
<strong>- banchetti di produttori</strong> locali e di artigiani;<br />
<strong>- &#8221;bacheca barattaria&#8221; </strong>delle offerte/richieste di oggetti e tempo da scambiare (a cura di <a href="nina.iadanza@hotmail.it">Nina Iadanza</a> : per recuperare uno scambio, anche emozionale, capace di quella coesione territoriale che viene meno quando lo scambio è realizzato tramite il web, efficiente ma &#8220;aterritoriale&#8221;);</div>
<div id="yiv9251805395" style="text-align: justify;"><strong>- compilazione del questionario sulle &#8221;specificità extraprofessionali&#8221;</strong> da rilevare in ogni cittadino e da inserire nel sito di <a href="http://artempori.wordpress.com/" target="_blank" rel="nofollow">www.artempori.wordpress.com</a> , per agevolare, nella popolazione, inclusione e complementarietà tramite una &#8220;cittadinanza attiva delle specificità extraprofessionali&#8221;;</div>
<div id="yiv9251805395" style="text-align: justify;"><strong>- distribuzione del segnalibro &#8220;Metodi responsabili</strong> per la fruizione delle iniziative responsabili&#8221;;</div>
<div id="yiv9251805395" style="text-align: justify;"><strong>- distribuzione del segnalibro e del foglio sul SoldoCorto</strong>, strumento per un&#8217;economia condivisa e capace di resistere al sistema sovraterritoriale che sottrae redditi, coesione e identità ai cittadini.</div>
<div id="yiv9251805395">.<br />
MODALITA&#8217; ECONOMICHE<br />
Unità di misura per lo scambio, come nelle banche del tempo: 5 SoldiCorti.<br />
.<br />
Alla CenaBaratto, ogni partecipante, che non ha cucinato, versa 5 SoldiCorti o 5 euro; ogni cuciniere riceve 10 SoldiCorti (5 per le materie prime e 5 per il lavoro).<br />
.<br />
A ogni persona, partecipante con un intervento di arte o di esperienza, sono consegnati 5 SoldiCorti che potranno essere utilizzati presso i banchetti della Notte o, in altri giorni, presso gli esercizi aderenti al SoldoCorto. Gli espositori della Notte, che non aderiscono al SoldoCorto, potranno trasformare in euro i SoldiCorti accettati, rivolgendosi, a fine manifestazione, alla cassa del DopoGAS.<br />
.<br />
&#8212;&#8211;<br />
OBIETTIVI DEL PROGETTO<br />
La Notte di Resistenza libraria e barattaria nasce per reagire al<b>la crisi economica che colpisce i territori </b><b id="yui_3_7_2_1_1372490265732_2189">ma anche per limitare l’omologazione dei gusti artistici </b>e degli altri consumi: un’economia condivisa e relazionale per contrastare l’economia finanziaria e sovraterritoriale che sottrae reddito e identità ai cittadini e ai territori.<br />
La crisi dell’attuale modello culturale/economico diventa <b id="yui_3_7_2_1_1372490265732_2183">opportunità per una cittadinanza protagonista di un nuovo paradigma relazionale capace di nuova economia, di coesione sociale e felicità diffusa.</b></p>
<div id="yui_3_7_2_1_1372490265732_2181" style="text-align: justify;">
<div id="yui_3_7_2_1_1372490265732_2180">
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<div id="yiv9251805395">
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<div>.</div>
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<div id="yui_3_7_2_1_1372490265732_2161">
<div id="yui_3_7_2_1_1372490265732_2160">Questo cambiamento necessita di una cittadinanza artistica/economica non delegata che inizia da una fruizione artistica responsabile e prosegue nei micro processi economici quotidiani, tramite la condivisione di beni (baratto e usato) e dell&#8217;economia (consumi locali e responsabili).</div>
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<p style="text-align: justify;">.</p>
<div id="yui_3_7_2_1_1372490265732_2148" style="text-align: justify;">Considerando il Manifesto del PoeCivismo, qui si incentiva il passaggio da una fruizione estetica delle emozioni subite a una fruizione etica delle emozioni, in quanto agite in prima persona e capaci di cambiamento nel mondo.<br />
<b>.</b><br />
<b id="yui_3_7_2_1_1372490265732_2159">Inoltre, grazie a una partecipazione attiva e inclusiva dei frequentatori della librerie, </b>coinvolti, in prima persona, anche come musicisti, attori, artisti, fotografi,<b> e dei consumatori responsabili, </b>coinvolti come<b> </b>produttori in proprio di cibo e di beni da scambiarsi, s&#8217;intende incentivare una “cittadinanza inclusiva delle specificità extraprofessionali&#8221;.<br />
<b>L’inclusione sociale e la redistribuzione del reddito,</b> promosse dai movimenti di resistenza contadina e sempre più diffuse nella relazionalità corta del cibo, <b id="yui_3_7_2_1_1372490265732_2152">possono giungere in ogni ambito se adottate anche nella filiera dei consumi culturali.</b><br />
<b>.</b><br />
<b>Le associazioni </b><b>Art’Empori, </b><b>DopoGAS</b> (GAS Arcobaleno)<b> e Distretto di EcoVicinanza </b>(distretto di economia solidale e di arte inclusiva), promotrici dell’iniziativa, <b id="yui_3_7_2_1_1372490265732_2149">intendono coinvolgere numerose associazioni culturali del territorio</b> per incentivare un’inclusione e un relazionarsi tramite reti territoriali che, a differenza di quelle sovraterritoriali, agevolano coesione e inclusione.</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Condivisione e mutuo aiuto contro la recessione, in una città americana</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 20:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo di Amy Hamilton dal sito comune-info Se c’è una città in cui la condivisione di cibo, cultura, socialità e l’autorganizzazione di servizi e spazi di gratuità sono prassi diffuse, quella è Asheville, negli Stati uniti. Orti urbani liberamente accessibili, banca del tempo, spazi gratuiti per iniziative culturali, ciclofficine, negozi per lo scambio, bar/librerie dell’usato (foto), ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>articolo di Amy Hamilton dal sito <a href="http://comune-info.net/2013/01/ci-aiutiamo-a-vicenda-non-e-complicato/" target="_blank">comune-info</a></p>
<h5><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/05/asheville.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7183" alt="asheville" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/05/asheville.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a>Se c’è una città in cui la condivisione di cibo, cultura, socialità e l’autorganizzazione di servizi e spazi di gratuità sono prassi diffuse, quella è Asheville, negli Stati uniti. Orti urbani liberamente accessibili, banca del tempo, spazi gratuiti per iniziative culturali, ciclofficine, negozi per lo scambio, bar/librerie dell’usato (foto), ma anche escursioni tra montagne e torrenti, cene collettive, serate di danze popolari e buona musica, attività per bambini, assistenza sanitaria gratuita. In molti casi, qui, i dollari non sono un requisito indispensabile.</strong></h5>
<p>Asheville, nella Carolina del Nord (Usa), si trova tra le montagne dell’Appalachian del sud, una regione ricca di tradizioni di condivisione. Storicamente, il relativo isolamento delle montagne e la necessità di far le cose con poco hanno fatto diventare le relazioni di comunità un mezzo per sopravvivere. Insomma, condividere musica, cibo, storie e medicina non è una novità. Spiega un nativo di Ashevillian: «Ci aiutiamo a vicenda. Non è complicato». Oggi, la cultura di condivisione ad Asheville è un mix di tradizioni e cosmopolitismo. La recessione economica degli ultimi cinque anni ha stimolato una grande varietà di attività comunitarie e progetti per i quali i dollari non sono un requisito.</p>
<p>Sembra quasi impossibile trascorrere del tempo ad Asheville (75.000 abitanti, 400.000 considerando l’intera area metropolitana, <em>ndr</em>) senza condividere il cibo. La cena del potluck («pentola fortunata») è un’istituzione, e se passerete da queste parti sarete invitati da molti, il più delle volte vi offriranno le verdure coltivate, raccolte e tagliate in casa. Se siete in città per la prima volta, sarete invitati da quelli che incontrerete.</p>
<p><strong>È facile aderire alla rete Asheville community garden</strong>, che ha un forte impatto sulla sicurezza alimentare, con molti orti coltivati collettivamente piuttosto che in singoli appezzamenti. Uno degli orti più accessibili è il George Washington Carver Edible Park. Questa città degli orti esiste da oltre dieci anni e ora sta dando i suoi frutti, letteralmente. Una passerella conduce attraverso un boschetto di alberi tra cui pere, castagne, juneberry, papaia, fichi, corniolo, e cachi, da cui ognuno può raccogliere liberamente. Un altro orto gestito dal progetto Città abbondanti è il bellissimo Pearson Garden, che prevede una giornata di lavoro settimanale e la cena condivisa del potluck ogni mercoledì, una cucina all’aperto e un’area coperta, ideale per incontri di comunità. Altri luoghi interessanti se si ha il pollice verde sono il Joyner Community Garden, il Burton Street Community Peace Garden e il Pisgah View Peace Garden.</p>
<p>Food not Bombs opera al Warren Wilson College e serve cibo gratis al Pritchard Park ogni sabato alle 14. Non lontano, Rosetta’s Kitchen propone l’Everybody Eats plate, una piatto colmo di fagioli e riso, il cui costo varia da 2 a 6 dollari. Ma quelli che possono pagare di più contribuiscono a lasciare un piatto a coloro che non possono. Rosetta’s apre anche la domenica per i Community Cauldrons, una cena a base di zuppa i cui fondi raccolti sono destinati a diversi progetti locali.</p>
<p>C’è anche l’accogliente Be Loved House, aperto cinque giorni a settimana, dal lunedì al venerdì, per chi cerca calore, comunità e cibo. Be Loved può sembrare piccolo, ma è un concentrato di condivisione: nel 2012, ha condiviso 4.700 dollari di prodotti raccolti dal mercato dei contadini, e il loro magazzino raccoglie e distribuisce un flusso costante di prodotti riciclati.</p>
<p><strong>Ogni autunno, la Hickory Nut Forest Eco-Community apre il suo frutteto</strong> rivitalizzato al pubblico in occasione dell’Applefest. Gli ospiti possono gustare il sidro di mele, che ognuno può portarsi a casa liberamente (viene suggerita una donazione di 3 dollari per carico).</p>
<p>Una risorsa per tutti da molto tempo è Asheville Lets, acronimo di Sistema locale di scambio, un progetto innovativo di comunità che opera dal 2006. Questa rete ospita un sistema di baratto on-line nel quale i partecipanti possono scambiare beni e servizi (in modo analogo alle nostre «banche del tempo», <em>ndr</em>), e invece di usare dollari, scambiano Lets. Dopo aver frequentato un «orientamento», è possibile barattare qualsiasi cosa, dai trattamenti olistici alla guida all’orto, passando per i prodotti per l’infanzia. Lets promuove anche cene collettive potlucks e altri eventi comunitari durante l’anno, tra cui lo scambio dei semi in primavera. Si tratta davvero di un progetto che rafforza le relazioni sociali: le persone che iniziano a fare gli scambi attraverso i Lets spesso finiscono per diventare amici e continuano gli scambi anche fuori dalla rete.</p>
<p>Per gli appassionati di bicicletta, l’associazione senza scopo di lucro Asheville ReCyclery Bike ha materie prime e volontari per insegnare la riparazione della vostra due ruote, e sono aperti nelle ore pomeridiane del martedì, giovedi e sabato.</p>
<p>Trovare gratis spazi per eventi è sempre difficile, quindi Firestorm Caffè e Libri, la cui proprietà da quasi cinque anni è nelle mani di una cooperativa di lavoratori, è una risorsa preziosa, che ospita a rotazione workshop, incontri, videoproiezioni di film, musica ed eventi. Lo spazio rinnovato di recente comprende gratuitamente anche l’accesso a computer e internet a prezzi molto accessibili, una favolosa selezione di libri di case editrici e riviste indipendenti. Altri luoghi di ritrovo preferiti dai bibliofili sono il Battery Park Book Exchange, un salotto con scaffali di libri usati e angoli confortevoli (insomma un negozio di libri usati e di vino, foto in alto,<em> ndr</em>). Se avete voglia di fare una pazzia, mentre navigate, potete sorseggiare champagne (e potete portare anche il vostro cane). A pochi isolati di distanza, Downtown Books and News è un ottimo posto per l’acquisto di libri.</p>
<p><strong>Se siete alla ricerca di eventi gratuiti, Asheville ha un sacco di offerte</strong>. Nei mesi caldi, ogni venerdì sera c’è un «cerchio del tamburo» al Pritchard Park, un mix divertente di hippies, turisti e bambini, e si può sentire a isolati di distanza (tra il godimento o la costernazione del passante). Downtown After 5, nei mesi estivi, è un a festa di strada gratuita del venerdì notte. Ogni settembre c’è Laaff, la Lexington Avenue Arts and Fun Festival, un evento di arte libera e alternativa che consente ad Asheville di volare alto. La continua espansione del festival sponsorizzato da Arts2People include musica dal vivo, una fantastica area delle arti per bambini, la giostra/bicicletta. In molti luoghi in estate vengono proiettati gratuitamente film all’aperto, tra cui Cinebarre, Wedge building e Carrier Park (gli orari delle proiezioni sono on-line di solito già da maggio).</p>
<p>Per tutta l’estate, Montford Park Players presenta Shakespeare in the Park, con diverse produzioni ogni estate. Portate del vino e un pic-nic, le vostre sedie e qualche coperta. Anche se le produzioni sono gratuite, le donazioni sono benvenute e il cappello passa durante l’intervallo. Shindig on the Green, ogni sabato sera in estate, è un evento musicale con spettacolo e jam session informale (portate uno strumento!) e danza.</p>
<p><strong>Numerose risorse ad Asheville fanno diventare i viaggi al centro commerciale una cosa del passato</strong>. Il mercato gratuito Really Really si è evoluto in un happening mensile, di solito l’ultimo sabato del mese ad Aston Park. Portate i vostri beni non-necessari e tornate a casa con nuovi tesori. L’Asheville Freecycle listserv è una risorsa attiva e ben organizzata. Unc-Asheville e Warren Wilson College sono entrambi negozi dello scambio gratuito, spesso aperti al pubblico alla fine dell’anno scolastico.</p>
<p>Il Circolo Storytelling Asheville, un’organizzazione di narratori di storie professionisti e dilettanti, ha un incontro ogni terzo lunedì del mese, ad eccezione di agosto e dicembre. Anam Cara Theater Collective ospita Tales and Ales, una serata di narrazione libera il primo venerdì di ogni mese. Se volete fare un po’ di movimento, Tomato Cocina Latina promuove ogni settimana il sabato notte di salsa dalle 22,30. Asheville International Folk Dancers ospita invece il martedì serate di danza all’Harvest House, dove vengono condivise danze provenienti da tutto il mondo, in particolare balli dei Balcani. Per chi desidera mettersi in forma prima di scendere sulla pista da ballo, c’è il fitness gratuito settimanale all’Aston Park (yoga il lunedì alle 18 e Tai Chi il mercoledì alle 10,30 nei mesi caldi). Altri luoghi per corsi di yoga di base stanno spuntando in città, come l’Asheville Yoga Community nel Nord e l’Asheville Yoga Center di Montford.</p>
<p>Tutti i corsi possono essere trovati attraverso l’hub Freeskool Asheville, una «rete di insegnamento e di apprendimento organizzato da e per la comunità». Offerte recenti hanno incluso un workshop sulla fermentazione e corsi di improvvisazione.</p>
<p><a href="http://comune-info.net/2013/01/ci-aiutiamo-a-vicenda-non-e-complicato/asheville-botanical-gardens-flickr1-480x360/" rel="attachment wp-att-12924"><img title="asheville-botanical-gardens" alt="" src="http://comune-info.net/wp-content/uploads/2013/01/asheville-botanical-gardens-flickr1-480x360-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>Una delle gioie del vivere ad Asheville è svolgere attività all’aperto. Ci sono un sacco di opportunità in città, il sempre aperto Botanical Gardens ad Unca (foto a lato), il North Carolina Arboretum, con ingresso gratuito il martedì, e la stupenda Bent Creek Area, i cui sentieri lungo il torrente e il lago di Powhatan sono apprezzati da escursionisti e da ciclisti di montagna. Anche i sentieri al Warren Wilson College lungo il fiume Swannanoa offrono alcuni ottimi posti per rinfrescarsi nell’acqua. Nessuno può davvero definirsi un ashevilliano fino a quando non si è tuffato nel French Broad River nel mese di luglio.</p>
<p>Se ci si avventura un po’ più lontano dalla città, sulle montagne è possibile trovare il paradiso in qualsiasi direzione. Verso nord o verso sud sulla Blue Ridge Parkway, e fermarsi in un luogo diverso ogni volta. Se vi organizzate con un pic-nic, non avete bisogno di spendere soldi. Luoghi per nuotare, per dare la caccia ai funghi e raccogliere frutti di bosco sono coperti da segreto, una parte del divertimento è proprio scoprirli (ma si può ottenere qualche notizia all’Asheville Mushroom Club o su swimmingholes.org).</p>
<p><strong>Asheville è piena di risorse condivise per famiglie e bambini</strong>. Cooperative di asilo nido e case-scuola abbondano in vari quartieri intorno alla città. Caffè con kid-friendly sono ad esempio The Tree House, The Hop, Panificio West End, e Hi 5 Cafe. Una meta estiva preferita dai più giovani è Splashville, una grande fontana liberamente accessibile in Pack Square. Per chi preferisce sborsare cifre non esorbitanti per i regali per bambini, c’è uno scambio di giocattoli ben organizzato che si svolge ogni anno. La sede ruota spesso, ma una ricerca online su «Swap Inverno Toy» dovrebbe portare buoni risultati. Il posto migliore per prendere informazioni su tutte queste risorse è l’Asheville Mamas listserv. Asheville Family Resource ha anche una newsletter mensile con informazioni dettagliate sugli eventi. E diverse bacheche sono sparse per la città, comprese quelle del negozio di abbigliamento Littlest Birds e quelle delle biblioteche pubbliche.</p>
<p>I bambini potranno anche divertirsi passando del tempo all’Asheville Arts Museum e al Museo della Scienza di Colburn nel centro di Pack Place (ingresso gratuito per tutti il primo mercoledì di ogni mese).</p>
<p>Per la salute e il benessere della comunità Asheville ha molto da offrire. Le Sassafras Community Health Collective offre incontri e consulenze di erboristeria e visite guidate gratuite, mentre l’assistenza sanitaria può essere trovata al Firestorm Asheville. Peolple’s Acupunture of Asheville offre sedute a prezzi accessibili di agopuntura presso la propria sede sulla Grove Street. Sheville Radical Mental Health Collective si riunisce settimanalmente (senza alcun costo) il martedì dalle 4,30 alle 6,30 al mercato Downtown. Open umbrella Collective offre offre servizi gratuiti alle persone durante tutta la gravidanza. Per quelli senza assicurazione, Abccm ha una clinica gratuita, e Integrative family medicine gestisce a bassissimi costi visite mensili per i bisogni sanitari di base.</p>
<p>Questi e altri progetti sono costantemente avviati, e se avete un po’ di energia per aiutare a costruire la comunità di condivisione, la vostra partecipazione sarà inestimabile. Le nuove iniziative includono la Libreria delle cose, al momento in fase di organizzazione.</p>
<p>(Articolo pubblicato su <a href="http://www.shareable.net/">Shareable.net</a>).</p>
<p>Traduzione Comune-info: <a href="http://comune-info.net/2013/01/ci-aiutiamo-a-vicenda-non-e-complicato/" target="_blank">http://comune-info.net/2013/01/ci-aiutiamo-a-vicenda-non-e-complicato/</a></p>
<p>per altre fonti su Asheville: <a href="http://tailgatemarketfanclub.wordpress.com/">http://tailgatemarketfanclub.wordpress.com/</a></p>
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		<title>La ribellione del noi, in alternativa alla ribellione delegata del loro, in parlamento</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 11:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal sito Comune-Info   &#8211;  http://comune-info.net/2013/02/la-ribellione-del-noi/ La ribellione del «noi» Non sappiamo se sia nata una nuova civiltà dello stare insieme, come sostiene l’autore di «L’egoismo è finito». Di sicuro si moltiplicano i tentativi per ricomporre le relazioni tra persone e per ripensare la vita nelle città. La cultura della proprietà e del consumo individuale rischia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito <a href="http://comune-info.net/" target="_blank">Comune-Info</a>   &#8211;  <a href="http://comune-info.net/2013/02/la-ribellione-del-noi/" target="_blank">http://comune-info.net/2013/02/la-ribellione-del-noi/</a></p>
<h1><a title="La ribellione del «noi»" href="http://comune-info.net/2013/02/la-ribellione-del-noi/" target="_blank" rel="bookmark">La ribellione del «noi»</a></h1>
<div>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/galdo-ecoismo-finito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6456" alt="galdo ecoismo finito" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/galdo-ecoismo-finito.jpg" width="176" height="176" /></a></strong>Non sappiamo se sia nata una nuova civiltà dello stare insieme, come sostiene l’autore di «L’egoismo è finito». Di sicuro si moltiplicano i tentativi per ricomporre le relazioni tra persone e per ripensare la vita nelle città. La cultura della proprietà e del consumo individuale rischia di perdere il suo primato. Mutuo soccorso e cooperazione guidano sempre più spesso i comportamenti di persone e reti</p>
<p style="text-align:justify;">di Gianluca Carmosino</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per molti anni la fabbrica, il partito, il sindacato ma anche la parrocchia e soprattutto la piazza sono stati i luoghi dello stare insieme. Il cortocircuito che li ha svuotati o eliminati dalla scena è ancora in corso.</strong> Tuttavia, il bisogno di spazi per il «noi» è sempre alla ricerca di soddisfazioni. «L’egoismo è finito» (Einaudi) di Antonio Galdo cerca di individuare le nuove forme con le quali le persone mettono in discussione il dogma dell’«io», sperimentando case comuni diverse.</p>
<p style="text-align:justify;">L’indagine, perché di questo si tratta, comincia in modo sorprendente.<strong> «Questo è un libro sull’amore – scrive l’autore – Su quella parte di noi, di ciascuno di noi, che ha bisogno dell’altro, di una relazione che unisce laddove la solitudine separa». Non siamo abituati a utilizzare la categoria «amore» come valvola del cambiamento. In questo caso, in modo leggero viene subito indicato senza nominarlo il problema: il neoliberismo ha frantumato i legami sociali.</strong> Comincia allora un lungo elenco che secondo l’autore costituisce la «nuova civiltà dello stare insieme», ricco di analogie con il lavoro di Roberta Carlini, «L’economia del noi» (Laterza).</p>
<p style="text-align:justify;">L’elenco di Galdo include esperienze e spazi piuttosto noti ai lettori di Comune-info. Si citano, ad esempio, città dove comincia a diffondersi il <strong><a href="http://comune-info.net/tag/co-housing/">co-housing</a></strong>, la condivisione di alcuni spazi abitativi, oppure gli <strong><a href="http://comune-info.net/tag/orti-urbani/">orti urbani</a> </strong>che in molte luoghi, Roma in primis, vengono riscoperti per avere cibo buono e sano a prezzi accessibili e per limitare la cementificazione, ma anche perché uniscono le persone nella quotidianità. La mappatura di <strong><a href="http://comune-info.net/2012/06/seminiamo-zucchine-raccogliamo-nuove-relazioni-sociali/">Zappata romana</a>, </strong>di cui ci siamo occupati, richiamata da Galdo, dimostra come a Roma esista ormai un vero movimento di orti autogestiti, accanto al quale si diffondono le azioni di guerrilla gardening (leggi il reportage «<a href="http://comune-info.net/2012/11/il-suono-dei-tulipani/"><strong>Il suono dei tulipani</strong></a>»).</p>
<p style="text-align:justify;">L’elenco comprende le città nelle quali sono stati avviati importanti progetti di <strong><a href="http://comune-info.net/tag/conversione-ecologica/">conversione ecologica </a></strong>e sociale. A Vauban, nel quartiere di Friburgo, Germania, l’ex mensa ufficiali della zona militare è stata trasformata per ospitare il mercato contadino a chilometro zero, l’asilo nido, la palestra per lo yoga, la caffetteria e, una volta a settimana, il barbiere con i suoi servizi a prezzi popolari. Intanto, il villaggio è diventato noto per essere <em>car free</em>, in pratica puoi possedere l’auto ma non puoi lasciarla in strada e devi sistemarla nei parcheggi pubblici (piacerebbe ai promotori della campagna <strong><a href="http://comune-info.net/2012/04/la-societa-e-la-citta-si-cambiano-pedalando/">Salvaiciclisti</a></strong>). Un altro condominio di venti appartamenti, a Follonica (Grosseto), sfrutta materiali isolanti e una piccola centrale geotermica collettiva per ottenere dal sottosuolo il calore d’inverno e il raffreddamento d’estate. Sono le «case passive». A Follonica, la condivisione del progetto ecologico ha superato individualismi e litigiosità.</p>
<p style="text-align:justify;">Il «noi» è il protagonista di altre pratiche di condivisione conosciute con i loro nomi inglesi, come il <strong><a href="http://comune-info.net/tag/car-pooling/">car pooling</a></strong> (l’autostop organizzato), il baratto via web, il <strong><a href="http://comune-info.net/2012/07/il-divano-che-non-piace-al-pil/">couchsurfing</a></strong>(letteralmente, navigare sul sofà, cioè lo scambio di un posto letto o di un appartamento, <em>foto a lato</em>), il crow-founding (la raccolta fondi on line per un progetto attraverso piccole somme) e il <strong><a href="http://comune-info.net/tag/co-working/">co-working</a></strong> (la condivisione di luoghi e servizi di lavoro), oppure eventi come lo <em>Swap day</em> negli Stati uniti, quando migliaia di persone riempiono cinema, teatri, piazze e strade per scambiare qualsiasi genere di oggetti, e l’analogo <em>Swap in the city</em> promosso in Germania, o la <strong><a href="http://comune-info.net/2012/10/viaggia-mangia-dormi-e-scambia/">Settimana del baratto</a></strong>tra i proprietari di bed and breakfast sparsi per l’Italia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Nel momento in cui l’indagine tenta qualche osservazione più teorica il quadro appare meno convincente</strong>. In alcuni paragrafi si parla di capitalismo collaborativo, in altri si richiamano i punti di vista della cosiddetta economia civile (Zamagni), in altri ancora del «welfare» promosso da alcuni padroni in diverse fabbriche-comunità, fino a includere la Nestlé come buon esempio di azienda attenta ai lavoratori (sottovalutando le denunce di cittadini, reti, lavoratori, ad esempio quelli raccolti nella Guida al consumo critico, Emi). <strong>Ma un’economia alternativa con tutte le sue varianti, «civile», «solidale», «altra», «green» oscura un elemento: il fare diverso che risponde alla logica del noi è prima di tutto un atto di ribellione più o meno esplicita</strong> (John Holloway parla di «contro-e-oltre»). Se questa rottura viene negata, l’economia alternativa viene assorbita e resa priva di senso dalla produzione capitalista. Qualsiasi economia alternativa, inoltre, è basata sulla separazione tra ciò che sarebbe economia e ciò che non lo sarebbe, vale a dire la vita vera, le attività quotidiane, il mangiare, il fare, l’amare. Se il cambiamento profondo è la non subordinazione ai dettami del denaro, del profitto e della crescita, allora per trasformare la società in modo radicale dobbiamo uscire da quella subordinazione e non risconoscere quella separazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Dal nostro punto di vista,<strong> la «civiltà del noi» ha senso soltanto se non separa l’atto di ribellione dal fare sociale creativo e concreto con il quale smettiamo di creare nella vita quotidiana il capitalismo, che resta prima di tutto un tipo di relazione sociale. Vivere adesso il mondo che vogliamo creare, sperimentando mutuo soccorso, autodeterminazione, solidarietà, cooperazione, gratuità, significa che la società del noi non è un’astrazione ma una possibilità con cui costruire relazioni sociali differenti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">In una intervista di Comune-info, <strong><a href="http://comune-info.net/2012/12/uscire-dalleconomia/">Serge Latouche</a></strong> spiega perché rifiuta l’espressione<em> green economy</em> e perché l’obiettivo  dovrebbe essere «uscire dall’economia». «Il problema è la parola “economia”, vale a dire il capitalismo – dice Latouche – Naturalmente questo significa che si deve ancora produrre e consumare ma non più nella logica economica, utilitarista e quantitativa. È un discorso complesso e spesso lascio parlare i miei amici di “altra economia”, lo accetto come un compromesso. Ma in fondo tutto il mio lavoro, la mia ricerca, il mio pensiero, comincia dal contestare l’invenzione dell’economia, un’invenzione teorica, storica e semantica, dalla quale dobbiamo uscire».</p>
<p style="text-align:justify;">L’intuizione di «L’egoismo è finito» resta comunque preziosa e andrebbe portata avanti fino in fondo, non rinunciando a indagare i limiti della nozione «noi», come il localismo e il suo carico di esclusione sociale di cui il fenomeno Lega è stato per anni uno dei simboli. Ma ci sono altri esempi importanti di spazi del «noi» che hanno cominciato a cambiare la vità di migliaia di persone e di molte città: <strong><a href="http://comune-info.net/tag/occupazioni/">le occupazioni e il recupero di spazi abbandonati</a> </strong>(dal Cinema Palazzo al Teatro Valle e Scup di Roma, passando per l’ex colorificio di Pisa e il teatro Pinelli di Messina, solo per fare alcuni nomi), i <strong><a href="http://comune-info.net/tag/Gas/">Gruppi di acquisto solidale</a></strong>, le <strong><a href="http://comune-info.net/2012/11/imprese-autogestite-reinventare-la-vita-dal-lavoro/">fabbriche autogestite</a></strong>. In «NowUtopia» (shake edizioni), Chris Carlsson tra le esperienze di quella che definisce «antieconomia», include anche altre attività che si sviluppano oltre il lavoro salariato, pratiche che richiedono tempo e fatica, condivisione e aiuto reciproco, come l’orticoltura comunitaria e la <strong><a href="http://comune-info.net/2013/02/lagricoltura-del-non-fare/">permacultura</a></strong>, l’universo delle ciclofficine e della critical mass e la galassia del creative common.</p>
<p style="text-align:justify;">Qual è il tratto distintivo di questa società del noi che comincia a fiorire ovunque? È la convinzione generale dei suoi protagonisti, che <strong>sentono di non poter più delegare ad altri le proprie capacità e responsabilità nel condurre il cambiamento</strong>. Non sono più disposti a incaricare altri e meno ancora le macchine:<strong> in tempi di elezioni e di deliri da democrazia 2.0 non è scontato.</strong></p>
</div>
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