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	<title>Art&#039;Empori &#187; Editoria indipendente</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Intervista ad alcuni editori indipendenti presenti a “Più libri più liberi”</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2011/12/27/intervista-ad-alcuni-editori-indipendenti-presenti-a-piu-libri-piu-liberi/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 14:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria indipendente]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[Stefania Iannella]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Nunzio Festa (Altrimedia Edizioni), Roberta Magarelli (Florestano Edizioni) e a Gino Dato (Progedit). Di Stefania Iannella  Chiederei dapprima un bilancio di questa decima edizione della Fiera della piccola e media editoria (se possibile anche rispetto agli anni scorsi) ed eventuali commenti, proposte, o pronostici per l’edizione del prossimo anno. Altrimedia Edizioni Noi della lucana, di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a Nunzio Festa (<em><a title="Altrimedia edizioni" href="http://www.altrimedia.net/Luglio-2011.342.0.html" target="_blank">Altrimedia Edizioni</a>)</em>, Roberta Magarelli (<em><a title="Florestano Edizioni" href="http://www.florestanoedizioni.it/" target="_blank">Florestano Edizioni</a>)</em> e a Gino Dato (<em><a title="Progedit" href="http://www.progedit.com/pag-5.html" target="_blank">Progedit</a>).<br />
Di Stefania Iannella </em></p>
<p><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/libri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4444" title="libri" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/libri.jpg" alt="" width="248" height="203" /></a>Chiederei dapprima un bilancio di questa decima edizione della Fiera della piccola e media editoria (se possibile anche rispetto agli anni scorsi) ed eventuali commenti, proposte, o pronostici per l’edizione del prossimo anno.</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni</em></strong> <em>Noi della lucana, di Matera, Altrimedia Edizioni, diamo sostanzialmente un commento positivo per la Fiera in sé, nonostante si possa sempre migliorare, ovvero cercando di dare ancora e maggiormente sostegno alla microeditoria. Penso che negli anni futuri l&#8217;esperimento comunque sarà ripetuto, e oramai non sarà più &#8216;esperimento&#8217; ma proprio evento imperdibile per ogni soggetto realmente attivo.</em></p>
<p><strong><em><span id="more-4378"></span>Florestano Edizioni</em></strong> <em>Per quanto mi riguarda il bilancio è buono, ma non posso fare nessun paragone con gli anni passati, in quanto è stata la mia prima partecipazione.</em></p>
<p><strong><em><strong><em>Progedit </em></strong></em></strong><em><em>Il bilancio è positivo, come per gli anni trascorsi. Ma si sente la necessità di una articolazione più distesa in relazione alla logistica e al calendario degli eventi. Per paradosso, la persistenza della miniatura potrebbe essere controproducente.</em></em></p>
<p><strong>Quale, tra i vostri libri, è stato in assoluto il più apprezzato/acquistato? Avete notato uno spostamento dell’attenzione dei lettori su un determinato tema?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>E&#8217; stato molto apprezzato, però comunque alla fine poco acquistato, il saggio-inchiesta di Fabio Sebastiani &#8220;Officina Italia. La Fiat secondo Sergio Marchionne&#8221;, insieme allo scritto, introvabile, e da noi ristampato in forma autonoma che la madre del poeta Rocco Scotellaro scrisse, per i posteri, dopo la morte del figlio &#8220;Dalla nascita alla morte di Rocco Scotellaro. Racconto della madre&#8221;, che fa parte della collana &#8216;le podoliche&#8217;.</em></p>
<p><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong><em>Sono stati particolarmente apprezzati i nuovi metodi di didattica della musica, sinceramente mi sarei aspettata più attenzione verso la saggistica musicale.</em></p>
<p><strong><em>Progedit </em></strong><em>I libri di saggistica e un libro per ragazzi, &#8220;Favole pugliesi&#8221;, un nostro longseller. </em><em>Non noto particolari spostamenti di interesse.</em></p>
<p><strong>Qual è la linea editoriale che vi prefiggete di portare avanti nonostante la crisi e il conseguente andamento delle vendite? In che misura la crisi incide sulle voste decisioni editoriali?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>Puntiamo proprio sulla collana &#8216;le podoliche&#8217;, che accoglie testi, in un certo senso diversi fra loro, ma che parlano del Meridione e delle sue proprietà, di piccolo formato agile lettura ma per forti riflessioni. Inoltre puntiamo su testi universitari, grazie all&#8217;impegno di tanti docenti che stanno scrivendo per noi e facendo grande la collana &#8216;libero con-testo&#8217;. Possiamo dire, infine, che vogliamo saggistica che accompagni, nonostante le crisi tutte, poesia e narrativa di qualità</em>.</p>
<p><em><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong>Continuare con opere di alto livello culturale, soprattutto nel campo musicale, credo sia l&#8217;unico modo per fronteggiare la crisi.</em></p>
<p><strong><em>Progedit </em></strong><em>La linea editoriale rimane immutata, ma con una ricerca di economie specie nella confezione, </em><em>ma non a detrimento della qualità letteraria e grafica. </em></p>
<p><strong>Questione e-book: pro o contro?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>Penso che non si possa prescindere dalla digitalizzazione delle opere, cosa che ovviamente stiamo tenendo d&#8217;occhio e mettendo in pratica, però senza passare nel dimenticatoio la potenza della carta stampata.</em></p>
<p><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong><em>Non mi piacciono, ma sono favorevole, infatti abbiamo già otto titoli in e-book.</em></p>
<p><em><strong>Progedit </strong>L&#8217;e-book è un altro modo di leggere, così come la tv è stato un altro modo di vedere. </em><em>I nuovi media non scalzano i precedenti, semmai li affinano.</em></p>
<p><strong>Considerate quella del “piccolo” editore un’etichetta fastidiosamente riduttiva, come indica il titolo della slide di Antonio Monaco, “Piccolo e medio editore a chi?”, o questo status risulta al contrario gratificante ed inorgoglisce proprio in quanto distintivo dell’unicità di un’impresa identificabile da forze (e sforzi) direttamente personali?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>Le etichette della comunicazione, penso, non devono dare fastidio. E&#8217; il lavoro quotidiano, invece, che punta al valore dei contenuti, che deve darci attenzioni e al quale dobbiamo dare attenzione.</em></p>
<p><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong><em>In questo momento lo stato di &#8220;Editore di nicchia&#8221; lo trovo molto gratificante.</em></p>
<p><em><strong>Progedit </strong>Nella definizione di piccolo editore ci sono gli abissi che intercorrono tra piccolo uomo e uomo piccolo. A ognuno la facoltà di riempirli secondo il suo valore. </em></p>
<p><strong>Sareste disposti a rifiutare un’ipotetica proposta di essere inglobati in un grande gruppo editoriale, pur di mantenere integra la vostra vocazione, o pensate che tutto sommato valga la pena giungere a compromessi pur di espandere il proprio raggio di lettori?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>Sarebbe da valutare eventuale proposta. Perché alla fine i capitali servono veramente.</em></p>
<p><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong><em>In questo momento rifiuterei, in seguito, non lo so, dipende da quanto crescerà l&#8217;Italia dal punto di vista culturale.</em></p>
<p><strong><em>Progedit </em></strong><em>E&#8217; un problema che al momento non si pone.</em></p>
<p><strong>Un libro del 1996 portava come titolo: “Editori: tra resistenza e resa”. Ora, prossimi ormai al 2012 e a situazione aggravata, cosa ne pensate? Quanto è duro “resistere”? Potreste dare qualche consiglio ad aspiranti editori indipendenti?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>Resistere è difficilissimo. E, aggiungo, nonostante gli sforzi mai potrò dire quanto potremo sopravvivere. Non penso, dunque, d&#8217;esser in grado di consigliare in materia.</em></p>
<p><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong><em>Resistere è durissimo, agli aspiranti editori consiglierei di iniziare sapendo a priori quale linea editoriale seguire.</em><em> </em></p>
<p><strong><em>Progedit</em></strong><em> Il nuovo titolo potrebbe essere &#8221;</em><em>Saggio sulla resilienza&#8221;. </em><em>Il consiglio che si può dare è di saper coniugare  i conti con lo slancio creativo.</em></p>
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		<title>Reportage dalla Fiera nazionale della piccola e media editoria</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 14:43:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria indipendente]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Iannella]]></category>
		<category><![CDATA[più libri più liberi]]></category>

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		<description><![CDATA[                                                                         di Stefania Iannella Nel corso di questa decima edizione di “Più libri più liberi”, mi è parso rilevare due principali fili conduttori delle conferenze e dei temi affrontati: la crisi e l’e-book. Neanche questa fiera, infatti, nonostante sia &#8211; a quanto pare &#8211; l’unica al mondo a riunire esclusivamente piccoli e medi editori, rischia di sopravvivere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>                                                                         di Stefania Iannella</em></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/logo-fiera-libro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4382" title="Logo fiera libro" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/logo-fiera-libro.jpg" alt="" width="307" height="164" /></a></p>
<p>Nel corso di questa decima edizione di “Più libri più liberi”, mi è parso rilevare due principali fili conduttori delle conferenze e dei temi affrontati: la crisi e l’e-book.</p>
<p>Neanche questa fiera, infatti, nonostante sia &#8211; a quanto pare &#8211; <em>l’unica al mondo</em> a riunire esclusivamente piccoli e medi editori, rischia di sopravvivere ai tagli: i finanziamenti per l’edizione di quest’anno sono stati notevolmente ridotti e forse non sarà più possibile far fronte alle spese della fiera per gli anni a venire.</p>
<p><span id="more-4379"></span>La crisi di cui si parla non è, comunque, soltanto quella economica, ma una crisi ancor più terribile, che arriva a inaridire anche la sfera culturale, distruggendo il valore stesso della cultura e, nella specificità, della lettura, non praticata da gran parte degli italiani. La cultura è ormai accantonata, tagliata fuori; oggetto di speculazioni di ogni tipo. A quest’ultimo proposito, l’8 dicembre, la casa editrice Zero91 ha organizzato una discussione dal titolo: “No Editoria a Pagamento. Dal romanzo nel cassetto alla speculazione sulla scrittura”.</p>
<p>Lo stesso giorno, sul palco del “Caffè letterario”, il regista Peter Probst, intervenendo a proposito del festival letterario di Gavoi, si è posto la seguente domanda: “In questo mondo globalizzato ci sono soluzioni che vengono dalle province?”. Alla quale ha risposto di aver trovato una “strategia di sopravvivenza” nell’<em>ospitalità</em>.</p>
<p>Il caso ha voluto che sullo stesso palco, il giorno seguente, fosse presentata un’altra “strategia di sopravvivenza” messa in atto dalla provincia, più precisamente da  venticinque case editrici pugliesi: la <em>condivisione</em>. Gino Dato sottolinea la necessità che la condivisione si contrapponga  alla competizione e alle eventuali egemonie: “nella nostra orchestra ci sono tanti solisti, ma proviamo a far sentire una musica collettiva”. E’ stato così che dei piccoli editori tagliati fuori dalla distribuzione si sono uniti nell’Associazione Pugliese Editori, con la prospettiva di costituire anche un “Parco letterario &#8211; editoriale”, “affinché il territorio pugliese non venga promosso soltanto dai prodotti enogastronomici, ma anche attraverso i libri”, come afferma Lucetta Paschetta.</p>
<p>L’assessore Silvia Godelli, in tono incisivo esclama: “Sono venuta a far scandalo! La cultura in Italia è svalutata, disprezzata, il libro è diventato obsoleto! La lettura ha bisogno di una forte valorizzazione nelle scuole, visto che il pattume televisivo non si occupa affatto di promuovere la lettura, al contrario!&#8221;</p>
<p>Qualche ora dopo, in Sala Ametista, Antonella Agnoli propone appunto degli interventi per la promozione della lettura da parte delle biblioteche e dei bibliotecari. Sarebbe importante, ad esempio: offrire orari di apertura che non coincidano con gli orari d’ufficio, per permettere ai lavoratori di accedere alla biblioteca anche di sabato e di domenica pomeriggio; dedicare più tempo ai lettori, invece che alla catalogazione, per guidarli in scelte più mirate dei libri, affinché non si riducano soltanto ai soliti libri alla moda; organizzare eventi culturali per incentivare un maggior numero di persone a frequentare le biblioteche (nonostante la presa dell’e-book) rese in tal modo veri centri di cultura. Allo stesso tempo, A. Andreozzi e Madel Crasta evidenziano il bisogno di “fare squadra” tra le biblioteche e gli istituti culturali.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/din.jpg"><img class="alignleft  wp-image-4385" title="din" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/din.jpg?w=271" alt="" width="163" height="180" /></a> Quanto al destino dell’editoria vi sono pareri discordanti tra chi considera l’e-book una minaccia e chi invece un’opportunità per il mercato editoriale.</p>
<p>“La forma del libro che non c’è” è stata una delle conferenze cariche di molto ottimismo a riguardo. A. Furlan, D. Singer, S. Moretti, D. Moretti e C. Valeri Caldesi vedono di buon occhio la notizia pubblicata su Techcruch.com che annuncia la fine dei libri e la progettazione da parte dell’Ikea di nuovi tipi di librerie per adeguarsi al cambiamento: “The End of Books: Ikea Is Changing Shelves to Reflect Changing Demand”.</p>
<p>Antonio Monaco, invece, nel suo intervento “Editori: ieri, oggi e domani?”, traccia un quadro completo della piccola e media editoria italiana, dal 1975 ad oggi, ponendo un interrogativo sul suo declino&#8230; Oltre ai noti problemi di gratuità, di pirateria, di concorrenzialità, diventa problematica anche la figura dell’editore: “L’editore è messo in discussione sia dal basso &#8211; i lettori e gli autori non danno più per scontato gli editori -, sia dall’alto, questi operatori globali (Amazon, Google, etc.) invadono delle aree che erano di esclusivo appannaggio del mondo editoriale”. Sebbene “gli operatori globali invadono per prima il campo dei grandi editori” e gruppi editoriali (Mondadori, RCS, GeMS, Giunti e Feltrinelli), “l’accordo tra Google e Feltrinelli rappresenta un’alleanza pericolosa dal punto di vista dei piccoli e medi editori”.</p>
<p>L’improbabilità di grandi svolte è data dai dati sull’ampiezza (dal 1985 al 2010 siamo passati dal 36% al 47%) e l’intensità (dal 4% al 7%) della lettura in Italia, ancora troppo “modesti per progettualità significative, nel migliore dei casi la situazione continuerà così.” Antonio Monaco ritiene inoltre alquanto improbabile la possibilità di efficaci interventi politici per incentivare la lettura.</p>
<p>Per finire, l’ultima conferenza di domenica ha voluto concludere con ottimismo sulla prospettiva dell’e-book e parlare di “Laboratori per l’editoria a confronto: come si scrive un romanzo e come si realizza un e-book” in quanto entrambi utili: “l’uno non esclude l’altro” (Maria Ida Gaeta). Resta, però, un po’ di scetticismo da parte di Paolo Restuccia che, oltre al problema della conseguente riduzione dei guadagni  per gli editori e per gli autori, aggiunge: “tra la musica dell’MP3 o del 45 giri non c’è differenza, ma tra l’iPad e il libro sì”.</p>
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