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	<title>Art&#039;Empori &#187; Familismo</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Reti di specificità contro il familismo quotidiano</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 09:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Coesione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Familismo]]></category>
		<category><![CDATA[Inclusione]]></category>
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		<category><![CDATA[familismo quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[reti di specificità]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Percepirsi nel quotidiano, come un’unica rete territoriale in cui ogni individuo, nella sua irriducibilità, è portatore di una specificità, consente che ognuno sia riconosciuto come una risorsa per l’altro da includere e non come un concorrente da escludere. . Questo significa abolire già nel nostro quotidiano quel familismo con cui interagiamo con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><em><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/persone2.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6889" alt="persone2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/persone2.jpg?w=300" width="270" height="202" /></a></em></div>
<div>[di Alessio Masone] Percepirsi nel quotidiano, come un’unica rete territoriale in cui ogni individuo, nella sua irriducibilità, è portatore di una specificità, consente che ognuno sia riconosciuto come una risorsa per l’altro da includere e non come un concorrente da escludere.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Questo significa abolire già nel nostro quotidiano quel familismo con cui interagiamo con l’altro, quando, invece di riconoscergli una specificità, lo valutiamo benevolmente o ostilmente, in base all’eventuale rapporto affettivo e di seduzione che ha con noi.</div>
<div style="text-align: justify;">Con le persone, che ci sono amiche o che ci seducono con la gentilezza e con il carisma, noi siamo più accondiscendenti. Al contrario, a quelle che non ci seducono opponiamo esclusione e pregiudizio.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Quando necessitiamo di una specificità di cui non disponiamo personalmente, tendiamo a rivolgerci alla persona che ci è più vicina affettivamente e non a quella più portatrice di quella specificità.</div>
<div style="text-align: justify;">Insomma, le emozioni affettive, spesso, diventano condizionanti, escludenti dello sconosciuto, del diverso: sono le basi per un familismo che prolifera già nel quotidiano dei rapporti umani, del lavoro, dell’associazionismo. In quante occasioni decidiamo di fruire di un&#8217;iniziativa in base al pregiudizio che nutriamo per i protagonisti/organizzatori e non in base a quanto il contenuto dell’evento si intrecci con la specificità di cui è portatore naturale il nostro percorso personale?</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Ogni individuo è titolare di un percorso portatore di una specificità da dare al confronto del mondo e da tutelare come bene comune: gli amici, i parenti, ma anche la “familiarità” delle abitudini collettive, delle mode e dei personaggi noti, tendono a sedurre l’individuo tirandolo fuori dal suo percorso personale per omologarlo a un non percorso che schiaccia ogni diversità attitudinale utile a quella contaminazione necessaria al cambiamento e a quella coesione capace di benessere personale e collettivo.</div>
<div style="text-align: justify;">Se vogliamo che il familismo non permei la gestione della cosa pubblica, dobbiamo, noi cittadini, per primi, evitare di utilizzarlo nel nostro quotidiano.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">E’ questo il cambiamento dal basso: evitando di delegare il cambiamento agli altri, se io cambio nella pratica giornaliera, quelle persone che rappresentano la classe dirigente o anche la classe criminale, in quanto anch’essi, nel quotidiano, sono cittadini, consumatori, fruitori, condividendo le mie stesse emozioni quotidiane, naturalmente porteranno il cambiamento nell’amministrazione pubblica e aziendale.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Per ottenere questo cambiamento, quindi, è necessario un approccio responsabile ed esperienziale alle emozioni quotidiane: spostandosi da una fruizione estetica delle emozioni (utilizzandole così come le abbiamo ereditate), che non porta cambiamento nel mondo, a un’azione etica delle emozioni, in quanto capace di dirigerle e di agirle in funzione di una giustizia e di un cambiamento personale e universale.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
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