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	<title>Art&#039;Empori &#187; Filosofia</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>I confini indefiniti dei non luoghi secondo Marc Augé</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Sep 2012 21:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[I luoghi tradizionali presuppongono una società sostanzialmente sedentaria, un microcosmo dotato di confini ben definiti. I non luoghi, individuati con acutezza da Marc Augé, sono i nodi e le reti di un mondo senza confini. Dal punto di vista architettonico i non luoghi sono gli spazi dello standard. Sono strutture dove nulla è destinato al [&#8230;]]]></description>
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<tr>
<td>
<div>
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<tbody valign="top">
<tr>
<td valign="middle">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#c00000;font-family:Georgia;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/marc-auge.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5641" title="marc auge" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/marc-auge.jpg" alt="" width="275" height="184" /></a>I luoghi tradizionali presuppongono una società sostanzialmente sedentaria, un microcosmo dotato di confini ben definiti. I non luoghi, individuati con acutezza da Marc Augé, sono i nodi e le reti di un mondo senza confini. Dal punto di vista architettonico i non luoghi sono gli spazi dello standard. Sono strutture dove nulla è destinato al caso: al loro interno è calcolato il numero dei decibel, dei lux, la lunghezza dei percorsi, la frequenza dei luoghi di sosta, il tipo e la quantità di informazioni. Sono sicuramente gli unici spazi architettonici dove si è concretizzato il sogno della macchina per abitare, cioé della ergonomia, della efficienza, del confort tecnologico.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#c00000;font-family:Georgia;">La loro quasi inevitabile omogeneizzazione è il prezzo pagato in termini figurativi. I non luoghi sono identici a Milano, a New York, a Londra o a Hong Kong. Monotonia, noia? Tutt&#8217;altro. Gli utenti poco si curano che i centri commerciali sono tutti uguali. Anzi apprezzano &#8211; lo dimostra il successo della formula del franchising &#8211; la ripetizione delle infinite strutture così simili tra di loro. L&#8217;utente sa, infatti, che troverà in qualsiasi città la catena dei suoi ristoranti preferiti o il suo albergo, e sarà certo degli standard di servizio a lui offerti. Similmente sa che qualunque aeroporto o autostrada vale un&#8217;altra e può tranquillamente avventurarvisi sia che si trovi a Palermo o a Montreal.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#c00000;font-family:Georgia;">Dice Augé: &#8220;paradosso del non luogo: lo straniero smarrito in un Paese che non conosce (lo straniero &#8220;di passaggio&#8221;) si ritrova soltanto nell&#8217;anonimato delle autostrade, delle stazioni di servizio, dei grandi magazzini o delle catene alberghiere&#8221;. Simili a se stessi, eppure diversi: ecco un altro paradosso dei non luoghi. Entriamo in un grande centro commerciale: troveremo la cucina cinese, italiana, francese, tunisina, il negozio danese, americano, giapponese. Ognuno con un proprio stile. Continua Augé &#8221; nei non luoghi vi è sempre un posto specifico (in vetrina, su di un manifesto, a destra dell&#8217;aereo, a sinistra dell&#8217;autostrada) per delle &#8220;curiosità&#8221; presentate come tali (gli ananas della Costa d&#8217;Avorio, Venezia città di Dogi, la città di Tangeri, il sito di Alèsia): ma essi non operano alcuna sintesi, non integrano nulla, autorizzano solo per il tempo di un percorso, la coesistenza di individualità distinte, simili e differenti le une dalle altre&#8221;.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#c00000;font-family:Georgia;">C&#8217;è un film di Woody Allen ambientato in un grande centro commerciale. I protagonisti passano da un ristorante giapponese a un negozio di articoli indiani, a uno<br />
spettacolo di intrattenimento. La macchina da presa non esce dal centro commerciale e non ce ne è bisogno: in fondo il mondo con le sue diversità è tutto racchiuso lì. D&#8217;altronde, i giri turistici, non offrono molto di più. Anzi, i più grandi centri commerciali hanno la capacità di attrazione di una località turistica di grande prestigio. D&#8217;altronde noi europei che tanto storciamo il naso di fronte al potere devastante del tipico che caratterizza i non luoghi non ci accorgiamo, che nonostante le nostre Soprintendenze imbalsamatrici, abbiamo permesso una simile omologazione di tutti i centri storici delle nostre città.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#c00000;font-family:Georgia;">A Londra, Parigi, Milano o a Roma si passeggia nello stesso modo: identici i negozi, i mimi, i venditori di cibarie, le macchine per il cambio di valuta, il senso di solitudine. Per sentirci in un contesto sociale &#8211; nota Augé- non ci rimane che guardare lo spettacolo degli altri che camminano e, a loro volta, ci osservano: uno spettacolo dove attori e spettatori si confondono in un reciproco e continuo scambio delle parti. Nello stesso tempo, le nostre città &#8220;si trasformano in musei illuminati, settori riservati e isole proprio mentre tangenziali, autostrade, treni ad alta velocità e strade a scorrimento veloce le aggirano&#8221;.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#c00000;font-family:Georgia;">Cosa fare dunque?<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><a title="http://www.auditorium.com/eventi/4898212" href="http://www.auditorium.com/eventi/4898212">http://www.auditorium.com/eventi/4898212</a><span style="color:black;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#c00000;font-family:Georgia;"><em>Resoconto di &#8220;Ripensare la frontiera&#8221;, Lectio Magistralis di Marc Augé al Festival della filosofia 2007 &#8211; Roma<br />
</em></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</td>
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</tr>
<tr>
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<td valign="middle"></td>
</tr>
<tr>
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<td valign="middle"></td>
<td valign="middle"></td>
</tr>
</tbody>
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</div>
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		<title>Scelta, esercizio spirituale e filosofia greca agita</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Sep 2012 12:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento dal basso]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Post della lista di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[matteo antonin]]></category>
		<category><![CDATA[pierre hadot]]></category>
		<category><![CDATA[rotta per itaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Scelta: gesto compulsivo o esercizio spirituale? cittadinanza delegata che omologa o rinuncia che cambia il mondo? Sabato sera, al Caff’Emporio, si è discusso di “scelta”. Mi domando: scelta come migliore opzione utilitaristica o scelta come rinuncia a una parte di sé, di messa in discussione, di crescita personale e, quindi, universale? Il nostro scegliere è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div><em>Scelta: gesto compulsivo o esercizio spirituale? c</em><em>ittadinanza delegata che omologa o rinuncia che cambia il mondo?</em></div>
<div></div>
<div></div>
</div>
<div dir="ltr">
<div>
<div><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/scuola-di-atene.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5621" title="scuola di atene" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/scuola-di-atene.jpg" alt="" width="279" height="181" /></a>Sabato sera, al Caff’Emporio, si è discusso di “scelta”.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Mi domando: scelta come migliore opzione utilitaristica o scelta come rinuncia a una parte di sé, di messa in discussione, di crescita personale e, quindi, universale?</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Il nostro scegliere è come un supermercato dove dare spazio a emozioni compulsive, aggiungendo sempre più beni di consumo, scelti fra gli altri, senza mai togliere, senza mai rinunciare?</div>
<div>Il nostro scegliere è come un social network (facebook), dove dare spazio a emozioni compulsive, consumando sempre più informazioni e relazioni umane, senza mai togliere, senza mai rinunciare?</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Credo che scelta, quella che sortisce cambiamento, sia quella a cui consegue una rinuncia che appunto fa spazio alla nuova scelta: la rinuncia, come un esercizio interiore (spirituale), modifica il sé e, quindi, il mondo. In questo senso, ci si arricchisce più togliendo che aggiungendo.</div>
<div>Al contrario, l’individuo che delega (il cambiamento), con qualunquismo, voracemente prende (ritenendo ingenuamente di scegliere) tutto quello che gli viene presentato (e senza mai togliere, rinunciare), restando omologato e complice dello status quo.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Personalmente, quando devo scegliere a cosa rinunciare, per dare energia ad altro, mi sforzo di orientarmi non in base alle emozioni del momento, ma considerando complessivamente il mio percorso personale, la mia attitudine da dare al mondo.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Facendo esempi macroscopici, per dare spazio alle specificità della mia personalità, abitualmente, io rinuncio alla lettura di giornali, a facebook, al calcio, al cinema, ai viaggi, alle uscite del sabato sera&#8230;</div>
<div>Certo, mi perdo di fruire di un sacco di emozioni (che essendo emozioni secondarie, delegate, probabilmente non sortiscono cambiamento ma omologazione), ma investo in un percorso personale da dare al confronto del mondo (produrre azione è fonte di emozioni primarie, esperienziali, che hanno più probabilità di sortire cambiamento).</div>
<div>Effettivamente, dovremmo noi, nel nostro piccolo, essere come quegli scienziati e artisti, che hanno lasciato qualcosa al mondo, perché si sono concentrati sul loro personale percorso, senza farsi sedurre dalle infinite opzioni che la modernità serve su un piatto d’argento.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>A tal proposito, in calce, vi segnalo l’articolo che, basandosi su Pierre Hadot, illustra il rapporto tra esercizi spirituali e filosofia, tra filosofia come scelta di vita e filosofia come accademia.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Alessio Masone</p>
<hr />
</div>
<div></div>
<div><strong><br />
Pierre Hadot</strong> è autore del libro <strong>“Esercizi spirituali e filosofia antica”, Einaudi.</strong></div>
<div>Il libro ricostruisce la storia di un sistema di pratiche filosofiche che si proponeva di formare gli animi piuttosto che informarli, attraverso un lavoro su se stessi che coinvolgeva non solo il pensiero, ma anche l&#8217;immaginazione, la sensibilità e la volontà. Così interpretata, la filosofia diviene per gli antichi esercizio attivo, continua rimessa in discussione di se stessi e del proprio rapporto con gli altri, uno stato di liberazione dalle passioni, di lucidità perfetta, una maniera di vivere prima che un sistema di pensiero. Dal dialogo socratico e platonico a Epicuro, da Seneca a Epitteto e Marco Aurelio fino all&#8217;età contemporanea, <em>Esercizi spirituali e filosofia antica</em> esplora la centralità, il declino e l&#8217;intermittente ripresa di una dimensione riflessiva della storia del pensiero, analizzando le diverse concezioni filosofiche che ne hanno accompagnato le trasformazioni successive. Focalizzando l&#8217;attenzione sulla filosofia come modo di vivere, Hadot torna a porre da un&#8217;ottica estremamente originale il problema del ruolo e del significato del fare filosofia oggi.</div>
<div></div>
<div></div>
<div><span style="font-size:x-large;"><strong><br />
Filosofia come arte di vita</strong> (di Matteo Antonin – La rotta per Itaca)</span></div>
<div>Per l’articolo completo <a title="http://larottaperitaca.wordpress.com/2011/12/19/la-filosofia-come-arte-di-vita/" href="http://larottaperitaca.wordpress.com/2011/12/19/la-filosofia-come-arte-di-vita/">http://larottaperitaca.wordpress.com/2011/12/19/la-filosofia-come-arte-di-vita/</a></div>
<div>
<p align="justify"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/esercizi-spirituali-e-filosofia-antica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5628" title="esercizi spirituali e filosofia antica" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/09/esercizi-spirituali-e-filosofia-antica.jpg" alt="" width="112" height="190" /></a>&#8230; Questi pensatori propongono di recuperare l’aspetto vitale e pratico della filosofia che era proprio degli antichi greci, ai tempi delle scuole filosofiche e prima che questa “vitalità” filosofica venisse soppiantata e sostituita da una visione accademica e teoreticistica della filosofia, che l’ha ridotta a mera trasmissione di sapere completamente separata e sconnessa dalla vita.</p>
<p align="justify">Secondo questi autori è necessario ricondurre la filosofia a un’origine individuale, personale e pratica.</p>
<p align="justify">In particolare Pierre Hadot ha dedicato numerosi testi (<a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/pierre-hadot/che-cos-la-filosofia-antica-/978880620390">Che cos’è la filosofia antica?</a>, <a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/pierre-hadot/esercizi-spirituali-e-filosofia-antica/978880616879">Esercizi spirituali e filosofia antica</a>, <a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/pierre-hadot/la-filosofia-come-modo-di-vivere/978880619138">La filosofia come modo di vivere</a>) all’analisi del rapporto tra filosofia intesa come arte di vita e tecnica dell’esistenza e discorso filosofico, sul quale secondo l’autore francese si basa la differenza tra la filosofia degli antichi e quella dei moderni.</p>
<p align="justify">La filosofia moderna altro non sarebbe che una serie di teorie astratte finalizzate alla spiegazione dell’universo: che queste teorie vengano poi applicate è del tutto irrilevante.</p>
<p align="justify">La filosofia antica presentataci da Hadot è lontanissima da questa prospettiva: in essa vi era uno stretto legame tra filosofia e vita. Lo scopo principale della filosofia antica era quello di modificarsi e migliorarsi: in questo senso la filosofia altro non è che un addestramento e una ginnastica propedeutica all’affrontare la vita, e non certo una serie di proposizioni speculative finalizzate alla spiegazione verbale della realtà.</p>
<p align="justify">Per Hadot la filosofia deve ancora oggi dipendere da una scelta di vita, da una scelta esistenziale su come si vuole essere che non può essere espressa concettualmente: nell’antichità chi frequentava una scuola filosofica (fosse l’accademia platonica piuttosto che le scuole stoico-epicuree) prima effettuava una scelta pratica di esistenza, e soltanto dopo si preoccupava di giustificarla e argomentarla filosoficamente.</p>
<p align="justify">In questo modo la filosofia diventa propedeutica alla saggezza, modalità di aspirazione alla saggezza e alla sapienza: non c’è differenza tra filosofia e vita: la pratica filosofica è una modalità di vita per il raggiungimento (tuttavia mai del tutto possibile) della saggezza.</p>
<p align="justify">Per gli antichi (e figure come Socrate o Diogene il cinico lo testimoniano) filosofo non era colui che produceva teorie filosofiche, bensì colui che viveva da filosofo.</p>
<p align="justify">L’esempio più famoso è forse quello di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diogene_di_Sinope">Diogene di Sinope</a> detto il cinico. Racconta Diogene Laerzio nella sua opera Vite dei filosofi che Diogene, il quale aveva sposato una vita fatta di soli bisogni naturali necessari, – non volendo aspirare a nulla che fosse superfluo – non solo viveva dentro una botte, ma, accorgendosi che poteva bere l’acqua congiungendo le mani ad incavo, gettò via per sempre la ciotola con la quale era solito abbeverarsi, ritenendo di non averne più bisogno.</p>
<p align="justify">Nell’antichità aderire ad una scuola implicava una scelta esistenziale, un matrimonio di vita con i princìpi di tale scuola, un’ascesi spirituale che modellasse lo spirito e il corpo: l’importante non era la conoscenza della verità, ma la vita secondo essa.</p>
<p align="justify">Ma come era possibile vivere secondo la propria scelta esistenziale filosofica?</p>
<p align="justify">Hadot elenca tutta una serie di esercizi spirituali e fisici, i quali nelle scuole filosofiche di età ellenistico-romana contribuivano a modellare corpo e spirito, contribuendo al processo di creazione del singolo uomo e al suo progetto di soggettivazione etica e morale: attraverso una scelta filosofica l’individuo sposava un modo di vivere e una sorta di princìpi etici, i quali erano soltanto suoi, e non imposti dall’esterno.</p>
<p align="justify">Conoscenza e coscienza di sé, esame di coscienza quotidiano, stretto rapporto maestro-discepolo e dialogo quotidiano, meditazione, elevazione dell’io verso la totalità, premonizione dei mali, pensiero della morte e della caducità della vita sono soltanto alcuni degli esercizi propedeutici che formavano il filosofo.</p>
<p align="justify">Una volta formato il filosofo era pronto a pensare con la propria testa e ad affrontare la vita con saggezza: nella vita, al suo interno, senza limitarsi al solo discorso filosofico sulla vita, ma passando all’azione vera.</p>
<p align="justify">Di questo filosofo, come di quest’uomo in generale, c’è gran bisogno, oggi come allora: anche se Kant sottolineava come «oggi però si prende per un sognatore colui che vive in modo coerente con quello che insegna», un’attività concreta e pratica volta alla conoscenza di sé e alla trasformazione del proprio modo di vivere e di percepire il mondo è oggi non meno importante di quanto lo fosse ai tempi di Socrate e Diogene.</p>
<p align="justify">Scrive Pierre Hadot: «Finché su questa terra il saggio, perfetto nel suo modo di vita e nella sua conoscenza, non sarà realizzato, non vi sarà filosofia».</p>
</div>
<div></div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Caffè filosofici alla libreria Masone, giugno 2012. La filosofia torna tra le persone con approccio non delegato</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 01:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caffè filosofici alla libreria Masone: venerdì 8, 15, 22, 29 giugno 2012, ore 20.30. Con “La fabbrica della creatività” e il Caff’Emporio la filosofia torna tra le persone con un approccio condiviso e non delegato. Quattro appuntamenti, quattro occasioni per interrogarsi insieme sulle questioni della vita quotidiana in un mondo che cambia: La Fabbrica della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/06/caffc3a8-filosofico-benevento1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5090" title="caffè-filosofico-benevento" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/06/caffc3a8-filosofico-benevento1.jpg" width="500" height="737" /></a></p>
<div><span style="font-family:Georgia;"><span style="color:#333333;"><strong><span style="font-size:large;">Caffè filosofici alla libreria Masone: venerdì 8, 15, 22, 29 giugno 2012, ore 20.30. </span></strong><em>Con “La fabbrica della creatività” e il Caff’Emporio la filosofia torna tra le persone con un approccio condiviso e non delegato.<br />
</em></span></span></div>
<div><span style="color:#c0504d;font-family:Georgia;"><br />
Quattro appuntamenti, quattro occasioni per interrogarsi insieme sulle questioni della vita quotidiana in un mondo che cambia: La Fabbrica della Creatività e il Caffè Emporio della libreria Masone presentano il primo Caffè Filosofico del Sannio. Si inizia venerdì 8 giugno 2012, alle ore 20.30, presso il Caffè Emporio della Libreria Masone a Benevento.</span></div>
<p><span style="color:#c0504d;font-family:Georgia;">Gli incontri proseguiranno, ogni venerdì, per tutto il mese di giugno al Caffè Emporio. Con la pratica del Caffè Filosofico, la Filosofia esce dalle aule universitarie e ritorna nelle strade, fra la gente per parlare con tutti, in una ricerca condivisa delle domande migliori per comprendere se stessi e il mondo. Nel Caffè Filosofico non &#8220;si parla&#8221; di Filosofia, ma &#8220;si fa&#8221; Filosofia. La Filosofia torna alle sue origini, torna a occuparsi della vita delle persone e diviene di nuovo pratica. Protagonisti dei dialoghi saranno le persone presenti all&#8217;incontro, in un confronto aperto e stimolante moderato dal dr. Nicola Castaldo, esperto di Consulenza e pratiche filosofiche, e dal prof. Rino Ianaro. </span></p>
<p><span style="color:#c0504d;font-family:Georgia;">Venerdì, 8 giugno, il primo appuntamento in cui ci si interrogherà su &#8220;Che cos&#8217;è la famiglia oggi?&#8221;.<br />
Venerdì, 15 giugno ci si confronterà su “La crisi economica e crisi sociale: è la fine della civiltà occidentale?”.<br />
Venerdì, 22 giugno su “Che cos’è la Giustizia?”.<br />
Venerdì, 29 giugno su “Che cos’è la Democrazia?”. </span></p>
<p><span style="color:#c0504d;font-family:Georgia;">Gli incontri proseguiranno tutti i venerdì del mese di giugno ponendo questioni sempre più attuali dalla crisi globale al significato di parole come giustizia e democrazia, concetti oggi più che mai problematici che saranno lo spunto per avviare la ricerca comune. </span></p>
<p><span style="color:#c0504d;font-family:Georgia;">Il Caffè Filosofico nasce come pratica negli anni novanta a Parigi da un&#8217;idea del filosofo francese Marc Sautet ed è oggi diffuso in molti paesi tra cui l&#8217;Italia dove si è gradualmente diffuso da nord verso sud a partire dai primi anni 2000.</span></p>
<p><span style="color:#c0504d;font-family:Georgia;"><a href="http://www.magmazone.it/2012/06/il-caffe-filosofico-arriva-nel-sannio/">http://www.magmazone.it/2012/06/il-caffe-filosofico-arriva-nel-sannio/</a></span></p>
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		<item>
		<title>Paradoxa &#8211; Filosofia e Illusione</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/03/07/eros-e-thanatos-viaggio-nellamor-platonico-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 08:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Libreria Luidig]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Iannella]]></category>

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		<description><![CDATA[di Stefania Iannella Primi due incontri su PlatoneVenerdì 9 alle 18:30 presso la libreria Luidig avrà luogo il secondo incontro della serie “Paradoxa &#8211; Filosofia e Illusione”, incentrato sul Simposio di Platone, in riferimento al soggetto: &#8220;Eros e Thanatos &#8211; Viaggio nell&#8217;amor platonico&#8221;. L’iniziativa di Yuri Di Gioia mossa dalla voglia di condividere con altre persone i discorsi filosofici che era solito affrontare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4823" style="width: 270px" class="wp-caption alignright"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/03/plato_symposium_papyrus.jpg"><img class="size-full wp-image-4823 " title="Plato_Symposium_papyrus" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/03/plato_symposium_papyrus.jpg" alt="Frammento del Simposio su papiro greco" width="260" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Frammento del Simposio su papiro greco</p></div>
<p>di Stefania Iannella<br />
<strong><br />
Primi due incontri su Platone</strong><strong>Venerdì 9</strong> alle <strong>18:30</strong> presso la <a href="http://luidig.it/eventi.html">libreria Luidig</a> avrà luogo il secondo incontro della serie “Paradoxa &#8211; Filosofia e Illusione”, incentrato sul <em>Simposio</em> di <strong>Platone</strong>,<strong> </strong>in riferimento al soggetto: &#8220;Eros e Thanatos &#8211; Viaggio nell&#8217;amor platonico&#8221;.</p>
<p>L’iniziativa di Yuri Di Gioia mossa dalla voglia di condividere con altre persone i discorsi filosofici che era solito affrontare con alcuni frequentatori della Libreria Luidig, come Francesco Mauro, ha così avuto inizio la settimana  scorsa.<br />
<strong>Francesco Mauro</strong> è passato da una lettura ben scandita dell’<em>Apologia di Socrate </em>di Platone, a un’altrettanto chiara visione delle opere in questione. Quest’ultimo è un aspetto molto più lodevole perché la semplicità discorsiva non è del tutto scontata per tutti i filosofi.</p>
<p>Contro il fare di molti critici che inquadrano le opere di Platone secondo una logica dottrinale, estrapolandone alcuni brani per attribuire all&#8217;autore false concezioni su determinati argormenti, come ad es. sulla poesia, Francesco Mauro ha sottolineato l&#8217;importanza di leggere le opere nella loro integrità, senza affidarsi a questi tipi di letture decontestualizzanti. Tre esempi bastano a mettere in chiaro che Platone non condanna la scrittura o la poesia, ma la loro strumentalizzazione e degenerazione in propaganda. Ione non è apprezzabile perché è un (para)rapsodo che viene premiato per la sua capacità di fomentare la folla verso la guerra e quindi per il vile utile della propaganda guerresca. Similmente in <em>Fedro</em> la scrittura non vale niente se se ne fa un uso strumentale, come fa Lisia nel voler far credere il contrario del buonsenso. Infine, nell’epilogo di <em>Leggi</em>, la città dell’Ellade va in rovina perché la giustizia è l’utile del più forte e gli intellettuali sono venduti.<span id="more-4805"></span></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/03/platon_glyptothek_munich_5481.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4828" title="Platon_Glyptothek_Munich_548" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/03/platon_glyptothek_munich_5481.jpg" alt="" width="150" height="209" /></a></p>
<p>Un altro elemento messo in discussione da F. Mauro è la sottovalutazione, da parte di alcuni critici, del valore della scrittura dialogica di Platone. F. Mauro mette non soltanto in chiaro che, come Wittgenstein con la sua <em>teoria dei</em> <em>giochi linguistici,</em> anche Platone teorizza attraverso la sua performance teatralizzante (adeguandosi così alla modalità per eccellenza della comunicazione pubblica dell&#8217;epoca), ma aggiunge altresì che tramite un’attenta considerazione della scrittura dialogica di Platone possono essere ribaltati molti luoghi comuni, come ad es. quello che reputa l’<em>Eutifrone</em> un dialogo aporetico perché non sembrerebbe giungere a nessuna conclusione. In <em>Eutifrone</em>, invece, l’elemento narrativo è determinante per capire la questione.  A ben leggere, la domanda centrale su cui  Platone vuole porre l&#8217;accento non è “chi è il Santo?”, ma “perché il personaggio non riesce ad accedere al senso del Santo?”. Eutifrone non ci riesce perché fa un’equivalenza di Santo come il più “forte”, mentre dovrebbe cercarlo nel più “giusto”. Ecco perché l’<em>Eutifrone</em> “<em>non</em>” è un dialogo aporetico.</p>
<p>Insomma, ho cercato di riassumere alcuni dei ragionamenti più interessanti dell’intervento di Francesco Mauro della scorsa settimana. Ora sta a voi venire ad ascoltare la sua seconda puntata su Platone, questo venerdì.</p>
<p><img class="alignright  wp-image-4830" title="paradoxa" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/03/paradoxa.jpg?w=300" alt="" width="270" height="168" />Ecco anche le date degli appuntamenti successivi:<br />
Il <strong>23 marzo</strong>, <strong>Nicola Sguera </strong>tratterà il tema della filosofia come illusione nei <em>Pensieri</em> di <strong>Pa</strong><strong>scal</strong> e nella riflessione teoretica di <strong>Martin  Heidegger</strong> in &#8220;<em>Oltrepassamento della metafisica</em>&#8221; e <em>&#8220;La fine della filosofia </em>e <em>il </em><em>compito del </em><em>pensiero&#8221;</em>.</p>
<p>Il <strong>6 aprile</strong>,<strong> Giovanni Rossetti</strong> parlerà dei <em>Quaderni</em> di <strong>Simone Weil</strong>, e il <strong><strong>20 aprile</strong></strong> della filosofia e del filosofo messi a nudo da<em> &#8221;</em><em>L&#8217;illusione della filosofia&#8221;</em> di <strong>Jeanne <strong>Hersch.</strong></strong></p>
<div id="statcounter_image" style="display:inline;"><a class="statcounter" title="wordpress counter" href="http://statcounter.com/wordpress.com/"><img style="border:none;" src="http://c.statcounter.com/7738309/0/266605ce/1/" alt="wordpress counter" /></a></div>
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		</item>
		<item>
		<title>DIVIETI E DISCONTINUITÀ. 2 e 3 marzo 2012. Cantine Mustilli. SantʼAgata de&#8217; Goti</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/03/02/divieti-e-discontinuita-2-e-3-marzo-2012-cantine-mustilli-sant%ca%bcagata-de-goti/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 08:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[aldo colucciello]]></category>
		<category><![CDATA[cantine mustilli]]></category>
		<category><![CDATA[pietro montone]]></category>

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		<description><![CDATA[PROGRAMMA EVENTI  (clicca qui per il formato pdf) Venerdì 2 marzo 18.00 Lezione magistrale &#8211; Jolanda Capriglione “Un filosofo in cantina” Sulla meraviglia A cura di Pietro Montone in collaborazione con Istituto Italiano di Studi Filosofici e Dipartimento di Cultura del Progetto SUN Cantine storiche 19.00 Film Blue di Derek Jarman (UK, 1993, 79&#8242;) A [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><strong>PROGRAMMA EVENTI <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/03/progetto-divieti-e-discontinuita-rid.pdf" target="_blank"> (clicca qui per il formato pdf)<br />
</a><span id="more-4779"></span></strong><strong><br />
Venerdì 2 marzo</strong></div>
<div><strong>18.00</strong></div>
<div>Lezione magistrale &#8211; Jolanda Capriglione</div>
<div><strong>“Un filosofo in cantina”</strong></div>
<div>Sulla meraviglia</div>
<div>A cura di Pietro Montone in collaborazione con Istituto Italiano di Studi Filosofici e Dipartimento di Cultura del Progetto SUN</div>
<div>Cantine storiche</div>
<div></div>
<div><strong>19.00</strong></div>
<div><strong>Film Blue</strong> di Derek Jarman (UK, 1993, 79&#8242;)</div>
<div>A cura di Pietro Montone</div>
<div>Palazzo Rainone Mustilli</div>
<div></div>
<div><strong>Sabato 3 marzo</strong></div>
<div><strong>18.00</strong></div>
<div><strong>Lecture</strong></div>
<div>Aldo Colucciello &#8211; B.R.I.O. &#8211; Brillanti realtà in osservazione</div>
<div><strong>Signos, muertitos y sueños</strong> (la festa dei morti nel Michoacan &#8211; Mexico)</div>
<div>A cura di Pietro Montone</div>
<div>Palazzo Rainone Mustilli</div>
<div></div>
<div><strong>19.00</strong></div>
<div>Extra-ordinario: Cinema</div>
<div><strong>Vomero travel</strong> di Guido Lombardi (Italia, 2010, 16&#8242;)</div>
<div>Sarà presente lʼautore &#8211; A cura di Pietro Montone</div>
<div>Palazzo Rainone Mustilli</div>
<div></div>
<div><strong>19.30</strong></div>
<div><strong>Film About Elly</strong> (Iran, 2009, 119&#8242;) di Asghar Farhadi</div>
<div>A cura di Guido Lombardi</div>
<div>Palazzo Rainone Mustilli</div>
<div></div>
<div><strong>22.00</strong></div>
<div>Musica e performance</div>
<div>Andrea Bove, Maurizio Chiantone, Rosanna De Lucia, Cristina Donadio, Enrico Pofi, Giuseppe Savino,</div>
<div><strong>Musiche ridotte per necessità nascoste</strong></div>
<div>Action sounding di Maurizio Chiantone</div>
<div>A cura di BlucodeLap, Maurizio Chiantone e Pietro Montone</div>
<div>Cantine storiche<!--more--></div>
<div></div>
<div><strong>[Libri e dintorni]</strong></div>
<div>Corner book</div>
<div>Libri e cataloghi a prezzi scontati fino al 15%: arte, letteratura, filosofia, teatro, cinema, narrativa, poesia, architettura…</div>
<div>A cura di Associazione Culturale BluʼS</div>
<div>Palazzo Rainone Mustilli</div>
<div>[in occasione e nel periodo di tutte le iniziative di Divieti e discontinuità. Passaggi e incontri necessari (?)]</div>
<div><strong>[Media]</strong></div>
<div>Podcast</div>
<div>video e interviste: <a href="http://www.amatela.it/">http://www.amatela.it</a> | <a href="http://iunisa.unisa.it/">http://iunisa.unisa.it/</a></div>
<div><strong>[Video box]</strong></div>
<div>A movie di Bruce Conner (USA, 1958, 11&#8217;40&#8243;)</div>
<div>Slow Pan for Bob di Chuck Close (USA, 1973, 10&#8217;08&#8243;)</div>
<div>Plumb Line di Carolee Schneemann (USA, 1968-71, 15&#8217;15&#8243;)</div>
<div>MEA CULPA di Bruce Conner (USA, 1981, 5&#8217;14&#8243;)</div>
<div>America Is Waiting di Bruce Conner (USA, 1981, 02&#8217;26&#8243;)</div>
<div>A cura di Associazione Culturale BluʼS Video selection Pietro Montone</div>
<div>Cantine storiche<br />
<strong></strong></div>
<div>
<hr />
</div>
<div><strong>CONCEPT</strong></div>
<div>«I divieti, sui quali si fonda il mondo della ragione, non sono affatto razionali».</div>
<div>Bataille, Georges (1897-1962) L&#8217;erotismo &#8211; Parte prima, cap. V La trasgressione</div>
<div>Dis-coprire i divieti, radiografare la dis-continuità.</div>
<div>Una relazione – forse – corre attraverso il proibire/inibire e la non continuità. Se fosse così, quale sarebbe?</div>
<div>Quali connessioni scaturirebbero? E queste sarebbero necessarie a uno sviluppo logico per una</div>
<div>comprensione diversa dei fatti e delle cose del mondo?</div>
<div>Il dis- (indica separazione, dispersione), prefisso comune a questi due termini, e prefisso che in generale,</div>
<div>non solo, rovescia il senso buono o positivo delle parole, ma lo nega anche, sembra presentarsi allora come</div>
<div>il “varco” obbligatorio da attraversare, plausibilmente indispensabile pure allʼimplicazione – non per forza</div>
<div>necessaria – di un “incontro”. Il tassello per penetrare nel quid di questi concetti, il mezzo per percorrere una</div>
<div>strada (passare), nell&#8217;ipotesi dʼincontrare.</div>
<div>Nel momento in cui sʼinfrange un divieto, lo si sperimenta, e facendolo lo si oltrepassa, violandolo; ma le</div>
<div>regole sono anche la chiave di volta. Senza di esse, lʼinterazione diventa quasi impossibile.</div>
<div>La discontinuità non implica un fermo assoluto, né una trasgressione. In sé ha la possibilità di una ripresa: io</div>
<div>sono discontinuo nello studio, nellʼattività sportiva ecc. Ciò non vuol dire che non possa riprendere presto o</div>
<div>tardi. È un tempo che intercorre tra un prima e un dopo: una pausa.</div>
<div>Il progetto – ideato e curato da Pietro Montone, con il sostegno e la collaborazione di Azienda Agricola</div>
<div>Mustilli – muovendo da tali presupposti, si propone di indagare gli accostamenti e la vicinanza tra i concetti</div>
<div>tematici di «divieto» e quello di «discontinuità» attraverso analisi, studi, visioni e interventi di varia natura e</div>
<div>struttura. Antropologia, sociologia, filosofia, arte, cinema, musica saranno le materie principali dʼindagine. Un</div>
<div>affascinante dialogo pluridisciplinare per mezzo del quale ricevere possibili suggerimenti, generare e</div>
<div>condividere nuove conoscenze, sviluppare nuove geografie innovative… Mai smettere di esplorare.</div>
<div>
<hr />
<p><strong>SVOLGIMENTO</strong></p>
</div>
<div>Per lʼoccasione si prevede di utilizzare gli spazÎ delle Cantine Mustilli – le cantine storiche e Palazzo Rainone</div>
<div>Mustilli. Qui si svilupperanno i diversi percorsi disciplinari nellʼarco di due giorni (ven 2 e sab 3 marzo 2012).</div>
<div>Gli appuntamenti prefissati saranno curati nei dettagli e nel modus da Pietro Montone e Maurizio Chiantone,</div>
<div>in collaborazione con gli aderenti.</div>
<div>Lʼiter programmatico si svilupperà in sei appuntamenti:<br />
- una lecture di Aldo Colucciello (B.R.I.O. – “Brillanti realtà in osservazione”), che affronterà lʼargomento dal punto di vista etno-antropologico anche con la proiezione di docufilm;- una lectio magistralis di Jolanda Capriglione – “Un filosofo in cantina” – che graviterà attorno al tema della «meraviglia». In questo contesto, traslato della discontinuità e del divieto: la «meraviglia» è per sua natura sincopata e determinata da cause improbabili, o è solo parzialmente raggiungibile.- La proiezione di “Vomero travel” (2010), di Guido Lombardi – giovane regista napoletano; quella di “About Elly” (2009), un film di Asghar Farhadi, che sarà presentato dallo stesso Guido Lombardi; e</div>
<div>ancora “Blue” (1993), capolavoro del cinema sperimentale e minimale, e testamento del grande Derek Jarman.</div>
<div>Infine, e una “azione sonora” di Maurizio Chiantone &amp; Co. alla ricerca di sonorità nascoste.</div>
<div>Questo sarà contornato da un corner book (libri e catatoghi a prezzi scontati), da un video box, dove andranno in loop alcuni video d’arte.</div>
<div>Un discorso articolato in sei intensi interventi, e dominato da un fil rouge emozionale e concettuale,</div>
<div>costellato certamente da discussioni accese, ma che lascerà, allo stesso tempo, agli utenti tutti, il compito e</div>
<div>la possibilità di trovare personali interpretazioni e percorsi.</div>
<hr />
<div>P I E T R O M O N T O N E</div>
<div>PIETRO MONTONE V ROMA, 31 83025 MONTORO INFERIORE (AV) ITALY</div>
<div>MOB: +39 334 270 44 80 INFO@PIETROMONTONE.COM <a href="http://www.pietromontone.com/">WWW.PIETROMONTONE.COM</a></div>
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		<item>
		<title>Dallo Zen ad Art&#8217;Empori, dall&#8217;universale al soggettivo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 00:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Post della lista di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[alessio masone]]></category>
		<category><![CDATA[zen]]></category>

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		<description><![CDATA[Dallo Zen ad Art&#8217;Empori, dall&#8217;universale al soggettivo di Alessio Masone Le affinità tra le due discipline: - i tre originari ispiratori di Art&#8217;Empori sono accomunati dalla passione per lo Zen e, quindi, in varie modalità, sono per la rimozione di quei processi culturali (condizionamenti) che, ormai consolidatisi, impediscono la verità e l&#8217;emancipazione della persona; - in relazione all&#8217;emozione, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#993300;"><strong>Dallo Zen ad Art&#8217;Empori, dall&#8217;universale al soggettivo</strong><br />
<em>di Alessio Masone</em></span></p>
<p><span style="color:#993300;">Le <strong>affinità</strong> tra le due discipline:</span></p>
<p><span style="color:#993300;">- i tre originari ispiratori di Art&#8217;Empori sono accomunati dalla passione per lo Zen e, quindi, in varie modalità, sono per la rimozione di quei processi culturali (condizionamenti) che, ormai consolidatisi, impediscono la verità e l&#8217;emancipazione della persona;</span></p>
<p><span style="color:#993300;">- in relazione all&#8217;emozione, lo Zen vuole che questa sia rimossa per fare spazio all&#8217;essere (una sorta di &#8220;emozione primaria&#8221;, prima di essere etichettata emozione/verità che definiremo &#8220;emozione secondaria&#8221;);</span></p>
<p><span style="color:#993300;">- in relazione all&#8217;emozione, Art&#8217;Empori vuole che questa sia frutto di un&#8217;esperienzialità in prima persona e che quindi non sia fruizione passiva (attaccamento) di una verità/emozione prodotta da altri;</span></p>
<p><span style="color:#993300;">- in entrambi (zen e art&#8217;empori), quindi, la verità è nel percorso, è in divenire, è soggettiva, è dal basso.</span></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>Le differenze</strong> tra le due discipline:</span></p>
<p><span style="color:#993300;">- lo Zen è un sentire ormai universale che, fra le scuole buddiste, è quella più acquisita alla cultura occidentale;</span></p>
<p><span style="color:#993300;">- Art&#8217;Empori è, nel nostro angolo di mondo, una soggettivazione, di quel sentire universale, capace di adattarlo al caso specifico e alle problematiche attuali;</span></p>
<p><span style="color:#993300;">- le verità dello Zen vengono spesso citate con il rischio di consolidare &#8220;emozioni secondarie&#8221; (attaccamento) che lo stesso Zen vuole combattere (&#8220;se incontri il Buddha, uccidilo&#8221;) perché impediscono l&#8217;essere, lo zazen; </span></p>
<p><span style="color:#993300;">- le verità di Art&#8217;Empori sono in divenire, sono l&#8217;individuo che, cercandole e sognandole, agisce, trasformandosi e trasformando (emozioni primarie);</span></p>
<p><span style="color:#993300;">- spesso gli individui, usando i precetti Zen, senza applicarli alle esigenze specifiche, restano vittime di omologazione, di emozioni/verità che impediscono l&#8217;azione;</span></p>
<p><span style="color:#993300;">- Art&#8217;Empori propone di utilizzare (come verità) le sole emozioni utili alla risoluzione dell&#8217;ingiustizia; solo soggettivando il mondo, con cui ci relazioniamo, possiamo modificarlo, renderlo capace di soluzione;</span></p>
<p><span style="color:#993300;">- i precetti Zen sono formulati per un pubblico generico, prevalentemente, in modo decontestualizzato, asettico e unilaterale;</span></p>
<p><span style="color:#993300;">- Art&#8217;Empori tende ad agevolare una comunicazione personalizzata e contestualizzata (il libro soggettivo) in cui ognuno è autore nei confronti dell&#8217;altro (capacità maieutica della reciprocità). </span></p>
<p><span style="color:#993300;">In questo senso, Art&#8217;Empori dovrebbe essere un agevolatore dei percorsi soggettivi, personali e indipendenti, che confluiscono, indirettamente, in una verità oggettiva, come quella cristallizzata nei precetti Zen.</span></p>
<p><span style="color:#993300;">Nel XXI secolo, in modo parallelo e spontaneo, innummerevoli movimenti dal basso (come Art&#8217;Empori) si dirigono, indipendentemente l&#8217;uno dall&#8217;altro (approccio soggettivo), verso la stessa direzione (risultato oggettivo). Se questi movimenti avessero voluto concordare, all&#8217;origine del percorso, una direzione unica e oggettiva per tutti, non sarebbero stati spinti dal basso e avrebbero intrapreso un&#8217;altra strada, quella omologante.</span></p>
<p><span style="color:#993300;">La verità si nutre di differenze, l&#8217;armonia è la sintesi delle diversità, l&#8217;amore è maieutica reciproca.</span></p>
<p><span style="color:#993300;">A questo punto, possiamo affermare che quell&#8217;allineamento fra emozione e intelletto avviene naturalmente se l&#8217;emozione è &#8220;primaria&#8221; (emozione dell&#8217;azione/percorso) e non &#8220;secondaria&#8221; (emozione del risultato).</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dall&#8217;emozione all&#8217;azione, dall&#8217;universale al soggettivo</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/08/16/dallemozione-allazione-dalluniversale-al-soggettivo/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 00:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Post della lista di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[alessio masone]]></category>
		<category><![CDATA[azione]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[emozione]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero soggettivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’emozione all’azione, dall’universale al soggettivo di Alessio Masone Ogni attività è un campo energetico che si svolge tra due polarità: l’emozione (sintomo, universalità) e l’azione (trasformazione, soggettività). Se l’emozione prevale, si inibisce l’azione, procurando dipendenza, attaccamento.  Se l’azione prevale, si è in contatto con l’energia, si è l’energia, si è. Corollario di Art’Empori sul centrarsi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#993300;"><strong>Dall’emozione all’azione, dall’universale al soggettivo<br />
</strong><em>di Alessio Masone</em></span></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>Ogni attività è un campo energetico che si svolge tra due polarità:</strong></span></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>l’emozione</strong> (sintomo, universalità) <strong>e l’azione</strong> (trasformazione, soggettività).</p>
<p></span><span style="color:#993300;">Se l’emozione prevale, si inibisce l’azione, procurando dipendenza, attaccamento.</span></p>
<p><span style="color:#993300;"> </span><span style="color:#993300;">Se l’azione prevale, si è in contatto con l’energia, si è l’energia, si è.</span><span style="color:#993300;"></p>
<p></span><span style="color:#993300;"><strong>Corollario di Art’Empori sul centrarsi quotidiano<br />
</strong></span><span style="color:#993300;">Se, nelle attività, svolte nell&#8217;arco della giornata da un individuo, prevalgono quelle orientate all’azione, quell’individuo è centrato nel quotidiano.</p>
<p></span><span style="color:#993300;"><strong>Corollario di Art’Empori sul pensiero soggettivo<br />
</strong></span><span style="color:#993300;">Attaccarsi a una pensiero formulato da altri (oggettivo) è emozione.<br />
</span><span style="color:#993300;">Soggettivare quel pensiero, riformulandolo in relazione a sé, è anche azione.<br />
</span><span style="color:#993300;">Formulare un pensiero esperienzialmente, in prima persona, è piena azione, creatività, trasformazione. </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Giannoniani presentano Franco Cassano. 4 marzo 2010. Liceo classico BN</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 02:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Cassano Franco]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Sguera]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
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		<category><![CDATA[liceo classico]]></category>
		<category><![CDATA[liceo giannone]]></category>

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		<description><![CDATA[Franco Cassano è nato ad Ancona nel 1943 e insegna presso l’Università di Bari. È stato intellettuale di punta del marxismo meridionale, ma ha iniziato, negli anni ottanta, una riflessione che, senza rinnegare quelle radici, si apriva a nuovi orizzonti. Il pensiero meridiano, ovvero ripensare il Mezzogiorno riconsiderando la sua identità culturale rispetto a una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/franco-cassano-giannoniani.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2464" title="Franco-Cassano-Giannoniani" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/franco-cassano-giannoniani.jpg" alt="" width="472" height="453" /></a></p>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#339966;">Franco Cassano</span> è nato ad Ancona nel 1943 e insegna presso l’Università di Bari. È stato intellettuale di punta del marxismo meridionale, ma ha iniziato, negli anni ottanta, una riflessione che, senza rinnegare quelle radici, si apriva a nuovi orizzonti.</p>
<p>Il pensiero meridiano, ovvero ripensare il Mezzogiorno riconsiderando la sua identità culturale rispetto a una modernizzazione che non lo ha fatto, è l’opera che nel 1996 ha aperto il dibattito sull’autonomia del pensiero meridionale.</p>
<p>Cassano appare come uno dei pensatori più liberi ed originali del panorama intellettuale italiano, grazie anche alla sua passione e alla sua inesausta curiosità intellettuale, che rompe barriere tra discipline e ideologie, oltre ad essere fino in fondo “homo civicus”, parte attiva nella vita della comunità (una delle più complesse d’Italia) di cui è parte.</h4>
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		<title>Liberi dal servilismo interiore &#8211; Vito Mancuso</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 01:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Mancuso Vito]]></category>
		<category><![CDATA[servilismo interiore]]></category>
		<category><![CDATA[vita autentica]]></category>
		<category><![CDATA[vito mancuso]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Un vero uomo è l&#8217;uomo libero da ogni servilismo esteriore, che non si inchina a baciare la mano di nessuno, nè desidera che qualcuno si inchini a baciare la sua (&#8230;). Ed è libero da ogni servilismo interiore, ripulisce la mente da parole e concetti uditi da altri, se non ne è intimamente convinto. Egli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color:#993300;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/vita-autentica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2324" title="vita autentica" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/vita-autentica.jpg" alt="" width="75" height="125" /></a>&#8220;Un vero uomo è l&#8217;uomo libero da ogni servilismo esteriore, che non si inchina a baciare la mano di nessuno, nè desidera che qualcuno si inchini a baciare la sua (&#8230;). </span></h4>
<h4><span style="color:#993300;">Ed è libero da ogni servilismo interiore, ripulisce la mente da parole e concetti uditi da altri, se non ne è intimamente convinto. Egli non obbedisce, pensa. Ma pensa per cercare di obbedire alla verità, perchè sa che la più dura prigionia è quella verso se stessi e che essa può venire sconfitta solo da un amore più grande (&#8230;) l&#8217;amore per la verità. Per questo la vita autentica è all&#8217;insegna del viaggio, dell&#8217;uscita da sè verso la realtà, fino a farsi compenetrare totalmente dalla realtà e diventare un autentico frammento di realtà che, come una pietra o come una pianta, esiste senza la minima traccia di menzogna&#8221;.</span></h4>
<h4><span style="color:#993300;">Vito Mancuso (La vita autentica, R.Cortina Editore &#8211; 2009).</span></h4>
<p><em> Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.<br />
</em><strong>Vito Mancuso</strong> (<span style="color:#002bb8;">Carate Brianza</span>, <span style="color:#002bb8;">9 Dicembre</span> <span style="color:#002bb8;">1962</span>) è un <span style="color:#002bb8;">teologo</span> <span style="color:#002bb8;">italiano</span>.</p>
<p>È docente di <span style="color:#002bb8;">Teologia</span> presso la Facoltà di <span style="color:#002bb8;">Filosofia</span> dell’<span style="color:#002bb8;">Università Vita-Salute San Raffaele</span> di <span style="color:#002bb8;">Milano</span> ed editorialista de “<span style="color:#002bb8;">La Repubblica</span>”. Nato il <span style="color:#002bb8;">9 dicembre</span> <span style="color:#002bb8;">1962</span> a <span style="color:#002bb8;">Carate Brianza</span> da genitori siciliani, è dottore in <span style="color:#002bb8;">teologia sistematica</span>. Dei tre gradi accademici del corso teologico, ha conseguito il Baccellierato presso la <span style="color:#002bb8;">Facoltà teologica dell&#8217;Italia settentrionale</span> di Milano, la Licenza presso la <span style="color:#002bb8;">Pontificia facoltà teologica dell&#8217;Italia meridionale</span> <em>San Tommaso d’Aquino</em> di Napoli, il Dottorato a Roma presso la <span style="color:#002bb8;">Pontificia Università Lateranense</span>.</p>
<p>Biografia</p>
<p>Dopo il <span style="color:#002bb8;">liceo classico</span> statale a <span style="color:#002bb8;">Desio</span> (Milano), ha iniziato lo studio della <span style="color:#002bb8;">teologia</span> nel <span style="color:#002bb8;">Seminario arcivescovile di Milano</span> (sede di <span style="color:#002bb8;">Saronno</span> per il biennio filosofico e sede di <span style="color:#002bb8;">Venegono Inferiore</span> per il triennio teologico). Al termine del quinquennio è stato ordinato sacerdote dal cardinale <span style="color:#002bb8;">Carlo Maria Martini</span> nel <span style="color:#002bb8;">Duomo di Milano</span>, il 7 giugno 1986, all’età di 23 anni. A distanza di un anno, ha chiesto di essere dispensato dalla vita sacerdotale e di dedicarsi solo allo studio della teologia.</p>
<p>Dietro indicazione del cardinal Martini ha vissuto due anni a Napoli presso il teologo <span style="color:#002bb8;">Bruno Forte</span> (attuale <span style="color:#002bb8;">arcivescovo di Chieti</span> e Presidente della <span style="color:#ba0000;">Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede</span> della <span style="color:#002bb8;">Cei</span>), conseguendo in quella città il secondo grado accademico. Ha quindi iniziato a lavorare in editoria (<span style="color:#002bb8;">Edizioni Piemme</span>, <span style="color:#002bb8;">Mondadori</span>, <span style="color:#002bb8;">Edizioni San Paolo</span>, ancora <span style="color:#002bb8;">Mondadori</span>) proseguendo nel frattempo lo studio della teologia per il terzo e conclusivo grado accademico, il <span style="color:#002bb8;">Dottorato</span>, conseguito nel 1996 con il punteggio di 90/90 <em><span style="color:#002bb8;">summa cum laude</span>, discutendo una tesi dal titolo</em> La salvezza della storia. La filosofia di <span style="color:#002bb8;">Hegel</span> come teologia<em>, primo relatore Piero Coda (attuale Presidente dell’Associazione Teologica Italiana), difesa il 29 febbraio 1996, e pubblicata nell’aprile dello stesso anno col titolo</em> Hegel teologo e l’imperdonabile assenza del Principe di questo mondo<em>.</em></p>
<p>Ricevuta la dispensa papale, si è sposato nella parrocchia milanese di Santa Maria del Suffragio con Jadranka Korlat, ingegnere civile. Dal matrimonio sono nati Stefano, nel 1995, e Caterina, nel 1999.</p>
<p>Opere</p>
<ul>
<li><em>La vita autentica</em>, <a title="Raffaello Cortina Editore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raffaello_Cortina_Editore"><span style="color:#002bb8;">Raffaello Cortina Editore</span></a>, 2009</li>
<li>(con <a title="Corrado Augias" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Augias"><span style="color:#002bb8;">Corrado Augias</span></a>), <em>Disputa su Dio e dintorni</em>, <span style="color:#002bb8;">Mondadori</span>, 2009</li>
<li><em>L’anima e il suo destino</em>, prefazione di <a title="Carlo Maria Martini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Maria_Martini"><span style="color:#002bb8;">Carlo Maria Martini</span></a>, Raffaello Cortina, 2007</li>
<li><em>Per amore. Rifondazione della fede</em>, Mondadori, 2005</li>
<li><em>Il dolore innocente. L&#8217;<a title="Handicap" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Handicap"><span style="color:#002bb8;">handicap</span></a>, la <a title="Natura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Natura"><span style="color:#002bb8;">natura</span></a> e <a title="Dio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dio"><span style="color:#002bb8;">Dio</span></a></em>, prefazione di <a title="Edoardo Boncinelli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Boncinelli"><span style="color:#002bb8;">Edoardo Boncinelli</span></a>, Mondadori, 2002</li>
<li><em>Le preghiere più belle del mondo</em>, <span style="color:#002bb8;">Mondadori</span>, 1999 (con Valerio Cattana, abate benedettino)</li>
<li><em>Dio e l&#8217;angelo dell&#8217;abisso</em>, prefazione di <a title="Mario Luzi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Luzi"><span style="color:#002bb8;">Mario Luzi</span></a>, <a title="Città Nuova Editrice" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Città_Nuova_Editrice"><span style="color:#002bb8;">Città Nuova Editrice</span></a>, 1997</li>
<li><em><span style="color:#002bb8;">Hegel</span> teologo</em>, <span style="color:#002bb8;">Piemme</span>, 1996</li>
</ul>
<p><em>(proposto da Tullia Bartolini)</em></p>
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		</item>
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		<title>L&#8217;obiettivo del pensare da sé &#8211; Come si filosofa nei licei francesi &#8211; Da Diogene n. 1</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/07/08/lobiettivo-del-pensare-da-se-come-si-filosofa-nei-licei-francesi-da-diogene-n-1/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 15:41:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[artempori]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia nei licei francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Gerard Malkassian]]></category>
		<category><![CDATA[pensare da sé]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Come si filosofa nei licei francesi&#8221; di Gerard Malkassian Tratto da Diogene N°1 (diogenemagazine &#8211; filosofare oggi) L&#8217;obbiettivo del pensare da sé Il modello francese per l&#8217;insegnamento scolastico della filosofia si è forgiato nei primi anni Venti (dunque all&#8217;epoca della riforma Gentile in Italia) al termine di un&#8217;elaborazione che ha accompagnato la costruzione del sistema [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#993300;">&#8220;Come si filosofa nei licei francesi&#8221; di </span><span style="color:#993300;">Gerard Malkassian </span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Tratto da Diogene N°1 (diogenemagazine &#8211; filosofare oggi)</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">L&#8217;obbiettivo del pensare da sé<br />
</span><span style="color:#993300;"><br />
Il modello francese per l&#8217;insegnamento scolastico della filosofia si è forgiato nei primi anni Venti (dunque all&#8217;epoca della riforma Gentile in Italia) al termine di un&#8217;elaborazione che ha accompagnato la costruzione del sistema scolastico durante la Terza Repubblica, a partire dal 1875. </span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Il testo base, cui tale modello si ispira ancor oggi, è rappresentato da una circolare ministeriale del 2 settembre 1925, redatta da Anatole Monzie. Il documento enuncia la finalità fondamentale dell&#8217;insegnamento della filosofia nel liceo francese: “l&#8217;apprendimento della libertà attraverso l&#8217;esercizio del pensiero autonomo”. </span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">L&#8217;insegnamento della filosofia mira a formare dei cittadini attivi, pensosi del bene della comunità ed educati “al giudizio illuminato richiesto dalla nostra società democratica”. Così, la filosofia rende liberi in quanto sollecita l&#8217;allievo a pensare da sé. </span><span id="more-1165"></span><span style="color:#993300;">Nel contesto tuttavia l&#8217;espressione è ambigua: essa non è da intendersi tanto come apprendimento del pensiero critico (critical thinking), quanto come formula generalissima. In effetti, quella espressione non indica alcuna funzione specifica della filosofia nella formazione generale dei giovani. L&#8217;idea direttiva è che la filoso-fia abbia per compito di operare una sintesi degli studi anteriori al fine di dare una unità di senso organico a un assemblaggio di sape-ri eterogenei. Le grandi linee dell&#8217;eccezione francese, nel modo di insegnare filosofia nelle scuole medie superiori, sono sintetizzabili come segue.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">&#8230;</span></h3>
<p><span style="color:#993300;"><a href="http://www.diogenemagazine.eu/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=107:come-si-filosofa-nei-licei-francesi&amp;catid=10:cittadinanza&amp;Itemid=76">http://www.diogenemagazine.eu/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=107:come-si-filosofa-nei-licei-francesi&amp;catid=10:cittadinanza&amp;Itemid=76</a></span></p>
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