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	<title>Art&#039;Empori &#187; Inclusione</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Senzatomica a Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 15:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Canzanella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Lorenzo Canzanella] Qualche anno fa sono stato a Cava de&#8217; Tirreni a sostenere la mostra Senzatomica, partecipando nel ruolo di &#8220;cicerone&#8221;. Era marzo 2014 per la precisione, e si trattava della versione &#8220;compact&#8221;. Quest&#8217;anno lo stesso evento ma in versione integrale, si sta tenendo a Napoli, nello splendido scenario di Castel Sant&#8217;Elmo. Presente dal 17 marzo al 17 aprile (ora poi fino [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/locandina-senzatomica.jpg" target="_blank">[di Lorenzo Canzanella]<img class="alignleft" title="locandina" alt="locandina-senzatomica" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/locandina-senzatomica-210x300.jpg" width="210" height="300" /></a></p>
<p>Qualche anno fa sono stato a Cava de&#8217; Tirreni a sostenere la mostra <strong><a href="http://www.senzatomica.it/" target="_blank">Senzatomica</a></strong>,</p>
<p>partecipando nel ruolo di &#8220;cicerone&#8221;. Era marzo 2014 per la precisione, e si trattava della versione &#8220;compact&#8221;. Quest&#8217;anno lo stesso evento ma in versione integrale, si sta tenendo a <strong>Napoli</strong>, nello splendido scenario di <strong>Castel Sant&#8217;Elmo</strong>. Presente <strong>dal 17 marzo al 17 aprile </strong>(ora poi fino a <strong>domenica 24</strong> mattina), la mostra mantiene le sue caratteristiche e lo spirito con cui nasce: informa, incoraggia, è <strong>GRATIS</strong>.</p>
<p>Promossa dalla <a href="http://www.sgi-italia.org/" target="_blank">Soka Gakkai Internazionale</a> (organizzazione laica buddista) l&#8217;evento sta facendo da diversi anni letteralmente il giro del mondo. A metterlo in piedi e portarlo avanti sono gli stessi membri, persone comuni che nella modalità del volontariato si sono attivate dal trovare la location, al contattare le scuole, dall&#8217;allestimento grafico, al montaggio e funzionamento di tutta la struttura, dall&#8217;accoglienza alla guida del percorso di visita. E&#8217; grazie insomma a questa enorme rete di persone che Napoli ora sta ospitando la media di quasi 1000 persone al giorno scolaresche, famiglie, adulti in almeno 5 lingue diverse.</p>
<p>Fine della mostra è quello d&#8217;informare i visitatori perché ci si possa, tutti insieme, orientare verso un mondo in cui le bombe atomiche siano <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/img_20160409_164842-01.jpeg" target="_blank"><img class="alignright" alt="img_20160409_164842-01" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/img_20160409_164842-01.jpeg" width="271" height="200" /></a>&#8220;illegali&#8221; oltre che &#8220;immorali&#8221;, proprio come è stato fatto con le armi biologiche e chimiche in precedenza. Ma come? Il sottotitolo dell&#8217;evento recita <em>&#8220;trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari&#8221;</em>; la chiave per il successo infatti siamo noi. Il visitatore viene guidato a scoprire quanti passi in avanti siano stati già fatti dal dopoguerra ad oggi, quanti traguardi ancora si possono raggiungere insieme e sopratutto che ognuno è protagonista nei propri &#8220;tanti piccoli conflitti quotidiani&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/pasquasenzaatomica.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" alt="pasquasenzaatomica" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/pasquasenzaatomica.jpg" width="295" height="197" /></a>La versione integrale lì presente offre 2 percorsi ben distinti: per adulti, per bambini. La seconda, spesso &#8220;sbirciata&#8221; anche dagli adulti, dopo i pannelli ha una grande sala dove i bambini giocano, assistono a spettacoli teatrali a tema, imparano gli origami e dove trovano una miriade di pennarelli colorati per lasciare il proprio pensiero che trova posto assieme alle altre centinaia di chi è passato prima di loro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/origami1.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" alt="origami1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/origami1.jpg" width="730" height="180" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Reti di specificità contro il familismo quotidiano</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 09:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Coesione sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[Inclusione]]></category>
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		<category><![CDATA[familismo quotidiano]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Percepirsi nel quotidiano, come un’unica rete territoriale in cui ogni individuo, nella sua irriducibilità, è portatore di una specificità, consente che ognuno sia riconosciuto come una risorsa per l’altro da includere e non come un concorrente da escludere. . Questo significa abolire già nel nostro quotidiano quel familismo con cui interagiamo con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><em><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/persone2.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6889" alt="persone2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/persone2.jpg?w=300" width="270" height="202" /></a></em></div>
<div>[di Alessio Masone] Percepirsi nel quotidiano, come un’unica rete territoriale in cui ogni individuo, nella sua irriducibilità, è portatore di una specificità, consente che ognuno sia riconosciuto come una risorsa per l’altro da includere e non come un concorrente da escludere.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Questo significa abolire già nel nostro quotidiano quel familismo con cui interagiamo con l’altro, quando, invece di riconoscergli una specificità, lo valutiamo benevolmente o ostilmente, in base all’eventuale rapporto affettivo e di seduzione che ha con noi.</div>
<div style="text-align: justify;">Con le persone, che ci sono amiche o che ci seducono con la gentilezza e con il carisma, noi siamo più accondiscendenti. Al contrario, a quelle che non ci seducono opponiamo esclusione e pregiudizio.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Quando necessitiamo di una specificità di cui non disponiamo personalmente, tendiamo a rivolgerci alla persona che ci è più vicina affettivamente e non a quella più portatrice di quella specificità.</div>
<div style="text-align: justify;">Insomma, le emozioni affettive, spesso, diventano condizionanti, escludenti dello sconosciuto, del diverso: sono le basi per un familismo che prolifera già nel quotidiano dei rapporti umani, del lavoro, dell’associazionismo. In quante occasioni decidiamo di fruire di un&#8217;iniziativa in base al pregiudizio che nutriamo per i protagonisti/organizzatori e non in base a quanto il contenuto dell’evento si intrecci con la specificità di cui è portatore naturale il nostro percorso personale?</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Ogni individuo è titolare di un percorso portatore di una specificità da dare al confronto del mondo e da tutelare come bene comune: gli amici, i parenti, ma anche la “familiarità” delle abitudini collettive, delle mode e dei personaggi noti, tendono a sedurre l’individuo tirandolo fuori dal suo percorso personale per omologarlo a un non percorso che schiaccia ogni diversità attitudinale utile a quella contaminazione necessaria al cambiamento e a quella coesione capace di benessere personale e collettivo.</div>
<div style="text-align: justify;">Se vogliamo che il familismo non permei la gestione della cosa pubblica, dobbiamo, noi cittadini, per primi, evitare di utilizzarlo nel nostro quotidiano.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">E’ questo il cambiamento dal basso: evitando di delegare il cambiamento agli altri, se io cambio nella pratica giornaliera, quelle persone che rappresentano la classe dirigente o anche la classe criminale, in quanto anch’essi, nel quotidiano, sono cittadini, consumatori, fruitori, condividendo le mie stesse emozioni quotidiane, naturalmente porteranno il cambiamento nell’amministrazione pubblica e aziendale.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Per ottenere questo cambiamento, quindi, è necessario un approccio responsabile ed esperienziale alle emozioni quotidiane: spostandosi da una fruizione estetica delle emozioni (utilizzandole così come le abbiamo ereditate), che non porta cambiamento nel mondo, a un’azione etica delle emozioni, in quanto capace di dirigerle e di agirle in funzione di una giustizia e di un cambiamento personale e universale.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
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