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	<title>Art&#039;Empori &#187; Lettura</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Delphine De Vigan &#8211; &#8220;Da una storia vera&#8221; &#8211; una recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 11:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Delphine De Vigan ha dato alle stampe il suo nuovo romanzo, &#8216;Da una storia vera&#8217; (Mondadori, 302 pagg.), centrando ancora una volta il bersaglio. La trama del libro verte su un blocco creativo e su un incontro inquietante, alla stregua di quello narrato da Stephen King nel suo &#8216;Misery&#8217;. Ma l&#8217;incontro di cui dicevamo, e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/da-una-storia-vera.png"><img class="alignright size-full wp-image-18134" alt="Da-una-storia-vera" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/10/da-una-storia-vera.png" width="181" height="279" /></a>Delphine De Vigan ha dato alle stampe il suo nuovo romanzo, &#8216;Da una storia vera&#8217; (Mondadori, 302 pagg.), centrando ancora una volta il bersaglio. La trama del libro verte su un blocco creativo e su un incontro inquietante, alla stregua di quello narrato da Stephen King nel suo &#8216;Misery&#8217;. Ma l&#8217;incontro di cui dicevamo, e il susseguirsi di eventi, affidati a uno stile incalzante e mirabile, è solo un pretesto &#8211; il lettore se ne accorgerà in corso d&#8217;opera &#8211; per raccontare la fatica di scrivere e di narrare la verità.<br />
Hemingway diceva che un bravo scrittore deve raccontare solo &#8216;la cosa più vera che sa&#8217;. Partendo da qui, Delphine racconta se stessa, la sua vita, i suoi inciampi, il suo rapporto col compagno Francois, la sua timidezza patologica. Mentre racconta, però, inizia l&#8217;inversione del vero, nonostante (o forse proprio) secondo le intenzioni dell&#8217;autrice. Ma questo il lettore non lo sa, nè può saperlo. Egli è, in fondo, solo un avventore distratto, che cerca indizi ma non vere risposte, poiché sente che una luce troppo netta toglierebbe incanto alle cose.<br />
E, dunque, nello snodarsi della vicenda &#8211; che è avvincente , ottimamente narrata e tiene col fiato sospeso &#8211; chi legge si perde, smarrisce il filo, crede a ciò che viene descritto, fino all&#8217;epilogo, che è un capolavoro di inganno, auto-inganno e redenzione attraverso il narrato.<br />
Cosa voleva dire la De Vigan, si chiede il lettore a testo finito, quale messaggio sul busillis della letteratura ha voluto lanciare, servendosi di me? Fino a che punto, infatti, uno scrittore può essere autobiografico, nell&#8217;era del Grande Fratello, del privato rivelato e svilito sui social network e perfino nelle fiction?<br />
Grande opera, &#8216;Da una storia vera&#8217; analizza la scrittura al tempo di facebook, le difficoltà di chi si cimenta col romanzo e l&#8217;incapacità di dirsi che la realtà non esiste, che, come diceva il fisico Heisenberg, l&#8217;osservazione modifica il suo stesso oggetto e lo distorce.<br />
&#8220;Il reale, ammesso che esista e che sia possibile restituirlo&#8221;, scrive la nostra autrice, &#8220;ha bisogno di essere incarnato, trasformato, interpretato. E questo lavoro, qualunque sia il materiale di partenza, è sempre una forma di fiction&#8221;.<br />
L&#8217;inganno, la rivisitazione, la riparazione fanno parte dell&#8217;attività dello scrivere.<br />
E gli scrittori sono figli della vergogna, del dolore, del segreto,della disperazione.<br />
&#8220;Venite da terre misteriose (&#8230;), siete dei sopravvissuti, ecco cosa siete, ognuno a modo suo e tutti allo stesso modo&#8221;.</p>
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		<title>Notte di resistenza libraria su impegno sociale e volontariato</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 18:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[librerie indipendenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante la festa del volontariato che si terrà a Benevento nelle giornate 19-20-21 ottobre le associazioni del territorio si incontreranno per confrontarsi sui temi dell&#8217;impegno sociale e civile. Art&#8217;Empori ha proposto di riproporre in questo contesto la notte di resistenza libraria;  la cultura che parte dal libro può essere un ponte per avvicinarsi e conoscersi. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la festa del volontariato che si terrà a Benevento nelle giornate 19-20-21 ottobre le associazioni del territorio si incontreranno per confrontarsi sui temi dell&#8217;impegno sociale e civile. Art&#8217;Empori ha proposto di riproporre in questo contesto la notte di resistenza libraria;  la cultura che parte dal libro può essere un ponte per avvicinarsi e conoscersi. Domani venerdì 19 ottobre, alle ore 20,30 comincerà la serata, che intende essere un evento artistico inclusivo di cittadini e associazioni che fruiscono gli uni degli altri, in quanto tutti protagonisti delle arti con letture di poesie e riflessioni, proiezioni di foto e video, esecuzioni di musica e danza.</p>
<p>L&#8217;evento sarà condotto da Nunzio Castaldi: ecco il programma. E&#8217; un programma flessibile, chiunque può aggiungersi per  proporsi.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/libreria-masone-notte-resistenza-libraria-29-06-12.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5809" title="libreria-masone-notte-resistenza-libraria-29-06-12" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/10/libreria-masone-notte-resistenza-libraria-29-06-12.jpg?w=300" width="300" height="200" /></a></p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td>20,30</td>
<td>Mariapaola Bianchini legge <b>“L’abbraccio”</b>di David Grossman.  Uno stimolo per riflettere sulle differenze individuali e sull’importanza di incontrarsi e sostenersi reciprocamente.</td>
</tr>
<tr>
<td>20,45</td>
<td>Mariagrazia Nazzaro legge un estratto dal <b>“L’amore quando c’era”</b>di Chiara Gamberale.  Uno stimolo per riflettere sul senso e le ragioni della felicità.</td>
</tr>
<tr>
<td>21,00</td>
<td>L’associazione Libero Teatro proietta per la manifestazione “L’AMORE INSEGNA AGLI UOMINI” il cortometraggio <b>“L&#8217;agnellino con le trecce&#8221;</b>, vincitore della V edizione del’ ArTelesia nella sezione DiVabili. Intervengo il regista Maurizio Rigatti e l’attore Gabriele Rossi.  Uno stimolo per riflettere sulle difficoltà e sul coraggio nell’affrontare una malattia e nel difendersi dall’ignoranza e dal pregiudizio .</td>
</tr>
<tr>
<td>21,40</td>
<td>Gli studenti della VA dell’istituto “Virgilio”,  liceo scientifico di Foglianise,  proiettano un video sull’<b>impegno civile </b>e un video sull’<b>impegno sociale</b>. Uno stimolo per riflettere sulla creatività e le risorse dei giovani protagonisti attivi nelle tematiche sociali e civili.</td>
</tr>
<tr>
<td>21,50</td>
<td>Massimo Micco, referente dell’AIFA Campania, Associazione Italiana Famiglie ADHD, presenta il libro <b>“Prendersi cura dell&#8217;ADHD&#8221; </b>.  Uno stimolo per riflettere su come i genitori di  bambini con difficoltà attentive e sintomi iperattivi possono gestire al meglio la quotidianità familiare, scolastica e sociale.</td>
</tr>
<tr>
<td>22,10</td>
<td>Giovanna Manganiello legge un estratto da  <b>“La paura della lince”</b>di Antonella Cilento.  Uno stimolo per riflettere sul coraggio nello scoprire le verità più profonde dell’animo umano.</td>
</tr>
<tr>
<td>22,20</td>
<td>Elide D’Apice presenta il report <b>“Testimonianze dalla giornata Unicef. “Donne nel mondo”</b>.  Uno stimolo per riflettere sulla solidarietà femminile nel sostenersi reciprocamente , nonostante le distanze economiche e socio-culturali.</td>
</tr>
<tr>
<td>22,30</td>
<td>Brunella Severino legge un estratto dal libro <b>“Forte è la donna”</b>di Clarissa Pinkola Estes.  Uno stimolo per riflettere sulla spiritualità della donna, espressa nelle diramazioni simboliche della compassione e dell’accoglienza, che impregnano tutte le culture.</td>
</tr>
<tr>
<td>22,40</td>
<td>Il Club ruote storiche di Benevento presenta il video <b>“La donna e l’automobile”.   </b>Uno stimolo per riflettere sulle conquiste che le donne hanno fatto nel loro percorso di emancipazione.</td>
</tr>
<tr>
<td>22,50</td>
<td>Alessandro Caporaso presenta <b>“ Foto dai Music’Up</b>”Incontri con differenti animi musicali.  Uno stimolo per riflettere sulla fotografia come racconto di sé attraverso gli altri  e  racconto degli altri attraverso di sé.</td>
</tr>
<tr>
<td>23,00</td>
<td>L’associazione  Libero Teatro proietta il cortometraggio  <b>“Mokhatar”</b>, regia di Halima Ouardiri.  Uno stimolo per riflettere sul coraggio, nel percorso evolutivo di crescita, di pretendere libertà e autonomia da imposizioni e condizionamenti.</td>
</tr>
<tr>
<td>23,20</td>
<td>Mariapaola Bianchini legge <b>“Scrivere il curriculum</b>” di Wislawa Szymborska.  Uno stimolo per riflettere sulle trappole in cui possono spingerci  i condizionamenti sociali e culturali.</td>
</tr>
<tr>
<td>23,30</td>
<td>Elide Apice legge la poesia <b>“Dammi una cosa che non si mia”</b>della poetessa indiana Arundhati Subramaniam.  Uno stimolo per riflettere sulla leggerezza che serve nell’affrontare piccole e grandi cose della vita.</td>
</tr>
<tr>
<td>23,40</td>
<td> Alessandro Caporaso presenta <b>“Rorschach fotografico”.  </b>Uno stimolo per riflettere sulla fotografia come incontro ed esplorazione delle zone più profonde di sé.</td>
</tr>
<tr>
<td>23,50</td>
<td>L’ASPIT, Associazione sofferenti psichici in trattamento, presenta  <b>“Testimonianza di ex alcolisti”.   </b>Uno stimolo per riflettere sull’impegno individuale e collettivo nel affrontare e superare disagi psicologici.</td>
</tr>
<tr>
<td>00,00</td>
<td>L’associazione  Libero Teatro proietta il cortometraggio <b>“Il segreto di Pius”</b>, regia di Gioacchino D’Amico e Alessia Capoccini.  Uno stimolo per riflettere sulla fragilità che si nasconde nei dubbi e nelle esitazioni delle scelte.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>&#8220;Niente si oppone alla notte&#8221; secondo Tullia Bartolini</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jul 2012 18:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[artempori01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Antologia artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Niente si oppone alla notte&#8221; di Delphine de Vigan, Mondadori, 2012, nella recensione di Tullia Bartolini I romanzi autobiografici possono insospettire. E poi, perchè leggerli? Quale morbosità ci attira verso di loro? Cosa vorremmo sapere dei loro autori, specie se li amiamo, o li abbiamo molto amati? Così, con questo sospetto, mi sono avvicinata a Niente si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Niente si oppone alla notte&#8221; di Delphine de Vigan, Mondadori, 2012,</em><br />
<em>nella recensione di Tullia Bartolini</em></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/de-vigan-niente-si-oppone-alla-notte1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5410" title="de vigan niente si oppone alla notte" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/de-vigan-niente-si-oppone-alla-notte1.jpg" alt="" width="268" height="400" /></a>I romanzi autobiografici possono insospettire. E poi, perchè leggerli? Quale morbosità ci attira verso di loro? Cosa vorremmo sapere dei loro autori, specie se li amiamo, o li abbiamo molto amati? Così, con questo sospetto, mi sono avvicinata a <em>Niente si oppone alla notte</em>, l&#8217;ultima pubblicazione, in Italia, per i tipi della Mondadori, di Delphine de Vigan.</p>
<p>Io amo questa autrice, certo. Ho letto di lei <em>Gli effetti secondari dei sogni</em> e il bellissimo <em>Le ore sotterranee</em>. La sua scrittura mi ha sempre avvolta, ipnotizzata, nutrita. Il fatto che sia tradotta dal francese non sembra incidere sull&#8217;essenzialità del suo stile, sulla sincerità e asciuttezza delle storie che racconta. Così ho iniziato a leggere questo suo libro con la curiosità di sempre. All&#8217;inizio, invece, mi ha sconcertata. Volevo chiuderlo, dimenticarmene. Mi dicevo che, con questo testo, la de Vigan aveva toppato, che non si può pubblicare il resoconto di una storia familiare, davvero tragica, senza usare un po&#8217; di pudore.</p>
<p>Ogni volta, invece, lo posavo in bell&#8217;ordine sul comodino, complice, e gli davo segretamente appuntamento per la sera dopo.<br />
<em>Niente si oppone alla notte</em> è la storia di Lucile, la madre della scrittrice. Che, da subito, conosciamo grazie all&#8217;immagine di copertina. Una donna evidentemente bellissima. Di più: affascinante. La sigaretta stretta tra le dita, lo sguardo malinconico.</p>
<p>E&#8217; a tavola, con altre persone: forse, sta partecipando a una riunione di famiglia. E&#8217; ancora giovane, in quella foto: gli eventi non sono ancora precipitati, l&#8217;avvenire sembra presentarsi bello e possibile, per lei.</p>
<p>Lucile si è tolta la vita nel 2008, a poco più di sessant&#8217;anni, dopo vari internamenti in manicomio, cure per correggere il suo bipolarismo, un matrimonio fallito, due figlie messe al mondo che non ha potuto crescere. In questo libro, dunque, si racconta di lei: di una ragazza che ha letto molti libri, colta, intelligente, che è cresciuta in una famiglia numerosa, retta da un padre-padrone affascinante e temerario, e da una madre bellissima e presente.</p>
<p>Poi, qualcosa si spezza dentro la sua testa, segnando irrimediabilmente anche la vita di chi l&#8217;ha amata e la ama. Un destino già scritto? La pazzia come malattia ereditaria? Oppure vicende familiari sempre taciute, nascoste dietro tremendi sensi di colpa, che bloccano la volontà? Cattura, nel testo, la capacità di mettersi a nudo dell&#8217;autice, di raccontare una condizione che è quella &#8216;umana&#8217;.</p>
<p>Chi legge avverte, inspiegabilmente, di stare entrando in una storia non sua &#8211; le estati nella casa di Pierremont, le giornate passate a cucinare e a fare conserve, i bisticci dei nipoti, le ansie, le incomprensioni &#8211; ma, mentre procede attraverso le pagine, vede anche aprirsi un mondo, un modo di vivere che somiglia a mille altri. Le regole delle famiglie patriarcali, gli abusi, l&#8217;amore che non è mai come dovrebbe essere, tutto sembra vissuto in prima persona. Ecco cosa provoca quel senso di rigetto che s&#8217;avverte appena s&#8217;inizia il libro: è che, quasi sempre, non vogliamo vedere, non vogliamo sapere. Ed ecco anche, quindi, la grande forza di questo testo, che s&#8217;impone malgrado tutto e che, sostanzialmente, ci obbliga a ricordare e a vedere anche nelle nostre vite.</p>
<p>Perfino l&#8217;incesto, che fa la sua comparsa all&#8217;improvviso come il vero male, &#8216;la&#8217; ferita, inquieta il lettore come se lui avesse da sempre saputo che sì, che questo può accadere, e accade spesso, nelle storie delle grandi famiglie.<br />
Nella capacità di scuotere l&#8217;animo sta la potenza di questo romanzo autobiografico, che suscita passione, malinconia, avversione e attrazione. &#8220;La mia famiglia incarna quel che la gioia ha di più chiassoso, di più spettacolare, l&#8217;eco instancabile dei morti, e il rumore del disastro. Oggi so pure che illustra, come tante altre famiglie, il potere devastante della parola, e quello del silenzio&#8221;<em>.</em></p>
<p><em>Recensione pubblicata, il 29 maggio 2012, su <a href="http://magazineroma.it/" target="_blank">MagazineRoma</a> e, il 30 maggio 2012, su <a href="http://tulliabartolini.blogspot.it/" target="_blank">Kafka</a>, blog di Tullia Bartolini.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>FotoRacconto e resoconto della prima &#8220;Notte di resistenza libraria&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 15:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Librerie indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Notte di resistenza libraria]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza libraria]]></category>
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		<description><![CDATA[FotoRacconto della prima &#8220;Notte di resistenza libraria&#8221; 29 giugno 2012 &#8211; Libreria Masone Alisei Benevento Quando i lettori diventano protagonisti della libreria (e del cambiamento), nel leggere poesie, proiettare foto, suonare, recitare. . Per una “cittadinanza artistica non delegata” che agevola un agire, in prima persona, contro la recessione economica. . in formato pdf FotoInclusione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#993300;"><strong>FotoRacconto della prima &#8220;Notte di resistenza libraria&#8221;<br />
</strong><em>29 giugno 2012 &#8211; Libreria Masone Alisei Benevento</em></span></p>
<div><span style="color:#993300;">Quando i lettori diventano protagonisti della libreria (e del cambiamento), nel leggere poesie, proiettare foto, suonare, recitare.</span></div>
<div><span style="color:#993300;">.</span></div>
<div><span style="color:#993300;">Per una “cittadinanza artistica non delegata” che agevola un agire, in prima persona, contro la recessione economica.</span></div>
<div></div>
<div><span style="color:#888888;">.</span></div>
<div>in formato pdf <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/fotoinclusione-notte-di-resistenza-libraria.pdf" target="_blank">FotoInclusione Notte di resistenza libraria</a></div>
<div>.</div>
<div><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/fotoinclusione-notte-di-resistenza-libraria.pdf" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-5253" title="FotoNotte-resistenza-libraria" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/fotonotte-resistenza-libraria.jpg" width="500" height="706" /></a></div>
<div></div>
<div>
<div>Resoconto</div>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">
<div>
<div><strong>Lettori protagonisti della &#8220;Notte di resistenza libraria&#8221;</strong><strong><br />
</strong></div>
<div>.</div>
<div><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/mariapaola-bianchini-notte-resistenza-libraria.jpg"> <img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5274" title="mariapaola bianchini notte resistenza libraria" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/mariapaola-bianchini-notte-resistenza-libraria.jpg?w=100" width="100" height="150" /></a></strong></div>
<div><strong>Si respirava aria di complementarietà durante la prima &#8220;Notte di resistenza libraria&#8221;</strong> che è terminata sul fare del giorno 30 giugno 2012, presso la libreria Masone di Benevento. Decine di lettori si sono alternati per condividere le loro attitudini letterarie e artistiche con gli altri presenti: a ognuno dei numerosi visitatori sembrava che, se si fosse “resistito” fino all’alba, tutti i presenti avrebbero, poi, letto una poesia o un testo, proiettato foto o dipinti, recitato un monologo o eseguito un brano musicale.</div>
<div>.</div>
<div><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/alda-parrella-notte-resistenza-libraria.jpg"> <img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5275" title="alda parrella notte resistenza libraria" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/alda-parrella-notte-resistenza-libraria.jpg?w=83" width="83" height="150" /></a></strong></div>
<div><strong>Un esempio di quella “cittadinanza artistica non delegata”</strong> e capace di inclusione, per cui, già da tempo, si adopera la redazione di Art’Empori (Mariapaola Bianchini, Stefania Iannella, Daniele Izzo, Alessio Masone, Luisa Palumbo), organizzatrice dell’evento: una notte in cui i lettori diventano protagonisti di una libreria che li ha visti finora come clienti.</div>
</div>
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<div><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/stefania-iannella-notte-resistenza-libraria.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5276" title="stefania iannella notte resistenza libraria" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/stefania-iannella-notte-resistenza-libraria.jpg?w=150" width="150" height="100" /></a>La recessione economica, che, tra l’altro, mette in difficoltà le librerie indipendenti e tutte le altre piccole attività economiche del territorio</strong>, ci obbliga a un nuovo modello di sviluppo che, a base territoriale, potrà avvenire solo individuando un differente modello culturale capace di coinvolgere la popolazione verso il cambiamento: una cittadinanza innovativa, che non delega il cambiamento alla classe dirigente e la responsabilità ai criminali, può radicarsi solo in un contesto quotidiano dove la filiera dei consumi culturali sia approcciata con modalità non delegate e capaci di inclusione.</div>
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<div><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/lello-campanelli-notte-resistenza-libraria.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5278" title="lello campanelli notte resistenza libraria" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/lello-campanelli-notte-resistenza-libraria.jpg?w=100" width="100" height="150" /></a>Per tutta la notte, abbiamo &#8220;resistito&#8221;. Alcuni dandoci lettura </strong>di brani di saggistica (Donato Faiella, Giovanni Rossetti, Adriana Pedicini), altri leggendoci le loro poesie (Maru Peca, Adriana Pedicini, Luisa Palumbo) o leggendoci poesie di Sergio Corazzini (Stefania Iannella) o di <span style="font-size:medium;">Wisława Szymborska </span>(Mariapaola Bianchini) o di Magda Szabò (Alda Parrella) o di Mariapia Selvaggio (Elide Apice), altri proiettando i frutti della loro ricerca di fotografi (Mario Taddeo, Ernesto Di Gennaro, Alessandro Caporaso), proiettando i propri dipinti (Sofia Maglione), leggendoci, accompagnato da uno emozionante video (Gioconda Scote), un capitolo del proprio romanzo “Figlia del vento” (Roberto Nigro), leggendoci un suo racconto (Sofia Maglione), leggendoci un racconto di Alessandro Caporaso (Annarita Zagarese), recitando il ruolo di “Flex”, il lavoratore precario (Fiore Ranauro), accompagnando al pianoforte letture e proiezioni (Massimo Varchione), accompagnando la notte con le loro musiche (Lello Campanelli, Dina Iscaro e Luciano Campanelli) che hanno scatenato balli etnici (Donatalla Rapuano, Giovanna Megna e Debora Polese).</div>
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<div><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/luisa-palumbo-notte-resistenza-libraria1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5279" title="luisa palumbo notte resistenza libraria" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/luisa-palumbo-notte-resistenza-libraria1.jpg?w=100" width="100" height="150" /></a>La notte, condotta da Nunzio Castaldi, in un compito inedito per lui, ha visto un ricambio continuo di visitatori</strong> che arrivavano a qualsiasi ora: molti si intrattenevano anche all’esterno della libreria, dove a un certo punto, grazie a Peppe Telaro e a Peppe Cacucci, è nata, con un suo pubblico, una sorta di breve “contronotte” dedicata a Fabrizio De Andrè.</div>
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<div><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/fiore-ranuaro-notte-resistenza-libraria.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5290" title="fiore ranuaro notte resistenza libraria" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/fiore-ranuaro-notte-resistenza-libraria.jpg?w=150" width="150" height="100" /></a>Sempre all’esterno della libreria, un banchetto di Emergency</strong> è stato promosso dai volontari del gruppo di Avellino/Benevento (Maurizio Pecoriello, Alessandro De Stefano, Luciano Lardieri, Antonio Di Chiara). Ma numerose sono le altre associazioni che hanno promosso la “Notte di resistenza libraria”: Art’Empori, Distretto di EcoVicinanza, bMagazine, Cervelli in onda, SerenaMente onlus, Il salotto delle donne, Teatri e culture, La Carrucola (agricoltura e natura), Orto di casa betania (fattoria sociale), GAS Arcobaleno Benevento (Gruppo d’Acquisto Solidale), Emisfero Sud (commercio equo e solidale), Il Girasole pi greco (prevenzione e integrazione), Vividea (centro estivo), L’art du luthier, Cantina Mustilli, Caff’Emporio.</div>
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<div>(le foto in bianco e nero sono di Alessandro Caporaso)</div>
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		<title>Fidanziamoci : primi passi sentimentali</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 06:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Antologia artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri - saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Come parlare alle ragazze Alec Greven]]></category>
		<category><![CDATA[educazione emotiva]]></category>

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		<description><![CDATA[PROPOSTA PER UN&#8217;EDUCAZIONE RELAZIONALE PRECOCE “Se vuoi iniziare una conversazione con una ragazza, le devi dire qualcosa tipo –ciao- . Se lei risponde con un – ciao – sei già a buon punto. Cerca di essere amichevole. Sii calmo e non essere nervoso . “ Così suggerisce ai suoi coetanei Alec Greven, novenne americano, nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong>PROPOSTA PER UN&#8217;EDUCAZIONE RELAZIONALE PRECOCE</strong></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/05/comeparlareallleragazze.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5000" title="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/05/comeparlareallleragazze.gif?w=300" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p><em>“Se vuoi iniziare una conversazione con una ragazza, le devi dire qualcosa tipo –ciao- . Se lei risponde con un – ciao – sei già a buon punto. Cerca di essere amichevole. Sii calmo e non essere nervoso . “</em> Così suggerisce ai suoi coetanei Alec Greven, novenne americano, nel suo primo libro “Come parlare alle ragazze” , manuale di buone pratiche da seguire nel corteggiamento.</p>
<p>In modo semplice e a tratti ironico Alec istruisce su tattiche da seguire , conversazioni da intrattenere, abiti da indossare, posti in cui andare , errori da evitare.  Se il bimbo che mi piaceva quando ero piccola avesse seguito almeno uno di questi suggerimenti, cosa sarebbe successo? Forse entrambi avremmo vissuto la preadolescenza più contenti e sereni, evitando il 65% delle “pippe mentali“ tipiche di quegli anni: letture del pensiero, catastrofizzazioni, interpretazioni bianco o nero ecc. ecc. Questo vale un po’ per tutti, motivo per cui Alec e il suo libro sono diventati velocemente caso letterario ed anche mediatico. Fan di tutte le età sparsi ovunque, bimbi delle elementari come quarantenni. Appena possibile regalo una copia di “come parlare alle ragazze” al tipo che mi piace, timido e indeciso, così raccoglie qualche suggerimento. E se funziona scrivo ad Alec una mail di ringraziamento.</p>
<p>Comunque, a parte l’interesse personale, il libro mi ha dato spunti sull’educazione relazionale in giovane età. Prima informazione, i ragazzi ricercano istruzioni da manuale, preferendo apprendere da altri piuttosto che scoprire tramite esperienza personale. Lo conferma google digitando “come “… qualsiasi cosa riguardante rapporti sentimentali, tipo “baciare una ragazza” , “invitare un ragazzo ad uscire” ecc. ecc. Seconda informazione : adolescenti fragili e insicuri, poco tolleranti alla frustrazione. A mediare dubbi e difficoltà ci sono i social network, che però rinforzano relazioni fittizie piuttosto che concrete. Terza informazione : c’è più che mai bisogno di un’educazione relazionale ed emotiva, che rinforzi autostima ed autoefficacia, spontaneità, affettività consapevole. Quarta informazione: tra i tanti modi per proporla ben venga un libro come quello di Alec, da leggere insieme in un contesto relazionale tipo la biblioterapia. Noi adulti abbiamo un ampio potere di influenza e formazione, già solo predisponendo stimoli e situazioni. Proporre a bimbi e ragazzi storie in cui loro coetanei hanno difficoltà a elaborare una storia finita o a farne cominciare una nuova, significa stimolare identificazione, condivisone emotiva e cognitiva fino a raggiungere insight, alias acquisizione di una nuova prospettiva rispetto alla situazione problematica. Il tutto in contesto relazione , con coetanei o con un adulto significativo:  è la relazione che stimola riflessione, conoscenza, cambiamento.</p>
<p>Quindi , che siamo genitori, fratelli maggiori , educatori, insegnanti, possiamo sperimentare, magari approfittando di un regalo di compleanno per comprare un bel libro e leggerlo insieme! Cominciando con un testo leggero come quello di Alec o anche più complesso,  c’è ampia scelta. I nostri bimbi e i nostri ragazzi sono curiosi, vogliono apprendere, il più velocemente possibile e soprattutto bene .</p>
<p style="text-align:right;"><strong><em> Mariapaola Bianchini , </em></strong></p>
<p style="text-align:right;"><strong><em>Serenamente Onlus &#8211; associazione di psicologia per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza</em></strong></p>
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		<title>Intervista ad alcuni editori indipendenti presenti a “Più libri più liberi”</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2011/12/27/intervista-ad-alcuni-editori-indipendenti-presenti-a-piu-libri-piu-liberi/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 14:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria indipendente]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Iannella]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Nunzio Festa (Altrimedia Edizioni), Roberta Magarelli (Florestano Edizioni) e a Gino Dato (Progedit). Di Stefania Iannella  Chiederei dapprima un bilancio di questa decima edizione della Fiera della piccola e media editoria (se possibile anche rispetto agli anni scorsi) ed eventuali commenti, proposte, o pronostici per l’edizione del prossimo anno. Altrimedia Edizioni Noi della lucana, di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a Nunzio Festa (<em><a title="Altrimedia edizioni" href="http://www.altrimedia.net/Luglio-2011.342.0.html" target="_blank">Altrimedia Edizioni</a>)</em>, Roberta Magarelli (<em><a title="Florestano Edizioni" href="http://www.florestanoedizioni.it/" target="_blank">Florestano Edizioni</a>)</em> e a Gino Dato (<em><a title="Progedit" href="http://www.progedit.com/pag-5.html" target="_blank">Progedit</a>).<br />
Di Stefania Iannella </em></p>
<p><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/libri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4444" title="libri" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/libri.jpg" alt="" width="248" height="203" /></a>Chiederei dapprima un bilancio di questa decima edizione della Fiera della piccola e media editoria (se possibile anche rispetto agli anni scorsi) ed eventuali commenti, proposte, o pronostici per l’edizione del prossimo anno.</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni</em></strong> <em>Noi della lucana, di Matera, Altrimedia Edizioni, diamo sostanzialmente un commento positivo per la Fiera in sé, nonostante si possa sempre migliorare, ovvero cercando di dare ancora e maggiormente sostegno alla microeditoria. Penso che negli anni futuri l&#8217;esperimento comunque sarà ripetuto, e oramai non sarà più &#8216;esperimento&#8217; ma proprio evento imperdibile per ogni soggetto realmente attivo.</em></p>
<p><strong><em><span id="more-4378"></span>Florestano Edizioni</em></strong> <em>Per quanto mi riguarda il bilancio è buono, ma non posso fare nessun paragone con gli anni passati, in quanto è stata la mia prima partecipazione.</em></p>
<p><strong><em><strong><em>Progedit </em></strong></em></strong><em><em>Il bilancio è positivo, come per gli anni trascorsi. Ma si sente la necessità di una articolazione più distesa in relazione alla logistica e al calendario degli eventi. Per paradosso, la persistenza della miniatura potrebbe essere controproducente.</em></em></p>
<p><strong>Quale, tra i vostri libri, è stato in assoluto il più apprezzato/acquistato? Avete notato uno spostamento dell’attenzione dei lettori su un determinato tema?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>E&#8217; stato molto apprezzato, però comunque alla fine poco acquistato, il saggio-inchiesta di Fabio Sebastiani &#8220;Officina Italia. La Fiat secondo Sergio Marchionne&#8221;, insieme allo scritto, introvabile, e da noi ristampato in forma autonoma che la madre del poeta Rocco Scotellaro scrisse, per i posteri, dopo la morte del figlio &#8220;Dalla nascita alla morte di Rocco Scotellaro. Racconto della madre&#8221;, che fa parte della collana &#8216;le podoliche&#8217;.</em></p>
<p><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong><em>Sono stati particolarmente apprezzati i nuovi metodi di didattica della musica, sinceramente mi sarei aspettata più attenzione verso la saggistica musicale.</em></p>
<p><strong><em>Progedit </em></strong><em>I libri di saggistica e un libro per ragazzi, &#8220;Favole pugliesi&#8221;, un nostro longseller. </em><em>Non noto particolari spostamenti di interesse.</em></p>
<p><strong>Qual è la linea editoriale che vi prefiggete di portare avanti nonostante la crisi e il conseguente andamento delle vendite? In che misura la crisi incide sulle voste decisioni editoriali?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>Puntiamo proprio sulla collana &#8216;le podoliche&#8217;, che accoglie testi, in un certo senso diversi fra loro, ma che parlano del Meridione e delle sue proprietà, di piccolo formato agile lettura ma per forti riflessioni. Inoltre puntiamo su testi universitari, grazie all&#8217;impegno di tanti docenti che stanno scrivendo per noi e facendo grande la collana &#8216;libero con-testo&#8217;. Possiamo dire, infine, che vogliamo saggistica che accompagni, nonostante le crisi tutte, poesia e narrativa di qualità</em>.</p>
<p><em><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong>Continuare con opere di alto livello culturale, soprattutto nel campo musicale, credo sia l&#8217;unico modo per fronteggiare la crisi.</em></p>
<p><strong><em>Progedit </em></strong><em>La linea editoriale rimane immutata, ma con una ricerca di economie specie nella confezione, </em><em>ma non a detrimento della qualità letteraria e grafica. </em></p>
<p><strong>Questione e-book: pro o contro?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>Penso che non si possa prescindere dalla digitalizzazione delle opere, cosa che ovviamente stiamo tenendo d&#8217;occhio e mettendo in pratica, però senza passare nel dimenticatoio la potenza della carta stampata.</em></p>
<p><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong><em>Non mi piacciono, ma sono favorevole, infatti abbiamo già otto titoli in e-book.</em></p>
<p><em><strong>Progedit </strong>L&#8217;e-book è un altro modo di leggere, così come la tv è stato un altro modo di vedere. </em><em>I nuovi media non scalzano i precedenti, semmai li affinano.</em></p>
<p><strong>Considerate quella del “piccolo” editore un’etichetta fastidiosamente riduttiva, come indica il titolo della slide di Antonio Monaco, “Piccolo e medio editore a chi?”, o questo status risulta al contrario gratificante ed inorgoglisce proprio in quanto distintivo dell’unicità di un’impresa identificabile da forze (e sforzi) direttamente personali?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>Le etichette della comunicazione, penso, non devono dare fastidio. E&#8217; il lavoro quotidiano, invece, che punta al valore dei contenuti, che deve darci attenzioni e al quale dobbiamo dare attenzione.</em></p>
<p><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong><em>In questo momento lo stato di &#8220;Editore di nicchia&#8221; lo trovo molto gratificante.</em></p>
<p><em><strong>Progedit </strong>Nella definizione di piccolo editore ci sono gli abissi che intercorrono tra piccolo uomo e uomo piccolo. A ognuno la facoltà di riempirli secondo il suo valore. </em></p>
<p><strong>Sareste disposti a rifiutare un’ipotetica proposta di essere inglobati in un grande gruppo editoriale, pur di mantenere integra la vostra vocazione, o pensate che tutto sommato valga la pena giungere a compromessi pur di espandere il proprio raggio di lettori?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>Sarebbe da valutare eventuale proposta. Perché alla fine i capitali servono veramente.</em></p>
<p><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong><em>In questo momento rifiuterei, in seguito, non lo so, dipende da quanto crescerà l&#8217;Italia dal punto di vista culturale.</em></p>
<p><strong><em>Progedit </em></strong><em>E&#8217; un problema che al momento non si pone.</em></p>
<p><strong>Un libro del 1996 portava come titolo: “Editori: tra resistenza e resa”. Ora, prossimi ormai al 2012 e a situazione aggravata, cosa ne pensate? Quanto è duro “resistere”? Potreste dare qualche consiglio ad aspiranti editori indipendenti?</strong><br />
<strong><em>Altrimedia Edizioni </em></strong><em>Resistere è difficilissimo. E, aggiungo, nonostante gli sforzi mai potrò dire quanto potremo sopravvivere. Non penso, dunque, d&#8217;esser in grado di consigliare in materia.</em></p>
<p><strong><em>Florestano Edizioni </em></strong><em>Resistere è durissimo, agli aspiranti editori consiglierei di iniziare sapendo a priori quale linea editoriale seguire.</em><em> </em></p>
<p><strong><em>Progedit</em></strong><em> Il nuovo titolo potrebbe essere &#8221;</em><em>Saggio sulla resilienza&#8221;. </em><em>Il consiglio che si può dare è di saper coniugare  i conti con lo slancio creativo.</em></p>
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		<title>Reportage dalla Fiera nazionale della piccola e media editoria</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2011/12/17/reportage-dalla-fiera-della-piccola-e-media-editoria-roma-711-dicembre-2011/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 14:43:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Iannella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria indipendente]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Iannella]]></category>
		<category><![CDATA[più libri più liberi]]></category>

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		<description><![CDATA[                                                                         di Stefania Iannella Nel corso di questa decima edizione di “Più libri più liberi”, mi è parso rilevare due principali fili conduttori delle conferenze e dei temi affrontati: la crisi e l’e-book. Neanche questa fiera, infatti, nonostante sia &#8211; a quanto pare &#8211; l’unica al mondo a riunire esclusivamente piccoli e medi editori, rischia di sopravvivere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>                                                                         di Stefania Iannella</em></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/logo-fiera-libro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4382" title="Logo fiera libro" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/logo-fiera-libro.jpg" alt="" width="307" height="164" /></a></p>
<p>Nel corso di questa decima edizione di “Più libri più liberi”, mi è parso rilevare due principali fili conduttori delle conferenze e dei temi affrontati: la crisi e l’e-book.</p>
<p>Neanche questa fiera, infatti, nonostante sia &#8211; a quanto pare &#8211; <em>l’unica al mondo</em> a riunire esclusivamente piccoli e medi editori, rischia di sopravvivere ai tagli: i finanziamenti per l’edizione di quest’anno sono stati notevolmente ridotti e forse non sarà più possibile far fronte alle spese della fiera per gli anni a venire.</p>
<p><span id="more-4379"></span>La crisi di cui si parla non è, comunque, soltanto quella economica, ma una crisi ancor più terribile, che arriva a inaridire anche la sfera culturale, distruggendo il valore stesso della cultura e, nella specificità, della lettura, non praticata da gran parte degli italiani. La cultura è ormai accantonata, tagliata fuori; oggetto di speculazioni di ogni tipo. A quest’ultimo proposito, l’8 dicembre, la casa editrice Zero91 ha organizzato una discussione dal titolo: “No Editoria a Pagamento. Dal romanzo nel cassetto alla speculazione sulla scrittura”.</p>
<p>Lo stesso giorno, sul palco del “Caffè letterario”, il regista Peter Probst, intervenendo a proposito del festival letterario di Gavoi, si è posto la seguente domanda: “In questo mondo globalizzato ci sono soluzioni che vengono dalle province?”. Alla quale ha risposto di aver trovato una “strategia di sopravvivenza” nell’<em>ospitalità</em>.</p>
<p>Il caso ha voluto che sullo stesso palco, il giorno seguente, fosse presentata un’altra “strategia di sopravvivenza” messa in atto dalla provincia, più precisamente da  venticinque case editrici pugliesi: la <em>condivisione</em>. Gino Dato sottolinea la necessità che la condivisione si contrapponga  alla competizione e alle eventuali egemonie: “nella nostra orchestra ci sono tanti solisti, ma proviamo a far sentire una musica collettiva”. E’ stato così che dei piccoli editori tagliati fuori dalla distribuzione si sono uniti nell’Associazione Pugliese Editori, con la prospettiva di costituire anche un “Parco letterario &#8211; editoriale”, “affinché il territorio pugliese non venga promosso soltanto dai prodotti enogastronomici, ma anche attraverso i libri”, come afferma Lucetta Paschetta.</p>
<p>L’assessore Silvia Godelli, in tono incisivo esclama: “Sono venuta a far scandalo! La cultura in Italia è svalutata, disprezzata, il libro è diventato obsoleto! La lettura ha bisogno di una forte valorizzazione nelle scuole, visto che il pattume televisivo non si occupa affatto di promuovere la lettura, al contrario!&#8221;</p>
<p>Qualche ora dopo, in Sala Ametista, Antonella Agnoli propone appunto degli interventi per la promozione della lettura da parte delle biblioteche e dei bibliotecari. Sarebbe importante, ad esempio: offrire orari di apertura che non coincidano con gli orari d’ufficio, per permettere ai lavoratori di accedere alla biblioteca anche di sabato e di domenica pomeriggio; dedicare più tempo ai lettori, invece che alla catalogazione, per guidarli in scelte più mirate dei libri, affinché non si riducano soltanto ai soliti libri alla moda; organizzare eventi culturali per incentivare un maggior numero di persone a frequentare le biblioteche (nonostante la presa dell’e-book) rese in tal modo veri centri di cultura. Allo stesso tempo, A. Andreozzi e Madel Crasta evidenziano il bisogno di “fare squadra” tra le biblioteche e gli istituti culturali.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/din.jpg"><img class="alignleft  wp-image-4385" title="din" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/12/din.jpg?w=271" alt="" width="163" height="180" /></a> Quanto al destino dell’editoria vi sono pareri discordanti tra chi considera l’e-book una minaccia e chi invece un’opportunità per il mercato editoriale.</p>
<p>“La forma del libro che non c’è” è stata una delle conferenze cariche di molto ottimismo a riguardo. A. Furlan, D. Singer, S. Moretti, D. Moretti e C. Valeri Caldesi vedono di buon occhio la notizia pubblicata su Techcruch.com che annuncia la fine dei libri e la progettazione da parte dell’Ikea di nuovi tipi di librerie per adeguarsi al cambiamento: “The End of Books: Ikea Is Changing Shelves to Reflect Changing Demand”.</p>
<p>Antonio Monaco, invece, nel suo intervento “Editori: ieri, oggi e domani?”, traccia un quadro completo della piccola e media editoria italiana, dal 1975 ad oggi, ponendo un interrogativo sul suo declino&#8230; Oltre ai noti problemi di gratuità, di pirateria, di concorrenzialità, diventa problematica anche la figura dell’editore: “L’editore è messo in discussione sia dal basso &#8211; i lettori e gli autori non danno più per scontato gli editori -, sia dall’alto, questi operatori globali (Amazon, Google, etc.) invadono delle aree che erano di esclusivo appannaggio del mondo editoriale”. Sebbene “gli operatori globali invadono per prima il campo dei grandi editori” e gruppi editoriali (Mondadori, RCS, GeMS, Giunti e Feltrinelli), “l’accordo tra Google e Feltrinelli rappresenta un’alleanza pericolosa dal punto di vista dei piccoli e medi editori”.</p>
<p>L’improbabilità di grandi svolte è data dai dati sull’ampiezza (dal 1985 al 2010 siamo passati dal 36% al 47%) e l’intensità (dal 4% al 7%) della lettura in Italia, ancora troppo “modesti per progettualità significative, nel migliore dei casi la situazione continuerà così.” Antonio Monaco ritiene inoltre alquanto improbabile la possibilità di efficaci interventi politici per incentivare la lettura.</p>
<p>Per finire, l’ultima conferenza di domenica ha voluto concludere con ottimismo sulla prospettiva dell’e-book e parlare di “Laboratori per l’editoria a confronto: come si scrive un romanzo e come si realizza un e-book” in quanto entrambi utili: “l’uno non esclude l’altro” (Maria Ida Gaeta). Resta, però, un po’ di scetticismo da parte di Paolo Restuccia che, oltre al problema della conseguente riduzione dei guadagni  per gli editori e per gli autori, aggiunge: “tra la musica dell’MP3 o del 45 giri non c’è differenza, ma tra l’iPad e il libro sì”.</p>
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