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	<title>Art&#039;Empori &#187; Turismo consapevole</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Per le vie delle nostre terre (II puntata)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2016 06:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri il meteo ci ha spaventati e ci ha protetti! Dato i temporali previsti lungo le nostre tappe abbiamo deciso di evitare una possibile doccia fredda in moto. Interrompere il viaggio sembrava un po’ come spezzare un incantesimo e così abbiamo deciso di dirigerci verso Ariano Irpino in auto. &#160; Questo paese che oggi si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri il meteo ci ha spaventati e ci ha protetti!</p>
<p>Dato i temporali previsti lungo le nostre tappe abbiamo deciso di evitare una possibile doccia fredda in moto. Interrompere il viaggio sembrava un po’ come spezzare un incantesimo e così abbiamo deciso di dirigerci verso Ariano Irpino in auto.</p>
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<p><img class="alignleft  wp-image-18105" alt="IMG_1751" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1751-300x200.jpg" width="180" height="120" /></p>
<p>Questo paese che oggi si presenta su tre colli  non è attraversato dalla via Traiana che invece era stata fatta nella parte bassa, cioè in prossima di contrada Starza. Una contrada in cui sono stati rinvenuti scavi archeologici di capanne preistoriche in realtà molto più a valle dall’attuale centro storico.</p>
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<p>Aequum Tuticum ( così è denominata questa località) divenne anche una probabile stazione di sosta sul trattuto Pescasseroli- Candela durante il periodo sannita.  Fu un’importante via di  comunicazione e di commercio del passato, soprattutto quando divenne incrocio tra la via Herculea e quella Traiana.</p>
<p>Venne man mano abbandonata nel medio evo a causa delle invasioni barbariche e  dopo che i normanni costruirono un castello militare in cima al colle.</p>
<p>Raccolte  queste informazioni, presi gli ombrelli,  ci siamo diretti alla volta di Ariano Irpino.  Come di tradizione arianese non potevamo non onorare uno dei tanti ristoranti della zona mentre fuori l’acqua veniva giù a catinelle.</p>
<p>Passato il temporale nel pomeriggio ci siamo imbattuti in una cittadina deliziosa, in piena rievocazione storico medievale.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1723.jpg"><img class=" wp-image-18112 alignright" alt="IMG_1723" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1723-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
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<p>Ad accoglierci il gruppo del forum dei giovani che davano indicazioni sul territorio.</p>
<p>L’altitudine di Ariano ci ha regalato un grande freddo. All’inizio abbiamo trovato un po’ di riparo nel  museo delle ceramiche.</p>
<p>La fortuna ha voluto che mentre eravano intenti ad esplorare le torri una voce dall’alto ha attirato la nostra attenzione.</p>
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<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1732.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18111" alt="IMG_1732" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1732-264x300.jpg" width="158" height="180" /></a>Eravamo capitati difronte alla finestra di Carmen e Francesco che ci hanno protetti dal freddo, coccolato, fatto da cicerone per le torri, il museo medievale e la villa di Ariano e con loro abbiamo concluso la serata guardando la rievocazione storica dell’incendio di Ariano Irpino commissionato da Manfredi, figliastro di Federico II, per punire gli Arianesi che più volte si erano opposti al suo assalto alla cittadina.</p>
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<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1812.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18106" alt="IMG_1812" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1812-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1719.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18110" alt="IMG_1719" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1719-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1769.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18108" alt="IMG_1769" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1769-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
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<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1789.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18107" alt="IMG_1789" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1789-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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<p>Vi salutiamo tutti insieme</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per le vie delle nostre Terre ( 1 puntata)</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 09:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di paesaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo semplicemente noi.. Carmela e Giuseppe che hanno deciso di provare a dare delle risposte a qualche punto interrogativo che si affacciava alla mente ogni volta che incontravamo dei pellegrini incamminati sulla via traiana/ francigena del sud/ micaelica che attraversa le nostre zone. In questi giorni abbiamo capito che sono tre strade che per un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1617.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18089" alt="IMG_1617" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1617-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1626.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18090" alt="IMG_1626" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1626-200x300.jpg" width="120" height="180" /></a></p>
<p>Siamo semplicemente noi.. Carmela e Giuseppe che hanno deciso di provare a dare delle risposte a qualche punto interrogativo che si affacciava alla mente ogni volta che incontravamo dei pellegrini incamminati sulla via traiana/ francigena del sud/ micaelica che attraversa le nostre zone. In questi giorni abbiamo capito che sono tre strade che per un tratto diventano una.</p>
<p>La via Traiana è la strada fatta dall’imperatore Traiano nel 110 d.C. su unpreesistente tracciato che secondo alcuni risale al periodo delle prime guerre romane ( forse durante le guerre Puniche, nel dover raggiungere Cartagine si accorse che i Sanniti avevano già strada/ tratturi facilmente percorribili? ).</p>
<p>Durante il periodo longobardo, una parte della via traiana è diventata Via Francigena, che univa diversi luoghi religiosi longobardi e veniva attraversata soprattutto dai pellegrini diretti al santuario di san Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo sul Gargano.<br />
Nel periodo delle crociate la via fu percorsa da eserciti e fedeli in viaggio verso la Terra Santa e per tutto il medioevo fece parte del sistema delle grandi vie di pellegrinaggio oltre ad essere un importante sbocco commerciale sul mar mediterraneo orientale.<br />
Si dice che i cavalieri Templari edificarono lungo il suo percorso alberghi ed ospizi per i viandanti e ne assicuravano la sicurezza del cammino.<br />
La via francigena del Sud sembra congiungersi a Roma con quella famosa di Santiago de Campostela<br />
Noi vogliamo provare ad attraversare, in moto, i centri che si affacciano su questa triplice strada per scoprirne la storia o almeno diventare più consapevoli dei tesori che abbiamo intorno casa nostra.<br />
Un viaggio deciso in un giorno e nella piena incertezza di tante cose da fare che alla fine magicamente si sono risolte.<br />
Riducendo il bagaglio all’essenziale abbiamo pensato di incamminarci partendo da casa, cioè da Apice e rivolgerci al territorio con un nuovo sguardo, non certo quello superficiale di chi lo attraversa tutti i giorni ma non lo osserva affatto.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1559.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18091" alt="IMG_1559" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1559-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a><br />
Una fonte d’acqua ed un vecchio convento Francescano celano, nei pressi di Apice Vecchia, un misterioso miracolo del Santo di Assisi. Noi ci siamo lasciati affascinare dal silenzio della vecchia Apice dove il tempo sembra essersi fermato congelando la vita di un paese, tranne per i ladruncoli che ne hanno stuprato i ricordi distruggendo l’interno delle case abbandonate.<br />
Giocando con i paesaggi ed i balloni trovati per strada ci siamo diretti a Buonalbergo dove siamo stati ospiti del museo di Bruno Smith che ci ha incantanti con racconti, fossili, farfalle ed orchidee.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1682.jpg"><img class=" wp-image-18096 alignright" alt="IMG_1682" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1682-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
<p>Un lavoro certosino ed un occhio attento ai cambiamenti ambientali del nostro territorio che, purtroppo, si modificano sempre più spesso e non sempre in bene, come lo stesso Bruno ha potuto notare e sperimentare.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1683.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18099" alt="IMG_1683" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1683-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a></p>
<p>A Buonalbergo c’è il ponte delle Chianghe, un ponte costruito all’epoca traiana che purtroppo dopo l’alluvione dello scorso ottobre è diventato difficile da raggiunge. Ma noi ci siamo promessi che appena possibile lo andremo a visitare.</p>
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<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1639.jpg"><img class=" wp-image-18097 alignright" alt="IMG_1639" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1639-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a>A pochi chilometri da Buonalbergo la strada conduce verso Casalbore dove la torre Normanna fa da padrona al piccolo centro storico divenuto ormai un ibrido di ricostruzioni nuove e vecchie o somiglianti a quelle vecchie.</p>
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<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1659.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18095" alt="IMG_1659" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1659-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1668.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18094" alt="IMG_1668" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1668-300x200.jpg" width="180" height="120" /></a>Il fascino della Bolle di Contrada Malvizza ha rapito anche noi. Piccoli crateri di fango, dove l’acqua bolle anche se è fredda. Magia della terra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vista la vicinanza a casa siamo tornati a dormire nel nostro letto per poi spingerci oltre domani.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1687.jpg"><img class=" wp-image-18101 aligncenter" alt="IMG_1687" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/08/IMG_1687-269x300.jpg" width="161" height="180" /></a></p>
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		<title>So-stare a Bucciano</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 22:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna. I volontari ci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-18057 alignleft" alt="IMG_1351 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1351-1-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>[di Carmela D'Antonio] Bucciano è un piccolo paese della Valle Caudina, fino a ieri per me era solo un incrocio di strade. Oggi ho avuto l’occasione di so-starci grazie all’associazione culturale N’ATA STORIA, che da vent’anni si impegna a promuoverne il territorio, a valorizzarne il patrimonio, le persone, le grotte, la montagna.</p>
<p>I volontari ci hanno accolto all’ingresso del paese, quel bivio che solitamente ho attraversato con distrazione, senza soffermarmi ad osservare la specificità del luogo. Un posto che dopo quest’esperienza è diventato una narrazione fatta di sentieri, persone, sorrisi, racconti, esperienze, storia intrisa di valorizzazione del territorio, di segni che raccontano di Medio Evo e Longobardi, di natura e vivacità.<br />
Un territorio fatto di persone e relazioni, di piccoli eroi che quotidianamente scelgono di non abbandonare il proprio paese ma di promuoverlo attraverso escursioni, teatro, giochi, eventi culturali e tutto quanto è possibile fare per migliorare le possibilità di fruizione dei quei posti speciali che il tempo ha conservato nella boscaglia della montagna.</p>
<p>Così ho conosciuto Giuseppe un pastore che percorre i sentieri del Taburno tutti i giorni con i suoi animali. Sicuro e orgoglioso della sua esperienza si incamminava tranquillo manco avesse un tom tom incorporato. <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18055" alt="IMG_1314" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1314-200x300.jpg" width="180" height="270" /></a></p>
<p>Giuseppe sembra il re della montagna, padrone degli spazi e del tempo, sapeva dirmi l’ora senza guardare l’orologio. Osservare questa persona immersa nella natura mi ha fatto pensare a quante competenze l’uomo ha rinunciato per delegarle alle macchine, a quanto si stia impoverendo affidando le proprie capacità al cosiddetto “progresso”.</p>
<p>A pensarci bene ho conosciuto diversi Giuseppe, ciascuno con una storia speciale fatta di amore e dedizione per il proprio territorio, piccoli partigiani di beni relazionali, custodi di frutti antichi, pionieri di sapere condiviso, assetati di bellezza.<br />
Con loro e con tanti altri ancora ci siamo messi in cammino, siamo andati in cerca delle testimonianze impresse nella storia vissuta da quei luoghi, tra le foglie dei boschi quando la montagna era l’unico sostentamento per la popolazione locale.</p>
<p>Un cammino semplice ma pur sempre ricco di quel movimento che ti libera dal futile e ti accompagna all’essenziale.<br />
Nella boscaglia si apre una suggestiva cavità naturale, un luogo di culto forse risalente al primo cristianesimo. Ancora arredata di iconografie sacre ( San Simeone e S. Michele Arcangelo, ecc. ) dipinte direttamente sulle pareti, alcune delle quali chiaramente risalenti al periodo Longobardo.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18060" alt="IMG_1323" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1323-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a><br />
Fa uno strano effetto incontrare tanta bellezza nel bel mezzo di un bosco, una grotta che si offre al pubblico senza protezione specifica, che quotidianamente sembra essere il rifugio preferito di ovini e caprini.<br />
Esplorare un nuovo percorso è un processo tra il dentro ed il fuori, tra il sé e l’altro, tra una via ed un bosco, tra un sentiero impervio ed un Cristo che ti accoglie nel bel mezzo di un monte così come una grotta, in cui i fedeli un tempo ed i soldati in guerra poi, si rifugiavano per ripararsi dalle intemperie della vita o per pregare.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1.jpg"><img class="alignright  wp-image-18058" alt="IMG_1384 (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1384-1-300x200.jpg" width="240" height="160" /></a></p>
<p>Il nostro cammino ha trovato riposo nel santuario eretto sulla cima della collinetta testimone di miracoli, di feudatari, di vita religiosa e laica, di tempi e spazi di condivisione.<br />
Oggi ho incontrato una comunità resiliente che non si addormenta al sole facendosi cullare da una disperata rassegnazione ma che cerca di fare cultura accrescendo la consapevolezza dell’importanza di un piccolo paesino, la sua storia e le sue risorse, trasformandolo in un luogo magico se si ci offre l’opportunità di poterci so-stare.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18059" alt="IMG_1427" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/07/IMG_1427-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>Rubrica del viaggiare responsabile: in cerca di autori (e di titolo)</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2012 17:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nina Iadanza]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Finisterre - viaggioracconti responsabili]]></category>
		<category><![CDATA[Nina Iadanza]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da un po&#8217; di tempo a questa parte che penso che sarebbe interessante avviare sul blog Antologia di Art&#8217;Empori una rubrica dedicata a viaggiatrici, viaggiatori e viaggi. Uno spazio a disposizione di chi ama conoscere posti nuovi, vicini o lontani, e che abbia voglia di condividerne, attraverso racconti, immagini o video, l&#8217;esperienza vissuta. Luoghi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/baklava.png"><img class="alignleft size-full wp-image-5957" title="baklava" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/baklava.png" width="275" height="183" /></a>E&#8217; da un po&#8217; di tempo a questa parte che penso che sarebbe interessante avviare sul blog Antologia di Art&#8217;Empori una rubrica dedicata a viaggiatrici, viaggiatori e viaggi.</p>
<div style="text-align:justify;">Uno spazio a disposizione di chi ama conoscere posti nuovi, vicini o lontani, e che abbia voglia di condividerne, attraverso racconti, immagini o video, l&#8217;esperienza vissuta.</div>
<div style="text-align:justify;">Luoghi narrati da prospettive differenti, nei diversi momenti del loro e del nostro esistere.</div>
<div style="text-align:justify;">Una rubrica dedicata a chi piace viaggiare non prendendosi troppo sul serio e non ama alla follia andarsene in crociera o col viaggio organizzato, ma il percorso vuole prepararselo da solo e si muove con l&#8217;immaginazione, già tempo prima&#8230;</div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;">A chi non teme quel senso di spaesamento, di sottile smarrimento che inevitabilmente si prova quando ci si ritrova in luoghi mai visti prima, fra gente che magari parla anche un&#8217;altra lingua.</div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;">A chi ama conoscere come si sta in altri posti, a quali aspetti del vivere si è più attenti.</div>
<div style="text-align:justify;">E se ne torna portandosi via con sé qualcosa di buono da confrontare, contaminare, con le sue radici.</div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;">Una rubrica dedicata a chi non ha paura di perdere ogni tanto il conto dei giorni e che il controllo vada a farsi benedire quando t&#8217;accorgi di non sapere che giorno è.</div>
<div style="text-align:justify;">Che non chiede pizza o spaghetti quando gli viene fame ed è invece curioso di assaggiare ciò che mangiano gli altri del posto, allora ben venga una baklava o una borsch, una mussaka o un bel piatto di cevapcici o horta saltata.</div>
<div style="text-align:justify;">Uno spazio dedicato anche a chi se ne va quando riesce a lasciare andare &#8220;ció che non nutre più e che non si può più benedire&#8221;.</div>
<div style="text-align:justify;">Topos dei racconti di ogni tempo, il viaggio, spostamento fisico, movimento, cammino, percorso esistenziale, viatico, continua ad incantarci sempre.</div>
<div style="text-align:justify;">In fondo, la vita stessa altro non è che un viaggio e tanto vale compierlo nel migliore dei modi per tutto il tempo che ci è concesso, tutti i giorni, attimo per attimo, dall&#8217;inizio alla fine e per chi ci crede, anche oltre.</div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;">Che ne pensate?</div>
<div style="text-align:justify;">Vi viene in mente qualche bel nome con cui intolare la rubrica?</div>
<div style="text-align:justify;">Avete esperienze di viaggi da raccontare?</div>
<div style="text-align:justify;">Aspetto vostre.</div>
<div style="text-align:justify;">Caramente.</div>
<div style="text-align:justify;">Nina</div>
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		<title>Appunti di vacanza consapevole</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Aug 2012 13:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Antologia artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Finisterre - viaggioracconti responsabili]]></category>
		<category><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest’anno ho trascorso la mia vacanza estiva in Sardegna. Non ci ero mai stata ma già sapevo che me ne sarei innamorata. Non ho organizzato io il viaggio; un inverno così pieno di pensieri e cose da conciliare mi ha fatto scegliere di delegare. Io ho problemi con il delegare perché delegando si corre il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/08/sardegna-colorata2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5573" title="sardegna colorata" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/08/sardegna-colorata2.jpg?w=300" width="375" height="281" /></a></p>
<p>Quest’anno ho trascorso la mia vacanza estiva in Sardegna. Non ci ero mai stata ma già sapevo che me ne sarei innamorata. Non ho organizzato io il viaggio; un inverno così pieno di pensieri e cose da conciliare mi ha fatto scegliere di delegare. Io ho problemi con il delegare perché delegando si corre il rischio che le cose alla fine non ci appartengano veramente, ma ho voluto rischiare e mi è andata bene. Eravamo in 8, amici e amici di amici, siamo stati bene e ricorderemo la nostra vacanza come un bel momento di riposo e divertimento. Prima di partire mi è stato regalato un quadernetto per gli appunti di viaggi, giallo, in carta rigorosamente riciclata abbellita con decorazioni floreali ripescate dal XX secolo, così che fosse più facile scrivere di sensazioni e pensieri ispirati dal fruire consapevole della mia vacanza.</p>
<p>Io però al fruire consapevolmente del tempo e del luogo ci ho pensato ben poco tanta era la leggerezza e la spensieratezza del vivermi il tanto meritato momento di pausa, cerebrale prima di tutto. Quindi non sono stata poi così ponderata e analitica nello scegliere le spiagge in cui tuffarmi, i posti da visitare, le storie da ascoltare, i sapori da assaggiare. Delega completa su tutto.</p>
<p>Eppure il quadernetto a fine vacanza era pieno di appunti, forse perché fruire consapevolmente di qualcosa significa anche altro; stare dentro al momento ad esempio, riconoscerne le sensazioni fisiche, i pensieri, le emozioni.  E la Sardegna di stimoli  così completi me ne ha offerti tanti.</p>
<p>Una sintesi dal quadernetto giallo :</p>
<p>Primo, il mare.</p>
<p>La Sardegna la si sceglie soprattutto per lo splendido mare color smeraldo. Acqua trasparente con sabbia sottile, ogni tanto si vedeva qualche pesciolino, e avvicinandosi ai tanti scogli potevo osservare la flora marina direttamente a riva. Acqua che mi allietava piacevolmente dal caldo torrido; acqua da cui farmi cullare , anche. Alleggerire le tensioni, stendere i muscoli, respirare lentamente tanto i migliori salvagenti sono i nostri polmoni. Fare qualcosa di simile al training autogeno come se una sola settimana in questo meraviglioso mare  bastasse a stirare  le pieghe di un anno di lavoro. Ne è valsa la pena.</p>
<p>Secondo, la natura.</p>
<p>Un paesaggio naturale, quasi incontaminato dall’uomo. E dunque un pizzico di paura nell’attraversare le stradine strette e rocciose, senso di spaesamento tanta la disabitudine a posti privi di abitazioni, stupore per la forza delle rocce, del verde e delle pecore nei pascoli. Aria, ancora respiro.</p>
<p>Terzo i tramonti e le stelle la notte.</p>
<p>Il ritmo cosmico del giorno e della notte e le cose della terra che funzionano senza orologio.Una settima è bastata ad imparare come misurare il tempo, tipo aspettare il tramonto alla stessa ora del giorno prima. Doccia veloce ogni sera , fretta nel prepararmi, entusiasmo come  ad un appuntamento importate in cui la puntualità era fondamentale: il sole non aspetta nessuno per riposarsi sotto la linea del mare. E le stelle quante sono ? Tante quanto lo stupore di trovarsi sotto un cielo completamente libero, ampio, senza confini. Ma ero davvero nel XXI secolo ?</p>
<p>Terzo le spiagge.</p>
<p>Libere, nessun biglietto d’entrata, mare gratis, no ombrelloni tutti uguali ed allineati. Spiagge colorate quest’anno, creative, buffe. C’erano ombrelloni di plastica, di legno, di seta, a strisce, a fiori, a pois, a tinta unita, bicolori  o di tutti i colori, alcuni eleganti altri divertenti, mini tende in cui coprirsi dal sole, asciugamani singoli e teli indiani per 8. I miei occhi avevano bisogno anche di questi colori oltre lo smeraldo del mare, percezioni variate , creatività e possibilità di esprimere ognuno un mini pezzettino di sé anche solo dentro un pezzo di spiaggia di 1m². Inevitabile questa attenzione ai dettagli dopo un anno di lavoro trascorso a sensibilizzare la valorizzazione delle particolarità di ognuno.</p>
<p>Quarto i sapori e i lavori del luogo.</p>
<p>Formaggio pecorino da una terra che vive di pascolo, di agricoltura semplice, di pesca. Poche industrie. I sardi sono i  più longevi di Europa ? Pare di si, il vantaggio di vivere in un posto isolato del mediterraneo.   E poi ancora i prodotti tessili del territorio, tutti colorati. Tappeti, cesti, abiti, cappelli, tra le mie mani non è capitato nessun oggetto made in china. Ero davvero nel XXI secolo ?</p>
<p>Ultimo l’isola intera.</p>
<p>Spiata tra gli scaffali di una libreria all&#8217;aeroporto, perché una settimana trascorsa in un pezzo di isola è poco per conoscerla e allora ben venga qualche stimolo preso al volo prima di partire. Spunti di storia e di storie, di gente passata e presente in un luogo in cui il mare imprigiona e  il mare libera. Identità del luogo, qualcosa a cui sono sensibile quando mi presento  e dico : “io sono originaria di Benevento, la città delle streghe”. Città delle streghe ha tutta una sua storia di cui in qualche modo sono responsabile quando la porto in giro.</p>
<p>Turismo consapevole anche questo, apertura, curiosità, riconoscimento e valorizzazione delle specificità territoriali.</p>
<p style="text-align:center;">
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