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	<title>Art&#039;Empori</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Pulcetta in Fiera. Piccola mostra di libri ed esperienze junior &#8211; Giornata P&#8217;Artigianale Junior</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 21:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 25 luglio 2021, Giardino della libreria Masone/Librerietta Pulcetta di Benevento Presso il Giardino della Libreria Masone di Benevento saranno messi in mostra circa 2000 libri per piccini, da zero a 14 anni. Dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00 di domenica 25 luglio,“Pulcetta in Fiera, Piccola mostra di libri ed esperienze junior”, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a style="background-color: #f3f3f3; text-align: center;" href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2021/07/pulcetta-in-fiera-x-web.jpg"><img class="size-full wp-image-18371" alt="piccola mostra di libri ed esperienze junior" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2021/07/pulcetta-in-fiera-x-web.jpg" width="700" height="493" /></a></p>
<p>Domenica 25 luglio 2021, Giardino della libreria Masone/Librerietta Pulcetta di Benevento</p>
<p>Presso il Giardino della Libreria Masone di Benevento saranno messi in mostra circa 2000 libri per piccini, da zero a 14 anni. Dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00 di domenica 25 luglio,“Pulcetta in Fiera, Piccola mostra di libri ed esperienze junior”, ospiterà  anche numerose attività laboratoriali gratuite che coinvolgeranno i piccoli visitatori e i loro genitori.<br />
In quanto Giornata P&#8217;Artigianale Junior, ognuno sarà fruitore dell&#8217;altro: per abbattere la barriera tra attore e spettatore.</p>
<p>Il progetto  vuole promuovere la lettura e un uso sostenibile del Terminal bus, almeno di domenica. Ma anche per agevolare un&#8217;educazione esperienziale e in natura capace di innescare una fruizione creativa dell&#8217;arte e un approccio artigianale alla vita, evitando che si diffonda nelle nuove generazioni l&#8217;attitudine a delegare i propri stili di vita alle multinazionali e alla grande industria culturale.</p>
<p>Queste le attività laboratoriali gratuite previste:<br />
11.00/13.00.<br />
1. DISEGNIAMO LE EMOZIONI (con Mariapaola Bianchini, psicologa dell&#8217;età evolutiva).<br />
2. RITORNIAMO AI GIOCHI DI STRADA (con Angelo Miraglia, Associazione Tanto per gioco).<br />
3. SPAZIO ALLE BICI. Arriviamo in bici e impariamo a riparare una gomma bucata (con Francesco Calandro).<br />
.<br />
12.00/13.00.<br />
4. GUERRIGLIERI VERDI piantando fiori nelle aiuole del Terminal (con GAS Arcobaleno BN).<br />
5. RICONOSCIAMO ALBERI E NIDI di uccelli nel Bosco diffuso Terminal / Zona NORD (con Marcello Stefanucci e Jessica Izzo, LIPU Benevento).<br />
.<br />
17.00/18.00.<br />
6. LETTURE CONDIVISE di albi illustrati (con Maria Grazia Campanelli e Aida Lizza).<br />
7. INCIPIT PER GIOVANI LETTORI. Introduzione e lettura di brani tratti da alcuni tra i più bei romanzi della letteratura giovanile (con Tecla Iervoglini, insegnante di italiano scuola media).<br />
.<br />
18.00/19.00. 8. GIOCA, MANGIA, CRESCI. Mindfulness per bimbi (con Carmine Liccardi, cardiologo e autore del libro &#8220;A cuor leggero&#8221;). .<br />
.<br />
19.00/20.00.<br />
9. ORTAGGI FELICI. Travasiamo piccoli ortaggi da balcone da portare a casa (con GAS Arcobaleno BN / Gruppo d&#8217;acquisto Solidale).<br />
10. RICONOSCIAMO ALBERI E NIDI di uccelli nel Bosco diffuso Terminal / Zona SUD (con Marcello Stefanucci e Jessica Izzo, LIPU Benevento).<br />
.<br />
Max 8 bambini per laboratorio. Obbligatoria presenza e custodia dei genitori. Obbligatoria mascherina e distanziamento.<br />
.<br />
INFO e prenotazione laboratori: Maria Grazia 388 186 1127 e Alessio 331 1571 893</p>
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		<title>Il Nuovo 23 Novembre per Apice</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 15:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice. Anniversario del terremoto dell’Ottanta. Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico. Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o.jpg"><img class=" wp-image-18360 alignleft" alt="73201892_140906783959423_591644247673798656_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73201892_140906783959423_591644247673798656_o-223x300.jpg" width="156" height="210" /></a>Il 23 novembre è un giorno catartico per Apice.</p>
<p>Anniversario del terremoto dell’Ottanta.</p>
<p>Un giorno che, tanti anni fa, sembra abbia congelato le anime dei cittadini in una malinconica rassegnazione intrisa di paura e chiusura, relegando i ricordi piacevoli al tempo passato nel Borgo Antico.</p>
<p>Coloro che hanno vissuto in Apice Vecchia prima dell’evento sismico narrano di un luogo d’amore, di piazze colme di persone, di vicoli dedicati alla socialità, di un paese vigoroso socialmente ed economicamente, un crocevia di persone, animali, fiere e mercati.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o.jpg"><img class="alignright  wp-image-18361" alt="73515729_146673643382737_2582981224301592576_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73515729_146673643382737_2582981224301592576_o-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
<p>Distaccati traumaticamente da quel luogo d’amore la popolazione apicese sembra avere ingabbiato il proprio timore nella cementificazione di case, simulacri di evanescenti status sociali.</p>
<p>La paura del dover riabbandonare i luoghi cari, forse mai elaborata pienamente, ha ridotto la proattività sociale diffidandola con la critica facile o il gioco del terzo escluso.</p>
<p>E’ stato semplice assopire il proprio sentimento di impotenza rispetto alle catastrofi sacrificando le relazioni di quartiere agli imperativi del lavorare e consumare. Il bene comune era diventato una parolaccia, l’impegno sociale uno sbuffo ingiallito di borbottamenti, il tornaconto un alibi delegante.<br />
Oggi questa paralisi sociale piano piano sta cedendo il posto a nuove proattività, a giovani speranze.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o.jpg"><img class=" wp-image-18359 alignleft" alt="71725144_134384994565291_2019940445206872064_o" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/71725144_134384994565291_2019940445206872064_o-300x200.jpg" width="210" height="140" /></a></p>
<p>Quest’anno il 23 novembre sembra portare con sè un auspicio di bene, sarà il giorno in cui si inaugureranno i Mercatini di Natale ad Apice Vecchia.</p>
<p>Un evento che vedrà coinvolto il borgo per diverse settimane fino alla chiusura del periodo natalizio. Dalle esposizioni degli artigiani al presepe vivente, dal vicolo delle “Anime Viandanti” a quello dello street food.<br />
In nome di questa grande manifestazione il borgo da mesi pullula di una nuova energia, le persone hanno ricominciato a popolare le piazze, le erbacce hanno dovuto cedere il passo alle installazioni artistiche, i vicoli si riempiono di voci, i ruderi diventano risorsa d’arte, le persone sembrano uscite dal letargo della bassa reattività, dal timore di affrontare i ricordi di quello che fu!<br />
Credo che il paese stia facendo un salto quantico, questo anche grazie ai figlie e ai nipoti che cresciuti a pane e ricordi hanno avuto, qualche anno fa, il coraggio di scommettere sulle “case carute” e oggi su tutto il borgo, ormai ribattezzato come fantasma. Di fantasma sta rimanendo solo la paura e il ricordo di quell’evento drammatico che ha squarciato la tranquillità di un paese dal quale i cittadini, forse, solo oggi, si stanno riprendendo definitivamente.<br />
Qualcuno ha metaforicamente suonato un flauto magico che ha risvegliato la popolazione: i commercianti di Apice Vecchia si sono costituiti in associazione per organizzare al meglio i Mercatini, hanno chiesto il contributo dei gruppi territoriali e così le associazioni si sono messe insieme per supportare l’evento, le comunicazioni si sono abbeverate di propositività e collaborazione, nuovi sguardi accolgono i turisti, idee fresche prosperano ovunque, nel paese vecchio ed anche nel nuovo che se all’inizio ha visto con dubbio ed invidia la vitalità del vecchio borgo, oggi ne osserva la bontà dell’iniziativa e l’intuizione della collaborazione.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n.jpg"><img class="alignright  wp-image-18362" alt="73409154_142001113849990_1964229771575427072_n" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/11/73409154_142001113849990_1964229771575427072_n-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a><br />
Mi piace pensare al 23 novembre 2019 come un atto psicomagico, come direbbe Jodorowsky, che le nuove generazioni di Apice stanno offrendo ai loro nonni e genitori per sanare le vecchie ferite della vita.</p>
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		<title>Le pupe di Quaraesima</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 07:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antiche ricette di bellezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale. Se vi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18355" alt="IMG_4363" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4363-e1552981129853-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Se avete un momento libero fatevi un giro per il Fortore, ammirate le meraviglie che la Grande Madre compie in questo periodo dell’anno ai suoi campi. Fermatevi ad osservare la tavolozza di colori con cui dipinge i prati, i campi coltivati in orizzontale e verticale, le distese che si risvegliano dal letargo invernale.</p>
<p>Se vi capita fermatevi a S. Giorgio la Molara e mentre passeggiate tra i vicoli che profumano di pane, alzate gli occhi al cielo ed osservate forse uno degli ultimi strascichi di antichi riti in cui la cristianità ed il paganesimo si trovano intrecciati.</p>
<p>Sono le bambole di Quaraesima. Appese ai quadrivi, nelle strade, nei quartieri.</p>
<p>Ricordano un periodo di digiuni e penitenze dopo le baldorie del carnevalesche, non a caso, secondo le usanze locali la pupa quaresimale sarebbe la moglie di Carnevale. Per questo viene issata nelle vie del paese il Mercoledì della Ceneri, vestita con gli abiti della tradizione locale e  con il tipico “maccaturo” , il fazzoletto con cui le contadine si coprivano la testa.</p>
<p>I colori del suo abito sono scuri, in ricordo di un periodo di lutto e di purificazione.</p>
<p>Tra le mani un fuso ed un rocchetto con un cespuglio di lana da tessere: sembrano ricordare le  Parche (figure mitologiche) della cultura greca, le quali usavano tessere il filo del fato di ogni essere umano.</p>
<p>Sotto di loro una patata in cui vengono infilzate sette penne, sette come il numero delle domeniche che mancano alla Pasqua.</p>
<p>Di domenica all’imbrunire il vicinato si incontra, e come un rito, scende dall’alto la pupa di Quaraesima.  Un’occasione per fare festa, per concedersi un momento di convivialità per tutti. Ed è interessante sapere che nella tradizione cristiano-orientale, per raggiungere uno stato di purezza totale, era uso digiunare tutti i quaranta giorni che precedevano la Pasqua, escluse le domeniche.</p>
<p>Così, insieme, si toglie la penna che rappresenta la settimana che si è appena conclusa, continuando a fare il conto alla rovescia rispetto al giorno della Resurrezione per i cristiani. La Pasqua religiosa coincide in effetti con il capodanno stagionale della primavera,  che risveglia la Grande Madre dal torpore invernale.</p>
<p>Questa ritualità per qualche anno si era persa a  S. Giorgio la Molara, ma grazie alla volontà di Luigi Biasco, un semplice grande uomo, con la passione per la storia e per le tradizioni locali, che non ha voluto rinunciare ad un suo ricordo di infanzia, è tornata in auge. E’ stato facile risvegliare l’entusiasmo in chi aveva vissuto l’usanza del tempo e che ancora poteva far appello alla memoria e alla nostalgia.<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-18354" alt="IMG_4367" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/03/IMG_4367-e1552981193769-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a></p>
<p>Il destino ha voluto che pochi giorni dopo  aver conosciuto, insieme ad i miei alunni, la storia della pupa di Quaraesima, appesa al quadrivia poco lontano dalla nostra scuola, venissi a conoscenza di un articolo di  Maria Ivana Tanga, e delle attenzioni antropologiche di Franca Molinaro per scoprire che vari paesi irpini avevano usanze simili.</p>
<p>Mi piace questo aspetto antico, pagano, dalle radici profonde e sacre dei nostri territori e credo sia fondamentale recuperare la memoria di quanto ci era caro. Diventa intrigante scoprirne i significati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Pierluigi Santillo, con affetto e gratitudine</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2019 22:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Longo]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[pierluigi santillo]]></category>
		<category><![CDATA[san salvatore telesino]]></category>
		<category><![CDATA[scorrevole]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Carmela Longo] &#8220;Ma chi persevera, nella rivolta resta libero, e padrone dei propri pensieri. Può perdere tutto, ma conserva integro il proprio cuore&#8221;. Pierluigi Santillo [1] A 51 anni, il 6 febbraio 2018, ci ha lasciato Pierluigi Santillo, dopo una breve quanto devastante malattia, un tumore cerebrale, che nel giro di tre mesi non gli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>[di Carmela Longo]</p>
<p align="right"><i>&#8220;Ma chi persevera, nella rivolta resta libero, e padrone dei propri pensieri.<br />
Può perdere tutto, ma conserva integro il proprio cuore&#8221;.<br />
</i><i>Pierluigi Santillo <a title="" href="file:///C:/Users/Alessio/Downloads/Articolo%20per%20Artempori%20PIER%20corretto.docx#_ftn1"><b>[1]</b></a></i></p>
<h3 style="text-align: justify;"><i></i><i>A 51 anni, il 6 febbraio 2018, ci ha lasciato Pierluigi Santillo, dopo una breve quanto devastante malattia, un tumore cerebrale, che nel giro di tre mesi non gli ha lasciato scampo.<br />
Noto e amato nel mondo dell&#8217;ambientalismo e dell&#8217;impegno civico a Benevento e provincia, ha lasciato un patrimonio di gratitudine e affetto sincero in quanti lo hanno conosciuto.</i></h3>
<p style="text-align: justify;"><i>La morte fa parte della vita, che la contempla e la racchiude insieme alle tante nascite;</i><i> è il polo necessario e sacro affinché la vita continui.<br />
</i><i>La vita non muore.<br />
</i><i>E Pierluigi ha sempre coltivato e donato vita dentro e intorno a sé, </i><i>nella costruzione e nella salvaguardia del bene comune, nella partecipazione attiva nei comitati, nello sport che ha praticato con passione, convinto che sia un mezzo speciale per lo sviluppo della persona, per l&#8217;amicizia e l&#8217;integrazione. Ha servito lo Stato e i suoi cittadini con grande spirito di abnegazione e integrità, grazie al suo lavoro nella Pubblica Amministrazione, nell&#8217;Inpdap prima e nell&#8217;Inps poi, sempre come ingegnere; </i><i>e proprio <strong>l&#8217;Inps gli intitolerà, il 6 febbraio 2019, alle ore 11.00, la sala del Centro Medico Legale presso la propria sede, a Benevento, in via Martiri d&#8217;Ungheria.</strong></i></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Pierluigi vivo nei nostri cuori.<br />
</b>Pierluigi è stato un uomo buono.<br />
Non per questo mite, non per questo arrendevole. Nel suo lavoro portava sempre avanti con forza e determinazione le sue idee e i suoi incarichi.Il suo impegno era costante, instancabile e non poche volte contro corrente.Non ha mai mirato all’interesse personale, si è dedicato al suo lavoro con umiltà e dedizione, certo che le scelte volte al bene comune sarebbero state  premiate e avrebbero dato buoni frutti. Questa non era ingenuità ma un segno tangibile della sua integrità e della sua forza. Aveva una particolare reverenza verso il suo impiego nella Pubblica Amministrazione, che lui viveva come un vero e proprio servizio. Incorruttibilità, attenzione alle necessità degli utenti e dunque delle persone, immedesimazione nei bisogni dei più vulnerabili socialmente, senso del dovere e della giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Un guerriero sannita, con garbo, con gentilezza, ma sempre un instancabile, indomito guerriero.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;attivismo, si è molto impegnato nella diffusione di tematiche sociali e politiche, inerenti la corretta gestione della cosa pubblica: difesa dei BENI COMUNI &#8211; acqua, territorio, biodiversità, scuola, informazione, energia, gestione dei rifiuti &#8211; sostenibilità, bioarchitettura, protezione civile, partecipazione democratica, etica sociale e professionale. Molti attivisti lo ricordano con affetto, nelle numerose serate presso la libreria Masone (ai tempi della Rete Arcobaleno), a discutere di emergenze ambientali e problemi legati alla vita civica, nelle manifestazioni di piazza, nelle raccolte di firme per le più svariate problematiche di interesse civile, dall&#8217;acqua pubblica al diritto di cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha fatto parte del Comitato di San Salvatore Telesino contro l&#8217;inceneritore, e dal 2009 si è dedicato alla libera associazione &#8220;<a href="http://transizionesst.blogspot.it/" target="_blank">Cittadini in Movimento &#8211; Laboratorio di Cittadinanza Attiva</a>&#8220;. Nel periodo fra gennaio 2011 e settembre 2014, ha preso parte alla <a href="http://consulta-ambientale.blogspot.it/" target="_blank">Consulta Ambientale di San Salvatore Telesino</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sport, inoltre, ha rappresentato per lui un fantastico mezzo di sviluppo personale e sociale: Pierluigi ha praticato sport agonistico per oltre 25 anni (allievi, poi II e I categoria dei campionati di calcio dilettanti, con il San Salvatore e il Telese, ma &#8220;<i>solo per passione</i>&#8220;, come scrive nel suo blog). Nella sua ultima estate, insieme ad altri amici, aveva voluto risistemare il vecchio campo sportivo di San Salvatore Telesino, per renderlo di nuovo fruibile dopo anni di abbandono. Fu così reso idoneo al gioco per tutti coloro, piccoli e grandi, che avessero desiderato tirare due calci a un pallone in spensieratezza e amicizia. Nell&#8217;estate del 2017, si adoperò dunque affinché si ritornasse a giocare per il torneo cittadino in onore di San Leucio, e fece in modo che potessero prendervi parte anche i ragazzi rifugiati che abitavano in paese. Fu chiaro a tutti, nonostante alcune resistenze iniziali, che si stava prospettando una bellissima possibilità di integrazione e amicizia a colori, di lealtà e correttezza sportiva, rispetto per l’altro ed educazione all&#8217;interculturalità. La manifestazione sarebbe stata occasione di incontro e divertimento, e così fu.</p>
<p style="text-align: justify;">Pierluigi aveva inoltre pubblicato numerosi articoli sulla rivista di Cultura e Medicina “Asclepiadi del Terzo Millennio”, curata dall&#8217;amico e medico Giovanni Malgieri.<br />
Aveva poi raccolto nel suo blog numerosi e svariati scritti sui temi a lui cari, inserendo in un unico contenitore tutto quello che aveva elaborato in tanti anni di impegno professionale e civile, per condividerlo e stimolare discussioni e azioni pratiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Pierluigi amava i libri e la lettura, tanto da dispensarne con generosità a chi, negli ultimi periodi, è venuto a trovarlo. Sul suo blog, oltre a essere riportati i titoli dei molti libri che ha letto, ha trascritto anche le frasi o i passi per lui più significativi, che erano aderenti ai moti della sua anima, e nei quali si riconosceva.</p>
<p style="text-align: justify;">Aveva inoltre sviluppato nel tempo un grande senso del sacro e della dignità nella sofferenza, sia quella dovuta alle scelte degli uomini, sia quella dovuta alla malattia, accettando con compostezza tutto ciò che è accaduto, compresa la malattia e la progressiva perdita dell’autonomia, le lampadine che si spegnevano una ad una. Non un rancore né un risentimento, mai che abbia detto <i>Perché proprio a me</i>. Davanti al Presepe, nella notte di Natale, disse <i>Sia fatta la Sua volontà, qualunque essa sia</i>. Nel periodo della malattia fece questa considerazione: <i>Devo impostare il navigatore sull’ultima speranza, non sull’ultima paura</i>.</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo che anche noi possiamo impostare il navigatore come hai fatto tu.</p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo fermamente che, dal tuo passaggio su questa terra, qualcosa risulterà migliorato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciao Pierluigi, grazie per il tempo che sei stato con noi e per la ricchezza che  hai saputo dispensare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci manca il tuo delicato sorriso.</p>
<div>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p><a title="" href="file:///C:/Users/Alessio/Downloads/Articolo%20per%20Artempori%20PIER%20corretto.docx#_ftnref1"><b>[1]</b></a><i>da &#8220;Ad esempio l&#8217;etica&#8221;, post del 10 settembre 2017,  </i>P.S.: BENI COMUNI DA TUTELARE, <a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/" target="_blank">http://pierluigi-santillo.blogspot.com/</a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p align="right"><i>Di seguito sono riportati alcuni suoi scritti tratti dal blog. </i></p>
<p align="right"><i>P.S. BENI COMUNI DA TUTELARE - </i><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/" target="_blank"><i>http://pierluigi-santillo.blogspot.com/</i></a></p>
<p>Coraggio e onestà: armi invincibili in difesa della propria libertà!</p>
<p>Ognuno di noi nella vita affronta il suo viaggio verso terre straniere e sconosciute, e ci vuole coraggio e forza per affrontare le fatiche di un andare verso un traguardo che è lo stesso per tutti.</p>
<p>Shimon Peres, premio Nobel per la pace, fece un giorno questa domanda: &#8220;come possiamo conoscere il momento preciso in cui finisce la notte e comincia il giorno?&#8221;. La risposta: quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, ponendo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui le tenebre svaniscono e la luce del giorno prende il sopravvento!<br />
C&#8217;è solo una cosa che disprezzo più dell&#8217;arroganza dei potenti: la vigliaccheria distruttiva degli schiavi per vocazione.<br />
Episodi? C&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta, purtroppo! Gente indegna, che approfitta della sua presunta autorità per fini privati, del tutto estranei all&#8217;interesse collettivo e al buon andamento della pubblica amministrazione, e indifferenti (quelli, assai deleteri, odiati da Gramsci &#8211; ti riferivi a Lui, vero Giovanni?) e vili servi volontari, che assecondano e materializzano il potere ridicolo di questi gerarchi moderni, a loro volta schiavi (ma &#8220;prezzolati&#8221;) della finanza distruttiva, quella che trasforma in denaro il cambio di destinazione d&#8217;uso di un terreno, o il vento, &#8230; Anche i criminali di guerra si giustificavano e si giustificano asserendo di aver &#8220;semplicemente&#8221; obbedito agli ordini. La metafora tragica di &#8220;cecità&#8221; (capolavoro di J. Saramago) è diventata realtà, e le prospettive sono deprimenti, perché alla base di tutto, in fondo, c&#8217;è la stupidità umana, quella che Einstein diceva essere, come l&#8217;Universo, infinita (ma sull&#8217;Universo in realtà aveva dei dubbi!).<br />
E fra i vari tipi di stupidità, la peggiore, e più diffusa, ahinoi, è quella di coloro che riescono a danneggiare gli altri, ma anche se stessi!<br />
Il pessimismo dell&#8217;intelligenza va combattuto con l&#8217;ottimismo della volontà&#8221;: grande Giovanni Sartori !!</p>
<p><b>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</b></p>
<p>Domenica, 10 settembre 2017<br />
<b><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2017/09/per-esempio-letica.html" target="_blank">AD ESEMPIO, L’ETICA.</a></b>La sete di potere per il potere è insaziabile.<br />
Più ne conquisti, più ne invochi,<br />
più ne bevi, più ti corrode dentro,<br />
uccidendo giorno dopo giorno la tua sensibilità.</p>
<p>E, qualunque sia stato il tuo valore, ti trasforma<br />
nel marciume ambiguo che alimenta le paludi.</p>
<p>Putrescenza non più umana, che inesorabilmente<br />
erode le coste delle ultime isole superstiti<br />
per le quali ho combattuto con vigore, e dove ancora<br />
resiste il mio sogno, ma il cui perimetro continua a ridursi.</p>
<p>In queste acque stagnanti l’onestà ormai reca scandalo<br />
e il rispetto dei codici, di combattimento e d’onore, desta sospetto.</p>
<p>Solo, straniato, non posso più nulla,<br />
se non attendere di esserne sommerso,<br />
recitando una fiducia che non ho più,<br />
disobbediente per intransigente fedeltà ai miei princìpi,<br />
con il sorriso sguainato, e le delusioni,<br />
amare, sempre ben nascoste in fondo al cuore fiero.</p>
<p>Condannato dal potere, misero, e dai suoi invidi sgherri,<br />
per il rifiuto sdegnato della facile resa alla servitù volontaria,<br />
ma con la complicità di tanti indifferenti,<br />
che per convenienze e spartizioni indicibili, o per viltà,<br />
hanno lasciato sprofondare nel putridume quello<br />
che, per quanto piccolo, era Tutto ciò che avevamo.</p>
<p>Assediato e isolato, inviso a nemici astuti e ben assecondati,<br />
eppure mi credevo invincibile, e mai ho fatto un passo indietro,<br />
forte della Libertà che alimenta i sogni di giustizia.</p>
<p>Sin dall’inizio, invece, ero destinato alla sconfitta,<br />
avrei dovuto saperlo, e non per mie mancanze,<br />
ma per infamie altrui, frecce avvelenate e ignobili tradimenti.</p>
<p>L’onestà meritava riconoscimento, però, non disprezzo e derisione.<br />
La cecità puzzolente domina. Ma anche i torvi comandanti senza virtù,<br />
e i loro adepti, chiusi nella loro grigia e buia torre, pagano un prezzo,<br />
illusi che possa salvarli dalla putrefazione la bella corazza d’oro,<br />
lucidata con il sangue e le lacrime dei loro soldati,<br />
arruolati con l’inganno, e poi sacrificati senza scrupoli.</p>
<p>Quanti sono stati immolati, per le vostre medaglie?<br />
Il loro fiero spirito e la loro mente, però, possono ancora volare,<br />
e voi invece impantanati, non riuscirete a uscirne, mai.</p>
<p>Nelle paludi anche l’oro si corrode, tutto si corrompe,<br />
sembra che non ci sia altro destino possibile: o desisti,<br />
e diventi tu stesso putredine, o, indomito, ne sarai soffocato.</p>
<p>Resistere, qui, ormai, è una lotta impari,<br />
con il presagio perenne del fallimento,<br />
la cui memoria sarà usata come monito<br />
per i pochi che si ribellano. Ma chi persevera,<br />
nella rivolta resta libero, e padrone dei propri pensieri.</p>
<p>Può perdere tutto, ma conserva integro il proprio cuore.<br />
E la speranza! C’è ancora qualcosa di buono oltre questa palude?<br />
Se ancora sono in tempo, la lascerò al suo disfacimento dunque, e,<br />
abbandonate le fatiche vane e il dolore, arreso alle evidenze,<br />
proseguirò solitario la mia dura scalata, scavallerò il valico,<br />
lascerò i miasmi, oltre i quali si aprono nuovi orizzonti,<br />
ed esule, solo, ma libero, seguirò il mio sogno in altre Terre.</p>
<p>Quelle per le quali qui ho combattuto,<br />
la palude e i caimani, infine, con l’inganno, se le sono riprese<br />
e le hanno condannate al marciume perenne.</p>
<p>Qui, ormai, nel pantano, ribolle solo il risentimento,<br />
non c’è più nulla per cui valga la pena combattere,<br />
nulla che possa ancora incantarmi, e trattenermi.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Domenica, 22 gennaio 2017<b><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2017/01/etica-personale-nellamministrazione.html" target="_blank"><br />
Etica personale nell&#8217;amministrazione della cosa pubblica.</a></b></p>
<p align="right">&#8230;<br />
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi<br />
ogni volta che la carriera diventa<br />
idolo della vostra vita;<br />
il sorpasso, progetto dei vostri giorni;<br />
la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.<br />
&#8230;<br />
(Don Tonino Bello)</p>
<p>Esempio 1 di Principio Etico: accettare un incarico solo se si possiede la capacità professionale (e la libertà) di svolgerlo come si deve.<br />
Esempio 2 di Principio Etico: prima di accettare una candidatura valuta se possiedi forza e libertà per assolvere al mandato con onore.<br />
Esempio 3 di Principio Etico:dignitosamente dimettersi se non si riesce più a svolgere in modo appropriato un incarico o un mandato elettivo.<br />
Esempio 3 bis di Principio Etico: dimettersi, quando le cose non vanno, anche se i motivi del fallimento sono estranei alle proprie capacità.<br />
Esempio 3 ter di Principio Etico: a maggior ragione dimettersi se si è operato indegnamente, per incompetenza o presunzione.<br />
&#8230;<br />
In questi giorni mi sono venuti in mente tanti nomi di persone che bene avrebbero fatto a rassegnare dignitose dimissioni, ma non meritano nemmeno una citazione. Invece mi piace rendere onore a chi, per essere coerente con i suoi valori e le sue idee, è stato prima privato della direzione del suo dipartimento all&#8217;università di Istanbul, e poi licenziato: Prof. Serdar Degirmencioglu. Altri accademici sono stati perfino arrestati per aver partecipato a dei convegni e aver confermato il loro impegno per la pace, così come tanti giornali sono stati chiusi e tanti giornalisti arrestati per aver cercato di fare il loro dovere: informare! Ho avuto l&#8217;onore di trascorrere alcuni giorni con Serdar e la sua compagna qui in Italia, di apprezzare la loro semplicità e di conoscere la loro esperienza e quella di tanti altri intellettuali turchi che non hanno esitato a scendere in campo e lottare per la libertà e la pace. Com&#8217;è triste il confronto con il nostro Paese e le sue piccole miserie e i suoi servi volontari&#8230;<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Domenica, 12 giugno 2011</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2011/06/indifferenza-e-impegno.html" target="_blank">Indifferenza e impegno</a></p>
<p>Domenica e lunedì prossimi, 12 e 13 giugno, DOBBIAMO assolutamente andare tutti a VOTARE i REFERENDUM:<br />
per l’ACQUA BENE COMUNE;<br />
per FERMARE la follia NUCLEARE del governo Berlusconi;<br />
e per UNA GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI.<br />
(&#8230;)<br />
Ognuno deve fare il proprio dovere civico, consapevolmente, e recarsi alle urne. Si tratta del nostro futuro, e nessuno deve dirci di “andare al mare” o comunque di disprezzare i referendum dicendo che sono inutili o addirittura dannosi: il nostro parere su questioni fondamentali come quelle oggetto di consultazione non può essere considerato inutile.<br />
E allora, tutti a votare:<br />
QUATTRO SI per la DEMOCRAZIA<br />
per rinnovare il nostro impegno di cittadini consapevoli (e non indifferenti o, peggio, autolesionisti).</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Venerdì, 25 febbraio 2011</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2011/02/rete-arcobaleno-benevento-eco-solidale.html" target="_blank">OSSERVAZIONI al PTCP della RETE ARCOBALENO &#8211; coordinamento delle associazioni ambientaliste</a></p>
<p>Rete Arcobaleno &#8211; Benevento eco-solidale<br />
Coordinamento delle associazioni ambientaliste<br />
e dei comitati civici della provincia di Benevento</p>
<p>Al Presidente della<br />
Provincia di Benevento<br />
Rocca dei Rettori – Piazza Castello<br />
82100 Benevento</p>
<p><b>OGGETTO: Osservazioni al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.).</b><br />
Dopo aver partecipato, il 19 novembre scorso, presso la Rocca dei Rettori, all&#8217;incontro pubblico di presentazione del PTCP, in cui abbiamo sottoposto sinteticamente alcune richieste della Rete delle Associazioni Ambientaliste e dei Comitati Civici della provincia (Rete Arcobaleno – Benevento eco-solidale), con la presente nota intendiamo formalizzare alcune osservazioni.<br />
Nel corso dell&#8217;incontro del 19 novembre, abbiamo già espresso il nostro netto dissenso rispetto alla previsione nel piano della realizzazione della piattaforma logistica prevista in Contrada Olivola, in quanto infrastruttura che riteniamo espressione di un sistema economico in dissolvimento. Inoltre, abbiamo chiesto attenzione rispetto alla previsione di piccoli impianti a biomasse e relative filiere, che erano previsti anche nel piano energetico provinciale (impianti che noi vorremmo evitare, o almeno limitare a potenze non superiori ad 1 MWe), e abbiamo espresso perplessità rispetto ai campi fotovoltaici su terreno, impianti che dovrebbero essere realizzati solo sugli edifici esistenti.<br />
Anche per quanto riguarda la regolamentazione dei campi eolici, chiediamo che in ogni comune, e quindi su tutto il territorio provinciale, non siano rilasciate autorizzazioni oltre un certo numero di torri eoliche per ettaro di territorio, tenendo conto anche di quelle già realizzate. Il fabbisogno di energia di molte zone, infatti, risulta già ampiamente soddisfatto dai numerosi già realizzati, che spesso restano inattivi.<br />
Un&#8217;altra osservazione che sottoponiamo all&#8217;attenzione della Provincia, riguarda la nuova linea ad alta tensione di collegamento con la Puglia che sembra essere prevista dalla società Terna. Ove non sia possibile eliminare questa infrastruttura, chiediamo di individuare dei corridoi di servizi già esistenti dove la linea aerea possa attraversare il territorio riducendo gli impatti visivi ed ambientali. Per esempio potrebbe essere sfruttato il tracciato della linea ferroviaria Benevento &#8211; Foggia, che già ha un impatto non indifferente. In generale, per le linee elettriche ad alta tensione dovrebbe essere comunque privilegiato l&#8217;interramento, e tutte le infrastrutture di collegamento dovrebbero utilizzare tracciati già esistenti, evitando altre deturpazioni del paesaggio.<br />
A nostro avviso, la tutela dell&#8217;ambiente, della biodiversità, del paesaggio, e dell&#8217;economia basata sull&#8217;agricoltura e sul turismo di qualità devono essere il principale obiettivo di ogni strumento di pianificazione territoriale, e pertanto, ove possibile e necessario, chiediamo di integrare i documenti di piano con strumenti per: la tutela attiva degli ecosistemi fluviali e lacustri (acque, fasce boscate, terreni agricoli, ecc.), che non siano solo indicazioni di vincoli (&#8220;corridoi ecologici&#8221;), e la definizione di strategie gestionali con il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e la previsione di un organismo/ufficio di gestione/supervisione delle aree della rete Natura 2000 (SIC e ZPS);<br />
l&#8217;individuazione di boschi di pregio e di aree da rimboschire con essenze autoctone, non solo di montagna ma per tutti i vari ambienti/ecosistemi (pianura, collina, zone umide, &#8230;), per aumentare la biodiversità complessiva provinciale; l&#8217;individuazione delle vie di percolato, percorsi che, in aggiunta ai corridoi ecologici, consentono alle specie animali di raggiungere, da terra, i vari luoghi della nostra provincia o regione senza ostacoli come strade o agglomerati urbani; la mappatura dei sentieri naturalistici-ecologici e di aree per la realizzazione di siti geologici ed archeologici universitari nelle zone di interesse; l&#8217;individuazione delle zone in cui sono presenti vecchie discariche in cui, accertati i livelli di inquinamento, disporre la modifica della destinazione d&#8217;uso; la previsione di aree in cui realizzare isole ecologiche, punti di stoccaggio per il recupero di materia secondaria dai rifiuti e piccoli impianti di compostaggio dimensionati per non più di 15 000 abitanti.<br />
In generale, chiediamo di rendere ancora più rigide le indicazioni del piano finalizzate a tutelare i terreni agricoli e di limitare il consumo di suolo per nuove costruzioni e per nuove zone di espansione, in presenza di vani per residenza già in eccesso rispetto alle esigenze, e di migliaia di strutture produttive già realizzate in tutto il territorio provinciale, soprattutto nel corso degli ultimi 20 anni, e in gran parte in abbandono.<br />
Altro obiettivo che va perseguito è il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, privilegiando l&#8217;edilizia di qualità ed il miglioramento energetico.<br />
In proposito, riteniamo utile segnalare che la Rete Arcobaleno di Benevento aderisce alla Campagna Nazionale “Stop al Consumo di Territorio”, una campagna d&#8217;opinione, nata nel dicembre 2008, alla quale aderiscono attualmente oltre 40 000 cittadine e cittadini e circa 250 tra associazioni e comitati locali, e raccomandiamo di valutare con attenzione le argomentazioni e le proposte di tale associazione.<br />
La campagna si propone di bloccare il consumo di suolo, proponendo di recuperare il patrimonio edilizio esistente e limitando l&#8217;occupazione con nuove costruzioni, se veramente necessarie, alle sole aree già urbanizzate, senza prevedere ulteriori espansioni, e inoltre promuove la cura, la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio, degli edifici e del patrimonio storico e artistico. Queste politiche, che riprendono gli impegni assunti dal nostro Paese con la sottoscrizione della Convenzione Europea del Paesaggio, possono essere peraltro un ottimo volano virtuoso per l&#8217;economia, aprendo centinaia di cantieri che salvaguardino non solo il patrimonio naturale e le bellezze del nostro paese, ma la vita stessa dei cittadini.<br />
D&#8217;altra parte, l&#8217;art. 9 della Costituzione Italiana così recita: La Repubblica (…) tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. I padri costituenti ci hanno quindi assegnato un chiaro compito: adottare precauzioni per difendere e salvaguardare un bene comune, non riproducibile e non mercificabile quale è il territorio.<br />
A maggior ragione, dopo aver nuovamente dovuto osservare, anche negli ultimi giorni, le immagini sempre più frequenti di terribili colate di fango che cancellano vite umane e trascinano a valle i sacrifici di tanti lavoratori, disastri che sono sempre conseguenza delle colate di cemento che sigillano il territorio e deturpano il paesaggio, non possiamo non chiedere con forza che il P.C.T.P., in fase di approvazione da parte della nostra Provincia, richiami le amministrazioni comunali che dovranno redigere o adeguare i rispettivi PP.UU.CC. a limitare il consumo di suolo, valutando con estrema attenzione i reali fabbisogni delle popolazioni rispetto ai volumi già edificati, sia per esigenze abitative che per le attività terziarie e produttive, ponendo la massima attenzione alla sicurezza delle popolazioni in relazione al rischio idrogeologico.<br />
Concludiamo con una sintesi delle raccomandazioni già sottoposte all&#8217;attenzione dell&#8217;amministrazione comunale di Benevento nell&#8217;ambito della procedura di approvazione del P.U.C.</p>
<p>“Chiediamo che si dia priorità assoluta alla tutela del territorio e delle sue emergenze naturalistiche, storiche ed archeologiche, ed alla salvaguardia dell’ambiente e della qualità di vita quotidiana come attrattore di flussi turistici, e che si ponga la massima attenzione alla tutela della vocazione rurale ed ambientale del territorio.<br />
Il recente sviluppo del turismo nelle aree interne della Campania, che potrà garantire nei prossimi anni il sostentamento economico delle nostre Comunità, se sapremo preservare le risorse del territorio, deriva dal bisogno, sempre più diffuso, di fruire, non solo dei tanti siti di rilevanza artistico/archeologica, ma soprattutto dei luoghi diffusi che, con la loro qualità di vita quotidiana, consentono al visitatore l’opportunità di permanere per più volte e per periodi più prolungati nei territori delle zone interne, non ancora soffocati da edilizia e cementificazione selvaggia.<br />
Il turista sta maturando la necessità di individuare mete che non siano da consumare una tantum, ma che diano l’opportunità di interagire in modo più concreto, continuativo e relazionale con il territorio che li ospita.<br />
Per queste motivazioni, siamo convinti che debba essere incentivata la qualità di vita percepibile, dal cittadino e quindi dal visitatore, preservando soprattutto la vocazione rurale del nostro territorio.<br />
Inoltre è necessario non cadere nella tentazione di suddividere il territorio in aree specializzate: archeologiche, aggregative, verdi, residenziali, commerciali, amministrative. Una vivibilità quotidiana richiede che tutte le funzioni siano non centralizzate, ma diffuse, per quanto possibile.<br />
Per conservare ed incentivare ulteriormente i flussi turistici è quindi obbligatorio tutelare il paesaggio agrario e le connotazioni naturalistiche quotidiane che caratterizzano ancora il nostro territorio.<br />
Sono numerosi gli esempi, purtroppo anche nella nostra provincia, di agglomerati urbani che soffrono la mancanza di quel paesaggio agrario che, realizzando un filtro tra una località e l’altra, è capace di rigenerare la qualità ambientale dei centri abitati. E’ fondamentale che i turisti che si recano nelle nostre zone non riscontrino la stessa sgradevolezza che vogliono sfuggire rivolgendosi al nostro territorio: strade di collegamento corredate di quelle strutture commerciali extraurbane che, cancellando, allo sguardo, il paesaggio agrario, tendono a trasformare una cittadina, con una sua identità, in una città (o conurbazione) senza fine e senza confine con le altre località.<br />
L’isolamento, che, nel secolo scorso ha caratterizzato le aree interne della Campania, aveva costituito un limite allo sviluppo che ora, nel XXI secolo, col senno di poi, sta risultando essere un vantaggio competitivo, in termini di risorse identitarie ed economiche.<br />
E l’attuale crisi dei sistemi di scala sta favorendo ancora di più i piccoli centri e le aree rurali.<br />
Negli ultimi quindici anni, le industrie europee hanno espulso il 30% della classe operaia. La crescita demografica delle aree metropolitane ha toccato il suo culmine e, negli ultimi quindici anni, si assiste ad una inversione di tendenza che vede la crescita dei piccoli centri, a scapito delle grandi città.<br />
La popolazione mondiale, già ora oltre i 6,5 miliardi, crescendo al ritmo di 84 milioni di individui annui, nel giro di pochi anni, giungerà alla preoccupante cifra di 8 miliardi. A quel punto, non basteranno tutti i terreni coltivabili del pianeta per soddisfare la domanda alimentare della popolazione mondiale. E l’Italia ha il dovere di preservare un minimo di autonomia in questo senso, salvaguardando dalle speculazioni edilizie i terreni agricoli, soprattutto quelli più fertili e ricchi.<br />
Su 32 000 aziende beneventane, 14 500 sono aziende agricole: quando l&#8217;economia di scala, tipica della produzione industriale e della grande distribuzione, è in recessione, le aree, come il Sannio, non industrializzate e a bassa densità demografica, sono quelle più avvantaggiate per agganciare quell&#8217;economia che, basata sulla filiera corta, sulla sicurezza agroalimentare, sul turismo ambientale e culturale, costituisce l&#8217;unico comparto in espansione nel XXI secolo.<br />
Il mondo vedrà emergere, come protagonisti del XXI secolo, la provincia e i piccoli centri: casseforti di biodiversità e di vivibilità che, con il loro modello di sviluppo, hanno conservato, a dispetto delle omologanti aree metropolitane, un&#8217;identità e un&#8217;economia reale.<br />
Chiediamo quindi di non inseguire una strategia votata al massimo della cementificazione e dell’infrastrutturazione, che sono la causa della perdita della vocazione ambientale e rurale, a danno dell’indotto turistico e agroalimentare (che costituisce l’unica attività imprenditoriale che non sta subendo la crisi economica globale). Ciò stravolgerebbe la nostra identità rurale e sociale, dilapidando un patrimonio che costituisce, per il prossimo futuro, un fattore di crescita e di benessere che poche altre realtà possono vantare.<br />
Stiamo assistendo ad un cambiamento epocale che comporterà, in tutto il mondo, l&#8217;adozione di un nuovo modello di sviluppo: gli amministratori di oggi si trovano nella posizione di assumersi la responsabilità del futuro delle proprie comunità”, e ciò vale anche e soprattutto per la redazione degli strumenti di pianificazione territoriale sovracomunale, che devono dettare disposizioni di carattere che consentano di indirizzare adeguatamente, ed in modo omogeneo, il futuro sviluppo sociale ed economico della nostra provincia.<br />
Pierluigi Santillo</p>
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<p>Sabato 19 giugno 2010</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2010/06/saramago-e-noi.html" target="_blank">A Saramago &#8230; e a Noi.</a></p>
<p>Ieri è morto José Saramago, uno degli scrittori contemporanei che più mi hanno appassionato negli ultimi anni.<br />
Sono addolorato per la scomparsa di un uomo che ho apprezzato attraverso alcuni suoi libri (Cecità, il Vangelo secondo Gesù Cristo, Saggio sulla lucidità, il Quaderno), ma mi consola che ancora potrò godere della sua arte attraverso i molti suoi scritti che ancora potrò leggere.<br />
Uno dei temi ricorrenti, nei libri di Saramago, è la capacità, comunque, dell&#8217;uomo, di essere altruista, di essere capace, anche se &#8220;immerso&#8221; in un &#8220;brodo&#8221; di egoismo dilagante, di fare qualcosa per gli altri; e il più luminoso esempio di questa capacità, come l&#8217;ateo Saramago ha straordinariamente raccontato, fu Gesù, che donò se stesso, fino all&#8217;estremo sacrificio, per amore dei suoi simili, quelli che vissero insieme a lui e quelli che ancora dovevano nascere.<br />
&#8220;<i>La politica è stata l&#8217;altra sua grande passione dopo la scrittura. In una intervista, concessa a FrancescRelea de ElPais l&#8217;anno scorso, Saramago ammise che forse il partito nel quale militava dagli anni Sessanta (l&#8217;ultima formazione comunista europea che conserva &#8220;l&#8217;iconografia dei bolscevichi&#8221;, bandiera rossa e falce e martello), era &#8220;ancorato nel passato&#8221;. Ma aggiunse: &#8220;<b>Abbiamo una eredità dalla quale non riesco a liberarmi. Ed è possibile che questa eredità storica non abbia molto a che fare con la realtà di oggi. Ma perché la realtà di oggi avrebbe ragione? I sentimenti sono importanti. Non riuscirei a riconoscermi in nessun altro partito che non fosse quello comunista portoghese: ci resto per rispetto di me stesso</b>&#8221; </i>(da La Repubblica on line &#8211; post di Omero Ciai).<br />
Queste parole mi hanno fatto riflettere: in Italia non nemmeno c&#8217;è più un partito comunista credibile in cui riconoscerci, e a cui poter restare, almeno sentimentalmente, legati (così come non abbiamo più tante altre cose), ed essere, o essere stati, comunisti, quasi sempre, è percepito come un fatto negativo, anche da chi, come me, è, o è stato, comunista.<br />
Nell&#8217;ultimo &#8220;post&#8221; del suo blog Saramago ha lasciato queste parole: &#8220;<b><i>Penso che la società di oggi abbia bisogno di filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo concreto, come la scienza, che avanza per raggiungere nuovi obiettivi. Ci manca riflessione, abbiamo bisogno del lavoro di pensare, e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte</i></b>&#8220;.<br />
Ebbene, in Italia, le buone idee sembrano scarseggiare, e quelle poche che vengono fuori hanno sempre ben poca fortuna.<br />
Io credo che l&#8217;unica possibilità di riscossa che abbiamo, come popolo, ma anche come genere umano, sia che si diffonda sempre più la consapevolezza della nostra condizione, con i consequenziali comportamenti che ne dovrebbero derivare, come avvenne per i cittadini, intesi come massa indistinta, senza &#8220;capibastone&#8221; (o &#8220;colpevoli&#8221;) che il potere possa individuare e colpire, che Saramago ha raccontato in &#8220;Saggio sulla lucidità&#8221;.<br />
E certo, il destino è beffardo: nello stesso giorno della morte dell&#8217;autore di quel romanzo, il governo italiano rinnova la sua fiducia nel poliziotto De Gennaro, condannato in appello per istigazione alla falsa testimonianza, in quanto convinse l&#8217;ex questore di Genova ad &#8220;aggiustare&#8221; la sua testimonianza sul blitz nella scuola Diaz. il Ministro della Giustizia ha detto: &#8220;Ha servito lo Stato&#8221;.<br />
Se lo Stato ha bisogno di questi &#8220;servizi&#8221; &#8230;<br />
Almeno il Ministro della Giustizia di &#8220;Saggio sulla lucidità&#8221;, a un certo punto, ebbe un momento di &#8220;lucidità&#8221; e lasciò &#8220;la casta&#8221; e la sua gestione criminale della cosa pubblica.</p>
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<p>Sabato, 30 gennaio 2010</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2010/01/2010-anno-della-diversita-della-vita-e.html" target="_blank">2010 anno della &#8220;diversità della vita&#8221; (e quindi della VITA stessa)</a></p>
<p>La biodiversità sulla Terra è in serio pericolo: occorrono da 1 a 4 milioni di anni perché una specie possa evolvere in due specie diverse, mentre una specie si estingue in 10.000 anni (ma con una tendenza alla riduzione) e, alle condizioni attuali, il tasso di estinzione è 1000 volte maggiore di quello che c&#8217;era prima della comparsa dell&#8217;uomo sulla terra.<br />
Soprattutto negli ultimi 100 anni la perdita di biodiversità ha avuto un progressivo e drammatico aumento, e, con questo ritmo, nel 2100 si saranno estinte dal 50 all&#8217;80 % delle specie attuali.<br />
Se si riduce la vita del pianeta, in proporzione, ad un anno solare, la data di comparsa dell&#8217;uomo &#8220;cadrebbe&#8221; il 31 dicembre, negli ultimi minuti delle ore 23 (il periodo che va da Dante ad oggi equivale a circa 4 secondi di questo intero anno).<br />
Eppure, l&#8217;uomo è riuscito a fare così tanti danni alla vita sul pianeta come nessun altro evento dei prima, con una drammatica accelerazione con l&#8217;inizio dell&#8217;era industriale: eccessivo aumento della popolazione, deforestazione, pesca ed agricoltura intensiva, specie aliene, cambiamenti climatici, introduzione nell&#8217;ambiente di sostanze di sintesi chimica ed altri inquinanti, &#8230;<br />
Abbiamo dunque un&#8217;enorme responsabilità e l&#8217;ineludibile dovere di porre un freno alla estinzione delle specie.<br />
Dal 1975 in poi, convenzioni internazionali e direttive europee hanno iniziato a porre l&#8217;attenzione su questa tematica imponendo le prime misure di tutela: istituzione di aree protette, salvaguardia dei corridoi ecologici, strumenti di pianificazione, campagne di sensibilizzazione, &#8230;<br />
La convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità è del 1992 (Rio de Janeiro).<br />
Nel 2001 l&#8217;Unione Europea si era impegnata ad arrestare il declino della biodiversità entro il 2010, ma, solo nel 2006 ha adottato un piano d&#8217;azione in tal senso, e ancora oggi la consapevolezza del problema da parte dei cittadini è del tutto inadeguata. L&#8217;ignoranza, o l&#8217;indifferenza, rispetto a questo problema, ancora predominano.<br />
Dunque, dichiarando il 2010 anno della biodiversità, l&#8217;ONU ha voluto porre con forza l&#8217;attenzione delle nazioni e degli uomini sulla necessità di tutelare la bio-diversità per assicurare la vita sulla terra: <strong>i nostri approvvigionamenti alimentari e, quindi, la nostra stessa vita sono minacciati dalla perdita di biodiversità che noi stessi stiamo causando</strong>.<br />
Ora bisogna fare una scelta: considerare la biodiversità e l&#8217;habitat come BENI COMUNI, e non più come risorse da sfruttare economicamente, capitale da valorizzare.<br />
Lo spirito di sopravvivenza, come specie, e la responsabilità fra generazioni, una volta acquisita la consapevolezza della drammatica situazione in cui ci troviamo, deve portarci ad <strong>AGIRE</strong> per contribuire alla conservazione della biodiversità, conciliando l&#8217;economia con l&#8217;irrinunciabile protezione e conservazione dell&#8217;ambiente.<br />
(&#8230;)</p>
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<p>Domenica 29 novembre 2009</p>
<h3><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2009/11/introduzione-al-dibattito-emergenza-sul.html" target="_blank">Introduzione al dibattito “Emergenza sul Territorio e aggressione ai Beni Comuni”</a></h3>
<p>Siamo qui per discutere alcune emergenze che interessano il nostro territorio, alcune già ampiamente note in Valle Telesina, altre che forse ancora non sono percepite come tali, ma che potrebbero in futuro arrecare ulteriore pregiudizio alla salubrità dell’ambiente nel quale viviamo e alle risorse agricole, enogastronomiche e turistiche di cui ancora possiamo vantarci, e senza alcun vantaggio economico per i cittadini.<br />
Si tratta di problematiche apparentemente diverse, ma che hanno un filo che le lega tutte: si tratta, in ogni caso, di beni pubblici, cioè di tutti, che vengono svenduti per favorire gli interessi di pochi.<br />
Subdolamente ci parlano di libero mercato e liberalizzazioni, ma invece, quasi sempre, si tratta di privatizzazioni di servizi e beni essenziali in regime di monopolio, realizzate in modo da sabotare anche le “regole di mercato” che potrebbero garantire quanto meno una reale concorrenza.<br />
(&#8230;)</p>
<p>Eppure sembriamo poter accettare ogni cosa senza reagire, un po’ perché assuefatti e rassegnati, e un po’ perché il controllo dell’informazione è così capillare che ben poche sono le voci e le opinioni di dissenso che riescono a trapelare, immediatamente sommerse dalle rassicuranti repliche di chi ormai detiene tutti i poteri, tranne, per il momento, quello giudiziario. E qui torniamo al mio incubo: con le carceri che ormai debordano di “delinquenti” comuni, soprattutto tossicodipendenti, e la mancanza di risorse denunciate dallo stesso responsabile dei servizi, fra quanto tempo pensate che sarà data la possibilità ai privati di costruire carceri, certamente senza far mancare loro deroghe di ogni tipo ed incentivi? E le ipotesi di riforma della magistratura, in primis la separazione delle carriere fra P.M. e Magistrati Giudicanti, cosa credete che siano, se non l’avvio di una trasformazione in senso privatistico del ruolo di Giudice?<br />
Tuttavia gli enti locali, ed in particolare i comuni, possono opporsi a queste logiche, e rivendicare e concretizzare i loro spazi di autonomia.<br />
Perché ciò avvenga, però, è necessario che i cittadini incalzino i loro rappresentanti eletti. Intanto bisogna smetterla di disinteressarci dei nostri conti e di come vengono gestite le nostre risorse. Bisogna rifiutare le logiche clientelari e muoversi in associazione, come gruppi aperti, dove prevalga l’interesse collettivo e non quelli particolari.<br />
Certo ci sono da fronteggiare resistenze e diffidenze: tempo addietro, un amministratore del mio comune, rispetto alla richieste perché si avviasse una redazione partecipata del bilancio preventivo, e di sottoporre al controllo dei cittadini il bilancio consuntivo, così come si fa da anni in tante amministrazioni, italiane e non, reagì con le seguenti testuali parole, che poi mi sono state riferite: “vuol dare il potere al popolo!”.<br />
Ma quello di partecipare alle decisioni che ci riguardano è un nostro diritto, e non una richiesta eversiva, ed oggi sono disponibili tutti gli strumenti, culturali, legislativi e tecnologici per rendere effettivo questo diritto.<br />
Dunque, andiamo a prenderci quel potere di decidere, che, in democrazia, è nostro, è dei cittadini.<br />
Il nostro impegno civile, come abbiamo dimostrato con la vicenda VOCEM, anche se adesso dobbiamo ancora attendere l’esito dei ricorsi al TAR, ovviamente facendo sentire comunque la nostra voce agli Enti citati, è fondamentale per opporsi alle aggressioni che il nostro territorio sta subendo, per gli interessi di speculatori ed affaristi, che spesso non trovano nessun ostacolo dai nostri rappresentanti politici, per inadeguatezza, magari in buona fede, o per incapacità o, ancora, a volte, per complicità.<br />
Dobbiamo assumerci quindi la responsabilità, come cittadini, di vigilare, controllare, chiedere spazi di democrazia e partecipazione, fare proposte, rappresentare buoni esempi e pratiche virtuose e, quando ci è consentito, lavorare insieme alle amministrazioni per realizzare ogni tipo di iniziativa che vada nella direzione di perseguire l’interesse collettivo.<br />
E’ certo, purtroppo, e qui concludo, che gli spazi che i cittadini lasciano liberi dal loro controllo democratico, vengono immediatamente occupati da imprenditori, professionisti e associazioni di categoria, che vanno a negoziare all’interno delle istituzioni, con modalità lobbistiche, o per il tramite dei loro rappresentanti eletti, tutto ciò che possono: incarichi, affidamenti, finanziamenti, concessioni, …</p>
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<p>Giovedì, 26 novembre 2009</p>
<h3><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2009/11/territori-da-difendere.html" target="_blank">TERRITORI DA DIFENDERE</a></h3>
<p><strong>La partecipazione attiva di tanti cittadini alla vita democratica e la capacità che avremo in futuro di influenzare, in nome del bene comune, le decisioni della politica, sono ormai la nostra unica speranza.</strong></p>
<p align="center">Cittadini in Movimento – Laboratorio di cittadinanza attiva<br />
Comitati civici di San Salvatore Telesino e Guardia S. contro l&#8217;inceneritore<br />
Altrabenevento &#8211; Associazione per la città sostenibile contro il malaffare<br />
Benevento EcoSolidale – Comunità delle associazioni ambientaliste e solidali sannite<br />
Rete Arcobaleno – Associazioni per un’economia ecosolidale<br />
Coordinamento delle associazioni/comitati contro la centrale elettrica di Ponte Valentino<br />
LerkaMinerka – Naturalismo ed escursionismo<br />
Città di Eufemia – Nodo di economia solidale</p>
<p align="center">invitano a partecipare</p>
<p align="center">Sabato 28 novembre 2009ore 18.00 <strong>al dibattito pubblico:<br />
Emergenze sul territorio ed aggressione ai beni comuni<br />
</strong><em>Controllo dei cittadini sul governo degli Enti Locali, sull’uso delle risorse pubbliche e sulla gestione dei beni comuni</em></p>
<p style="text-align: center;">• Inceneritore di San Salvatore Telesino;<br />
• Centrale a turbogas “La Luminosa” a Ponte Valentino;<br />
• Rifiuti: discariche, raccolta differenziata e smaltimento;<br />
• Consumo di territorio e degrado del paesaggio;<br />
• Ecovicinanza, un paradigma contro il verticismo culturale, politico ed economico;<br />
• Privatizzazione dei servizi pubblici: il caso dell&#8217;acqua;<br />
• Presìdi sanitari e tutela della salute.</p>
<p>Modera Jusy Iuliano, giornalista di Media TV<br />
Telese Terme &#8211; Biblioteca Comunale &#8211; Piazza M.Teresa di Calcutta</p>
<p align="center">“<i>Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L&#8217;idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell&#8217;aria,lo scintillio dell&#8217;acqua, come potete voi acquistarli? Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo</i>&#8230;”<br />
Lettera del Gran Capo Seattle, Tribù Suwamish, a Franklin Pierce, Presidente degli Stati Uniti (1855)</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><b>TESTAMENTO BIOLOGICO</b></p>
<p>Io sottoscritto, PIERLUIGI SANTILLO, nato a Rho (MI), il 9.02.1966,<br />
nella pienezza delle mie facoltà fisiche e mentali, dispongo quanto segue.<br />
Qualora fossi affetto:<br />
- da una malattia allo stadio terminale,<br />
- da una malattia o una lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile,<br />
- da una malattia implicante l’utilizzo permanente di macchine o altri sistemi artificiali e tale da impedirmi una normale vita di relazione,<br />
non voglio più essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico.<br />
Nelle predette ipotesi:<br />
- qualora io soffra gravemente dispongo che si provveda ad opportuno trattamento analgesico pur<br />
consapevole che possa affrettare la fine della mia esistenza;<br />
- qualora non fossi più in grado di assumere cibo o bevande, rifiuto di essere sottoposto alla<br />
idratazione o alimentazione artificiale;<br />
- qualora io fossi anche affetto da malattie intercorrenti (come infezioni respiratorie ed urinarie,<br />
emorragie, disturbi cardiaci e renali) che potrebbero abbreviare la mia vita, rifiuto qualsiasi<br />
trattamento terapeutico attivo, in particolare antibiotici, trasfusioni, rianimazione cardiopolmonare, emodialisi.<br />
Sempre nelle predette ipotesi:<br />
Rifiuto qualsiasi forma di rianimazione o di continuazione dell’esistenza dipendente da macchine.<br />
Lo scopo principale di queste mie volontà è di salvaguardare la dignità della mia persona, riaffermando il mio diritto di scegliere fra le diverse possibilità di cura disponibili ed eventualmente anche rifiutarle tutte, diritto che deve essere garantito anche quando avessi perduto la mia possibilità di esprimermi in merito.<br />
E questo al fine di evitare l’applicazione di terapie che non avessero altro scopo di prolungare la mia esistenza in uno stato vegetativo o incosciente e di ritardare il sopravvenire della morte.<br />
Firmato: Pierluigi Santillo</p>
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<p>LEGGI UMBERTO ECO: Perché ho il diritto di scegliere la mia morte.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5.html" target="_blank">http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5.html</a></p>
<p><i>&#8220;C&#8217;era qualcosa di pacificante in quel rimettersi a una volontà superiore. Smettere di sentirsi padroni e artefici di ogni cosa. Si era fatto quello che si era potuto, adesso come vuole Dio facciamo. Non pretendiamo più di quanto non sia in nostra mano&#8221; &#8211; </i></p>
<p><i>Tratto da Il paese dei coppoloni, di Vinic</i><i>io Capossela,  pag. 32</i></p>
<p>&#8212;&#8211;<br />

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/poster-mondo-migliore/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/02/Poster-mondo-migliore-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Poster mondo migliore" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/marcia-contro-luminosa/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/02/marcia-contro-luminosa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="marcia contro luminosa" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/img-20180209-wa0012-1/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20180209-WA0012-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG-20180209-WA0012 (1)" /></a>
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		<title>Yarn Bombing e la rivoluzione gentile</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 15:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni. Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18304" alt="apice b" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-b-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18306" alt="apice y" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-y-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18307" alt="apice ya" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-ya-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Si chiama Yarn Bombing,  letteralmente “bombardamento di filati” che vengono trasformati in arredi urbani, coperte di colorati intrecci e ricami,  veri e propri abiti variopinti con cui vengono rivestiti alberi, panche, lampioni.</p>
<p>Tutto nasce in Texas quando Magda Sayeg, proprietaria di un negozio di filati sconfortata dallo squallore della zona in cui sorgeva il suo negozio, decise nel 2005 di ricoprire di manicotti fatti con lana colorata la maniglia della sua porta.</p>
<p>Da allora lo Yarn Bombing è divenuto un vero e proprio movimento internazionale che colora le città “vestendole” con installazioni in lana e cotone.</p>
<p><img class=" wp-image-18309 alignright" alt="apice yarn" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yarn-225x300.jpg" width="158" height="210" /></p>
<p>Un movimento spontaneo, che nasce dal basso, senza committenti nè padroni ma solo il piacere di fare, abbellire, colorare. Che trova il suo perchè nella riscoperta di vecchi strumenti quali l’uncinetto o i ferri, nel benessere e nel rilassamento che la pratica di questi regala a chi come un mantra li utilizza a colpi di “dritto e rovescio”.</p>
<p>Il  fremito creativo dello sferruzzamento ha inondato le strade di Apice in questi giorni, frutto  del piacere di  un gruppo di donne di più generazioni, messe insieme dalla presidente della pro Loco Erminia Manserra, che si incontrano solerti e mentre prendono un the con i biscotti  intrecciano  fili, parole, amicizie,  ma soprattutto  direzionano le loro intenzioni verso  l&#8217;obiettivo di migliorare piccoli quartieri di Apice in questo momento un po&#8217; in ombra.</p>
<p>Nel frattempo l&#8217;arte antica di lavorare a maglia viene tramandata dalle persone anziane del gruppo  a quelle più giovani, anche alle bambine che spesso si affacciano incuriosite nella biblioteca, luogo in cui ci riuniamo per condividere arte, passione e sogni.</p>
<p>Un vero e proprio “atto poetico” direbbe Jodorowsky, che mette in moto i talenti di ciascuno e li direziona positivamente e costruttivamente verso un luogo, uno spazio sociale, un gruppo di persone. Un atto creativo che attraversa la bellezza di un incontro e che accompagna alla cura per se stessi un momento di “attenzione” per il territorio.</p>
<p>Un lavoro collettivo fatto di vari pezzi e di autori diversi, di coperte regalate che vengono ripristinate, di sciarpe rinnovate, qualche maglione rinvigorito e qualche vestito scucito, lana regalata o sfilata, un lavoro collettivo che intreccia manufatti artistici dall’aspetto gioioso e colorato nel rispetto dell&#8217;ambiente e alla riscoperta di momenti antichi che stemperano il giallo dei ricordi nella speranza di un processo di decrescita felice!</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar.jpg"><img class="alignleft  wp-image-18308" alt="apice yar" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/11/apice-yar-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a></p>
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		<title>Gli spettacoli popolari stanno al supermercato come il teatro sta al Carrefour</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 17:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[assessorato alla cultura]]></category>
		<category><![CDATA[avere a cuore il mondo]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
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		<category><![CDATA[città spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[stili di azione culturale]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Molte polemiche per il video promo di Città Spettacolo 2017 girato all&#8217;interno di un supermercato in quanto la rassegna è destinata all&#8217;intera popolazione. Sicuramente qui non si configura una comunicazione responsabile, agevolando consumi poco etici, ma è ancora più preoccupante che le critiche sulla scelta scenografica del video vengano dai sostenitori di una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3915"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18269" alt="poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale.jpg" width="312" height="250" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>] Molte polemiche per il video promo di Città Spettacolo 2017 girato all&#8217;interno di un supermercato in quanto la rassegna è destinata all&#8217;intera popolazione.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3936">Sicuramente qui non si configura una comunicazione responsabile, agevolando consumi poco etici, ma è ancora più preoccupante che le critiche sulla scelta scenografica del video vengano dai sostenitori di una Città Spettacolo che sia più impegnata ed elitaria.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_28734">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3957">Non risulta affatto che i fruitori di eventi colti poi evitino la grande distribuzione: semmai i fruitori di jazz e teatro, nel quotidiano, fruiscono, non dei supermercati noti per il risparmio, ma del Carrefour, &#8220;teatro&#8221; colto ed elitario dei consumi irresponsabili.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3961">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3960">Gli attivisti dell&#8217;economia solidale, p&#8217;artigiani che contrastano i consumi seriali e delegati a danno del territorio e dell&#8217;ambiente, sono tolleranti con i consumatori che si rivolgono alla grande distribuzione se spinti dal risparmio monetario, viste le ristrettezze economiche a cui sono costretti.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3963">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3965">Ma non si può essere comprensivi con chi, da benestante, frequenta il comparto elitario dei consumi e delle fruizioni: Carrefour, teatri, musei, musica colta (ma anche librerie di catena e online).</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3969">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3968">Ogni epoca è caratterizzata dalle sue emergenze e dalla rivoluzione culturale che ne consegue. Non si può definire culturale quell&#8217;attività che poi non produce cambiamento, risultando complice di una crisi economica e climatica che colpisce il cittadino medio e i territori: spettacolo popolare o colto, resta solo intrattenimento se non mette in discussione il fruitore e il sistema. E&#8217; come parlare di sesso degli angeli mentre i turchi sono alle porte.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3971">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3973">Non mi risulta che il cantante Enzo Savastano, per i suoi concerti, eviti i luoghi che utilizzano i bicchieri monouso in plastica (sostituendoli con quelli di cellulosa, cosiddetti di carta): ogni suo concerto forse resta intrattenimento fine a sé stesso, se è complice del cambiamento climatico.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31821">.</div>
<div id="yiv4677115295yqtfd38231">
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4010">Se il modello di sviluppo che viviamo è collassato, la responsabilità è della classe dirigente e intellettuale, quella della cultura elitaria. Anzi ogni volta che ci esprimiamo a favore di artisti elitari stiamo diffondendo, come costo occulto in termini esperienziali, competizione ed esclusione, quelle stesse attitudini che ricadono a danno di migranti, individui svantaggiati e anche di piccoli esercizi commerciali che, se sopravvivessero, genererebbero economia territoriale e felicità diffusa.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4009">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4012">Paradossalmente, se parliamo di stile di azione culturale, ci tocca ipotizzare che sia alquanto sostenibile lo stile di Renato Giordano (e dell&#8217;assessorato) nella progettazione della Città Spettacolo.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4016">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4014">Con i rivolgimenti globali in corso abbiamo perso ogni coordinata: necessitiamo di nuovi parametri a cui appellarci evitando pregiudizi e approcci di parte.</div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4019">In base ai parametri del &#8220;<a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/poecivismo-stili-di-azione-culturale-responsabili/" target="_blank">PoeCivismo, stili di azione culturale responsabili</a>&#8221; (pubblicati nel libro di Carmela Longo, <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">&#8220;Avere a cuore il mondo. </a><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13777"><a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune&#8221;</a>, edizioni La Meridiana, 2013)</i>, bisogna ammettere che la Città Spettacolo del 2017, nei confronti di altre rassegne calata dall&#8217;alto, sia avanti in termini di inclusione, di incentivo all&#8217;economia territoriale, di felicità diffusa, di sostenibilità ambientale.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4033">.<br clear="none" />Mentre gli intellettuali sanniti sono ancora fermi alla qualità del contenuto, bisognerebbe puntare ai metodi, agli stili con cui si veicolano i contenuti: in termini di cambiamento, il fruitore di un&#8217;opera recepisce soprattutto &#8220;l&#8217;esperienza&#8221; tramite cui si interfaccia ad essa.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4035">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4038">Si parla di &#8220;turismo esperienziale&#8221;: visto il tema devo specificare che non si tratta di un mio neologismo ma di un recente articolo de &#8220;L&#8217;inkiesta (<a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/07/20/filosofia-borghi-abbandonati-e-programmi-dautore-ecco-la-guida-allesta/34964/" target="_blank">Filosofia, borghi abbandonati e programmi d’autore: ecco la guida all’estate dei festival impegnati</a>).<a id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4040" href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/07/20/filosofia-borghi-abbandonati-e-programmi-dautore-ecco-la-guida-allesta/34964/" target="_blank" rel="nofollow" shape="rect"><br />
</a></div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31712">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31706">L&#8217;articolo prende in considerazione le manifestazioni culturali delle aree interne dove il fruitore è più attivo ed è coinvolto nell&#8217;utilizzo di stoviglie biodegradabili visto che la plastica monouso è qui bandita.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31710">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31709">Tornando a Benevento e alla sua rassegna, Giordano è avanti in quattro punti, secondo i parametri del PoeCivismo.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31711">Primo. Il suo metodo è inclusivo dei gusti dell&#8217;intera popolazione nella scelta degli spettacoli.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31716">Secondo. Rende centrale il cibo e l&#8217;indotto economico a favore degli esercenti locali: questo è atto politico, una scelta culturale forte, stante l&#8217;attuale crisi economica. Sulle sovranità alimentari, sulla responsabile filiera agroalimentare e sull&#8217;economia fisica (territoriale) si combatte il terzo  conflitto globale: noi siamo in guerra per opporre resistenza al nazismo economico che ci sta portando in un genocidio silenzioso perché  attuato con armi finanziarie, non con le armi convenzionali.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31778">Terzo. L&#8217;inclusione economica del vicino di casa (i piccoli esercenti) e l&#8217;aggregazione, che scaturiscono dal comparto cibo, innescano coesione territoriale e felicità diffusa. Quello che appare volgare agli intellettuali, è il cibo che rende centrale la figura del fruitore a scapito dell&#8217;artista. Questo nuovo baricentro tra fruitore e opera è sintomatico della rivoluzione culturale del XXI secolo, un&#8217;esperienzialità diffusa che si fenomenizza come cittadinanza artistica ed economica non delegata.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31863">Quarto. Almeno nell&#8217;edizione 2016 di Città Spettacolo, gli esercizi commerciali coinvolti durante la rassegna erano tenuti (almeno in teoria) a utilizzare bicchieri e piatti di carta, quindi biodegradabili.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31875">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31874">Certo, se si vogliono approfondire i fermenti che stanno portando verso una riformulazione dei metodi degli eventi culturali, si frequentino a Benevento le attività dal basso proposte dal GASb Arcobaleno, Circolo Bukó, Janara Squat, Lerka Minerka e Banda del Bukò.<br clear="none" />.<br clear="none" /></p>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32023">Alessio Masone</p>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31874">
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32028">Biolibraio indipendente<br />
Attivista di economia solidale</div>
</div>
</div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32025">Cofondatore di Art&#8217;Empori, movimento di fruitori responsabili ed esperienziali</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32028">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31879"></div>
<blockquote>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31882">Dove sono quegli uomini colti che, durante la fruizione di un libro o di un film sulla shoah, si dimostrano contro il male gratuito, ma solo con il senno di poi, quando i danni sono ormai irreparabili, quando tutto è acclarato?</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31957">Verranno fuori quegli intellettuali, anche questa volta, col senno di poi, quando tutto sarà irreparabile, quando anche le persone più insipienti avranno coscienza della distruzione dei beni primari di una popolazione?&#8221; <br clear="none" />Alessio Masone</div>
</blockquote>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31957">(dal libro di Carmela Longo, &#8220;<a href="http://http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Avere a cuore il mondo. </a><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13777"><a href="http://http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune</a>&#8220;, edizioni La Meridiana, 2013)</i></div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13778"><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13779">&#8212;-</i></div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31962"><span id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13953" style="color: #454545;">I metodi del &#8220;PoeCivismo. Stili di azione culturale responsabili&#8221; sono stati pubblicati nel libro </span>di Carmela Longo, &#8220;<a href="http://http//www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Avere a cuore il mondo. </a><i><i><a href="http://http//www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune</a><a href="&quot;Avere a cuore il mondo. Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune&quot;, edizioni La Meridiana, 2013)" target="_blank">&#8220;</a>, edizioni La Meridiana, 2013</i></i></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18264" alt="poecivismo-stili-di-azione-culturale-1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-1.jpg" width="756" height="1054" /></a></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18265" alt="poecivismo-stili-di-azione-culturale-2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-2.jpg" width="756" height="1063" /></a></div>
<div dir="ltr">
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
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		<title>Laura Lombardi e l&#8217;Arte del vagabonding</title>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2017 10:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco Laura Lombardi, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere [&#8230;]]]></description>
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<div id="post-body-7149586525084008968">Metti un mattino in libreria a Benevento (da Alessio Masone, ndr), uno scambio di letture a tema, ed ecco che conosco <b>Laura Lombardi</b>, sorriso largo, occhi che brillano e un libro, che lei mi consiglia su tutti: &#8216;Vagabonding&#8217;, di Rolf Potts. Laura non ha dubbi: la felicità non è mai &#8220;stanziale&#8221;, quanto, piuttosto, sta nel conoscere il mondo, nell&#8217;esplorare e nel meravigliarsi.<br />
Non riesco a darle torto e un pò invidio il suo lavoro (Laura è consulente di viaggi on line per Evolution Travel), che la porta in giro per il globo, alla scoperta di luoghi e di mete da consigliare a turisti e viaggiatori.</div>
<div></div>
<div><strong>Laura, raccontami, come nasce, in te, la passione per il Viaggio?</strong></div>
<div></div>
<div>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-lWIrEC4rVug/WSFBDDFa-iI/AAAAAAAAD4M/3ucrLVgEZ_k70IiOrdN1dzzLVSjC4LqPACLcB/s1600/Laura%2BLombardi%2B1.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18255" alt="Una bella immagine di Laura" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/05/laura-turismo-responsabile-474x356-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;Il primo viaggio senza genitori è stata la classica settimana con le amiche in un resort pugliese (parliamo del 1991, avevo 20 anni e allora anche prendere un treno da sole &#8211; eravamo in sette, tutte donne &#8211; era quasi un miracolo!). Ho capito subito che quelle vacanze non facevano per me: sono andata in giro tutta la settimana alla scoperta della Puglia, terra straordinaria e bellissima e &#8230; vacanze così &#8220;stanziali&#8221; non ne ho più fatte!&#8221;.</p>
<p><strong>Quando hai iniziato a considerare il viaggiare (anche) come un lavoro?</strong></p>
<p>&#8220;Tutto è nato davvero per caso&#8230;da studentessa modello ho avuto la classica crisi esistenziale con partenza improvvisa per una stagione estiva in un villaggio turistico come istruttrice di fitness. Non mi sono più fermata: ho scoperto un mondo, anzi il mondo che si muove e quanto può essere facile far le cose anche da sole&#8230;il paese in cui nasci e cresci a volte è determinante nella tua vita, almeno finché non riesci a far emergere la tua vera indole. Il Paese ti coccola e ti nutre, facendoti sentire sempre al sicuro. E può andare bene per tutta la vita, se non hai mai uno slancio verso l&#8217;esterno. A 30 anni, dopo tre anni di lavoro in villaggio, con una laurea in bilico, ho deciso che il mio futuro lavorativo sarebbe stato nel turismo e ho cominciato piano piano a trovare la mia strada&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s1600/Laura%2B1.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-pYAiekYhBEw/WSE-ht4h3RI/AAAAAAAAD3g/L5Gi6cHwG-cjWblv-v4wFE-nH_pDoOnOwCLcB/s320/Laura%2B1.jpg" width="320" height="213" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Alba al Bromo, Java, Indonesia &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rolf Potts e &#8216;Vagabonding&#8217;&#8230;ho poi letto questo libro, che mi ha affascinata dalla prima all&#8217;ultima pagina. Credi sia possibile vivere come ha fatto (e fa) il suo autore?</strong></p>
<p>&#8220;Credo sia possibile se si è realmente disposti a lasciare a casa tutta la &#8220;forma mentis&#8221; che accompagna la nostra quotidianità, se si è disposti a fare davvero un viaggio innanzitutto dentro se stessi, così da poter interfacciare il mondo senza filtri e senza pregiudizi&#8230;&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s1600/Laura%2B2.jpg"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-PvfE8uAGYXs/WSE_E5gbaUI/AAAAAAAAD3s/pN5uSmOTEnEkZZTUKDFqLQMOLr8ObJrXQCLcB/s320/Laura%2B2.jpg" width="320" height="179" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Jaama El Fnaa &#8211; Marrakech, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s1600/Laura%2B3.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-wnCzXcBdaVo/WSE-_D4h7oI/AAAAAAAAD3k/Hz-rsnBIJMMa9diInOP96C5fawjZB9zQwCLcB/s320/Laura%2B3.jpg" width="166" height="320" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Dune di Merzouga, Sahara, Marocco &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In questo &#8216;non saper stare&#8217;, quanto c&#8217;è di genetico? Secondo la psicanalisi, si viaggia per sfuggire innanzitutto al crepitìo dei valori familiari, così rassicuranti ma anche tanto castranti. Quanto c&#8217;è di vero, in questo, secondo te?</strong></p>
<p>&#8220;C&#8217;è forse qualcosa di vero, ma solo in una prima fase&#8230; Poi, o torni sui tuoi passi definitivamente o non torni affatto, non c&#8217;è via di mezzo&#8230; Oggi vedo, nel mio essere zingara, nel rinunciare a radici ovunque, una specie di legge del contrappasso: ho avuto una famiglia splendida e amici nell&#8217;adolescenza con cui ho condiviso tante cose, tutti con la convinzione che io fossi paurosa, con poche spinte verso il nuovo e il diverso e sempre bisognosa di aiuto e di una guida per procedere. Poi ti accorgi che tu sei semplicemente lo specchio in cui loro si riflettono: tagliare quei cordoni ombelicali è stata dura, gli affetti rimangono sempre ma, ad un certo punto, io avevo bisogno di altro e non ho trovato più nessuno intorno a me con cui condividere la necessità di nuova aria, di fame di mondo. Pago la colpa di aver mostrato solo un lato di me per troppo tempo, ma l&#8217;ho fatto inconsapevolmente e sapevo che quel lato piaceva a chi cercava una conferma delle proprie scelte&#8230;vagherò senza sosta nel Mondo!&#8221;.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s1600/Laura%2B6.jpg"><img alt="" src="https://4.bp.blogspot.com/-VhAkU1ep0a4/WSE_tuHDp1I/AAAAAAAAD30/qLtp_Zm65NQ1hh4D_3gEJLTCx_JpdhPBwCLcB/s320/Laura%2B6.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Varanasi, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s1600/Laura%2B7.jpg"><img alt="" src="https://1.bp.blogspot.com/-5faG3x6LxAA/WSE_wlzPO9I/AAAAAAAAD38/Z5rZRqxbDZsmZBZDl28Qyesk61AI1_BmgCLcB/s320/Laura%2B7.jpg" width="320" height="240" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Calcutta, India &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s1600/Laura%2B8.jpg"><img alt="" src="https://2.bp.blogspot.com/-XC0dRRd0tVU/WSE_zv4DZ_I/AAAAAAAAD4A/xYRroABjpmQmfhmmOB-bN1-trc9iu7lpwCLcB/s320/Laura%2B8.jpg" width="320" height="180" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>(Sri Lanka, Costa Sud &#8211; foto di Laura Lombardi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ultima meta visitata?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;Indonesia&#8221;.</p>
<p><strong>E il luogo che più ti è rimasto nel cuore, quello &#8216;dell&#8217;anima&#8217;?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;India, sicuramente&#8221;.</p>
<p><strong>Il viaggio ancora da fare, che rappresenta il tuo sogno?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;America Latina. Il mio sogno è partire dai paesi dell&#8217;america centrale come il Guatemala, El Salvador, il Nicaragua e arrivare alla terra del fuoco, passando per la Colombia, il Perù, il Cile e l&#8217;Argentina&#8230;.un sogno, appunto&#8221;.</p>
<p>Chi volesse partire e farsi consigliare da Laura mete ideali, esotiche o meno, questi sono i suoi riferimenti:</p>
<p><b>Mobile: +39 3397912676 </b><br />
<b>Email: laura.lombardi@evolutiontravel.it </b><br />
<b>Website: www.lauraviaggi.net </b><br />
<b>Skype: laura.lombardi2013 </b><br />
<b>http://www.iviaggidilaura.info/ </b><br />
<b>https://www.facebook.com/lauraviagginet?ref=hl</b><br />
<b>https://twitter.com/Lauraviagginet </b><br />
<b>https://plus.google.com/u/1/+LauraLombardi71</b></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Re è nudo. Collusioni e cecità collettive contro l’anima del mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Feb 2017 15:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Longo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Carmela Longo] Ho conosciuto Serdar in un convegno internazionale di Psicologia di Comunità, a Napoli, nel 2013. Mi colpirono la chiarezza e la estrema forza delle sue parole, le più nette in quel convegno. “Psicologi, chiedetevi se state lavorando per cose serie. Chiedetevi perché vi danno certi fondi di ricerca e non altri”. Mi domandai [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/libro-rosso-jung.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18243" alt="libro-rosso-jung" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/libro-rosso-jung-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>[di <a title="Carmela Longo" href="http://www.artempori.it/artempori/category/autori-x/carmela-longo/" target="_blank">Carmela Longo</a>] Ho conosciuto Serdar in un convegno internazionale di Psicologia di Comunità, a Napoli, nel 2013. Mi colpirono la chiarezza e la estrema forza delle sue parole, le più nette in quel convegno. “<i>Psicologi, chiedetevi se state lavorando per cose serie. Chiedetevi perché vi danno certi fondi di ricerca e non altri</i>”. Mi domandai come mai le parole più forti fossero le sue. E ancora le leggo e le rileggo come un monito: “<i>L’invasione dell’Iraq mi ha aiutato a riconoscere la compiacenza della psicologia. Quando ho appreso che durante l’invasione dell’Iraq venivano utilizzate le bombe al napalm, ho esaminato la storia del napalm ed ho imparato che la psicologia ha ignorato completamente le armi al napalm. Il mondo conosceva le sofferenze che queste armi provocano, ma gli psicologi non erano interessati a ciò”. (…) </i>“<i>Gli psicologi devono prendere la pace sul serio per il bene della loro stessa professione e per il bene comune</i>” (da un articolo di Serdar Degirmencioglu su Peace Reports, ottobre 2016)</p>
<p>La mente va da sola al <i>qui ed ora</i>.</p>
<p>Siamo in una società “<i>sciacquettata</i>”, obnubilati da una quotidianità che sembra “<i>normale</i>”. L’indignazione appare e scompare a tratti, in occasioni trucide o scivoloni politici dell’incapace di turno. Siamo dei passionari noi: andiamo a tutte le sfilate, ci piacciono molto quelle ambientali, e contemporaneamente strizziamo l’occhio al politico che è favorevole agli inceneritori o suggerisce non meglio definite “<i>fritture di pesce</i>”. Ma tant’è. Il tal dei tali può trovare i fondi per <i>quella</i> legge, può favorire <i>quella</i>  categoria, per cui, baldanzosi e lesti, rischiamo di svendere le cose in cui  crediamo. Perché ci crediamo.</p>
<p>Noi psicologi, in particolar modo, crediamo fermamente nelle buone relazioni, nella colleganza,  nella pace e soprattutto nei diritti.</p>
<p>Certo che ci crediamo.</p>
<p>Il <i>gruppo Jung Italia</i> su internet e su fb, debitamente da me sollecitato, con dettagliate motivazioni, circa un anno e mezzo fa a non servirsi più del circuito Amazon per la vendita dei libri, risponde con un ironico “<i>Anzi, stiamo rafforzando la partnership</i>”. I miei post al riguardo non vengono inseriti.</p>
<p>Voi tutti sapete delle condizioni disumane in cui si trovano i lavoratori di Amazon. Carl Gustav Jung ha mai detto “occupatevi solo dell’interiorità e lasciate perdere tutto il resto”? Certo che no.  Anzi, tra i suoi scritti troviamo queste chiarissime parole: “<i>La nostra </i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/psiche/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>psiche</i></a><i> è costituita in </i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/armonia/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>armonia</i></a><i> con la </i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/struttura/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>struttura</i></a><i> dell’</i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/universo/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>universo</i></a><i>, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell’</i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/anima/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>anima</i></a>.”</p>
<p>Possiamo coltivare meravigliose fantasie o teorie sulla nostra interiorità e non impegnarci per il degrado fisico e morale che è fuori di noi?</p>
<p>Sono discorsi che ci competono come psicologi <i>tutti</i> o competono solo alla psicologia di comunità? Riguardano anche gli psicologi che si occupano di psicoterapia individuale?</p>
<p><b>Si. Riguardano tutti gli psicologi</b>, a prescindere dal ramo e dall’orientamento teorico nel quale poi si va ad operare.</p>
<p>A prescindere dal fatto che abbiamo una formazione sistemica o no, <i>dobbiamo avere una visione sistemica</i> e non parcellizzata.</p>
<p>Perché?</p>
<p><b>Perché non possiamo conoscere tutto dell’albero,  e poi non sapere nulla del bosco.</b></p>
<p>Per smetterla di scollegare le nostre scelte e le nostre azioni dall’impatto che tali scelte e tali azioni hanno sul mondo vicino a noi e lontano da noi.</p>
<p>Tocca dunque anche agli psicologi occuparsi di come questa economia violenta crei ingiustizie strutturali nel sistema, sia distruttrice di diritti umani, delle risorse ambientali, energetiche, biodiverse e degli equilibri climatici.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi sensibilizzare a un diverso stile di vita che vada verso la sobrietà e la decrescita.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi interrogarsi sulla necessità di modificare le politiche per l’alimentazione, implementando inoltre pratiche di rispetto per gli animali.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi conoscere e osteggiare i trattati di libero scambio e di libero mercato. (<i>Il libero mercato è come avere una libera volpe in un libero pollaio</i>, dice l’economista Latouche).</p>
<p>Tocca anche agli psicologi sapere che nell’economia violenta che abbiamo creato, decisioni su opere ad alto impatto ambientale vengono spesso imposte ai popoli e alle comunità.</p>
<p>A casa nostra, nel fiorente Sannio, quanti di noi conoscono le lotte e l’impegno di un gruppo di persone contro l’eolico selvaggio? E dei gruppi e comitati contro gli inceneritori, contro le discariche, per l’acqua pubblica?</p>
<p>Se ci interessiamo anche di queste cose, siamo ancora psicologi o siamo attivisti? La questione così posta,  di lana caprina, ha del surreale.  Compete a tutti essere bravi cittadini, interessarsi del bene comune e lavorare per esso, anche, e ancor di più, se siamo psicologi.</p>
<p>Tocca pure agli psicologi sapere che per questo anno l’esborso complessivo per le armi in Italia viene stimato in 23 miliardi e 400 milioni, ossia 64 milioni di euro al giorno.</p>
<p>Scuola, sanità e welfare, le briciole.</p>
<p>Tocca pure agli psicologi sapere che a novembre 2016 a Benevento decine di attivisti del comitato campano di solidarietà con il Kurdistan hanno occupato a scopo dimostrativo l’azienda AgustaWestland, una società del gruppo Leonardo-Finmeccanica e quindi controllata del governo italiano che vende da anni gli elicotteri militari, i micidiali T129, alla Turchia.</p>
<p>E qui si pone, stridente, il problema delle BANCHE ARMATE<b>,</b> a cominciare da quelle dove noi abbiamo i nostri risparmi, a quelle che abbiamo come ordini professionali, a quelle tramite le quali gli studenti pagano le loro tasse universitarie, agli istituti bancari ai quali ci appoggiamo quando facciamo i convegni. A titolo esemplificativo, per es., al Convegno di settembre 2016 a Roma su “Trauma, Relazioni e Compassione”, la banca di riferimento figura tra le banche armate.</p>
<p>In quel convegno si parlò tantissimo di guerre.</p>
<p><i>Se ne parlò</i>.</p>
<p>Società “<i>sciacquettata</i>”.</p>
<p>Ci sta bene che la Turchia faccia il buttafuori dell’Europa, chiudendo la rotta Turchia-Grecia. Questo piccolo “accorgimento” chiesto da Bruxelles alla Turchia di Erdogan, in cambio di ben 6 miliardi di euro (in due tranche da 3 miliardi) produrrà oltre 800 mila arrivi in meno (da Open Migration, dicembre 2016). L’assedio sarà meno veemente e noi potremmo dormire sogni tranquilli.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi sapere che l’Italia ha la maglia nera in Europa per la condizione degli istituti carcerari. Sovraffollamento, detenuti in prevalenza stranieri e tossicodipendenti.</p>
<p>Tolleriamo anche che vi siano gli Istituti Penali per Minori. Siamo una società che non sa far altro che punire anziché prevenire e lavorare sulle proprie inadempienze.</p>
<p>Dei reati finanziari che non hanno in Italia la giusta pena, e che contribuiscono a creare violenza strutturale del sistema, di questi reati, gli psicologi sono tenuti a essere a conoscenza o no?</p>
<p>In Italia non esiste il reato di tortura, questo è il paese dove se un ragazzo muore pestato in carcere avrà grandi difficoltà a vedere condannati i colpevoli, è il paese dove se dici che la TAV si deve boicottare ti fanno un processo, è il paese dove se arriva il Primo ministro in una tranquilla cittadina di provincia come Benevento bisogna stare attenti a non uscirsene con la testa fracassata.</p>
<p>L’Italia è il paese dove la libertà di stampa è al 77° posto (RAPPORTO REPORTER SENZA FRONTIERE 2016<b>): </b>più in basso del <strong>Nicaragua</strong>, più giù della <strong>Moldavia </strong>e più ancora dell’<strong>Armenia</strong><b>.</b></p>
<p>Inoltre, tocca anche a noi conoscere che non tutto ciò che è volontariato è bello e buono, e non tutto ciò che è beneficenza è amabile? Quanti eventi di raccolta fondi vengono organizzati, anche da roboanti associazioni legate a lobby massoniche, e che non fanno altro che riproporre lo status quo e lo stesso meccanismo perverso che mantiene le disparità? Che valore ha un volontariato che organizza cene di beneficenza in pelliccia, e che non solleciti anche a cambiare lo stile di vita nella direzione di una maggiore sobrietà?</p>
<p>“<i>Tutto il degrado che è fuori nell’ambiente è anche dentro di noi, nella nostra anima collettiva. Il risveglio di una coscienza antica legata alla nostra terra è la condizione essenziale per un cambiamento reale per garantire la nostra salute e il futuro delle nuove generazioni</i>”: questo il titolo di una conferenza che i colleghi psicologi di Carinaro hanno voluto scegliere come evento alla Settimana del Benessere Psicologico 2016. Quali parole più vere….</p>
<p><i>La psicologia non può essere il fine</i>. Può e deve essere <i>uno dei mezzi possibili</i> per migliorare come umanità.</p>
<p><i>Il fine è che possiamo stare meglio tutti</i>, che cessino le disuguaglianze e la violenza strutturale, il depredamento di risorse, lo stupro della Terra,  la crudeltà verso umani e animali.</p>
<p><i>Il fine è che possiamo avviarci verso un salto di qualità epocale</i>.</p>
<p>E dunque, non è più ben chiaro di quale assedio stiamo parlando, se, come dice Serdar, è proprio la mente che può essere sotto assedio.</p>
<p>La mente, le azioni, le intenzioni. La <i>vista.</i></p>
<p>Nella fiaba danese “<i>I vestiti nuovi dell’imperatore</i>”, il re, stolto e vanesio, sfila tra la folla con addosso <i>nulla</i>, dopo essersi convinto di avere, altresì, un bellissimo abito cangiante, così come gli era stato detto dai suoi sarti. Nessuno ha il coraggio di rilevare la completa nudità di quel sovrano ignorante, per cui tutti lo omaggiano e lo compiacciono, tessendo le lodi di un abito che non c’è. Il teatrino ipocrita è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida, solo, in mezzo alla massa adulante, “<i>Ma il Re è nudo</i>!”.</p>
<p>Ricordiamoci queste parole e agiamo di conseguenza.</p>
<p>Il Re è nudo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>LEGGERE TI FA BELLA: iniziativa culturale all&#8217;AD Salon</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 09:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Leggere ti fa bella&#8221; è una iniziativa del brand Davines, che l&#8217;azienda ha lanciato qualche anno fa promuovendo la raccolta di libri usati presso i saloni aderenti al marchio, da riutillizzare presso associazioni culturali a scopo sociale. Temi di base,  sostenibilità etica ed ambientale. Sulla scia di questa  nuova sensibilità culturale, l&#8217;AD Salon di Benevento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Leggere ti fa bella&#8221; è una iniziativa del brand Davines, che l&#8217;azienda ha lanciato qualche anno fa promuovendo la raccolta di libri usati presso i saloni aderenti al marchio, da riutillizzare presso associazioni culturali a scopo sociale. Temi di base,  sostenibilità etica ed ambientale. Sulla scia di questa  nuova sensibilità culturale, l&#8217;AD Salon di Benevento  riprende il connubio tra lettura e bellezza aprendo  i suoi spazi a lettori e curiosi, attraverso la prima di una serie di iniziative in cui libri e spazzole, odore di carta e odore  di unguenti  si mescoleranno tra loro. Si comincia il 26 febbraio alle 17 con la presentazione del libro &#8220;Le ali del bruco&#8221;  dello scrittore irpino Antonio Cucciniello. Un romanzo sullo spirito di sopravvivenza che guida ogni uomo a rigenerarsi per ricominciare, una riflessione sugli alti e bassi del quotidiano, un invito a guardare la profondità della vita da punti di vista più lucidi e fiduciosi. L&#8217;iniziativa intende sensibilizzare alla cultura nelle sue varie sfaccettature, fondendosi con l&#8217;economia locale e con la promozione di  stili esperenziali più consapevoli. Durante l&#8217;incontro, infati, verranno offerti  prodotti gastronomici locali, in linea con lo spirito che i gestori del salone, Antonio e Dominga, coltivano già da qualche anno attraverso iniziative simili che incoraggiano consumi responsabili, sostenibili, locali.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/leggeretifabella.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-18217" alt="leggeretifabella" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/leggeretifabella-215x300.jpg" width="215" height="300" /></a></p>

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon10/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon10" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon11/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon11" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon7/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon7" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon12/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon12-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon12" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon14/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon14" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon5/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon5" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto scattate presso l&#039;AD Salon" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon3/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon3" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2017/02/16/leggere-ti-fa-bella-iniziativa-culturale-allad-salon/adsalon2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/adsalon2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="adsalon2" /></a>

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		<title>Verehia, l&#8217;associazione che promuove bellezza e cultura nel Sannio</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 11:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi responsabili]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono realtà in cammino che sorprendono. Nel corso della manifestazione &#8220;Benevento longobarda&#8221;, all&#8217;inizio della scorsa estate, mi sono imbattuta in ragazzi competenti, preparati, seri, che mi hanno guidata  alla scoperta di una Benevento inusitata e arcana. Un viaggio che mi ha davvero stupita e che consiglio a chiunque ritenga di voler approfondire la storia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/01/verehia.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-18196" alt="verehia" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/01/verehia.png" width="225" height="225" /></a></p>
<p>Ci sono realtà in cammino che sorprendono. Nel corso della manifestazione &#8220;Benevento longobarda&#8221;, all&#8217;inizio della scorsa estate, mi sono imbattuta in ragazzi competenti, preparati, seri, che mi hanno guidata  alla scoperta di una Benevento inusitata e arcana. Un viaggio che mi ha davvero stupita e che consiglio a chiunque ritenga di voler approfondire la storia di una città tanto antica e fascinosa come la nostra.<br />
&#8220;Verehia&#8221; (<a href="http://www.verehia.it/" target="_blank">www.verehia.it</a>) è un&#8217;associazione che lascia ben sperare sul futuro di Benevento, dopo tanta stasi culturale.<br />
Ho rivolto qualche domanda ad Anthonyla Bosco, membro dell&#8217; associazione, figura sensibile, bella.</p>
<p>Il futuro non è così oscuro, mi sono detta&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a style="margin-left: auto; margin-right: auto;" href="https://3.bp.blogspot.com/-cACjIZr0ftA/WHtDkmyoEJI/AAAAAAAADyg/RJQgGbeivZkHqBmHSBzStnIznqKwKS1PgCLcB/s1600/AAEAAQAAAAAAAAgAAAAAJDk2YWE2NzNhLWMyNTktNDU4NC04Nzg0LTNiYWNjOTcxOTlhZQ.jpg"><img alt="" src="https://3.bp.blogspot.com/-cACjIZr0ftA/WHtDkmyoEJI/AAAAAAAADyg/RJQgGbeivZkHqBmHSBzStnIznqKwKS1PgCLcB/s400/AAEAAQAAAAAAAAgAAAAAJDk2YWE2NzNhLWMyNTktNDU4NC04Nzg0LTNiYWNjOTcxOTlhZQ.jpg" width="400" height="400" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Nella foto, Anthonyla Bosco</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Quando nasce Verehia e da dove questo nome<b><b></b></b></b>?</p>
<p>Verehia nasce ufficialmente nel maggio del 2012 dalla volontà di alcuni giovani beneventani di mettere a disposizione le proprie competenze per favorire la rinascita e lo sviluppo della città, da un punto di vista culturale e turistico.<br />
Il termine deriva dall&#8217;osco vero, tradotto in latino con porta, e significa &#8220;i Guardiani della Porta&#8221;. Essa, in età sannitica, era una istituzione prettamente sociale, composta dai giovani cosiddetti sacrati, che si occupava del bene comune della propria città.</p>
<p><b>Qual è lo scopo e la finalità dell&#8217;Associazione</b>?</p>
<p>Essere parte di Verehia significa amare Benevento e il Sannio, le nostre origini, la nostra storia, la nostra arte, la nostra cultura, condividendone le emozioni attraverso il turismo e gli eventi.</p>
<p><b>Le vostre iniziative più importanti?</b><br />
Abbiamo racchiuso le nostre iniziative sotto un&#8217;unica definizione, quella di #scopriamobenevento, progetto di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale del Sannio. Esso prevede l&#8217;ideazione e la realizzazione sia di percorsi emozionali, in cui narriamo tracce, miti e personaggi che hanno fatto la storia di Benevento e dei suoi monumenti, sia di eventi culturali, in cui fondiamo arte, teatro e gastronomia. Per il primo settore voglio ricordare i successi ottenuti con All&#8217;ombra di Manfredi (per i 750 anni della battaglia di Benevento), Incantesimi e Realtà e Janara. Per il secondo l&#8217;Aperitivo Archeologico, presso il complesso archeologico dei Santi Quaranta (un unicum in tutta la Campania) e la cena-racconto Dalla terra alla Terra, presso la fattoria didattica La Cinta. Inoltre, vantiamo altre due importanti collaborazioni: la prima con l&#8217; ASL di Benevento, per il laboratorio di teatro/arte terapia Folletti lunatici e la seconda con il tour operator Word of South, per la realizzazione di un&#8217;agenzia per la promozione del territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://4.bp.blogspot.com/-xqePv9gcC7c/WHtFbrzXpmI/AAAAAAAADyo/u7FNow_n3JMWyZ62DQ1oekqiSBGf1YTcQCLcB/s1600/contesasanteliano-750x400.jpg"><img alt="" src="https://4.bp.blogspot.com/-xqePv9gcC7c/WHtFbrzXpmI/AAAAAAAADyo/u7FNow_n3JMWyZ62DQ1oekqiSBGf1YTcQCLcB/s320/contesasanteliano-750x400.jpg" width="320" height="170" border="0" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Di quale rivoluzione ha bisogno la &#8220;cultura&#8221;, oggi?</b></p>
<p>Nel mondo di oggi la cultura ha bisogno di essere sentita come una esigenza, come qualcosa di necessario, perché così è, anche se purtroppo soffre di un quasi totale disinteresse da parte di molti. Mi spiego meglio. Se abbiamo bisogno di qualcosa, se dunque necessitiamo di qualcosa, facciamo di tutto per ottenerla, ma un tale bisogno non viene avvertito in ambito culturale, perché la cultura viene vista come un elemento superfluo, di cui fare a meno. Eppure non dovrebbe essere così, e noi giovani siamo le vittime e i carnefici di questo disinteresse, mentre dovremmo essere i fautori di una rinascita vera. Se chiedessimo a un giovane di rinunciare ad una serata passata a bere con gli amici, per investire quel tempo in una serata culturale, la risposta, per molti ma non per tutti, sarebbe &#8216;no&#8217;. Oggi siamo fortunati perché la cultura si sta mettendo al passo con la tecnologia e soprattutto se ne sta servendo e, questo, è già un miracolo. Oggi la cultura si sta affidando alle più disparate forme di divulgazione e fruizione e anche questo è un miracolo&#8230;! La cultura è fruibile sui social e questo è ancora un miracolo&#8230; Insomma, il mondo della cultura si sta rivoluzionando, ma la vera rivoluzione spetta all&#8217; uomo e alla sua sensibilità!</p>
<p><b>Cosa sta a significare, per voi, il termine &#8220;dal basso&#8221;?</b></p>
<p>Per noi di Verehia significa ripartire insieme. Ovvero, e questo potrebbe essere anche un appello, sediamoci tutti attorno ad un tavolo, istituzioni e operatori culturali, senza simpatie o antipatie varie, e progettiamo insieme la rinascita della nostra città. Le istituzioni sono le entità che muovono i fili, ma devono essere gli operatori e le loro competenze a dettarne le regole. Un politico non vive di cultura e turismo, mentre chi si adopera per realizzare anche un solo prodotto culturale e renderlo accattivante sì, e sa precisamente quali sono le vere esigenze e problematiche del settore o del territorio. Dunque ripartiamo dal basso, ripartiamo da chi già si adopera per la rinascita, senza imposizioni dall alto.</p>
<p><b>Progetti futuri?</b></p>
<p>Il 2017, per Verehia, potrebbe essere un anno molto ricco ed interessante. Continuate a seguirci sui nostri social e lo scoprirete.<br />
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