<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Art&#039;Empori &#187; alberico d&#8217;auria</title>
	<atom:link href="https://www.artempori.it/artempori/tag/alberico-dauria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.artempori.it/artempori</link>
	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 21:41:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.41</generator>
	<item>
		<title>“Trentennio” di Gianni D’Elia (di Alberico D&#8217;Auria)</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/07/18/trentennio-di-gianni-delia-di-alberico-dauria/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2010/07/18/trentennio-di-gianni-delia-di-alberico-dauria/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 19:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alberico D&#039;Auria]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[alberico d'auria]]></category>
		<category><![CDATA[claudio lolli]]></category>
		<category><![CDATA[franco fortini]]></category>
		<category><![CDATA[gianni d'elia]]></category>
		<category><![CDATA[pier paolo pasolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=3000</guid>
		<description><![CDATA[“Trentennio” di Gianni D’Elia Poesia epica che narra della generazione giovane (nel &#8217;68) della rivoluzione che non c’è stata, generazione che voleva cambiare il mondo dei padri prima mettendo la fantasia al potere e poi contro il muro dei padri schiantata…   &#8230; per una giustizia di strada sbarrata, poesia che pone con precisione questioni politiche e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Trentennio” di Gianni D’Elia</p>
<p>Poesia epica che narra della generazione giovane (nel &#8217;68) della rivoluzione che non c’è stata, generazione che voleva cambiare il mondo dei padri prima mettendo la fantasia al potere e poi <em>contro il muro dei padri schiantata…   &#8230; per una giustizia di strada sbarrata</em>, poesia che pone con precisione questioni politiche e morali di allora e di ora, poesia della memoria che cerca di fissare con il suono delle parole momenti precisi dell’anima per impedire al tempo di rimpicciolire, di allontanare, di sbiadire, poesia dell’amore, dell’amicizia e dell’illusione per comprendere che quella era una voglia di rivoluzione determinata forse più dal cuore che dalla testa, poesia di denunzia delle stragi di Stato e poi di altre tragedie della nostra epoca (piazza <em>Tien an men, </em>la <em>guerra di maggio</em>) e nello stesso tempo di smarrimento per <em>i partitici comunisti combattenti</em> che hanno ammazzato assurdamente ed inutilmente tanta gente e contribuito a distruggere quel movimento, poesia della musica e delle canzoni con le quali anche volevamo stabilire fatti, denunziare ingiustizie e misfatti e sognare un impossibile mondo perfetto <em>nell’attacco arioso del sax</em>, poesia canzone e canzone poesia che insieme camminano perché <em>quello non fu il sogno di un momento</em> (ma subito dopo sarà necessario che “disoccupiamo le strade dai sogni”*), poesia che non vuole sottrarsi al bilancio del rapporto personale intristito dal passare degli anni quando <em>questo mondo ottuso, che si voleva cambiare, ora che soli e accompagnati, in ore querule per caso ci s’incontra, vagando, prima d’un temporale…</em>, poesia della presa di coscienza del passaggio da un tempo in cui <em>c’era tutta quella gran polvere del parco sotto le clarks di una gente infinita </em>a un tempo in cui chi non si è omologato è rimasto spesso a nutrirsi di solitudine ora che <em>…tutto quello che abbiamo è il nostro nulla…</em>, poesia che ci fa rivedere nel ricordo dolce e melanconico di quei giorni <em>… ti ricordi Carlini? …la cosa comune, il salario garantito, le trentasei ore per tutti uguali, il Cile di Allende…</em> e descrive<em> </em>con una lucida spietata analisi tutti i maggiori avvenimenti dell’ultimo trentennio.</p>
<p> Trentennio in cui il presente è stato ed è ancora spesso “questo presente rosso sangue, questo ritorno di barbarie-novità… e i disperati stanno male, soli e lontani anche dalle parole…*”.</p>
<p>Ma rimane fermo il sogno della possibilità del cambiamento, rimane ferma la necessità dell’amore, dell’amicizia, della solidarietà e delle parole come unica arma contro le quotidiane ingiustizie e sopraffazioni. Così eravamo e siamo quelli che “è vero che non ci capiamo che non parliamo mai in due la stessa lingua, e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero…*” ed anche quelli che  continuano ad aspettare quel maggio. Con la consapevolezza che all’inizio di quel maggio “ <em>poi è tornato febbraio. Dunque era il Tornare che faceva del Tempo un Nulla: un Bene e un Male**”.</em> E questa storia di Gianni D’Elia (che è anche la nostra storia) cerchiamo ancora ostinatamente di raccontarla a molti e soprattutto ai giovani d’oggi con la possibilità della  “nostra verità imperfetta, umiliata – tra la rivoluzione che è passata e quella che verrà***”. </p>
<p>San Marco ai Monti, 20 giugno 2010.  alberico d’auria</p>
<p><em>In corsivo Gianni D’Elia</em>, *Claudio Lolli, ** Pier Paolo Pasolini, *** Franco Fortini.</p>
<p>alberico d’auria è nato a Benevento nel 1955 e vive a San Marco ai Monti BN, è medico da un trentennio e ascolta ancora la musica di Lolli (ora le lovesongs) e legge (e rilegge) Pasolini e Fortini.</p>
<p>In precedenza -da ragazzo- ha fatto parte a Benevento del movimento raccontato da Gianni D’Elia nelle sue poesie.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2010/07/18/trentennio-di-gianni-delia-di-alberico-dauria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Auguri d&#8217;Arte: Alberico d&#8217;Auria (quella sera era vento di marzo)</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/12/24/auguri-darte-alberico-dauria-quella-sera-era-vento-di-marzo/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2009/12/24/auguri-darte-alberico-dauria-quella-sera-era-vento-di-marzo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 00:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alberico D&#039;Auria]]></category>
		<category><![CDATA[Auguri d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[alberico d'auria]]></category>
		<category><![CDATA[quella sera era vento di marzo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=2194</guid>
		<description><![CDATA[                                                                                                                        (a mio padre) quella sera del vento di marzo mi sembrava quasi strano camminarti accanto. tu non parlavi ed io ascoltavo il correre del vento per il viale e dopo casa nostra e c’erano ancora quelle cose che come ora tu sai io ho nascosto perché non sapevo dirle e poi non te le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:right;"><span style="color:#993300;">                                                                                                                        (a mio padre)</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">quella sera del vento di marzo</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">mi sembrava quasi strano camminarti accanto.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">tu non parlavi</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">ed io ascoltavo il correre del vento</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">per il viale e dopo casa nostra</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">e c’erano ancora quelle cose</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">che come ora tu sai io ho nascosto</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">perché non sapevo dirle</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">e poi non te le ho dette mai</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">(al solito pensavo che poi che se che forse)</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">ma c’era il vento e tanto mi bastava</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">poche le luci  e ancora tremolanti.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">camminavo con te</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">e mi sentivo importante e già grande</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">non cercavo il senso delle cose</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">e  tutte le strade da percorrere</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">erano ancora solo lì</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">tra casa nostra e questo viale</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">(e ancora non sapevo</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">che poi con la conoscenza</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">in fine avrei detto basta</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">ad ogni tua sofferenza).</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">quella sera solo le nostre ombre messe lì per sempre</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">tremanti al vento.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"> <br />
così dopo tutti questi anni</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">io come sai quelle cose poi le ho scritte</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">ma ora che ritorna questo vento</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">ora che ricomincio da te</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">non posso scrivere quel tuo silenzio.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">alberico d’auria.                                            24 marzo 2009</span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2009/12/24/auguri-darte-alberico-dauria-quella-sera-era-vento-di-marzo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Medicina&#8221; di Alberico D&#8217;Auria</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/10/24/medicina-di-alberico-dauria/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2009/10/24/medicina-di-alberico-dauria/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 13:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alberico D&#039;Auria]]></category>
		<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Post della lista di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[alberico d'auria]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=1863</guid>
		<description><![CDATA[medicina da bambino avevo della medicina un’idea magica e meravigliosa. Avevo anche molta molta paura delle malattie. In quel tempo sereno c’era in me una magica certezza: la medicina del nostro dottore (chiamato al momento giusto da mia madre) avrebbe guarito le mie malattie e quelle dei miei genitori e di mio fratello. Era una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>medicina</p>
<p>da bambino avevo della medicina un’idea magica e meravigliosa. Avevo anche molta molta paura delle malattie. In quel tempo sereno c’era in me una magica certezza: la medicina del nostro dottore (chiamato al momento giusto da mia madre) avrebbe guarito le mie malattie e quelle dei miei genitori e di mio fratello. Era una certezza legata alla sensazione di immortalità che associavo a mia madre. Mi sembrava che nulla ci potesse capitare e se ci fosse stato un problema lei l’avrebbe risolto e se proprio non ce l’avesse fatta solo allora avrebbe chiamato il nostro dottore. Lui ci avrebbe dato le medicine giuste e tutto sarebbe tornato come prima. Mal di gola, febbre, mal di pancia, mali vari. Nulla poteva toccarmi. E nell’attesa della guarigione lei mi avrebbe detto le parole giuste per farmi stare tranquillo. Poi con il passare degli anni qualcosa ha cominciato a cambiare. Ma tutto accadeva così come quando ero piccolo. Certo aumentavano le ansie e i problemi. Andavo via di casa e vivevo in un’altra casa. Ma quando avevo una malattia la cosa si ripeteva. Chiamavo sempre mia madre e nella peggiore delle cose lei chiamava il nostro dottore e lui mi guariva. Poi ho studiato e sono diventato medico. A quel punto i ruoli si sono invertiti, ai miei occhi è scomparsa la sicurezza di mia madre e a poco a poco tutti in famiglia hanno avuto bisogno di me. Ero io a dover capire per risolvere le malattie comprese quelle di mia madre. E poi quelle dei miei figli. Ma dentro sempre avevo della medicina un’idea magica e meravigliosa e in fondo quella paura. Ora ne conoscevo bene il senso e il limite e quindi era una paura con meno paura. Avevo dubbi sul che era una malattia e sul che fare se facevo la cosa giusta o non la facevo e se c’era un’altra possibilità. E allora cercavo di parlare con tutti i medici che mi ricordavano quella vecchia magica certezza per cercare di capire a fondo la malattia in quel malato e per non trascurare niente. Cercavo di prendere qualcosa (il meglio?) da ogni cosa e di mettere insieme i pezzi. <span id="more-1863"></span>Cercavo anche di applicare un metodo rigido -quasi una formula matematica- e di fare e rifare sempre tutti i passaggi per cercare di eliminare ogni possibile errore. L’esperienza quotidiana mi diceva che in questo modo i risultati di guarigione erano migliori e maggiori. Ma per fare questo dovevo continuare ad avere dubbi e senza compromessi. L’unica sicurezza era il dubbio e questo forse mi dava insieme e un’aria insicura e un’aria sprezzante. L’aria sprezzante penso fosse per nascondere l’istintività di tutto il meccanismo. Pensavo che quelle persone malate che curavo potevano essere me e avendo molta paura della malattia cercavo di vincerla disprezzandola e senza cedere mai. Pensavo che dovevo fare, imparare ed insegnare a fare tutte le cose che avrei voluto facessero a me se ne avessi avuto bisogno. Quello era il tempo che tutto sembrava possibile e mi sembrava che ci sarebbe stato il tempo per mettere ogni cosa al suo posto e c’erano gli orizzonti con il sole.</p>
<p>E così abbiamo curato molte malattie  e molte persone sono guarite. Hanno continuato a vivere superando abissi profondi o scalando montagne. Hanno risolto il loro problema proprio come accadeva a me con mia madre e il nostro dottore. Forse sono stato un poco mia madre e un poco il nostro dottore, sicuramente c’era quella magia e quel mistero. Era quello il tempo che morire ci sembrava così impossibile, fuori di noi. Poi come in tutte le cose qualcosa si è rotto. Ai miei occhi era chiaro che la medicina stava diventando solo una necessità o un affare e il sistema di potere non concedeva possibilità per chi ha dubbi e paure. Sapevano che per insediare il loro potere dell’immagine e dell’efficienza e della certezza dovevano dividere ed eliminare la fantasia e il dubbio. Dovevano anche far diventare il disagio sempre più grande per chi non ha le possibilità. Determinare una società con una medicina che vuole apparire efficiente ed efficace ma con una disuguaglianza sempre più spietata e con un divario sempre più ampio tra la gente. Dove non puoi avere dubbi e paure perché non ti appartengono più e le persone diventano cose. Non ci sono più insieme medici e malati ma presunti sapienti e poveri cristi e non è importante cercare di capire per curare ma apparire. Questo è il tempo attuale che è appunto quello della confusione. È un tempo abbastanza duro ma questa è un’altra storia e andrà raccontata a parte. Queste poche parole possono ancora servire a cercare di capire e a cambiare le cose?</p>
<p>Non lo so.</p>
<p>giugno 2006.</p>
<p>alberico d’auria</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2009/10/24/medicina-di-alberico-dauria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Segnalibri &#8211; Poesie di Erri De Luca, Alberico D&#8217;Auria, Pier Paolo Pasolini</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/11/segnalibri-poesie-di-erri-de-luca-alberico-dauria-pier-paolo-pasolini/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/11/segnalibri-poesie-di-erri-de-luca-alberico-dauria-pier-paolo-pasolini/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 15:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alberico D&#039;Auria]]></category>
		<category><![CDATA[De Luca Erri]]></category>
		<category><![CDATA[Libreria Masone Alisei]]></category>
		<category><![CDATA[Pasolini Pier Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalibri]]></category>
		<category><![CDATA[alberico d'auria]]></category>
		<category><![CDATA[erri de luca]]></category>
		<category><![CDATA[pier paolo pasolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=939</guid>
		<description><![CDATA[&#8230; Attraversata la strada, non si gira, compagna luna, antica prigioniera che s&#8217;arrende alle sbarre della sera. Erri De Luca *** &#8230; lune rovesciate  stasera lune calpestate - e poche stelle - e compagna luna anche per me che sto dalla tua parte quella più sognata&#8230; Alberico D&#8217;Auria  *** per essere poeti ci vuole molto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#993300;"><em>&#8230;</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>Attraversata la strada, non si gira,</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>compagna luna, antica prigioniera</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>che s&#8217;arrende alle sbarre della sera.</em></span></h3>
<h3 style="padding-left:30px;"><span style="color:#993300;">Erri De Luca</span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;">***</span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;">&#8230;</span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"><em>lune rovesciate </em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"> </span><span style="color:#993300;"><em>stasera</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>lune calpestate</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>- e poche stelle -</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>e compagna luna</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>anche per me</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>che sto dalla tua parte</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>quella più sognata&#8230;</em></span></h3>
<h3 style="padding-left:30px;"><span style="color:#993300;">Alberico D&#8217;Auria</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"> </span><span style="color:#993300;">***</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>per essere poeti ci vuole molto tempo</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>ore ed ore di solitudine</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>per dare stile al caos</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>io di tempo ormai ne ho poco per colpa della morte&#8230;</em></span></h3>
<h3 style="padding-left:30px;"><span style="color:#993300;"> </span><span style="color:#993300;">Pier Paolo Pasolini </span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Dai segnalibri della Libreria Masone (Benevento, 2006).<br />
</span><span style="color:#993300;">Scelta a cura di Alberico D&#8217;Auria. </span><span style="color:#993300;"><br />
<hr /></span><span style="color:#993300;">ERRI DE LUCA (Napoli, 20 maggio 1950) è uno scrittore e traduttore italiano. Giovanissimo, a diciotto anni nel 1968 raggiunge Roma, dove entra nel movimento politico Lotta Continua, divenendone uno dei dirigenti attivi durante gli anni settanta.<br />
In seguito svolge numerosi mestieri in Italia e all&#8217;estero, come operaio qualificato, camionista, magazziniere, muratore. Durante la guerra in ex-Jugoslavia è autista di convogli umanitari destinati alle popolazioni. Studia da autodidatta diverse lingue, tra cui l&#8217;ebraico antico dal quale traduce alcuni libri della Bibbia.<br />
Pubblica il primo libro nel 1989, a quasi quarant&#8217;anni: Non ora, non qui, una rievocazione della sua infanzia a Napoli.<br />
Regolarmente tradotto in lingua francese, tra il 1994 e il 2002, riceve il premio France Culture per Aceto, arcobaleno, il Premio Laure Bataillon per Tre Cavalli e il Femina Etranger per Montedidio. È del 1999 il libro Tu, mio.<br />
La critica italiana non è stata sempre benevola con lui. La sua opera è stata stroncata duramente da Massimo Onofri in un pamphlet collettivo dal titolo: Sul banco dei cattivi. A proposito di Baricco e di altri scrittori alla moda (Donzelli, 2006). Il critico parla di «eterno dannunzianesimo italiano, aggiornato al rosso dell&#8217;ideologia». L&#8217;altra accusa ricorrente è quella di &#8220;kitsch teologico&#8221;. (da wikipedia)</span><span style="color:#993300;"><br />
<hr /></span><span style="color:#993300;">ALBERICO D&#8217;AURIA è nato a Benevento, nel 1955. Medico, vive e lavora a Benevento.<br />
E&#8217; autore di alcune raccolte di poesie:<br />
- &#8220;Ancora una volta&#8221;, Rosso&amp;Nero Edizioni, Benevento, 2003;<br />
- &#8220;Shades&#8221; (ombre), Pagine Edizioni, Roma, 2008.</span><br />
<hr /><span style="color:#993300;">PIER PAOLO PASOLINI (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) è stato uno scrittore, poeta e regista italiano. È internazionalmente considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo.<br />
Dotato di un&#8217;eccezionale versatilità culturale, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi come poeta, romanziere, linguista, giornalista e cineasta.<br />
</span><span style="color:#993300;">Attento osservatore della trasformazione della società dal dopoguerra sino alla metà degli </span><span style="color:#993300;">anni settanta</span><span style="color:#993300;">, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente </span><span style="color:#993300;">società dei consumi</span><span style="color:#993300;"> italiana, ma anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti. </span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/11/segnalibri-poesie-di-erri-de-luca-alberico-dauria-pier-paolo-pasolini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
