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	<title>Art&#039;Empori &#187; antonio di chiara</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Il più grande del mondo. Vita e morte di Arpad Weisz, allenatore ebreo</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 16:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Antonio Di Chiara] La prima volta che ho sentito parlare di Arpad Weisz è stato vedendo, un paio di anni orsono, il programma “Federico Buffa racconta Arpad Weisz”. Ricordo che era il Giorno della Memoria, il 27 gennaio 2013. Ricordo che mi chiesi “E chi sarà mai”?!? Ricordo che l’avvocato Buffa raccontava la storia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/04/arpad-weisz-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16362" alt="arpad-weisz (1)" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/04/arpad-weisz-1-300x210.jpg" width="300" height="210" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/antonio-di-chiara-autori-di-artempori/">Antonio Di Chiara</a>] La prima volta che ho sentito parlare di Arpad Weisz è stato vedendo, un paio di anni orsono, il programma “Federico Buffa racconta Arpad Weisz”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che era il Giorno della Memoria, il 27 gennaio 2013.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che mi chiesi “E chi sarà mai”?!?</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che l’avvocato Buffa raccontava la storia di questo ebreo austro-ungarico, calciatore della fortissima Ungheria degli anni ’20 diventato allenatore, troppo presto, a causa di un grave infortunio di gioco. Allenatore arrivato poi in Italia ad allenare prima l’Ambrosiana Inter, dove ebbe il colpo di genio di scoprire Giuseppe Meazza, troppo esile e perciò, in un primo momento, scartato dagli osservatori dell’Inter, ma voluto fortemente da Arpad Weisz. Successivamente allenatore del grande Bologna, dove vinse altri due scudetti e il Torneo dell’Esposizione, a Parigi, l’equivalente dell’attuale Champions League, battendo il Chelsea in finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che la storia raccontata da Buffa, ad un certo punto, continuava dicendo che all’apice della carriera, quando ormai Arpad Weisz era considerato il più grande allenatore d’Italia, dopo che aveva scritto un “Manuale sul giuoco del calcio” e del suo modulo W-M, nel 1938 vengono promulgate in Italia le leggi razziali. Le leggi antisemite sono uno stupro!</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo, raccontava ancora Buffa, che Weisz continuò ad allenare quasi come se niente fosse fin quando le camice nere non imposero ai dirigenti del Bologna di liberarsi dell’ebreo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo il viaggio di Weisz per fuggire dall’Italia fascista e razzista prima in Francia e poi in Olanda, dove continuava ad allenare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo la deportazione di Arpad, della moglie Ilona e dei suoi due figli Roberto e Clara ad Auschwitz dove per tutti loro sarà la fine. Per Arpad arriverà il 31 gennaio del 1944. Solo, senza sapere che fine ha fatto la sua stessa famiglia, ma soprattutto senza capire cos’ha fatto di male per giungere a quella fine tanto crudele, cos’ha fatto di male per meritare quegli insulti razziali, urlati da quelle persone che prima lo adoravano e osannavano e che in poche ore gli voltarono le spalle dimenticandolo.</p>
<p style="text-align: justify;">“Fate correre quella palla! Fate correre quella maledetta palla”!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Così inizia e così finisce lo spettacolo magistralmente messo in scena, il 25 aprile 2015, presso il Magnifico Visbaal Teatro di Benevento, dalla Compagnia Mutamenti/Teatro Civico 14 che, con in scena il solo attore Roberto Solofria, su drammaturgia di Simone Caputo, Ilaria Delli Paoli e Rosario Lerro, ha raccontato la storia de “Il più grande” così come l’ho descritta poc’anzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un solo attore; una lavagna sulla quale viene scritta la storia di Arpad Weisz; dei supporti in ferro che, all’occorrenza, fungono da calciatori del Bologna, da vagoni del treno che lo porta ad Auschwitz, da internati con diversi colori a seconda delle “specie” (rosa per i gay, giallo per gli ebrei, ecc.); e, infine, tanta emozione e commozione durante e dopo lo spettacolo! Come quella sera del 27 gennaio 2013 davanti al televisore&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è, in sintesi, “Il più grande” la storia di Arpad Weisz che è morto due volte: la prima volta ucciso dai nazifascisti e dalla loro crudeltà; la seconda volta, ed è forse la peggiore, morto per mano di noi italiani, di noi amanti di quello che è definito il più bel gioco al mondo, perché l’abbiamo completamente dimenticato per oltre sessant’anni!</p>
<p style="text-align: justify;">Ed il fatto di finire lo spettacolo con quel suo classico incitamento a far correre la palla è stato un bel modo, come mi hanno raccontato attore e registi parlando dopo l’esibizione, di ricordare Arpad e, soprattutto, di immaginarselo anche nell’aldilà a fare ciò che gli era sempre piaciuto fare: allenare!</p>
<p style="text-align: justify;">Un ringraziamento, perciò, davvero sentito alla Compagnia Mutamenti/Teatro Civico 14 per averci ricordato e messo in scena una storia dimenticata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed anche il voler scrivere delle mie emozioni vuole essere un modo per non ricordare e non dimenticare, rendendo omaggio ad una persona davvero speciale: il più grande!</p>
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		<title>Una serata teatrale dalla tradizione contadina. Il Bruscello poliziano.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Sep 2014 19:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[.Antologia artistica]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Antonio Di Chiara] In vacanza in Toscana, durante una sera di quest’estate che non ha le caratteristiche proprie dell’estate, ho avuto il piacere di assistere alla pièce “Romeo e Giulietta”, la 75° edizione del Bruscello poliziano, una delle più antiche e originali espressioni del teatro popolare italiano, in scena sullo splendido sagrato della Cattedrale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[di A<a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/antonio-di-chiara-autori-di-artempori/">ntonio Di Chiara</a>] In vacanza in Toscana, durante una sera di quest’estate che non ha le caratteristiche proprie dell’estate, ho avuto il piacere di assistere alla pièce “Romeo e Giulietta”, la 75° edizione del Bruscello poliziano, una delle più antiche e originali espressioni del teatro popolare italiano, in scena sullo splendido sagrato della Cattedrale in Piazza Grande a Montepulciano (SI).</p>
<p style="text-align: justify;">Una rilettura popolare in tre atti del celebre dramma d’amore che ha come protagonisti gli sfortunati giovani innamorati Romeo e Giulietta e le vicende delle loro famiglie in contrasto tra di loro nella Verona del Trecento: i Montecchi e i Capuleti. Feste, duelli, l’intreccio amoroso sotto il famoso balcone e il tragico finale con la morte dei due amanti sono gli ingredienti di questo spettacolo diventato uno degli appuntamenti più importanti e originali del teatro popolare italiano organizzato dalla Compagnia Popolare del Bruscello di Montepulciano interpretato e cantato con arie popolari da attori non professionisti (studenti, impiegati, liberi professionisti, pensionati e artigiani), con 100 comparse dai 6 ai 70 anni ed una orchestra di 20 elementi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Bruscello è una forma di spettacolo nato nella Valdichiana, in Toscana, ed affonda le sue radici nella tradizione contadina quando gruppi di giovani giravano tra i poderi e le aie cantando storie della letteratura popolare e le gesta degli eroi epici in ottava rima. La peculiarità del Bruscello sta, infatti, nell’adattare un testo recitato, quest’anno il Romeo e Giulietta di Shakespeare, a questo modo di fare teatro popolare dove si canta invece di recitare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1939, grazie alla Compagnia Popolare del Bruscello che da allora organizza lo spettacolo, si trasforma realizzando, per quei tempi, un vero e proprio intervento di avanguardia teatrale. Da uno schema stilistico itinerante e “povero”, infatti, con pochi “bruscellanti” (così vengono chiamati gli attori del Bruscello) e senza tanti abbellimenti, il Bruscello inizia ad essere rappresentato in un palcoscenico come il sagrato della Cattedrale di Montepulciano, arricchito con una vera orchestra, le luci, gli effetti, i costumi e la divisione  dello spettacolo in scene in tre atti con la stesura di un libretto in cui gli attori assumono il carattere dei personaggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/09/bruscello-poliziano4-f.antonio-dichiara.jpg"><img class="alignleft  wp-image-14138" alt="bruscello poliziano4 f.antonio dichiara" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/09/bruscello-poliziano4-f.antonio-dichiara.jpg" width="384" height="250" /></a>Che dire. Quando mi è stato proposto di assistere a questa rappresentazione teatrale non ero molto entusiasta. Me lo immaginavo come una sorte di musical, del quale non sono proprio un amante. Fin dall’inizio, invece, sono stato rapito da questa, per me, nuova forma teatrale e mi ha appassionato tanto che, alla fine, ho capito che il Bruscello a Montepulciano è una festa per tutti e di tutti, anche di coloro i quali stanno in platea ed assistono, perché il rivivere delle antiche storie consente ad ognuno di sentire di essere parte della storia, di un territorio e di una cultura. E, in una sera di metà agosto pure abbastanza fredda, mi sono sentito anch’io parte di questa storia, di questo territorio, di questa cultura sconosciuta fino a qualche ora prima.</p>
<p style="text-align: justify;">E quando i bruscellanti, tutti schierati sul palco, hanno intonato l’ultimo canto,</p>
<blockquote><p><i>Buonanotte, voi giù che ascoltate, </i></p>
<p><i></i><i>per quest’anno il Bruscello è finito.</i></p>
<p><i></i><i>Grazie a tutti, signori, e scusate,</i></p>
<p><i></i><i>se un po’ tardi vi mando a dormir.</i></p>
<p><i></i><i>Ecco termina il dramma ed il canto,</i></p>
<p><i></i><i>che avrà fatto soffrir più di un cuor;</i></p>
<p><i></i><i>forse è poca la gioia, troppo il pianto,</i></p>
<p><i></i><i>ma è la vita ch’è fatta così.</i></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">anche io, come tutti i presenti, mi sono alzato in piedi, ho battuto le mani e gridato a tutti loro &#8220;BRAVI!&#8221;. Perché, pur non essendo professionisti, hanno saputo, con la loro passione ed energia, entusiasmarmi, coinvolgermi, infiammarmi proprio come un poliziano!</p>
<p>Davvero una gran bella emozione che spero di ripetere in una prossima edizione.</p>
<p>&#8212;</p>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/09/07/una-serata-teatrale-dalla-tradizione-contadina-il-bruscello-poliziano/bruscello-poliziano1-f-antonio-dichiara/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/09/bruscello-poliziano1-f.antonio-dichiara-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="bruscello poliziano1 f.antonio dichiara" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/09/07/una-serata-teatrale-dalla-tradizione-contadina-il-bruscello-poliziano/bruscello-poliziano2-f-antonio-dichiara/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/09/bruscello-poliziano2-f.antonio-dichiara-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="bruscello poliziano2 f.antonio dichiara" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/09/07/una-serata-teatrale-dalla-tradizione-contadina-il-bruscello-poliziano/bruscello-poliziano3-f-antonio-dichiara/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/09/bruscello-poliziano3-f.antonio-dichiara-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="bruscello poliziano3 f.antonio dichiara" /></a>

<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sui Concerti della bottega. Pianoforte &amp; violoncello con Caterina Fuccio e Silvano Maria Fusco</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 07:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Antonio Di Chiara] A Palazzo Fusco-Rossi, a Benevento, il 30 luglio, si è tenuto il penultimo appuntamento de “I concerti della Bottega” con il concerto di musica classica del duo Silvano Maria Fusco, al violoncello, e Caterina Fuccio, al pianoforte. Manco a dirlo la serata ha regalato forti emozioni musicali attraverso ritmi allegri, intensi e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[di A<a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/antonio-di-chiara-autori-di-artempori/">ntonio Di Chiara</a>] A Palazzo Fusco-Rossi, a Benevento, il 30 luglio, si è tenuto il penultimo appuntamento de “I concerti della Bottega” con il concerto di musica classica del duo Silvano Maria Fusco, al violoncello, e Caterina Fuccio, al pianoforte.</p>
<p style="text-align: justify;">Manco a dirlo la serata ha regalato forti emozioni musicali attraverso ritmi allegri, intensi e molto spesso coinvolgenti tanto che il numeroso pubblico, che il piccolo atrio del palazzo non è riuscito a contenere all’interno costringendo molti ad ascoltare il concerto dalla strada, ha saputo apprezzare tributando lunghissimi applausi ai due musicisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre che essere due bravissimi professionisti capaci di catturare l’attenzione di tutti, competenti e non, con le loro esecuzioni ed i loro virtuosismi, il violoncellista Fusco, in particolare, si è rivelato anche un fantastico intrattenitore ammaliando i presenti con aneddoti divertenti mentre, tra il serio ed il faceto, illustrava e spiegava cosa il duo andasse ad eseguire di lì a poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati eseguiti sei brani musicali di compositori come Valentini, Selmi, Paganini, Rossini, Astor  Piazzolla e Gardel, tutti graditissimi. Ma è stato soprattutto il “Libertango” di Piazzolla che ha riscontrato il favore e l’apprezzamento del pubblico presente tanto che i due giovani musicisti l’hanno riproposto come bis!</p>
<p style="text-align: justify;">A fine serata e, giunti ormai quasi all’epilogo della manifestazione, non si può non fare una considerazione: “I Concerti della Bottega”, sotto la direzione artistica di Enrico Minicozzi, sono un esempio mirabile di come anche una città di provincia come Benevento, tante volte bistrattata per il suo “immobilismo culturale”, sia capace di mettere in scena, con poche risorse ma tantissima buona volontà e competenza, degli spettacoli degni di nota, capaci di emozionare.</p>
<p><a href="http://iframewidth=420height=315src=//www.youtube.com/embed/8W0KILYvQ6wframeborder=0allowfullscreen/iframe"><iframe src="//www.youtube.com/embed/8W0KILYvQ6w" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://iframewidth=560height=315src=//www.youtube.com/embed/F6o3QU_F8Q4?list=UUnBNXV87smdxkbce0jUSzvgframeborder=0allowfullscreen/iframe"><iframe src="//www.youtube.com/embed/F6o3QU_F8Q4?list=UUnBNXV87smdxkbce0jUSzvg" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #993300;">Per una visione ottimale delle foto, <strong>cliccare all’interno della foto in testa all’articolo</strong> e, poi (apertasi una nuova finestra), cliccare sulla destra di ogni foto (per andare avanti) o cliccare sulla sinistra della foto (per andare indietro).</span><br />
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/08/01/sui-concerti-della-bottega-pianoforte-violoncello-con-caterina-fuccio-e-silvano-maria-fusco/fuccio-fusco-0concerti-bottega-2014-f-antonio-dichiara/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/08/fuccio-fusco-0concerti-bottega-2014-f.antonio-dichiara-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="fuccio fusco 0concerti bottega 2014 f.antonio dichiara" /></a>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>La fatica di essere &#8220;Una donna del Sud&#8221; nel monologo di Pierluigi Tortora</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 22:43:15 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/07/pierluigi-tortora-donna-sud-quartaparetepress.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13424" alt="pierluigi-tortora-donna sud quartaparetepress" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/07/pierluigi-tortora-donna-sud-quartaparetepress-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/antonio-di-chiara-autori-di-artempori/">Antonio Di Chiara</a>] Emozionante! È la prima parola che mi viene in mente ripensando allo spettacolo andato in scena, il 23 luglio 2014, presso Palazzo Fusco-Rossi, per “I concerti della Bottega”. Emozioni forti come quelle che solo certe Donne sanno suscitare. Donne che hanno vissuto gli stenti, la guerra, le gioie ed i dolori; donne che hanno saputo accontentarsi di quello che avevano e di tenerselo stretto a sé; donne che hanno saputo affrontare le difficoltà con la dignità che, forse, solo le donne di altri tempi avevano; donne che hanno saputo ridere e far ridere. Ecco: Giuseppina è una di queste donne con una particolarità: è una donna del Sud, forte ma anche tenera, moglie devota e madre affettuosa, una donna che appartiene alla sua terra… la terra del Sud!</p>
<p style="text-align: justify;">Caldamente consigliatomi da un amico, a scatola chiusa, senza dirmi il perché sarebbe stato bello assistere a questo monologo, sono andato all’appuntamento quasi timoroso. Quando si parla di monologo teatrale non sai mai cosa ti aspetta! Ed invece…</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà perché lo spettacolo diretto ed interpretato da Pierluigi Tortora racconta una storia comune, la storia di Giuseppina, detta Peppenella perché bellella e peccerella, che è la nonna dell’attore ma potrebbe essere la nonna di tanti di noi; sarà perché Giuseppina suscita ilarità nello spettatore quando racconta di come, un giorno, seguito suo marito Valentino mentre andava dall’amante, affronta la stessa a muso duro (“Zucculò! Caccia a maritimo a via ‘e fore! Maritimo è ‘o mio, sinnò ve votto abbascio a tutt’e due”! Ato che pasta ‘e fasule!!!); sarà perché Giuseppina provoca profonda commozione in tutti quando racconta di come, nel 1946, “erano tiempi brutti assai”, perse il primo figlio, Tullio, dilaniato da una bomba post bellica mentre giocava! La messa in scena dello strazio di Giuseppina alla vista del corpo dilaniato del figlio ed il silenzio che segue, per alcuni attimi, non può indurre lo spettatore a non riflettere sulla guerra e sulle conseguenze che essa provoca, ancora oggi, proprio sui bambini che giocano…</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà perché Giuseppina è una donna forte che, da sola, va in treno a Palermo a trovare la figlia ed i nipoti ma è anche una donna saggia perché si rende conto che, ad una certa età, non può più prendere il treno per Palermo perché l’ultima volta “Me scurdai ‘e scenne a Palermo e arrivai a nù paese che se chiama comme ‘o liquore: Marsala!”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà perché Tortora, in questo monologo, vestendo i panni della nonna Giuseppina, e raccontando le numerose storie della sua famiglia, le storie della sua vita quasi centenaria, ha messo in scena una cronaca dal passato mentre tutto intorno il mondo cambia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà per tutto questo e per tanto altro che, alla fine, quando gli applausi attribuivano il giusto tributo all’attore in scena, mi sono detto &#8220;Peccato che sia già finito&#8221;.</p>
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		<title>Avere a cuore il mondo di Carmela Longo. Resoconto della presentazione.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2013 15:29:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Carmela Longo, psicoterapeuta, è una persona dotata di rara empatia: ha un viso bello, aperto e, come ha raccontato lei stessa, ha deciso sin da ragazzina di fare &#8216;qualcosa per gli altri&#8217;. Non a caso è diventata psicologa e, da tantissimi anni, si occupa di volontariato, di associazionismo, di società. Sabato, 19 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/carmela-longo-patagoscia2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8583" alt="carmela longo patagoscia2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/carmela-longo-patagoscia2.jpg" width="152" height="112" /></a>[di Tullia Bartolini] Carmela Longo, psicoterapeuta, è una persona dotata di rara empatia: ha un viso bello, aperto e, come ha raccontato lei stessa, ha deciso sin da ragazzina di fare &#8216;qualcosa per gli altri&#8217;. Non a caso è diventata psicologa e, da tantissimi anni, si occupa di volontariato, di associazionismo, di società.  Sabato, 19 ottobre, ha presentato il suo libro &#8216;Avere a cuore il mondo&#8217;, edito da Meridiana, nei locali della Libreria &#8216;Masone&#8217;. E&#8217; oltre un decennio che il suo titolare, Alessio, si batte per motivazioni simili a quelle di Carmela: per un rinnovamento dal basso della società civile, che non ammette deleghe, grazie ai &#8216;GAS&#8217;, ad associazioni quali Benevento EcoSolidale, ad Art&#8217;Empori, alle cene-baratto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;Questo è un testo che è un bilancio&#8217;, ci ha detto Carmela, &#8216;un condensato di ciò che ho capito finora&#8217;. Alla presenza di moltissime persone, Carmela ci ha regalato un incontro corale, ripercorrendo la strada fatta e vissuta come un vero e proprio percorso evolutivo (nel frattempo sono nati anche tre, amatissimi figli). &#8216;La domanda che mi sono sempre posta è: come possiamo fare tutti per migliorare il mondo?&#8217;, ci ha detto.&#8217;Soprattutto in tempi come quelli che viviamo, dominati dal conflitto, dal rancore e dall&#8217;incapacità di assumerci delle responsabilità&#8217;.</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"> Tra i tanti amici venuti a rendere omaggio a Carmela, ci ha molto colpiti Roberto Priore, psicanalista. La sua testimonianza di vita ricalca i valori propugnati dalla Longo nel suo libro. &#8216;E&#8217; un testo&#8217;, ha detto, &#8216;che ci spinge a farci molte domande. Ma la verità è che noi non abbiamo ancora capito cosa stiamo facendo alla terra&#8217;. Il benessere dell&#8217;Occidente a discapito del resto del mondo, eppure, ha detto Priore, &#8216;l&#8217;uomo che siamo non era il nostro destino, su questo pianeta&#8217;. Anche Alessio Masone ha preso la parola, raccontando l&#8217;incontro con Carmela, la loro amicizia negli anni, le tante battaglie portate avanti assieme. Ha parlato di verità e di metodo, cioè di cosa ne facciamo, di questa verità: in questo senso, il mondo intellettuale, ha detto, &#8216;ha grosse responsabilità&#8217;. Gianna Volpe, Antonio Polichetti (autore di &#8216;Quo vadis Italia), Mario Festa, Enzo Maddaloni, hanno portato le loro testimonianze, tutte a favore del volontariato e dell&#8217;impegno civile. Una serata intensa, ricca, vera. Eravamo in tanti: cittadini stanchi di delegare, di essere &#8216;plebe docile&#8217; che ammette passivamente tutto ciò che le viene propinato.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue una galleria di foto realizzate da Camillo Fragnito.</p>

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2013/10/21/avere-a-cuore-il-mondo-di-carmela-longo-resoconto-della-presentazione/alessio-masone-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/10/alessio-masone-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="alessio masone" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2013/10/21/avere-a-cuore-il-mondo-di-carmela-longo-resoconto-della-presentazione/alessio-masone3/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/10/alessio-masone3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="alessio masone3" /></a>
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		<title>L&#8217;entusiasmo di Art&#8217;Empori per il PoeCivismo</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 22:51:06 +0000</pubDate>
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<p>26 agosto 2010, libreria Masone Alisei, Benevento</p>
<p>Fotosintesi della riunione di Art&#8217;Empori sul &#8220;PoeCivismo&#8221;, movimento per un&#8217;arte capace di giustizia che sarà presentato durante il festival &#8220;Poesia in forma di rosa&#8221; di settembre 2010.</p>
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