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	<title>Art&#039;Empori &#187; attentato di parigi</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Si può dire? Una libertà che aggredisce la libertà di altre culture è un controsenso.</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2015 07:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[     Durante il telegiornale, che trasmetteva le immagini delle dodici persone assassinate a Parigi, scorrevano i sottotitoli di notizie di quotidiana cronaca relative ad ancor più numerose persone morte rischiando la vita per divertimento: in montagna sciando, in auto viaggiando, in moto per essere nel mito della Dakar, in aereo per delirio di onnipresenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i id="yiv0875338373ecxyui_3_16_0_1_1420718464314_17152"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/01/censura.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15727" alt="censura" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/01/censura-234x300.jpg" width="234" height="300" /></a>     Durante il telegiornale, che trasmetteva le immagini delle dodici persone assassinate a Parigi, scorrevano i sottotitoli di notizie di quotidiana cronaca relative ad ancor più numerose persone morte rischiando la vita per divertimento: in montagna sciando, in auto viaggiando, in moto per essere nel mito della Dakar, in aereo per delirio di onnipresenza geografica.<br />
</i><i id="yiv0875338373ecxyui_3_16_0_1_1420718464314_17152">     Ci scandalizza chi muore per lavoro (nella strage di Parigi) e non chi muore, ogni giorno, per inseguire il divertimento. Forse perché, nel primo caso, i mandanti delle morti sono comodamente individuabili all&#8217;esterno di noi, facendo in modo che nulla cambi, mentre, nel secondo caso, i mandanti siamo noi stessi, con le nostre abitudini culturali troppo faticose da mettere in discussione. Finché esisteranno crimini nel mondo, sintomi di un malessere collettivo che si fenomenizza negli anelli più deboli, ogni società civile ne sarà moralmente responsabile.<br />
</i><i id="yiv0875338373ecxyui_3_16_0_1_1420718464314_17152">     Ormai, fallito il modello di sviluppo occidentale imposto nel mondo intero, bisogna rivedere il rapporto con le culture che, per resistere all&#8217;omologazione, lo hanno sempre osteggiato. E se la modernità occidentale fosse causa del terrorismo islamico perché genera diffusamente quell&#8217;infelicità occulta che, tra l&#8217;altro, costringe le persone a rischiare la vita per divertimento?<br />
</i><i id="yiv0875338373ecxyui_3_16_0_1_1420718464314_17152">     Per queste suggestioni ho ritenuto opportuno pubblicare qui il seguente articolo di Nunzio Castaldi che, come dovrebbe la buona satira, è controcorrente.<br />
</i><i id="yiv0875338373ecxyui_3_16_0_1_1420718464314_17152">     Alessio Masone    </i></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;<br clear="none" /><strong>Si può dire? Una libertà che aggredisce la libertà di altre culture è un controsenso.</strong><br clear="none" />.<br clear="none" /><i>[di <strong>Nunzio Castaldi</strong>] </i>L&#8217;attentato francese è un attentato al diritto naturale, non è un fatto religioso. Voglio dire che è un attentato, se possibile, ancora più terribile e crudele, perché di un&#8217;efferatezza tutta umana. Non credo sia neanche una guerra tra mondi, o tra libertà ed integralismo, civiltà ed ignoranza, progresso e barbarie. Spesso a sostenere questo sono gli stessi che poi sostengono che l&#8217;Occidente, oggi paladino del Bene, sia gli altri giorni tutto in mano al gruppo Bildeberg, agli USA, ai renziani, ai merkeliani, ai rettiliani etc etc&#8230; La verità è che il terrorismo è cosmopolita, come l&#8217;ignoranza, la prepotenza, la brutalità, l&#8217;intolleranza.<br />
.<br clear="none" />Ma penso anche che alla satira non si dovrebbe riconoscere un salvacondotto morale, un&#8217;immunità del giudizio, una zona franca. Non va subita a tutti i costi solo perché è &#8216;satira&#8217;. Alcune &#8216;vignette&#8217; di Charlie Hebdo, soprattutto in tema religioso, non le trovo divertenti, né intelligenti, solo pessime (tipo il ménage à trois sodomitico tra Padre Figlio e Spirito Santo) e finalizzate a destare scandalo. E se a sostenere cause giuste, tanto peggio. Le cause giuste vanno sostenute con parole ed iniziative giuste. Questa ovviamente è una mia opinione, da bigotto ignorante borghese avviato alla senilità (non posso con certezza dire alla pensione).<br />
.<br clear="none" />Eppure ci sono convinzioni profonde che vanno rispettate, anche solo per pudore. Ci sono limiti che non vanno oltrepassati. C&#8217;è un confine tra satira e gratuito cattivo gusto che a volte è sottilissimo, ma comunque riconoscibilissimo. La nostra sensibilità lo riconosce, anche se talora lo seppellisce con una (finta) risata. Perché c&#8217;è una dimensione, un orizzonte, una sacralità &#8216;laica&#8217;, &#8216;foscoliana&#8217; (il senso della famiglia, il rispetto per i defunti, sentimenti quali amicizia, fedeltà, onestà, il rispetto per le altrui opinioni, anche confessionali, il rispetto per l&#8217;altrui lavoro) che fonda la libertà di tutti, anche se Dio non esistesse, per dirla con Grozio; una sacralità che nostro malgrado ci appartiene e che va protetta. Anche dalla satira. Perché una libertà (sedicente di pensiero? di parola? di espressione?) che offende, oltre la sorniona presa in giro, altre libertà o altri uomini o altre opinioni o altre culture per me è un controsenso. Si può dire?</p>
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