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	<title>Art&#039;Empori &#187; crisi culturale</title>
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		<title>Crisi culturale e bene comune (di Marco Guzzi)</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 16:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Crisi culturale e bene comune   http://www.benecomune.net/news.interna.php?notizia=869 Marco Guzzi &#8211; 03/09/2009 Nel contesto del lavoro culturale quali sono le declinazioni possibili del bene comune? Si tratta di una prima domanda che ha a che fare anche con una questione che per secoli ha segnato la storia delle idee: quale è il ruolo sociale degli intellettuali? [&#8230;]]]></description>
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<p><a><span style="color:#0000ff;">Marco Guzzi</span></a> &#8211; 03/09/2009</p>
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<p><strong>Nel contesto del lavoro culturale quali sono le declinazioni possibili del bene comune?</strong> Si tratta di una prima domanda che ha a che fare anche con una questione che per secoli ha segnato la storia delle idee: <strong>quale è il ruolo sociale degli intellettuali?</strong></p>
<p><strong>Se si vuole fare <em>vera</em> cultura occorre “illuminare di significato” la vita delle persone; è questo il BC.</strong> Particolarmente efficace è il riferimento all’etimologia di “autore”: dal latino «àuctus», participio passato di «àugeo»: accresco, aumento, faccio prosperare. L’autore è dunque “colui che aumenta la vita”, con le sue parole, le sue idee, il suo fare riesce ad incidere nella vita delle persone e lascia una traccia.</p>
<p>Il tempo presente è caratterizzato, oltre che da una profonda crisi di autorità, anche da un vuoto di autorevolezza: questa situazione ha con il tempo prodotto una crisi di significato che, parafrasando le tesi di René Girard, conduce al “nulla del pensiero”, all’“apocalissi del pensiero”. <strong>La riflessione sulla contemporaneità è sterile, priva di agganci con la realtà</strong>: ad esempio, questo deficit è evidente nell’incapacità di ammettere che viviamo in una società depressa, <strong>una società avvitata su stessa nella quale la cultura è innocua, anestetizzata, incapace di “sconvolgere”. </strong></p>
<p>I <strong>caratteri negativi</strong> della cultura contemporanea possono riassumersi in tre punti:<!--&#091;if !supportEmptyParas]--> <!--&#091;endif]--></p>
<p><!--&#091;if !supportLists]-->1.      <!--&#091;endif]--><em><strong>autoreferenzialità</strong></em>: <strong>gli intellettuali sono preoccupati esclusivamente della promozione di se stessi,</strong> tutto si risolve nella partecipazione a circoli chiusi, la cultura è preda degli egoismi degli uomini interessati alla visibilità piuttosto che al senso;</p>
<p><!--&#091;if !supportLists]-->2.      <!--&#091;endif]--><em><strong>accademismo</strong></em><strong>: la cultura è vittima di una sorta di distorsione museale in virtù della quale è sradicata dai luoghi e dalla gente</strong> per essere rinchiusa nelle accademie e diventare oggetto di studio erudito ma sostanzialmente inutile;</p>
<p><!--&#091;if !supportLists]-->3.      <!--&#091;endif]--><em><strong>spettacolarizzazione</strong></em><strong>: nei rari casi nei quali la cultura riesce a ritagliarsi un qualche spazio pubblico non riesce a resistere alle forze della spettacolarizzazione </strong>che dominano il mondo della comunicazione: <strong>il risultato una cultura tutta schiacciata sull’intrattenimento, sulla semplificazione (la proliferazione di festival è lì a testimoniare questa deriva).</strong></p>
<p>Al di là di queste derive negative, il dato di fondo è il profondo scollamento tra l’anima del mondo e i linguaggi che tentano di raccontare il mondo.</p>
<p>Passando alle soluzioni prospettate, si segnalano tre ricette:<!--&#091;if !supportEmptyParas]--> <!--&#091;endif]--></p>
<p><!--&#091;if !supportLists]-->1.      <!--&#091;endif]--><em><strong>Interpretare la fase storica contingente come tempo estremo</strong></em>: in questa particolare fase storica <strong>occorre essere radicali e riscoprire il lavoro culturale come attività di critica sociale. </strong></p>
<p><!--&#091;if !supportLists]-->2.      <!--&#091;endif]--><em><strong>Elaborare un nuovo pensiero-ragione</strong></em><strong> <em>dell’ascolto</em>: una cultura “aumentante”</strong> è una cultura che è in grado di dire cosa sta finendo, un pensiero nascente che con il tempo saprà trasformarsi in giudizio di valore, uscendo dal riduzionismo e aprendosi verso una relazionalità fondamentale.</p>
<p><!--&#091;if !supportLists]-->3.      <!--&#091;endif]--><em><strong>Recuperare la dimensione pedagogica</strong></em>: il tempo presente impone di ragionare in termini di globale-mente; per formare una ragione di questo genere ci sono almeno due livelli pedagogici: (a) dal punto di vista psicologico è fondamentale re-imparare ad ascoltare le emozioni; (b) inoltre, esiste anche una componente meditativa del pensiero che occorrerebbe educare al pari delle altre forme di riflessione. </p>
<p>Ma <strong>una simile diagnosi dell’epoca in cui viviamo non deve essere vista in chiave pessimistica</strong>, bensì come un tentativo di illuminare le cose così come esse sono: <strong>è la fine di un mondo, non del mondo</strong>.</p>
<p><!--&#091;if gte mso 9]&gt; Normal   0   14 &lt;!&#091;endif]--><!-- @font-face { 	font-family: ; } @font-face { 	font-family: ; } @font-face { 	font-family: ; } @page Section1 {size: 612.0pt 792.0pt; margin: 70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; } P.MsoNormal { 	MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-SIZE: 12pt; mso-style-parent: ""; mso-fareast-:  } LI.MsoNormal { 	MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-SIZE: 12pt; mso-style-parent: ""; mso-fareast-:  } DIV.MsoNormal { 	MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-SIZE: 12pt; mso-style-parent: ""; mso-fareast-:  } H1 { 	PAGE-BREAK-AFTER: avoid; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-SIZE: 12pt } H2 { 	PAGE-BREAK-AFTER: avoid; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-SIZE: 14pt; FONT-WEIGHT: normal } P.MsoTitle { 	TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-SIZE: 14pt; FONT-WEIGHT: bold; mso-fareast-:  } LI.MsoTitle { 	TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-SIZE: 14pt; FONT-WEIGHT: bold; mso-fareast-:  } DIV.MsoTitle { 	TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-SIZE: 14pt; FONT-WEIGHT: bold; mso-fareast-:  } P.MsoBodyText { 	TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-SIZE: 12pt; mso-fareast-:  } LI.MsoBodyText { 	TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-SIZE: 12pt; mso-fareast-:  } DIV.MsoBodyText { 	TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-SIZE: 12pt; mso-fareast-:  } P.Paragrafoelenco { 	LINE-HEIGHT: 115%; MARGIN: 0cm 0cm 10pt 36pt; FONT-SIZE: 11pt; mso-style-name: "Paragrafo elenco"; mso-bidi-:  } LI.Paragrafoelenco { 	LINE-HEIGHT: 115%; MARGIN: 0cm 0cm 10pt 36pt; FONT-SIZE: 11pt; mso-style-name: "Paragrafo elenco"; mso-bidi-:  } DIV.Paragrafoelenco { 	LINE-HEIGHT: 115%; MARGIN: 0cm 0cm 10pt 36pt; FONT-SIZE: 11pt; mso-style-name: "Paragrafo elenco"; mso-bidi-:  } DIV.Section1 { 	page: Section1 } OL { 	MARGIN-BOTTOM: 0cm } UL { 	MARGIN-BOTTOM: 0cm } --></p>
<p>                                                                                                      Marco Guzzi</p>
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