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	<title>Art&#039;Empori &#187; crisi economica</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Le isole pedonali erano già sintomo della crisi?</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Aug 2015 13:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Le aree pedonali e i parchi urbani sono più numerosi nelle metropoli che nei borghi di provincia e nei villaggi africani: questo perché probabilmente le metropoli usano le isole pedonali e i parchi per surrogare la vivibilità smarrita che ancora si gode nei borghi e nei villaggi.Quindi, la realizzazione di un&#8217;area pedonale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_3304"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/isola-pedonale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17098" alt="isola pedonale" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/isola-pedonale-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>] Le aree pedonali e i parchi urbani sono più numerosi nelle metropoli che nei borghi di provincia e nei villaggi africani: questo perché probabilmente le metropoli usano le isole pedonali e i parchi per surrogare la vivibilità smarrita che ancora si gode nei borghi e nei villaggi.<br clear="none" /><br clear="none" />Quindi, la realizzazione di un&#8217;area pedonale non è necessariamente espressione di civiltà, ma è sicuramente sintomo che quella città ormai è invivibile nel suo tessuto quotidiano: ogni isola pedonale, nel suo essere un &#8220;non luogo&#8221;, è la foglia di fico che tenta di nascondere il fallimento del modello di sviluppo applicato al complessivo centro urbano.<br clear="none" /><br id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_4156" clear="none" />Allo stesso modo, teatri e musei sono più numerosi nelle metropoli che in provincia forse perché nelle grandi città c&#8217;è bisogno di surrogare artificialmente quella vita che avviene ancora in presa diretta, in prima persona, nei territori, luoghi più ancestrali e rurali?<br clear="none" /><br clear="none" />Allo stesso modo, le donne, in passato, forse non godevano di potere temporale e titoli di studio perché questi strumenti erano necessari alla limitatezza dell&#8217;uomo per surrogare la competenza ancestrale femminile, quella dei mestieri manuali, dei saperi concreti, dell&#8217;esperienzialità e dell&#8217;inclusione. Le donne di oggi cercano la parità con l&#8217;uomo, portatore di competizione: e se invece fosse necessario che l&#8217;uomo cerchi di assimilarsi alla donna, portatrice del linguaggio della pace? <br clear="none" /><br clear="none" />Crollato il modello di sviluppo occidentale, maschile, industriale e delegato, per sopravvivere all&#8217;attuale crisi economica, sociale e psicologica, è necessario recuperare il modello rurale e dei mestieri fisici che incentiva la vita in prima persona e la felicità diffusa.</div>
<div dir="ltr" id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_3304">.</div>
<div dir="ltr" id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_3304">Abbiamo, fino ad oggi, forse confuso lo strumento con l&#8217;obiettivo: la tecnologia, le professioni intellettuali, la cultura, l&#8217;arte dovrebbero tornare a essere strumentali alla vita reale, visto che, da accessori all&#8217;economia fisica e territoriale, sono diventate prevalenti e insostenibilmente a carico del cittadino.</div>
<div dir="ltr" id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_3304">.</div>
<div dir="ltr" id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_3304">Non usciremo dalla crisi, fin quando i giovani, soprattutto le donne, brameranno professioni intellettuali, tradizionalmente di competenza maschile, per poi vivere di rimando la loro &#8220;non vita&#8221; nelle isole pedonali e nei musei.</div>
<div dir="ltr">.<br />
.<br />
.<br />
.</div>
<div dir="ltr">&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">
<blockquote><p>Sull&#8217;ARCIPELAGO PEDONALE<br />
Dal <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/manifesto-di-resistenza-economica.pdf" target="_blank">Manifesto di resistenza economica territoriale</a> (2012, Distretto di EcoVicinanza).<br />
PER UN TURISMO INTRAURBANO E INTRAPROVINCIALE CAPACE DI ECONOMIA CONDIVISA E COESIONE TERRITORIALE<br />
Per la passeggiata del sabato, posso anche frequentare le STRADINE secondarie del centro storico E LE STRADE COMMERCIALI DEGLI ALTRI RIONI e dei paesi vicini,  invece dei centri commerciali extraurbani e delle isole pedonali delle grandi città:</p>
<p>- Come un viaggiatore meravigliato, se passeggio per le stradine e per le zone commerciali di altri rioni, che ho visto sempre dall’automobile, posso trascorrere alcune piacevoli ore relazionandomi con un misconosciuto paesaggio urbano.</p>
<p>- Frequentando, valorizzandoli, più spesso i rioni, alternativi all’isola pedonale del centro, gli amministratori saranno incoraggiati a realizzare un’isola pedonale minore per ogni rione, consentendo a tutti, compreso bambini ed anziani, di “raggiungere a piedi” quotidianamente un’area pedonale e consentendo ai cittadini una mobilità dolce, a piedi o in bici, grazie a una rete di isole pedonali che agevolerà un turismo intraurbano (Arcipelago pedonale).</p></blockquote>
</div>
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		<title>Valuta corta, la banca siamo noi. Baratto valutario contro la crisi economica</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2014 18:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[baratto valutario]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio bancario]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Emilio Fabozzi da Il Mattino] Chissà se Alessio Masone, titolare della storica libreria cittadina, conosce la storia di Antonino De Masi, imprenditore calabrese che dopo aver denunciato gli abusi del sistema bancario, ritrovò l’ingresso della sua azienda crivellato da quarantaquattro proiettili di mitragliatore Kalashnikov AK-47. Masone, che oltre al ruolo di libraio svolge da tempo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/50-lire.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11061" alt="50 lire" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/50-lire-300x166.jpg" width="300" height="166" /></a>[di Emilio Fabozzi da Il Mattino] Chissà se Alessio Masone, titolare della storica libreria cittadina, conosce la storia di Antonino De Masi, imprenditore calabrese che dopo aver denunciato gli abusi del sistema bancario, ritrovò l’ingresso della sua azienda crivellato da quarantaquattro proiettili di mitragliatore Kalashnikov AK-47.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Masone, che oltre al ruolo di libraio svolge da tempo un’intensa attività nell’associazionismo sannita (è l’animatore, tra l’altro, di un Gruppo di acquisto solidale che punta sul ”chilometro zero”), ha messo a punto da poco un nuovo sistema per rispondere all’esigenza di liquidità di molte piccole aziende del territorio, abbandonate alle proprie difficoltà e sempre più pressate dalla crisi economica e</div>
<div style="text-align: justify;">dalla complessità di accesso al credito del sistema bancario classico.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">L’idea alternativa si chiama ”Valuta corta” e costituisce, dal punto di vista del cittadino, un investimento diverso da quelli promossi dalle banche, mentre è, nell’ottica della piccola attività associata, una soluzione diretta all’esigenze finanziarie connesse alla propria impresa. Come funziona? «Semplice, – ci spiega Masone &#8211; ogni cittadino può decidere di investire una quota di 100 euro in una piccola attività che aderisce all’iniziativa, come una salumeria, una pizzeria, un artigiano. Solitamente è un esercizio di vicinato che abitualmente frequenta.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">I soldi saranno accreditati sul conto dell’esercente e daranno diritto ad uno sconto del 3% sugli acquisti effettuati nel corso dell’anno presso l’attività finanziata. Lo sconto si aggiunge alle normali promozioni. In ogni momento sarà possibile decidere di ritirare i soldi investiti, che saranno però restituiti in merce».</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">A questo punto, Masone confidando nella nostra preparazione economica, si avventura in una confidenza matematico finanziaria da esperto ragioniere: «Considerando l’investimento iniziale di 100 euro e lo sconto del 3% riconosciuto, la rendita percentuale della somma depositata aumenta all’aumentare degli acquisti fatti nel corso dell’anno.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Renderà un 3% netto con 100 euro di spesa, il 6% al raggiungimento di 200 euro, il 9% con 300 euro e così via. Si tratta di percentuali molto differenti da quelle riconosciute dall’attuale sistema bancario». Masone parla di un ”baratto valutario” che si contrappone al sistema ufficiale di accesso al credito anche per il rapporto fiduciario, diretto, che esiste tra finanziatore ed attività sostenuta. È, in parte la stessa differenza che passa tra l’essere un investitore o un socio.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">da Il Mattino del 27 febbraio 2014</div>
<div style="text-align: justify;">&#8212;</div>
<div style="text-align: justify;">Per progetto della ValutaCorta:<br />
<a href="http://barattovalutario.wordpress.com/" target="_blank">www.barattovalutario.wordpress.com</a></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Exit, oltre l&#8217;euro. Libro vademecum per riprendersi il futuro</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jan 2014 14:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Piero Valerio da Tempesta perfetta] &#8230; Un libro che parla di economia, di storia e di politica e che però è stato scritto da semplici cittadini e professionisti, che non hanno particolari specializzazioni nei campi in questione. Nessun titolo da esibire in pubblica piazza, ma tanta, tanta passione e volontà di intervenire efficacemente e in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/exit.jpg"><img class="alignleft  wp-image-10402" alt="exit" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/exit.jpg" width="336" height="470" /></a>[di Piero Valerio da <a href="http://tempesta-perfetta.blogspot.it/2014/01/exit-oltre-leuro-vademecum-per.html" target="_blank">Tempesta perfetta</a>] &#8230; Un libro che parla di economia, di storia e di politica e che però è stato scritto da semplici cittadini e professionisti, che non hanno particolari specializzazioni nei campi in questione. Nessun titolo da esibire in pubblica piazza, ma tanta, tanta passione e volontà di intervenire efficacemente e in prima persona nel dibattito in corso. Un dibattito dai cui esiti dipendono le nostre vite e quelle dei nostri figli e a cui nessuno dovrebbe mai sottrarsi. E’ il massimo esempio insomma di <b>partecipazione attiva</b> alla vita democratica del proprio paese, senza delegare ad altri o ai soliti specialisti del mestiere questioni accessibili a tutti con un po’ di impegno e determinazione.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Il titolo e il sottotitolo sono già abbastanza eloquenti riguardo le principali chiavi di lettura su cui si sviluppa il libro: <b>oltre l’euro non c’è nessun baratro, nessuna catastrofe irrimediabile, ma c’è soltanto un futuro che tocca a noi riscrivere e immaginare</b>. E infatti prima di riprendercelo e ricostruircelo il nostro futuro, dobbiamo essere bravi ad immaginarlo. In caso contrario ci faremo incastrare, con o senza euro, in una nuova gabbia da cui sarà sempre più difficile e complicato sfuggire. La propaganda di regime, oggi più agguerrita che mai, cerca di congelare il dibattito su una presunta salvifica idea di stabilità, da cui per spontanea inerzia dovrebbero venire chissà quali miracoli. Tuttavia se un paese è in crisi profonda e non fa nulla per venire fuori dalla crisi, cullandosi in un fragile immobilismo, è chiaro che la crisi non potrà che peggiorare.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Non sappiamo il motivo esatto per cui gli attuali governanti continuano ad assistere impassibili alla distruzione del paese e alla sofferenza del popolo. Opportunismo, servilismo, sudditanza, incompetenza, corruzione, malafede, volontà di controllo e di dominio di una massa di gente sfiduciata, impoverita, disperata. Molte possono essere le cause. Ma nessuna di queste giustifica il nostro immobilismo, quello di noi semplici cittadini che siamo le vittime sacrificali del massacro.</div>
<div style="text-align: justify;">Studiando a fondo i dati economici e tecnici, molti di noi, supportati dalle analisi dei migliori specialisti del mondo, sono arrivati alla conclusione che siano l’euro e i rigorosi vincoli di bilancio imposti dai trattati europei le principali cause del misfatto. Ma ciò non significa che crediamo che uscendo dall’euro tutti i problemi verranno risolti come per magia. Anzi. Il dibattito attuale nel fronte no-euro si sta infiammando su ipotetiche uscite da destra o da sinistra, a cui sinceramente io non credo.</div>
<div style="text-align: justify;">&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">Rimanere pietrificati di fronte alle minacce di <b>nazionalismo</b> o <b>protezionismo </b>paventate dalla propaganda, significa aver dimenticato che senza l’euro l’Italia non era né un paese autarchico, né nazionalista, né isolato, né protezionista, ma aveva una notevole <b>apertura nei confronti dei mercati internazionali</b>, unita ad un <b>controllo efficace dei movimenti dei capitali</b>. Fra i due estremi assoluti, il liberismo sfrenato dell’euro e il protezionismo becero, esistono parecchie vie di mezzo discrezionali e sostenibili da poter mettere in campo. Esiste per esempio il metodo del protezionismo intelligente (o in maniera esattamente speculare, del liberismo dal volto umano) basato sulle <b>regolamentazioni igienico-sanitarie</b> o sulle numerose <b>restrizioni di conformità di prodotto e di processo</b>, che spingerebbe una <b>competizione al rialzo</b> e non al ribasso della qualità dei prodotti e della tutela dei lavoratori. Un settore, quello della qualità e dei diritti umani, in cui l’Italia per tradizione e per prestigio potrebbe in breve tempo riprendersi il posto che le spetta a livello internazionale.</div>
<div> &#8230;</div>
<div>per l&#8217;articolo originale integrale:<br />
<a href="http://tempesta-perfetta.blogspot.it/2014/01/exit-oltre-leuro-vademecum-per.html" target="_blank">http://tempesta-perfetta.blogspot.it/2014/01/exit-oltre-leuro-vademecum-per.html</a></div>
<div>&#8212;</div>
<div>Uscito il 10 gennaio 2014 per la <a href="http://www.heraldeditore.it/" target="_blank"><strong>Herald editore</strong></a> di Roma, il saggio collettivo si intitola “<strong>Exit. Oltre l’euro (Vademecum per riprenderci il futuro)</strong>“, a cura di Gennaro Francione, con interventi di Gennaro Francione, Shirin Chehayed, Mattia Corsini, Antonio Stragapede, Claudio Martini, Piero Valerio, Luca Pezzotta, Loredana Signorile, Fiore Ranauro. Prefazione: Paolo Becchi; Introduzione: William K. Black; Postfazione: Diego Fusaro.</div>
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		<title>TEM, la moneta locale greca che agevola il baratto tra cittadini e tra cittadini ed esercenti</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Nov 2013 14:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[da Comune-Info, estratto da articolo di Antonio Cuesta] I tempi di crisi offrono spesso soluzioni ingegnose per superare le difficoltà. Nel caso della città greca di Volos, una piccola città di 100.000 abitanti, l’attuazione della cosiddetta Rete di interscambio e solidarietà, è nata due anni fa&#8230; L’idea di base viene dalle numerose esperienze di comunità [&#8230;]]]></description>
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<div style="text-align: justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/11/grecia.jpg"><img class="alignleft  wp-image-8661" alt="grecia" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/11/grecia.jpg?w=300" width="240" height="160" /></a>[da <a href="http://comune-info.net/2012/05/levoluzione-del-trueque/" target="_blank">Comune-Info</a>, estratto da articolo di Antonio Cuesta]</div>
</div>
</div>
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<div id="yiv0812563147yui_3_13_0_1_1383157847321_6294">I tempi di crisi offrono spesso soluzioni ingegnose per superare le difficoltà. Nel caso della città greca di Volos, una piccola città di 100.000 abitanti, l’attuazione della cosiddetta Rete di interscambio e solidarietà, è nata due anni fa&#8230;</div>
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<div id="yiv0812563147yui_3_13_0_1_1383157847321_6351">L’idea di base viene dalle numerose esperienze di comunità di baratto, lo scambio di beni e servizi senza l’utilizzo di qualsiasi valuta. Nel caso di Volos l’idea è stata perfezionata con la creazione di <b>un modello di commercio, «Tem» (Unità alternativa locale, in greco), e un avanzato sistema informatico,</b> semplice nel suo funzionamento ed efficace nei risultati.</div>
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<div id="yiv0812563147yui_3_13_0_1_1383157847321_6352">Quando qualcuno entra a far parte della rete riceve un numero di conto e 300 Tem (un Tem equivale a un euro, soltanto come riferimento quando si imposta il valore di vendita), per favorire in tal modo fin dall’inizio la possibilità di acquistare oppure vendere prodotti o servizi. <b>Il maggior numero di scambi si svolge il sabato al mercato delle pulci di aspetto tradizionale, ma nel quale è escluso l’uso del denaro</b>. Una vasta gamma di prodotti che comprende frutta, verdura, vestiti, libri, artigianato, ecc. ma anche materiali elettrici e idraulici. Inoltre, il sito dell’associazione offre un elenco completo di tutti professionisti (medici, insegnanti, elettricisti…, ma anche le officine meccaniche, le panetterie, le macellerie …) che fanno parte della rete locale e che consentono il pagamento in Tem per tutta la settimana nel normale orario di lavoro.</div>
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<div id="yiv0812563147yui_3_13_0_1_1383157847321_6418">«<b>Con l’aiuto iniziale – racconta Emilia Gara, una ceramista di quarantasette anni –, ho potuto comprare frutta e zucchero per preparare marmellate da vendere il sabato</b>.</div>
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<div id="yiv0812563147yui_3_13_0_1_1383157847321_6418">Alexandra ha venduto insieme al padre Iraklis le uova fresche delle «galline che abbiamo nel cortile, in un primo momento è costato di più per il cibo che abbiamo pagato in euro, ma ora ho trovato un fornitore che vende alimenti per animali in Tem» ci dice. Per questa ragazza di venticinque anni l’iniziativa «è una filosofia per cambiare le cose senza soldi. Io non sono contro l’euro, mi serve per pagare certe cose ma per altre, per quanto possibile, cerca di non usarlo. Io preferisco il Tem perché è qualcosa che possono usare tutti, l’euro soltanto coloro che hanno il lavoro». E assicura convinta che «con il Tem è possibile accedere a molte opzioni, in molti modi, decidi tu. Ognuno ha qualcosa da dare o da offrire».</div>
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<div id="yui_3_13_0_1_1383479465162_2169"><b>L’utilizzo di internet ha facilitato lo scambio e soprattutto il controlla del debito</b>. Christos, un ingegnere appassionato di software libero e cofondatore del progetto, è il responsabile per lo sviluppo informatico  del sistema progettato grazie al software open source. La Banca d’Inghilterra ha dato un riconoscimento al sistema per la forma e la sicurezza con i quali vengono effettuati i trasferimenti. Meglio e più velocemente di qualsiasi banca on line, i movimenti tra venditori e acquirenti vengono immediatamente segnati, non ci sono commissioni o ritardi, permettendo anche uno scoperto fino a 1.200 Tem per ogni utente.<br />
.<br />
Poiché il Tem non esiste fisicamente, il pagamento viene effettuato in tre modi: con un «assegno» dotato di un marchio di sicurezza, tramite bonifico on line, con un semplice Sms. Inviando un messaggio ai numeri del pagatore e del beneficiario con l’importo, il sistema restituisce immediatamente i messaggi inviati confermando il trasferimento, mostrando il saldo dopo l’operazione eseguita.</div>
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<div>Anche se il volume degli scambi non è ancora molto elevato, Christos ha stimato che durante il mercato del sabato si raggiungono 3.000 o 4.000 Tem, anche se questo dato scende durante la settimana. <b>Prodotti alimentari, frutta e verdura sono di gran lunga i più popolari con i servizi professionali (idraulici, avvocati…)</b>. In ogni caso, «la cosa più importante è che le persone si conoscono e hanno fiducia reciproca, Internet è importante, ma il contatto diretto è fondamentale – Christos ci illumina.<br />
<b>.<br />
Un’altra dei fondatori di questo progetto è Marita Hupis, fortemente influenzata dalle esperienze avviate in Argentina e Uruguay da oltre un decennio</b>. Marita presenta i principi alla base della rete di scambio: l’uguaglianza, la parità, la trasparenza, la solidarietà e la partecipazione.</div>
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<div id="yiv0812563147yui_3_13_0_1_1383157847321_6292">. Edifici da tempo abbandonati sono stati recuperati grazie all’aiuto di tecnici e anche di artisti locali. Tutti i membri dei gruppi di lavoro (segretario, pubblicità, infrastrutture, pulizia…) sono uguali: sei Tem per un’ora di lavoro. «Questi gruppi sono aperti e coinvolgono molte persone, se necessario, in qualsiasi momento», spiega Marita.</div>
<div id="yiv0812563147yui_3_13_0_8_1383157847321_11"><b>.<br />
Il successo della rete attraversa i confini e sta incoraggiando altre città greche a seguirne l’esempio</b>. «È una buona scelta per cambiare le cose e in un certo senso è un cambiamento rivoluzionario», dice Alexandra orgogliosa.</div>
<div>.<br />
Per articolo integrale: <a href="http://comune-info.net/2012/05/levoluzione-del-trueque/">http://comune-info.net/2012/05/levoluzione-del-trueque/</a></div>
<div><em>Fonte: <a href="http://rebelion.org/" target="_blank">Rebelion.org</a></em></div>
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		<title>Manifesto di resistenza economica territoriale</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/04/23/manifesto-di-resistenza-economica-territoriale/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2013/04/23/manifesto-di-resistenza-economica-territoriale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 15:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Progetti Art'Empori/Distretto di EcoVicinanza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=6926</guid>
		<description><![CDATA[Crisi economica: cosa posso fare io? Manifesto per una resistenza economica territoriale Decalogo di buone pratiche per un’economia reale, territoriale, di piccola scala, condivisa e relazionale Contro l’economia finanziaria e sovraterritoriale che sottrae redditi e identità al cittadino e ai territori CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA: la crisi dell&#8217;attuale modello di sviluppo diventa opportunità per un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/crisi-economica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6933" alt="???????????????????????????????????????" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/crisi-economica.jpg?w=300" width="300" height="199" /></a>Crisi economica: cosa posso fare io?</strong><br />
Manifesto per una resistenza economica territoriale</p>
<p style="text-align: justify;">Decalogo di buone pratiche per un’economia reale, territoriale, di piccola scala, condivisa e relazionale<br />
Contro l’economia finanziaria e sovraterritoriale che sottrae redditi e identità al cittadino e ai territori</p>
<p style="text-align: justify;">CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA: la crisi dell&#8217;attuale modello di sviluppo diventa opportunità per un cittadino protagonista di un nuovo paradigma relazionale capace di nuova economia e di coesione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">PER UNA CITTADINANZA NON DELEGATA CHE INIZIA DAI CONSUMATORI RESPONSABILI E DALLE AZIENDE CORTE<br />
NO ALL’EMOZIONE del cambiamento delegato, comodo ma sterile che si accontenta di giornalismo e voto di protesta<br />
SÌ ALL’AZIONE del cambiamento dal basso, in prima persona e impegnativo, nel quotidiano dei processi economici</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Promosso dal Distretto di EcoVicinanza di Benevento &#8211; Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva</em></p>
<h2>Per il formato in pdf <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/manifesto-di-resistenza-economica.pdf" target="_blank">manifesto di resistenza economica</a></h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/manifesto-di-resistenza-economica.pdf" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-6927" style="border: 1px solid black;" alt="manifesto-di-resistenza-economica" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/manifesto-di-resistenza-economica.jpg" width="470" height="655" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Manifesto delle librerie indipendenti e degli altri empori/ritrovi di resistenza artistica</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/03/29/manifesto-delle-librerie-indipendenti-e-degli-altri-emporiritrovi-di-resistenza-artistica/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 09:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Progetti Art'Empori/Distretto di EcoVicinanza]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.EcoVicinanza-Distretto]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza artistica non delegata]]></category>
		<category><![CDATA[Librerie indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza libraria non delegata]]></category>
		<category><![CDATA[co-libraio e coesione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[colibraio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[empori e ritrovi di resistenza artistica]]></category>
		<category><![CDATA[librerie indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[manifesto delle librerie indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza artistica all'economia sovraterritoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[CITTADINANZA LIBRARIA NON DELEGATA Per una creatività che sia già nel tratto di competenza del fruitore, quando ci si rapporta all&#8217;opera d&#8217;arte: già nel metodo, con cui acquistiamo un libro, possiamo essere coautori dell&#8217;opera e, di conseguenza, del mondo. . Non più un&#8217;eccellenza assoluta dell&#8217;opera, calata dall&#8217;alto e uguale per tutti, quindi omologante, ma un&#8217;eccellenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/manifesto-librerie-indipendenti-bn.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-6508" alt="manifesto-librerie-indipendenti-bn" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/manifesto-librerie-indipendenti-bn.jpg" width="237" height="134" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">CITTADINANZA LIBRARIA NON DELEGATA<br />
Per una creatività che sia già nel tratto di competenza del fruitore, quando ci si rapporta all&#8217;opera d&#8217;arte: già nel metodo, con cui acquistiamo un libro, possiamo essere coautori dell&#8217;opera e, di conseguenza, del mondo.<br />
.<br />
Non più un&#8217;eccellenza assoluta dell&#8217;opera, calata dall&#8217;alto e uguale per tutti, quindi omologante, ma un&#8217;eccellenza relazionale che risiede anche nella fruizione non delegata del fruitore.<br />
.<br />
Il mondo intellettuale e artistico non può prescindere dall&#8217;emergenza economica e sociale in corso. Ogni gesto culturale non può consistere in una fruizione puramente estetica e individualistica, ma deve essere capace di azione etica, in quanto capace di incidere sul mondo e sul bene comune.</div>
<h3 style="text-align: justify;">Per il formato in pdf <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/Manifesto-librerie-indipendenti.pdf">Manifesto librerie indipendenti</a></h3>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/Manifesto-librerie-indipendenti-artempori.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16389" style="border: 1px solid black;" alt="Manifesto-librerie-indipendenti-artempori" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/Manifesto-librerie-indipendenti-artempori.jpg" width="632" height="904" /></a></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
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<p>Manifesto delle librerie indipendenti e degli altri empori/ritrovi di resistenza artistica</p>
</div>
<div></div>
<div><span style="color: #993300;"><strong></strong>all’economia sovraterritoriale che sottrae identità, autodeterminazione e redditi ai territori<br />
.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">Pratiche per una fruizione responsabile degli empori/ritrovi culturali corti:</span><br />
<span style="color: #993300;"> LIBRERIE INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> CINEMATOGRAFI DI CITTA’ INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> EMPORI MUSICALI INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> GALLERIE D’ARTE</span><br />
<span style="color: #993300;"> CAFFETTERIE MUSICALI E ARTISTICHE</span></div>
<div><span style="color: #993300;">.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; PER UNA CITTADINANZA NON DELEGATA CHE INIZI DA FRUIZIONI ARTISTICHE RESPONSABILI CAPACI DI REAGIRE ALLA CRISI ECONOMICA E SOCIALE</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; PER UN APPROCCIO ESPERIENZIALE CHE CONSENTA IL MOMENTO CREATIVO ANCHE NEL RAPPORTO TRA PERCORSO DEL FRUITORE E OPERA</span><br />
<span style="color: #993300;"><span style="color: #993300;"> &#8211; PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA CHE SOLLEVI DA QUELL’ECCELLENZA NELL’ARTE CALATA DALL’ALTO E OMOLOGANTE<br />
</span></span>.<br />
CITTADINANZA LIBRARIA NON DELEGATA<br />
Per una creatività che sia già nel tratto di competenza del fruitore dell&#8217;opera d&#8217;arte: già nel metodo responsabile, con cui acquistiamo un libro, possiamo essere coautori dell&#8217;opera e, di conseguenza, del mondo.Non più un&#8217;eccellenza assoluta dell&#8217;opera, calata dall&#8217;alto e uguale per tutti, quindi omologante, ma un&#8217;eccellenza relazionale che risieda anche nella fruizione non delegata del fruitore.</div>
<div><span style="color: #993300;">.</span><br />
<span style="color: #993300;"> PER UNA RESISTENZA ARTISTICA ALL’ECONOMIA SOVRATERRITORIALE CHE SOTTRAE IDENTITÀ, COESIONE E REDDITI AI TERRITORI</span></div>
<div><span style="color: #993300;"> <strong>1. Valorizzare librerie e sale cinematografi che indipendenti, a scapito di quelle i finanziate da capitali anonimi, </strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>come quelle affiliate a catene di franchising o come i siti e-commerce di libri.</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Di quelle non indipendenti ne sono comproprietari, solitamente, persone e capitali che, estranei al territorio, non si relazionano ad esso e portano lontano i profitti (costi occulti), come se riscuotessero quotidianamente una tassa dalla popolazione locale, contribuendo all’attuale crisi economica.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Coesione sociale è anche rendere l’acquisto un atto relazionale con gli esercenti che sono parte della nostra comunità territoriale.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Gli empori/ritrovi culturali indipendenti sono portatori di biodiversità culturale, di identità territoriale e di economia condivisa.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER ACQUISTI CULTURALI CHE CONTENGANO MENO COSTI OCCULTI E PIÙ COSTI ARTISTICI ED ESPERIENZIALI</span></div>
<div><span style="color: #993300;"> <strong>2. I consumi presso librerie e cinema indipendenti consentono meno funzionalità, ma maggiore esperienzialità</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Le librerie e i cinema indipendenti sono meno efficienti di quelli di catena e dei siti e-commerce di libri, ma consentono consumi culturali che nel prezzo contengono meno costi occulti e più costi artistici, quelli esperienziali con cui il fruitore, evitando la delega e partecipando in prima persona al cambiamento, diventa coautore dell’opera fruita, applicandosi ad essa nella porzione della filiera in cui può incidere.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">.</span><br />
<span style="color: #993300;"> PER UN’IDENTITÀ DEI LUOGHI E UNA TUTELA DEL TERRITORIO</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>3. Valorizzare librerie, gallerie d’arte, ritrovi musicali e cinema ubicati in città, a scapito di centri commerciali e multisala cinematografi ci che compromettono il paesaggio agrario periurbano, rendendolo un non luogo, e che costringono all’uso dell’automobile.</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Il nostro benessere dipende anche dai luoghi che viviamo: solo in città, meglio se a piedi, sono possibili emozioni relazionali durante l’azione quotidiana delle compere.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Le grandi strutture commerciali, collocate lungo le strade extraurbane, cancellando, al nostro sguardo, il paesaggio agrario, tendono a trasformare una cittadina, con una sua identità, in una città senza i ne e senza coni ne con altre località.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER UN’AUTODERMINAZIONE NEI CONSUMI CULTURALI E PER UN’ECONOMIA RELAZIONALE E TERRITORIALE</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>4. Evitare di acquistare d’impulso libri negli scaffali della grande distribuzione</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Acquistare libri è un gesto culturale, anche nella modalità: comprarli in luoghi, come i supermercati, che incentivano l’omologazione e i consumi compulsivi, a scapito dei salari del consumatore e dell’economia territoriale, non è coerente con un processo culturale e di emancipazione.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER UNA RESPONSABILITÀ SOCIALE CORTA, UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI E UNA BIBLIODIVERSITÀ LIBRARIA</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>5. Valorizzare librerie e ritrovi musicali del proprio rione (o della propria cittadina)</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Sono raggiungibili a piedi e, rendendo il rione più vivibile e più sicuro, agevolano una coesione sociale e un benessere diffuso.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Ogni volta che un lettore compra un libro in luoghi diversi dalla libreria del proprio rione o della propria città, sta impedendo che uno specifico titolo o un genere di libro sopravviva nella libreria rionale e cittadina perché, ogni libro, che resta invenduto per 6/12 mesi, viene reso dal libraio all’editore e non farà più parte dell’assortimento.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER L’ATTITUDINE A UNA CITTADINANZA NON DELEGATA E PER UNA BIBLIODIVERSITÀ PROMOSSA DAGLI EDITORI INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>6. Selezionare i libri da acquistare, tramite un percorso personale, senza affidarsi all’autore noto o ai grandi editori </strong></span><strong style="color: #993300;">e senza delegare la scelta ai mass media che, con i loro suggerimenti, omologano i gusti e i percorsi personali</strong><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Selezionare in prima persona i libri più idonei al proprio percorso, grazie all’approccio esperienziale, consente l’esercizio a essere coautori dell’opera (e del mondo) e a una cittadinanza non delegata.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Dare spazio agli editori indipendenti, evitando le concentrazioni, consente un mercato librario meno omologato e più capace di cambiamento.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER UN’AUTODERMINAZIONE DELL’INDIVIDUO E DEL TERRITORIO E PER UN’ECONOMIA CAPACE DI GIUSTIZIA</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>7. Evitare l’acquisto di ebook e le promozioni che condizionano l’acquisto del libro</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Le convenienze pratiche sono sempre capaci di seduzioni (costi occulti) che comprimono il nostro percorso personale e territoriale.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Ricordiamo sempre che compriamo un libro per un’opportunità, non di risparmio, ma di emancipazione e di autodeterminazione.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div>
<p><span style="color: #993300;"> PER PRODOTTI CULTURALI LEGATI AI PERCORSI PERSONALI</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>8. Valorizzare i testi scolastici e universitari che hanno accompagnato la nostra formazione e la nostra gioventù.</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Nessun prezioso oggetto d’arredamento o artistico, che non abbia un legame con il nostro vissuto, può sostituire i libri scolastici; invece di disfarsene o di metterli a deposito, conviene esporli in casa a testimoniare la nostra gioventù e per costituire delle valide opere di consultazione.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><span style="color: #993300;"> PER UN’ARTE BIODIVERSA ED EMANCIPATA DALL’OMOLOGAZIONE</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>9. Frequentare librerie, gallerie e ritrovi musicali che ospitano eventi con autori e artisti non noti sui media nazionali.<br />
</strong></span><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><span style="color: #993300;">PER UN CONSUMO CULTURALE COERENTE CON L’IDENTITÀ TERRITORIALE, UNA TUTELA AMBIENTALE E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
</span><strong style="color: #993300;">10. Valorizzare i ritrovi musicali che somministrano prodotti del territorio e che non utilizzano stoviglie monouso.</strong></p>
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<p id="yui_3_7_2_17_1366611146916_39"><strong>Resistenza artistica all&#8217;economia sovraterritoriale che sottrae identità, coesione e redditi ai territori</strong><br />
Il mondo intellettuale e artistico non può prescindere dall&#8217;emergenza economica e sociale in corso. Ogni gesto culturale non può consistere in una fruizione puramente estetica e individualistica, ma deve essere capace di azione etica, in quanto capace di incidere sul mondo e sul bene comune.<br />
Il <strong>nazismo </strong>di oggi è rappresentato dal sistema finanziario e sovraterritoriale che sottrae identità e redditi alle popolazioni locali, ormai anche in occidente, mettendo in ginocchio ogni territorio.</p>
<p id="yui_3_7_2_17_1366611146916_39">I <strong><a href="http://artempori.wordpress.com/2010/03/25/valani-una-storia-nostra-di-peppe-porcaro/" target="_blank">valani</a> </strong>di oggi sono gli esercenti indipendenti, ultimi attori dell&#8217;economia reale e territoriale (insieme ai produttori rurali): piccoli negozianti e artigiani che per salvare il posto di lavoro dei loro pochi dipendenti, mentre già stanno rischiando di perdere l&#8217;azienda e la casa, vivono con un reddito inferiore a quello dei loro dipendenti, lavorando per molte più ore di questi. Questo avviene nella grande indifferenza della popolazione e delle istituzioni, come accadeva, fino agli anni cinquanta, per i valani.</p>
<p>Parlare, oggi, con il senno di poi, di nazismo e di valani rischia di non realizzare un&#8217;azione culturale ma solo un&#8217;emozione omologante se solleva dal confrontarsi con il genocidio economico che si sta perpetrando nel mondo intero, sotto casa di ognuno. Agire su quello, che avviene adesso e che sfugge alla maggioranza, è un processo che si può responsabilmente definire culturale e capace di cambiamento.</p>
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<div>Alessio Masone</div>
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<div>ALCUNI OBIETTIVI DEL MANIFESTO</div>
<div><strong>Co-Libraio e coesione sociale grazie a questo Manifesto</strong></div>
<div>Ogni lettore può configurarsi come Co-Libraio e compartecipe della libreria più vicina al suo sentire, agevolando le librerie indipendenti del territorio:</div>
<div>- per combattere la crisi economica, agevolando un’economia locale;</div>
<div>- per un’economia condivisa e territoriale;<br />
- per una redistribuzione dei redditi;</div>
<div>- per una maggiore relazionalità tra librai-negozianti e lettori-consumatori;</div>
<div>- per una cittadinanza più attiva e meno delegata.</div>
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<div><strong>La cittadinanza artistica non delegata </strong></div>
<div><strong></strong>Come nel consumo critico del cibo, si realizza un cittadino che non delega ma che cambia se stesso e, quindi, il mondo, così si necessita di una cittadinanza artistica non delegata.</div>
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<p><strong>L’eccellenza nell’arte: nel rapporto tra il percorso del fruitore e l’opera</strong><br />
L’eccellenza non può risiedere nell’opera calata dall’alto, già confezionata e uguale per tutti: il momento creativo è anche nel rapporto che ogni singolo fruitore riesce a individuare, in prima persona, con approccio esperienziale (diventando coautore dell’opera e del mondo), tra il proprio percorso personale (la propria specificità) e l&#8217;opera fruita.<br />
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<div><strong>Fruizione responsabile delle arti</strong></div>
<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39">Questo Manifesto costituisce uno strumento per portare, nel mondo dell&#8217;arte e delle attività culturali, il consumo critico, normalmente perseguito tramite un&#8217;economia di piccola scala, territoriale, inclusiva.</div>
<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39">.</div>
<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39">Se si vuole il cambiamento, non possiamo pretendere che questo parta dalle persone più semplici o dai criminali, ma deve iniziare dal mondo intellettuale e dalla società civile che possono mettersi in discussione già durante i consumi culturali e nella fruizione delle arti.</div>
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<p><span style="color: #800000;">.</span></p>
<p>2010/2012 (versione aprile 2013) &#8211; PoeCivismo &#8211; Art’Empori &#8211; Libreria Masone Alisei &#8211; Benevento</p>
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			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2013/03/29/manifesto-delle-librerie-indipendenti-e-degli-altri-emporiritrovi-di-resistenza-artistica/feed/</wfw:commentRss>
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