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	<title>Art&#039;Empori &#187; dieci libri della mia vita</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Mappe letterarie dei lettori. I dieci libri della mia vita</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 08:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Progetti Art'Empori/Distretto di EcoVicinanza]]></category>
		<category><![CDATA[dieci libri della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[mappe letterarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Invece di una rubrica sui libri monopolizzata da un solo autore, di questa ne è coautore ogni lettore che, a turno, è invitato a commentare brevemente (max 3000 battute) i 10 libri che hanno formato la sua vita o che comunque si sente di condividere col mondo, anche raccontando il suo personale rapporto con il libro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/mappe-letterarie-dei-lettori.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10507" alt="mappe-letterarie-dei-lettori" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/mappe-letterarie-dei-lettori-300x57.jpg" width="300" height="57" /></a>Invece di una rubrica sui libri monopolizzata da un solo autore, di questa ne è coautore ogni lettore che, a turno, è invitato a commentare brevemente (max 3000 battute) i 10 libri che hanno formato la sua vita o che comunque si sente di condividere col mondo, anche raccontando il suo personale rapporto con il libro e le librerie.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie all’azione di scrittura, il lettore approccia esperienzialmente alla lettura, diventando autore, e condivide con gli altri una personale mappa intellettuale le cui coordinate sono date dai 10 libri individuati individuati come i più rappresentativi. Completa l’azione di condivisione, una scheda con cui il lettore, coautore per l’occasione, racconta brevemente (max 500 battute) le sue passioni diverse dal libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa rubrica è iniziata nel 2008 nella sezione di Art’Empori, all’interno della rivista bmagazine, quando era pubblicata in versione cartacea.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/">Clicca qui per gli articoli di questa rubrica</a><a href="http://artempori.wordpress.com/category/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/">.</a></p>
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		<title>Mappa letteraria di Franco Bove (Dieci libri della mia vita. Art&#8217;Empori-bmagazine maggio 2009)</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 16:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieci libri della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Bove]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[Bmagazine]]></category>
		<category><![CDATA[dieci libri della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[franco bove]]></category>

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		<description><![CDATA[I DIECI ROMANZI DEL NOVECENTO DI FRANCO BOVE Le letture di un architetto che passa la maggior parte delle sere nel suo studio in compagnia di una gatta cieca che tenta inutilmente di insegnargli ad affrontare la vita con distacco. Dieci romanzi da scegliere sono, in verità, troppo pochi per un secolo che ne ha [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/05/IL-CASTELLO-KAKFA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14738" alt="IL CASTELLO KAKFA" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/05/IL-CASTELLO-KAKFA-178x300.jpg" width="178" height="300" /></a><span style="color: #000000;">I DIECI ROMANZI DEL NOVECENTO DI FRANCO BOVE</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Le letture di un architetto che passa la maggior parte delle sere nel suo studio in compagnia di una gatta cieca che tenta inutilmente di insegnargli ad affrontare la vita con distacco.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dieci romanzi da scegliere sono, in verità, troppo pochi per un secolo che ne ha prodotti anche troppi. Scrivere opere di letteratura dovrebbe essere alla portata di pochi, perché è quasi come edificare un castello di carte. Se si commette un solo errore, tutta la costruzione crolla miseramente e, dunque, se si supera il misterioso limite quantitativo delle parole impiegate nella descrizione dell’oggetto della narrazione, l’immagine, che è stata faticosamente elaborata, si disintegra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Si poterebbe sostenere che la verità di un romanzo è una questione di equilibrio, tra il desiderio dell’autore di portare allo scoperto il nucleo emozionale dell’opera e le strategie comunicative che gli suggeriscono di non abbandonare mai del tutto la penombra. Solo l’originalità e la qualità della forma espressiva esaltano il contenuto di un romanzo ed è per questo che amo particolarmente Carlo Emilio Gadda. Mescolando linguaggio colto con lacerti dialettali, nel suo “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”, ha riprodotto un microcosmo sociale di sorprendente verosimiglianza al di là di ogni inquadramento ideologico e moralistico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Marcel Proust, a sua volta, grazie all’eccezionale ricchezza e proprietà lessicale, ha fatto emergere con la precisione di un chimico, la complessa gamma delle dinamiche psicologiche e dei modelli comportamentali fornendo, soprattutto ne “I Guermantes”, un affresco perfetto del mondo parigino di inizio secolo in cui domina l’indimenticabile figura femminile di Oriane. Al contrario, Franz Kafka ha utilizzato il linguaggio in modo straniante per dimostrarne l’intrinseca incapacità di penetrare l’enigma della realtà come risulta evidente nell’affascinante per quanto incompiuto “Il Castello”. Giocando su una narrazione intrisa di dialoghi frammentari e caratterizzata da un estremo realismo, Louis-Ferdinand Céline nel “Viaggio al termine della notte” ha delineato uno dei più cupi e anticonformisti quadri dell’umanità contemporanea. Una capacità altrettanto efficace di rappresentare in modo ampio, ricco e complesso la realtà, ma filtrata da una ben diversa vena poetica ha rivelato il cubano José Lezama Lima in “Paradiso”. Un tema altrettanto universale, ma trattato con astrazioni dagli effetti metafisici, ha sviluppato Jorge Louis Borges ne “l’Aleph”. Appartiene, invece, ad un genere di narrativa a metà tra il dato storico e la sfera fantastica “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov, che, con eccezionale inventiva ed elegante vena satirica, ha scoperto l’irrompere dell’irrazionalità nelle vicende politiche contemporanee. Thomas Bernhard, ne “Il Soccombente”, si è calato del tutto in queste problematiche del fallimento esistenziale, che accomunano inevitabilmente i destini umani. Con mano da chirurgo e con una prosa molto simile al flusso di pensiero ha scavato nel groviglio delle sterili passioni che, a suo avviso, determinano tutte le azioni. Anche l’oggettività della rappresentazione della realtà è stata messa in crisi nelle virtuosistiche e inusuali sequenze di immagini proposte dai racconti di Don DeLillo in “Underworld”.  Ma il libro che più consiglierei ai giovani è “La Linea d’ombra” di Joseph Conrad, magari insieme al suo racconto lungo “Tifone”, dove la consistenza umana viene messa alla prova in condizioni estreme di rischio e ne scaturisce un’alta, essenziale lezione di etica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Franco Bove<br />
&#8212;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Carlo Emilio Gadda<br />
Quer Pasticciaccio brutto de via Merulana<br />
Garzanti (1973)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Marcel Proust<br />
I Guermantes, in la Ricerca del tempo perduto<br />
Mondatori (1964)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Franza Kafka<br />
Il castello<br />
Mondatori (1970) </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Louis Ferdinand Celine<br />
Viaggio al termine della notte<br />
Corbaccio (1962) </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">José Lezama Lima<br />
Paradiso<br />
Il Saggiatore (1971)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Michail Bulgakov<br />
Il maestro e Margherita<br />
Einaudi (1967)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Thomas Bernard<br />
Il soccombente<br />
Adelphi (1987)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Don DeLillo<br />
Underworld<br />
Einaudi (1997)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Jorge Louis Borges<br />
L’Aleph<br />
Feltrinelli (1975)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Joseph Conrad<br />
La linea d’ombra e Tifone<br />
Garzanti (1974)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Francesco Bove è nato a Benevento, porta con ereditaria guasconeria gli anni e le rughe della nostra Repubblica e svolge la professione di architetto. Ha una particolare predilezione per le vecchie architetture che restaura tentando di carpirne i segreti e che tratta con la delicatezza di un artigiano d’antan. Di tanto in tanto scrive qualche saggio di storia approfittando dei generosi contributi dei suoi amici della rivista Studi Beneventani. Passa la maggior parte delle sere nel suo studio in compagnia di una gatta cieca che tenta inutilmente di insegnargli ad affrontare la vita con distacco.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Franco Bove</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">(pubblicato su Art&#8217;Empori-bmagazine di maggio 2009)</span><br />
&#8212;</p>
<p><span style="color: #993300;">Mappe letterarie dei lettori</span><br />
<span style="color: #993300;"><em>I dieci libri della mia vita</em></span></p>
<p><span style="color: #993300;">Invece di una rubrica sui libri monopolizzata da un solo autore, di questa ne è coautore ogni lettore che, a turno, è invitato a commentare brevemente (max 3000 battute) i 10 libri che hanno formato la sua vita o che comunque si sente di consigliare al mondo, anche raccontando il suo personale rapporto con il libro e le librerie. Grazie all’azione di scrittura, il lettore consapevolizza il suo rapporto con la lettura e condivide con gli altri una personale mappa intellettuale le cui coordinate sono date dai 10 libri individuati. Completa l’azione di condivisione, una scheda con cui il lettore, coautore per l’occasione, racconta brevemente (max 500 battute) le sue passioni diverse dal libro.</span></p>
<p><span style="color: #993300;">Questa rubrica è iniziata nel 2008 nella sezione di Art’Empori, all’interno della rivista bmagazine, quando era pubblicata in versione cartacea.</span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/"><span style="color: #993300;">Clicca qui per gli articoli di questa rubrica</span></a><span style="color: #993300;"><a href="http://artempori.wordpress.com/category/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/">.</a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"> </span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Mappa letteraria di Rita Bagnoli (Dieci libri della mia vita. Art&#8217;Empori-bmagazine gennaio 2009)</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/03/02/mappa-letteraria-di-rita-bagnoli-dieci-libri-della-mia-vita-artempori-bmagazine-gennaio-2009/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 17:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieci libri della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[Rita Bagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
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		<description><![CDATA[“Mi troverei molto male in un mondo senza libri, ma non è lì che si trova la realtà, dato che non vi è per intero.” Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano Il primo libro che mi ha aiutata ad orientarmi nel mondo è stato Niente e così sia di Oriana Fallaci: dura requisitoria contro la guerra, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><em><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/03/memorie-di-adriano-marguerite-yourcenar.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14767" alt="memorie-di-adriano marguerite yourcenar" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/03/memorie-di-adriano-marguerite-yourcenar-190x300.jpg" width="190" height="300" /></a><span style="color: #000000;">“Mi troverei molto male in un mondo senza libri, ma non è lì che si trova la realtà, dato che non vi è per intero.”</span><br />
</em></span><span style="color: #000000;">Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il primo libro che mi ha aiutata ad orientarmi nel mondo è stato Niente e così sia di Oriana Fallaci: dura requisitoria contro la guerra, ma anche ricca esperienza dell’autonomia e libertà di una donna. Anzi, vi ho trovato di più: il riferimento all’ambivalenza umana, rispetto cui è bene non assolutizzare i giudizi riducendo le persone ad oggetto, bensì confrontandosi di volta in volta con le loro azioni. Poi il mio viaggio, perlopiù in terra ‘crucca’ e straniera, è iniziato in compagnia di un libro che ho amato molto: Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Negli anni di studio di Germanistica, mi hanno allietata le letture regalate da un’amica: Felicità ed altri racconti di Katherine Mansfield e Al faro di Virginia Woolf; con esse feci la scoperta di uno stile morbido e del gusto della narrazione. Tornata in Italia, mi hanno sostenuta i libri di Christa Wolf; la sua Trama d’infanzia è l’insegnamento di come la scrittura sia arte se si lega ad una seria intenzione di comprendere la propria storia. La mia età adulta ha approfondito l’interesse per il pensiero; un evento è stato l’incontro con la filosofia della differenza femminile, nata in Francia ad opera di Luce Irigaray e trasferita in Italia da Luisa Muraro; due dei loro libri culto sono Amo a te e L’ordine simbolico della madre. Luisa Muraro è fondatrice di una comunità di filosofe, Diotima. Una loro bella pubblicazione è La magica forza del negativo: la negatività dell’esistenza se accolta e vissuta può indurci ad un passaggio di nuove prospettive. Dulcis in fundo: la poesia, la mia cioccolata. Tutte le poesie di Ingeborg Bachmann per mille motivi e le poesie di Anna Achmatova per il garbo con cui rima con il dolore e le passioni, ma specie per un suo verso: “Dalla felicità io non guarisco”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Rita Bagnoli</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Marguerite Yourcenar<br />
Memorie di Adriano, Einaudi</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Oriana Fallaci<br />
Niente e così sia, Rizzoli</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Katherine Mansfield<br />
Felicità e altri racconti, TEA</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Virgina Woolf<br />
Al Faro, Feltrinelli</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Christa Wolf<br />
Trama d’infanzia, E/O</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Luce Irigaray<br />
Amo a te, Bollati Boringhieri</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Luisa Muraro<br />
L’ordine simbolico della madre, Editori Riuniti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Diotima<br />
La magica forza del negativo, Liguori Editore</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ingeborg Bachmann<br />
Werke, Piper</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Anna Achmatova<br />
47 Poesie, Arnoldo Mondadori Editore</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Rita Bagnoli. Un giorno mia sorella Paola mi definì “anacronistica”: la battuta ci portò a ridere perché alludeva con spirito al rimprovero di agire controcorrente, di far precedere all’autorità la coscienza, alle convenzioni il diritto/dovere al dissenso. Credo di essere tutta qui, in ogni ambito frequenti: dalla scuola alla chiesa, dal teatro al cinema, dai musei ai negozi di dischi, dalla piscina alla libreria. Si capisce facilmente non sia un affare avermi come amica, figuriamoci come amante o sposa…</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>(pubblicato su Art&#8217;Empori-bagazine di gennaio 2009)</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Mappe letterarie dei lettori</span><br />
<span style="color: #993300;"><em>I dieci libri della mia vita</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Invece di una rubrica sui libri monopolizzata da un solo autore, di questa ne è coautore ogni lettore che, a turno, è invitato a commentare brevemente (max 3000 battute) i 10 libri che hanno formato la sua vita o che comunque si sente di consigliare al mondo, anche raccontando il suo personale rapporto con il libro e le librerie. Grazie all’azione di scrittura, il lettore consapevolizza il suo rapporto con la lettura e condivide con gli altri una personale mappa intellettuale le cui coordinate sono date dai 10 libri individuati. Completa l’azione di condivisione, una scheda con cui il lettore, coautore per l’occasione, racconta brevemente (max 500 battute) le sue passioni diverse dal libro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Questa rubrica è iniziata nel 2008 nella sezione di Art’Empori, all’interno della rivista bmagazine, quando era pubblicata in versione cartacea.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/"><span style="color: #993300;">Clicca qui per gli articoli di questa rubrica</span></a><a href="http://artempori.wordpress.com/category/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/"><span style="color: #993300;">.</span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2009/03/02/mappa-letteraria-di-rita-bagnoli-dieci-libri-della-mia-vita-artempori-bmagazine-gennaio-2009/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Mappa letteraria di Tullia Bartolini (Dieci libri della mia vita. Art&#8217;Empori-bmagazine novembre 2008)</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/02/28/mappa-letteraria-di-tullia-bartolini-dieci-libri-della-mia-vita-artempori-bmagazine-novembre-2008/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2009/02/28/mappa-letteraria-di-tullia-bartolini-dieci-libri-della-mia-vita-artempori-bmagazine-novembre-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 18:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[artempori01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieci libri della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[dieci libri della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[mappa letteraria]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Non so se esistano libri in grado di cambiare la vita di qualcuno. Di certo ci sono testi che incontriamo nel momento giusto, quando il tempo è arrivato. Credo molto a queste sincronicità. E’ come con le persone: i libri sono dei traghettatori verso nuove esperienze o, comunque, ci chiariscono le vicende, gli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/03/che-tu-sia-per-me-il-coltello-grossman.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14753" alt="che tu sia per me il coltello grossman" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/03/che-tu-sia-per-me-il-coltello-grossman.jpg" width="194" height="259" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/tullia-bartolini-autori/">Tullia Bartolini</a>] Non so se esistano libri in grado di cambiare la vita di qualcuno. Di certo ci sono testi che incontriamo nel momento giusto, quando il tempo è arrivato. Credo molto a queste sincronicità. </span><span style="color: #000000;">E’ come con le persone: i libri sono dei traghettatori verso nuove esperienze o, comunque, ci chiariscono le vicende, gli accaduti, l’esistenza, insomma. </span><span style="color: #000000;">Per dirla con Sartre: “Tutto cio’ che so della mia vita mi sembra di averlo appreso dai libri”. </span><span style="color: #000000;">Io seguo l’istinto e leggo di tutto, a volte appassionandomi ad un autore, altre volte ad un tema. </span><span style="color: #000000;">Sono passioni senza redenzione e senza flessioni. Le uniche che conosca.<br />
.<br />
</span><span style="color: #000000;">I libri che ho profondamente amato sono tanti, troppi: mi osservano con aria di muto rimprovero dai ripiani della libreria. Sanno già che non potrò nominarli tutti. Ho con la lettura un rapporto vorace e cannibalesco, che raramente riesco ad avere con gli esseri umani. Forse le due cose non sono compatibili. </span><span style="color: #000000;">Sicuramente leggo molto anche per imparare a scrivere. Al di là dell’istinto che porta qualcuno a raccontare, esiste la tecnica, il controllo della scrittura, cose che – sole &#8211; sono in grado di eliminare la massa inutile e fare dello scrivere un gesto meno narcisistico.<br />
</span><span style="color: #000000;">.<br />
Da ragazza ho molto amato l’indulgenza e la compassione di Pratolini. I suoi ‘poveri amanti’ erano lo specchio di un’Italia sofferente. Oggi, forse, lo scrittore italiano che piu’ riesce a toccare certe corde è Antonio Tabucchi. </span><span style="color: #000000;">Molto fiorente appare la letteratura francese, soprattutto quella declinata al femminile. La De Vigan, la Barbery de ‘L’eleganza del riccio’, mi sembrano vivaci, originali. Certo, manca il genio di una Duras, di una Yourcenar. </span><span style="color: #000000;">Tra scoperte, rivelazioni ed inciampi, il mio vagare letterario puo’ riguardare tanto le illuminazioni di Osho che le ferite dell’anima di Grossman; il genio solitario di Henry James e la sociologia di Fromm. </span><span style="color: #000000;">Fino ad arrivare, forse, a ‘saper leggere il libro del mondo/con parole cangianti e nessuna scrittura’ (ma questo è De Andre’).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Tullia Bartolini</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">‘Il processo’<br />
Franz Kafka</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">‘Lettera al padre’<br />
Franz Kafka</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">‘Che tu sia per me il coltello’<br />
David Grossman</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">‘Le parole per dirlo’<br />
Marie Cardinal</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">’Lo stesso mare’<br />
Amos Oz</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">‘Fuochi’<br />
Marguerite Yourcenar</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">‘Ritratto di signora’<br />
Henry James</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">’Le braci’<br />
Sandor Marai</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">‘Fuga dalla liberta’’<br />
Erich Fromm</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">‘Il coraggio’<br />
Osho</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Tullia Bartolini è nata a Benevento 42 anni fa. Lavora in banca ed è madre di due splendidi ragazzi, Cosimo e Federica. Nonostante il lavoro kafkiano, coltiva l’insana passione per la scrittura. </em></span><span style="color: #000000;"><em>Ha pubblicato raccolte di poesie e di racconti ed un romanzo breve. </em></span><span style="color: #000000;"><em>Per il teatro ha pubblicato il testo ‘Bellezza Orsini, Strea’, dedicato ad una strega (Ed.Guida). Il suo ultimo lavoro è ‘Limen’, raccolta poetica edita da Joker nell’aprile 2008. <a href="http://tulliabartolini.blogspot.it/" target="_blank">www.tulliabartolini.blogspot.it</a></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>(pubblicato in Art&#8217;Empori-bmagazine di novembre 2008)</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Mappe letterarie dei lettori</span><br />
<span style="color: #993300;"><em>I dieci libri della mia vita</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Invece di una rubrica sui libri monopolizzata da un solo autore, di questa ne è coautore ogni lettore che, a turno, è invitato a commentare brevemente (max 3000 battute) i 10 libri che hanno formato la sua vita o che comunque si sente di consigliare al mondo, anche raccontando il suo personale rapporto con il libro e le librerie. Grazie all’azione di scrittura, il lettore consapevolizza il suo rapporto con la lettura e condivide con gli altri una personale mappa intellettuale le cui coordinate sono date dai 10 libri individuati individuati come i più rappresentativi. Completa l’azione di condivisione, una scheda con cui il lettore, coautore per l’occasione, racconta brevemente (max 500 battute) le sue passioni diverse dal libro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Questa rubrica è iniziata nel 2008 nella sezione di Art’Empori, all’interno della rivista bmagazine, quando era pubblicata in versione cartacea.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/"><span style="color: #993300;">Clicca qui per gli articoli di questa rubrica</span></a><a href="http://artempori.wordpress.com/category/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/"><span style="color: #993300;">.</span></a></span></p>
<p><span style="color: #993300;"> </span></p>
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		<title>Mappa letteraria di Nicola Sguera (Dieci libri della mia vita. Art&#8217;Empori-bmagazine luglio 2008)</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/02/27/mappa-letteraria-di-nicola-sguera-dieci-libri-della-mia-vita-artempori-bmagazine-luglio-2008/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 13:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieci libri della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Sguera]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione libri]]></category>
		<category><![CDATA[beneventp]]></category>
		<category><![CDATA[dieci libri della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[mappa letteraria]]></category>

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		<description><![CDATA[I libri hanno trasformato la mia vita. Alcuni in maniera più evidente. Libri lontanissimi tra loro (abito le frontiere: ortodossia è parola che non amo). Quelli di Heidegger mi hanno insegnato che il pensiero può essere decisivo in vista di un altro mondo possibile, un pensiero poetante che curi il mio sguardo egocentrato, per evitare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/02/uomo-è-antiquato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14778" alt="uomo è antiquato" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/02/uomo-è-antiquato.jpg" width="200" height="295" /></a>I libri hanno trasformato la mia vita. Alcuni in maniera più evidente. Libri lontanissimi tra loro (abito le frontiere: ortodossia è parola che non amo). Quelli di Heidegger mi hanno insegnato che il pensiero può essere decisivo in vista di un altro mondo possibile, un pensiero poetante che curi il mio sguardo egocentrato, per evitare che l’uomo diventi un’appendice delle macchine, come ipotizza Anders ne &#8220;L’uomo è antiquato&#8221;, e per andare oltre il Novecento (Revelli), secolo-belva, dominato dai totalitarismi. Ma è dalla Weil che riprendo l’invito a mettersi in ascolto della «parte muta, anonima, sparita della storia»: bisogna iniziare a dire che Alessandro, Cesare e Napoleone erano criminali esattamente come Hitler, se non vogliamo produrre altri Hitler (o Bush). E sempre da lei ho imparato la necessità del radicamento e la possibilità di una spiritualità aperta, mistica, che ho ritrovato anche nelle pagine dolenti e sognanti della Hillesum, che cantava mentre il suo treno viaggiava verso il lager.  Sicuramente il confronto con il cristianesimo è centrale nella mia vita, ma predilige i sentieri poco battuti, ricerca quel “Quinto Vangelo”, tutto fondato sull’Amore, cui Pomilio ha dedicato un romanzo tanto bello quanto poco conosciuto. O il cristianesimo al servizio dell’altro, cristianesimo adulto di cui scriveva Bonhoeffer nelle sue lettere (poi raccolte in Resistenza e resa) prima di essere impiccato per aver complottato contro Hitler. A questo cristianesimo sublime ha dato parola e immagine il più grande regista del Novecento, Andrei Tarkovskij, il cui &#8220;Scolpire il tempo&#8221; è uno scritto intriso di romanticismo e poesia, distillato della grande tradizione spirituale russa, erede di quella interrogazione metafisica che Dostoevskij aveva magistralmente immortalato nel suo opus magnum, &#8220;I fratelli Karamazov&#8221;, dove si fronteggiavano nichilismo ateo e slancio verso l’assoluto, che, secondo Steiner, è il fondamento di tutte le grandi opere letterarie. Integrare un pensiero-poetante ecosofico, una spiritualità transreligiosa, un agire politico non-violento: i libri mi aiutano in questa ricerca che non avrà mai fine.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Nicola Sguera </em></span></p>
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><span style="color: #000000;"><img class="size-full wp-image-627" title="Nicola e Caterina Sguera" alt="Nicola e Caterina Sguera" src="http://artempori.files.wordpress.com/2009/06/nicola-e-caterina-sguera.jpg" width="500" height="352" /></span></dt>
</dl>
<p><span style="color: #000000;">Nicola e Caterina Sguera</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nicola Sguera è nato a Benevento nel 1967. Si è laureato a Roma in Lettere moderne. Ha due lavori: Insegna (felicemente) Filosofia e Storia presso il Liceo “P. Giannone” ed fa il papà di Caterina. Agli inizi degli anni Novanta, ha fondato l’associazione e la rivista “La Rosa Necessaria”, dedita principalmente alla divulgazione della poesia. È stato candidato sindaco di Benevento con una lista rosso-verde (“Città Aperta)”. È tra i fondatori della rivista telematica “Soglie”. Si professa comunista, ma fuori dalla tradizione classica del marxismo. Si professa cristiano, ma fuori dalla Chiesa cattolica. Crede, con Latouche, che l’ordine del giorno del tempo presente sia triplice: decrescere, decolonizzare l’immaginario e ricreare i luoghi di una civiltà conviviale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">(Pubblicato su Art&#8217;Empori-Bmagazine del luglio 2008)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">—</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Mappe letterarie dei lettori</span><br />
<span style="color: #993300;"><em>I dieci libri della mia vita</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Invece di una rubrica sui libri monopolizzata da un solo autore, di questa ne è coautore ogni lettore che, a turno, è invitato a commentare brevemente (max 3000 battute) i 10 libri che hanno formato la sua vita o che comunque si sente di consigliare al mondo, anche raccontando il suo personale rapporto con il libro e le librerie. Grazie all’azione di scrittura, il lettore consapevolizza il suo rapporto con la lettura e condivide con gli altri una personale mappa intellettuale le cui coordinate sono date dai 10 libri individuati. Completa l’azione di condivisione, una scheda con cui il lettore, coautore per l’occasione, racconta brevemente (max 500 battute) le sue passioni diverse dal libro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Questa rubrica è iniziata nel 2008 nella sezione di Art’Empori, all’interno della rivista bmagazine, quando era pubblicata in versione cartacea.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/"><span style="color: #993300;">Clicca qui per gli articoli di questa rubrica</span></a><a href="http://artempori.wordpress.com/category/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/"><span style="color: #993300;">.</span></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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