<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Art&#039;Empori &#187; disillusione dell&#8217;artista</title>
	<atom:link href="https://www.artempori.it/artempori/tag/disillusione-dellartista/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.artempori.it/artempori</link>
	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 21:41:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.41</generator>
	<item>
		<title>Il grillismo per canalizzare il dissenso dei movimenti sui binari morti della politica?</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/03/03/il-grillismo-per-canalizzare-il-dissenso-dei-movimenti-sui-binari-morti-della-politica/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2013/03/03/il-grillismo-per-canalizzare-il-dissenso-dei-movimenti-sui-binari-morti-della-politica/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 11:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza non delegata]]></category>
		<category><![CDATA[disillusione dell'artista]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche 2013]]></category>
		<category><![CDATA[grillo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artempori.wordpress.com/?p=6387</guid>
		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Le consultazioni elettorali del 24 febbraio 2013 saranno ricordate per il sopravanzare del grillismo. Se analizziamo il voto elettorale in base all’attitudine alla delega dell&#8217;elettore, dobbiamo ritenere che il grillismo non è una rivoluzione ma un’involuzione che agevola una cittadinanza delegata. Se la politica dei partiti è in agonia, il leaderismo ne è un parassita [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/parlamento-italiano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6392" alt="parlamento italiano" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/parlamento-italiano.jpg?w=300" width="300" height="189" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a><strong>] </strong>Le consultazioni elettorali del 24 febbraio 2013 saranno ricordate per il sopravanzare del grillismo. Se analizziamo il voto elettorale in base all’attitudine alla delega dell&#8217;elettore, dobbiamo ritenere che il grillismo non è una rivoluzione ma un’involuzione che agevola una cittadinanza delegata. Se la politica dei partiti è in agonia, il leaderismo ne è un parassita che si nutre del malessere della democrazia rappresentativa, senza metterla realmente in discussione.<br />
.<br />
La primavera araba ci insegna che non è sufficiente sostituire il governante se non è cambiata la popolazione nel suo sentire comune: la classe dirigente non è solo quella modificabile con il voto. I funzionari pubblici, i docenti universitari, i giornalisti, gli intellettuali, gli artisti, gli imprenditori e gli stessi esponenti della politica, nel quotidiano, sono cittadini, consumatori, fruitori delle arti: se, smettendo di delegare, noi cittadini cambiamo negli stili di vita e nel sentire comune, cambia naturalmente anche la classe dirigente.</div>
<div dir="ltr" id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_82" style="text-align: justify;">.<br />
Inutile, infatti, risulta il successo dei grillini: si troveranno di fronte alla disillusione dell’artista. Ogni artista vuole combattere il sistema, ma se, per ventura, ha successo, a causa della notorietà acquisita, diventa automaticamente organico al sistema: una trappola senza via di uscita.<br />
.<br />
Ogni volta che la società civile, singolo membro o movimento collettivo, fa il salto dalla democrazia in prima persona alla democrazia rappresentativa, automaticamente va verso la disillusione perché, ormai forza politica, dovrà parlare il linguaggio dell&#8217;esclusione, prendendo il posto di un altro politico per decidere sull’esistente, mentre, quando era energia volontaria fuori dalle istituzioni, utilizzava il linguaggio non violento dell&#8217;inclusione, aggiungendo all’esistente la sua attività complementare a quella degli altri attivisti.</div>
<div dir="ltr" id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_82">
<div id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_74" style="text-align: justify;">
<div>
<div id="yui_3_7_2_16_1362303981763_279"><span id="yui_3_7_2_16_1362303981763_228" style="font-family: 'Bookman Old Style';">.</span></div>
</div>
</div>
<div id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_107" style="text-align: justify;">Per essere coerenti, i grillini avrebbero dovuto restare un movimento extraparlamentare: ora che entrano in parlamento, probabilmente si troveranno coinvolti in meccanismi che li porteranno a essere organici al sistema, dando credibilità a un modello superato, tenendo in vita un morto, la democrazia rappresentativa che impedisce il cambiamento, quello che origina da una cittadinanza esperienziale, in prima persona.<br />
Quando il cambiamento non è delegato ad altri, ma esperito in prima persona, a prescindere se l&#8217;obiettivo è raggiunto, già il cittadino è cambiato, è una persona migliore, inclusiva e capace di innescare felicità diffusa.</div>
<div id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_107" style="text-align: justify;">.<br />
Un giorno, dovremo ammettere che il grillismo è un fiume in piena che è servito a canalizzare il dissenso dei movimenti sui binari morti della politica.<br />
.</div>
<div id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_107" style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</div>
<div id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_107" style="text-align: justify;">.</div>
<div id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_107" style="text-align: justify;"><em>Seguono le considerazioni che, a ridosso delle elezioni siciliane di ottobre 2012, scrissi sul rapporto tra società civile e mondo politico.</em></div>
<div id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_107">
<div id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_129" style="text-align: justify;">
<div id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_128"><i id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_127"><span id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_123" style="font-size: small;">.</span></i></div>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b><a href="http://www.artempori.it/artempori/2012/11/04/dopo-la-primavera-araba-lautunno-siciliano-i-grillini-per-continuare-a-delegare/" target="_blank" rel="nofollow">Dopo la primavera araba, l&#8217;autunno grillino?</a></b><br />
<span style="color: #993300;"><i>Il successo elettorale dei grillini è l’espressione di una popolazione che persevera nel delegare il cambiamento?</i></span><br />
<span style="color: #993300;"> di Alessio Masone &#8211; 4 novembre 2012</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span><br />
<span style="text-decoration: underline; color: #993300;"> Dal punto di vista dell&#8217;impegno pubblico</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Se volessimo individuare una distinzione fra mondo politico e società civile, in base a quello che si mette a disposizione della collettività,</b>gli uomini politici tendono a proporre le loro capacità decisionali sulla cosa pubblica esistente. Gli esponenti della società civile tendono a realizzare, in piccolo ma in prima persona, quello che ancora non esiste nella cosa pubblica.</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>L’uomo politico, proponendosi per decidere sull’esistente, usa il linguaggio dell’esclusione</b> perché, nei luoghi delle decisioni, intende prendere il posto di un altro uomo politico.</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>L’esponente della società civile, in un contesto meno canonico e più creativo, all’esistente aggiunge la sua attività</b> che, insieme a quella di altri attivisti, si somma con complementarietà e inclusione, aggiungendo nuovo valore alla comunità territoriale. Se esistesse un metro capace di misurare, oltre al PIL, anche il &#8220;valore aggiunto volontaristicamente&#8221; dalla società civile (VAV?), avremmo uno strumento per orientarci verso una reale creatività collettiva.</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Da questo punto di vista, sembrerebbe che i grillini siano identici a quegli stessi uomini politici che vogliono sostituire, escludendoli</b>: intendono semplicemente entrare nelle istituzioni per decidere sull’esistente della cosa pubblica. Le decisioni dei grillini sarebbero migliori solo perché loro sarebbero più puri degli altri? In questo metodo, a prescindere dalle buone intenzioni, si scorge la violenza della sopraffazione, della competizione, della corsa alla gestione del potere decisionale.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span><br />
<span style="text-decoration: underline; color: #993300;"> Dal punto di vista dell&#8217;elettore</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Chi vota i grillini, prevalentemente, confina il suo impegno civile</b> semplicemente nel delegarlo ai rappresentanti di un carismatico personaggio massmediatico.</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Ma possiamo affermare, analogamente, che chi vota PDL, prevalentemente, confina il suo impegno civile</b> semplicemente nel delegarlo ai rappresentanti di un carismatico personaggio massmediatico.</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Se la classe politica è espressione di una popolazione, nonostante la sostituzione formale dei soggetti politici, quella classe dirigente, nei fatti, resta identica</b>, visto che la popolazione, nel sentire quotidiano, non è cambiata. L’attuale crisi potrebbe costituire l’opportunità per una popolazione che realizza in prima persona una risposta risolutiva che, naturalmente, porta con sé una coesione sociale e un benessere diffuso che oggi mancano. Invece, per ora, molti, per non farsi carico del cambiamento, continuano a delegare, pretendendo di sostituire semplicemente la classe politica.</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Qualcuno affermava che facebook è utile anche al mondo occidentale, visto che aveva reso possibile la Primavera araba.</b></span><br />
<span style="color: #993300;"> Ebbene, facebook è utile per creare un movimento di opinione contro le dittature novecentesche, quelle identificabili in una o poche persone, ma non per contrastare le egemonie di potere diffuso che allignano nelle democrazie del XXI secolo, come quelle degli stati occidentali.</span><br />
<span style="color: #993300;"> Infatti, quei paesi arabi, che si sono liberati dei dittatori, non hanno risolto i loro problemi, come si erano illusi, perché la democrazia di un popolo non matura da un giorno all’altro.</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Non basta eliminare il sintomo di un malessere, se non si lavora sulla causa di quel malessere che risiede diffusamente nella popolazione</b>. Pensare di risolvere individuando nei politici i responsabili esclusivi significa cercare capri espiatori per non mettere in discussione il sistema.</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Non basta sostituire un esponente politico con un altro, ma è necessaria una nuova consapevolezza che si diffonda</b> <b>nella popolazione</b>: fin quando i cittadini continueranno a delegare le responsabilità ai vecchi politici e il cambiamento ai nuovi politici, una nazione resterà identica nei suoi ingranaggi, sempre mancanti di una coesione sociale e di una cittadinanza non delegata.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span><br />
<span style="text-decoration: underline; color: #993300;"> Dalla democrazia rappresentativa alla democrazia diffusa</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Sfugge agli analisti politici la considerazione che, ormai esenti da dittature formali, dobbiamo ammettere il fallimento della democrazia rappresentativa</b> la quale, basandosi sul paradigma maggioritario, esclude le minoranze, disperde la coesione sociale e promuove la delega.</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Quando vedremo un&#8217;assemblea condominiale o un comitato di quartiere</b> (enti determinati con metodo maggioritario) <b>capaci di decidere secondo contenuti e inclusione</b>, e non secondo giustizia formale, allora potremmo ritenere che esista una speranza per una sana democrazia rappresentativa anche in un’assemblea comunale, regionale o parlamentare.</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Sfugge agli analisti anche che la classe dirigente non è costituita solo dai politici, che si possono eliminare con il voto elettorale</b>: la classe che dirige i processi sociali ed economici di un paese, che è corresponsabile della crisi economica e sociale, è costituita anche da funzionari statali, sindacalisti, imprenditori, giornalisti, docenti universitari, intellettuali e artisti.</span><br />
<span style="color: #993300;"> <b>Il cambiamento può avvenire solo dal basso, quando il cittadino, senza delegare responsabilità e cambiamento ad altri</b>, si mette in discussione, realizzando una gestione responsabile delle emozioni quotidiane (stili di vita responsabili capaci di inclusione e di cittadinanza non delegata).</span></p>
<div>
<div>
<div style="text-align: justify;"><span id="yiv528285551yui_3_7_2_17_1362242756983_63" style="color: #993300;">Visto che gli esponenti della classe dirigente politica, amministrativa, imprenditoriale e intellettuale, nella vita di tutti i giorni, sono in mezzo a noi (quando comprano, mangiano, viaggiano, leggono, si innamorano, frequentano amici&#8230;), se noi cittadini cambiamo, tramite il quotidiano, il cambiamento arriverà diffusamente nella classe dirigente che, a quel punto, sarà matura per promuovere un nuovo modello culturale e di sviluppo.</span></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>http://artempori.wordpress.com/2012/11/04/dopo-la-primavera-araba-lautunno-siciliano-i-grillini-per-continuare-a-delegare/</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2013/03/03/il-grillismo-per-canalizzare-il-dissenso-dei-movimenti-sui-binari-morti-della-politica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
